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 | Documenti: CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO |
CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO LA MOZIONE GENERALE APPROVATA (sintesi)
Il Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito riunitosi dal 3 al 5 settembre 2010 presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona... Riconosce la necessità di continuare il lavoro avviato nella primavera scorsa relativamente alla definizione, consolidamento e rilancio della lotta a livello internazionale per l'affermazione della democrazia basata sul pieno rispetto delle libertà fondamentali. A 60 anni dall'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, resta necessario lottare affinché vengano garantiti i diritti umani individuali indipendentemente alla cittadinanza. A questo fine occorre passare finalmente alla preparazione di iniziative concrete, volte all'effettiva attivazione delle giurisdizioni per provocare significative modifiche legislative e sentenze contro i governi che violano sistematicamente i diritti umani fondamentali identificando strategicamente temi, o paesi, prioritari sui quali avviare il necessario lavoro preparatorio, ma anche per porre problemi relativi alla realtà delle giurisdizioni stesse... A questo fine il Consiglio generale auspica che tutti gli iscritti, a partire dai membri del Consiglio stesso, contribuiscano fattivamente nell'individuazione di casi da definire nei dettagli necessari... Il Consiglio generale stabilisce che il 39esimo Congresso del Partito sia tenga preferibilmente in Africa e se possibile nella tradizionale data del primo fine settimana di novembre e comunque entro i primi due mesi del 2011.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 05 settembre 2010 @ 18:15:42
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 | Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO "LA CRONACA" |
APPELLO PER L'UNINOMINALE (La Cronaca del 2.9.2010)
Mentre cresce l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di una riforma della legge elettorale, continuano ad arrivare le adesioni all’Appello per l’uninominale, pubblicato dal Corriere della Sera sabato scorso, che vede il senatore Pietro Ichino primo firmatario assieme a personalità dei vari schieramenti politici (tra cui Angelo Panebianco, Emma Bonino, Antonio Martino, Antonio Baldassarre, Marco Pannella, Franco Debenedetti, Luigi Spaventa, Benedetto Della Vedova, Domenico Gramazio, Enrico Morando, Gianfranco Pasquino, Michele Salvati, Adolfo Urso, solo per ricordarne alcuni). La raccolta delle adesioni all’appello ha preso avvio anche a Cremona (per informazioni: s.ravelli@fastpiu.it). Il testo è il seguente: “FIRMA L’APPELLO PER L’UNINOMINALE PER - ottenere finalmente anche nel nostro Paese quella stabilità e certezza delle leggi elettorali che gli standard democratici internazionali raccomandano e in qualche misura esigono,
- approdare a una riforma elettorale effettiva, durevole e orientata nel senso del collegio uninominale indicato in modo nettissimo dagli italiani a grande maggioranza nel referendum del 1993, poi in larga parte disatteso dal legislatore, - adottare finalmente anche in Italia un sistema elettorale ispirato ai modelli sperimentati ormai da secoli in regimi civili – quali quelli anglosassoni – che si sono rivelati tra i più fecondi sul piano della democrazia, della sicurezza e del benessere dei propri cittadini, - dare agli elettori la piena libertà, l’effettivo pieno potere e la piena responsabilità di scegliere il Governo e gli eletti, assicurando un rapporto personale efficace dell’eletto con chi lo elegge,
- promuovere in questo modo, al tempo stesso, l’autonomia della società civile e la laicità dello Stato, intesa come metodo indispensabile di cooperazione per il bene comune tra persone di fedi o ideologie diverse, - ridurre il costo delle campagne elettorali e tagliare il costo – divenuto insostenibile –delle rendite che gli apparati dei partiti si assegnano quando si consente loro di assumere la funzione di tramite tra i cittadini e i parlamentari”. La sottoscrizione dell’appello può essere fatta direttamente sul sito internet www.uninominale.it Sergio Ravelli
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 02 settembre 2010 @ 09:25:40
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 | Incontri e iniziative: APPELLO PER IL SISTEMA UNINOMINALE MAGGIORITARIO |
FIRMA L'APPELLO PER L'UNINOMINALE PER
- ottenere finalmente anche nel nostro Paese quella stabilità e certezza delle leggi elettorali che gli standard democratici internazionali raccomandano e in qualche misura esigono; approdare a una riforma elettorale effettiva, durevole e orientata nel senso del collegio uninominale indicato in modo nettissimo dagli italiani a grande maggioranza nel referendum del 1993, poi in larga parte disatteso dal legislatore; - adottare finalmente anche in Italia un sistema elettorale ispirato ai modelli sperimentati ormai da secoli in regimi civili – quali quelli anglosassoni – che si sono rivelati tra i più fecondi sul piano della democrazia, della sicurezza e del benessere dei propri cittadini; - dare agli elettori la piena libertà, l’effettivo pieno potere e la piena responsabilità di scegliere il Governo e gli eletti, assicurando un rapporto personale efficace dell’eletto con chi lo elegge; promuovere in questo modo, al tempo stesso, l’autonomia della società civile e la laicità dello Stato, intesa come metodo indispensabile di cooperazione per il bene comune tra persone di fedi o ideologie diverse; - ridurre il costo delle campagne elettorali e tagliare il costo – divenuto insostenibile –delle rendite che gli apparati dei partiti si assegnano quando si consente loro di assumere la funzione di tramite tra i cittadini e i parlamentari.
ADERISCI E SOSTIENI L’APPELLO, VAI SUL SITO www.uninominale.it
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 30 agosto 2010 @ 13:32:49
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 | Rassegna stampa: INTERVENTO DI RAVELLI SUL QUOTIDIANO "LA CRONACA" |
ALTRO SUICIDIO NEL CARCERE DI SULMONA. IL RICORDO PERSONALE DI SERGIO RAVELLI (La Cronaca del 28.8.2010)
“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi” ha dichiarato la deputata radicale (fra i promotori del ‘Ferragosto in carcere’) Rita Bernardini, appresa la notizia dell’ennesimo suicidio in un penitenziario del nostro Paese. Si tratta del 44esimo suicidio che si registra dall’inizio dell’anno ed è avvenuto nel carcere di Sulmona, un istituto tristemente noto per casi del genere (11 suicidi negli ultimi 10 anni), e dove nei primi 8 mesi del 2010 vi sono stati già quattro suicidi di detenuti. Ricordo che proprio a Sulmona si tolse la vita, nell’aprile 2003, anche la direttrice Armida Miserere, ben conosciuta in città per aver diretto il carcere di via Cà del Ferro. All’inizio degli anni novanta, dopo una lunga attesa, entrò in funzione il nuovo carcere di Cremona. Per gestire la fase iniziale, la più difficile, poiché si trattava di governare la transizione da un piccolo ad un grande carcere, fu chiamata una direttrice di solida preparazione, laureata in criminologia, Armida Miserere. In una delle prime visite al nuovo carcere ebbi modo di conoscerla. Piccola ma energica, decisa, a volte spigolosa, gran fumatrice, in costante agitazione, totalmente presa dal proprio lavoro. Con lei il dialogo era complicato, a volte conflittuale nell’affrontare le problematiche carcerarie. La direttrice Miserere non aveva dubbi di sorta sulla sua “mission”; per lei il carcere era e doveva restare un luogo di detenzione e di espiazione. Senza falsi pietismi e inutili concessioni. Ma con regole severe e da rispettare. Venni presto a sapere che la direttrice Miserere era stata trasferita a Cremona dopo l’uccisione del compagno – un educatore conosciuto presso il carcere di Parma – ad opera della Camorra. Un nuovo contesto ambientale e di lavoro avrebbe potuto favorire il superamento del trauma prodotto da quel tragico evento. La fama di direttrice dal “pugno di ferro” la portò, dopo qualche anno, a dirigere alcune fra le carceri più difficili del paese (Voghera, Pianosa, l’Ucciardone, Spoleto), fino ad approdare al penitenziario di Sulmona. Qui, la sera del 19 aprile 2003, pose drammaticamente fine alla sua vita con un colpo di postola, la calibro 9 che sempre portava con sé. L’appello odierno al Governo e ai colleghi parlamentari di Rita Bernardini non può essere lasciato cadere: “occorre fare in fretta per spegnere l’inferno di disperazione e di morte, e varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 29 agosto 2010 @ 15:26:35
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 | Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL DIRETTORE DI "LA CRONACA" |
NO ALLA LAPIDAZIONE DI SAKINEH (La Cronaca del 25.8.2010)
Sig. direttore, ritengo che sia cosa buona e giusta sottoscrivere la petizione promossa da scrittori e intellettuali francesi contro la condanna a morte per lapidazione di Sakineh.
