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 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - GIUGNO/DICEMBRE 2008

SI APRE IL CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI A CHIANCIANO – 29.10.2008
Domani inizia il Congresso di Radicali Italiani. Di carne al fuoco ce n'è tanta come sempre: il rinnovo della segreteria, un bilancio del nostro rapporto col PD (è evidente che tentano di ignorarci, ma ...), un bilancio del dopo Chianciano (la Rosa nel Pugno), l'Anagrafe degli Eletti (campagna per la trasparenza), le Europee alle porte (a questo proposito ci sono probabilità che la legge elettorale rimanga la stessa in quanto la lega si sta mettendo di traverso al progetto Berlusconi), ambiente ed energia, un punto dolente per quel che mi riguarda. Eppoi, eppoi, eppoi.
Il congresso si prennuncia affollato anche perché Pannella ha convocato "la vecchia guardia" e pare che ci sia la risposta. Come non prendere atto che sulla stampa di oggi non si trova una riga che annuncia l'apertura del Congresso Radicale, ma si sa: Radicale Clandestino Marijuana Illegal.
Da Piace partirà la Radical-Mobile (ecologica) che raccoglierà gli irriducibili radicali transpadani.

IL MIO CONGRESSO DI R.I. E LE LACRIME DI ANTONELLA CASU – 4.11.2008
Volevo fare una relazione più articolata, ma vedo che mi prende troppo tempo ed allora dovete accontentarvi di questa mail.
Che, alla partenza, il morale radicale non fosse alto era evidente, pensate che nel viaggio d'andata sulla nuova radical-mobile di Michele, Guido Biancardi si/ci poneva il problema se, data l'analisi che facciamo dell'essere l'Italia né una democrazia, né uno stato di diritto avesse ancora un senso politico tenere in piedi la baracca a nome Radicali Italiani che, pur avendo una rappresentanza parlamentare ecc. ecc. rischiava di portarci alla omologazione per impotenza politica. Certo questo non doveva significare la morte dei radicali, quanto la ricerca di altre strade o il dedicarsi ad altre cause sul fronte del trasnazionale e dei tanti fronti aperti dalla galassia radicale. Si perché ricordo a tutti ed a me stesso che già nel 1988 ci si trovò in una situazione d'impasse che convinse alla fondazione del Partito Radicale Transnazionale, nella coscienza acquisita che certi problemi andavano affrontati in un ambito di globale, ecc., ecc. Si era allora alla vigilia del tonfo del comunismo sovietico e del crollo del muro e questa preveggenza solitaria radicale portò il partito ad annidarsi all'Onu come ONG di prima classe cercando di diventare partito di riferimento nel sostegno delle lotte per la libertà e dei diritti civili di tutto il mondo. Questo portò il partito a spostare le sue lotte nell'est europa e nei balcani di cui si presagiva un futuro di massacri se non si fosse riusciti ad assorbire la Yugoslavia nella comunità europea. Similmente si auspicava l'ingresso in Europa d'Israele per sottrarlo al cul de sac in cui il nazionalismo lo aveva portato. Com'è noto i grandi obiettivi non furono raggiunti, ma la complessità dell'impegno portò alla costituzione di una serie di associazioni politiche tematiche che costituiscono l'ossatura della così detta Galassia Radicale e che, nel tempo, hanno ottenuto anche grandi successi; basti ricordare la conquista del tribunale internazionale contro i crimini di guerra per quanto riguarda “Non c'è pace senza giustizia” o la moratoria della pena di morte di “nessuno tocchi Caino. A fianco di queste due associazioni maggiori sorsero altre minori (LIA antibroizionisti ed Era per la democrazia linguistica). La galassia crebbe poi colla fondazione della “Ass. Luca Coscioni per la libertà di ricerca ed altre ancora come Anticlericale.net e Certi Diritti (Pacs e divorzio breve). Oltre le associazioni a buon titolo fanno parte della galassia anche Radio Radicale ed il suo web e il Centro d'Ascolto per il monitoraggio dell'informazione radio televisiva. Insomma intorno alla holding “Partito Radicale Transnazionale Nonviolento” ruotano tanti sistemi solari (le associazioni tematiche) a cui si è aggiunto anche Radicali Italiani come partito politico italiano che ha sostituito il movimento dei “Club Pannella” attivo nei primi anni 90. Come sarà facile capire la molteplicità degli obiettivi ha generato una complessità organizzativa che a volte da elemento di forza si tramuta in ostacolo. La crisi di Radicali Italiani oltre che dall'efficacia della repressione del regime monopartitico ha trovato anche nella Galassia un momento di debolezza.
Ho fatto tutta questa lunga premessa per rendere comprensibile lo psicodramma che ha visto come protagonista il nostro segretario Antonella Casu, nel pomeriggio di domenica. Come è uso dei congressi di partito si arriva al dunque colla maggior parte dei giochi già fatti. Il desiderio (ordine) del nostro leader Pannella era quello della riconferma degli organi statutari nelle persone della Casu (segretaria), De Lucia (Tesoriere), Mellano (presidente). Questa scelta era dovuta a tre ordini di fattori: nove compagni dirigenti sono parlamentari e quindi altrimenti impegnati. Molti altri ancora sono impegnati nella gestione del lavoro delle associazioni sopra citate. Quanto alla Casu segretaria, questa scelta era dovuta al fatto che, essendo una dirigente di RI di secondo piano seppur brava ed esperta, questo avrebbe dovuto evitare lotte interne dei giovani leoni che occupano il quartiere generale di Torre Argentina quali De Lucia, Galli e Staderini. Purtroppo l'accrochio non ha funzionato per divergenze varie sorte tra Casu e De Lucia che hanno portato la povera Antonella ha dichiarare alla fine della relazione di non essere più disposta ad accettare l'incombenza della segreteria e ripetere quell'esperienza per ancora 12 mesi. La dirigenza ha fatto orecchie da mercante ritrovandosi poi a tempo scaduto colla patata bollente della segreteria ancora irrisolta dopo una riunione estenuante durata sino ad ore tardissime. Questo ha portato allo psicodramma delle ultime due ore del congresso con le pressioni fortissime sulla Casu perché accettasse la segreteria e la meschina che si divincolava e nun ce voleva sta. Alla fine la poverina in lacrime ha ceduto, ma io sono convinto che ciò che è stato risolutivo nella sua decisione sia stato per lei l'avvertire la crescente partecipazione al suo dramma personale del popolo radicale e nel contempo il crescere della stima nei suoi confronti. Confesso che anch'io non conoscevo per niente la Casu che consideravo una burocratella di poco spessore, ora anch'io ho cambiato opinione e penso che la Casu abbia acquisito l'appoggio incondizionato del popolo radicale. Questa brutta storia ha avuto il merito di mettere a nudo la situazione di un quartier generale dove insieme alle belle cose che si fanno ci sono pure meschinerie, intrighi e lotte per un piccolo potere che il radicale semplice pensa che siano estranee al proprio mondo. Invece non è così ed è inutile stupirsi visto che quel luogo ha generato anche il Daniele Capezzone campione di arrivismo ed opportunismo che ora tutti conosciamo.
Per il resto riassumo brevemente invitandovi all'ascolto degli interventi più importanti. Pannella ritiene molto probabile che si sia alla vigilia di fatti gravi che richiederanno la presenza dei radicali italiani anche come classe dirigente. La Bonino ha fatto un intervento di duro attacco a Walzer Veltroni giudicato un incapace alla n-esima potenza. Questa reazione è anche dovuta al continuato atteggiamento d'ostilità e sufficienza con cui veniamo trattati dalla dirigenza PD, non ultimo l'affronto di aver mandato al congresso radicale un personaggio di secondo piano, mentre il presidente della repubblica ci ha inviato un bella lettera di saluto augurale. La mozione finale è una mozione fiacca su cui mi sono astenuto (come Pannella che l'ha criticata apertamente). Fortunatamente non è così per le mozioni particolari frutto del lavoro delle commissioni. Quanto alle commissioni ce n'era per tutti i gusti. Unica novità l'accorpamento della commissione ambiente energia colla commissione economica. La scelta sarebbe stata ottima se a condurre i lavori non avessero messo Cicciomessere che si è rivelato uno scoppiato. Le liste dei candidati al comitato nazionale erano quattro, ma contrariamente ad altre volte non rappresentavano vere e proprie contrapposizioni politiche, erano semplici contenitori. Io ho votato quella a nome “Conoscere per deliberare” solo perché ospitava due compagni conosciuti in commissione che mi hanno ben impressionato per i loro interventi. Pannella ha votato la lista “Punto G”, lista di ammiratori della splendida Giulia Innocenzi. Insomma si è tenuto lontano dalle liste “serie” ed ha preferito il punto g della Giulia. Una critica che mi sento di fare è il poco tempo dato al lavoro di commissione: 5 ore. Andrebbero portate ad 8 riducendo il tempo della plenaria.
Avrebbe dovuto essere un congresso che dava spazio ai radicali storici quanto ignoti (quelli con 25-30 anni di tessera) così non è stato. Ci si è limitati alla visione di immagini d'epoca con il commento del “come eravamo giovani e belli”.
C'è stata la proiezione di un bel documentario su Mariateresa Di Lascia in coda al quale un commosso Pannella ha commemorato anche Grazia Cerchi, morta nello stesso periodo.
Se volete divertirvi andate a vedere l'intervento di Nicolino il Frocio (venerdì sera).

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 20 novembre 2008 @ 13:47:44

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - MAGGIO 2008

L’ASSEMBLEA DEI MILLE DI CHIANCIANO (CE N’EST QU’UN DEBUT?) – 8.5.2008
sessantottina), si sarebbe sentito risuonare lo slogan "Ce n'est qu'un debut, continuons le combat", per giunta in una assemblea radicale, lanciato da Marco Pannella che col 68 non è mai stato tenero (per non aggiungere altro). Eppure è successo a Chianciano all'assemblea dei mille (che poi erano seicento, ma va bene così). Cosa c'entra il "68", 40 anni dopo? C'entra perché l'ex nuova sinistra di allora (oggi Arcobaleno) torna, come al gioco dell'oca, alla prima casella, fuori dal parlamento, ed i Radicali in parlamento diventano l'unico punto di riferimento certo per laici, socialisti, libertari ed ambientalisti. Cosa c'entra il "68", 40 anni dopo? C'entra perché proprio in quegli anni (66-67-68) i Radicali avevano maturato una concezione del partito (una "teoria della prassi" radicale) che è quella che poi ha informato, a grandi linee, tutto l'agire del partito di allora sino a giungere al partito transnazionale gandhiano prima e alla "galassia radicale" ora (PRT, RI, Nessuno Tocchi Caino, Non c'è pace senza giustizia, antiproibizionisti, ecc. ecc.). Coll'assemblea aperta di Chianciano, un momento di riflessione collettivo sulle ragioni della sconfitta (non solo elettorale) del centro-sinistra (PD) e della sinistra, i Radicali intendevano offrire alla"sinistra", oltre che ambiti di confronto adeguati, anche una modalità di organizzazione politica che per convenzione chiamiamo "partito aperto" (all'americana, con doppie tessere ed obiettivi annuali come programma, per esempio) che da 40 anni ha garantito il funzionamento del partito radicale, che, per inciso, ricordo essere il più vecchio partito italiano, e non per caso.
1968. Si parla di 40 fa, l'Italia era sotto il regime democristiano "contrastato" dal Partito Comunista Italiano di Luigi Longo. Il politologo Giorgio Galli parlava di un regime a bipartitismo imperfetto, Pannella, già allora, gli contrapponeva una lettura della realtà politica che vedeva in DC-PCI con relativi satelliti un monopartito imperfetto(con correnti ovviamente). La partitocrazia, statalista e corporativa invece della democrazia liberale. Una tesi questa che oggi è da molti accettata, ma che allora sollevava incredulità quando non indignazione. Mani Pulite" ha ridisegnato il "bipartitismo imperfetto" traghettando democristiani e socialisti (in gran parte) sotto le bandiere del Cavaliere, ma questo non ha cambiato la sostanza di questo regime che ha messo in soffitta da tempo lo stato di diritto e la democrazia nel paese e nelle istituzioni.
1968. Il PSI era quello di De Martino, del fallimento del PSU, ( riunione di PSI e PSDI) della scissione a sinistra dello PSIUP. Craxi contava ancora un cazzo, ma per fortuna c'era il deputato socialista-radicale Loris Fortuna padre della legge del divorzio. La destra di allora era quella della DC e dei nostalgici del Duce. Ora la Mussolini siede in parlamento ed il genero di Rauti è sindaco di Roma.
2008. Ciò che è deprimente è che le ricette buone per democratizzare un'Italia che mai aveva rotto davvero col fascismo, erano già state individuate allora, da un piccolo partito che aveva l'obbiettivo di riunire sotto le stesse bandiere laici,socialisti,liberali di sinistra (radicali e anticlericali). Questo piccolo partito, nemico dei partiti-stato e dei partiti-chiesa, è stato negli anni 70 del secolo scorso il promotore delle uniche grandi riforme che hanno portato l'Italia in Europa (Divorzio, Nuovo diritto di Famiglia, Aborto, Riforma manicomiale, Obiezione di coscienza, Diritti dei gay e dei transessuali, Voto ai 18enni, ecc.). Dicevo, che è deprimente dopo 40 anni dover dire "ricomincio da tre" e dover andare a rispolverare il "Convegno di Faenza. Ma tant'è.
Tornando a bomba all'assemblea dei 1000, grande è stato il sollievo dei radicali per essersi potuti riappropriare della battaglia ambientalista, finita miseramente nelle mani dei Pecoraro Scanio e delle Francescano (quanto mai gli abbiamo regalato il simbolo del sole che ride che era nostro!). Finalmente ora i problemi saranno messi nella giusta prospettiva "Energia e Cibo per Quanti?" La commissione Ambiente e Demografia ha avuto una partecipazione assembleare che da tempo non si vedeva in casa radicale. Sul sito di Radio Radicale potete trovare in audiovideo l'intero lavoro di plenaria e commissioni. Da non perdere l'intervento di Prodi (che saluta i samurai radicali con uno spiritoso" Sayonara, arigatò!", della Bonino, Pannella, Stanzani, Boato, ottimo Rotondi, Cesare Salvi e (perché no?) Nicolino Tosoni. L'assemblea si è conclusa coll'incarico al socialista Mauro del Bue di attivare una "Commissione Chianciano" punto di riferimento nella costruzione di un fronte laico-liberale-socialista e coll'impegno di Cesare Salvi ad attivarsi in zona Arcobaleno. Hanno brillato per assenza Bertinotti (più volte evocato da Pannella) che consoliderà la sua fama di parolaio inconcludente, e della Costituente Socialista (fatta eccezione per l'ottimo Patrono che è già un doppia tessera).Un discorso a parte merita il PD. Il PD ha mandato all'assemblea un Giorgio Tonini molto friendly, ad indicare un cambiamento di atteggiamento di un PD che ha tanto da farsi perdonare. Tonini è stato accolto molto bene, ma questo non ha impedito a Pannella nel corso dei suoi interventi di bollare come analfabetismo politico tutta la campagna elettorale del PD, che ha premiato il giustizialismo fascistoide dell'avventuriero Di Pietro accordandogli un apparentamento negato a radicali e socialisti ed ottenendone in cambio le pernacchie che sappiamo, mentre Pannella ‘il rifiutato’ si sgolava per invocare il voto a Veltroni, a Radio Radicale, dato che in tv andava Di Pietro. La proposta radicale uscita dall'assemblea, è innanzitutto rivolta alla sinistra laica-radicale-socialista-liberale ed all'arcobaleno libertario ed ambientalista, ma è posta anche all'attenzione del PD che, dopo il diluvio, più che un partito è tornato ad essere un progetto, e sta già traslocando dal loft di Veltroni al palazzo di Enrico Letta. La recente elezione della Bonino a vicepresidente del Senato è una conferma ulteriore del cambiamento di atteggiamento del PD nei confronti dei radicali e se son rose fioriranno.

GRANDE VITTORIA RADICALE AL PARLAMENTO EUROPEO – 8.5.2008
Una gran bella notizia. Marco Cappato ha fatto approvare a larghissima maggioranza una mozione che afferma in sintesi: 1- Il Parlamento Europeo proclama che la democrazia è un diritto umano. 2-Il PE proclama il 2010 hanno della non violenza e s'impegna in una serie di iniziative non violente per l'affermazione della pace, del diritto e della democrazia nel mondo. Ritengo questa presa di posizione di importanza enorme, seconda solo alla moratoria ONU sulla pena di morte e che alla radice di questo successo ci sia il radicale Marco Cappato sia motivo di orgoglio compiaciuto per tutti noi.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 10 maggio 2008 @ 22:15:56

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - APRILE 2008

I MALDIPANCIA RADICALI ALLA VIGILIA DEL VOTO – 10.4.2008
Vi ho già postato l'appello al voto di Pannella in favore di Veltroni, appello che condivido completamente, ma volevo tornare sui 'malumori' radicali per la scelta che fatta. Prima di tutto sfatiamo una leggenda, quella per cui Pannella in quanto duro e puro era contrario a cedere al diktat veltroniano, ma è stato messo in minoranza in direzione. Non è così, Pannella si è pronunciato per questa scelta per primo all'assemblea della Coscioni a Salerno (la svolta di Salerno). Non è così, dicevo, casomai è il contrario, Pannella ha dovuto convincere molti, a cominciare dalla Bonino, che non voleva starci ("non sono un pacco ecc."). Ribadisco che la scelta, seppur umiliante, ci salva il culo e ci apre prospettive che non sono di pura sopravvivenza (che pure avrebbero giustificato la scelta, per non ripetere la stronzata fatta nel 1996 quando abbandonammo il suk di Berlusconi sbattendo la porta e lasciando il centrodestra nelle mani di Casini e Bottiglione, oltre che del Berlusca). Di questa aria nuova si sono accorti tutti i compagni che non si sono limitati ad uno sdegnato atteggiamento aventiniano, ma hanno cercato, per lealtà, di dare un contributo a questa disgraziata campagna elettorale.
Venendo alla mia breve esperienza quello che più mi ha sorpreso è stato l'attenzione che la militanza ex DS ci riserva, un misto di sollievo e gratitudine, come a dire "meno male che ci siete anche voi, e non ci avete abbandonato ai democristi". Quello che era spesso un atteggiamento di sufficienza se non di arroganza ha lasciato il posto ad altro, ed è questo "altro" di cui dobbiamo prenderci cura. Un discorso diverso, ma d'interesse, mi verrebbe da fare nei confronti dei socialisti, almeno di quella parte che aveva aderito realmente alla RnP. Anche loro da lunedì avranno su cui 'rimuginare'. Tutto questo mi fa pensare a quanto lungimirante, opportuna e necessaria sia stata la convocazione che Pannella ha fatto per una assemblea dei 1000 in Maggio a Chianciano. Sento che siamo alla vigilia di un periodo di grande interesse per le idee e le sorti radicali.

PANNELLA E DEL BUE CONVOCANO 'L’ASSEMBLEA DEI MILLE' – 12.4.2008
Da martedì ci troveremo, chiunque vinca, di fronte al "che fare " della galassia radical-socialista. Nel 2005, prevedendo la poi realizzatasi sconfitta al referendum contro la legge 40, Pannella preventivamente convocò l'assemblea dei 1000 a Roma. Quella assemblea fu un prezioso momento di organizzazione della battaglia laica ed anticlericale e mise le basi per la fondazione della Rosa nel Pugno, un mese dopo a Fiuggi. Ci troviamo alla vigilia di una situazione simile (non sto ad argomentare) e dobbiamo giocare d'anticipo, per tutto questo ed altro Marco Pannella e Mauro del Bue (capolista socialista al senato in Abruzzo) convocano la seconda "Assemblea dei Mille” per il 2-3-4 Maggio a Chianciano Terme (Si).

MALTHUS, DE MARCHI, IL RIENTRO DOLCE E LA CRISI ALIMENTARE NEL TERZO MONDO – 14.4.2008
Il problema della esplosione demografica e delle sue conseguenze è stato scioccamente rimosso. In Italia poi col dominio clericale cattolico porre solo il problema di un controllo sulla crescita esponenziale dell'umanità procura l'accusa di nazismo. La crisi alimentare nel terzo mondo, improvvisamente esplosa in seguito all'aumento dei prezzi dei cereali ha evidenziato la tragica situazione che si sta creando. In questi anni in Italia solo dall'ambiente radicale (De Marchi sopra tutti) si sono levate grida d'allarme e di denuncia della folle corsa dell'umanità verso il disastro. Solo pochi mesi fa Pannella ha dato scandalo in quanto richiesto d'intervenire sul blog di Beppe Grillo circa il problema dell'energia aveva risposto: "Il problema non è l'energia, ma l'energia per quanti". Questo approccio gli è ovviamente costato l'allontanamento dal blog. Meritoriamente il gruppo radicale che si occupa di ambientalismo ed annessi ha fondato l'associazione "Rientro Dolce" che ha come ragione sociale la denuncia del problema demografico come "il problema primo" dell'umanità e si applica allo studio delle possibili soluzioni. L'umanità all'inizio del secolo scorso contava circa un miliardo e mezzo di individui, oggi ne conta sei miliardi e mezzo, Per la sopravvivenza del genere umano è necessario "rientrare dolcemente" in una numerosità "sostenibile", ma come sempre capita a porre per tempo questi problemi sono sempre le cassandre radicali.

E’ UNA RIVOLUZIONE – 15.4.2008
Ragas ci siamo, lo scossone che tutti aspettavano è arrivato. In un solo colpo il popolo italiano ha decretato il "game over" di tutti i rottami del ‘900 che non volevano darsene per inteso e da domani non avremo più nelle aule parlamentari, fascisti, comunisti e questi socialisti neanche lontani parenti di Zapatero . Ma c'è di più, i radicali (per pochi che saranno) diventano il solo punto di riferimento parlamentare laico, socialista, liberale e radicale. A questo punto l'assemblea dei 1000 a Chianciano acquista una importanza quasi epocale e prefigurare un rilancio della RnP è tutt'altro che un azzardo. Il nostro cavallo fiacco (Veltroni) ha perso, mi spiace, ma le prospettive che si aprono mi fanno, per una volta, essere un pò ottimista.

LE PERCENTUALI NASCONDONO LA VERITA’ DELLE CIFRE ASSOLUTE – 16.4.2008
Oggi il compagno Caldarola sul Riformista analizzando i voti in cifra assoluta, evidenzia una verità che le percentuali dei risultati elettorali nascondono: a) Il PD ha preso solamente 160.000 voti più dell'Ulivo (DS+Margherita) nel 2006; b) La Sinistra Arcobaleno ha perso 2.600.000 rispetto il 2006, che solo in piccola parte sono finiti al PD. La conclusione è che la cannibalizzazione dei voti di sinistra da parte del PD c'è stata solo in minima parte e le ragioni del crollo elettorale dei comunisti e verdi va ricercato altrove. Mi azzardo a buttare lì qualche considerazione, ma sicuramente a breve avremo analisi accurate del fatto.
1- C'è stato un allargamento del fenomeno dell'astensione di circa il 3% abbinato ad una crescita del voto bianco o annullato (a Piacenza è stato del 3%). Lo scoramento, la delusione hanno portato tanti compagni all'astensione, in area radicale RnP il fenomeno è esteso, ma altrettanto si può dire per l'area comunista. 2- A questo "vaffa" di una parte di elettori di sinistra ha dato una grossa mano il veltronismo del PD. 3- Le classi popolari del nord sempre di più si rifugiano nel voto alla Lega abbandonando la sinistra. Il voto popolare e operaio alla Lega non è un fenomeno nuovo, ma ora sta coinvolgendo anche regioni come l'Emilia e le Marche. Potrei aggiungere altro, ma per ora possono bastare questi spunti.
Paradossalmente queste defezioni hanno aiutato i Radicali a conquistare tre seggi che i conti realistici non gli avrebbero mai assegnato, Lazio2, Basilicata e forse Friuli. Non tutto il male vien per nuocere. Morale della storia, oggi in Parlamento i Radicali rappresentano l'Estrema, esattamente come al tempo del nostro fondatore Felice Cavallotti (quando il radicalismo non aveva ancora scoperto la nonviolenza).

SOLI IN PARLAMENTO, ALL’ESTREMA, COME AI TEMPI DI CAVALLOTTI – 17.4.2008
Vi propongo la lettura istruttiva del programma del fondatore del Partito Radicale. Felice Cavallotti, patriota, garibaldino a 18 anni coi mille di Garibaldi, difensore degli umili e nemico del trasformismo della Sinistra (di allora). Su una sua iniziativa si deve la statua di Giordano Bruno a Campo dei Fiori. Radicale fu anche il primo operaio ad entrare in parlamento, il napoletano Antonio Maffi. Cavallotti (deputato di Corteolona) muore al 33° duello (alla faccia della nonviolenza) per mano di un giornalista infamatore che aveva sfidato.
I punti fondanti del programma di Cavallotti e dell'Estrema Sinistra erano: 1- completa separazione dello Stato e della Chiesa; 2- superamento del centralismo a favore di un decentramento amministrativo di matrice comunale; 3- promozione dell'ideale federale degli “Stati Uniti d'Europa” mutuato da Carlo Cattaneo; 4- opposizione al nazionalismo, all'imperialismo e al colonialismo. 5- indipendenza della magistratura dal potere politico; 6- abolizione della pena di morte; 7- tassazione progressiva; 8- istruzione gratuita ed obbligatoria; 9- emancipazione sociale e nel lavoro della donna; 10- suffragio universale per uomini e donne; 11- un piano di lavori pubblici per la riduzione della disoccupazione; 12- sussidi, indennità, pensioni e garanzie sociali per i lavoratori; 13 -riduzione dell'orario di lavoro; 14- riduzione del servizio di leva.

LA MUMMIA DI PADRE PIO – 24.4.2008
Qual'è la notizia con cui aprono tutti i telegiornali italiani? Qual'è quell'avvenimento eccezionale per cui si fanno decine di "dirette"? Ma l'esposizione della mummia di padre Pio, ovvio! Naturalmente questo fa seguito ad altre "dirette" su tutte le reti che hanno documentato la riesumazione del "santo", e alla notizia che anche il cadavere di Woityla verrà smembrato. Il cuore andrà in Polonia ed il resto? Tutte queste "dirette" sono spot miliardari (gratuiti perché pagati col canone) in favore delle casse vaticane. Quello che il Concilio di Papa Giovanni XXIII avete cercato di seppellire come eredità di un "vergognoso" passato di malaffare, viene riesumato da questa casta sacerdotale avida di potere, denaro e violenza (a cominciare dai bambini).
Pessimismo, fastidio ed indignazione.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 10 maggio 2008 @ 22:10:46

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - MARZO 2008

TROMBATO ANCHE CAPEZZONE. IL PDL FA PULIZIA ETNICA CONTRO I LIBERALI – 10.3.2008
Questa proprio non me l'aspettavo. Sapendo del pensionamento forzato dei vecchi liberali quali Sterpa, Biondi e Jannuzzi, davo per scontata la "nomina" del brillante Capezzone e magari anche di Palma, invece no, la pulizia etnica contro la sparuta componente liberale del Pdl ha risparmiato solo Della Vedova (a mo’ di foglia di fico). Il carattere clerico-fascista del Pdl è sempre più evidente, clericalismo, conservatorismo, nazionalismo, populismo e protezionismo economico ne costituiscono la sostanza politica e mi confermano nella scelta che abbiamo fatto collo schierarci coi tafazzisti di Veltroni.
Per contro in Francia assistiamo alla vittoria della Rosa nel Pugno alle amministrative e al conseguente ridimensionamento di Sarkosy, cosi come pure all'affermazione di Zapatero in Spagna, a conferma che la strada per una rinascita italiana sta nella RnP.

IL NIET DI BOSELLI – 10.3.2008
La rivelazione fatta alla radio da Pannella sul progetto di una partecipazione radicale alla lista socialista, ha costretto Boselli ad una risposta pubblica il cui senso è :"non sene parla perché i radicali sono già impegnati col PD". Tutti sappiamo che non è questa la ragione vera, ma è mai possibile che con questa gente per ottenere una risposta bisogna stanarli spiattellando tutto a radio radicale? Li cerchi si fanno negare e fanno gli scontrosi. Non vuoi parlare con Pannella? Chiama Cappato, fai una mail. E' anche per questo che mentre Zapatero trionfa i socialisti nostrani il 13 aprile andranno per farfalle.

VELTRONI: LA BONINO MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI – 13.3.2008
Il Veltroni ieri ha certificato che Berlusconi ha già vinto, tant'è che si è spinto a dire che la Bonino sarà il ministro del ministero cruciale delle Comunicazioni del suo futuro governo, affermazione che non avrebbe mai fatto se non dopo la certezza della sconfitta. Per altro, tutto sta andando secondo i suoi piani. Separazione consensuale dalla sinistra comunista, rimozione del proprio passato per una versione aggiornata del cattocomunismo, alleanza col giustizialismo dipietrista, omaggio al Santo Padre dello scalpo di Pannella (così impara a fare il bonzo), emarginazione di socialisti e radicali per propiziare la loro scomparsa ed esorcizzare il Zapaterismo incarnato dalla RnP. Alla fine avremo un bel parlamento di portaborse e zeloti, culidipiombo nominati, ed il dominio assoluto delle due oligarchie, quella del partito dei buoni a niente (PD) e quella del partito del capace di tutto (PdL). Queste oligarchie sono già pronte ad accordarsi per la spartizione del potere colla mediazione dell'Opus Dei e la benedizione di Bagnasco, cardinale, ma anche generale di corpo d'armata (dei cappellani), ma anche proprietario degli ospedali genovesi che, non praticando aborti, stanno ricreando il mercato dell'aborto clandestino (vedi il caso del medico genovese suicida). Senza una rivoluzione liberalsocialista (i.e. radicale) il nostro paese (con previsione di crescita zero e debito a 104% del PIL) si arenerà presto sulle spiagge della Tunisia e non vedo come questa rivoluzione possa essere realizzata da un governo che avrà come presidente un monopolista che si è liberato di Casini, ma non del proprio conflitto d'interessi, come ministro dell'economia un Tremonti manifestamente noglobal, colbertista e protezionista , come ministro delle riforme istituzionali il Bossi, un nazionalista da osteria diplomatosi per posta alla benemerita Radio Elettra di Torino, e per finire un paese colla cultura schiacciata dal bigottismo ed una scienza incatenata dall'oscurantismo fanatico vaticano. Pensare che sino ad un anno fa ai radicali che parlavano di regime liberticida partitocratico ed oligarchico tutti rispondevano con un sorrisino di compatimento, ora a molti il sorrisino gli si è gelato in bocca. Pannella, spina nel fianco di questo PD, continua la sua pericolosa lotta, non violenta e un pò strabica (un occhio a Roma, l'altro in Tibet) e speriamo che anche questa volta se la cavi. La Bonino si è ritirata a Bruxelles. Cappato è al parlamento europeo, altri candidati sono in India coi monaci tibetani alle prese colla polizia e, per ora, la campagna elettorale non sembra "entusiasmare" il mondo radicale. Per fortuna a tirarci su il morale c'è il successo di quel bel socialista-radicale che è il compagno Zapatero, la cui politica è la realizzazione letterale di quel progetto contenuto nei 31 punti di Fiuggi che siamo stati costretti ad accantonare temporaneamente.

DEMOCRAZIA AL VERDE – 14.3.2008
Solo 10 anni fa un articolo come questo (di Sartori, n.d.r.) avrebbe suscitato interesse, dibattito e stupore (non in campo radicale), ora può anche suscitare sbadigli perchè sono le considerazioni che si ritrovano in migliaia di blog, persino nelle nostre mail ,da anni, senza contare le decine di libri tipo "La Casta" che sono in circolazione. Ma dove erano tutti questi soloni opinion maker tipo Sartori, Stella, Caporale ecc. quando, circa 10 anni fa, servimmo su un piatto d'argento (al popolo e alla classe dirigente) lo strumento per una rivoluzione liberale sotto forma dei 20 referendum? Chi non ci sparò contro, lasciò che lo facesse la Suprema Corte o il Berlusconi che osò definire "comunisti" i referendum scritti dal suo consigliere economico prof. Brunetta (a cui si deve la stesura dei quesiti economici). E non ci si venga a dire che eravamo troppo avanti, i problemi erano già tutti lì, così come era chiaro il disastro a cui andavamo incontro. Io penso che dovremmo tenere vivo questo ricordo e non mancare occasione per rinfacciare a soloni, politici, confindustriali, la loro inettitudine, viltà o complicità. In testa a tutti quello che sarà il prossimo presidente del consiglio, l'uomo del fare (i propri interessi) che ha ancora la faccia di presentarsi come campione della libertà.