Il testo della petizione è il seguente: "Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come ‘punizione’ pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di ‘esempio’, 99 colpi di frusta). I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L'adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato. Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità? Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare. Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani. Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane". Vorrei pertanto invitare i lettori del suo quotidiano a firmare la petizione contro la condanna a morte per lapidazione di Sakineh a questo indirizzo: www.laregledujeu.org Sergio Ravelli
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 25 agosto 2010 @ 08:40:06
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 | Rassegna stampa: FERRAGOSTO IN CARCERE: IL BILANCIO |
CARCERI A FERRAGOSTO I RADICALI: ORA I FATTI" (La Provincia del 19.8.2010)
“La quasi totalità delle carceri italiane (il 95%) è stata visitata nello scorso fine settimana dai deputati, senatori e consiglieri regionali che hanno aderito all’iniziativa dei radicali italiani denominata ‘Ferragosto in carcere’. L’appuntamento di quest’anno è servito anche per richiamare l’attenzione sul ruolo della chiesa italiana nella difesa dei diritti dei detenuti. Pochi infatti sanno che il mondo ecclesiastico ha le stesse prerogative e quindi le stesse responsabilità del mondo parlamentare”. Così attacca la nota stampa diffusa ieri da Sergio Ravelli, storico radicale cremonese e presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani. “Nonostante il grande successo dell’iniziativa - prosegue Ravelli - continua però a mancare un’attenzione ampia, del paese e dell’informazione televisiva, alla situazione, davvero intollerabile, che si vive dietro le sbarre. In particolare, l’informazione televisiva italiana sembra abbia un solo principio: tutti i veri problemi eticamente e socialmente gravi e importanti non devono essere affidati all’opinione popolare. Alla ripresa dei lavori parlamentari il tema dovrà essere necessariamente affrontato. Le proposte, soprattutto quelle dei Radicali, organiche e di emergenza, sono note da tempo e giacciano in Parlamento. Colgo l’occasione – conclude Ravelli - per ringraziare la senatrice Cinzia Fontana e il deputato Luciano Pizzetti, che nella giornata di venerdì scorso hanno visitato il carcere di Cà del Ferro, dimostrando ancora una volta disponibilità ed attenzione alle problematiche riguardanti la comunità penitenziaria".
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 19 agosto 2010 @ 08:33:20
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 | Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA |
I POLITICI IN VISITA FERRO A CA’ DEL FERRO, “ECCELLENZA TRA MILLE DIFFICOLTA’” (La Cronaca del 14.8.2010)
Tra mille problemi irrisolti da anni, il carcere di Cremona si conferma un carcere modello, dove umanità e professionalità sono riuscite a trovare la giusta sinergia per fare fronte alla costante carenza di risorse economiche e di organico del personale. E’ il bilancio tracciato dalla visita effettuata ieri mattina tra le mura di “Cà del ferro” dai politici che hanno raccolto l’invito a partecipare all’iniziativa voluta e organizzata ogni anno per Ferragosto dai Radicali. Accompagnati dalla direttrice Ornella Bellezza, come sempre disponibile ad ogni iniziativa di trasparenza e che possa mettere in collegamento la struttura carceraria con il mondo esterno, l’onorevole Pd Luciano Pizzetti, la senatrice Cinzia Fontana, Andrea Virgilio, capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale e il radicale Ermanno de Rosa hanno potuto osservare e tastare con mano la situazione carceraria a Cremona. Situazione ben lontana dalle condizioni al limite di altre carceri italiane dove il sovraffollamento e l’aumento dei suicidi stanno paurosamente aumentando, diventando pericolose polveriere. Sebbene i problemi esistano e siano di non facile soluzione, a Cremona ci si è attrezzati per riuscire a sopperire alle carenze – non senza un’abbondante dose di buona volontà – a fare addirittura economia nonostante i tagli. Un’eccellenza sottolineata dalla senatrice Fontana: “Nella mia esperienza politica di carceri ne ho visitati diversi – ha spiegato al termine della visita davanti ai cancelli della casa circondariale dove si è tenuta una breve conferenza stampa – ma a Cremona colpisce questo modo di affrontare le problematiche che pure ci sono unendo autorevolezza e umanità, facendo sistema. Si ha l’idea che esista davvero un progetto, un’idea di carcere alla quale tutti i soggetti coinvolti credono e partecipano”. A stigmatizzare le criticità è l’onorevole Pizzetti, preoccupato soprattutto dalla futura apertura del nuovo padiglione che di fatto porterà al raddoppio del carcere” e si spera anche del personale. Purtroppo, attualmente la carenza dell’organico si fa sentire: si è sotto di almeno una cinquantina di unità. Altra nota dolente è la carenza di risorse economiche che gli ultimi provvedimenti del Governo hanno ulteriormente assottigliato. Ma a Cremona, fin dove si è riusciti, si è risposto con ingegno e buona volontà addirittura riuscendo a risparmiare…. “Scandaloso” è per Pizzetti l’impossibilità da parte della stessa direttrice di accedere al nuovo padiglione dei detenuti attualmente in costruzione la cui gestione è totalmente affidata al Ministerro. “Non si capisce perché nessuno possa accedere in questa specie di enclave da cui tutti sono tenuti lontani”…. Anche il radicale de Rosa ha confermato come Cremona sia davvero un caso raro, dove pure i problemi esistono, ma dove non si vivono situazione estreme dovute al sovraffollamento. “In Italia c’è una popolazione carceraria di 69 mila persone, contro 47 mila posti, non ha caso il numero dei suicidi è in forte aumento: nei primi sette mesi del 2009, anno record, ci sono state 31 morti, nei primi mesi di quest’anno già 41, il 30% in più. Una situazione che non può essere ignorata”. (B. Sudati)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 23:42:42
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 | Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA |
De Rosa: 40 casi del 2010. In Italia le celle scoppiano TROPPI SUICIDI NELLE CARCERI (La Provincia del 14.8.2010)
In questi giorni sta leggendo Primo Levi. “Che diceva: ‘Per annullare la personalità, la prima cosa è la negazione di uno spazio’”. Ermanno de Rosa, segretario dell’associazione radicale Piergiorgio Welby, chiede “sensibilizzazione all’esterno” dei problemi carcerari. E cita i dati: “Qui i detenuti sono passati da 290 a 311, un lieve aumento. A Cremona non c’è il fenomeno del sovraffollamento, che, però, esiste in tutta Italia: 69mila detenuti su 47mila posti. E c’è un sintomo che non va sottovalutato: il suicidio”. De Rosa consegna il cifra della tragedia: “Nei primi sette mesi del 2009, i suicidi sono stati 31, nei primi sette mesi del 2010, quaranta con un aumento, dunque, del trenta per cento. Un sintomo che va analizzato strategicamente: ci dice che il sovraffollamento delle carceri non è trascurabile”. Ermanno de Rosa evidenzia che “nelle carceri ci sono novemila innocenti, che risultano minacciati, torturati dal sovraffollamento in modo preterintenzionale”.
Per i Radicali, il “2010 è l’anno più difficile per l’intera ‘comunità penitenziaria’. Mai in passato i detenuti ristretti nelle nostre carceri sono stati così tanti e il personale di ogni livello così ridotto nel suo organico. Ciò ha comportato che oggi, più che in passato, il carcere sia sempre di più il luogo della pena che poco o niente ha a che vedere con quanto sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 22:51:33
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 | Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA |
Cà del Ferro. La direttrice Bellezza accoglie Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana “FATE LAVORARE I DETENUTI“ L’APPELLO AI PARLAMENTARI (La Provincia del 14.8.2010)
Dopo un “lavoro intenso di formazione” in un carcere-impresa, sono diventati bravi falegnami, restauratori, elettricisti, idraulici, muratori, apicoltori, vivaisti. Eppure c’è “l’amarezza” di constatare che non c’è sbocco sul mercato, perché il nemico, fuori, è la diffidenza. Da qui l’appello: “Un lavoro di concertazione con le pubbliche amministrazioni e la Camera di Commercio, affinché si possa generare questo incontro tra domanda e offerta”. Amarezza e appello li ha consegnati ieri ai parlamentari Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana, Ornella Bellezza, dal 1995 direttrice del carcere di Cremona, dove non esiste il problema del sovraffollamento, ma pesa, eccome, la carenza di agenti di polizia penitenziaria. E dove alla mancanza di risorse, “si cerca di ovviare con i lavori in economia w la buona volontà”.
Mezzogiorno e un quarto di ieri. Pizzetti, Fontana e Andrea Virgilio, capogruppo del Pd in consiglio provinciale, hanno appena terminato di visitare Cà del Ferro, accompagnati dal radicale Ermanno de Rosa, nell’ambito dell’iniziativa ‘Ferragosto in carcere’. La direttrice Bellezza raccoglie il plauso di Pizzetti, che qui era venuto anche un anno fa. “Come parlamentare ringrazio moltissimo la direttrice e gli operatori per il carico di professionalità e di umanità eccezionali, difficili da riscontrare in altre carceri”. Mentre la senatrice Fontana, che in questi anni di penitenziari ne ha visitati altri quattro, resta “positivamente colpita dalla particolarità di Cremona dove, certo, ci sono problemi, ma si fa sistema: autorevolezza e umanità. Qui si coinvolgono operatori e detenuti: c’è un progetto dietro all’idea di carcere in questo modo”.
Un anno dopo, Pizzetti riscontra “i punti di eccellenza”, ossia “il trattamento dei detenuti”, alcuni dei quali lavorano al Digit (dematerializzazione degli atti di importanti processi, da piazza Fontana a Telecom e al caso Calvi), e “quelli critici”. A cominciare dalla carenza di personale. “Nulla è cambiato rispetto a un anno fa” in un carcere, nel quale sta venendo su il secondo padiglione “e se si raddoppia, si spera che si raddoppi anche il personale”. Sul nuovo padiglione, Pizzetti apre una parentesi. “È una enclave del ministero ed è inconcepibile, una Repubblica di San Marino, una zona franca. Nessuno può intervenire, neanche la direttrice e il personale che potrebbero dare consigli. Mi si dice che è normale: una normalità nella anormalità”. Chiusa la parentesi, si torna alle carenze: i tagli pesano e senza soldi non si può sistemare il tetto della palazzina su due piani che ospita gli alloggi degli agenti. Il primo piano l’hanno ristrutturato i detenuti “con un risparmio del 78%”. Nel secondo, con l’acqua che cola dal tetto “serve l’impresa specializzata, ma non ci sono risorse”. E c’è l’altro “punto critico”: l’”amarezza” e l’”appello” della direttrice Bellezza raccolti dai parlamentari, che dovranno sensibilizzare pubbliche amministrazioni e Camera di Commercio. Anche perché il lavoro abbatte la recidiva. (F. Morandi)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 22:47:07
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 | Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA |
E OGGI A CA’ DEL FERRO LA VISITA DEI PARLAMENTARI (La Provincia del 13.8.2010)
Oggi, in occasione del ‘Ferragosto in carcere’, l’iniziativa dei Radicali, visiteranno il penitenziario di Cà del Ferro l’onorevole Luciano Pizzetti (Pd) e la senatrice Cinzia Fontana, accompagnati da Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona e da Andrea Virgilio, capogruppo Pd in Provincia. “Dall’inizio dell’anno sono 39 i detenuti suicidi nelle carceri italiane - è scritto nella nota dei radicali -, mentre il totale dei detenuti morti nel 2010, tra suicidi, malattie e cause “da accertare” arriva a 105. Ma non sono soltanto i detenuti a “morire di carcere”; da inizio anno già 4 agenti di polizia penitenziaria si sono tolti la vita, e il 23 luglio si è ucciso anche Il Provveditore alle carceri della Calabria, Paolo Quattrone. Lo scorso anno l’iniziativa ‘Ferragosto in carcere’ ha avuto grande riscontro: “in tre giorni, grazie alla disponibilità di 165 parlamentari, sono state visitate quasi tutte le oltre 200 strutture penitenziarie presenti sul territorio. Si è trattato della più massiccia e importante visita di sindacato ispettivo mai effettuata in Italia. Quest’anno, se possibile, si cercherà di fare meglio, completando con le nostre visite tutte le carceri, compresi gli istituti per minori”.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 22:35:22
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 | Rassegna stampa: LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI CA' DEL FERRO A CREMONA |
CARCERE DI CREMONA AL COLLASSO IN 330 OLTRE LE SBARRE, CA’ DEL FERRO DA RECORD A FERRAGOSTO RADICALI E PARLAMENTARI IN VISITA (La Provincia del 28.7.2010)
I radicali ci saranno tutti: da Sergio Ravelli, storico rappresentante cremonese del partito fondato da Marco Pannella, a Maurizio Turco, uno dei nove parlamentari radicali eletti nelle liste del Partito Democratico, un politico da sempre mobilitato sul fronte carceri ma anche su altre questioni che riguardano Cremona, ad esempio il caso Tamoil. Potrebbe esserci anche Luciano Pizzetti, il deputato del Pd, insieme ad altri esponenti locali di quel partito. Del resto lo scorso anno ad accompagnare Ravelli sono stati lo stesso Pizzetti e Maura Ruggeri. Ieri Ravelli, che è presidente del comitato nazionale, ha confermato che la visita presso la casa circondariale di via Cà del Ferro è in preparazione. L’esponente radicale ha anche confermato la difficoltà, a poter documentare le condizioni interne alle carceri, a Cremona come altrove. “Una volta bastava il via libera del direttore della struttura per poter filmare o fotografare qualcosa all’interno del carcere. Adesso serve l’espressa autorizzazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) che però raramente la concede. Noi, per dirne una, non siamo mai riusciti ad avere quell’autorizzazione”. In questi giorni tutti i principali esponenti radicali, in vista delle visite che avverranno a Ferragosto, si sono mobilitati ed hanno preso posizione su vari organi di stampa per riportare il tema sotto i riflettori. Purtroppo la cronaca è tornata d occuparsi della situazione nelle carceri per via dell’incremento impressionante dei casi di suicidio. In troppe città i carcerati vivono in condizioni disumane. Si tratta di un’emergenza vera. (g.gugl.)
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 28 luglio 2010 @ 18:47:43
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunito a L’Aquila-Ovindoli il 2, 3 e 4 luglio 2010, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva. Il Comitato ribadisce l’attualità delle ragioni alla base della scelta di svolgere i suoi lavori all’Aquila. La cancellazione da parte delle principali testate giornalistiche, di carta stampata e radiotelevisiva, delle loro lotte e rivendicazioni conferma che la principale arma utilizzata dal Regime italiano per conservare gli attuali assetti di potere è la censura delle voci realmente alternative e dissenzienti. Quanto avvenuto in Abruzzo -dal dissesto idrogeologico alla mancata prevenzione, dall'edilizia fuori norma ai controlli mancati e l’elusione delle procedure- rappresenta una tragica conseguenza della sessantennale distruzione nel nostro Paese della democrazia e dello Stato di diritto. È il monito sulla “peste italiana” che i radicali hanno denunciato alle elezioni europee del 2009 indossando la stella gialla e che, nel solco tracciato dal Consiglio Generale del Partito Radicale nonviolento del maggio scorso, impegna Radicali Italiani all’attivazione delle giurisdizioni nazionali, comunitarie e internazionali per l’affermazione ed il rispetto in Italia dei diritti umani, civili e politici fondamentali. Il Comitato saluta l’impegno della comunità aquilana e la sua capacità di organizzarsi e proporre alternative come un primo segnale di quella rivolta nonviolenta, legalitaria, democratica che costituisce l'unica reale possibilità di alternativa al regime partitocratico, che usurpa le istituzioni e occupa i nostri territori. Auspica che gli Aquilani possano ottenere l’istituzione della “zona franca” ed il ripensamento delle misure governative in materia di sospensione del pagamento delle imposte. Nel rilevare che gli interventi del piano C.a.s.e hanno violentemente alterato il rapporto tra territorio e nuclei urbani storici, impegna gli organi del movimento a coinvolgere i soggetti più qualificati in materia urbanistica e di pianificazione territoriale per predisporre strumenti normativi ordinari volti alla conservazione ed al restauro, facendo tesoro del patrimonio di conoscenza e di buone pratiche elaborate nella lunga storia italiana delle ricostruzioni ed ai criteri del minor consumo del suolo nonché della pubblicità tramite internet di tutte le informazioni, ivi compresa la rendicontazione di spese e finanziamenti.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 05 luglio 2010 @ 23:58:39 - Continua...