CASO MAGDI ALLAM. RATZINGER COME BERLUSCONI – 28.3.2008
Ci ha ragione Pannella, inutile spendersi troppo sui temi anticlericali, ci pensa Ratzinger a schiarire le idee agli Italiani. Ed infatti ecco il Vaticano costretto ad una prudente "marcia indietro" sul caso dell'apostata Magdi Allam con un comunicato che ci dice "Le idee espresse dal cattolico Allam non sono quelle del Santo Padre". Ma come gerarchi vaticani! Prima incoraggiate il tapino all'abiura del Corano, ne fate un evento mediatico universale proponendone in mondovisione il giorno di Pasqua, con conversione in S. Pietro (e relativo battesimo papale) e subito dopo lo sconfessate, come a dire "fatelo fuori questo fanatico cristiano". Questo sia di ammonimento a tutti i maomettani che avessero l'insana tentazione di passare il fosso.
Giuliano (l'apostata)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 10 maggio 2008 @ 19:19:15

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - FEBBRAIO 2008

TERRA BRUCIATA ATTORNO AI RADICALI - 3.2.2008
Era prevedibile, ma ogni volta lascia davvero l'amaro in bocca, verificare come siano partite le grandi manovre per l'isolamento e l'espulsione dei radicali dall'arena politica italiana. Dopo aver affermato la disponibilità ad alleanze su un programma riformista il PD si affretta a specificare, "a parte i radicali di Pannella". Non è possibile interpretare altrimenti la specificazione di "non volere imbarcare nell'alleanza zavorre laiciste" (Le monache dell'opus dei con cilicio sono invece organiche al PD). Vogliono farci pagare quel poco di peso ed influenza che abbiamo avuto nelle cose migliori che il governo Prodi è riuscito a fare, ed il fatto di avere mantenuto quell'impegno di lealtà riassunto nello slogan "saremo gli ultimi giapponesi dell'utopia (riformista) prodiana". Dicevo che è stata decretata l'espulsione dei radicali dall'arena politica e dal parlamento nel tentativo di sbarrare la via ad una possibile alternativa al regime quale la Rosa nel Pugno aveva prefigurato possibile. Sino a pochi giorni fa ero convinto che in caso di elezioni avremmo potuto trovare un accordo elettorale coi compagni socialisti, che, non sarebbe stato una riedizione della RnP, ma una onorevole soluzione tattica per entrambi. Alcuni recenti avvenimenti mi hanno fatto ricredere. Il nascente Partito "Socialista" ha affidato la sua autonomia nelle mani del ex-comunista Angius, divenuto in breve "plenipotenziario" (Boselli in seconda linea) del PS e sia avvia ad essere una dependance del PD. La crisi di governo e le ormai certe elezioni anticipate hanno dato una accelerata alle grandi manovre per il nostro isolamento (espulsione) e la vecchia tecnica del bastone e della carota verso il mondo socialista sta dando i primi frutti. Oggi entrando in rete, nella home page di Yahoo mi appare una finestra propagandistica del Partito Socialista. Oh ciumbia - mi dico - dove hanno trovato tutti sti soldi? La risposta ce la da radio radicale che c'informa di un incontro segreto tra Gavino Angius, Angelo Piazza e Giovanni Consorte. Come tutti ricorderanno Consorte è il chiaccherato ed inquisito patron della Unipol, grande finanziatore occulto di pci, pds, ds ed ora? Tutto questo mi fa dire che a breve anche le bandiere dell'"autonomia socialista" dovremo raccoglierle noi da terra, come già abbiamo fatto con quelle liberali, laiche e libertarie. Mi sbaglio? Sarò smentito? Magari!

DOPO GLI ATEI DEVOTI ORA SI PRESENTA ANCHE L’EBREO DEVOTO (AL POTERE SIMONIACO VATICANO) - 3.2.2008
L'ineffabile "potere forte" Paolo Mieli, direttore del Corsera, non soddisfatto di essersi offerto come sponda alla vergognosa campagna dell'ateo devoto Giuliano Ferrara, perché non ci fossero dubbi di sorta, ha inteso accreditarsi presso le gerarchie vaticane dichiarando davanti alle telecamere che pur essendo rampollo di una nota famiglia israelita, lui è cattolico (per servirla Santità!). Il marrano Mieli e l'ateo devoto Ferrara costituiscono proprio una bella coppietta che la dice lunga sullo spessore morale del meglio del giornalismo italiano e, in generale, dell'intellighenzia nostrana, "organica", al cambiare della stagione al fascismo, al comunismo ed al clericalismo perché in fondo, quel che conta per loro è manifestare una sana allergia nei confronti della democrazia liberale. A proposito di "atei devoti" io pensavo che il termine fosse un neologismo coniato da Ferrara, ed invece il vecchio liberale Zanone ci ha ricordato (a Radio Radicale) come fosse il termine con cui Croce identificava un settore di borghesia massonica francese che, nella seconda metà dell' 800 sventolava croce e fede in favore dei propri loschi affari. God save the Queen ed il compagno Zapatero.

ALLE ELEZIONI CON ROSA NEL PUGNO ED EMMA BONINO PREMIER - 8.2.2008
Premetto che quel che segue è unicamente il mio pensiero, nel senso che non ho avuto input di alcun tipo. La situazione ormai di è chiarita. Bettini, la mente dell'operazione PD-Veltroni lo ha detto esplicitamente. Con socialisti e radicali no, perché sono "troppo diversi". Quindi, compagni socialisti, mettetevi il cuore in pace, vi trattano come radicali qualsiasi. Anzi meno perché non fate neanche paura e Pannella si. Berlusconi risponde dando il via al Partito del Popolo (FI-AN) con Lega alleata. E voilà il bipartitismo di regime è realizzato! Se riascolterete sul sito di RR Stampa e Regime del dir. Bordin, dalla lettura dei giornali di oggi avrete tutte le risposte sulle ragioni che hanno portato a questo. Perché Socialisti Radicali no? Perché per 40 anni hanno avuto ragione contro il PCI. Il PCI ha dovuto fare fuori con Di Pietro-Violante il PSI per appropriarsi del riformismo socialdemocratico europeo e di una immeritata verginità (non siamo dei ladri come i socialisti). Ai radicali il PCI deve fare pagare tutto il resto, le vittorie civili imposte coi referendum, la difesa del liberalismo di cui ora si riempiono a sproposito la bocca, la primogenitura dell'idea maggioritaria e del partito democratico stesso. Della Vedova ricorda oggi in una intervista come la prima manifestazione radicale a cui partecipò s'intitolava "I club Pannella per il Partito Democratico" era il 1992. Cosa accomuna DS e Margherita, ma sarebbe meglio dire Comunisti e Democristiani? Ovviamente l'avversione contro il liberalismo che mette i diritti individuali al primo posto, contro la democrazia reale, che contrasta colla loro visione dirigistica e curiale ed aggiungerei anche interessi "concreti", la roba (direbbe Ernesto Rossi). Il 13 Aprile vincerà ovviamente il Cav. Berlusconi, ma non temete che le grandi manovre per "larghe intese" per la spartizione del potere sono già in atto. Data la situazione descritta, la riattivazione della RnP si presenta spontaneamente come opportuna se non necessaria. Certo per noi Radicali la RnP è un progetto strategico, per buona parte della costituente socialista sarà vista come un salvagente per non scomparire dalla politica nazionale. Pazienza, cercheremo di rimediare e fare crescere RnP come progetto. Colla RnP non dovremmo raccogliere firme, potremmo presentare un premier di tutto rispetto, Emma Bonino, e potrebbe riaccendersi una adesione forte a questo progetto. RnP in quanto soggetto laico, socialista, liberale, radicale senza concorrenza. Il 13 aprile potrebbero confrontarsi la Destra Berlusconiana, Il Centro Democristiano Veltroniano, la Sinistra Massimalista Arcobaleno e la Laica Rosa nel Pugno. Sarebbe da baciarsi i gomiti. W i compagni Fortuna e Zapatero.

VELTRONI: NIET PER I RADICALI, DA PER DI PIETRO -13.2.2008
Stamane Obama Veltroni ha incontrato nel loft Pannella & Bonino. L'incontro si è risolto in un niente di fatto, nel senso che alla nostra richiesta di apparentamento condizionato a 4 punti di programma economico ed un impegno di riforma della giustizia, Walter ha risposto evasivamente con un "sabato faremo una controproposta" che sarà quella che già sappiamo ossia, il generoso inserimento di tre donne radicali nella lista del PD. L'incontro era strumentale, e teso a placare lo scandalo sollevato dall'arrogante intervista di Fassino (in cui ha rivelato tutta la sua pochezza). Al Niet ai radicali ha corrisposto un Si a Di Pietro a cui, evidentemente, gli ex Pci non possono dire di no, accreditando il sospetto di essere sotto ricatto. L'apparentamento con l'Italia dei Valori Immobiliari (come è emerso dalle inchieste pubblicate da Radio Radicale) sbugiarda l'argomento principe del PD, il fatto di correre da soli per amor del maggioritario. Altro che partito di Obama, il PD è il partito di Osama Bin etti. Comunisti e Verdi sono invece tutti contenti. Finalmente all'opposizione del prossimo governo Berlusconi, possono fare casino a nord e ammoina a Napoli senza ricevere cazziatoni da alleati. Per festeggiare hanno inaugurato il nuovo simbolo elettorale epurato dalla falce e martello. In televisione continua la campagna RAI & Cei per promuovere la Rosa Bianca, con Tabacci e Pezzotta che ormai si alternano su Rai1 e Rai 2 tutte le sere alla faccia delle regole, (ieri ho visto il muso di Pezzotta a Ballarò e Tabacci a primo piano). Grande spazio è riservato anche alla lista antiabortista di Ferrara, su tutte le reti, affiancato ora dalla ineffabile magistratura napoletana che ieri ha "arrestato" un feto malformato di 400g dopo una brillante operazione di polizia. Anche ai Socialisti è stato dato il benservito dal PD, la sinistra riformista deve essere identificata solo con il cattocomunismo in salsa varia, la storia centenaria (anche se non sempre gloriosa) del PSI va cancellata. E poi adesso hanno anche accolto il compagno Grillini che aveva salutato l'elezione di Benedetto XVI con esclamazioni di gioia: "E' dei nostri, è dei nostri" violando la privacy di Sua Santità, e poi Spini e De Michelis sono protestanti e Boselli non vuole dare i soldi alle scuole dei preti. A questo punto possiamo dire che i giochi siano fatti e a noi radicali restano due possibilità. Riattivare in chiave elettorale la RnP, o presentare la Lista Bonino. Io avevo caldeggiato la prima soluzione, ma mi sono reso conto che questa opzione non suscita consensi importanti ne in campo radicale ne in quello socialista. Soprattutto per i socialisti sarebbe una ammissione di fallimento visto l'impegno che avevano messo nell'affossare la RnP; e anche al nostro interno i contro prevalgono sui pro, e alla fine, ad ora, prevale l'opinione di preservare il glorioso simbolo per tempi migliori. Resta l'ipotesi della Lista Bonino, e questa, a meno di sorprese dell'ultimo momento, sarà annunciata sabato prossimo, non perché sarà il giorno della "controproposta" di Veltroni, ma perchè in quel fine settimana si tiene a Salerno il congresso della associazione Luca Coscioni che è soggetto costituente della RnP e può garantire l'ambito di dibattito e la platea per questo annuncio.

SUL PONTE SVENTOLA BANDIERA BIANCA. W LA LISTA BONINO CHE NON SI FARA’ - 18.2.2008
Pannella è intervenuto da par suo al congresso della Coscioni e ha comunicato quello che già avevamo capito, ma tentavamo di rimuovere. Non siamo in grado di sostenere un campagna elettorale disperata, non abbiamo più un euro, tant'è che la pagina uscita sul Riformista l'ha pagata per metà Emma di tasca sua. Il rifiuto del PD dell'apparentamento, ci costringe ad una resa praticamente senza condizioni. Stamattina il PD ci presenterà la sua offerta, ed i Radicali dovranno rispondere in serata; senza quindi avere il tempo di allertare quei settori del PD che pure ci appoggiano e potrebbero fare pressioni perché ci sia dato un trattamento adeguato in termini di seggi e quant'altro. Se ci fosse stato riservato il trattamento concesso a Di Pietro avremmo potuto fare una lista Bonino che avrebbe potuto ottenere qualcosa di più del 2%, il che significava una 20ina di parlamentari, il rimborso elettorale ed una relativa autonomia politica, pur nel leale rispetto dell'alleanza conclusa e del sostegno a Veltroni. Ora, anche confidando in un trattamento umanitario (che non ci sarà) dobbiamo prendere atto che la presenza politica radicale così come l'abbiamo conosciuta negli ultimi 30 anni finisce qua. Il regime ci ha inferto un colpo forse mortale. Quella che facciamo non è una scelta, ma un atto di pura sopravvivenza politica e di responsabile difesa di quel gioiello d'informazione politica, di servizio pubblico, di fucina culturale che è Radio Radicale. La Radio Londra della resistenza. Avrei preferito scrivere due righe a commento dell'ottimo congresso salernitano della Ass. Coscioni, ma di fronte a questa sconfitta tutto passa in secondo piano.

RESA ONOREVOLE – 21.2.2008
Resa onorevole, per quanto lo possa essere una resa, in sintesi l'accordo prevede: 9 seggi sicuri in parlamento; Bonino ministro in caso di vittoria elettorale; 10% spazi televisivi PD; 10% rimborsi elettorali. In termini di seggi riavremmo quelli avuti colla RnP. Dato il rifiuto dell'apparentamento difficilmente si poteva ottenere di più. L'accordo sarà messo ai voti del comitato congiunto di Ass. Coscioni e R.I. nel fine settimana.

RESA ONOREVOLE SI, MA L’AFFARE L’HANNO FATTO LORO – 22.2.2008
Cari compagni, come già abbiamo argomentato la resa è stata onorevole, nel senso che non ci siamo svenduti, ma l'affare vero l'hanno fatto loro (gli oligarchi del PD). Con 9 seggi ed una quota (10%) sui rimborsi elettorali si sono accattati la Bonino che possono sbandierare capolista al nord, e ridimensionare una sconfitta certa in Lombardia e Piemonte. Inoltre si sono un pò parati il culo sul lato 'laicità', 'garantismo', e 'diritti civili'. Ma ci pensate ad un PD il cui unico apparentamento è Di Pietro e che ha organicamente nelle sue file una influente numeraria del Opus Dei, con tanto di cilicio, ed una schiera di atei devoti tutti accorsi a festeggiare l'anniversario dei patti lateranensi? Un PD con un ministro della sanità che, alla faccia del programma, neanche aggiorna le linee guida della legge 40. Un atto dovuto dato che sono scadute ad agosto e dopo che la magistratura ha messo in discussione la costituzionalità stessa della legge. Con "poco" si sono accattati un fiore all'occhiello (e voti) ed una copertura a sinistra (noi, laici, socialisti, liberali e radicali) che calmerà un poco il malumore della base DS. Per contro, guardiamoci nelle palle degli occhi (direbbe il nostro ex segretario), abbiamo i debiti da saldare, un minimo di struttura da tenere in piedi e soprattutto Radio Radicale da difendere, ci potevamo permettere il '"bel gesto" di mandarli affanculo ed essere ulteriormente esclusi da tutto? Comunque ben venga il comitato, la direzione convocati, e tutto il resto. Significa dibattito inter nos e soprattutto visibilità sui media (facimmo ammoina), che per noi è grasso che cola. Eppoi come dice la Binetti, noi siamo come le staminali embrionali, siamo totipotenti e, visto che ci hanno accolto con una smorfia di fastidio, ce ne ricorderemo e vedremo di moltiplicarci a dovere.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 19 febbraio 2008 @ 17:18:32

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - GENNAIO 2008

LA CONVERSIONE DI COFFERATI - 1.1.2008
Il mondo riserva sempre sorprese; oggi a Radio Radicale ho seguito una presentazione-dibattito del saggio di Alesina-Giavazzi "Il liberismo è di sinistra". La presentazione avveniva a Bologna con la presenza del sindaco Cofferati. Giavazzi fa il suo pistollotto e di seguito interviene Cofferati. Già pregustavo lo scontro all'ultimo sangue in cui Cofferati avrebbe accusato il Giavazzi di essere fautore di "bassa macelleria sociale" ecc. ecc.. Invece Cofferati esordisce con : "Il liberismo, inteso come giusto funzionamento del mercato, è di sinistra in quanto contrapposto al protezionismo, sinonimo di monopolismo e conservazione". Ma come Cofferati tu non sei quello che ha bollato il "libro bianco" di Marco Biagi come "limaccioso"? Ora sei qua a far il tifo per il mercato che libera energie ed è elemento di giustizia sociale perchè sposta l'affermazione individuale dal censo al merito. Persino sull'articolo 18, che aveva definito intoccabile, (chi lo metteva in discussione era bollato come attentatore ai diritti umani), persino su quello l'ineffabile ex segretario della CGIL ha cambiato idea ed ora propone un istituto di arbitraggio in alternativa al tribunale. Insomma un qualcosa che assomiglia alle modifiche proposte dai radicali ai tempi del referendum. Laicamente uno deve felicitarsi quando un avversario viene dalla sua, ma del Cofferati avrai fatto anche a meno.

LE UNIONI CIVILI CAUSA DELLA GUERRA, PAROLA DI BENEDETTO XVI - 3.1.2008
Se non fossimo in Italia, non ci si potrebbe credere ed invece in Italia ci siamo, una Italia che ormai è agli ultimi posti quasi in tutte le classifiche a parte il potere clericale dove occupa un buon secondo posto preceduta solo dall'Iran degli ayatollah di Komeini. Esagero? Assolutamente no. Ne fa fede l'ultima trovata del sedicente Santo Padre che indice una lodevole giornata per la pace nel mondo annunciando urbi et orbi che la ragione profonda della guerra è dovuta al deterioramento dell'istituto familiare, ovviamente causato da gay lesbiche e radicali che osano richiedere in Italia quello che è un diritto acquisito in tutto Europa: le unioni civili. Questa affermazione è una stronzata iperbolica, ma il capo della Chiesa Cattolica Romana può farlo a reti unificate su tutti i tg di regime (ossia tutti) senza che a nessun dissidente sia data la possibilità di una qualsiasi replica. Magari ricordare al ex nazista Ratzinger, che non risulta che all'Italia fascista (sostenuta dal vaticano) in cui la famiglia era sacra ed indissolubile e numerosa (ottomilioni di baionette) sia stata risparmiata la guerra. Peggio ancora, il presidente della repubblica si affretta a sottolineare come l'istituto della famiglia (messo in crisi dalle culandre e soci) sia riconosciuto nella carta costituzionale. Vogliamo ricordare al pres. Napolitano che se non ha niente da dire è meglio che taccia, invece di farci la figura dell'imbarazzato zelota. Questa campagna per la pace nel mondo che ha, in realtà, come obbiettivo impedire le unioni civili ed il "divorzio breve" (accorciamento dei tempi per ottenere il divorzio) viene a rafforzare l'altra campagna reazionaria a guida Ruini-Ferrara detta "Moratoria sull'aborto" con cui l'Ateo Devoto al servizio del santo Uffizio cerca di inquinare e svilire il grande successo dei nichilisti Kaini radicali che hanno portato alla vittoria all'assemblea dell'Onu la moratoria della pena di morte. Questa seconda campagna ha esplicitamente l'obiettivo di mettere in discussione la legge che regola l'aborto per un "sano" ritorno all'aborto clandestino clericale e di classe. Tutto questo, naturalmente paludato di buoni sentimenti tipo "per il diritto alla vita contro la barbarie dell'eugenetica di quelli che vogliono i figli non mongoloidi e possibilmente con tutti gli arti ecc." Questo festival della reazione e dell'oscurantismo avviene nel silenzio consenziente dell'informazione di regime che una volta di più si dimostra completamente asservita ed incapace di balbettare il benché minimo giudizio critico.

NAPOLI SOMMERSA DALLA MERDA - 5.1.2008
Cari voi, dopo 138 anni da Porta Pia l'unità d'Italia è ancora al palo. L'Italia è ancora, direi irrimediabilmente, divisa tra un centronord europeo ed un sud mediorentale nel senso libanese del termine. La Campania sommersa dai rifiuti è la metafora della miseria materiale e morale di quella gente e del fallimento di tutte le politiche attuate per riscattarla.
L'unica politica possibile di solidarietà, con quel concentrato di corruzione e delinquenza che è la Campania, è tagliarle i fondi e lasciarla cuocere nel suo brodo colle ecoballe di Pecoraro Scanio. Certo che il trinomio Bassolino-Jervolino-DeMita è davvero un bel biglietto da visita del "nuovo" Partito Democratico.

LA MORATORIA DI BORDIN - 8.1.2008
Non c'è dubbio che Massimo Bordin, questo napoletano educato sino al sussiego, con cognome veneto, che dirige ormai da tanto Radio Radicale, sia una delle persone più stimate ed autorevoli del mondo radicale tanto da potersi permettere sul forum dei Radicali una uscita alla Fantozzi rag. Ugo del tipo "Per me il satyagraha mondiale per la pace è una boiata pazzesca! Sono più interessato allo scudetto della Roma ed al culo della cassiera del Metropolitan" (mormorio scandalizzato dei "non violenti" e dei laziali, frizzi e lazzi di Silvio Viale, dei frequentatori del Metropolitan e di Pannella). Il buon Bordin, dicevo, alla lettura odierna dei giornali ed in particolare del n-esimo articolo di Ferrara sulla moratoria dell'aborto, è sbottato: "Lo sapevo che ci saremmo arrivati, propongo la "moratoria sull'uso del termine laico". In effetti il tracotante ed incontinente Ferrara, forse a causa della "dieta liquida" (assunzione non violenta di grappa), aveva passato il segno e dopo aver chiamato a sostegno della sua moratoria i laici Norberto Bobbio e Pier Paolo Pasolini (che essendo morti non possono smentirlo) ha fatto riferimento ad un "intellettuale laico vestito di bianco" che non potendo esser un gelataio doveva per forza essere Benedetto XVI. Ormai Ferrara e Ratzinger si spalleggiano come Gianni e Pinotto in quest'opera di confusione delle menti e delle coscienze da trecartari culturali quali sono, e il richiamo alla moratoria di Bordin è quanto mai opportuno. In realtà per questo sfrenato Ferrara ci vorrebbe un esorcista, io una mezza idea ce l'avrei e non si tratta di padre Amort .
P.S. Un altro bruciante giudizio di Bordin era stato il definire Diliberto, "un tipo da aperitivo", all'indomani della uscita moscovita sulla mummia di Lenin.

I RADICALI SI ACCORDANO CON DINIANI ED IL DUO BORDON-MANZIONE - 10.1.2008
Sulle ceneri del gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno (oggi Socialisti e Radicali RnP) nascono nuovi accordi con il gruppo di Dini di cui i Radicali fanno propri i 7 punti (che ricalcano per altro parte delle richieste di RI) ed ora anche con Bordon e Manzione, due senatori che non sono saliti sul carro del PD. Naturalmente questi nuovi accordi non sono antitetici al rapporto parlamentare con i socialisti della costituente, con cui c'è accordo su gran parte dei temi. Si può parlare quindi di un rafforzamento del peso delle riforme liberali nell'ambito governativo. Nel PD, intanto si è costituita una "corrente laica" intorno alla Pollastrini, Cuperlo e Colombo, che ha fatto la sua uscita ufficiale con una lettera sull'Unità. Nel frattempo Veltroni è stato convocato dal papa che evidentemente gli chiederà garanzie. In Vaticano non hanno mandato giù il casino che gli abbiamo combinato a Roma con il consigliere Quadrana (Rosa nel pugno) colla richiesta del registro comunale delle unioni civili (respinta coi voti del PD), e poi all'orizzonte c'è il "divorzio breve" e le "volontà di fine vita". La portaerei del PD appena varata sta facendo acqua da tutte le parti e "la merda di Napoli", frutto delle amministrazioni a guida PD da 3 lustri, spazza via d'un colpo la pretesa superiorità morale ed amministrativa delle giunte di centro sinistra. Ancora una volta i fatti stanno dando ragione al "giapponese" Pannella quando sosteneva che le elezioni anticipate avrebbero non solo contribuito allo sfascismo, ma procrastinato la salutare crisi del sistema partitocratico italiano che ora è sotto gli occhi di tutti. Certo al peggio non c'è mai fine, ma per ora qualche spiraglio resta aperto. Il ruolo della Bonino nel governo sta crescendo ed un articolo oggi pubblicato rilevava come non solo l'esportazioni hanno avuto una impennata con il suo ministero, ma anche gran parte delle procedure d'infrazione europee sono state sanate.

MI SI NOTA DI PIU’ SE VADO O NON VADO? – 16.1.2008
Come ha fatto notare l'ottimo Bordin durante "Stampa e regime" se un marziano dovesse farsi un'idea della condizione del papa e della chiesa dalla lettura dei giornali di oggi, arriverebbe a ben strane conclusioni. Che il papa vincesse tre a zero era facilmente prevedibile, ma quello che mi lascia allibito è lo stravolgimento della realtà che senza alcun pudore viene fatto da stampa e tv e non solo. Comunque questa giornata nera ci racconta con dovizia di particolari della potenza e dell'estensione del fronte clericale. Chi non lo ha fatto si ascolti "stampa e regime" di oggi e, meglio ancora, la seduta della Camera di ieri pomeriggio. Alla Camera si discuteva della vendita Alitalia, colla presenza di Padoa Schioppa in aula. Una seduta incandescente ed importante, ma appena è arrivata la notizia della rinuncia papale, attraverso un intervento sull'ordine dei lavori dell'ineffabile Elio Vito, è stata una gara vergognosa alla genuflessione, al bacio alle pantofole pontificie, alla professione di sottomissione e, per contro, alla aggressione villana, al linciaggio degli sprovveduti professori di fisica che avevano osato firmare una lettera di protesta al rettore che aveva invitato questo papa con queste posizioni a tenere la lectio magistralis di inaugurazione dell'anno accademico.
P.S.: Nel mentre che scrivo il "povero" Mastella sta dando le dimissioni dopo l'arresto della moglie. Questa è un'altra bella tegola che arriva sul capo di Prodi.

LA MAGISTRATURA CAMPANA METTE L’UDEUR FUORI LEGGE - 16.1.2008
Ociu ragass che siamo di fronte ad un vulcano in ebollizione. La magistratura campana sta in queste ore "smantellando" l'UDEUR di Mastella con gli arresti che non riguardano solo la moglie, ma il sindaco di Benevento, assessori regionali e a seguire sospensione del prefetto di Benevento ecc. ecc. Si parla di un intervento ad orologeria visto che il Mastella avrebbe dovuto proprio oggi relazionare sullo stato della magistratura ecc. Mastella ha presentato le dimissioni in parlamento e a Prodi che le ha respinte, lui si è riservato di "pensarci". L'intervento di Mastella alla camera è stato pesantissimo, ha sollevato tutti i "dubbi" sulla magistratura che da tempo denunciamo ed ha parlato dell'arresto della moglie come "ostaggio nelle mani dei magistrati". La reazione della Camera è stata di solidarietà piena del centro destra, socialisti-radicali e solidarietà tiepida del PD. Le prossime ore chiariranno dove si vuole andare a parare. L'impressione mia è di un attacco calcolato al governo Prodi, c'è da capire la committenza. Certo è che se la magistratura fosse intenzionata ad un repulisiti i primi della lista avrebbero dovuto essere quelli del clan Bassolino-Jervolino-DeMita e non quelli del clan di Ceppaloni. Non è escluso che ci troviamo all'alba di uno scontro fra caste che a maggior ragione richiede l'intervento dei "giapponesi".

MASTELLA ACCUSATO DI ESSERE MASTELLA - 17.1.2008
Dopo il Matrix di ieri sera (che ci ha anticipato del contenuto delle intercettazioni e della sostanza delle accuse), mi vien da dire che abbiamo toccato il fondo. La magistratura campana accusa Mastella di essere Mastella, ossia un democristiano maneggione che si comporta esattamente come tutti i partitocrati, alimentando clientele e favorendo i propri "cavalli" nelle assegnazioni dei posti. Allora se questo è reato si arresti tutta la classe politica italiana con la eccezione dei Radicali (estranei alla casta), e la grande maggioranza della magistratura (l'altra casta). Quando Mastella afferma che gli hanno preso la moglie in ostaggio, non esagera. La moglie è stata arrestata in base ad una unica telefonata in cui invita uno dei suoi (Camilleri) ad interrompere i rapporti con un dirigente ospedaliero (in quota UDEUR) che ritiene persona non affidabile e compromessa. Matrix ha avuto anche il merito di mandare in onda la conferenza stampa del Procuratore di S.Maria C.V. Bene, questo è un personaggio che potrebbe fare la "macchietta" a Zelig ed invece decide della sorte e della libertà dei cittadini. In qualche modo Mastella se la merita perchè questo è il mondo che lui ha frequentato, sponsorizzato e su cui ha costruito il suo potere per 30 anni. Te ciapa, cuntent? Per inciso, rispetto il problema rifiuti, il regno di Mastella è da wwf rispetto a Napoli e Caserta. Chi l'avrebbe mai detto che avrei speso tempo a difendere Clemente Mastella, quello che per alzare il prezzo urlava "mai coi radicali!". Una cosa bisogna riconoscere a Clemente, quella di avere una faccia sola, una disonestà specchiata.

MASTELLA APRE LA CRISI DI GOVERNO - 21.1.2008
Proprio in questi momenti RR da notizia che l'UDEUR abbandona il governo al suo destino ritirando l'appoggio anche esterno. Mastella punta dritto alle elezioni e prevedibilmente passerà col centro destra. La crisi è aperta, il combinato disposto mastella-referendum-rifiuti ha favorito gli sfascismi in agguato. La previsione più facile è che le elezioni sono alle porte, ma vedremo nelle prossime ore come butterà.

I BUONI A NIENTE - 22.1.2008
I nostri alleati non perdono occasione per confermare la loro fama di "buoni a niente", non solo irritano ulteriormente il "povero" Mastella isolandolo, con aria un pò schifata, agevolando il passaggio dell'udeur al centro-destra e la crisi di governo, ma, nelle stesse ore, si tagliano i coglioni al senato votando compatti contro il ricorso della RnP sul caso degli 8 senatori che siedono in senato non eletti. L'accoglimento del ricorso non solo era dovuto per puro rispetto della lettera della legge elettorale, ma avrebbe rimpiazzato in Senato la defezione dei senatori udeur con gli eletti della RnP. A costo di essere accusato di vittimismo paranoico radicale, mi sento di affermare che la decisione unanime (con l'esclusione di Manzione) della giunta per le elezioni è stata fortemente influenzata dalla volontà di escludere Pannella dal Senato (ancora una volta Pannella è determinante nelle sorti della politica italiana). Cosa accadrà ora? La logica ci direbbe "elezioni subito", ma anch'io, come Michele, penso che la casta trascinerà la legislatura sino all'autunno, ossia sino al momento in cui avranno maturato la pensione.

VATICANO, VELTRONI E MAGISTRATURA AFFONDANO IL GOVERNO PRODI -25.1.2008
Proprio quando sembrava che le cose per il governo si mettessero al bello, nonostante Napoli (successi nel risanamento dei conti e nelle esportazioni, la moratoria ONU, minor riottosità della componente comunista e verde ecc.) ecco scoppiare la bomba incendiaria della procura di S.Maria C.V. contro Mastella. L'incendio si propaga velocemente con il contributo determinante e cosciente del Vaticano e quello, forse incosciente di Veltroni, sino ad arrivare, dopo alcuni colpi di scena, all'epilogo di ieri in Senato. La ciliegina sulla torta è stata poi la bocciatura (martedì) della giunta, dei ricorsi contro gli 8 senatori usurpatori. Il rispetto della legge, e la nomina dei senatori veramente eletti (tra cui 4 della RnP) avrebbe ribaltato il risultato del voto al Senato. Prodi "disubbidendo" a Napolitano, D'Alema e PD (che volevano dimissioni diplomatiche) ed ubbidendo alla Costituzione si è sottoposto al voto del Senato rompendo i giochini dei furbetti, ma evidenziando una frattura profonda all'interno del PD. Una concausa alla caduta di Prodi, come si evince anche da alcuni articoli di stampa, si può trovare nella volontà di evitare che le 600 importanti nomine che il governo avrebbe dovuto fare a breve lo rafforzassero troppo. E adesso? I poteri forti (Corriere, Repubblica, Stampa) con accenti differenti spingono per un governo (Monti, Draghi ecc.) a termine che appronti una nuova legge elettorale ed affronti le emergenze, ma il Cav. Berlusconi non ci sta, il ricordo del governo Dini che doveva durare tre mesi ed invece durò due anni è ancora vivo. La sua posizione è elezioni subito col Porcellum ed il governo Prodi in carica. Il Cav. si trova le elezioni anticipate servite su un piatto d'argento proprio quando ci stava mettendo una croce sopra e non intende tergiversare. Ciò che potrebbe farlo desistere sono pressioni che non è possibile ignorare che i poteri forti possono, forse, esercitare. C'è anche il problema che i parlamentari non hanno ancora maturato la pensione, ed anche questo è un dato da non sottovalutare. Vedremo.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 04 gennaio 2008 @ 16:51:40

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - DICEMBRE 2007

IL RUGGITO DEL MITE BOSELLI - 2.12.2007
Di fronte al consolidarsi dell'inciucio Veltroni-Berlusconi (la forma che va "naturalmente" assumendo il monopartitismo imperfetto di cui parla Pannella sin dagli anni 60), Boselli è costretto ad abbandonare la mitezza conciliante che lo ha sempre contraddistinto per "ruggire" minacce di crisi di governo ("Veltroni ha rottamato l'Unione e allora..") e addirittura richiedere una costituente per la riscrittura della Costituzione. Questi ruggiti, però, non sono che manifestazioni d'impotenza e questo, non tanto a causa del peso elettorale che lo SDI (o se preferite la costituente socialista) può vantare (paragonabile a quello dei Radicali), ma a causa della assoluta mancanza di proposta politica originale da mettere in campo. La dirigenza SDI scegliendo di affossare il progetto della Rosa nel Pugno subito dopo le elezioni, optando, in alternativa, per rianimare il cadavere del PSI, ha mostrato di non comprendere che solo un soggetto politico nuovo, che davvero rappresenti in Italia il socialismo europeo (convergenza tra socialismo, liberalismo e libertarismo) ha la capacità di aggregare le forze laico-progressiste in grado di rompere la minacciosa cappa di regime che il neo compromesso storico (per altro largamente prevedibile) ci sta preparando. Quello che poi davvero trovo segno di "stupidità" è il voler affossare anche il gruppo parlamentare della Rosa nel Pugno (che ha lavorato sinora in soddisfacente armonia) ponendo la condizione di sostituire la scritta "laici socialisti liberali radicali" con "socialisti e radicali". Ma come Boselli, proprio tu che ti presentavi agli elettori come il paladino della laicità invocando la revisione del concordato, ora vuoi epurare il motto che accompagna la rosa dal richiamo alla laicità ed al liberalismo, hai avuto anche tu la telefonata del card. Bertone? Se dopo mesi di "costituente socialista" tutto quello che esce è la richiesta di cancellare ogni traccia della RnP possiamo parlare tranquillamento di fallimento. In realtà non esistono condizioni ostative tali da impedire una ripresa del processo di costruzione della RnP, alla luce della nuova situazione, ma si tratta della "speranza dei nudi".