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 | Documenti: LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI LOCALI E AI SINDACI |
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI LOCALI, AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, AI SINDACI DI CREMONA E CREMA
Da tempo il Presidente del Tribunale di Cremona dott. Carlo Maria Grillo ed il Procuratore della Repubblica dott. Roberto di Martino denunciano carenze di personale che indeboliscono in modo allarmante queste istituzioni essenziali per dare giustizia e sicurezza ai cittadini. Si è tornati a dibattere di questo problema sulla stampa locale dopo l’incontro che l’on. Maurizio Turco ha avuto coi due Magistrati nella loro sede a Cremona. Si è dato molto spazio al diniego di considerare Cremona sede disagiata. Gli incentivi di stipendio e carriera che si sarebbero così ottenuti avrebbero, molto probabilmente assicurato il mantenimento del pieno organico dei magistrati nella nostra città. Non avrebbero però posto rimedio ad una debolezza strutturale dell’apparato giudiziario complessivo di Cremona e della sua provincia. Debolezza costituita dalle ridotte dimensioni dei due Tribunali e delle due Procure che vi si trovano a Cremona e Crema (attualmente, la dotazione organica del Tribunale di Cremona è di 13 magistrati, mentre quella del Tribunale di Crema è di soli 7 magistrati). Entrambe le strutture giudiziarie sono ben sotto il limite considerato minimo indispensabile per una conduzione dei compiti istituzionali efficiente ed al riparo di aleatorietà circa la disponibilità di personale. Aleatorietà che sono inevitabili negli uffici con organici troppo ridotti. L’accorpamento dei due complessi di Cremona e Crema raggiungerebbe appena questa dimensione minima (20 magistrati, appunto) e avrebbe inoltre il pregio di aumentare l’efficienza del sistema riducendone i costi a parità di prestazione. Questo si deduce da uno studio effettuato dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Ci sono tutte le ragioni per pretendere dai parlamentari, primi quelli della maggioranza, che rappresentano i cittadini della Provincia di Cremona, la realizzazione urgente di questo rafforzamento dell’apparato giudiziario che interessa i loro elettori accorpando Tribunali e Procure di Cremona e Crema.
Il processo avviato con le indagini su TAMOIL rischia di insabbiarsi prima di aver individuato e portato in giudizio i responsabili dei gravi inquinamenti di suolo e di aria. Perché siano loro a pagare secondo giustizia e non i cittadini che sarebbero vittime per la seconda volta dei loro reati. Prima inquinati e poi costretti a bonificare l’ambiente a loro spese.
A Cremona e provincia non c’è solo la microcriminalità a richiedere contrasto da parte di istituzioni giudiziarie e di polizia forti. Ci sono pesanti minacce e notizie di reato verso l’ambiente, ma anche da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso, il cui insediamento territoriale risulta sempre più preoccupante; inoltre persone collegate ad organizzazioni terroristiche islamiche sono state scoperte, ma è prudente non abbassare la guardia. Questi sono a Cremona i poteri forti a contrasto dei quali i politici devono rafforzare le Istituzioni.
Di fronte alla necessità di provvedimenti come questo però é forte per i politici la tentazione di rafforzare non le Istituzioni, ma sé stessi, quindi i partiti. Cavalcare campanilismi, anche se dannosi e superati dalle necessità dei tempi, può sembrare più facile e redditizio in termini di voti e popolarità. Allora si provvede ad eludere i problemi sviando l’attenzione su falsi obbiettivi. Tutto possibile anche in questo caso, ma solo con la connivenza del sistema dell’informazione al quale facciamo appello perché aiuti i cittadini a capire cosa sia giusto fare per il bene comune. Ermanno de Rosa e Sergio Ravelli dell'Associaizone radicale Piero Welby di Cremona
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 25 giugno 2010 @ 13:44:19
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 | Processo a Riccio: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA |
Dopo l’esclusione di Cremona nell’elenco trasmesso al Csm. Turco farà un ordine del giorno
SEDE DISAGIATA: I RADICALI ACCUSANO ALFANO (La Provincia del 20.6.2010)
Appreso “con stupore” che il ministro della Giustizia Angelino Alfano, non ha inserito Cremona nell’elenco delle “sedi disagiate” trasmesso al Consiglio superiore della magistratura, reduci dall’incontro di venerdi con il presidente del tribunale, Carlo Maria Grillo, e con il procuratore della Repubblica, Roberto di Martino, i leader dei radicali, Sergio Ravelli ed Ermanno de Rosa, e il deputato Maurizio Turco porteranno il “caso Cremona” a Roma. “Turco ha intenzione di fare un ordine del giorno sulla manovra finanziaria. Un ordine del giorno più in generale sulla situazione della giustizia del Paese, che ha bisogno di un potenziamento delle risorse e di più investimenti, partendo dalla situazione che abbiamo riscontrato a Cremona”, ha spiegato Sergio Ravelli. Una situazione “di emergenza della giustizia, c’è un rischio collasso con conseguenze inevitabili sulle indagini in corso”, avevano evidenziato venerdi i rappresentanti politici dei radicali nel constatare che il tribunale rischia la paralisi, a fronte del trasferimento di sei giudici, tra i quali il presidente di sezione, Grazisa Lapalorcia, (ne arriveranno solo due, di cui una però in maternità) quando la pianta organica ne prevede undici, più il presidente di sezione e il presidente del tribunale. “Nelle valutazioni del Csm, perché un tribunale funzioni occorrono almeno venti giudici. Sulla carta Cremona ne ha tredici, Crema ne ha sette”, hanno osservato i leader dei Radicali, per i quali è sconcertante che il ministro Alfano non abbia preso in considerazione la richiesta di dichiarare Cremona “sede disagiata”. (f.mo.)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 20 giugno 2010 @ 14:24:29
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 | Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA |
“INDAGINE TAMOIL: CINZIA SIAMO CON TE” Il deputato Turco: ‘Vogliamo il processo. Chiudere la fabbrica e bonificare il territorio’ (La Provincia del 19.6.2010)
La premessa: “A Cremona abbiamo trovato una situazione che è nella media del disastro della situazione italiana, piena di sedi disagiate”. La richiesta: “Noi vogliamo il processo alla Tamoil”. L’incoraggiamento: “Forza Cinzia”, vale a dire Cinzia Piccioni, il sostituto procuratore che dal 2007 indaga sull’inquinamento ambientale. Per lei, che a fine anno se ne andrà via, ma che entro l’estate è intenzionata a chiudere l’indagine, tifa Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd, ieri accompagnato da Sergio Ravelli, Ermanno de Rosa ed altri radicali dal presidente del tribunale Carlo Maria Grillo e dal procuratore Roberto di Martino. Circa il mancato inserimento nella lista delle sedi disagiate, nella conferenza stampa fatta davanti al palazzo di giustizia, De Rosa ha evidenziato come “nelle valutazioni del Csm, perché un tribunale funzioni servono almeno venti magistrati. Sulla carta Cremona ne ha tredici, Crema sette. I piccoli tribunali hanno cause di inefficienza che non possono più essere accettate”. Per De Rosa, ma non solo per lui, una soluzione sarebbe l’accorpamento dei piccoli tribunali. Bisognerebbe ridisegnare la mappa, ma ogni volta che si parla di accorpamenti, prevalgono i campanilismi.