VATICANO TALEBANO, OVVERO LA NUOVA ENCICLICA DI BENEDETTO XVI - 7.12.2007
Da tempo i radicali hanno nel loro repertorio lo slogan "Vaticano Talebano", ma i più l'hanno sempre inteso come uno sfottò irriverente di stampo anticlericale ottocentesco. Invece questo slogan è assimilabile ad una fotografia in via di sviluppo, che al passare del tempo acquista mano a mano definizione col succedersi delle "esternazioni" di questo moderno Bellarmino (in arte Benedetto XVI). Il Benedetto XVI -pensiero, è ormai noto, e mi sento di sintetizzarlo "rozzamente" come segue interpretando papa Ratzinger: "Io Benedetto XVI, sono l'unico vero portavoce dell'unico Dio nel mondo grazie al fatto che attraverso di me parla lo Spirito Santo. Si perché noi cattolici crediamo che Dio sia unico, ma anche bino (Cristo), ma anche trino (Spirito Santo). Alla parola del Cristo sono scarsamente interessato (non sono mica Don Camillo), mentre mi identifico collo Spirito Santo, fonte della mia infallibilità. Le altre religioni monoteiste mediorientali sono false. L'ebraismo parla di un Dio di Israele e degli Ebrei come popolo eletto. Non ci credo e l'ho dimostrato militando nella gioventù hitleriana contro i Giudei. L'islamismo è un adattamento dell'ebraismo alle esigenze della formazione di una nazione araba. Di questo invidio solo il fondamentalismo. I Cristiani Riformati non sono che una banda di protestanti che non volevano più versare l'obolo a Pietro (cioè alle casse vaticane). La superiorità della Chiesa Cattolica di Roma è evidente. Ci ha dalla sua lo Spirito Santo, accontenta il naturale politeismo popolare proponendogli santi e madonne (che non ridono mai ma piangono ed annunciano sventure), miracoli ed amuleti per tutte le esigenze, garantisce la propria verità attraverso l'infallibilità papale, fugando il dubbio. Stando così le cose capirete la mia avversione verso la Scienza, in quanto da un lato, favorendo la conoscenza restringe gli ambiti del mistero (e delle truffe spirituali), dall'altro, educando al dubbio ed alla ricerca sperimentale è nemica dell'infallibilità. L'unica scienza buona è quella "in nome di Dio" ovvero quella coll'imprimatur vaticano (per es. Ogino Knauss). La mia avversione verso la scienza si tramuta in odio verso l'Illuminismo il Relativismo e il Liberalismo. Queste dottrine diaboliche sono a fondamento della democrazia liberale e della tolleranza politica e culturale (pluralismo). All'illuminismo oppongo l'Oscurantismo ed al Relativismo un sano Assolutismo. Di conseguenza sono anche contrario alla Carta dei diritti umani e civili dell'Onu, come ho dimostrato recentemente ricevendo in udienza rappresentanti delle associazioni non governative agenti in ambito Onu. Macchè diritti umani e civili, la Chiesa ispirata dallo Spirito Santo ha massacrato protestanti ed "infedeli", messo al rogo eretici e scienziati, streghe e omosessuali, ha perseguitato per secoli gli ebrei, approvato schiavitù, praticato da maestra tortura e pena di morte, firmato Concordati di reciproco sostegno con Fascismo e Nazismo (col Comunismo no perché non abbiamo trovato l'accordo in quanto chiesa loro stessi). Insomma, quello che coll'enciclica Spe Salvi vi propongo è una società regolata in nome di Dio, con leggi ispirate dalla morale di Dio e nel rispetto dell'autorità e dei beni mobili ed immobili della Chiesa Cattolica esentasse. Una società non dissimile da quella iraniana degli ayatollah, tanto per intenderci. Se qualcuno avesse dubbi vi faccio un bel giochino; prendo tre carte che rappresentano Speranza, Fede e Ragione e ve le dispongo in modo tale da dimostrarvi che comunque la pensiate, vi sembrerà conveniente adeguarvi alle mie direttive. Se non vi adeguerete riceverete la mia fatwa in quanto nihilisti, laicisti destinati alle fiamme dell'inferno". Abbandono il ruolo di Ratzinger sul più bello (quando fa il gioco delle tre carte avendo Lui studiato teologia a Napoli e non a Ratisbona), per fare qualche considerazione. Come vi dicevo il contenuto della enciclica riprende ed organizza in un documento ciò che questo papa va dicendo da tempo, ma a cui ora dà dignità di ufficialità. La novità sta nell'incipit dell'Enciclica che è del tipo: "Ai Vescovi, Preti, Diaconi e Laici (intesi come fedeli)". Non è dunque un documento Urbi et Orbi, ma tutto interno alla Chiesa Cattolica Romana. E' un documento vincolante per i cattolici, una specie di ordine di servizio di stampo militare che, per il suo contenuto, chiude ogni possibilità di dialogo colle altre religioni e colla tolleranza interna, una pietra tombale sulle speranze accese dal Concilio Vaticano II, quello del Papa Buono. Ora ci tocca quello cattivo che guarda più a Komeini che a Giovanni XXIII. Ne vedremo delle belle. Già ieri abbiamo visto la fiduciaria dell'Opus Dei nel PD, Sen. Binetti, votare contro il governo, perché nel pacchetto sicurezza in votazione si citavano gli omosessuali come obiettivi di violenze (altro che PACS neanche citarli bisogna). Vista l'aria che tira nel PD, l'On Grillini ha chiesto asilo politico in casa socialista. La chiudo qui, almeno per ora.

ANGIUS, IL SILENZIO DELLA BONINO E LA SINISTRA ARCOBALENO – 11.12.2007
Angius, neo segretario in pectore del PS che dovrebbe nascere dalla costituente socialista, insorge dichiarando: "Ma come la Binetti attenta alla laicità dello stato (voto al senato) ed assistiamo al fragoroso silenzio della Bonino (sottointeso dei radicali). Caro Angius, che devo dire? Meno male che ci siete tu e Boselli. Peccato che proprio pochi giorni fa abbiate imposto al gruppo della RnP di togliere dal simbolo la qualifica di "Laici". D'altronde questo è un periodo di grande preoccupazione per l'integrità dell'agire radicale. Dopo avere ignorato il Tibet da sempre ecco apparire mille (ipocriti) difensori della causa che si strappano le vesti perché il Prodi non riceve il Dalai Lama e ciò nonostante la Bonino non si dimette. Mi ha sorpreso che anche Della Vedova si sia inserito nel coro. E' intervenuto al convegno (ma meglio sarebbe dire congresso) del PRT a Bruxelles che aveva come tema il satyagraha mondiale per la pace, ed invece di dare un contributo al dibattito si è limitato ad un intervento polemico sul caso del Dalai Lama tutto in chiave "italiota". Peccato. Per quel che mi riguarda il "congresso" di Bruxelles è stato efficace, e mi ha convinto che la "pannellata" del satyagraha mondiale per la pace è possibile ed urgente. Quanto alla situazione italiana, come previsto, stiamo assistendo ad un benefico sconquasso totale nei due campi. Sabato c'è stata l'assemblea costituente della "Sinistra l'Arcobaleno" ex cosa rossa, comunisti+verdi. Speriamo che almeno serva a restituirci l'esclusiva del termine "radicale". Visto che ora i comunisti si chiamano "arcobaleno" e stanno sotterrando la falce ed il martello non c'è più bisogno di renderli accettabili coll'attributo di "sinistra radicale".

AD UN ANNO DALLA MORTE DI PIERO WELBY - 17.12.2007
E’ passato giusto un anno dalla morte del nostro compagno Piero Welby e tutti ci possiamo rendere conto di quanto la sua battaglia sia stata e sia tuttora fruttuosa. Proprio oggi, scorrendo la stampa ci imbattiamo in una serie di notizie che rallegrerebbero Piero, come rallegrano noi tutti. Il Corriere dedica spazio alla notizia della introduzione in Italia del farmaco abortivo RU486 (alternativa alla chirurgia), in uso da 20 anni in tutta Europa, ma finora non disponibile in Italia per l'opposizione vaticana ed imposto, nei fatti, da una battaglia tutta radicale del nostro compagno dr. Silvio Viale all'ospedale S. Anna di Torino (alla faccia di Ratzinger e della Turco). Il Sen. prof. Ignazio Marino rende noto il risultato di una inchiesta di associazioni mediche che comprova come il 67% dei medici, in scienza e coscienza, desista dalle terapie nei casi di pazienti terminali, e come il tutto avvenga al di fuori di regole certe e, nei fatti, contro la legge. Marino sottolinea così l'urgenza dell'introduzione del "testamento biologico" e di regolamentazioni che rafforzino l'alleanza terapeutica medico-paziente. Il Consiglio Comunale di Roma è chiamato ad esprimersi su una delibera frutto di una raccolta di migliaia di firme da parte dei radicali, che richiede l'introduzione del registro all'anagrafe delle Unioni Civili (cosa che ha scatenato l'ira vaticana). Questo voto vede la spaccatura del neonato PD proprio in casa di Walter. Tutte queste sono battaglie per l'affermazione di diritti civili nell'ambito di una più grande battaglia anticlericale per la legalità e per la laicità dello stato. Questo avviene alla vigilia del voto (nonostante D'Alema) all'assemblea generale dell'ONU della moratoria sulla pena di morte promossa da "Nessuno tocchi Caino" e subito dopo che il Dalai Lama ha accettato di patrocinare il Satyagraha Mondiale per la Pace (promosso dal PRT da Bruxelles) che caratterizzerà il 2008 radicale con "apoteosi" in coincidenza colle olimpiadi in Cina.Tutte queste sono sicuramente vittorie radicali, ma non solo, visto la solidarietà che hanno riscosso dalla parte migliore della classe politica italiana. In una parola, sono vittorie di civiltà democratica che ci permettono di mangiare il panettone col sorriso sulle labbra.

PER IL PD LA LAICITA’ DELLO STATO E’ UN OPTIONAL (CASO ROMA) - 18.12.2007
Come era da prevedersi il consiglio comunale di Roma ha bocciato la delibera nata da una iniziativa popolare promossa con raccolta firme dei radicali e presentata in consiglio dall'ottimo Gianluca Quadrana (consigliere RnP). La delibera proponeva l'istituzione presso l'anagrafe comunale romano di un registro delle Unioni Civili, così come già è avvenuto per Padova, Ancona ed altri comuni. Il consiglio comunale di centrosinistra della giunta Veltroni ha bocciato la delibera grazie a blocco clericale che comprendeva FI, AN e Partito Democratico. Come dicevo il risultato era largamente previsto dopo che il segretario di stato vaticano aveva chiamato a rapporto il "pio" Veltroni sindaco di Roma, "ma anche" segretario del PD. A mons. Veltroni si fece presente che il Vaticano considerava la delibera un atto sacrilego nei confronti della città santa, e che si comportasse di conseguenza. Non ci resta che commentare che il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Infatti il comportamento del PD è coerente colla tradizione del PCI che ha sempre cercato, in nome del potere, "buoni rapporti" col Vaticano memore del mussoliniano: "L'Italia non si governa senza la Chiesa". E' grazie al voto comunista (tenuto segreto sino all'ultimo) che ci ritroviamo i patti fascisti col Vaticano in Costituzione (Socialisti e Azionisti votarono contro e a Concetto Marchesi gli venne un colpo). Anche le battaglie per divorzio e aborto hanno sempre avuto la forte opposizione dei comunisti che erano costretti all'ultimo ad aderire per non perdere la faccia di fronte al "laico popolo della sinistra". Insomma la laicità è sempre stata indigesta al comunismo italiano, valore liberale e quindi borghese. Alla laicità si è preferito un insano catto-comunismo che è degenerato gradualmente nel clerico-riformismo di Monsignor Veltroni ben incarnato nel PD, partito americano nato dalle primarie.

BUON NATALE RADICALE - 22.12.2007
Volevo fare gli auguri di buone feste e di buon anno nuovo a tutti voi. Quest'anno, sostanzialmente di merda, ci ha riservato nel finale alcune soddisfazioni che ci tirano un pò su il morale. In primis il successo della moratoria della pena capitale all'assemblea plenaria dell'Onu. Secondariamente, la tenuta del governo Prodi che, è certo il governo dei "buoni a niente", ma ha fermato sulla linea del Piave (grazie ai voti della RnP) la resistibile e pericolosa ascesa del Cav. Berlusconi (in grande crisi perché Sarkosy si tromba la Carla Bruni e viene ricevuto dal papa e lui invece viene inSACCAto). E' di queste ore la notizia dell'incontro Prodi, Bonino, Pannella che fa ben sperare per una svolta nella soluzione del caso degli 8 "senatori abusivi" che porterebbe in senato gli "eletti" (4 della Rosa nel Pugno) rafforzando così il governo con tre voti, rendendolo meno timido nelle riforme impedendo così il salto nel buio sponsorizzato da fascisti e sfascisti. Ai compagni socialisti auguro che la loro costituente vada a buon fine, anche se penso che il progetto strategicamente vincente resti quello della Rosa nel Pugno. Insomma buone cose e felicità a tutti.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 25 dicembre 2007 @ 14:23:57

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - NOVEMBRE 2007

CAPEZZONE SPALLA DI BISCARDI AL “PROCESSO AL CAMPIONATO” - 6.11.2007
Che pena vedere, il nostro ex segretario, grande speranza del radicalismo italiano, ridotto a fare da spalla al processo del Lunedì di Biscardi (sul canale 7 Gold). Al centro il Biscardi, a destra una velina, a sinistra l'On. Capezzone, "ospite fisso". Certo, anche partecipare a Markette non era il massimo, ma almeno faceva un siparietto di arguto commento politico, ora è lì, al posto di Mosca, a invocare la moviola in campo e, rispettando il ruolo di politico, ad affermare "Moggi come Craxi...". E pensare che sul "caso Capezzone" ancora un pò e il partito si spaccava. A proposito, il "senza vergogna", senza neanche informarne gli amici del decidere.net (che gli hanno prontamente tolto la direzione della rivista Libmagazine) si è accasato con Berlusconi in un recente incontro propiziato dal compagno dell'Utri.
Sono tornato ieri dal VI congresso di RI e mi riprometto di "relazionarvi", ma vi posso anticipare che nessuno degli intervenuti lo ha neanche evocato (per pudore e/o compassione). Solo Pannella ne ha accennato anticipando le sue prossime mosse da presidente della commissione (come tenterà di salvare la faccia).

IL MIO VI CONGRESSO DI R.I. - 6.11.2007
Cari compagni, come anticipato vi relaziono brevemente sul "mio" congresso padovano, cioè come l'ho vissuto io, uno dei 300-400 militonti col cartellino al collo "iscritto" che hanno animato assemblea e commissioni. Sono arrivato al congresso tra i primi avendo viaggiato con Michele che aveva una riunione di direzione alle 14. A quell'ora c'eravamo solo noi e i compagni che approntavano i tavoli delle associazioni. Mi si avvicina un compagno proponendomi l'appoggio ad una sua mozione, il compagno in questione era il "Divino Otelma" in borghese. "Bella lì, il buongiorno si vede dal mattino" mi sono detto, ed ho dato l'appoggio alla mozione che perorava la legalizzazione della prostituzione ed invocava diritti per gli operatori del paranormale. Dopo questa nota di colore passo al sodo. La partecipazione al congresso è stata superiore alle aspettative, lo si è notato perché quest'anno avevamo una aula più piccola dell'anno scorso e c'erano problemi di affollamento. Altra caratteristica di questo congresso era il numero delle commissioni aperte, ben nove, alcune con partecipazioni prestigiose, articolate in due sessioni. Inizialmente ho scelto la commissione a nome di "Il partito che non c'è (ancora)" pensando che si potesse volare alto prefigurando innovative forme partito ecc., ecc.. Purtroppo ci si è ridotti a parlare di "noi" (con qualche scazzo) a partire da una inchiesta che Simone Sapienza aveva fatto presso i responsabili delle associazioni sul territorio. La faccio breve, sono rimasto deluso ed il giorno dopo mi sono infilato nella commissione "Ambiente, Energia, Demografia…” che invece mi ha pienamente soddisfatto e mi ha permesso, tra l'altro, di conoscere i segreti del Kite Gen (presente in versione prototipo automontato) che ci libererà dall'incubo del petrolio e del nucleare. Alla vigilia del congresso, per la seconda volta padovano, una battuta popolare era Padova II la vendetta, visto il ruolo che aveva avuto l'anno scorso il duello Pannella-Capezzone. Era una battuta, ma che, in qualche modo, si è inverata. Pannella ha infatti riproposto con forza il caso della "lettera infame" ed ha chiesto un chiarimento definitivo. E' accaduto che 2 dei 4 estensori (Bacchi e Mischiatti) sono andati a Canossa, i firmatari hanno minimizzato e si sono defilati ad eccezione di Viale (che su queste cose va a nozze) ed un eroico militante di provincia, tale M. A. (un radicale piacentino, n.d.r.), che dopo essersi gasato al congresso ora pretende un confronto pubblico a 2 con Pannella. Mugugni e dissensi comunque non mancano, ma interpretando il non detto, riguardano il livello di autonomia delle associazioni radicali rispetto la direzione. In soldoni, le associazioni milanese e torinese aspirerebbero ad avere mano libera rispetto giochi ed alleanze elettorali a livello locale (leggi poltrone) rimanendo sotto l'ombrello Pannelliano. Che il problema sia questo si è palesato nella presentazione di 2 emendamenti alla mozione generale (bocciati 3 a 1) che lasciavano però intatto il testo della mozione generale, e quindi la linea politica uscita dal congresso (quella contenuta nella lettera di Pannella alla vigilia del congresso: difendiamo la legislatura e diamo tempo ai cambiamenti in atto di produrre risultati). L'adesione dell’assemblea alla mozione generale più che bulgara è stata veltroniana.
Due parole sulla presentazione della moratoria all'ONU. E' stata presentata in zona Cesarini ed avrete tutti notato come per raggiungere il risultato Kaino abbia dovuto sottrarre la presentazione a D'Alema e all'Europa per assegnarla a Nuova Zelanda e Brasile. Quando è arrivata la notizia da NY è stato un momento di grande gioia e commozione. D'Elia può finalmente andare a fare il sindacalista dei "Liberi Farmacisti". Tutto il lavoro congressuale è reperibile in audio-video su RR, commissioni comprese.

CAPEZZONE LASCIA RNP E PRESIDENZA COMMISSIONE ATTIVITA’ PRODUTTIVE - 7.11.2007
Capezzone lascia RNP e presidenza della Comm. Attività produttive. Se lo avesse fatto tre mesi fa avrei plaudito ad un atto di responsabilità, ma fare questo passo ora, dopo che tutti sono a conoscenza del suo accordo con Berlusconi (dopo alcuni mesi di anticamera con Dell'Utri) e dopo che Pannella gli aveva scoperto i giochi (in congresso) anticipandone le mosse qualora non si fosse dimesso, fare questo passo adesso era "obbligato". Fulminante il commento di Bordin stamattina alla notizia che i circoli Dell'Utri (quindi Capezzone) entravano in FI : "Tutto sto casino per finire a fare l'Adinolfi del Centrodestra!?".

DILIBERTO & LENIN, IL VOTO AL SENATO SULL’ESENZIONE DALL’ICI - 8.11.2007
Il compagno Diliberto ha affermato sulla Piazza Rossa commemorando la rivoluzione d'ottobre: "se i Russi non vogliono più la salma di Lenin cela portiamo noi in Italia al Senato". E giù fiumi d'inchiostro, ma i commenti migliori sono stati di Gasparri:" D'accordo, purché i russi si tengano Diliberto" e Bordin :"Si sa che Diliberto è un tipo da aperitivo..". Grave è stata invece la agevole bocciatura in Senato dell'emendamento alla finanziaria che aboliva i privilegi ICI sugli immobili ad uso commerciale di S. Madre Chiesa. La Binetti alla fine della "funzione" si è messa sulla porta a ringraziare i senatori a nome dell'Opus Dei e del PD. A fare giustizia ci penserà la corte europea che aveva appena chiesto urgenti chiarimenti al governo, ma che squallore, non c'è più differenza tra Roma e Teheran.
A proposito nessuno di noi ha commentato l'uscita di Buglio dal gruppo parlamentare della RnP per passare nelle fila del PD. Il compagno (sto’ cazzo) ex operaio Fiat Buglio, degno Sancho Panza di Turci, una volta sedutosi sulla scranna parlamentare regalatagli da quei pirla di radicali, si è distinto solo per l'organizzazione dei trofei di calcetto di Montecitorio. Battuto in assenteismo solo da Capezzone.

IL SENATO RIBADISCE: GLI IMMOBILI AD USO COMMERCIALE DELLA CHIESA SONO ESENTATI DALL’ICI - 9.11.2007
Torno sull'argomento perché mi sembra, al contempo, particolarmente scandaloso ed illuminante. Il voto clericale del Senato, coi numeri che ha espresso e che trovate riportati nel ritaglio di articolo che appare di seguito, è la prova provata che questo regime è davvero il fascismo degenerato, che la casta è davvero quella banda di parassiti corporativi, clericali ed incapaci che da 30 anni i radicali denunciano, ma che ora hanno raggiunto un livello tale di impunità da non rendere la cosa sopportabile. Come durante il fascismo solo 12 professori universitari rifiutarono il giuramento al Duce, così ora solo 12 senatori della repubblica antifascista vogliono abrogare i privilegi berlusconiani (togliattiani) concessi al Vaticano. (Il regime fascista non sarebbe mai giunto a tanto). Certo tra i 12 eroi ci sono i compagni ex ds che hanno aderito alla "costituente socialista" più Del Pennino e pochi altri, ma nel mucchio selvaggio clericale ci sono proprio tutti gli altri, compresi comunisti, postcomunisti (PD), cosa-rossa (Mussi) e sinistra democratica (Salvi). Il rifondatore del comunismo Russo Spena ha dichiarato più o meno: " Noi comunisti ci siamo astenuti perché pensiamo di utilizzare questa astensione come merce di scambio nel proseguo della finanziaria. Bravo! Il candido Rosso Spena ci conferma quello che sapevamo, ossia che Laicità dello Stato, ma possiamo aggiungere anche i diritti civili, (valori fondativi del pensiero liberale) sono estranei alla cultura ed al pensiero politico italiano (un impasto di fascismo-corporativismo, cattoclericalismo e comunismo). Il novello guicciardini-rifondarolo ci ricorda come per loro la laicità dello stato sia barattabile, tatticamente, per il "bene supremo" con il potere. Voilà, come nel gioco dell'oca siamo tornati al 1946 e Rifo rivendicherà la salma di Palmiro.

BERLUSCONI: IL PD MI FA UNA SEGA, IO FACCIO IL PDP - 19.11.2007
Il cavaliere manda in pensione Forza Italia (mettendo in riga tutto il notabilato (i parrucconi), e spiazzando la CdL crea il Partito del Popolo (Pdp) o, se volete, come dice Crozza: PdP = Paperon de' Paperoni. Berlusca annuncia di aver raccolto 7 milioni di firme e di prepararsi ad una campagna di iscrizioni di massa (altro che primarie!). Berlusconi prende atto dell'implosione della CdL e si rimette in gioco da solo rompendo giochi e schemi tattici dei suoi "alleati". Dal partito liberale di massa (FI 1994) al partito populista di massa (PdP 2007).

“LA REPUBBLICA” SCOPRE L’ESISTENZA DI RAISET, IL SEGRETO DI PULCINELLA - 22.11.2007
Le grandi manovre di regime sono iniziate e come d'incanto La Repubblica scopre l'esistenza di RAISET colla pubblicazioni di intercettazioni telefoniche che comprovano il coordinamento delle reti TV di regime nel campo dell'informazione. Si tratta del segreto di Pulcinella, ma il democratico e battagliero direttore di Repubblica casca dal pero e c'informa dello scandalo: "l'informazione TV è unica e pilotata" frutto di un palese conflitto d'interessi di Berlustroni, finora irrisolto, e per l'occasione evoca la P2 (Pannella direbbe P2-PScalfari-P38). Si tratta, appunto del segreto di Pulcinella in quanto la cosa è da sempre largamente denunciata e documentata dai radicali che hanno, appunto, coniato il termine Raiset, ma l'equilibrio-armistizio già raggiunto dalle due "cosche" evidentemente aveva la benedizione di De Benedetti-Caracciolo, editore di Repubblica e si poteva ignorare "il conflitto d'interessi" in nome del comune interesse. Ma ora che il Cavaliere ha sparigliato, rompendo i vecchi equilibri ricevendo l'interessata attenzione di Veltroni, ecco riemergere i contrasti in seno a Palermitani & Corleonesi ed il levarsi di paladini in difesa della informazione, e della democrazia, naturalmente. Peccato che Mauro dir. di Repubblica si dimentichi di rilevare come all'origine del conflitto d'interessi ci sia sopratutto la natura di asservimento alla partitocrazia della RAI, degna erede della EIAR del conte Ciano. La soluzione a questa vergogna viene indicata da anni dai radicali e consiste si in una legge che ci garantisca dal "conflitto d'interessi in politica" accompagnata però dalla privatizzazione della RAI che mai ha avuto le caratteristiche di servizio pubblico.

YAMANAKA, NOBEL SUBITO – 26.11.2007
E’ una notizia di questi giorni che i risultati delle ricerche di Shinya Yamanaka sui topi sono applicabili anche in campo umano. Il nostro benemerito scienziato giapponese è riuscito a fare regredire cellule staminali adulte ad uno stadio paragonabile a quello delle embrionali. Nonostante la martellante propaganda clericale in favore delle embrionali adulte (recentemente sono stati negati i fondi per le ricerche sulle embrionali) tutti sappiamo che le cellule staminali embrionali rappresentano il settore più promettente nella ricerca delle cure delle malattie degenerative (quelle più diffuse ed incurabili), per la semplice ragione che essendo totipotenti (in grado di generare qualsiasi tipo di tessuto) se opportunamente programmate, possono rigenerare qualsiasi tipo di cellule e riparare i danni del nostro corpo. In Italia la ricerca sulle embrionali è proibita, ma trova, comunque, grossi ostacoli anche altrove anche perché, una volta che si riuscissero a riprogrammare le cellule embrionali, queste, nella terapia, dovrebbero essere il frutto di un processo di clonazione ad hoc (tecnicamente trasferimento di un nucleo di un paziente in un ovulo di una donatrice). Questo pone problemi sia etici che tecnici. Lo studio del dr. Shinya Yamanaka apre una via assolutamente nuova e "manda in pensione" la clonazione in quanto ha dimostrato possibile ottenere cellule di tipo embrionale a partire da cellule della pelle di un 60enne (adulto lui e la sua cellula epidermica). Noi laici tutti esultiamo, ma sospetto è l'esultare dei clericali che sino ad ora avevano magnificato l'efficacia delle cellule adulte negando la superiorità potenziale delle embrionali. Naturalmente non è finita qua perché la programmazione delle cellule embrionali va studiata sulle embrionali, ma avere trovato una alternativa alla clonazione terapeutica è per tutti una gran sollievo. Yamanaka, Nobel subito!

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 08 novembre 2007 @ 14:18:41

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - OTTOBRE 2007

TANTO CASINO SOTTO IL CIELO, IL FUTURO E’ RADIOSO (MAO TSE TUNG? NO! PANNELLA) - 30.10.2007
Siamo alla vigilia del 6° congresso di RI, Padova II e volevo condividere alcune riflessioni. Di carne al fuoco ce n'è tanta, infatti gli organizzatori hanno previsto 9 commissioni di lavoro. Il nostro impegno è a 360'', siamo 4 gatti, ma è indubbio che su ogni problematica abbiamo proposte e soluzioni originali ed adeguate. Nell'ambito delle commissioni quella più "nuova" forse è quella sulla forma partito, un tema su cui abbiamo idee precise, ma a cui da tempo non dedichiamo un forum ufficiale come è una commissione congressuale. Un tema a cui la fondazione "bulgara" del PD attribuisce grande attualità. C'è chi sostiene che RI ha fatto il suo tempo e, dato che il disegno strategico della RnP è in sonno, dovremmo approntare uno strumento adeguato alle urgenze. Uno dei temi principali del dibattito sarà l'analisi della situazione politica italiana che Pannella ci ha anticipato domenica sera.
Pannella legge nella crisi attuale non tanto un fenomeno di putrescenza del regime (c’è anche questo naturalmente) quanto piuttosto un momento di sconquasso gravido di novità, come non si vedeva da almeno 15 anni (PD, costituente socialista, neo costituenti liberali, la crisi evidente degli equilibri interni al centro destra, l'incalzare di Confindustria e del Corsera, la campagna d'inchiesta sui privilegi ecclesiastici, ecc.). In questa situazione la chiusura anticipata della legislatura avrebbe solo l'effetto di ripristinare la situazione di falso bipolarismo annichilendo tutti questi fermenti che possono, col tempo, dare frutti interessanti. Insomma, bisogna guadagnare tempo contrastando le ipotesi di crisi al buio che trovano fautori in entrambe i poli.
P.S.: le notizie sulla moratoria non sono confortanti, Olanda e Belgio si sono messi di traverso perorando testi di moratoria che privilegiano l'abolizione a discapito della moratoria. I tempi di presentazione del testo scadono giovedì. Sembra che Prodi abbia acconsentito al portare avanti la moratoria rinunciando all'unanimità europea.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 31 ottobre 2007 @ 19:25:00

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - SETTEMBRE 2007

CAPEZZONE, SDOGANATO DAI DS, FA L’INGRESSO IN “SOCIETA’” - 7.9.2007
Ho sentito a Radio Radicale un dibattito che si teneva alla festa dell'Unità di Genova sul tema "pensioni ecc." e che vedeva la presenza, tra gli altri dell’on. Capezzone. Cosa c'è di strano, direte ingenuamente voi, il Daniele ha tutte le carte in regola per dibattere su questi temi? Lo strano sta nel fatto che nelle decine di occasioni di dibattito estivo (Feste dell'Unità, Udeur tricolore, "Cortina incontra", "Courmayeur Riceve", Capalbio ospita", "CL comunica", ecc. ecc. vige una solo regola aurea, l'esclusione sistematica dei Radicali ("Conventio ad escludendum"), a maggior ragione se il tema del dibattito si riferisce ad una battaglia tipicamente radicale. Mi si potrebbe rispondere che questa è l'eccezione che conferma la regola. Io do una lettura differente del fatto; non si tratta di una eccezione quanto piuttosto del riconoscimento che si fa al Capezzone della sua conversione al "mondo della partitocrazia". Si giudicano sufficienti le prove di abiura che ha dato rispetto il mondo radicale (l'abbandono di tutte le tematiche libertarie, la conversione clericale resa esplicita dal suo precipitarsi a difendere Don Gelmini battendo in volata Gasparri e Meluzzi, l'inciucio con AN prima e con FI ora, ecc.). Infatti, all'apertura del dibattito è stato presentato tacendo la sua appartenenza al gruppo della RnP ed, in pratica, accreditandolo come esponente della CdL. Venendo poi al dibattito, non è che Capezzone abbia detto cose differenti da quelle che ci potevamo aspettare, e che qualsiasi radicale avrebbe potuto dire sul tema della previdenza, ma tutto questo saggio argomentare aveva un "sapore diverso" in quanto avulso dal contesto di "rivoluzione liberal-socialista-laica- radicale" del progetto RnP. Capezzone ex leader radicale, appariva ora come un brillante pretino che tiene il suo sermone "a macchinetta" un pò come i comizietti della Brambilla "autoreggenti". Devo ammettere che mi è venuto il magone, e mi rifiuto di credere che il Daniele sia sempre stato così. Ma ora è così, e a memoria d'uomo (la mia) non è dato ricordare una operazione trasformistica cosi repentina e spudorata (pardon, dimenticavo Pera). Quanto alla riuscita del suo "network" è facile pronosticargli un futuro da movimentino fiancheggiatore di Berlusconi, magari in sinergia colla Brambilla. Per ora tutto si riduce all'annuncio di un sito web radio, (un pò come RR in Internet) magari con un pò di musica per giovani, ed ad un paio di appuntamenti che, per ora, l'unica adesione ufficiale che hanno ottenuto è quella dei Radicali Italiani, essendo convocati su temi economici tipici del bagaglio radicale sia teorico che referendario. Per concludere, a proposito di Cronos, e tutta quella roba lì, mi viene una battuta di una barzelletta parmigiana: "Al voleva scorzer come so pader el se caghè in dal braghi".

CAPEZZONE FA FLOP - 23.9.2007
Doveva essere il giorno della verità e così è stato. Da mesi Capezzone organizzava la grande manifestazione dei 40.000 sulle tematiche del network di Decidere.it, che avrebbe sfilato sotto le finestre della CGIL stigmatizzandone il comportamento corporativo-reazionario. I 40.000 si sono ridotti (forse) a 400, nonostante l'appoggio ufficiale di molte organizzazioni del centro-destra. Questo risultato era largamente prevedibile, come prevedibile è dove il Daniele andrà a riparare alla fine della corsa.

22 SETTEMBRE: LA MARCIA DI CAPEZZONE - 30.9.2007
Devo fare una aggiunta all'ultima mia mail. G. si chiedeva: "L'impressione che ho è che questa attenzione rinnovata radicale ai temi economici (W2W e i 41 punti per la finanziaria) sia frutto della polemica con Capezzone". Io rispondevo che questa intermittenza era dovuta piuttosto alle "emergenze" create dalle tante lotte che abbiamo aperto (parlavo di "panchina corta") per cui di volta in volta dovevamo cambiare casacca (Welby, moratoria ecc.) e trascurare il resto. Dimenticavo la causa principale di questa situazione, che ha un nome e cognome: Daniele Capezzone. Capezzone è stato indicato dal partito all'Unione come presidente della importante commissione economica della camera. Il risultato è stato che, non solo ha disertato i lavori della Camera risultando il più assente, ma dopo avere impostato meritoriamente il progetto di "una impresa in 7 giorni" si è disinteressato di tutto applicandosi solamente alla promozione della propria immagine con iniziative varie che avevano come caratteristica comune l'esclusione dei suoi compagni radicali. So per certo che più volte il gruppo del “Welfare to Work” guidato da Cicciomessere e Minieri offrì la sua competenza e le proposte maturate al presidente Capezzone, ma la risposta fu sempre elusiva quando non negativa. Colui che doveva essere, data la posizione regalatagli da RI, la punta di lancia dell'iniziativa radicale in economia, ha sfruttato la propria carica per farsi bello col Berlusca sparando ogni giorno sulla coalizione che lo aveva eletto. Libertà di coscienza? Ma, direi piuttosto un classico esempio italiano di opportunismo e trasformismo. Se fosse in buona fede rimetterebbe il mandato di presidente di commissione in quanto non più rappresentante dell'Unione. Comunque non gli sta andando molto bene, ha girato in lungo ed in largo l'Italia, ma si ritrova con 4 gatti, e se non fosse per FI che gli manda un pò di militanti farebbe figure barbine. Inoltre, ho l'impressione che il Berlusca l'abbia inquadrato e non si fidi di questo yago. Manda avanti Dell'Utri, ma non lo riceve. Per ora deve accontentarsi di fare il commentatore al campionato di calcio al “Processo” di Biscardi.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 10 settembre 2007 @ 13:37:40

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - AGOSTO 2007

IL COMITATO DEI “SEGGI” TROMBA LA CANDIDATURA PANNELLA MA… - 3.8.2007
Come era nelle cose, il comitato dei" seggi" tromba la candidatura Pannella. Più che previsto era scontato, ma è innegabile come questa battaglia stia dando già risultati politici interessanti. Pannella ha già annunciato il ricorso alla magistratura. La sostanza della denuncia sarà quella di "violazione delle regole scritte e pubbliche che il comitato promotore del PD si è dato, nella sua autonomia". Si va al II round.
Una bella notizia. Cinzia Dato, liberal-socialista, abbandona la Margherita (che si è ormai sfasciata) ed aderisce al gruppo parlamentare della RNP, è sicuramente un ottimo acquisto (Cinzia Dato ha aderito alla "Costituente Socialista" ma è sempre stata partecipe delle nostre battaglie.
5 per mille. Nell'ambito dell'ultimo colloquio Pannella-Bordin un giornalista di Panorama ha testimoniato come i patronati sindacali per la compilazione dei 730-740 abbiamo i filtri (nel software) sulle associazioni a cui poter destinare il 5 per mille. Non è possibile destinare la donazione alla "luca coscioni" per esempio (ma va!?). Anche questo sarebbe da denuncia alla magistratura.

ANCORA UN AGGIORNAMENTO SU CAPEZZONE - 5.8.2007
Aggiungo due notizie ad uso di quelli di noi che ancora si volevano illudere sulle reali intenzione di Capezzone.
1 - Luigi Castaldi, unico radicale incallito che aveva seguito Daniele nell'esperienza del decidere.net, dopo il manifesto inciucio con AN, abbandona Daniele. Gli resta solo Punzi, ma sino a quando?
2 - Avrete saputo che il "famigerato" don Pierino Gelmino, quello che cura i drogati con terapie cristologiche e beniamino di An, è indagato per abusi sessuali. Personalmente non sarei affatto stupito della sua colpevolezza, ma non è questo il punto. Naturalmente c'è stata una raffica di dichiarazioni di solidarietà da destra, per questo prete che è l'incarnazione dell'oscurantismo (e dell'affarismo?), quello che è incredibile è che Capezzone è riuscito a fare la sua dichiarazione di solidarietà alle agenzie prima ancora di Gasparri, che di Gelmini è il maggior fan (dopo il mediatico prof. Meluzzi, naturalmente). E' la risposta a Gasparri che aveva detto due giorni fa "No a Capezzone in AN se non cambia idea su "droga" e "difesa della vita". Tie Gasparri, vedrai che con un bel giro di parole, fra un pò, il Capezzone ti accontenterà.

ALTRO CHE BUCO DELL’OZONO! IL PROF. VERONESI ANNUNCIA UN MONDO BISESSUALE - 20.8.2008
Il prof. Veronesi, affinando le sue ricerche, annuncia che ci stiamo avviando ad un mondo bisessuale. Afferma Umberto Veronesi in un'intervista a Il Riformista del 18 agosto: “La specie umana si va evolvendo verso un ‘modello unico’, le differenze tra uomo e donna si attenuano (l'uomo, non dovendo più lottare come una volta per la sopravvivenza, produce meno ormoni androgeni, la donna, anche lei messa di fronte a nuovi ruoli, meno estrogeni) e gli organi della riproduzione si atrofizzano. Questo, unito al fatto che, tra fecondazione artificiale e clonazione, il sesso non è più l'unica via per procreare, finirà col privare del tutto l'atto sessuale del suo fine riproduttivo. Il sesso resterà ma solo come gesto d'affetto, dunque non sarà più così importante se sceglieremo di praticarlo con un partner del nostro stesso sesso”. Per avere informazioni meno stupide delle mie andate sul sito di Radio Radicale. Le reazioni:
Marco Pannella: "Era ora che la scienza riconoscesse le mie intuizioni. Io pratico la bisessualità dagli anni 50, nonostante il disaccordo di Ernesto Rossi e Palmiro Togliatti".
Rosi Bindi: "Ma allora non faccio peccato a desiderare le donne! Non è contro natura se lo dice Veronesi".
Benedetto XVI: "Merda! Adesso chi li tiene più in seminario?".
Per quel che mi riguarda poco cambia, visto che appartengo alla generazione precedente la mutazione. Sarà un bene, un male? Bò, ma tant'è. Comunque, dato che la sovrappopolazione è il pericolo incombente sull'umanità, possiamo incasellare quella di Veronesi, nelle buone notizie.

IL FIGLIO DEL PRETE - 30.8.2007
Don Sante: "Il figlio non è mio, ma voglio fidanzarmi con Laura".
Ho seguito a radio radicale la conferenza stampa di don Sante, il parroco di Monterosso (frazione di Abano Terme) che, due settimane fa, sembrava avesse ufficializzato il proprio legame con una parrocchiana e la paternità del figlio di lei. La notizia non era tanto il fatto che un prete avesse un figlio, ma che il parroco l'annunciasse in chiesa ottenendo la solidarietà della quasi totalità dei parrocchiani (ze un bon parroco ciò, e poi se sa che la carne ze debole). Da qui pagine sui giornali e l'aprirsi un dibattito sul celibato dei preti che non si era mai visto. La conferenza stampa è stata illuminante, Don Sante non è uno sprovveduto; il tutto era organizzato alla perfezione compreso il colpo di teatro con cui il prete, mentendo spudoratamente, annuncia "No il figlio non è mio, non ho rapporti sessuali con Laura, ma sono innamorato e voglio fidanzarmi e questo il diritto canonico non può impedirmelo". Don Sante da tempo è in guerra colla gerarchia e col vescovo di Padova (per cui è una vera croce e non lo invidio) ed il casus belli, più che la fidanzata del prete, è un terreno che il parroco ha vincolato e che la curia vorrebbe rendere utilizzabile (poi ci sono altre beghe legate alla ristrutturazione della chiesa). Insomma il battagliero Don Sante ha deciso di vendere cara la pelle e ricorrerà a tutti i cavilli del codice canonico per salvare famiglia e posto di lavoro. Nell'ambito della lunga conferenza stampa Don Sante ha lanciato un vero e proprio appello a tutti i religiosi nella sua situazione a fare "outing" e a porre il celibato dei preti all'ordine del giorno della chiesa cattolica romana (i pope possono già ora sposarsi). Don Sante ha tutte le caratteristiche del leader per un movimento dell'abolizione del celibato dei preti, ha parlato del seminario, dell'isolamento e della repressione esercitata sui seminaristi con argomenti simili a quelli di Don Romolo Murri (fondatore del primo partito radicale). Penso che i radicali dovrebbero seguire molto da vicino la vicenda di questo prete (che presto verrà sospeso e poi scomunicato) perché se mai fosse possibile creare un movimento di riforma interno alla chiesa cattolica (circa il celibato, ma non solo) Don Sante ne sarebbe il leader naturale.
P.S. A proposito di preti ho letto che mediaset ha pronta una fiction su Don Pierino Gelmini del tipo "Santo Subito!" Toccherà che la mandino in ore notturne.

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 23 agosto 2007 @ 15:06:39

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - LUGLIO 2007

NEL “CORPO A CORPO” VINCE CAPEZZONE - 3.7.2007
Tiriamo le somme su quest'ultimo comitato nazionale. E' stato un comitato importante che ha preso impegni di lotta nell'ambito della "giustizia", della "scuola" ed altro ancora (intervento della Bonino circa il suo dar battaglia nel consiglio dei ministri). Inoltre il comitato si è tenuto alla vigilia di una importante iniziativa dei RI, gruppo Welfare to Work (seminario a S. Macuto) che vede importanti partecipazioni volenterose governative e non (non Capezzone, ma Della Vedova si). Naturalmente il comitato ha dedicato anche parte del suo tempo al caso Capezzone (vedi i 2 interventi di Pannella). Ormai le cose sono chiare, solo un "pollo" può ancora credere alla storia del mobbing, di Cronos, ecc. E' appurato che il progetto capezzoniano, concorrenziale a quello dei RI (!?) data da prima del congresso di novembre, e che il nostro ex segretario ha sempre evitato il confronto politico, tenuto all'oscuro delle sue poche iniziative il proprio partito, negato l'accesso dei suoi compagni al "tavolo dei volenterosi". Insomma, il "furbo" Daniele, una volta incassati premio e poltrona si è comportato ne più ne meno che quel troiano di Turci (assunto per mediare ed invece fattosi promotore di rotture), ma il Turci (5^ colonna del PD) non è stato per 5 anni il mitico segretario del partito, e soprattutto non è divorato da una incontenibile megalomania narcisista. Siccome il tempo è galantuomo, tutto questo è stato chiaro a chi voleva capire (nonostante Pannella). Tra l'altro, il dato che il Capezzone fosse anche il campione dell'assenteismo alla Camera (50 votazione su 2500), in contrasto con tutta la tradizione di rigore ed abnegazione dei radicali nelle istituzioni, avrebbe dovuto aprire gli occhi anche ai più disinformati. Invece no, ancora una volta ci ha pensato Pannella a dare una mano al suo odiato pupillo; appena letto il commento di Capezzone relativo ai suoi interventi al comitato (li definiva fatwa), Pannella si è illuminato, ed ha confezionato una mozione ad personam, che è una vera e propria fatwa (i radicali non hanno probiviri ed espulsione, resta solo la denuncia politica) per argomento e per l'accanimento che il Boss ha impiegato per imporla. Intendiamoci, il contenuto della fatwa era "sacrosanto", ma il modo in cui era maturato e la riluttanza al voto di buona parte del comitato (un coro di "Cazzo ci ho il treno, è tardi non posso fermarmi a votare questa bella mozione") avrebbero dovuto fare "ragionare" Pannella. Ma è speranza vana, quando ci è di mezzo Capezzone, che sa benissimo come stuzzicarlo, il Pannella è un toro che vede rosso e carica (con nonviolenza, s'intende). Morale, Capezzone ringrazia definendo Pannella il "suo ufficio stampa, che meglio non avrebbe potuto fare per accendere i fari sull'evento di domani" (del network "Decidere"), evento in cui in neo Quelo ci illuminerà proponendoci i 13 punti programmatici che salveranno l'Italia. Grazie alla fatwa, il fatto che il Daniele sia un vero "prete falso", che ci ha preso per il culo per anni (complice Pannella) passa nel dimenticatoio e si sente il coro degli "oh poverino, ha a che fare con una banda di 'posseduti' dominati da un vecchio tanghero invidioso e bilioso, meno male che adesso passa con Berlusconi". Il Capezzone oggi ringrazia ancora, e nelle interviste rilancia "Ora devo stare attento alla mia incolumità fisica" (lo faremo rapire da Pio Pompa!).

TOMBOLA! - 5.7.2007
Perchè fosse chiaro che la "mozione anticapezzone" aveva carattere di Fatwa, così come si usa per le sentenze dei tribunali, il Pannella furioso (e poco british) ne ha ordinato la pubblicazione a pagamento su Foglio e Riformista. (Tombola!). Per contro con l'evento (??) il Capezzone ha scoperto le carte ed ha rivelato il bluff che avevo annunciato. I 13 punti non sconvolgeranno il mondo e fanno parte da tempo dell'armamentario radicale (e quindi largamente condivisibili). I 13 punti costituiscono, sostanzialmente, argomento per una battaglia culturale liberale-liberista, ma sono politicamente abbastanza inoffensivi. Il programma di Capezzone è piacione, ma anche vigliacchetto. Non un parola su i temi di libertà di ricerca e laicità dello stato (la Chiesa potrebbe dolersene), non una parola sulla riforma della magistratura (meglio tenerseli buoni), non una parola su tutto quello che può infastidire il bigottismo clericale (pacs, divorzio breve, ecc.). Certo in 13 punti non si può dire tutto, ma guarda caso... Anche la lista (corta) delle personalità a sostegno è deludente, belle figure d'intellettuali ed altro, ma senza un ruolo sulla scena della politica o del mondo del lavoro. Dal mondo radicale poi, solo due nomi, Castaldi e Punzi. Anche il breve video si risolve in un"mandatemi i vostri dati che vi metto nell'indirizzario. Tutto qua Daniele ? E dove sono le profonde divergenze che ti hanno portato alla rottura col partito? Vabbè tanto le vere motivazioni ormai sono note.

IL FALLIMENTO DEL GOVERNO PRODI - 20.7.2007
E’ inutile tergiversare, ci troviamo di fronte al fallimento completo del governo dei "buonianiente" che vanamente abbiamo cercato di aiutare ad essere buono a qualcosa. Nel giro di un anno il governo Prodi :
- Ha fatto terra bruciata intorno a se mettendosi contro tutte le categorie del "privato" (dipendenti ed autonomi) con una politica fiscale poliziesca dissennata ed inefficiente (vedi la follia degli studi di settore tanto per dirne una) e persino ( a ghe da rid) la guardia di finanza. Il Padoa Schiupà si è beccato una querela per calunnia e diffamazione dal comandante Speciale per le dichiarazioni intemperanti in parlamento.
- Non ha risanato i conti pubblici, ma addirittura aumenterà il debito (che già ci costa 150.000miliardi di interessi passivi l'anno) oltre che il deficit.
- Non ha fatto alcuna riforma o liberalizzazione (alla faccia delle lenzuolate di Bersani), ammenochè non si considerino liberalizzazione la vendita della aspirina alla Coop o la facoltà per i barbieri di tenere aperto il lunedi.
- Si è messo contro le autorità europee (violazione degli accordi) la banca mondiale, la banca d'Italia, confindustria, associazioni artigiani, persino gli enti locali.
- Sul piano dei diritti civili e delle libertà individuali si è dimostrato peggiore del governo Berlusconi lasciando intatte legge 40, peggiorando la Bossi-Fini sulla droga, promuovendo una legge per cui con due bicchieri di vino si ha il sequestro auto, ritiro della patente e due mesi di galera ( a proposito, splendido l'intervento di Villetti contro Bianchi in quell'occasione).Il ministro Amato (interno) blatera di antidoping agli studenti che devono essere interrogati e retate nelle scuole coi cani antidroga. La cattocomunista Turco si distingue per oscurantismo e clericalismo.
- Tutti i privilegi della Chiesa sono stati confermati, compreso il non pagamento dell'ICI sugli immobili ad uso commerciale.
- Tutti i privilegi della casta dei magistrati sono stati confermati in quanto si è abolita la timida separazione delle funzioni della riforma Castelli.
- Gli investimenti stranieri in Italia sono a zero (c'è il fuggi fuggi) ed il caso Alitalia ha dimostrato l'incapacità di questo governo anche a fare una gara di vendita di una società aerea appetibile con centinaia di rotte (assisteremo alla svendita ad un "amico"?).
- Nella politica estera siamo al disastro. Gli unici apprezzamenti che vengono a D'Alema sono da parte del compagno Putin. La politica mediorientale di D'Alema è doppiogiochista levantina (sconfitta dalla storia), fatta a base di pacche agli hezbollah e strizzate d'occhio a Hamas ("e, ma ha vinto le elezioni!" Bravo pirla, anche Hitler aveva vinto le elezioni, è vero, dimenticavo che nel 39 i comunisti erano alleati coi nazisti). Persino il caso della moratoria della pena capitale all'Onu (una occasione storica offerta dai Radicali all'Italia su un piatto d'argento) è stata salvata (per ora) al consiglio europeo dalle telefonate notturne della Bonino a Kouchner (Francia) e Moratinos (Spagna). L'"astuto" D'Alema stava mandando tutto in vacca. D'altra parte, tolto dai giochi di partito, non ne ha mai imbroccata una.
Questo governo che l'anno scorso sventolava le lenzuolate e faceva dire a Prodi "vi stupiremo colle nostre riforme" si è rivelato asservito a comunisti, sindacati corporativi antipopolari, forze reazionarie in genere. Questa situazione ha costretto la Bonino (sinora inascoltata) a rimettere il mandato di ministro per non rendersi complice ulteriormente di un comportamento governativo che rischia di essere criminale nei confronti del paese. L'azione della Bonino ha trovato la piena solidarietà della segreteria SDI e del gruppo parlamentare RnP, a riprova che il "Blair, Fortuna, Zapatero" è ancora nel cuore dei compagni SDI. L'atto plateale della Bonino, incomincia a dare qualche risultato (sembra), ma è da considerare solo come primo passo in un cammino di riscossa laica-socialista-liberale-radicale. Sarebbe importante riunire in questi frangenti segreteria e direzione della RnP, per un confronto d'analisi e per concordare un comportamento unitario nella crisi ormai aperta. Mi auguro che Boselli abbia la forza politica di prendere questa decisione.

INCIUCI: D’ALEMA IN CAMBIO DI PREVITI? PRODI INCIAMPA NEGLI SCALINI. GROSSE KOALITION IN VISTA - 21.7.2007
Piove sul bagnato per la Quercia. Non bastava la crisi del governo, la partenza stentata dell'operazione PD, la mini sessione della Sinistra Democratica e il Boselli titubante di fronte alle lusinghe del Veltroni, ecco la ciliegina sulla torta: il Gip Forleo chiede al parlamento il permesso di usare le telefonate di D'Alema, La Torre e Fassino al compagno Consorte (Unipol), Fiorani ed il "furbetto" Ricucci per procedere contro di loro per aggiotaggio ed insider-trading ("sono parte di un disegno criminale in danno dei cittadini e dei risparmiatori"). Le accuse sono pesanti, se la sentirà il parlamento di garantire l'immunità alla dirigenza DS? D'Alema è costretto a chiedere aiuto al Berlusca e si profila uno scambio prigionieri in quanto il Senato è alle prese col caso Previti (e non solo). Mi sembra di sentire il coro socialista :"Chi di spada ferisce......". Comunque vada, questa è una botta da ko per Maramaldo D'Alema e la sua arroganza. Alla fine i nodi vengono al pettine; 50 anni di ambiguità, doppi binari, conflitti d'interesse (PCI, Cooperative rosse, proprietà immobiliari, lottizzazione appalti pubblici, bilanci truccati) tracimano dai tombini del regime partitocratico in putrefazione e non sono più occultabili. Non siamo ancora al tracollo, ma il governo Prodi è arrivato al capolinea e sinceramente non vedo come sia in grado, politicamente e tecnicamente di approntare una nuova legge finanziaria. Siamo in vista di un governo alla tedesca, di grosse koalition alla Merkel (Un Dini2?). Il governo Prodi segna anche la fine del centro-sinistra allargato ai Comunisti. Questa esperienza insegna l'impossibilità di governare con gente colla testa ancora alla metà del secolo scorso mentre il mondo nuovo della globalizzazione sotto il segno di Cindia è una realtà affermata. Non vado oltre, Si gira pagina ora? Forse, spero.

PANNELLA SI CANDIDA ALLA SEGRETERIA DEL PARTITO DEMOCRATICO - 22.7.2007
Il nostro vulcanico Pannella estrae dal cilindro un bel coniglio targato RnP. C'è un partito in costruzione a sinistra? Bene vengo anch'io (dice Pannella) ricordando la primogenitura del progetto PD. Nel 1990, ai tempi della "cosa una" Pannella tentò di convincere Occhetto e la dirigenza del PCI che era ora di girare pagina, e dare vita ad un partito riformatore liberal-socialista di nome Partito Democratico. A 17 anni di distanza il nome rispunta per un progetto di partito oligarchico che Intini ha felicemente battezzato "Compromesso storico bonsai”. Pannella rivendicandone la primogenitura ne rilancia il progetto candidandosi alla segreteria.

IL DR. MARIO RICCIO PROSCIOLTO DALL’ACCUSA DI OMICIDIO DI WELBY - 23.7.2007
Questo giorno entrerà nella storia della conquista dei diritti civili nel ns. paese. Il Dr. Mario Riccio, l'anestesista cremonese che liberò Welby dall'insopportabile accanimento terapeutico a cui era condannato, contro la sua volontà, è stato prosciolto dall'accusa di omicidio di consenziente ed è stato riconosciuto che il suo comportamento era doveroso e corrispondente ad un diritto costituzionalmente sancito (il diritto del cittadini di rifiutare terapie indesiderate). Già da tempo la procura romana aveva decretato il non luogo a procedere, ma, ciò nonostante, i vaticani-talebani avevano trovato un Gip (LaViola) aderente all'Opus Dei, che aveva imposto il processo. E' bastata una udienza perchè il Gup Zaira Sechi, sentiti testi ed imputati (Riccio, Mina Welby, Cappato e Pannella), Costituzione alla mano, decretasse che "il fatto non costituisce reato". Questa sentenza è storica perchè da corpo ad un diritto costituzionale sinora disatteso, la prevalenza della volontà del paziente rispetto a medici e "morale vaticana", e costituisce un primo importante passo verso l'ottenimento di quello che con un brutto termine chiamiamo "testamento biologico". Questa è una grande vittoria non solo radicale, ma dell'Italia laica-liberale-socialista nei confronti dell'oscurantismo clericale. Certo, innanzitutto è una vittoria dell'Associazione Coscioni per la libertà di cura e di ricerca scientifica, ma è doveroso onorare il ruolo fondamentale che nella vicenda ha giocato l'Associazione Cremonese per l'Iniziativa Radicale (da poco intitolata a P. Welby), che sollecitando ed ottenendo la solidarietà della cittadinanza (raccolta di migliaia di firme ed altro ancora) attorno al dr. Riccio, diede il coraggio all'ordine dei medici di Cremona a sentenziare in scienza e coscienza la conformità del comportamento del dr. Riccio al codice deontologico dell'ordine, aprendo così la strada alla vittoria odierna.

OCIU CHE PANNELLA FA SUL SERIO - 24.7.2007
L'affare s'ingrossa, direbbe la marchesa. E si, perché quella che era nata come geniale ed utile provocazione politica per agitare le acque stagnanti della sinistra italiana ha preso la forma di un vero e proprio progetto politico di candidatura "vera" alla segreteria del PD. E' statutariamente possibile? Direi di si. Il PD afferma essere un partito nuovo aperto ad istanze liberali, che come condizione pone l'adesione al documento di Orvieto (che sembra essere una roba buonista che chiunque può firmare). Anche il discorso che RI non è stato sciolto, non tiene perchè ne DS e DL si sono sciolti (per ora) e noi ci siamo come l'araba fenice. Pannella inoltre non ricopre alcuna carica di partito a livello nazionale, per cui anche questo ostacolo non esiste. Per tenerlo fuori devono inventarsi qualcosa che suonerebbe male alle orecchie della gente e tradirebbe il vero intento di potere oligarghico del PD. Perchè l'Opus Dei si e i Radicali no? E' un tradimento della RnP? Certamente si, se aderissimo ad un PD semplice somma di DS+DL, ma le cose sono più complesse. La nascita della RnP non solo ha dato il via alla n-esima Unità Socialista (che per pudore chiamano Costituente), ma ha scremato i DS dalla componente più PCI identitaria ed è possibile proporre nel dibattito per le primarie la bandiera del "Blair-Fortuna-Zapatero" sicuri di un buon successo a livello di base. Insomma visto che i socialisti nicchiano, alziamo la bandiera della RnP e battagliamo nelle primarie per un PD che faccia proprio il "Blair-Fortuna- Zapatero". Se come penso celo impediranno avremo ottenuto comunque l'apertura di un dibattito nella base e sulla stampa che non può che far bene a noi e pure al PD di Veltroni.

L’EQUIPE MEDICA DEL TOUR INGAGGIATA PER L’ANTIDOPING AI PARLAMENTARI UDC? - 30.7.2007
Come nei migliori film (commedia all'italiana) degli anni 60-70 in un party di droga e sesso viene beccato l'onorevole democristiano, nella fattispecie l'On. Mele dell'UDC il partito di Giovanardi, nemico giurato della droga e delle discoteche. L'On. Mele è stato costretto alle dimissioni dal partito (il seggio se lo tiene) e con la faccia di culo tipica del suo ambiente ha dichiarato :" Non sapevo nemmeno che quella signora facesse quel tipo di prestazioni, è stata per me una cosa strana e insolita". . a questo punto avrebbe potuto anche dichiarare "era la prima volta (all'Hotel Flora) e poi comunque mi sarei confessato". Non si può dire neanche che il Mele sia fuori linea, perché il suo segretario Casini interrogato al Family day sulla sua situazione di divorziato che vive nel peccato con una ereditiera ha commentato:"Se io sbaglio non per questo anche gli altri devono seguire il mio esempio". Too much ipocrisy! (commenterebbe Manu Chao, che non è un maestro zen). L'ottimo Giovanardi, che dell'esistenza del peccato ha letto solo sui libri, ha commentato "E' ora di finiamola! Imporrò l'antidoping obbligatorio a tutti i nostri parlamentari e che si rifiuta dovrà attaccare la bicicletta al chiodo!". L'UDC fa sul serio, ha intenzione d'ingaggiare l'equipe medica del Tour che ha appena sgamato i primi due in classifica squalificandoli. Ha vinto il terzo che è stato graziato per non creare troppo imbarazzo nel mondo dello "sport". Aveva ragione il compagno Capezzone (visto che gli do ragione!) quando con fare faceto sentenziava: "se un cane antidroga entrasse a Montecitorio andrebbe in tilt e dovrebbero ricoverarlo in clinica veterinaria".

LA TROMBATURA DELLA CANDIDATURA PANNELLA ALLA SEGRETERIA DEL PD - 31.7.2007
Era scontato, ma ora abbiamo la prova del 9 di quello che si avvia ad essere (ammesso che cela faccia a partire) il PD. Il PD sarà "il compromesso storico bonsai", che, in quanto tale, non prevede l'apporto della cultura liberale, socialista, laica e radicale, azionista e federalista europea incarnata da Marco Pannella. La presenza di Pannella è una presenza inquietante perchè ricorda a tutti loro che sono gli eredi di quelli che hanno portato in costituzione il concordato fascista col Vaticano, che hanno recepito i codici fascisti del ministro Rocco, che hanno contrastato in ogni modo il referendum sul divorzio, che hanno dovuto cambiare nome e ragione sociale ai loro partiti travolti dagli scandali e dai crolli dei muri berlinesi, che erano contro l'Europa Unita la NATO e perfino la televisione a colori (il PCI), in poche parole, che per 50 anni sono stati dalla parte del torto mentre Pannella è stato, storicamente sempre dalla parte della ragione. Notare che l'esclusione, tutta politica di Pannella è stata affidata ad un "comitato tecnico-amministrativo” e per renderla più accettabile 'loro' sono stati costretti a sollecitare la candidatura strumentale e dell'ultimo minuto di Tonino Di Pietro così che potessero dire che i bocciati erano 2 e non il solo Pannella. C'è la possibilità di fare ricorso nei confronti dell'esclusione, ovviamente la faremo, ma la volontà politica è quella già palesata. Morale? Il PD è un partito che nasce morto, una gattopardata che non andrà da nessuna parte. Teniamoci cara la RnP che è l'unico progetto a cui è possibile dare le gambe.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 15 luglio 2007 @ 19:27:18

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - GIUGNO 2007

CASO WELBY. IL GIP: "E' EUTANASIA PASSIVA" - 9.6.2007
Ce l'aspettavamo, troppe e pesanti sono state le pressioni vaticane ed il "giudice a Berlino", l'hanno trovato subito. Il giudice di "Berlino" dichiarando così il carattere ideologico del processo inquisisce Riccio per Eutanasia passiva, inesistente fattispecie di reato visto che il codice parla di "omicidio di consenziente". Posso già anticipare che il processo si risolverà con un "non luogo a procedere", ma il vero obbiettivo vaticano e la discussione (alle viste) di una legge sul "testamento biologico". Per i vaticani-talebani un mondo in cui l'individuo possa decidere di se' è inaccettabile, gli crollerebbe tutto addosso essendo loro gli unici interpreti della volontà divina, quindi della morale e quindi delle leggi. Per intanto la salma di Piero resta negata ai suoi cari chiusa in frigorifero come quegli embrioni di cellule indistinte a cui l'idolatria eretica vaticana (e di conseguenza la legge 40) riconosce diritti prevalenti a quelli di un essere umano.

CONTRORDINE COMPAGNI, PANNELLA DA GLI “8 GIORNI” A PRODI - 11.6.2007
La serata domenicale di Pannella alla radio è stata, quello che si dice, un puntatone. Chi non l'avesse seguita, se ha la possibilità, la riascolti sul web. Puntata atipica, divisa in due parti, la prima proponeva la registrazione dell'intervento di Pannella alla direzione di sabato. La seconda ora era invece la usuale conversazione con Bordin. Nel suo intervento in direzione Pannella ripercorre la storia radicale degli ultimi anni, le scelte necessitate fatte, l'agire di Capezzone, non solo negli ultimi mesi, con l'annuncio ufficiale, per mezzo del Foglio, del divorzio e la conseguente creazione del network, movimento o come volete chiamarlo, dei Volenterosi (la terza via). Il giudizio di Pannella vs. Capezzone è pesante, ma tutto politico e corroborato dai fatti conosciuti ed altri invece sconosciuti. Dopo avere ascoltato due volte la registrazione devo dire di concordare in tutto con Pannella, salvo la parte in cui addebita a Capezzone la situazione disastrosa di RI. Questo non è accettabile, ad ognuno il suo, per cinque anni la direzione radicale ha appoggiato la elezione di Capezzone a segretario, rendendosene, quanto meno, corresponsabile. Non sto lì a riassumere l'intervento di Pannella ascoltatelo se potete. La "ciccia" comunque è venuta fuori nella seconda ora. Da tempo, anche noi tavolinari, avevamo mangiato la foglia che, anche questa volta, nonostante che fossimo al governo, nonostante la favorevole situazione al contorno, i "buoni a niente" avrebbero raggiunto lo scopo del nulla di fatto per la Moratoria sulla pena di morte. Se l'avevamo capito noi, figurati Pannella che però, per togliere ogni tipo di dubbio non ha lasciato nulla di intentano, sino ad arrivare alla campagna del digiuno ad oltranza ed al pericoloso sciopero della sete che ora ha interrotto. Ora, ad poche ore dalla scadenza della possibilità della presentazione della risoluzione all'ONU, Pannella si rivolge direttamente a Prodi invitandolo ad una azione diretta di presentazione, come governo italiano, rinunciando all'appoggio ufficiale della burocrazia europea (quello del parlamento e del Cagre c'è già) e scavalcando il principale responsabile del fallimento annunciato, Massimino D'Alema. Se questo non succedesse la conseguenza sarebbe quella della "resa dei giapponesi radicali" difensori di una utopia prodiana di cui non esiste più traccia. Questo finale non è una sorpresa, almeno per me perché era già scritto nel concetto di "oltranza". Le motivazioni di Pannella ve le posso riassumere con parole mie così: Caro Prodi, abbiamo fatto di tutto per allearci con te, e tu hai fatto di tutto perché questo non accadesse (contrasto al nascere della rosa nel pugno, intimidazione verso i socialisti, la raccolta delle firme solo per noi , il fuoco amico su tutto). Lo abbiamo fatto a partire dall'analisi di questo regime partitocratico allo sfascio che vede contrapposti due blocchi oligarchici unici detentori del "privilegio" della politica, l'un blocco guidato da un ormai pericoloso "capace di tutto", l'altro rappresentato da un agglomerato reazionario di "buoni a niente". Abbiamo scelto il centro sinistra dei "buoni a niente" perchè unico ambito in cui erano possibili alcune interlocuzioni (la difesa della laicità dello stato per es.), e perché era nostra intenzione aiutare i "buoni a niente" insieme, ad essere un pò meno "buoni a niente". Vi abbiamo fatto vincere le elezioni e portati al governo (il voto radicale è stato determinante perchè unico pacchetto di voti non organico al centro sinistra), ci avete trattato sempre a pesci in faccia (vedi il furto dei nostri 4 senatori in combutta col centro destra). Abbiamo avuto il comportamento più leale possibile fidando in un miglioramento della situazione (non così i "ricattatori" vari tuoi e nostri alleati). Vi abbiamo dato una occasione storica di lustro dandovi la possibilità di fare vostra una vittoria dell'umanità all'ONU, seconda solo al documento dei diritti civili del 1948, una vittoria che noi abbiamo costruita con 14 anni del nostro impegno, una vittoria servita su un piatto d'argento col voto unanime del parlamento italiano, quasi unanime di quello europeo e quello del cagre, e voi ancora una volta dimostrate la vostra viltà ed inettitudine pilotando l'iniziativa al fallimento. Se anche su un fatto di prestigio mondiale, a costo zero, ci rispondete picche, non ottemperando neppure al voto del parlamento, la nostra presenza al vostro fianco è sprecata, anzi è solo d'ostacolo al nostro impegno. (L'enormità di questa ennesima cazzata dei "buoni a niente" è stata colta subito dal "capace di tutto" che, a tempo scaduto naturalmente, ha mosso Confalonieri e Mediaset che ha dedicato al TG5 un ottimo servizio sulla moratoria. Il "capace di tutto" si è poi profuso in lodi alla iniziativa di Pannella dimenticandosi che il comportamento del suo governo non è stato difforme da quello di Prodi. Certo però che allora non eravamo né in parlamento né al governo). La nostra scelta di campo era motivata sopratutto dalla necessità di arginare l'arrogante invadenza vaticana-talebana che non trovava ostacoli, ma ora questo attacco è stato, in parte frenato. La battaglia del referendum sulla legge 40, è stata per i clericali una vittoria di Pirro e la battaglia di Welby ha ulteriormente aperto contraddizioni sia nel campo della Chiesa sia nell'ambito catto-riformismo della sinistra, ed è ragionevole chiederci se non sia ora piuttosto più urgente impegnarci sul fronte delle riforme contro il conservatorismo dei fasci, delle corporazioni e dei sindacati di parastato. Questo cambio di priorità ci porterà inesorabilmente allo scontro colla reazione comunista e sindacale che finora ha dominato l'azione del governo. Una bella pannellata è stata poi l'idea buttata lì, ma da riprendere ed elaborare a dare vita ad nuovo movimento a nome "Sinistra Radicale", i cui contorni vanno ben pensati, il che ci permetterebbe di riprenderci il termine "Radicale" usurpato dai comunisti e utilizzato dal giornalismo di regime in funzione antiRadicale.