Turco è tornato sul caso Tamoil. “Va rilevata un’attività di sponsorizzazione della Tamoil a vari settori della città che non comprendono le poste in gioco – ha detto Turco -. Non ho difficoltà a parlare di omicidi, di tutto quella che è accaduto e che dovrà accadere. Sin dall’inizio abbiamo posto il problema del risarcimento del danno alla città: non solo per chi è morto in fabbrica, ma per i cittadini che sono morti a causa dell’inquinamento. Risarcimento vuol dire chiudere la fabbrica e bonificare il territorio. Noi dal processo vogliamo questo”. L’onorevole Turco e i radicali cremonesi si aspettano che “La Provincia, il Comune e gli enti vari sponsorizzati da Tamoil si costituiscano parte civile al processo. Vogliamo che sulla Tamoil si metta la parola fine: basta con il silenzio e l’omertà. Vogliamo che un futuro diverso. Siamo e saremo qui per accompagnare Cinzia”. F. Morandi
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 19 giugno 2010 @ 11:52:08
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 | Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA |
IL COLLOQUIO CON IL PRESIDENTE GRILLO E IL SOSTEGNO AL PM PICCIONI SUL “CASO TAMOIL” (La Cronaca del 19.6.2010)
Sul problema della mancanza di magistrati nel Tribunale di Cremona sono intervenuti anche Radicali, che ieri si sono incontrati con il presidente Carlo Mario Grillo e con il procuratore Roberto di Martino. “In un lungo colloquio”, ha riferito Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, “abbiamo parlato dell’emergenza giustizia e del rischio collasso del Tribunale e della Procura, una situazione grave che potrebbe compromettere le inchieste e i processi in corso”. “Oltre alla mancanza di magistrati”, hanno sottolineato Ravelli ed Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona, “c’è anche da considerare la sofferenza del personale amministrativo”. “La situazione del Tribunale di Cremona è nella media del disastro che si riscontra nella giustizia italiana”, ha commentato a sua volta il deputato radicale Maurizio Turco, che è entrato nel merito dell’inchiesta sulla raffineria Tamoil. “Vogliamo che il processo alla Tamoil si faccia, siamo qui per sostenere il sostituto procuratore Cinzia Piccioni affinché chiuda le indagini. Abbiamo rilevato un’attività di sponsorizzazione della Tamoil in diversi settori della città che non riescono a comprendere la posta in gioco”. “Non ho difficoltà a parlare di omicidi”., ha continuato Turco, “per tutto quello che è accaduto e per tutto quello che dovrà ancora accadere. Bisogna garantire un risarcimento ai lavoratori e ai cittadini, chiudere la fabbrica e bonificare quel territorio. Vanno accertate le responsabilità penali e stabiliti i risarcimenti civili. Basta con il silenzio e l’omertà, vogliamo un futuro diverso, vogliamo che sulla Tamoil venga messa la parola fine”. S. Pizzorni
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 19 giugno 2010 @ 11:49:02
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 | Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA |
TAMOIL, RADICALI DI NUOVO SOTTO IL TRIBUNALE Ravelli: "Vogliamo un incontro con Grillo e di Martino" (La Provincia del 4.6.2010)
Caso Tamoil e carenza di magistrati: per i Radicali due nodi decisivi e intrecciati che possono rappresentare un mix deleterio per un'inchiesta, quella sullo stabilimento cremonese del gruppo libico, considerata essenziale per la salute di chi lavora nella raffineria e dei cittadini cremonesi. Per questo Sergio Ravelli, storico leader dei radicali cremonesi, e un drappello di compagni di partito, incluso il deputato Maurizio Turco (radicale eletto nelle liste del Partito Democratico), tornano a manifestare sotto il palazzo di giustizia. Lo faranno la mattina di sabato 16 giugno. "Stavolta con un obiettivo preciso: incontrare il presidente del Tribunale Carlo Maria Grillo e il procuratore della Repubblica, Roberto di Martino", ha spiegato ieri Ravelli. Sul fronte Tamoil e sulle questioni collegate alla vicenda della raffineria - a cominciare dagli studi epidemiologici - i Radicali sono stati molto determinati e molto battaglieri. Di recente Ravelli e Ermanno de Rosa hanno incontrato i vertici dell'Asl di Cremona dai quali hanno avuto notizia dell'avvio di uno studio sui dipendenti Tamoil che dovrebbe realizzarsi nel corso del 2011. In molti si augurano che esso possa rappresentare un primo punto fermo per capire quale relazione c'è tra l'attività produttiva e la salute di chi gravita intorno alla raffineria.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 giugno 2010 @ 14:21:17
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 | Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA |
QUEL FUNERALE DEI FETI FRUTTO DI UN NEGOZIO POLITICO DI BASSA LEGA (“La Cronaca” del 4.6.2010)
È il “primo venerdì del mese” e, per la seconda volta a Cremona, l’associazione “difendere la vita con Maria” va al cimitero ad esercitare la sua missione seppellendo prodotti abortivi ottenuti in concessione dal Comune con l’incarico di provvedere al servizio di prelievo, trasporto e sepoltura di questo materiale. Sembra appurato che si celebri una sorta di rito religioso e vengano apposte lapidi a memoria. Niente di più delicato per la possibilità di ferire la sensibilità di molti, ma soprattutto di aggiungere angoscia ad angoscia in chi è stato costretto ad un passo difficile e sofferto. Non è ancora dato di sapere il motivo di questo conferimento di incarico ad un privato che non sembra adatto a garantire i diritti di ogni cittadino indipendentemente dall’etnia, dal credo religioso e dalle convinzioni etiche come l’istituzione pubblica è tenuta a fare. Non si sa nemmeno quanti degli interessati abbiano dato il consenso a tutto questo. La sola ipotesi per ora non smentita è che si tratti di un negozio politico che non si preoccupa del buon nome delle istituzioni coinvolte, né di quella che dovrebbe essere laica né di quella religiosa. Uno scempio di credibilità delle istituzioni che comincia a trovare qualche eco oltre la denuncia dei Radicali di questa peste italiana: su questi fatti una interrogazione di Annamaria Abbate per il PD al Comune di Cremona ha fatto eco a quella di Maria Antonietta Farina Coscioni ai ministri della Salute, della Giustizia e dei rapporti con le Regioni. Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 giugno 2010 @ 14:05:45
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 | Documenti: 120° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL PRIMO PARTITO RADICALE |
PRIMA ASSEMBLEA RADICALE - Roma, Teatro Costanzi, maggio 1890 - “Patto di Roma”, ovvero il programma di democrazia radicale (steso in gran parte da Felice Cavallotti)
Gli obiettivi della lotta: - nessuna ingerenza della Chiesa nella vita dello Stato, nessuna conciliazione o concordato, bastando ampiamente il principio della libertà religiosa e le leggi ordinarie; - la consultazione della nazione, quando fossero stati in gioco interessi e decisioni supremi; - l'indennità ai deputati, per permettere anche ai meno abbienti di accedere a ruoli dirigenti; - la possibilità di convocare il parlamento in casi urgenti o per atti gravi del governo, anche in tempo di vacanze e di chiusura di sessione; - la rivendicazione di tutti i diritti di riunione, di associazione, di stampa; - una legge speciale sulle responsabilità dei ministri, l'esclusione dei membri del governo dal voto di fiducia, il divieto del cumulo dei ministeri nella stessa persona;
- il mantenimento al potere centrale solo di poche fondamentali competenze, decentrando tutto il resto, giacché la tutela accentratrice, eccessiva, provoca la paralisi della vita generale; - lo snellimento della burocrazia e l'eliminazione dei ministeri inutili; - l'ideale di una Roma laica e civile, capitale della scienza e della democrazia, con richiami alla 'terza Roma' di Mazzini e alla tradizione illuministica e rivoluzionaria (che il grande sindaco democratico Ernesto Nathan cercò di realizzare, spesso riuscendovi, nel primo decennio del Novecento, n.d.r.); - l'indipendenza della magistratura, la semplificazione del processo civile, il gratuito patrocinio per i poveri, la giuria nei processi politici, l'indennità ai cittadini ingiustamente accusati e colpiti; - l'abolizione della pena di morte e la revisione del codice penale; - l'educazione gratuita ai poveri e meritevoli dall'asilo all'Università, l'istruzione laica e obbligatoria per i primi cinque anni delle elementari, l'autonomia piena delle Università; - la riduzione della ferma e delle spese militari, considerando tutti i cittadini militi, non soldati; - le otto ore di lavoro, la cassa pensioni per la vecchiaia e gli infortuni, l'istituzione di camere del lavoro e di collegi di probi viri, sanzioni per gli imprenditori imprevidenti, con l'obbligo del risarcimento danni; - l'esenzione dal dazio dei beni di prima necessità, l'imposta unica e progressiva; - un vasto programma di lavori pubblici, la bonifica della terra, con la redenzione dell'agro pontino e la trasformazione della valle padana; - un argine agli abusi anche della manomorta laica, espropriando le terre incolte, incamerando quelle mal coltivate, con concessioni dirette agli agricoltori, alle cooperative, alla piccola proprietà; - lotta all'emigrazione; - fratellanza latina con la Francia, divenuta repubblica laica e democratica, simbolo degli obiettivi della politica radicale e riferimento delle speranze progressiste, amicizia cordiale con l'Inghilterra; - opposizione all'imperialismo e al colonialismo, alla luce della pregiudiziale sacra alle generazioni del Risorgimento del rispetto delle nazionalità, anche di colore, e della priorità dei problemi interni; - gli Stati Uniti d'Europa, che non dovevano escludere l'amore della patria e la difesa accalorata della propria nazionalità; - l'emancipazione della donna, con l'allargamento del diritto di voto ad esse e la lotta contro la prostituzione e le case di tolleranza.
NOTA: Il Partito Radicale si costituì formalmente come tale proprio nel 1890, primo dei partiti politici in senso moderno, seguito poi, nel 1892, dal Partito Socialista e, nel 1895, dal Partito Repubblicano. L'ideale di Cavallotti e dei democratici radicali, di estrazione garibaldina, è il "Partito delle mani nette", che vive soltanto delle sottoscrizioni degli aderenti o 'militanti', quasi "oboli dei credenti laici".
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 giugno 2010 @ 14:02:05
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 | Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LIBERO" |
TUTTI CI INCIAMPANO TOLTA LA LAPIDE-SCULTURA ("Libero" del 22.5.2010)
CREMONA - Qualcuno è inciampato, qualcun altro ha scrollato la testa davanti a quella lunga scritta criptica, i radicali hanno pensato addirittura ad una denuncia: “Questa è una barriera architettonica”. Morale: il cippo comparso in piazza Stradivari, a due passi dal Torrazzo, è stato rimosso in meno di 24 ore. La lapide, in realtà, è una scultura. Un’iniziativa che rientra in ‘Gemine Muse’, manifestazione tesa a valorizzare l’espressività giovanile. Uno degli artisti in mostra, Gianluca Ferrari, ha installato sagome umane di carta sugli alberi. Matteo Colombini, invece, ha pensato alla Cremona medievale e alle impiccagioni che avvenivano in piazza del Capitano. Colombini ha rielaborato un racconto su come i detenuti in attesa di giudizio vivessero in condizioni disumane. Celle luride, poco o nulla da mangiare. Il testo è stato scolpito su una lapide, collocata davanti agli otto scalini che dalla piazza conducono al cortile del Palazzo comunale. Un punto strategico. Non solo perché lì, il mercoledì e il sabato si svolge il mercato, ma anche perché il passaggio dei pedoni è continuo. Si è subito formata una coda di curiosi. I depliant informativi sull’opera d’arte sono andati esauriti in un amen. Per i commenti più disparati. “Quella scultura starebbe meglio al cimitero”, è sbottata Barbara, dipendente comunale. “A me invece piace molto: è originale”, ha replicato una turista torinese. Un anziano ha letto e riletto il testo. Inutilmente: “Cosa significa?”. Furente Sergio Ravelli, il leader storico dei radicali cremonesi, ciclista irriducibile. “Quel cippo è pericoloso: mentre le altre città abbattono le barriere architettoniche, Cremona se ne inventa una involontaria”. Le proteste sono salite sino allo studio del sindaco Oreste Perri che ha mandato il suo capo di gabinetto, Walter Montini, a verificare di persona la situazione. Rapido sopralluogo, un paio di telefonate (una agli organizzatori della manifestazione, l’altra al marmista) e decisione lampo: ieri pomeriggio la lapide è stata spostata dall’area degli scalini e sistemata a ridosso delle mura comunali. Dove non può fare danni ma è ugualmente bene in vista. Una cosa è certa: se il giovane artista voleva far parlare di sé e del suo talento, c’è perfettamente riuscito. (G. Bazoli)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 22 maggio 2010 @ 15:20:03
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 | Rassegna stampa: INCONTRO COL DIRETTORE GENERALE DELL'ASL DI CREMONA |
Tamoil. Compagnoni (Asl) incontra i Radicali ‘IL TEST EPIDEMIOLOGICO ENTRO LA FINE DEL 2011 (La Provincia del 18.5.2010) Gli esami epidemiologici si faranno. Riguarderanno soltanto i dipendenti e si concluderà entro la fine del prossimo anno. Dopo due tentativi a vuoto forse è arrivata l’occasione buona per capire, una volta per tutte e tramite dati oggettivi, incontrovertibili, se e in che misura lavorare alla Tamoil pregiudica la salute: dallo sviluppo di patologie alla presenza di fattori di rischio. La svolta è stata ufficializzata nella tarda mattinata di ieri, nel corso dell’incontro avvenuto negli uffici di via San Sebastiano tra il direttore generale dell’Asl, Gilberto Compagnoni e due esponenti di Radicali Italiani, Sergio Ravelli e Ermanno de Rosa, che prima e dopo lo scambio di vedute con Compagnoni hanno presidiato i cancelli dell’Asl con cartelli a tracolla. “Compagnoni ci ha spiegato che sarà coinvolto l’assessorato regionale alla Salute e che gli esami saranno condotti in accordo con la clinica del lavoro dell’Università di Milano, alla quale spetta il compito di redigere lo studio, che va chiuso entro la fine del prossimo anno. Detto questo – spiega Ravelli – noi non siamo per niente ottimisti: il nulla di fatto degli studi epidemiologici annunciati dai precedenti direttori generali non lascia certo ben sperare. Il punto centrale, gli sviluppi importanti, riguardano l’inchiesta della magistratura. Il procuratore di Martino nei giorni del suo insediamento ha parlato di Cremona come di una città con gravi problemi ambientali. E ha detto chiaro e tondo che la magistratura ha dovuto supplicare alla latitanza di alcuni enti. Noi crediamo che ci siano davvero molte cose che non vanno. Un esempio? Il fatto che alcuni dipendenti della Tamoil presentino tassi di benzene nelle urine sei volte oltre la media è stat una notizia emersa nel corso dell’indagine della procura. Perché chi è chiamato a svolgere le normali analisi sui dipendenti non ha comunicato tutto questo all’Asl?” Poi il discorso di Ravelli e de Rosa si allarga a una valutazione complessiva della situazione a Cremona. “Non siamo ottimisti – spiegano i due esponenti radicali – perché temiamo che la vicenda Tamoil si leghi ancora una volta al riassetto di equilibri politici a livello regionale. Anche il fatto che il pm Cinzia Piccioni (il magistrato che ha la titolarità dei vari filoni di indagine su Tamoil, ndr) lasci Cremona non aiuta. Anche per questo a metà giugno torneremo a presidiare con un sit-in il palazzo di giustizia insieme al deputato Maurizio Turco. Vogliamo sollecitare la magistratura. Verificare i progressi dell’indagine”. Che altro ha detto Compagnoni? “Ha annunciato l’avvio di un secondo studio epidemiologico per valutare l’impatto generale dell’industria sul territorio. Verrà realizzato entro tre anni. Ci sono fenomeni quali la crescita dell’asma nei bambini che preoccupano e che potrebbero essere rilevati da questa indagine. Compagnoni ha anche detto che entro la fine dell’anno sarà istituito il registro dei tumori, che ha avuto una gestazione molto lunga. Noi lo chiediamo da decenni. Adesso vedremo se queste parole saranno un mero effetto annuncio; se tutto, come temiano, sarà diluito nel tempo senza cambiare le cose. Anche per questo le nostre attenzioni sono concentrate sui magistrati. Tutti i filoni dell’inchiesta Tamoil ci risulta siano terminati. Aspettiamo le decisioni”. (G. Guglielmone)
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 19 maggio 2010 @ 14:24:50
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 | Incontri e iniziative: INCONTRO COL DIRETTORE GENERALE DELL'ASL DI CREMONA |
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA: CHI LA VISTA? I RADICALI INCONTRANO IL DIRETTORE GENERALE DELL’ASL GILBERTO COMPAGNONI
- 25 luglio 2007: il direttore generale dell’Asl Andrea Belloli da l’annuncio dell’avvio di uno studio epidemiologico-ambientale sui soci delle Canottieri in grado di fornire preziose indicazioni sull’incidenza dell’inquinamento Tamoil. Dopo contatti con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, si annuncia per settembre 2007 la definizione del protocollo d’indagine a cui farà seguito l’avvio dello studio epidemiologico vero e proprio. - Gennaio 2008: il direttore Belloli viene sostituito da Walter Locatelli. L’iniziativa avviata da Belloli non ha seguito. Il nuovo direttore costituisce nel marzo 2008 un gruppo di lavoro interno per la stesura di un protocollo per l’avvio dello studio sui frequentatori di una società canottieri. Ma l’iniziativa non ha seguito per difficoltà nella scelta del campione dei soggetti da sottoporre ad indagine epidemiologica. - Agosto 2009: al direttore generale Locatelli subentra Gilberto Compagnoni. - Aprile 2010: la magistratura inquirente, dopo la manifestazione radicale davanti al Tribunale del 30 marzo, fa il punto, tramite la stampa locale, sull’inchiesta Tamoil: sul versante “salute” è stata completata l’analisi delle cartelle cliniche dei 315 lavoratori Tamoil. Il benzene risulta a livello 300/350 microgrammi (mentre il livello medio è pari a 50 e quello molto-alto è pari a 500 microgrammi). Al momento non si hanno più notizie circa l’indagine epidemiologica da parte dell’ASL. Per questo i responsabili dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona, Ermanno de Rosa e Sergio Ravelli, hanno chiesto di incontrare il Direttore Generale dell’Asl Gilberto Compagnoni. L’incontro si terrà Lunedì 17 maggio alle ore 10,30 presso la sede della Direzione Generale. Alle ore 11,30 gli esponenti radicali terranno di fronte la sede della Direzione ASL (via S. Sebastiano 14) una conferenza stampa sugli esiti dell’incontro.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 16 maggio 2010 @ 23:19:45
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 | Rassegna stampa: INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA: NUCLEARE NO GRAZIE! |