IL GOVERNO PRODI AL CAPOLINEA, UN FLOP SU TUTTI I FRONTI PERFINO SULLA MORATORIA - 13.6.2007
L’articolo di Panebianco a titolo "Le liberalizzazione tradite" documenta come le lenzuolate di Bersani si siano ridotte ad un fazzoletto da naso, e le buone intenzione della Lanzillotta (affari regionali) siano rimaste tali. A questo possiamo aggiungere altro ed altro ancora, non ultimo le dimostrazione di inettitudine nel caso Visco-Speziale, ed infine la ciliegina costituita dall'affossamento della "Moratoria Onu della pena di morte", una iniziativa che avrebbe dato prestigio e riconoscenza all'Italia, a costo zero per l'erario, che invece è stata pilotata al fallimento da un personaggio esperto solo in "lotte di partito" ed incapace, per cultura, su tutto il resto, il banchiere mancato Massimo D'Alema. Inutile dire che di questo governo l'unico ministro da salvare è la Bonino che in pochi mesi ha riorganizzato il ministero per il commercio estero ed ha fatto fare un alle esportazioni un imprevisto balzo in avanti (nelle dimensioni). E allora? E allora siamo nella merda, al voto anticipato non si può andare perchè i parlamentari non hanno ancora maturato la pensione (i privilegi della politica sono prevalenti rispetto a tutto), quando si andrà al voto la vittoria del Berlusca sarà come quella di Reggi a Piacenza (travolgente), ed avendoci rubato i 4 senatori non possiamo neanche prendere Prodi per le balle come meriterebbe e come fanno comunisti e soci. Quello che ci aspetta a breve è un governo di larghe intese (Berlusconi - D’Alema, come a dire il gatto e la volpe) con programma minimo che ci porti alla pensione dei parlamentari (due anni e mezzo di legislatura), sbrighi l'ordinaria amministrazione e "secerna" un bella legge elettorale truffa di regime. Gli "astuti" socialisti hanno affossato la RnP reimboccando il tunnel dell'Unità Socialista che adesso chiamano Costituente Socialista, che è aria fritta se non adottano come linea il "Blair, Fortuna, Zapatero" sintesi del moderno socialismo europeo. Ma è la speranza dei nudi, quello dello SDI è un socialismo di "valori" non di politiche da socialismo riformatore. A parte la meritoria difesa della laicità dello stato (retaggio mazzinian-garibaldino non certo di Craxi, autore di un concordato peggiore di quello di Mussolini) è un partito indistinguibile dagli altri, solo con meno potere. Per fortuna (!) si stanno muovendo i "poteri forti", Paolo Mieli (e soci confindustriali) con il Corriere ed il libro "La Casta", volano gli stracci delle intercettazioni telecom del compagno furbetto Ricucci che chiede la tessera dei DS, e tutti ci rendiamo conto di come una legge sul conflitto d'interessi questi qua non sono in grado di farla. Ma fidare nelle virtù taumaturgiche di Paolo Mieli e di Cordero di Montezemolo è autolesionismo; d'altra parte questo è un paese in cui la democrazia è stata importata colle bombe americane (a cui l'Italia fascista aveva dichiarato guerra), manchiamo della qualità fondamentale per la democrazia, la responsabilità individuale (solo in tribunale c'è), tutto è gestito da strutture di mediazione, stato, partiti, sindacati, fasci e corporazioni; anche il rapporto con dio è affidato in monopolio, ad un ente di parastato (ben remunerato) a nome "Chiesa Cattolica Italiana". Tutto questo mostruoso apparato burocratico di "tutela ed esproprio di denaro e libertà" del cittadino ha ormai raggiunto un livello di integrazione ed efficienza che rende possibile considerarlo un "unicum", per cui assistiamo a cose inimmaginabili oltre confine, tipo il sindacato dei padroni che funge da esattore del sindacato dei lavoratori nelle aziende (a gratis??), l'ente pensionistico di stato (gestito direttamente dai sindacati dei lavoratori) che preleva il tesseramento a 8 milioni di pensionati, la Chiesa Cattolica (apparato statale di dio) che organizza manifestazioni antigovernative utilizzando il cammellaggio del sindacato (Cisl) di Pezzotta e potrei continuare l'elenco e parlare dei mass-media di regime, ma è sempre la stessa frittata girata sopra e sotto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, un paese allo sfascio economico politico e culturale. Ci ha ragione il noto intellettuale piacentino, Bibò, che ben prima di De Giovanni sentenziò "questo paese è irriformabile". E allora? Chi può venda tutto ed emigri velocemente (non in Argentina perchè è piena di Italiani, e si è anche visto).

BELLO BELLO IL GAY PRIDE PERO’… - 17.6.2007
Grande successo del gay pride romano, mezzo milione di persone in Piazza S. Giovanni, una risposta adeguata all'adunata clericale del 5 maggio. Come dicevo, bello bello però siamo alle solite: la mancanza di memoria, o meglio la rimozione è una caratteristica antropologica dell'italiano medio etero o omosessuale che sia. Dal palco ci si scagliava contro la viltà, quando non l'omofobia, della politica, dei partiti, tutti uguali a sentire gli interventi dal palco, ecc. ecc. Tutti uguali i partiti sto par di palle! I leaders del movimento omosessuale ci sono, oppure ci fanno? Il movimento di rivendicazione della piena dignità della propria tendenza omosessuale nasce col FUORI associazione federata al Partito Radicale (1970), la legge italiana sulla transessualità (fine anni 70) nasce dall'attività parlamentare del PR, così come il nuovo diritto di famiglia, l'obiezione di coscienza e tutto quello che ha a che fare con la conquista di diritti per l'individuo e non solo (divorzio e aborto, conquiste che portano l'Italia in Europa sono frutto di referendum voluti dai radicali ). Anche il successo del pride non sarebbe stato possibile se il PR non avesse reagito alla tracotanza vaticano-talebana indicendo, tre anni fa,il referendum contro la legge 40 (vittoria di Pirro per il Vaticano), se il PR con Luca Coscioni e Piero Welby non avesse affrontato (solitario) il vaticano sul piano della libertà di ricerca, l'eutanasia e testamento biologico (la rivendicazione della autodeterminazione), se il PR con la Rosa nel Pugno (partito della laicità) non avesse dato battaglia il giorno stesso del Family Day con la manifestazione di Piazza Navona. Ma per i leaders degli omosessuali tutti i partiti sono uguali e Pannella deve stare nella Piazza del Gay Pride come un pirla qualsiasi. Non vogliono farsi strumentalizzare dalla politica loro.

L’INCORONAZIONE DI MONSIGNOR VELTRONI - 28.6.2007
ho seguito su La7 e su RR il rito d'incoronazione di Monsignor Veltroni a segretario (per ora) del salvifico partito detto PD. La coreografia era proprio veltroniana, sullo sfondo il fotomontaggio dello skyline di una suggestiva città italiana, e poi il volto di un bambino ed altre immagini rassicuranti. A lato del palco una traduttrice per sordomuti (pardon, diversamente abili) a ricordarci l'attenzione che questo sant'uomo porge verso l'infelicità del mondo. Naturalmente di sordomuti non ce n'era uno, tutti funzionari di partito e giornalisti e La7 non inquadrava mai la traduttrice, ma lo scopo era puramente coreografico. In una ora e mezza, Veltroni ha profuso melassa a palate limitandosi ad elencare i gravi problemi, che vent'anni ed oltre opprimono l'Italia (non tutti naturalmente - la giustizia non era nell'elenco delle riforme urgenti - ), non andando oltre alle banalità per le soluzioni, ma leggendo il tutto in controluce si poteva capire come in alcuni passaggi del prete falso fossero contenuti avvertimenti precisi verso la sinistra comunista ed i sindacati del tipo "guardate che io sono meno incapace e più forte (e naturalmente più buono) di Prodi e quando ci sarò io a palazzo Chigi dovrete rigare dritto, non potete opporvi alla "bontà". Da manuale la chiusura, con il richiamo al suo impegno verso gli sfortunati popoli africani e la lettura di una lettera di una ragazzina morta recentemente per un grave male, che, grazie a lui, aveva capito che tanti al mondo soffrono ed aveva fatto una adozione a distanza. Insomma, comunisti e sindacalisti ociu, opporsi ad un santo non è impresa facile. Intervistato a caldo, l'astuto Pannella non ha mancato di salutare con gioia ben augurante, l'incoronazione, una vera benedizione per l'asfittico mondo della partitocrazia italiana.

SCOOP - CAPEZZONE : "NON MI RICANDIDERO’ A SEGRETARIO DI R.I. - 28.6.2007
dopo Monsignor Veltroni ora (finalmente) scende in campo anche l'Abatino Capezzone al grido di "ma cosa ha quello lì (Pannella) più di me ? Anch'io amo Pasolini e sono anche più gay di lui, l'ho scritto anche su Novella 3000". Facili battute a parte, mi si stringe il cuore a vedere la brutta fine che sta facendo il nostro talentuoso ex segretario. Come saprete, all'inizio di questa "storiaccia" - complice la "malagestione" pannelliana del casus - anch'io avevo abboccato alla favola del mobbing, Kronos, e tutto il resto, ma il tempo è galantuomo ed ecco il ns. Daniele mettere le carte sul tavolo e rendere evidente il bluff che ha portato avanti per mesi. Cosa ci dice Daniele: "Raga, vado in network, non ho uno straccio di programma e di obiettivi, occorre andare 'oltre' l'esperienza dei volenterosi, per ora beccatevi le mie brillanti battutine e le markette che presto il cav. Berlusconi mi permetterà di fare sulle sue reti prima d'inserirmi in squadra". Non è ne il primo ne sarà l'ultimo che abbandona il "faticoso" mondo radicale, ma un abbandono così "vergognoso" sinceramente non lo ricordo. Nulla a che fare con l'uscita di Della Vedova, che dopo aver condotto la sua battaglia nel partito non se la sentì di aderire alla RnP (ed è finito per altro male alla corte del Berlusca). Daniele conta di pescare consensi nell'area radicale, ma non vedo come possa attirare consensi sul "nulla politico" che propone.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 11 luglio 2007 @ 23:15:09

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - MAGGIO 2007

IL CASO DEL ‘TERRORISTA’ RIVERA - 3.5.2007
Io non so se questo Rivera sia completamente in buona fede o un cantante-cabarettista in cerca di notorietà, sinceramente non mi interessa. Resta il fatto che Rivera si è permesso di dire quello che pensa la maggioranza degli italiani, ovvero che la chiesa non è in sintonia col suo gregge ("non si è evoluta") e che negare il funerale a Welby (soprattutto alla sua cattolicissima famiglia) è stato un atto poco cristiano, e poco comprensibile visto che la chiesa ha riservato un posto d'onore in una basilica al capo della banda della Magliana (pluriassassino e mafioso) ecc.. Bene, questo è stato sufficiente da parte dell'organo Ufficiale del Vaticano per sbraitare a "vili attacchi al papa (?)" e "terrorismo". Che sia chiaro, così come gli omosessuali sono equiparati a "pedofili e incestuosi" (Gen. Bagnasco), così pure che si azzarda a muovere una critica alla "dottrina vaticana" è automaticamente terrorista.

BRAVO CAPEZZONE! - 6.5.2007
Come ogni domenica mattina a RR c'era Daniele a curare "Stampa e regime" e ad intrattenersi con il redattore di turno per un "punto" sulla situazione. La novità che ho colto non è stato quello di un riavvicinamento delle sue posizioni a quelle di Pannella, ma un cambiamento di "tono", un tentativo di riconciliazione come se si fosse conto che andare troppo da solo allo scoperto non paga. Le mie riserve su Capezzone non sono mai state sulla "sostanza", ma sul comportamento protagonista markettaro e provocatoriamente irridente nei confronti di Pannella; forse siamo ad una svolta.
Ma veniamo alle sostanza dei punti che ha toccato: 1- La legge Capezzone su "un impresa in 7 giorni". L'ha rivendicata come vittoria radicale riconoscendo il lavoro prezioso di De Lucia, Fischer, Ferraro ed altri. Un invito esplicito al partito a farla propria. 2- Prodi un buono a niente? Daniele contesta questa lettura evidenziando il ruolo centrale di Prodi in quel sistema d'interessi bancocratico che sta dominando l'economia italiana. Questo non significa tifare per il "capace di tutto", ma è un invito ad una rilettura della figura di Prodi come capace lobbysta. 3- Sego vs Sarko. Daniele contesta l'analisi di Pannella che lo porta ad un sostegno alla Royal. La Sego rappresenta la conservazione su tutto, statalismo, mercato del lavoro, consociativismo, proibizionismo al contrario di Sarko. Pannella vede in Sarko un neogollista, antieuropeista un Mussolini del 22 senza manganello. Daniele sostiene che, eventualmente, il fascismo sta dall'altra parte nella difesa di un corporativismo statalista e rovinoso per la Francia. 4- Il referendum contro la legge elettorale. Anche qui Capezzone, che partecipa al comitato promotore, propone un ripensamento dell'atteggiamento "snobbistico" del partito. Come dicevo la differenze d'analisi permangono, ma se c'è la volontà di farne oggetto di dibattito al nostro interno non sarà certo un dibattito sterile perché, per quel che mi riguarda, molte osservazioni sono largamente condivisibili.
P.S.: M'auguro che Pannella abbia ascoltato Capezzone, ne abbia dato la stessa lettura, e saluti questo riavvicinamento.

IL NIET DI PANNELLA - 7.5.2007
Ieri mattina, dopo aver ascoltato la conversazione di Capezzone in cui coglievo, sotto traccia, una volontà di disgelo circa i rapporti burrascosi con Pannella e Torre Argentina, avevo scritto una mail auspicando che il "Vecchio" raccogliesse questo segnale e rilanciasse. Mi ero illuso, e nonostante la "mediazione" del grande Bordin, il "Vecchio" più che con un Niet ha risposto con un Vaffuncul (termine usato dagli Uiguri quando sono incazzati). Le ragioni del vaffancul? Se non fosse stato per Bordin, un occasionale ascoltatore avrebbe capito che "Lui (Daniele) va in televisione ed io (Pannella) no", "E' un ingrato, l'ho strappato dalla strada, ne ho fatto un leader, gli ho messo un sedia da segretario sotto il culo per 5 anni, gli ho tolto la sedia da sotto il culo per metterci la poltrona da presidente di commissione e lui va a dire in giro che sono asservito ed inerte e che mi batte 3 a 0, che sono ansioso... (altra imprecazione uigura)", "rimanga a fare markette di regime come si è abituato a fare!" Questo è il tantra di Pannella, ma il bravo Bordin, ha faticosamente fatto emergere le radici del dissenso che sono politiche certo, ma non ve le DICO. Il dissenso è politico, ma resta il dubbio che il problema vero sia la mancanza di volontà di ricomporlo.

PEDOFILIA NELL’ASILO LAZIALE - 8.5.2007
Che la pedofilia nell'asilo fosse una bufala pazzesca l'avevo sempre saputo, ma qui ci troviamo di fronte ad una caso di mala giustizia assolutamente incredibile. Stanotte (le trasmissione di approfondimento vanno alle prime ore della mattina) ho visto Matrix che si occupava del caso. La faccio breve, la magistratura ha mandato in galera stimatissime ed incensurate persone in base ad una psicosi di paese. Non solo non c'è una prova una, ma non un indizio uno verificabile. Ci sono solo allucinanti interrogatori registrati di mamme pazze a bambini che per sfinimento ammetterebbero qualsiasi cosa. La psicologa della procura ha violato leggi e protocolli scientifici, il suo esame non ha alcuna validità processuale. Mesi di intercettazioni non hanno rivelato niente, così come pure le perquisizioni. Parlare di caccia alle streghe è troppo poco. Il cingalese è finito in galera perchè un bambino parlava di "un uomo nero" ed hanno beccato il primo colorato che hanno trovato che conosceva le maestre in quanto addetto alla pompa dell'Agip. Il regista Rai ci sarà andato di mezzo perchè ovviamente i giochi pedofili sarebbero stati ripresi per farne commercio. Naturalmente di questi filmati non c'è ne traccia nè indizio. Sia le maestre che il regista hanno trovato piena solidarietà nei loro ambienti di lavoro e dalla maggior parte della cittadinanza. Fino a quando avremo magistrati così ignoranti, incapaci ed impuniti?

I “POTERI FORTI” DICONO A PRODI E D’ALEMA: “TEMPO SCADUTO” - 24.5.2007
Quarant'anni fa durante le "crisi" si parlava di "tintinnare di sciabole" ed i dirigenti del PCI "dormivano fuori casa". Tutta acqua passata, la grande crisi in cui i poteri forti hanno giocato un ruolo importante è stata quella del 1992, ma il risultato ottenuto fu quello di dare vita al Berlusca, accreditatosi come grande riformatore liberale, ma poi velocemente integratosi nel "teatrino della politica". Eccoci qua alla vigilia del "big bang" con il solito Paolo Mieli (Corriere della Sera) che guida le danze agitando i temi ,che sono quelli radicali da sempre, e che erano stati messi in fila, sotto forma di 20 referendum 10 anni fa e dai poteri forti regolarmente boicottati. Quello dei 20 referendum è stata una grande occasione di riforma che i radicali (dissanguandosi) hanno offerto al paese la momento giusto, un treno che questa classe dirigente corrotta e corruttrice ha creduto bene di perdere. Ecco da un giorno all'altro le televisioni "piene" di presentazioni del libro "La Casta" dei valorosi corrieristi Rizzo e Stella con una denuncia documentata dei latrocinii legalizzati della casta dei politici; ecco il cinico D'Alema messo all'angolo dalle imminenti nuove rivelazioni sul malaffare di Unipol, il suo portaborse che si affanna a dichiarare "Non faremo la fine di Craxi..". Anche la Chiesa si sta mobilitando ed ormai gioca politicamente in proprio e, per smarcarsi dalle accuse di sessuofobia omofobia ed oscurantismo, eccola tirare fuori dal capel da pret "la povertà delle famiglie" e "l'impegno sociale ecc..", Ruini convoca leaders politici e partito rai negli uffici della CEI ed il papa minaccia scomuniche; unica consolazione è che il viaggio in sudamerica di Benedetto è stato un flop, Lula (sarà un gay?) non ha voluto firmare il concordato ed anche il resto non è andata meglio.
Che dire? "POTERI FORTI ANDATE A C….”, non solo siete forti solo sulla carta dei vostri giornali, ma avete perso ogni tipo di credibilità i giochi sono scoperti, questa classe politica non è solo quella dei sindacati di stato, della chiesa di stato, della magistratura irresponsabile, dei fannulloni di stato, ma è la vostra e mi riferisco ai De Benedetti (Repubblica) al Corriere della Sera (colla pletora di controllori) ai padroni della RAI, alla FIAT, alla Confindustria.
A proposito, questa mia la scrivo perchè ho appena finito di ascoltare quel bellimbusto di Montezemolo alla assemblea di Confindustria. E quello dovrebbe essere un nuovo leader politico? Ma fum mia rid! Dopo l'elenco dei problemi irrisolti e della necessità delle riforme (un bla bla scontato e blasfemo da tanto pulpito di presidente della FIAT) ottiene il più grande applauso attaccando la presenza di ex terroristi come opinionisti, ecc. (leggi Sofri) sulla stampa nazionale. Sarà un manager efficiente, ma in quanto a signorilità fa concorrenza a Calderoni. Buona la risposta di Bersani, che sa parlare agli imprenditori in maniera diretta e competente; che ha venduto bene la sua merce, ha fatto qualche chiamata di correità, ed ha ricordato, ad onore del governo, il gran lavoro che la Bonino sta facendo come ministro del commercio internazionale. Morale. Si apre una estate calda, ed è prevedibile che in autunno il governo non sarà più lo stesso. Forse un “Prodi 2” di transizione, forse qualcosa d'altro (Veltroni e Rutelli si stanno scaldando sulla "panchina delle larghe intese"?). Certo che il PD nasce proprio sotto buoni auspici!
Una prima buona notizia è il licenziamento di Bertolaso (capo della protezione civile) che è quell'incapace che si presentava sempre in televisione vestito da boy-scout per fare vedere che lui era sempre "parato".

Postato da sergio_ravelli Martedì, 15 maggio 2007 @ 23:59:00

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - APRILE 2007

RADICALI: SOGGETTO POLITICO LIBERALE O SETTA ERETICO-CRISTIANA? - 5.4.2007
sull'edizione di ieri (04-04-2007) di Notizie Radicali compare la lettera di dimissioni dalla direzione di Luigi Castaldi. Castaldi, liberale a 18 carati, non si sente più a suo agio nell'ambiente radicale che sente sempre meno come organizzazione politica liberale e sempre più come "setta eretico-cristiana" guidata da Santo Pannella. La crisi del nostro covava da tempo, ma è esplosa in seguito ad uno "scontro" politico-ideologico avvenuto nell'ultimo comitato nazionale (sabato) che ha visto Litta Modignani contrapporsi a D'Elia, con l'accusa a D'Elia di non essere liberale ma un "settario". La faccio breve, il tema è : " l'agire politico radicale ha come motore primo il sentimento di 'amore e compassione verso il prossimo' o piuttosto un 'sano utilitarismo liberale'". Castaldi analizza a fondo la situazione e tira le conseguenze che vi ho detto. Come è ovvio, il tema non è peregrino perché ce lo poniamo continuamente. Riconosco che Castaldi ci azzecca definendo Pannella un eretico-cristiano, non a caso la Marcia di Pasqua si conclude in Vaticano e non sotto Palazzo Chigi (la controparte), ma, pur riconoscendo la correttezza logica della disamina di Castaldi mi sembra che pecchi di eccessivo rigore. Lo sappiamo che il mondo non è fatto in bianco e nero, ma a colori, figuriamoci il mondo radicale che, è si dominato da Pannella, ma non ad esso riducibile ed è un vero peccato che Castaldi (a cui riconosco molte ragioni) si sia liberalmente rotto i coglioni.
Come la vedo io? Io vedo il mondo radicale PRT, RI, KAINO, KOSCIONI e compagnia cantante come una versione italica della Fabian Society, con pregi e difetti, ma non dimentico che gli unici cambiamenti positivi sostanziali nei diritti civili (e nei costumi) di questo dannato paese sono dovuti all'opera di un Santo Fumatore a capo di 1000 Fabiani, Kaini e Koscioni. Certo, è sempre più difficile, il regime ha affinato i suoi strumenti di "repressione" e siamo trattati come gli antifascisti negli anni 30 "4 gatti confinati", e quando tentiamo di rompere l'accerchiamento come col progetto RnP veniamo subito ricacciati con il classico "No tu no! Ma perché? Perché no!". Pannella non è un liberale puro? Aho ce tocca! Ma la CasaMatta di Torre Argentina resta ancora l'unico baluardo libertario disponibile.

D’ALEMA RENDE CONTO AL PARLAMENTO SUL CASO MASTROGIACOMO - 14.4.2007
Un D'Alema cane bastonato colla coda tra le gambe, conscio del proprio fallimento, si è presentato in parlamento ad illustrare i fatti, e mi sembra che abbia taciuto ben poco. Forza Italia non ha infierito, non così Fini e Maroni che si sono tolti la soddisfazione di ridicolizzare lo spocchioso. A parte queste note di cronaca, vi dico l'idea che mi sono fatto. Sulla figura di Mastrogiacomo mi ero già espresso e ribadisco che si tratta di uno stronzo. Sulla polemica dell'affidarsi a Strada per la liberazione adesso tutti dicono la loro, ma al momento solo il ministro Parisi dissentì platelmente. Quanto all'umanitario Strada quello che "si stava meglio coi Talebani" lasciamo perdere. Quello che sostengono i servizi Afgani è che il direttore dell'ospedale di Emergency, non è solo 'vicino' ai Talebani, ma il basista del rapimento Torsello e Mastrogiacomo. Torsello è stato sequestrato su un autobus il cui biglietto glielo aveva procurato il "mediatore", e Torsello ha l'aspetto del più talebano dei talebani (un camaleonte). Anche nel caso Mastrogiacomo il sequestro avvenne a colpo sicuro dopo una visita da Emergency. Insomma forse non siamo solo di fronte ad un caso di persecuzione nei confronti Emergency. Mastrogiacomo testimonia la liberazione dell'interprete poi ucciso così: "gli tolsero le catene e lo lasciarono andare". Mi faccia, il piacere Mastrogiacomo, a lei la caricano sul jippone di Emergency ed il tapino a piedi nel deserto! Fum mia rid! L'interprete non è mai stato liberato. Una ipotesi sull'uccisione dell'interprete. Sembra che il trasferimento a Kabul dovesse avvenire con un aereo di Emergency, ma che prima era stata organizzata (da Strada) una grande conferenza stampa che dovrebbe avuto avere il carattere "pacifista" che sappiamo (via la nato dal ns. paese, si stava meglio quando si stava peggio). Il governo Afgano si oppose e Mastrogiacomo fu sottratto a Strada con l'intervento di un elicottero ISAF. Può essere che il mullà talebano considerasse questo fatto mediatico parte integrante del riscatto e che lo sgozzamento dell'interprete sia la risposta stizzita.

BRAVO BOSELLI! BELLA SDI! - 16.4.2007
Alla vigilia del congresso straordinario SDI temevo di dover assistere ad una deriva bertinoriana stile Turci colla messa in soffitta della RnP accompagnata da rampogne antipannelliane, l'ammorbidimento degli intenti riformatori per favorire un ricongiungimento futuro col progetto PD, e la ripresa di un inconcludente progetto di unità socialista. Non è andata così e ne sono felice. Abbiamo assistito ad un congresso di uno SDI orgogliosamente a testa alta, che ribadisce il legame forte col socialismo europeo (Blair, Fortuna, Zapatero, Rasmussen) e l'impegno ad una difesa ferma della laicità dello stato, requisito indispensabile per qualsiasi società libera che aspiri allo sviluppo economico, culturale ed alla giustizia sociale. Boselli ha dato ancora una volta un grosso dispiacere a D'Alema (dopo averne trombato la candidatura a presidente della Repubblica ed aperto la strada all'ottimo Napolitano) ribadendo che l'abbandono del progetto RnP (di difficile attuazione rispetto le urgenze di una vita di partito) non significava una marcia indietro, ma il ricupero di ideali e programma all'interno del cantiere della Costituente Socialista che non vedeva comunque l'esclusione dei Radicali. Non solo, ma Mosca, segretario FGS ha ribadito la scelta autonoma dei giovani socialisti di continuare a coltivare la RnP insieme ai Radicali. La RnP sarà pure per lo SDI un progetto accantonato, ma non c'è dubbio che gli abbia fatto un gran bene. Quasi due anni di resistenza e di "sofferenza" sotto fuoco "amico" sottoposto continuamente alla tortura del bastone e della carota, delle pressioni e delle promesse gli hanno fatto acquistare una autorevolezza ed un rispetto che ne fa il punto di riferimento non solo dei socialisti della diaspora, ma anche dei DS incapaci di accettare la scelta di puro potere oligarchico (in barba ad ideali e tradizioni) rappresentata dal clerico-riformismo del PD. Detto fra noi, deve essere stata una bella soddisfazione vedere Mussi ed Angius venire a chiedere "asilo politico" e sentirsi riconoscere di essere al centro dell'unico progetto possibile di riforma in Italia, un progetto di socialismo laico liberale (e radicale aggiungo). Deve essere stata una bella soddisfazione poter rispondere con fermezza a Marini e Prodi "Non ci avete convinto..". Tutto bene quindi? Ovviamente no, ma le lacune passano in secondo ordine rispetto allo scopo che il congresso si era prefisso e quindi bene Boselli, Villetti e Intini.

LE LACRIME DELLA MELANDRI - 18.4.2007
All'Italia, data per certa come sede dei prossimi campionati europei (di calcio naturalmente), è stata preferita l'Ucraina o la Polonia (la federazione europea deciderà). Questa notizia potrebbe essere commentata con un sonoro CHISSENEFREGA, ma la cosa è più complessa, la ministra Melandri, presente a Cardiff all'annuncio, è scoppiata in lacrime. L'Italia campione del mondo perde la faccia ed il business, ci preferiscono gli "sfigati" dell'est. Ma va! Come mai? Che centri la corruzione del nostro calcio e la violenza negli stadi? Ma come, abbiamo gli arbitri migliori al mondo.
Ho appena finito di leggere una mail di Tete (Stefano, n.d.r.) che mi conferma che del WiMax (telefonia a banda larga senza cavo a vasto raggio) non si parlerà in Italia prima del 2011. Strano, la tecnologia è a disposizione, così pure sono disponibili le frequenze dismesse dal ministero della difesa, ma mentre (non DICO a Londra), ma in Estonia e Lituania girano col telefonino SkyPe noi celo sognamo. All’assemblea dei soci Telecom a difendere i piccoli risparmiatori derubati c'era Beppe Grillo. Comico no? L'ambasciata Usa ha appena fatto rimostranze per la "turbativa" di mercato rispetto le intenzioni di AT&T di acquisire il controllo (magari) di Telecom. In Europa siamo sotto inchiesta come violatori dei diritti umani (lunghezza dei processi ecc.) e turbatori del mercato (vedi caso autostrade - Abertis). L'ambasciata cinese ha sporto formale protesta per il trattamento a cui è sottoposta la comunità cinese in Italia (unico caso al mondo). Le ambasciate dei nostri maggiori alleati hanno da poco mandato una preoccupata lettera al nostro governo circa il comportamento ambiguo e levantino che tiene in Afganistan e non solo (grande D'Alema). Anche Karzai, premier afgano, è alquanto incazzato per gli attacchi sconsiderati di tal Gino Strada grande benefattore coi soldi del governo (gli stipendi dei medici sono a carico del ministero della difesa o esteri, non ricordo). La faccio breve, siamo alla frutta, da anni, come grilli parlanti, denunciamo lo sfascio del paese, la necessità di riforme profonde. Probabilmente è troppo tardi.
Altro piccolo segnale, ma tutto si tiene, il Piacenza FC sta perdendo una partita in fila all'altra per scongiurare il pericolo di finire in serie A (cosa fareste al posto di Garilli?).

ORGOGLIONE D’ESSERE ROSAPUGNONE - 30.4.2007
Siamo alle solite, il Lupo veste i panni dell'Agnello per meglio fregarlo. E' cosi che i vaticani-talebani gridano al martirio per un paio di scritte ed una lettera minacciosa al gen. di corpo d'armata, il vescovo Bagnasco. Gli aggressori si proclamano aggrediti; dopo essere entrati a gamba tesa nella politica italiana (in barba a leggi che nessuno fa rispettare - Woodstock dove sei?) e saturato colla loro presenza tutte le reti televisive, sbraitano che gli si vuole chiudere la bocca. Secondo loro non si dovrebbe battere ciglio di fronte alle affermazioni demenziali e sessuofobe di Bagnasco per cui Omosessualità è equivalente a Pedofilia ed Incesto. Eppure i preti di pedofilia se ne intendono (o forse solo negli USA?). Ma non è finita, è di ieri la dichiarazione del noto vescovo di Como che afferma :"Siamo sottoposti ad un attacco peggiore di quando nel 1945 i comunisti emiliani fucilavano i preti". Ma si può dire impunemente stronzate del genere? Certo che la bocca che le afferma è sempre quella che sostiene che l'interruzione della gravidanza è paragonabile allo sterminio degli ebrei, ma che non si possa neanche protestare senza essere additati come censori e terroristi è davvero incredibile e da il segno del degrado civile del nostro paese. La Bonino non parla neanche più di "orgoglio laico", ma di "coraggio laico". Siamo a questo punto? Bene ancora una volta Boselli che alla presentazione della manifestazione della manifestazione dell'Orgoglio Laico il 12 prossimo (33^ della vittoria al referendum sul Divorzio) ha constatato "Noi siamo la Riforma, loro la Controriforma". Noi i Martin Luther King non ce li abbiamo avuti (c'era sempre un rogo pronto); abbiamo avuto Garibaldi, ma ci ha pensato Mussolini a ripristinare il potere Vaticano, ed i comunisti (fucilatori di preti nel 45) sono accorsi, nel 48, in aiuto ai clericali facendo recepire nella Costituzione Repubblicana il Concordato Fascista (fondamento del compromesso, storico o bonsai che sia) .

Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 aprile 2007 @ 09:17:01

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - MARZO 2007

BERTINORO: OLTRE LA ROSA, SOLO CESPUGLI - 5.3.2007
Nel week end era indetto a Bertinoro (Fo) un convegno promosso dalla "Associazione per la Rosa nel Pugno" che aveva come tema "Oltre la Rosa nel Pugno". Già questo qualifica l'happening, o si è "Per" oppure "Oltre". Perchè oltre la RnP? Nessuno al Convegno lo ha detto, ma era implicito, esorcizzare, espellere la presenza radicale. Ed infatti il nostro "Laico, Socialista, Liberale, Radicale" era stato sostituito da un generico "Liberal-socialismo" ed al posto dello slogan "Blair, Fortuna, Zapatero" una scimmiottatura, "Blair, Zapatero, Ségolène" (manco Fortuna salvano), in compenso c'è stata la commemorazione del radicale-socialista Ernesto Rossi, tanto quello chi se lo ricorda e qualche padre nobile bisogna pur trovarlo. Peccato che al letto di morte di Ernesto Rossi ci fosse Marco Pannella e non De Martino o Craxi o Formica. Programma politico, zero (a parte banalità del tipo "che brùta roba il PD"); in compenso abbiamo assistito alla solita sfilata di socialisti della diaspora che ripetevano le stesse cose di sempre a base di "valori" ed "identità" ed "unità socialista". Al tempo, mi correggo, c'era una novità, il compagno Formica risuscitato per l'occasione. Devo dire che in un primo tempo ero molto incazzato con lo SDI perchè pensavo al convegno come una manovra concordata con l'onorevole (si fa per dire) Turci, ma poi è stato chiaro che per Boselli era più una gatta da pelare che altro, ed infatti tra i promotori c'era la fgsi (tipo "vieni avanti cretino"). Alla fine della fiera, l'unica cosa che è uscita è l'annuncio di una probabile scissione (un'altra) del Nuovo PSI, tutto questo in nome dell'Unità Socialista (De Michelis si è sbilanciato a sinistra ed è stato subito cazziato con un "faremo i conti al congresso"). Certo, la RnP è un progetto che lo SDI ha abbandonato, ma non per andare ad incespugliarsi così al buio coi Bobo e gli Zavettieri. Anzi, mi sembra che il rapporto Boselli-Pannella sia particolarmente buono. Quando c'è da fare la voce grossa con Prodi, Boselli manda avanti Pannella fingendosi ricattato, Pannella poi dichiara che in perfetto accordo con Boselli ecc. ecc. e Gianni e Pinotto tirano avanti. Tornando a "Oltre la Rosa", il convegno era il tentativo da parte di Turci di celebrare il funerale della Rosa nel Pugno e, come dicono a Roma "gli ha detto male". A questo punto mi sento in diritto di manifestare la mia opinione su Turci. Giudico Turci una squallida figura. Trombato dal suo partito che gli ha negato un posto in lista, ricuperato dai radicali per costruire la RnP, eletto in quota radicale col suo degno compare Buglio (distintosi alla Camera solo come organizzatore di tornei di calcetto tipo scapoli-sposati), lui, che avrebbe essere il motore dell'allargamento della RnP verso Ds e dintorni, appena messo il culo sulla poltrona della Camera (come vice-capogruppo RnP) ha fatto di tutto per affossare (da comunista infiltrato) un progetto vero di liberal-socialismo in Italia. E anche voi compagni socialisti, la Rosa nel Pugno vi fa solo paura perchè ha nel suo programma una sorta di rivoluzione che è il socialismo europeo in Italia. Voi questa rivoluzione non la volete, vi sta bene questo regime partitocratico e parassita che porterà l'Italia al disastro in tempi ormai brevi.

LA GIUNTA PER LE ELEZIONI DEL SENATO DECIDE DI NON DECIDERE - 7.3.2007
Come sapete in senato ci sono 8 senatori "usurpatori" al posto di altri legalmente eletti, 4 dei quali della RnP. La giunta per le elezioni, l'organo del senato che dovrebbe rispondere al ricorso presentato dalla RnP, dapprima s'inventa la riconta delle schede bianche e nulle, messa poi di fronte al fatto che l'istruttoria riguardante il Piemonte è conclusa e che il Piemonte non è sottoposto alla "riconta", decide illegalmente di attendere la conclusione dei controlli nelle regioni sotto indagine prima di pronunciarsi sul Piemonte. Guarda caso in Piemonte l'eletto è Intini che aveva già preannunciato di cedere il posto al secondo eletto che è Pannella. Questo regime conferma sempre più il carattere di oligarchia senza legge e pudore.
Di seguito le dichiarazioni del sen. Manzione, relatore alla giunta per il ricorso in Piemonte. L'onesto Manzione ha subito pressioni e minacce anche dal suo partito (Margherita) perchè cambiasse i risultati della istruttoria. Infatti tra gli usurpatori ci sono 2 margheriti, compreso il potente sen. Zanda Loi, braccio destro di Kossiga ai tempi delle leggi speciali.

CULATONI C’E’ SPERANZA! CL APPRONTA UN CORSO PER GUARIRVI - 13.3.2007
E’ da non credere, ma CL milanese ha messo a punto un corso per salvare gli omosessuali dal loro triste destino. La "salvazione" è affidata al sociologo Paolo Sorbi, presidente del movimento ambrosiano Scienza e Vita e voce battagliera di Radio Maria durante la campagna referendaria contro la legge 40 e stratega della tattica dell'astensione. Per le cronache, ho conosciuto Paolo Sorbi negli anni "formidabili", era un militante di Lotta Continua (cattolico, ma "conciliare" e libertario) ed era soprannominato "Cip & Ciop".
E' vero che solo gli imbecilli non cambiano mai idea, ma qui abbiamo passato il segno.

LO SQUALLORE DI DANIELE SGRENA - 21.3.2007
Sarà perchè anch'io mi chiamo Giuliano, ma mi capita non di rado di pensarla come Ferrara, e questo è il caso del rapimento, con il seguito che conosciamo, del giornalista di Repubblica Daniele Mastrogiacomo. Do per scontato la conoscenza approfondita dei fatti, ed è per questo che vedere le foto del giornalista liberato, bardato da talebano compiaciuto, sorridente con il "medico" Gino Strada, già mi aveva fatto girare le balle. Vederlo poi scendere dall'aereo che lo riportava da kabul, festoso e vittorioso, come un giocatore di calcio che ha vinto il campionato mondiale mi ha dato il voltastomaco. Alle dichiarazioni poi che : "in fondo il trattamento riservatogli dai talebani non era differente da quello riservato ai talebani reclusi a Guantanamo" i sintomi si sono accentuati. Infatti è noto che i marines a Guantanamo, un giorno si ed uno no, sgozzano come un maiale un talebano davanti ai compagni di prigionia.....
Morale, chiedo il ripristino della politica della fermezza (non si tratta coi terroristi), riservata solo ad Aldo Moro. Ma perchè si è condannato a morte Aldo Moro (condanna del "tribunale del popolo", del Pci della Dc e della P2) e si è salvata una oca giuliva patente come Giuliana Sgrena (che si aggirava tranquillamente per Bagdad sentendosi al sicuro in quanto "antiamericana")? Perchè si è condannato a morte Aldo Moro e si salva un pirla che fa i saltini di gioia davanti le telecamere, dopo che gli hanno decapitato un compagno di viaggio e l'altro e desaparecido? Quello che posso augurarmi è che se "Oggi" ha pagato 100.000 euro per le foto di Sircana (per toglierle dal mercato), "Repubblica" devolva 100.000 euro alla vedova dell'autista di Mastrogiacomo.

YA BASTA! - 29.3.2007
Ho letto la nota della Bonino sul nuovo intervento CEI anti DICO. Quello che io DICO è che questa banda di babbuini (i vescovi) ha davvero passato il segno, coll'appoggio di questa classe politica di ricattati e venduti. Ya basta!
Oggi mi sono visto intorno alle 13 i tg Rai - a parte il fatto che i servizi sono gli stessi e non si capisce (anzi si capisce) perchè alla RAI hanno più giornalisti che tutti i quotidiani messi assieme - orbene, siccome il papa non aveva fatto omelie oggi, il TG1 ha fatto un servizio del cazzo su una suora francese che pregando Paolo VI era guarita dal Parkinson (santo subito), il TG2 per non essere dammeno ha fatto un servizio affermando che si erano scoperte "carte" che dimostravano che l'antisemita Pio XII in realtà si era battuto contro il nazismo (ma quando, ma dove? ), e anche per Pio XII è in corso la santificazione. Subito dopo c'era una rubrica pomeridiana, il tema era valletopoli ("ma che schifo, ma dove andremo a finire, ah i valori.. ed il messaggio ai giovani.. ! e via così") e come sempre -presente come il prezzemolo in ogni trasmissione- il prof. Meluzzi (comunardo-liberato) che , con occhi fiammeggianti, indicava alle giovani l'esempio di Maria Goretti. E' tutto così sulla TV di stato, i preti ed i baciapile imperversano, entrano da ogni fessura come il blob del noto film del terrore, colla loro morale sessuofobica ed ipocrita da simoniaci, io mi rallegro quando c'è don Mazzi un prete "da corsa", ma non cela faccio più. Dobbiamo ribellarci, altrimenti ci meritiamo tutto questo, che è offensivo per la nostra dignità di cittadini.
P.S. A proposito di offese, anche i DICO sono una offesa alla nostra dignità di cittadini.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 05 marzo 2007 @ 20:08:52

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - FEBBRAIO 2007

CREMONA, BRUXELLES, VICENZA E BISANZIO - 2.2.2007
Quella di ieri è stata una giornata "storica".
A Cremona il consiglio dell'Ordine dei Medici si pronuncia, unanime per l'"assoluzione" del dottor Riccio riconoscendogli di avere agito nel pieno rispetto della legge e del codice deontologico. La procura di Roma recepisce la sentenza e già si sa che l'autopsia sul corpo di Welby ha confermato che Riccio si è limitato a sedare la breve agonia di Welby. Questo risultato è stato possibile anche grazie all'impegno dei radicali cremonesi (Sergio ed Ermanno in testa) che hanno saputo organizzare la solidarietà della cittadinanza attorno al dr. Riccio e,di conseguenza, mettere in condizione il consiglio dell'Ordine di deliberare in scienza e coscienza e col conforto del sostegno dei cremonesi. Le buone ragioni di Welby-Riccio erano evidenti, ma siamo in Italia e questa pronuncia non era affatto scontata. Inutile dire che si apre un nuovo capitolo riguardo il diritto del malato e non solo.
A Bruxelles un voto quasi unanime del parlamento europeo per portare subito l'assemblea dell'Onu la risoluzione per la moratoria mondiale della pena di morte. Nonostante il ripensamento britannico dal parlamento europeo viene una sollecitazione confortante per l'iniziativa del governo italiano. Una grande vittoria personale di Marco Pannella.
Al Senato abbiamo assistito ad una farsa di ipocrita bizantinismo da paese dei cachi, quali siamo. Per compiacere i comunisti la maggioranza vota una idiota mozione "equilibistra" che si limita a prendere atto (ma non accoglie) della decisione governativa per l'allargamento della caserma americana di Vicenza. L'opposizione propone una mozione di approvazione al governo e col sostegno di una parte della maggioranza (quella che si è rotta le balle) vince. Morale, la maggioranza si strappa i capelli perchè il Senato ha dato il sostegno al proprio governo e l'opposizione esulta per il successo del governo. A proposito di Senato, Capezzone è al 9° giorno di sciopero della fame per sollecitare il pres. Marini ad un intervento sulla consulta che deve pronunciarsi sul caso degli 8 senatori eletti, ma esclusi (4 della Rosa). Come tutti sapete per evitare la sentenza si è messa in piedi la farsa della riconta dei voti (che dovrebbe avere la precedenza su tutto).

INCREDIBILE: PIPPO BAUDO ATTACCA IL PAPA - 4.2.2007
Non si finisce mai di stupirsi. Oggi, come ogni domenica, mi guardavo "Quelli che il calcio" che oggi era in versione ridotta e tutta dedicata all'uccisione del poliziotto a Catania. I discorsi erano quelli soliti: "E' ora di finiamola, l'avevo detto, le leggi non vengono rispettate, chiudiamo gli stadi ecc.". Ad un certo punto interviene telefonicamente un Pippo Baudo turbatissimo (è anche catanese) che fa una serie di allarmate considerazioni del tutto condivisibili, ma poi se ne esce con "e il Papa oggi, non una parola su questo fatto, ma non s'accorge della gravità della cosa, di come sia un sintomo di degrado della società intera? Sempre lì a parlare di Pacs, e Pacs qua ed i Pacs là, e basta". Grande Pippo, ci hai davvero sorpreso, tu prototipo di democristiano nato e cresciuto in Rai all'ombra del regime hai avuto un momento di illuminazione.
Mi toccherà guardare il festival di S. Remo.

LA BOCCASSINI SVENTA UN ATTENTATO CONTRO BERLUSCONI - 14.2.2007
La Boccassini ha dichiarato:"erano compagni che sbagliano e li ho fatti arrestare, infatti Berlusconi l'ho visto prima io e non mi possono togliere la soddisfazione di mandarlo in galera". Scherzi a parte, questo è davvero un paese straordinario, dopo 30 anni ci troviamo ancora allo stesso punto, colla partitocrazia parassita, il compromesso storico cattocomunista, la brigate rosse ed i comitati antifascisti, la crisi economica, il meridione mafioso, ed il partito radicale che deve chiudere i battenti per mancanza di fondi.

CADE IL GOVERNO PRODI. ERA INEVITABILE - 22.2.2007
E' successo, prima o poi doveva accadere con una maggioranza irrisoria, basata sui voti dei senatori a vita, ma sotto lo schiaffo dei comunisti duri e puri. Certo se il senato avesse fatto il suo dovere a quest'ora al posto degli 8 "usurpatori" siederebbero anche 4 nostri compagni (giapponesi dell'utopia prodiana) ed il governo avrebbe avuto vita meno grama, ma tant'è e trovo assurdo recriminare sulla fellonia dei duri e puri. Ed ora, come disse la marchesa, l'affare s'ingrossa! Unica certezza è che non si andrà alle elezioni anticipate (i parlamentari non hanno ancora maturato la pensione), per il resto varie sono le ipotesi. Una riproposizione del governo così com'è è improponibile, così anche un governo "di grosse coalition". Restano due possibilità, quella auspicata ufficialmente dai DS ossia di un rafforzamento al Senato assorbendo l'area Follini e gli autonomisti di Lombardo (Prodi bis) od un governo "istituzionale" che gestisca le incombenze e prepari nuove elezioni dopo che il parlamento avrà scritto una legge elettorale meno "porcella". In qualsiasi caso andiamo incontro a tempi grami per il paese che ha urgenza di riforme (stiamo perdendo ancora il treno)ed anche per la Rosa nel Pugno che per ora è in stand by. Una situazione del genere accelererà le grandi manovre, già in atto, per lo sganciamento e l'isolamento dei Radicali in nome dell'Unità Socialista. A questo proposito riporto una mail di Pannella allo SDI per una pronta convocazione della segreteria allargata della RnP. Dalla risposta a questo appello potremo capire molto del futuro della RnP. Incrociamo le dita

LA SAGA DI CAPEZZONE, I SEPARATI IN CASA E LA CRISI DI GOVERNO - 27.2.2007
Sarò veloce e schematico, ma qualcosa sugli ultimi avvenimenti va pur detto. Il compagno Capezzone si è montato la cabesa e va all'attacco del regime partitocratico, solitario markettaro (e volenteroso). Denuncia i fallimenti del governo e preannuncia l'astensione alla camera solo per rispetto alla Bonino che del governo fa parte. La Bonino risponde con un VAFFANCULO che più sentito non può essere. "Ma come" dice Emma "tutto queste belle novità devo venirle a sapere dai giornali o da Domenica In, bel rispetto che mi porti?". Il vaffanculo ci sta tutto perchè quello di Capezzone è stato un vero e proprio atto di rottura unilaterale col partito, sgradevole nei modi e nei tempi (per non parlare del merito). Pannella domenica sera ha fatto un conversazione con Bordin più incasinata del solito (anche Bordin è andato in crisi), ma alla fine penso di aver capito e di condividere le sue conclusioni. Dapprima ha cercato di convincerci che tra lui e Daniele non c'è mai stato niente di personale, ma tutto sempre è stato sul piano dello scontro politico. Si è incazzato moltissimo perchè qualcuno nutre ancora dubbi ed ha ingiunto al popolo radicale di visionare con attenzione tutte le registrazioni di direzioni e comitati di RI. Puntualmente oggi mi è arrivata una mail della segretaria di Pannella (Rita Bernardini) che mi ricorda i links alle registrazioni. Non contento Pannella si è scagliato contro i Radicali che non capiscono la gravità del momento e che, se non ci sono 200.000 iscritti, è colpa loro. Morale lui porterà i libri della sua azienda (leggi partito) in tribunale e decreterà la chiusura di tutto, Radio Radicale compresa (e farà cambiare le serrature). Dopo queste sfuriate finalmente ci ha raccontato come sono andate le cose al vertice dell'Unione convocato da Prodi. Il vertice era riservato ai segretari di partito, ed infatti per la RnP c'erano lui e Boselli. Prodi ha esordito presentando i 12 punti e richiedendo la firma in calce a tutti i segretari. Pannella (d'accordo con Boselli) gli ha risposto VAFFANCULO, Prodi ha fatto finta di sciogliere la riunione, poi è rientrato e l'accordo raggiunto è stato che il vertice dell'Unione approvava i 12 punti (di aria fritta). Non si tratta di una questione di lana caprina in quanto la mattina dopo i segretari dovevano presentarsi dal presidente della repubblica ed il presentarsi con un documento "blindato" sarebbe stata quanto meno una grave scorrettezza istituzionale. La posizione della RnP verso Prodi è stata la richiesta non della ripresentazione di questo governo alle camere, ma della formazione di un nuovo governo con un programma riformatore e liberale in grado aggregare nuove forze politiche e garantire una vera stabilità. Verrebbe da commentare che Pannella si augura un governo di Volenterosi (o la rinascita del pentapartito come ha commentato Bordin). Ma se le cose stanno così qual'è la differenza tra il volenteroso Capezzone ed il neo-volenteroso Pannella? La differenza sta tutta in una parola che riecheggia in continuazione "il soggetto" nelle conversazioni di Pannella. Si tratta del ruolo del partito nel perseguimento di una politica. Pannella (a mio parere giustamente) sostiene che un programma, una politica per l'alternativa deve essere incarnata dal partito. Senza il partito i Capezzoni diventano dei velleitari che vanno a sbattere la capesa. Solo un partito Radicale come il nostro può essere ad un tempo motore e facitore di iniziative politiche, punto di riferimento ed aggregazione all'interno del progetto della RnP per l'affermazione nel paese di una alternativa "laica, socialista, liberale e radicale" ad un regime che ormai annaspa. Se volete potete leggerlo come neo-leninismo, ma la storia ci ha insegnato l'importanza di una avanguardia (termine obsoleto lo so) preparata e combattiva nei momenti di grande crisi, se vi da fastidio l'analogia bolscevica metteteci pure Garibaldi e i suoi 1000. Dopo questa semi-cazzata mi taccio.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 14 febbraio 2007 @ 16:58:42

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - GENNAIO 2007

ALCUNE AMARE CONSIDERAZIONI - 4.1.2007
La Rosa nel Pugno
Il PD (partito democristiano) sta facendo acqua da tutte le parti. L'abbandono dei DS da parte di Nicola Rossi (fiore all'occhiello ds in campo economico ed ex consigliere di D'Alema durante il suo governo) la dice più lunga di qualsiasi altra considerazione e ci conferma sulla bontà del nostro partito-progetto de "la Rosa nel Pugno", il compagno Rossi sembra fatto apposta per dirigere l'ufficio studi economico della RnP ed invece gli tocca fare l'Isola dei Volenterosi perché la Rosa rimane lì sulla carta invece di incarnarsi nelle battaglie che ne fanno la sua ragione sociale.
Caso Welby.
Il sondaggio on line del Corriere della Sera ha eletto Piero Welby personaggio dell'anno (davanti a Benedetto XVI), ma anche in questa battaglia la componente SDI della Rosa è stata assente sino alla diserzione del funerale di Welby (copresidente della "Luca Coscioni" associazione cofondatrice della Rosa). Erano presenti decine di politici di spicco, presidenti di commissioni parlamentari ecc., ma un Boselli od un Villetti qualsiasi non s'è visto. Eppure la battaglia era pienamente della RnP come risulta dal 6 punto di Fiuggi: 6 - Eutanasia e testamento biologico: legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino.
Moratoria universale della pena morte
Anche in questo caso non solo lo SDI ha brillato per assenza e mancanza di solidarietà, ma addirittura nella persona di Intini (portavoce del machiavellismo tanto miope quanto fuori tempo di D'Alema) si è messo di traverso. Eppure il punto 19 di Fiuggi recita: 19 - Moratoria universale pena morte: rilancio della campagna per la moratoria, a partire dalla “coalizione africana”.
Queste amare considerazioni mi portano a concludere che anche la direzione RnP del prossimo 9 gennaio non sortirà un emerito cazzo che non sia che un pò di accanimento terapeutico che anch'io ritengo necessario per guadagnare tempo, ma,a questo punto, non credo più che uno SDI dei Boselli,Villetti ed Intini farà mai parte della futura Rosa nel Pugno. Detto questo resta il fatto che lo SDI è l'unico partito che sente la difesa della laicità dello stato come un impegno programmatico e questo continuerà ad unirci, ma la RnP è una altra cosa che abbiamo richiamato con lo slogan "Blair Fortuna Zapatero" e di eredi di Fortuna nello SDI non ne vedo.

LA FORCA E LA CROCE - 6.1.2007
Oggi a RR ho ascoltato la registrazione di una trasmissione-dibattito di TeleLombardia sul tema "esecuzione di Saddam", uno degli invitati era il nostro compagno D'Elia, capo dei Kaini e neo iscritto allo SDI. C'era di tutto, da Borghezio a Prosperino con annesso Imam democratico e quella figura, ormai penosa, di Massimo Fini. Si disquisiva sulla pena di morte; su quella comminata a Saddam; sul fatto se fosse stato il caso di mostrare il filmato dell'esecuzione. Il dibattito potete immaginarvelo, ma quello che mi ha più incuriosito sono state le motivazioni di quelli che sostenevano il non dover trasmettere le immagini dell'esecuzione. Uno sopratutto, proclamandosi cristiano e cattolico si scagliava contro il giornalismo voyerista che imponeva la visione di esecuzioni e strumenti di tortura come la forca, e bla bla ecc.. Io mi chiedevo, ma questo cretino di cristiano è mai entrato in una chiesa? Se poi è cattolico è mai entrato in una chiesa cattolica? Non si è accorto che il simbolo del cristianesimo è uno strumento di tortura, e che il Cristo è inchiodato su una croce, e che il cattolicesimo inneggia al martirio dei santi (rappresentati in tutti i modi nelle chiese), e che in ogni chiesa cattolica vi è il percorso della Via Crucis dove in ogni stazione viene commemorato un episodio della "passione" (leggi tortura) del Cristo? E tu, che ti proclami cattolico, che sei cresciuto e vissuto nella esaltazione di una esecuzione per crocifissione (che salva il mondo naturalmente!) ti scandalizzi per una impiccagione (che non si vede) all'inglese (collo spezzato, morte istantanea) in televisione perché traumatizza i bambini? Ma fammi il piacere ipocrita fariseo, fammi il piacere di zittirti!
A proposito di croce, io pensavo che fosse un sistema di tortura / morte tipico dei romani e da tempo abbandonato, invece non è così. Grazie a "Nessuno tocchi Caino" ho scoperto che è un sistema di esecuzione legale in vigore in Sudan ("Ma poco usato" si è difeso l'intervistato ministro della ingiustizia sudanese!).

SCOOP: IL TELEFONINO PIRATA DI PANNELLA E’ STATO FORNITO DALLO SDI - 14.1.2007
Ebbene si, amici, anche lo SDI è complice della "gogliardata" casertana con cui Pannella ha mostrato quanto il re fosse nudo. Pannella, sinché non è stato beccato da Di Pietro, ha trasmesso il "Conclave" (segreto per definizione) servendosi di un potente telefonino da hacker con microfono. Ma quale provenienza aveva il telefonino, il KGB, l'FSB, il Mossad, Sgaramella ? No, amici, trattasi del modello in uso nella dirigenza SDI e regalato il 1° Maggio da Boselli a Pannella. "Ma come" sembra abbia detto Boselli a Pannella "usi ancora quella ciofeca di GSM dual band? Ma accattati il telefonino d'ordinanza SDI, scelto personalmente, dopo una ricerca di mercato, da Angelo Piazza, riceve e trasmette dappertutto, anche da una camera blindata". Il compagno Boselli, una volta tanto, ci aveva ragione!

IL PUNTO SU: DIREZIONE RNP, DEBACLE CASERTANA, CAPEZZONE - 14.1.2007
Direzione RnP
Si è tenuta (inaspettatamente) la direzione del 9 gennaio. Una buon direzione direi, anche perchè nessuno fa più finta di non sapere come stanno davvero le cose ed i toni sono pacati. Sintetizzo. Lo SDI, conscio del fallimento del PD, non vuole più liquidare la RnP, ma mantenerla come lista elettorale possibile. All'uopo la pensata è sostituire gli organi dirigenti attuali con un fantomatico CIP (Comitato d'Iniziativa Politica); una vaccata che serve però a sottolineare l'abbandono della RnP come progetto. Il Pannella argutamente ha risposto "Cip? E io vedo!". Morale, i radicali terranno in piedi il progetto della RnP come unica "salvezza" per la sinistra italiana, i socialisti SDI faranno i loro giochi di sponda aspettando Godot, ma con un impegno di entrambe a mantenere in piedi il gruppo parlamentare e la possibilità di una presentazione della Rosa alle amministrative a Genova e Palermo.
La debacle casertana. 100 miliardi al Sud
I "buoni a niente" si sono dimostrati ancora una volta tali; hanno messo in piedi un fatto mediatico alla Berlusconi, chiamandolo pomposamente "Conclave", ma il solo cardinale presente si è rivelato essere Pannella. "Dovremmo parlare al paese" aveva iniziato il discorso Prodi, colla sua aria da prete falso, e il poverino non sapeva che era in diretta su Radio Radicale in nome del motto enaudiano "Conoscere per deliberare". Macchè riforme, macchè "lenzuolata di liberalizzazioni" promessa da Bersani, "i buoni a niente" si sono limitati per due giorni a scambiarsi le figurine ("Ti do un Fachetti se mi dai Tardelli. No Facchetti cielo doppio...") e partorire, alla fine, il "topolino" degli aiuti al Sud facendo proprio l'assistenzialismo di Pomicino e Bassolino. Pannella è uscito ghignando ("Non sono deluso perchè non m'ero illuso"), Boselli bestemmiando.
Il caso Capezzone
Alla fine, grazie anche al direttore di Radio Radicale, il caso Capezzone si è manifestato nella sua realtà di scontro politico che vede contrapposte due differenti analisi della situazione italiana. L'una "giapponese filogovernativa" di Pannella ("La durata è la forma delle cose ecc."), l'altra (Capezzone) più terzaforzista e fortemente critica nei confronti del governo che ha nel "tavolo dei volenterosi" la sua espressione". Sinceramente non vedo come queste due analisi non possano trovare un punto d'ncontro, ma per ora non è cosi.

CASO CAPEZZONE: QUANDO IL MOBBING NON BASTA - 16.1.2007
Chi ha seguito l'intervista domenicale di Bordin a Pannella saprà di cosa parlo, ma visto che questo è anche un ambito di dibattito nell'area radicale transpadana mi sento di dover esprimere tutta la mia delusione ed indignazione nei confronti del comportamento di Pannella. Cosa è successo? Come è noto il contrasto Pannella-Capezzone non è stato risolto. Trattasi di contrasto politico e personale. Pannella, ben spalleggiato a Torre Argentina, ha attivato il mobbing per costringere Capezzone ad andarsene (non ama il dissenso). Capezzone si è barricato nell'isola dei volenterosi ed è andato avanti per la propria strada terzaforzista. Radio Radicale non aveva partecipato all'epurazione conservando a Capezzone lo spazio a lui riservato da 5 anni la domenica mattina, "Stampa e regime" e commento alla situazione politica nel dialogo con un redattore. La presenza domenicale del brillante Capezzone era gradita agli ascoltatori e alla direzione della Radio. Bene (anzi male), Pannella, papale papale, ha chiesto in diretta ad un allibito direttore Bordin l'allontanamento di Capezzone ("non è più segretario ci sono anche gli altri" e banalità a seguire). Bordin imbarazzato per l'imposizione ha abbozzato un "Se me lo chiede il partito?". "No", insiste Pannella "Sei tu che devi farlo (nella tua autonomia), non il partito o io che sono il padrone e l'editore della radio". Insomma "l'insostituibile" Bordin si è beccato l'ultimatum della proprietà. Morale questo genio (Pannella) della politica e campione della non violenza gandiana, e chi più ne ha più ne metta, appena reduce da una sfilza di vittorie che ci ha fatto gridare "Santo subito!" va a scivolare sulla classica buccia di banana della gelosia, dell'insofferenza alla "lesa maestà" e mi fermo per carità di patria nell'elenco dei sentimenti più meschini che caratterizzano l'umanità. Adesso oltre al caso Capezzone avremo anche il caso del direttore Bordin (che comincerà a pensare di prendere in considerazione le proposte che certamente gli verranno) ed avremo anche il caso di tanti compagni "laici" poco amanti di padri padroni guru, gandiani o no, che saranno assaliti da dubbi sul da farsi.

LA BASE DI VICENZA 23.1.2007
Circa il problema che poni (la base di Vicenza, n.d.r.), è un problema antico ben rappresentato dal refrain di una canzone 68ina: "Buttiamo a mare le basi americane, cessiamo di fare da spalla agli assassini". Niente di nuovo sotto il sole, l'antiamericanismo è stato,da 60anni, il sentimento politicamente più diffuso in Italia sia a destra che a sinistra, un sentimento che sottintende un complesso d'inferiorità da un lato ed un fastidio verso la democrazia dall'altro (non dimentichiamoci che la democrazia ce l'hanno imposta loro (gli Alleati) a calci in culo e questo non è stato ancora digerito). Non ho tempo per argomentare, ma come amante della libertà non posso certo dichiararmi antiUSA. Altro discorso è la base di Vicenza e la guerra in Irak. Circa la base di Vicenza anch'io penso che la cittadinanza andasse consultata. La base di Vicenza nasce nel dopoguerra, durante la "guerra fredda" come base ad est di contrasto alla "cortina di ferro". Da un punto di vista strategico militare non è più importante e potrebbe essere spostata a nord o a est. La scelta USA di allargare la base nasce dalla necessità di riunire in un unico sito una divisione di fanteria oggi situata solo in parte a Vicenza. Questo comporta un aumento di disagi (traffico sopratutto) per parte degli abitanti, ma anche un vantaggio per l'economia locale (che da 60 vive anche della presenza della base che apporta centinaia di milioni di euro). Gli USA hanno posto il dilemma, o chiusura della base o raddoppio della struttura. Era giusto che i vicentini potessero fare i loro conti e decidere. Circa la guerra in Irak è noto che come radicali non solo siamo stati contrari, ma con l'iniziativa personale di Pannella che propose il progetto "Irak libero" (che prevedeva l'esilio per il dittatore e la sua corte e governo dell'Onu per 2-3 anni) siamo stati gli unici nel panorama politico a proporre una soluzione. La proposta "Irak libero" ebbe il sostegno della quasi totalità del parlamento italiano (comunisti esclusi) della lega araba, della presidenza greca della commissione europea e del foreign office (Blair). Non andò in porto per il boicotaggio del governo Berlusconi, con l'appoggio dei Ds, e per la volontà di Bush (che si sentiva una facile vittoria in tasca). Come sono andate le cose è noto e Bush si è sempre più dimostrato come il peggior presidente che gli USA abbiano avuto a memoria d'uomo (ma anche di donna). Colla sua politica dissennata Bush è stato il miglior alleato di quel disegno politico mediorientale che va sotto il nome di "fondamentalismo terroristico islamico" o "nazislamismo" in questo aiutato dalla inettitudine europea. La situazione attuale è gravissima, il medioriente è una polveriera pronta ad esplodere e la direzione della guerra sarebbe nelle mani del clero iraniano e del nazismo siriano. Questo significherebbe una III guerra mondiale. Il Partito Radicale Trasnazionale ha offerto soluzioni basate su: 1) approntamento di "armi di attrazione di massa" (sostegno dei democratici di quei paesi e creazione di reti mediatiche che tolgano dall'ignoranza i popoli mediorientali); 2 )rottura dell'isolamento d'Israele (unica democrazia dell'area) attraverso un processo di adesione alla Unione Europea di Israele, ma anche (in tempi differenti) di Marocco, Tunisia, Giordania e Palestina; 3) creazione di una organizzazione mondiale delle democrazie così detta "Community of democracies". Per inciso questa strategia in politica estera non è più solo radicale essendo stata recepita nel documento fondativo della Rosa nel Pugno (vedi i punti dal 14 al 20 di Fiuggi).

IL COMITATO NAZIONALE DI R.I. - 23.1.2007
Ho potuto ascoltare solo in parte il comitato nazionale di RI, e ne ho avuto un'ottima impressione. La sorpresa è venuta soprattutto dalla "periferia" intesa come i compagni militanti sparsi per l'Italia che hanno fatto interventi niente affatto scontati e ricchi di spunti e suggerimenti. Se andate sul sito dei Radicali.it a fianco della breve mozione finale potete trovare i links della mozione per il rilancio della RnP e le interessanti relazioni presentate al consiglio. Per altro, buona parte del dibattito aveva al centro la sopravvivenza del Partito Radicale Transnazionale che rischia la chiusura per mancanza di risorse e se questo si avverasse sarebbe davvero una disgrazia per l'umanità dato il ruolo che questo piccolo partito ha giocato all'Onu per oltre 15 anni. Una delle sorprese è stata quella di riscontrare (attraverso resoconti vari) come, seppur a macchia di leopardo, la RnP è ancora una realtà viva nonostante tutti i tentativi di farla fuori nella culla. Che il progetto RnP fosse buono ed adeguato alla realtà italiana lo sapevamo, ma gli sviluppi degli ultimi mesi lo confermano alla grande. Il grande successo della battaglia Welby che ha evidenziato ancora una volta la priorità in Italia del problema della laicità dello stato, la battaglia di Pannella per la pronuncia dell'onu sulla moratoria della pena di morte (alla fine D'Alema si è convinto e sembra che la cosa vada avanti), l'"implosione dei DS" coll'abbandono di Nicola Rossi, Caldarola, il segretario dell'arcigay e la Bresso che diserterà il congresso. Tutto questo messo assieme è la prova provata della necessità di un soggetto politico "laico, socialista, liberale, radicale". Il partito "reale" nascerà nel tempo attraverso le battaglie comuni e le "contaminazioni", e non potrà essere simile né allo SDI (forma partito 900centesca inadeguata al nuovo millennio), né a Radicali Italiani tutto costruito attorno e per il genio del nostro leader Pannella (che ogni tanto sbarella come si è visto ultimamente).