I PERCHE’ DI UN ‘NO’ RAGIONATO AL NUCLEARE La deputata radicale Zamparutti: “Il modello francese? Un fiasco” (La Cronaca dell'15.5.2010) La battaglia decennale dei radicali contro il nucleare tra il 1977 e il 1987, la convenienza – o, in questo caso, la non convenienza – delle attuali politiche atomiche e le possibili alternative energetiche fornite dal rinnovabile. Di tutto ciò si è parlato ieri pomeriggio nella sala conferenza di Palazzo Cattaneo, dove i radicali cremonesi hanno organizzato un incontro pubblico con la partecipazione delle deputata radicale in commissione Ambiente, Elisabetta Zamparutti, di Marco Pezzoni, già deputato ed esponente del coordinamento CreaFuturo, e di Sergio Ravelli, presidente del comitato nazionale di Radicali italiani. Presieduta dal segretario dell’Associazione radicale Piero Welby, Ermanno de Rosa, la conferenza ha visto la presentazione di un dettagliato dossier, “Siamo stati troppo cattivi, mangeremo pesci radioattivi – cronistoria di una lotta radicale contro la centrale nucleare di Caorso”, nel quale sono state ripercorse attraverso vecchi articoli di giornale le tappe della battaglia – dapprima esclusivamente radicale, successivamente trasversale sul piano politico e sociale -, contro il nucleare a livello locale, a partire dalla storica marcia da Cremona a Caorso del 24 aprile 1977, con Emma Bonino in testa. Un pretesto, il dossier curato da Sergio Ravelli, per esprimere nuovamente la contrarietà dei radicali nei confronti di un ritorno al nucleare, “un ‘no’ ragionato, non meramente ideologico”, secondo Ravelli. E’ conveniente costruire centrali nucleari impegnando 30 miliardi per soddisfare, a partire dal 2020, il 25% dei consumi elettrici attuali che corrispondono solo al 4,5% dei consumi finali di energia? Esistono alternative in grado di permettere il raggiungimento e il superamento degli stessi obiettivi? I dubbi dei radicali sono chiari e provocatori… “C’è bisogno di stimolare l’opinione pubblica – a proseguito la Zamparutti -, prestando parallelamente attenzione all’efficienza energetica e alla ricerca, anche quella riguardante il nucleare, utile in futuro, non con le modalità attuali. Ricordiamo, poi, che il modello nucleare francese, menzionato spesso tra gli esempi positivi, è un fiasco dal punto di vista industriale e non ha risolto il problema dell’indipendenza energetica. Inoltre, per tutti coloro che si attivono con il nucleare, c’è il problema dello smaltimento delle scorie”.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 16 maggio 2010 @ 23:00:08
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 | Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI E DEGLI EMBRIONI |
La deputata Farina Coscioni (Radicali) ha presentato un’interrogazione. I RADICALI CHIEDONO UN’INDAGINE DEL MINISTRO SUI ‘FUNERALI' AI FETI (La Provincia del 14.5.2010)
Mentre infuriano le polemiche sulla sepoltura dei feti, i Radicali, battendo tutti sul tempo, hanno sollevato il caso in Parlamento. Ieri infatti, l’onorevole Maria Antonietta Farina Concioni, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera e co-presidente dell’Associazione ‘Luca Concioni per la libertà di ricerca scientifica’, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della salute, della giustizia e dei Rapporti con le Regioni. Che parte dalle norme del decreto presidenziale del 10 settembre 1990 sulla sepoltura dei feti di età inferiore alle venti settimane. Poi si accenna alle modifiche introdotte dal consiglio regionale della Lombardia. L’interrogante illustra quanto è avvenuto a Cremona, cioè il rito religioso per i feti abortiti per giungere alla conclusione che ‘esiste un chiaro nesso casuale tra la presenza di associazioni antiaboriste e le convenzioni con esse stipulate da parte delle strutture del servizio sanitario nazionale, quali ‘Difendere la vita con Maria’ e l’altissima percentuale di medici obiettori’. L’onorevole Farina Concioni chiede quindi ‘se i ministri intendano svolgere una indagine presso l’Azienda ospedaliera di Cremona e della Regione Lombardia al fine di verificare l’eventuale violazione delle norme di legge, prendere gli opportuni provvedimenti e ripristinare i diritti previsti dalla normativa di riferimento’. Sempre ieri, Maria Antonietta Farina Concioni e Sergio Ravelli, presidente del comitato nazionale di Radicali Italiani, hanno quindi dichiarato: “Denunciamo quella che è a tutti gli effetti una vergognosa speculazione, un’inaccettabile violenza nei confronti delle donne. La regione Lombardia ha approvato una normativa in aperto conflitto con quella nazionale e col decreto successivamente varato dal presidente della Repubblica. La regione formigoniana ha modificato le procedure prevedendo che questo trattamento possa avvenire anche nei casi in cui la richiesta non sia avanzata”. (G. Bruschi)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 16 maggio 2010 @ 22:55:16
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 | Galleria fotografica: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL CONSIGLIO REGIONALE |
REGIONE ABUSIVA ! Il Consiglio regionale lombardo e il Presidente Formigoni sono stati eletti illegalmente
I Radicali manifestano davanti alla sede della Regione - in occasione della prima seduta del Consiglio per la convalida dell'elezione a Presidente per il quarto mandato consecutivo - per denunciare le illegalità e lo sfascio delle istituzioni democratiche e dello Stato di diritto. Già depositati 3 ricorsi giudiziari.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 12 maggio 2010 @ 14:28:43
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 | Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI E DEGLI EMBRIONI |
SEPOLTURA FETI, IL MAGISTRATO: ULTERIORE PUNIZIONE PER LA DONNA I Radicali ricordano le argomentazioni del giudice che nel 2007 respinse il ricorso contro il regolamento regionale che obbliga alle esequie anche sotto la 20esima settimana (“La Cronaca” dell'11.5.2010)
....e mentre per il momento l'assessore alla partita tace e annuncia per oggi un comunicato stampa, torna a parlare Sergio Ravelli, rappresentante dei radicali cremonesi che ricorda: "All’indomani dell’approvazione (6.2.2007) da parte del Consiglio regionale della Lombardia delle modifiche al 'Regolamento in materia di attività funebri e cimiteriali' con riferimento alle procedure per la sepolture dei feti sotto le 20 settimane, i radicali milanesi, assieme al dottor Silvio Viale, presentarono un esposto alla Procura di Milano contro tale provvedimento per violazione della privacy e della legge 194.
Nel documento con il quale chiede l’archiviazione dell’esposto radicale, il sostituto procuratore Marco Ghezzi esclude che vi siano ipotesi di reato ma solleva il seguente pesante rilievo sul provvedimento contestato dai radicali: “…il Regolamento Regionale recentemente introdotto si pone oggettivamente come ostacolo, quantomeno di natura psicologica, all’interruzione volontaria di gravidanza, posto che, prevedendone la sepoltura, si tende ad assimilare il prodotto del concepimento ad un individuo, concetto propugnato dagli anti-abortisti e negato dai loro avversari …”. In una successiva dichiarazione alla stampa (giugno 2007) il sostituto procuratore aggiunse: “L’archiviazione l’ho chiesta perché il regolamento non viola le norme. Questo però non mi impedisce di dire che il provvedimento sulla sepoltura dei feti sia un ostacolo a una legge dello Stato, fatta apposta per evitare il ricorso agli aborti clandestini. Lo scandalo non è che sia stato approvato un regolamento che permette di seppellire anche i feti con meno di 20 settimane di gestazione. Se una donna perde un figlio e lo vuole seppellire, quella è una questione privatissima su cui nessuno deve permettersi di esprimere giudizi. Lo scandalo è che la Regione Lombardia attraverso questo nuovo regolamento voglia imporre il concetto che ogni feto abortito ha “diritto” ad una sepoltura. Questo significa che anche alle donne che si rivolgono alle strutture ospedaliere per interrompere volontariamente la gravidanza – una scelta nella maggior parte dei casi molto sofferta e dolorosa, a prescindere dalle motivazioni – verrà richiesto se vogliono seppellire il feto. Si tratta di un’aberrazione: per una donna che sceglie di abortire dare sepoltura al proprio feto vuol dire in qualche modo ammettere di aver ucciso qualcuno”. Si tratta - continua Ravelli - di una posizione che rispecchia da vicino la tesi sostenuta dai radicali. Il dottor Ghezzi ha individuato in modo preciso il peccato originale che macchia indelebilmente il regolamento regionale: il tentativo di condizionare la libera scelta, garantita da una legge dello Stato, delle donne che intendono abortire.