IL GIORNO DELLA MEMORIA E L’IPOCRISIA DEGLI ITALIANI - 29.1.2007
Il Giorno della Memoria ( dello Sterminio degli Ebrei e non solo) mi offre l'occasione per ribadire che l'Italia non ha mai fatto i conti col suo passato fascista (di cui ha conservato quasi tutto) ed il periodo, sicuramente eroico, della Resistenza è servito come comodo strumento per la rimozione (lavacro) del "peccato originale". Nel 1938 il Duce fece proclamare le leggi antirazziali che prevedevano l'allontanamento degli ebrei da incarichi statali, espulsione degli studenti ebrei dalle scuole del regno e compagnia cantando. Il popolo italiano non scese in piazza a festeggiare le leggi razziali, ma accettò tranquilLamente la situazione isolando i giudei, col plauso della chiesa cattolica (vera artefice delle persecuzioni anti-ebraiche). Unico significativo atto di "dissidenza" fu quello di Italo Balbo, gerarca di Ferrara (abbattuto poi su Tripoli da fuoco "amico" durante la guerra) che polemicamente passeggiava nel centro della città con i suoi camerati fascisti ebrei. Gli italiani girarono la testa dall'altra parte, anzi peggio, ho ascoltato testimonianze di studenti ebrei espulsi dalla scuola pubblica che raccontavano come dal giorno dopo i compagni di scuola neanche li salutassero per strada. Insomma, gli Italiani non si dettero alle aggressione dei giudei (tra l'altro gli ebrei erano già pochi allora), ma accolsero con favore la persecuzione degli ebrei colla benedizione vaticana. La proclamazione delle leggi razziali fu accompagnata dal solito "manifesto degli intellettuali" che giustificavano il provvedimento e, se andiamo a scorrere le firme, possiamo avere delle amare sorprese. L'elenco non comprende, come ci aspetteremmo, "feroci aguzzini", ma fior di nomi della intellettualità "antifascista". Siccome il mio non è un discorso "pro domo mea" vi cito due nomi importanti del mondo radicale. Tra i firmatari s'incontra il nome di don Romolo Murri, fondatore prima della Democrazia Cristiana e poi del Partito Radicale (eletto in parlamento nel 1909 fu scomunicato da Pio X). Il secondo nome che faccio è quello di Elio Vittoriani (un grande del mondo letterario italiano), intellettuale "organico" (ma non troppo) del PCI, e presidente poi del Partito Radicale (1956?). Io ho fatto i due nomi radicali, ma comunisti e socialisti e democristiani sono la gran parte degli oltre 200 nomi dei firmatari del manifesto per la difesa della razza. Certo poi nel 1944 tutti fecero, ognuno a proprio modo,la Resistenza e nessuno di loro partecipò alla "repubblichina" e alla caccia all'ebreo, ma quel "colpo di spugna" quella rimozione, quel non volere fare i conti, bene questo "errore" ha segnato tutta la storia della Repubblica. E la "rimozione per non fare i conti" è un vizietto che ancora ci perseguita. Pensate solo a "Mani Pulite", una bella piazza Loreto con il Cinghialone al posto del Duce e vai col "Gattopardo", e la partitocrazia (degenerazione del fascismo) che la fa ancora da padrona.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 07 gennaio 2007 @ 21:25:51

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - DICEMBRE 2006

L’APPROFONDIMENTO POLITICO IN TV - 8.12.2006
In settimana mi sono visto l'"Infedele" e "AnnoZero" e devo riscontrare che le trasmissioni di approfondimento politico sono davvero noiose, faziose, "vuote",inguardabili. Gad Lerner (Infedele) aveva organizzato un dibattito sulla saga Partito Democratico con partecipazione a maggioranza dsessina. Ne è uscito un frullato di aria fritta incomprensibile ,se non per super-esperti di sinistrese, a base di "valorii", "identità" ecc. senza che si affrontasse il vero probelma che ostacola la formazione del PD, ossia la difesa della laicità dello stato ( e della politica). Due ore di parolone al vento, ventilate scissioni dei DS, senza che se ne potesse capire la ragione, era tutto nel "non detto". Quando negli ultimi minuti di trasmissione, finalmente, il povero Rondolino ha osato pronunciare la parola magica "laicità" il Gad Lerner gli ha chiuso immediatamente la bocca tra il sollievo generale. Quanto ad Anno Zero di Santoro, sembra la rappresentazione satirico-grottesca del mondo comunista evocato dal Berlusca. La trasmissione era dedicata alla manifestazione del centro-destra a Roma. Il popolo della destra era rappresentato nella maniera più "offensiva" possibile, con le interviste e le immagini che potete bene immaginare. A questo popolo di baluba adoratori del mafioso di Arcore era contrapposto il sano popolo comunista di una volta rappresentato da un "manipolo" di borgatari ottantenni carichi di un "sano" odio di classe che davvero sembravano "mangiatori di bambini" in pensione; ed il Santoro si compiaceva commosso (da non credere). Questo spettacolo da piazza della ghigliottina viene rappresentato in una "moderna" scenografia con una valletta oca (che funge da giornalista leggendo il gobbo), la Rula (bella ed aggressiva) che viene sguinzagliata come un mastino verso il malcapitato di turno, l'immancabile Travaglio (il più dignitoso) ed il suo siparietto, ed il "giornalista" Santoro che cambia colore ai capelli ogni settimana come Krusty il clown. l'approfondimento politico!. Di "porta a porta" posso anche non parlare, niente di nuovo per l'inossidabile Vespa. Detto questo, c'è qualcuno da salvare? Si, con i mille limiti che conosciamo, la coppiola ateo-devoto (Ferrara) e bambolona comunista stagionata (la Armeni) con il loro Otto&Mezzo (La7) sanno spesso stare sulla notizia con "panel" dignitosi. Si parla naturalmente di riduzione del danno.

COMPAGNO SI COMPAGNO NO, COMPAGNO UN CAZZO - 12.12.2006
Dopo avere parlato direttamente con Paolo penso di avere compreso la sua posizione che riassumo, in maniera necessariamente stringata, come segue. Paolo sostiene che questo nostro disgraziato paese è inesorabilmente condannato. L'italia è una moderna Sodoma e Gomorra in cui il livello di corruzione è arrivato ad un punto di non ritorno (corruzione antropologica). L'analisi che, come radicali, facciamo è, sostiene Paolo, drammaticamente errata perchè quello che noi leggiamo come distorsioni, errori, situazioni abnormi, rappresenta , in realtà, il funzionamento naturale del sistema che si basa e si nutre su/di corruzione, consorteria ed inefficienza. Non è possibile alcun cambiamento perchè la maggioranza del popolo partecipa ed ha interesse a questa, che noi giudichiamo follia suicida, ma che la somma di interessi individuali diffusi rende inattacabile. L'analisi pannelliana che vede nell'attuale centro-sinistra la banda dei "buoni a niente" (contrapposta al "capace di tutto") è errata perchè il centro-sinistra si comporta in coerenza cogli interessi che rappresenta. Da questa analisi (apocalittica?) ne consegue che è stato un errore dare vita alla RnP (progetto senza speranza) e consorziarsi coi "buoni a niente". Perseverare nell'errore facendo liste RnP o simili alle amministrative sarebbe perdere definitivamente faccia e onore. Le conseguenze di questa analisi (a questo punto il pensiero è il mio) non c'è che aspettare il crack argentino dietro l'angolo, preservando il partito come illuminata quanto inoffensiva "società fabiana" di fine ottocento, per poi aggirarsi tra le macerie del crack ammonendo "stronzi ci ho gusto, velavevo detto"; oppure, più saggiamente, salutare Pannella, spegnere Radio Radicale e fare le valigie per l'Argentina che nel frattempo si è risollevata dal crack.
P.S. Abbiamo un bel dire "Non Mollare", ma se Paolo avesse ragione?

LA BERNARDINI SI E’ ISCRITTA ALLO SDI (TRADIMENTO!) - 16.12.2006
La saggezza ha prevalso ed i rapporti SDI e Radicali stanno volgendo al bello. A tutto questo ha contribuito l'incasinarsi del progetto Partito Democratico che appare sempre di più come una forzatura verticistica che fa i conti col carattere clericale, di fatto, di larghi settori della Margherita (Binetti, Bobba apertamente, ma più subdolamente Rutelli). Quello che la sinistra ha tentato di "rimuovere" sinora, il problema della laicità dello stato, s'impone nei fatti cogli attacchi che il Vaticano (che considera l'Italia l'ultima colonia) porta quasi giornalmente (Non ultimo il papa che cita l'eutanasia e l'aborto come elementi che compromettono la pace mondiale, il problema è Welby mica Bin Laden.). Il progetto Rosa nel Pugno si conferma come l'unico possibile unificante per una sinistra europea degli anni 2000. "Laici socialisti liberali radicali", all'infuori di questa formula ci può essere solo l'ennesimo papocchio da compromesso-storico fascista ("L'Italia non si governa senza il Vaticano" B. Mussolini). E' nella rinnovata consapevolezza di quanto detto sopra che Labellarte (dirigente SDI) si è iscritto a Radicali Italiani e la Bernardini allo SDI. Quello che non riuscì a Pannella (Craxi gli negò la tessera per anni) è riuscito a Rita.

SCUSATE, MA E’ LA PRIMA VOLTA CHE MUOIO - 21.12.2006
Come tutti sappiamo, Piero Welby ha ottenuto quello che voleva e ci ha lasciato ieri sera circondato dall'amore e le cure di famigliari, amici e compagni e l'assistenza preziosa del dr. Mario Riccio che è il vero eroe di questo esito annunciato. Durante la conferenza stampa che annunciava l'avvenuta morte di Welby, Marco Cappato ha raccontato come Piero, una volta decisa la data del distacco, avesse chiesto di essere meno "visitato", perché aveva bisogno di prepararsi spiritualmente alla propria fine ed aveva concluso questa sua richiesta con una vera e propria "battuta": "Scusate, ma è la prima volta che muoio!". Questo ci restituisce la grandezza di quest'uomo che, pur provato nel corpo (una bara) e nello spirito da una indicibile sofferenza, trova la forza di rimanere sino alla fine se stesso e non dimettere quella vena autoironica che, in quel momento, era davvero un gesto di amore e riconoscenza nei confronti dei suoi compagni addolorati. Tanto grande è la figura di Welby tanto è stato miserabile il comportamento della classe dirigente dell'Italia del 2000. La magistratura richiesta di certificare quello che già è scritto nella costituzione e nella giurisprudenza, pur riconoscendo tutte le buone ragioni di Welby si è sottratta, con un trucchetto, ad una sentenza rifugiandosi in una formula da Ponzio Pilato. La ministra della sanità Livia Turco, dopo avere fatto conoscere quanto per lei la vita sia sacra e quanto sia contraria alla eutanasia (che per inciso nulla c'entra col caso Welby), nella maniera più farisaica possibile ha prima disquisito dell'abbandono a cui sono sottoposti malati gravi e terminali (che nulla c'entra col caso Welby), poi ha sollecitato una consulta medica a pronunciarsi sull'accanimento terapeutico (che nulla c'entra col caso Welby). Si, è bene ribadirlo, Welby chiedeva solo il rispetto del proprio diritto costituzionale ad interrompere terapie che giudicava non solo non più utili, ma una tortura non più sopportabile. La vita di un uomo è sua o è proprietà dello stato? Le reazioni del mondo politico sono state quelle che possiamo immaginare. Un centro destra in gran parte scatenato contro i radicali che strumentalizzando il dolore dei malati, sino alla sceneggiata di quel Torquemada da operetta di nome Volontè (capogruppoUDC) che ha apostrofato l’Ass. Luca Coscioni come una banda di assassini da mettere immediatamente in galera. Un pavido centro sinistra, che blatera quattro frasi di prammatica per togliersi dall'imbarazzo. Il tutto salvo lodevoli eccezioni. E' fuori discussione che adesso si apre un altro capitolo di questa battaglia che porterà il nome del medico cremonese Mario Riccio, che, per inciso, è componente della Consulta Nazionale di Bioetica (da non confondere con quella di nomina governativa). Per chiudere cito una frase pronunciata da Pannella alla conferenza stampa: "Quando lo Stato non rispetta la sua legalità, anche i più umili possono dare corpo e parola alla legge negata".

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 18 dicembre 2006 @ 21:44:29

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - NOVEMBRE 2006

IL MIO V CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI - 7.11.2006
Sono reduce dal congresso radicale di Padova-Fiere e se volessi dare un giudizio sintetico potrei cavarmela riportando le parole (che condivido in pieno) di Emma Bonino che ha commentato all'incirca così :"Questo congresso non mi è piaciuto; abbiamo comunque saputo uscirne bene grazie alla scelta di una dirigenza tutta in rosa, per il partito e per la Rosa". Ma visto che sono diventato (mio malgrado) un blogger transpadano e che poi queste riflessioni mi servono per rivisitare gli eventi e chiarirmi le idee, sono costretto a mettermi anche i panni del cronista.
Questo congresso era davvero atteso; si trattava del primo congresso con i radicali non solo in parlamento dopo 12 anni, ma con la presenza al governo di Emma Bonino nel ruolo non secondario che avevamo saputo intelligentemente strappare. Inoltre si trattava di valutare la nostra influenza sull'azione governativa e lo spazio di primaria importanza che Capezzone si era guadagnato. Tutto questo nel pieno della crisi dei rapporti collo SDI, che denunciandone i patti fondativi, ha messo in crisi (di crescita?) il progetto, per noi strategico, della Rosa nel Pugno. Non da ultimo il congresso si sarebbe svolto nel pieno della campagna Welby per l'eutanasia e alla vigilia del convegno del Partito Radicale Transnazionale a Bruxelles impegnato sulle tematiche del "Satyagraha Mondiale per la Pace". La carne al fuoco era tanta, il congresso padovano era stato ben preparato, le sei commissioni in cui il congresso si sarebbe diviso erano estremamente interessanti (per la prima volta dopo anni si sarebbe discusso e formulato politiche, oltre al resto, su ambiente-energia e scuola). Insomma, c'erano tutte le condizioni per affrontare il congresso con particolare entusiasmo, ma ecco approssimarsi il nuvolone; giungono notizie di una riunione di direzione burrascosa in cui erano volate parole grosse tra Marco e Daniele a riguardo dell'attività complessiva del nostro segretario. Essendo il nostro "strano" partito una casa di vetro, anche questa direzione era disponibile in audio-video sui siti-web radicali e tutti si sono potuti rendere conto del livello dello scontro. La materia del contendere era, in sintesi, il comportamento (attività politica e non) del nostro segretario negli ultimi tempi. Gli si contestava, giustamente a mio vedere, una serie di eccessi presenzialisti, mediatici e non, che rischiavano di creare vari tipi di danni all'immagine e alla politica del partito, alla cui attività si era ultimamente disinteressato. Ribadendo che Daniele è, per noi radicali, una vera benedizione, condividevo la sostanza delle critiche, la richiesta di evitare ulteriori straripamenti markettari (l'outing su Eva 3000 era un segnale d'allarme rosso non ignorabile) e la consapevolezza del fatto di non essere più (per cumulo di impegni) in grado d'impegnarsi nella segreteria del partito (per cui era già pronta la candidatura della Bernardini). Rimasi molto stupito nell'apprendere che Daniele non concordava nella sostituzione (ubriacatura da successo), cosa che a me sembrava ovvia ed ineluttabile, ma fui sollevato quando, alla vigilia del congresso, se ne fece una ragione ed accettò di appoggiare la candidatura Bernardini (ad oggi la migliore possibile). Si arriva così a giovedi pomeriggio, apertura del congresso che si apre con una buona relazione di Capezzone che da una parte accetta le critiche mossegli, ma non rinuncia ad alcune sfrecciatine polemiche e, pur segretario dimissionario, ad indicare alcuni punti dell'impegno radicale a breve e medio termine. Segue la relazione della tesoriera Bernardini che dipinge a tinte fosche la situazione debitoria e del calo dell'iscrizioni al partito. In serata si apre il lavoro delle commissioni che, nell'ordine, erano: 1) Il PRT ed il Satyagraha mondiale per la pace (Pannella, Mecacci); 2) Informazione, legalità, costi della politica, riforma del sistema radiotelevisivo (Vecellio, Beltrandi colla partecipazione di Cesare Salvi); 3) Diritti civili, laicità: calendarizzazione parlamentare, è l'ora di decidere (Parachini, Viale); 4) Rivoluzione liberale: istituzioni, giustizia, mercato e libertà economiche (Dell'Alba, De Lucia); 5) Riforma della scuola (Ragazzini, Strik-Lievers); 6) Ambiente ed energia (Cappato, De Pascalis, Bacchi). Io partecipo alla commissione scuola (un buco nero nella politica radicale, a parte il referendum contro l'obbligatorietà del modulo alle elementari. La commissione ospita il prof. Rosario Drago (una vera eminenza grigia dei riformatori) che nella sua relazione mette a nudo la controriforma occulta contenuta nella finanziaria (assunzione di 150.000 precari e la normalizzazione verso il basso del biennio delle superiori). Relazioni (Ragazzini, Strik) ed interventi sono di ottimo livello ed il lavoro di questa commissione si risolverà in una lettera aperta al ministro dell'istruzione recepita come mozione dal congresso. La mattinata di venerdì è ancora dedicata alle commissioni. Io partecipo ad "Ambiente ed Energia" che vede la presenza anche di Ippolito (quello degli aquiloni che producono energia elettrica) e posso testimoniare la bontà del livello degli interventi che si tradurranno presto in politica radicale. Sino a questo punto tutto era andato per il meglio ed il lavoro delle commissioni era stato ottimo e partecipato.
Il pomeriggio di venerdì prevedeva le relazioni sul lavoro delle commissioni (regolarmente tenute) e quello che doveva essere il clou congressuale, il dibattito sui destini della Rosa nel Pugno, una tavola rotonda che vedeva riuniti Boselli, Benzoni, Di Donato, Abruzzese, Landolfi, Zavettieri per la parte socialista, Cappato, Beltrandi, Spadaccia, Pannella per i radicali, e Turci per se stesso. Inizia un Boselli sbrigativo che ribadisce le richieste fatte negli ultimi tempi, uso senza limiti del simbolo, autonomia completa alle amministrative ed un invito ad abbassare i toni verso il governo. In successione tutti gli altri socialisti ribadiscono appassionatamente le ragioni del progetto RnP che tutti condividiamo (Benzoni travolgente). Cappato e Beltrandi sostengono le ragioni radicali e Spadaccia tenta un approccio meno intransigente verso il mondo SDI. Interviene poi Turci che tenta il giochino del "vero interprete della Rosa" proponendo un azzeramento del tutto ed una costruzione del soggetto a partire dall'aggregazione certosina sito per sito di chi ci sta (a cosa poi a quel punto?). Chiude la serie degli interventi Pannella che da una strapazzata epica a Turci smascherando l'inconsistenza della sua proposta. Circa le richieste SDI, neanche quasi se ne cura (pacta sunt servanda).
Sabato si presenta, sulla carta, come una giornata di lavoro tranquilla, Villetti tenta di motivare l'aut aut SDI, segue la sfilza degli interventi dei congressisti con due interventi esterni, dei prof. Fara (Eurispes) e Guzzetta (referendum anti-porcellum), ma nel tardo pomeriggio a sorpresa, interviene Pannella che, dapprima rende onore (a lungo) all'assente (per malattia) Sergio Stanzani cofondatore del partito e fondatore, insieme a lui, del movimento studentesco postbellico, vero laboratorio di idee e di formazione politica; poi, repentinamente, a partire dalla lettura commentata del velenosetto editoriale di Battista sul Corriere, scatena una violenta requisitoria (che si trasforma poco a poco in gogna) contro Capezzone; una requisitoria in cui le motivazioni politiche forti appaiono alla fine ridursi al reato di lesa maestà nei suoi confronti ("Eccolo lo vedete, non ammette i suoi errori ecc."). Il congresso segue lo "psicodramma" annichilito dall'imbarazzo dapprima, manifestando crescenti segni di dissenso poi. Questa tortura dura più di un'ora ed in quel lasso di tempo il tonante Pannella s'ingegna a confermare e rafforzare uno ad uno tutti i cliché che gli sono stati appiccicati negli anni (Padre padrone, Crono, despota ecc.). Alla fine Pannella si placa rendendosi finalmente conto del danno procurato lasciandomi/ci in un incazzato sconforto. Con il suo intervento Pannella sembra avere azzerato il lavoro di due giorni riaprendo ferite appena medicate, oscurando i grandi temi che il congresso aveva il dovere di affrontare, facendo fare alla Bernardini la figura della marionetta nelle sue mani. A poche ore dalla presentazioni di liste e mozioni di chiusura regna confusione e sconcerto. Il danno viene riparato nella notte, in una direzione che sa estrarre il coniglio dal cilindro e creare una situazione talmente nuova per cui tensioni e contrapposizioni sono costrette a stemperarsi. Si giunge ad una soluzione unitaria che confermi la scelta iniziale della segreteria Bernardini rafforzata dalla presenza al comando del partito di sole donne. Il paradosso della situazione è che l'estensione della mozione unitaria viene affidata al "trombato" Capezzone che c'infila le indicazioni contenute nella sua "trombata" relazione; non so se questo era il risultato che s'era proposto Pannella?
Come in un film americano anni 50 c'è stato un gran bel finale con la elezione del Tridente Rosa al comando di Radicali Italiani, Rita Bernardini (segretario), Elisabetta Zamparutti (tesoriere), Maria Antonietta Coscioni (presidente), se poi già aggiungiamo Emma Bonino ministro è più che giustificata l'invocazione che qualcuno fa delle quote azzurre.

PANNELLA VS CAPEZZONE – 13.11.2006
Stavo ancora metabolizzando il bell'intervento di Michele Rana (Il Congresso visto dal suo negativo) sull'ultimo numero di Notizie Radicali, in cui Michele, avvalendosi della metafora del lavoro in camera oscura, fa emergere una immagine nitida e fruibile del messaggio contenuto nell'intervento tanto denso e ricco da apparire confuso ed equivocabile di Pannella a Padova, e mi stavo dicendo che il giudizio che avevo dato ("Pannella ha sclerato") era stato quantomeno poco meditato ma ecco che, ancora una volta, ci pensa Lui col suo intervento a RR ieri (domenica) mattina a respingermi nel buio del tunnel.Riepilogo i fatti per chi non fosse stato all'ascolto ed anche perchè mi aiuta a motivare il mio dissenso. Come ogni domenica mattina Capezzone si era incaricato di Stampa e Regime, compito svolto coll'abituale bravura, ed era in corso l'abituale conversazione, post lettura giornali, col conduttore di turno (la prima da ex segretario e forse l'ultima). Il conduttore era l'ottimo Scandurra, corrispondente siciliano di RR, per la ragione che entrambi si trovavano a Racalmuto dove Daniele era ospite al convegno della Fondazione Sciascia a tema "Sciascia e Pasolini" (particolare questo scatenante la gelosia di Pannella). Nel mezzo della conversazione s'inserisce Pannella (la voce del padrone), che a freddo attacca colla tiritera che abbiamo imparato a conoscere:"Chi si loda s'inbroda, stai erigendo un monumento a te stesso, stai sbagliando, anche oggi il Corriere cita una tua dichiarazione e ne fa un titolo, hai portato il partito alla rovina, a Racalmuto hanno invitato te e non me, e (questo lo aggiungo io) quand'è che te ne vai?". Dopo un attimo di imbarazzato gelo, risponde brevemente Daniele che conclude con un secco "Io rimango qui!".
In serata, durante la conversazione con Bordin (particolarmente faticosa da seguire per noi e Bordin), Pannella ribadisce che la guerra a Capezzone ( per il suo ed il nostro bene) è solo agli inizi e che continuerà la persecuzione per settimane e mesi. Che dire? Stiamo rimediando alla crisi del "Grande fratello" con il nuovo reality che già ha incominciato ad avere un certo successo "Casa Pannella". Almeno brevettiamo il format. Sono l'ultimo a negare che alla base del reality ci sia un serio problema politico (ormai occultato dal resto), ma quello che sta accadendo va oltre il dissenso politico e si configura (sono d'accordo con Sergio Giordano) come evidente operazione di mobbing non sopportabile in se e per i danni evidenti che sta apportando al movimento radicale tutto, ed al nostro morale di militanti (figuranti in un reality-show?).

ROSA NEL PUGNO LAPIDATA IN PARLAMENTO – 16.11.2006
Vengo al dunque, ieri la RnP, coerentemente ai suoi impegni, presentava alla Camera un emendamento alla finanziaria atto a reperire fondi per la ricerca scientifica universitaria (tagliati). L'emendamento si proponeva di reperire i fondi necessari facendo pagare le tasse sul fatturato alle attività commerciali gestite da enti morali-religiosi, ora esentati. In un paese normale (direbbe D'Alema) questo emendamento sarebbe stato accolto con entusiasmo, in quanto poneva rimedio ad un dato di concorrenza sleale e di turbativa del mercato (non si capisce perché una pizzeria di proprietà di un ente religioso debba avere privilegi fiscali rispetto alla pizzeria di "Ciccilo e Napule" situata a 100 m., o meglio si capisce benissimo), ma notoriamente siamo in un paese a sovranità limitata, vero Eminenza? Che l'emendamento non passasse era scontato, ciò che non era scontato è come questa bocciatura si è realizzata. Tutti, dall'ultimo dei fascisti al primo dei comunisti (Togliatti docet) hanno votato contro, unica ipocrita astensione quella dell' Italia dei Valori ("Saremmo d'accordo, ma l'emendamento è mal formulato"), ma quello che mi ha colpito sono state le modalità della bocciatura. Per la bocciatura sarebbe stata sufficiente una dichiarazione dei capigruppo. o chi per loro, ma non è andata così; ho assistito (grazie a RR) ad una vera e propria gara di vecchi e nuovi zeloti vaticani (una valanga d'interventi) a chi lanciava la fatua più sanguinosa contro i criminali contro l'umanità, che poi erano i nostri deputati alla Camera. Una chiusura comune degli interventi avrebbe potuto essere "Ha sentito Eminenza come ho difeso i vostri interessi mondani contro i laicisti senza dio della RnP?". Vi sintetizzo il senso dei, perlopiù deliranti, interventi.
Rifondazione Comunista :"Siamo contro perché poi ci chiudono le bocciofile dei circoli di Rifo, anzi vorremmo estendere i privilegi della chiesa anche ai partiti così anche RiFo può aprire alberghi e ristoranti con personale comunista (Art. 18 esenti) e non pagare un cazzo di tasse (ICI compresa). D'altra parte è noto che il mercato ci sta sulle balle".
Ulivo :"Questi laicisti di merda della RnP vogliono scatenare una guerra di religione, ma sua Eminenza può tranquillizzarsi, l'ho impediremo, come già abbiamo dimostrato facendo bocciare dalla corte costituzionale il quesito abrogativo della legge 40, sostituendolo con i 4 quesiti perdenti".
Centro-Destra in genere: "Questo emendamento ha lo scopo di chiudere gli oratori delle parrocchie e risbattere tutti i ragazzi delle borgate (che abbiamo salvato) sulla strada a delinquere e drogarsi con la droga libera che la RnP (complice della ndrangheta) promuove" Centro-Destra ancora: "Questo è un attacco laicista al volontariato, alla Caritas ed ai negretti del Mozambico, e sopratutto tende a punire i pellegrini che vanno dal papa ecc.. . E' ora di finirla con questi senza dio, laicisti e nichilisti contro la famiglia ed il papa".
Unica dichiarazione favorevole, uno sconosciuto deputato di FI (forse ex socialista) a cui sicuramente bruceranno la macchina, così impara. Naturalmente è stato inutile che i nostri compagni spiegassero che non erano in discussione oratori cattolicisti e bocciofile comuniste, ma che si trattava di riportare a regole di mercato attività commerciali ingiustamente privilegiate; avevano di fronte un parlamento di asserviti agli ayatollolah nostrani che queste cose le sapeva benissimo. Per finire una notazione al grido "Non tutto il male viene per nuocere". Il nostro emendamento laicista e relativista, ovvero socialista, ha avuto il merito di riappacificare le due ladies per eccellenza della Camera, Luxuria (Rifo) e Gardini (FI). Come saprete Luxuria (che da puttanone trasgressivo si sta tramutando in una devota Claudia Koll) era stata affrontrata, con piglio aggressivo, ai cessi per donne del parlamento, dalla Gardini :"Vade retro Luxuria, cosa ci fai tù, che pisci in piedi, ai cessi delle signore, vieni a propagare le malattie veneree che ti sei procurata nella tua vita dissoluta?". Luxuria spiazzata aveva replicato :"Non ti picchio perché non sono un uomo, non ti graffio perchè non sono una donna, ma ti odio ti odio ti odio.." ed era corsa in un tot di trasmissioni televisive a denunciare il maschilismo della Gardini. Bene, Luxuria ed Elisabetta sono state riunite dalla comune battaglia contro l'emendamento della RpN ed hanno gareggiato a chi la sparava più grossa per ingraziarsi sua eminenza il Card. Ruini. Ci rido sopra, ma c'è ben poco da ridere.

GIAVAZZI E QUELLI DELLA ROSA DEI PIRLA - 19.11.2006
Mi tocca tornare su la polemica "Punzi grillo parlante" (giudizio che confermo) perchè mi accorgo di non essere stato compreso,e allora scusatemi ma sono costretto a partire da lontano,ossia dall'analisi conclusiva di Pannella sulla società italiana che sta alla base della scelta politica dei Radicali Italiani, quella di essere "i giapponesi dell'utopia prodiana" all'interno di un progetto strategico a nome la Rosa nel Pugno. L'analisi pannelliana si può così sintetizzare: "L'Italia non è una democrazia, non è uno stato di diritto, ma un sistema complesso a dominio partitocratico con accentuazioni oligarchiche in cui la presenza politica è privilegio concesso solo a chi, in qualche modo, aderisce (s'intruppa) in una delle due articolazioni del regime che sono 1- il centrodestra con a capo un uomo senza convinzioni ma con tante convenienze e capace di tutto 2- il centrosinista che è di fatto una banda di buoni a niente. Dopo avere tentato la via, fallita, della "ospitalità" alle scorse regionali, gli eventi legati alla legge 40 ci hanno convinto che era necessario andare verso "i buoni a niente" per due ragioni: 1) Berlusconi andava fermato, per la sua indifferenza verso il diritto, per la sua mancanza assoluta di senso dello stato era diventato un grande pericolo, ci voleva l'"alternanza". 2) Solo nell'ambito del centro sinistra era possibile ancora trovare sensibilità verso battaglie per diritti civili-umani e per la laicità dello stato (messa in discussione dal clerico-fascismo imperante nella CdL). Inoltre col progetto RnP era possibile tentare di organizzare una forza alternativa al clerico-riformismo dominante, nel senso da noi auspicato. La RnP raccoglie nei 31 punti di Fiuggi gran parte del programma radicale, ma ci costringe ad alcune dolorose rinuncie. Noi siamo per un sistema istituzionale anglosassone, la RnP no. Noi siamo per una profonda riforma della scuola pubblica, ma abbiamo dovuto abbozzare di fronte allo slogan insignificante "scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica". Noi aderiamo all'analisi di Pannella con cui è stato lanciato il Satyagraha mondiale, ma il viceministro degli esteri della RnP condivide la posizione di D'Alema della equivicinanza. Noi siamo antiproibizionisti sulla droga, ma come RpN non possiamo permetterci di presentare disegni di legge sulla legalizzazione. Il capogruppo della RnP si chiama Villetti ed il vice Turci, è una cosa di cui siamo costretti a tenere conto dato che privilegiamo l'esistenza del gruppo alla camera rispetto a qualche gratificante sparata a livello di emendamenti. E' opportunismo? Vuol dire rinunciare alle proprie lotte? Certo che no, ci sono tempi e luoghi per farle. Lo stesso Punzi dove attinge il materiale per la sua critica se non dagli atti della commissione scuola del nostro congresso (noi siamo ben oltre Giavazzi). Semplicemente non eravamo in condizione di proporre inutili emendamenti di bandiera. Cosa ci dice spesso e volentieri il brillante Punzi: "Questo governo è una merda, la finanziaria fa schifo.. ecc..", ma che bella scoperta, allora per salvarci l'anima cosa ci consiglia il Punzi, di essere noi a rompere il gruppo alla camera ecc. ? Come dice Pannella "Noi non siamo delusi perchè non ci eravamo mai illusi" e quanto a Prodi sottolinea che "siamo i difensori strenui dell'utopia prodiana quella che gli aveva fatto dire 'vi stupirò con riforme radicali' ", e quindi andremo avanti finchè sarà possibile. Punzi non scrive sciocchezze spesso sono cose assolutamente condivisibili, ma mi sembra più preoccupato di mostrare quanto è bravo e quanto è puro piuttosto che sforzarsi di cercare soluzioni politicamente praticabili. Sembra non accorgersi che si sta facendo di tutto per isolarci e farci fuori. Eppoi è un continuo, un giorno si e l'altro pure che sia su l'Opinione, Notizie Radicali o un giornale murale cinese, c'informa delle sue riflessioni e questo, se permettete, è il comportamento classico di un grillo parlante alla lunga un pò petulante e noioso.

LA ROSA NEL PUGNO (17) - 25.11.2006
La RnP ha la pelle più dura di quanto molti si aspettavano, come dimostrato dal comunicato che riporto sotto. Io me l'aspettavo perchè il Boselli sarà anche "mite", ma scemo no. Visto l'aria che tira per il PD stare un pò sotto la Rosa può fare solo che bene. E ciò gusto per quell'avvoltoio di Turci che ha appena pubblicato un articolo appello per la Rosa nel Pugno sul Riformista dove c'è di tutto fuorchè le parole "radicale" e "Fortuna" (sostituito con Ségolène; e figa, lui si che vede lontano!).