Lo ribadiamo: si tratta di un’aberrazione giuridica, segno di una perversione ideologica senza limiti. La legge già prevede il diritto di potere chiedere la sepoltura per i feti abortiti prima delle venti settimane, ma una disposizione della Regione Lombardia impone di chiederlo a tutte le donne, in tutti i casi di aborto, spontaneo o volontario. Si tratta di una violenza psicologica. Noi crediamo che sia un diritto di chiunque potere chiedere la sepoltura per un prodotto del concepimento, come la legge italiana permette, ma che non possa essere un obbligo. Non si può imporre alla donna che ha avuto un aborto spontaneo, o per interruzione volontaria di gravidanza, ulteriori sofferenze calpestando la propria sensibilità.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 maggio 2010 @ 19:32:28
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 | Rassegna stampa: INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA: NUCLEARE NO GRAZIE! |
CONTRO IL NUCLEARE RADICALI IN CAMPO, IERI COME OGGI Venerdi 14 incontro pubblico con la deputata Zamparutti e l'ex senatore Pezzoni (“La Cronaca” del 9.5.2010)
Contro il ritorno al nucleare i radicali di Cremona organizzano un incontro pubblico in programma per venerdi 14 maggio alle 17,45 presso la sala Conferenze di Palazzo Cattaneo (piano terra). Interverranno: Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente; Marco Pezzoni, già deputato, esponente del Coordinamento di CreaFuturo; Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani: Nel corso dell'incontro, che sarà presieduto da Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby, verrà presentato il dossier "Siamo stati troppo cattivi, mangeremo pesci radioattivi - cronistoria di una lotta radicale contro la centrale nucleare di Caorso". "Le prevedibili polemiche sulla scelta dei siti nucleari - commenta Ravelli - e la convocazione da parte del governo di tutte le imprese "interessate" al settore, ci spingono a riproporre alcuni quesiti di fondo che non hanno avuto risposte convincenti, insieme à problemi rimasti insoluti. Ripetiamo la domanda che abbiamo posto nel 2008: in termini di costi/benefici, conviene al nostro paese costruire centrali nucleari impegnando nei prossimi anni 25/30 miliardi per soddisfare, ben che vada a partire dal 2020 il 25% dei consumi elettrici attuali che corrispondono solo a circa il 4,5% dei consumi finali di energia? Non esiste altro modo per raggiungere e persino superare lo stesso obiettivo?" "Per cultura e prassi politica - conclude Ravelli - i radicali non sono affetti dalla sindrome Nimby o da psicosi catastrofiste, ma ritengono che le alternative esistono: efficienza energetica, energie alternative, ricerca. Sicché ripetiamo la domanda: il nucleare conviene? Risolve? Attorno a questi interrogativi si svilupperà l’incontro pubblico, promosso dall’Associazione radicale Piero Welby di Cremona, che si terrà venerdi 14 maggio"
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 09 maggio 2010 @ 19:10:17
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 | Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI E DEGLI EMBRIONI |
MESTA CERIMONIA PER 26 BIMBI MAI NATI Una ventina di persone ha partecipato ieri alla prima delle inumazioni previste al cimitero (“La Cronaca” dell'8.5.2010)
Ravelli: "Monumenti alla colpevolizzazione" "Temevamo che, ancora una volta, avrebbero molestato le donne, violando privacy e legge 194, e prontamente avevamo depositato un esposto alla Procura di Milano all’indomani dell’approvazione del regolamento regionale sulla sepoltura obbligatoria anche dei feti sotto le 20 settimane. Alcuni ci avevano risposto che era un adempimento di legge, un “vuoto da colmare”. Altri con un “vigileremo”, ironizzando sulla nostra previsione che alle donne sarebbe stato chiesto cosa fare del “materiale abortivo”. Oggi abbiamo la conferma che avevamo ragione. La tumulazione collettiva nella Lombardia formigoniana di decine di migliaia di aborti spontanei (una misera imitazione dei fondamentalisti cristiani "pro-life" che operano negli Stati Uniti, spesso con metodi anche violenti) ha aperto la strada alle tombe collettive dei “bimbi mai nati”, per i macabri riti delle associazioni antiabortiste. Sin dall’inizio di questa vicenda, l’intento è sempre stato quello di accanirsi psicologicamente contro le donne che vogliono ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza, creando condizionamenti e sensi di colpa.
Lo ribadiamo con forza: i feti e gli embrioni non sono persone. Non vanno in alcun modo equiparati alle persone nate e poi morte. Con la presenza di una tomba si raggiunge l’obiettivo di una colpevolizzazione permanente. La colpa è rappresentata da un luogo fisico, così che la donna non possa più dimenticare il suo crimine. Ecco il “non dimenticare” degli estremisti cattolici: finalmente hanno ottenuto le fosse comuni per i feti, per poter equiparare gli aborti allo sterminio dell’Olocausto! La Regione Lombardia ed ora il Comune di Cremona vogliono che ogni donna che ha abortito abbia una tomba su cui piangere la sua colpevolezza, su cui autoflagellarsi per il resto dei suoi giorni per aver scelto di non portare a termine la gravidanza. Vergogna!"
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 08 maggio 2010 @ 14:52:14
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 | Rassegna stampa: L'AMIANTO UCCIDE ANCHE A CREMONA |
Ieri prima udienza promossa dai familiari. CALDAISTA UCCISO DALL'AMIANTO Ravelli: "Una iniziativa coraggiosa" (“La Provincia” del 7.5.2010)
"Voglio esprimere la mia personale vicinanza e solidarietà ai familiari di Ottorino Cervi per la coraggiosa iniziativa che hanno intrapreso". Lo ha affermato lo storico radicale Sergio Ravelli. "Di fronte all’inerzia e all’indifferenza del Governo nel suo complesso e in particolare dei ministri competenti riguardo ad una situazione gravissima che costituisce un vero e proprio attentato alla salute della collettività - dal 2008 stiamo infatti attendendo il decreto attuativo per l’utilizzo del fondo di 50 milioni di euro per il risarcimento delle vittime per malattie correlate all’esposizione all’asbesto – la battaglia della famiglia Cervi assume un significato e un rilievo ancora maggiore". Assicuriamo a loro, come a tutti i familiari e i malati per 'esposizione all’amianto' il nostro impegno - a concluso Ravelli -, soprattutto attraverso l’iniziativa parlamentare della deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, perché siano individuate le possibili soluzioni da approntare a fronte di una situazione molto grave e che minaccia di ulteriormente aggravarsi nei prossimi anni".
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 08 maggio 2010 @ 14:31:59
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 | Rassegna stampa: RICORDO DELLA PRIMA MARCIA ANTINUCLEARE A CREMONA |
IN MARCIA A CAORSO, 33 ANNI DOPO Il 24 aprile 1977 la marcia da Cremona a Caorso con Emma Bonino (“La Cronaca” del 25.4.2010)
...Ma pochi si ricordano che proprio da Cremona partì, per iniziativa dei radicali, la battaglia antinucleare in Italia. Esattamente 33 anni fa (era il 24 aprile 1977) si tenne la prima marcia popolare antinucleare da Cremona a Caorso. Vi partecipò, fra molti altri, anche Emma Bonino. Ecco il racconto di quell'evento attraverso quanto scritto dal cremonese Sergio Ravelli nel suo libro "Radicale ignoto".
Uno dei primi dossier che i neo deputati radicali riuscirono a portare a conoscenza dell’opinione pubblica fu quello riguardante il nuovo Piano energetico nazionale (PEN). Nel silenzio di una commissione parlamentare, senza una strategia energetica complessiva, si stava dando avvio alla costruzione di nuove centrali nucleari, almeno 4, per poi passare ad un programma più impegnativo per altri 20 (poi ridotti a 12) impianti nucleari. Preoccupati perché una decisione di tale portata potesse essere assunta senza un confronto pubblico di idee e un’informazione approfondita sulle implicazioni economiche, politiche, sulla qualità della vita e dell’ambiente, della sicurezza e la protezione sanitaria legate alla scelta nucleare, i radicali chiedevano una moratoria alle costruzioni di nuove centrali e nel contempo l’impulso immediato alle politiche di risparmio energetico e di razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse nazionali. Da anni, da entrambe le sponde del Po, osservavamo crescere il grande impianto, che i pessimisti chiamavano il “Mostro” ed altri, confidenzialmente, “Arturo”. Localizzata nel comune di Caorso, un piccolo paese a metà strada tra Cremona e Piacenza, la centrale nucleare da 850 MW era oramai in fase di ultimazione. Con Marcello Crivellini, allora segretario regionale lombardo del Partito Radicale, e Marina Valcarenghi, sorella di Andrea e redattrice di “Re Nudo”, avevamo ispezionato per bene il percorso, da Cremona a Caorso (15 km), e da Caorso a Zerbio (4 km), la località del sito nucleare. Si poteva fare. A piedi! L’idea un po’ pazza fu quella di organizzare una “marcia popolare nonviolenta contro le centrali nucleari sul Po”, con partenza da piazza del Comune di Cremona e, dopo un paio di soste lungo il percorso, arrivo alla piazza della Rocca di Caorso, per unirci al grosso dei manifestanti e con loro proseguire fino al piazzale della centrale. La data individuata: domenica 24 aprile 1977. Unica preoccupazione, la possibile presenza di gruppi dell’Autonomia. Per questo la testa del corteo doveva essere composta soltanto dai marciatori provenienti da Cremona (in pratica tutti militanti radicali) e da “indiani” e freakettoni di “Re Nudo”.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 27 aprile 2010 @ 14:41:08 - Continua...
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