IL 1° SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE - 28.11.2006
Siamo tanto presi dai cazzi nostri che spesso non abbiamo tempo di riflettere adeguatamente sul senso e l'importanza delle nostre stesse battaglie. Da un paio di mesi ormai Pannella ha lanciato l'iniziativa non violenta, la prima a livello mondiale di nome "1° Satyagraha mondiale per la pace". Il nostro Marco, con la lucida preveggenza che lo contradistingue (ricordatevi la previsione del massacro balcanico alcuni anni prima che si realizzasse), legge nella realtà politica mondiale tutti i presupposti per una nuova guerra mondiale a partire dall'esplosione della crisi in mediooriente, e cerca di approntare le contromisure possibili colle deboli forze del PRT. Questa analisi, sfortunatamente realistica, è corroborata ora dal rapporto fatto davanti al Congresso USA dal ex (?) comandante dell'esercito americano in Irak (giunge a conclusioni simili). In questi giorni è apparsa una intervista a re Abdalla di Giordania che allerta sul fatto che tre differenti guerre civili stanno per esplodere nell'area medioorientale. In questi ultimi anni il PRT si è ridotto ad essere poco più che una ONG presente all'ONU come tante altre; fortunatamente è in corso un rilancio che è vitale sostenere per il ruolo che un PRT attivo può giocare a livello mondiale per esperienza e presenza.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 12 novembre 2006 @ 14:43:46

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - OTTOBRE 2006

RE DANIELE E I VOLENTEROSI DELLA TAVOLA ROTONDA - 6.10.2006
Questa mail vuole essere un plauso all'impegno del nostro On. Capezzone. Che fosse il primo della classe era scontato, ma che riuscisse a realizzare tutto quello che sta facendo, dando così bene concretezza a quello che tutti noi intendavamo dovesse essere la politica della RnP, non era neanche ipotizzabile. A partire dalla difesa e valorizzazione delle parti liberalizzatrici del decreto Bersani, il buon ed instancabile Daniele non si è fermato un attimo partecipando a qualsiasi situazione fosse invitato, dall'assemblea di circoscrizione al convegno confindustriale alle comparsate televisive; una vera e propria trottola propagandista della buona novella rosapugnona, che gli ha conquistato il ruolo di riferimento liberale nell'ambito dell'Unione. Dopo il successo (e sull'onda) di "Una impresa in 7 giorni", il progetto antiburocratico che tante adesioni ha raccolto in parlamento (e che dovrebbe essere discusso prossimamente alle Camere), ecco realizzare il tavolo dei Willings, un laboratorio bipartisan per affrontare i problemi di governo per cui è possibile trovare una "soluzione ragionevole" aldilà di artificiose contrapposizioni "etniche". A questo tavolo non siedono solo personaggi come Tabacci (un volonteroso della prima ora), ma anche Sandro Bondi (vale a dire Berlusconi) e Nicola Rossi (insigne economista DS). Questa iniziativa è "rivoluzionaria" da un punto di vista politico e quanto mai opportuna nella pratica per offrire soluzioni al casino in cui questa legge finanziaria (una Caporetto per Prodi che sta provocando la ribellione anche buona parte di Margherita e DS) sta portando il nostro paese.

PARTITO, MOVIMENTO O CHE? - 6.10.2006
Qualche giorno fa Paolo si/ci chiedeva :"Ma che cazzo siamo, partito, movimento ..?" ed io potrei aggiungere una setta d'illuminati ed altro ancora. Devo dire che questo "dilemma" si ripropone nell'area radicale da 30 anni ed è stata causa di allontanamento di molti compagni (non ultimo Giovanni Negri). La risposta che mi sento di dare è che siamo partito (sia come radicali che come RnP), e lo siamo pienamente; potrei anche aggiungere che non siamo un partito partitocratico (molti direbbero che siamo un partito d’"opinione"), ma per spiegarmi avrei bisogno di un pò di tempo per argomentare ed ora non ne ho. Una cosa certa è che abbiamo rifiutato il modello corrente in Italia, che è quello del "partito di massa" (ora in carenza di masse, lo SDI ne è un esempio) retaggio di un 900 (il secolo scorso) italiano segnato pesantemente dall'esperienza fascista, tanto pesantemente che il modello di partito di massa impostosi colla repubblica non è che la riproposizione del PNF (Partito Nazionale Fascista), non quello del "santo manganello", ma quello dell’"impero". Pannella parla spesso del regime in atto come monopartitismo imperfetto, un aggiornamento subdolo (ed ora sgangherato) del fascismo. Quello che sostengo è che questo fascismo istituzionale si incarna in una "forma partito" che prevede l'annidamento dei partiti nelle istituzioni e nell'economia (partiti-stato).
Tutto questo era per segnalarvi di procurarvi "Il riformista" di oggi (6.10.2006) che contiene una pagina a pagamento in cui i radicali intervengono sulla crisi della RnP, e di conseguenza sulla forma partito. Inoltre oggi e domani si tiene a Montecatini il convegno della Associazione per la RnP, promossa da Turci (la corrente denominata dei terzisti). Dulcis in fundo ad Orvieto si tiene il convegno per il Partito Democratico (dal compromesso storico al clerico-riformismo), progetto fortunatamente in crisi ed alternativo alla RnP. Quindi, orecchie tese perché ne sentiremo delle belle.

ROSA NEL PUGNO (14) - 9.10.2006
Il fatto che per lo SDI la RnP sia arrivata al capolinea si è letto in trasparenza da un passaggio del "mite" Boselli che suonava più o meno così: "La RpN è stato per noi SDI un passaggio importante perché, per la prima volta dopo 14 anni, ci ha permesso di guardare in avanti e non ripensare a come eravamo 30 anni fa, e rimuginare sui torti subiti. E anche voi radicali avete avuto il vostro tornaconto perché vi ha permesso di rompere una impasse; siete di nuovo in parlamento e con un ministro al governo". Praticamente nelle stesse ore ad Orvieto si riunivano gli aspiranti fondatori del Partito Democratico (cristiano) e Fassino nel suo intervento faceva un richiamo esplicito allo SDI come componente irrinunciabile del nuovo partito (torna a casa Lassie). D'altra parte non è necessario essere un politologo per capire che questa decisione fosse stata presa subito dopo le elezioni (solo uno strabiliante successo delle nostre liste avrebbe potuto forse cambiare le cose); come altro spiegare il teatrino delle dimissioni virtuali di Villetti, il rifiuto , per mesi, della convocazione degli organi dirigenti del nuovo partito, ed ultimamente, la proposta di un inglobamento dei radicali nell'apparato SDI (in questo consiste nei fatti la proposta di Boselli e la polemica sull'uso del simbolo della Rosa, comunque, alle elezioni amministrative). Alla denuncia SDI dei patti conclusi solo pochi mesi fa, il buon Pannella ha risposto richiamando per intero il senso ed il contenuto dei patti sottoscritti, fondativi della RnP, facendo proposte alternative che comunque non escludessero una partecipazione della RnP alle amministrative in alcune situazioni esemplari da concordare, e su programmi precisi tutti da individuare, ma era chiaro che lo SDI già stava pensando a Orvieto. L'ostilità che ancora una volta ci è venuta dall'Ulivo ci conferma di come temano il crescere della RnP in quanto alternativa, a sinistra, di quel papocchio clerico-riformista che stanno preparando; un papocchio a cui lo SDI, alla faccia delle proclamazioni laico-autonomiste, è ben felice di aggregarsi, ringalluzzito da questa questa breve vacanza laica. Come procederà ora il processo di aggregazione intorno al progetto della Rosa non si sa; se procederà sarà comunque senza lo SDI.

IL VATICANO ABOLISCE IL LIMBO - 11.10.2006
Messi nella merda dal solito Pannella che li invitava a battezzare gli embrioni in provetta (in quanto "persone" con tanto di anima ecc. ecc.) perché altrimenti condannati al Limbo (il peccato originale non perdona), i Vaticani-Talebani (con a capo un grande teologo), dopo mesi di pensamenti teologici, hanno deciso che la soluzione era l'abolizione del Limbo. Complimenti! Paiass!

BOTTA E RISPOSTA FRA MILITANTI - 13.10.2006
Caro Giuliano, cari amici,
rientro nel forum dopo la volontaria estraniazione a seguito di quanto detto e fatto prima, durante e dopo la campagna elettorale di primavera. Ritengo che sia ora di chiarire una volta per tutte: se come hai/avete scritto pensate di avere a che fare con dei tangentari, maneggioni, voltagabbana, cercatori di poltrone, signori delle tessere, non vi pare che fosse il caso di dire un bel "no, grazie" quest'inverno quando si è messo in moto il meccanismo RnP? Ti ricordo la parabola delle due bisacce, dobbiamo proprio dare un'occhiata a quella che avete alle spalle? Pensa davvero al risultato che avete ottenutofacendo i lacchè a Berlusconi per una legislatura e a quanti parlamentari avreste ora se non vi avessimo fatto da anfitrioni nell'Unione, a quanta "politica" stareste facendo adesso con la vostra radiolina. Oggi un giorno si e l'altro pure Capezzone, Bonino e compagnia vostra hanno diritto di parola su giornali e tv. Ma tant'é, la realtà è questa, e ci dice che un partito ha voce in merito se ha dei seguaci (elettori), un'organizzazione (struttura), delle idee da proporre (programmi) e un simbolo riconosciuto. Dei seguaci è meglio non parlarne, visiti i risultati; le idee sono troppe e troppo contrastanti; la visione strutturale è diametralmente opposta, al posto del "partito vero" come lo chiami tu, proponete un comitato di 1000 personaggi piazzati lì dall'alto (personalità del mondo politico e della cultura). Mi spieghi perché uno come Bellocchio ne deve far parte? Ha mosso un dito questo signore per la campagna elettorale nel nostro collegio? Ha sborsato qualcosa di tasca sua? Ha dedicato un pò del suo tempo? Secondo me costui aveva un film da promuovere nei salotti buoni e ne ha approfittato...agratis. Credi che una volta inserito nell'organismo che dovrebbe dirigere (secondo la vostra ottica) la RnP produrrà qualcosa di utile e garantirà la sua presenza? Tieni anche conto che è stato inserito in lista al posto di un nostro compagno. E dei Club che vengono proposti che mi dici?: "...Non partecipano ad alcuna competizione elettorale, non hanno la disponibilità del simbolo e del nome, non rappresentano e non impegnano la Rosa nel Pugno...", perchè non li chiamiamo "assembramenti di amici al bar che discettano di alta politica"? Del simbolo dato in graziosa concessione temporanea, cosa mai detta chiaramente, ti basti ricordare che noi abbiamo rinunciato al nostro simbolo ed abbiamo pagato uno scotto pesantissimo in termini di voti, specialmente al Sud. Credo potrai comprendere l'irritazione di quelli che tu chiami "signori della guerra". Vogliamo inoltre fare i conti delle spese della campagna elettorale? Quanto ci avete messo? Sei proprio convinto che siamo un partito "territoriale" poco interessato alla politica nazionale e internazionale? Ti ricordo che siamo nel PSE, come componente fondativa, non come gli ...amici... DS entrati grazie al nostro consenso e siamo fondatori dell'Internazionale Socialista; che siamo stati componente fondativa dell'Ulivo quando voi già vi preparavate ad inginocchiarvi di fronte al Cavaliere e ne siamo usciti quando si è capito che non si voleva fare un partito riformista di caratura europea ma un'edizione riveduta e corretta del compromesso storico, un'accozzaglia di personaggi e gruppi tutti intenti alla gestione del potere. La tanto deprecata territorialità è per noi l'attenzione a quello che succede nel luogo in cui viviamo, alle quote basse; posti dove la politica "alta" è sentita sì, ma con un pò di distanza. Inoltre mi pare che un pò di sporcizia territoriale l'abbiate anche voi addosso: a Rottofreno chi stava dialogando con un candidato sindaco già da tempo senza dirlo? Gli interventi di Montecatini li ho sentiti anch'io, e il "mite" ha detto chiaro che se a primavera ci saranno liste SDI nei comuni la RnP sarà da considerarsi finita, Rosa da una parte e Pugno dall'altra, e sentita la risposta dell'Imperatore Marco I: "non avrete l'unanimità" le conclusioni sono lampanti, mi sa che resterete col Pugno...di mosche. Quindi come ho detto in premessa utilizziamo il ritornello del tango di D'Apporto "lasciamoci così.. senza rancor madam, madam madammi un bacio ancor". Michele (militante Sdi)

Caro Michele (e cari compagni SDI ),
come promesso cercherò di rispondere alla tua mail "avvelenata", ma anche appassionata e questo, se non salverà la RnP, servirà ad un chiarimento reciproco che è anche un riconoscimento reciproco di buona fede, ed a evitare rotture assolutamente fuori luogo. Comincio col contestarti quella che giudico una tua valutazione sbagliata, e perdona se per brevità interpreto il senso di una parte tuo discorso :"Voi radicali (tu affermi) fate tanto i duri e i puri, mentre noi saremmo gli opportunisti voltagabbana ecc., ma se andiamo ai fatti risulta che vi abbiamo sdoganato, aprendo uno spazio a sinistra a voi lacchè del Berlusca, vi abbiamo pagato la campagna elettorale, avete parlamentari e la Bonino ministro ed invece della riconoscenza abbiamo la negazione dell'uso del simbolo della RnP alle amministrative ". Di fronte a questi argomenti potrei cavarmela richiamando l'inciso di Boselli a Montecatini (citato nella mia mail precedente), ma, visto che non basta, analizziamo la situazione precarissima in cui si trovava lo SDI poco più di un anno fa. La FED, su cui lo SDI aveva puntato era stata abbandonata in favore del progetto clerico-riformista del Partito Democratico in cui lo SDI sarebbe stato visto come un ingombrante figlio della serva, e per giunta, il centro-destra aveva varato la nuova legge elettorale proporzionale (Porcellum). Dato lo scarso appeal elettorale questa situazione poneva lo SDI nella necessità di una alleanza in vista delle poltiche. Il problema non era da poco perchè lo SDI s'era, nel frattempo, fatto una cattiva fama essendosi alleato con tutti a sinistra (non faccio l'elenco) salvo rompere litigando subito dopo le elezioni. Da parte radicale le cose non andavano meglio, nonostante il “servilismo nei confronti di Berlusconi”, i radicali erano esclusi dal 1994 dal parlamento italiano e l'operazione "ospitalità incondizionata" messa in atto alle regionali aveva evidenziato che le due coalizioni preferivano la sifilide alla coabitazione coi radicali. Aggiungiamo che i rapporti tra i due partiti erano buoni per via della collaborazione pluriennale sulle questioni di giustizia con Buemi e Crema, e l'appoggio al referendum abrogativo della legge 40. Questa situazione era sufficiente per pensare ad una sorta di cartello che aiutasse a superare gli scogli elettorali, invece si andò ben oltre ed in un giorno imprecisato del giugno 2005 (penso) otto compagni dirigenti delle due realtà immaginarono un progetto strategico che al convegno di Fiuggi si concretizzò nella RnP; un partito, federazione dei 4 soggetti fondatori, con un programma in 31 punti, guidato da una segreteria ed una direzione, sotto il simbolo radicale in Italia, ma socialista a livello europeo ed internazionale , della Rosa nel Pugno (simbolo indisponibile per accordo alle singole forze federate); un partito-progetto che come missione si poneva la riaggregazione delle forze laiche-liberali-socialiste-radicali frantumate o isolate, per una trasformazione profonda della realtà italiana nel senso di un socialismo europeo identificato nella formula "Blair-Fortuna-Zapatero". Questi sono i fatti, e certo lo SDI non può dirsi turlupinato perchè, e cito Boselli :"questa battaglia ci ha permesso per la prima volta dopo 13 anni di guardare orgogliosamente avanti...". Di questo nuovo si è ben accorto anche il DS, che, dopo la delusione elettorale della RnP, ha saputo toccare le corde giuste in campo SDI per scongiurare il pericolo di una crescita della RnP e ricompattarlo nell'area del PD. Un altro punto che volevo toccare è l'accusa che ci rivolgi che potrei riassumere, sempre prendendo le tue parti, con :"Voi radicali colle menate sul partito territoriale dimostrate incomprensione, se non peggio, nei confronti della politica nelle amministrazioni locali e della importanza che un partito di lunga tradizione come lo SDI vi annette". Se fosse davvero così non sussisterebbero tanti problemi, ed in nome di autonomia e sano rispetto delle attitudini e della divisione del lavoro nell'ambito della RnP, il Pannella si farebbe il Satyagraha per la pace insieme ai premi Nobel, la Bonino portebbe all'Onu tutte le proposte per un mondo migliore che possiamo immaginare, Capezzone promuoverebbe le sue iniziative per riparare ai guasti della finanziaria, Villetti, Buemi Crema e gli altri si occuperebbero del legislativo nelle varie commissioni, ed i compagni SDI in tutta Italia cercherebbero di amministrare le realtà locali nel modo che ritengono migliore. Invece non può essere così se si pretende di farlo come RnP, per la semplice ragione che questo minestrone stantio sarebbe la negazione delle ragioni stesse per cui la RnP è nata. Come puoi/potete pensare che un partito che è un work in progress, un momento di aggregazione che richiede almeno due anni di lavoro, come prima ho tentato di spiegare, possa scendere nell'agone delle amministrative senza che ci sia stato un convegno uno per analizzare e stendere un programma di massima sulle tematiche cruciali in riguardo delle amministrazioni. Cito il compagno Spadaccia dal Riformista del 06-10-2006 :"Anzichè litigare sull'uso del simbolo e sulla sua autonoma utilizzazione a livello locale per le elezioni amministrative e regionali sarebbe più opportuno costruire le piattaforme unificanti di una politica amministrativa realmente alternativa sui grandi temi che interessano la vita dei cittadini: ambiente, rifiuti, energia, trasporto pubblico, politiche abitative, sanità ed assistenza domiciliare; farne i temi e gli obiettivi di una politica nazionale delle autonomie forse sarebbe il modo meno scontato e più opportuno per affrontare questa questione, altrimenti destinata ad esaurirsi nella ricerca di modeste spoglie di potere locale.". Ma è mai possibile che per comunicare queste cose siamo costretti a comperare una pagina sul Riformista intitolata "Normalizzazione partitica della RnP? No Grazie!"? Ma cosa pretenderesti, che consentissimo all'uso della RnP a personaggi come lo SDI di Salerno che dopo avere fatto campagna e lista contro il sindaco che ha poi vinto, all'indomani del voto si accordano con lui ed accettano gli assessorati che lui si era tenuto, ad interim, da distribuire ai pentiti? E ancora, dovremmo dare la Rosa allo SDI di Napoli che l'ha già rifiutata per consegnarsi, da complici come sono, allo sfascio campano di Jervolino-Bassolino? Quel simbolo o sarà davvero il segno dell'alternativa liberal-socialista o verrà riposto nel tabernacolo in cui l'abbiamo conservato in tutti questi anni. Altro segno della tua incomprensione della RnP, e direi anche di cattiva informazione è la sparata sulla assemblea dei 1000 proposta da Pannella, vista come ostile alternativa ad organi di partito. In realtà l'"Assemblea dei 1000" potrebbe essere un importante momento politico della RnP perchè non comprenderebbe1000 estranei "calati dall'alto", ma gli oltre 700 candidati RnP alle politiche più 300 personaggi del mondo della politica e della cultura che tu, da vero miope, vivi come usurpatori ("ma come, io mi faccio il culo e poi arriva un Bellocchio qualsiasi e ci frega il posto!"). Con una impostazione come la tua cosa vuoi che succeda di nuovo? Ma proprio niente direi, altro che Rosa nel Pugno. Ma cosa pensavi che la RnP dovesse essere Radicali+SDI? Nella tua fai osservare che Capezzone e Bonino (grazie allo SDI secondo te) hanno visibilità mediatica. La visibilità bisogna sapersela guadagnare con l'azione e le proposte, e Capezzone ha fatto più lui in questo periodo che tutti i vostri parlamentari messi assieme. Pensa solamente al vostro unico grande punto di programma "Scuola pubblica, scuola pubblica, scuola pubblica", mi sai dire che cosa hanno fatto i vostri parlamentari? Niente, neanche un volantino. Ma c'è di peggio due settimane fa il nostro Strik Livers ha organizzato uno splendido convegno a Roma sulla scuola pubblica colla partecipazione delle più impegnate organizzazioni d'insegnanti. Bene, è intervenuto persino un padre salesiano, ma di compagni dello SDI neanche l'ombra. L'On. Schietroma, il cui intervento era annunciato ufficialmente, si è dato malato all'ultimo momento. Capisco il fervore polemico e spero che in questo caso ti sia un pò scappata la frizione, ma che tu te ne esca con una frase come questa "se non vi avessimo fatto da anfitrioni nell'Unione, quanta 'politica' stareste facendo adesso con la vostra radiolina". È offensivo e comico allo stesso tempo. Proprio noi radicali, unico partito sopravissuto alla prima repubblica perché non aveva niente di cui pentirci o vergognarci, partito che ha promosso dal 93 circa 40 referendum, che ha determinato (purtroppo) la elezione di Scalfaro e Ciampi, che ha aperto il fronte della lotta per la libertà della ricerca scientifica e sulle questioni bioetiche in generale, noi radicali avremmo bisogno degli anfitrioni SDI per fare politica? Quanto alla "radiolina" ti faccio osservare che trattasi dell'organo d'informazione politica più autorevole di questo paese, punto di riferimento per il giornalismo e la classe politica italiana. Unica radio che trasmette da 30 anni i lavori parlamentari (ora in convenzione) nonché congressi di partito, convegni, feste di partito, presentazioni di libri e comizi, nonché rassegne stampa italiane ed estere, reportage originali da tutto il mondo ecc.. Inoltre questa "radiolina" possiede l'unico archivio sonoro (ora audiovisivo) di 30 di politica italiana che rende pubblico in nome del "conoscere per deliberare" attraverso i servers del suo sito web. Ho cercato di essere sintetico, ma non è stato possibile dato che non volevo lasciare spazio ad equivoci e/o lacune. Giuliano (militante radicale)

LA CHIESA NON FA POLITICA - 20.10.2006
Benedetto XVI, dimostrando un senso dello humour insospettabile in un prelato tedesco, ha affermato che "La chiesa non è un agente della politica". Il tutto avveniva a Verona di fronte al capo del governo e a quello dell'opposizione corsi a baciare la pantofola papale.

LA ROSA NEL PUGNO (15) - 23.10.2006
Trovo l'articolo di De Giovanni una splendida quanto disperata analisi della situazione italiana. Ne esce il quadro (condivisibile) di una Italia sostanzialmente fascista (ormai antropologicamente) refrattaria a qualsiasi contatto con qualcosa che sappia lontanamente di liberale. E' un triste addio di De Giovanni all'impegno politico. Al "non c'è più niente da fare" di De Giovanni mi sento di rispondere che c'è sempre qualcosa da fare. Non Mollare!

CI HA LASCIATO BRUNO LAUZI - 25.10.2006
E’ morto Bruno Lauzi (di Parkinson ed altro), piccolo grande uomo, grande artista e penso di poter dire uno dei nostri. Lauzi era un liberale militante da sempre, ed essere liberale dichiarato penso non gli abbia certo giovato nel mondo dello spettacolo/cultura (de sinistra) negli anni 60-70. A 20 anni trasferitosi da Genova a Varese ( a Genova, tra l'altro, era compagno di scuola di Luigi Tenco) fondò un rivista liberale con Piero Chiara (il grande scrittore di Luino). Non sto a farla lunga per farne una biografia artistica, ma per me e molti della mia generazione questo è un vero lutto.

LA ROSA NEL PUGNO (16) E VARIE & EVENTUALI - 27.10.2006
- Lo SDI ha di fatto consumato la rottura, prova ne è che Boselli nel pastone del TG1 si presenta con un simbolo SDI, un garofano sovrastato dalla scritta 'Unità socialista'; ma al contempo la dirigenza SDI ha tirato un pò il freno a mano, evitando polemiche aperte e contrasti plateali. L'incertezza che caratterizza la nascita del Partito Democratico spinge lo SDI alla cautela e questo è un bene perché tiene aperto uno spiraglio e ci lascia un certo lasso di tempo per manovrare. Il nostro congresso sarà importante anche per tracciare un percorso di rilancio del soggetto RnP.
- Prodi è fortemente in crisi (non ne ha fatta una giusta, si è rivelato pasticcione ed arrogante) e l'ipotesi di un sua sostituzione a breve acquista credibilità. Casini sta accelerando il distacco dalla CDL e parla apertamente di "governo dei volenterosi". A proposito di "volenterosi", si parla di un scazzo tra Daniele e Pannella, non ne so niente , ma non è difficile immaginare di cosa si tratti, comunque a giorni avremo il congresso.
- Ferrara ad "8 1/2" ha fatto fuori i radicali definitivamente e li ha sostituiti con il direttore Bordin, che viene usato anche come moderatore. E' motivo d'orgoglio notare l'autorevolezza ed il rispetto che il direttore di RR suscita nella classe politica italiana. Ferrara da quando è stato così ingenerosamente scaricato dal card. Tettamanzi (no agli atei-devoti) sta rimuginando. Se non avete ancora letto l'articolo sul Foglio in risposta al cardinale fatelo.
- La Corte Costituzionale ripropone il suo ruolo di cupola respingendo la denuncia fatta da una coppia di talassemici circa la costituzionalità della legge 40 che impedisce loro di verificare che l'embrione da impiantare sia affetto da talassemia. La signora ha già subito due aborti terapeutici.....

NON TUTTE LE CAPEZZONATE RIESCONO COL BUCO - 28.10.2006
Non ne facciamo un dramma, ma anch'io considero questo outing un vera caduta di stile che Capezzone avrebbe potuto risparmiarsi / ci. Ci ha fatto la figura di un Pecoraro Scanio qualsiasi, con Novella 3000 poi! E' inutile, a furia di far "Markette" succede che poi ti scappa la frizione, fai lo sborrone e spari le battutine tipo" Il Kamasutra è una noia ecc.." oppure "Films porno? Che bella invenziun". Ma poi chi ci crede a Daniele gran amateur? Uno che alle 9 del mattino interviene a Catania, alle 14 parla a Vicenza, alle 22 registra Markette a Milano, non ha tempo neanche per pisciare, altro che Kamasutra. E' inutile, 8 anni a scuola dai salesiani lasciano il segno (vedi Fassino), malaeducation.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 13 ottobre 2006 @ 17:00:19

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - SETTEMBRE 2006

ROSA NEL PUGNO (11) - 12.9.2006
Eravamo rimasti al fatto che dopo lo psicodramma delle dimissioni-elezioni di Villetti a capogruppo RnP, come d'incanto, la dirigenza SDI aveva sotterrato l'ascia di guerra ed accettato di riprendere il cammino della Rosa nelle modalità "ovvie" di riunione della segreteria ecc. La ripresa dei lavori settembrini non ha riservato sorprese, non solo la segreteria si è tenuta, ma si è stabilito la sua riunione settimanale ed, a breve, la convocazione della direzione RnP, organismo largamente rappresentativo anche dell'area RnP non organizzata nei soggetti promotori della RnP. Cos'è davvero cambiato. Da un lato la convinzione in vasti settori SDI (anche in qualche "signore della guerra" dello SDI meridionale che seguire le sirene del Partito Democratico avrebbe condotto il loro partito in un cul de sac (è francese!); dall'altro, in area radicale, la convinzione che quella della Rosa è una impresa che va comunque tentata perchè vi è davvero la possibilità d'innescare dinamiche virtuose per la politica nel nostro disgraziato paese. Circa il problema della "forma partito" esiste una proposta federativa SDI, francamente non accettabile, ma è comunque un punto da cui partire per un dibattito serio su cosa deve essere, anche in forma organizzata, un partito che si qualifica come novità potenzialmente rivoluzionaria nella politica italiana. Nel fine settimana si è tenuto il comitato nazionale dei RI. Purtroppo non ho potuto seguirlo come avrei voluto (ho vendemmiato) e vi riferisco l'idea che mi sono fatto. Chi si aspettava un comitato incentrato sui problemi della RnP e della forma del nuovo partito sarà rimasto deluso. Certo c'è stato anche quello, ma era un "anche" perchè il comitato ha spaziato davvero su mille temi sopratutto dopo il primo intervento di Pannella, uno di quegli interventi da fare girare la testa anche al più attrezzato dei radicali, un intervento denso di tutte le tematiche pannelliane e che aveva ben presente la situazione libanese e l'impegno radicale per il satyagraha mondiale per la pace, con il suo disegno di sottrazione di Israele alle logiche nazionalistiche che l'hanno incastrato, in favore di una progressiva integrazione in una Unione Europea anch'essa diversa, federalista e responsabilizzata nel suo nuovo ruolo anche di Europa mediterranea, che apre anche a paesi come Marocco e Giordania in un processo di lungo periodo (per l' approfondimento vi rimando ai documenti di Pannella sui siti radicali). Il comitato si è aperto con una relazione dell'ottimo Capezzone (a cui va il nostro plauso per il gran lavoro che sta facendo come parlamentare, non ultimo il casino che ha armato sulla lottizzazione Rai), e con la relazione della Bernardini (tesoriere) che lamentando, al solito, la scarsità delle nostre risorse ha messo in evidenza come la scelta "prodiana" dei radicali sia stata pagata pesantemente in termini di calo d'iscrizioni. Una parte del mondo radicale non ha accettato la nostra (necessitata) adesione all'Unione. I "duri e puri" (salmoni a parte) erano per il "mi spezzo ma non mi piego" ecc. ecc. In conclusione il comitato ha deciso per il congresso annuale per i primi di novembre e per lanciare la proposta di una "comitato dei 1000" che dia contenuto e proposte alla crescita della RnP. Una cosa che non c’entra, ma la voglio dire. Non dimentichiamoci mai che l'Unione è al governo per il contributo decisivo dei voti della RnP. Capezzone ha ricordato come le teste d'uovo dell'Ulivo la settimana prima del voto di front alle sue preoccupazioni rispondessero "Tranquillo Capezzone, abbiamo tra i 5 e i 7 punti di vantaggio". Non dimentichiamoci dei 4 senatori che ci spettano, anche su questo il comitato si è espresso.

HANNO LA FACCIA COME IL CULO - 16.9.2006
Come saprete la partenza della spedizione governativa italiana in Cina (che ha lo scopo di promuovere soprattutto l'esportazione di prodotti italiani in quell'immenso mercato) è stata accompagnata da una ignobile gazzarra da parte della stampa di centro-destra contro Emma Bonino, ministro per il Commercio Estero. Il tono degli articoli pubblicati era tipo: "Ma come, tu paladina dei diritti umani e politici, vai in Cina ...., e si, quando ci sono di mezzo le poltrone ...". A questo coro paradossale e grottesco di "anime belle" a giudicare dal pulpito, si sono uniti, purtroppo, i nostri radicali salmonati Della Vedova e Taradash, che invece di assolvere il loro compito di catechizzare il centro-destra al liberalismo (compito arduo), sembra che non abbiano nient'altro da fare che "fare le pulci" a qualsiasi iniziativa dei radicali della RnP. Non mi dilungo, ed allego queste belle righe di Adriano Sofri che chiudono la bocca a questa banda di ipocriti.
“Piccola Posta” di Adriano Sofri (da Il Foglio del 15 settembre 2006)
Conosci tu il paese dove fioriscono i difensori dei diritti umani? Dove politici e giornalisti, tranne Emma Bonino, mettono al primo posto la difesa dei perseguitati? Dove, tranne Emma Bonino, giornalisti e politici antepongono la legalità e i diritti degli ultimi a qualunque prospettiva di affari e di guadagni materiali? Dove, con l'eccezione di Emma Bonino, politici e giornalisti sono pronti a isolare il governo cinese e inchiodano alle sue violazioni? Dove la mobilitazione contro la pena di morte è ininterrotta e unanime, salvo Emma Bonino? Dove lo sdegno contro la repressione della inerme testimonianza Falun Gong sarebbe universale, se non fosse per Emma Bonino? Dove politici e giornalisti digiunerebbero a oltranza per rivendicare la libertà di accesso dei cinesi a Internet ma Emma Bonino no? Lo conosci tu bene? Laggiù, laggiù, vorrei con te, o mia amata, andare: a condizione di non incontrarci Emma Bonino.


BENEDETTO XVI L'INFALLIBILE, L'HA FATTA FUORI DAL VASO - 18.9.2006
Papa Ratzinger sarà pure un grande teologo, ma si sta dimostrando goffo e "dannoso" appena esce dal seminato delle cose che gli stanno a cuore, la fobia sessuale e l'amore per gli embrioni in provetta (e appena esce dall'Italia, colonia vaticana). Che cosa ti ha combinato il santo padre? Dapprima ha teso la mano all'Islam in nome del comune odio nei confronti della democrazia liberale (in altre parole della libertà dell'individuo soprattutto se di genere femminile) imbastendo un discorso la cui sostanza era: "Avete ragione voi islamici ad essere incazzati ed intimoriti nei confronti della civiltà occidentale perchè questi hanno declassato la religione a religiosità ed invece noi siamo per lo stato teocratico in cui la parola di dio (quella delle gerarchie religiose) sia 'ùber alles', informi di sé leggi e comportamenti. E voi peccatori 'occidentali' se non abbandonerete quell'insano attaccamento al liberalismo, relativismo ed illuminismo (aggiungerei anche la figa) e non vi rifugerete nella dottrina sociale di santa madre chiesa, non avrete scampo (lo dicono anche Ferrara e Pera)". Risultato della sparata: indifferenza dell'Islam "moderato", ma imbarazzato dissenso, persino in Italia che si manifesta in tre editoriali sulle maggiori testate. Accortosi dell'insuccesso l'infallibile Benedetto XVI corre ai ripari ed in una "lectio magistralis" all'Università di Ratisbona da un colpo alla botte con lo scopo di prendere, almeno, un posizione di condanna contro gli eccessi del fondamentalismo (leggi terrorismo) citando, ad adiuvandum, un carneade medioevale bizantino tale Paleogolo, che dissentiva da certi comportamenti aggressivi dell'Islam. Male gliene incolse. Imam, Muftin e pur anco Muezzin si scatenarono contro il papa blasfemo che osava criticare Mohamed ecc. ecc. Al Jazira sottotitolava i suoi tg con scritte del tipo "Il papa offende Maometto", un vero invito a nozze per balordi fanatici di ogni risma. Morale della storia, il papa l'ha fatta fuori dal vaso due volte; ha dimostrato la sua pochezza e dopo l'uccisione della suorina missionaria in Somalia è stato costretto ad una penosa ritrattazione del tipo "Ma io il Paleologo l'ho citato, mica ho detto che ero d'accordo".
Potrei tirare ancora altre conclusioni, tipo considerazioni sull'inconsistenza dell'islam moderato ecc., ma questo è un altro discorso.

ROSA NEL PUGNO (12) - 26.9.2006
Nei giorni di venerdi e sabato si è tenuta, finalmente, la direzione nazionale della RnP (dico finalmente perché i lavori della segreteria erano, per volontà SDI, segreti) e, poiché i lavori della direzione erano trasmessi da Radio Radicale, tutti abbiamo potuto verificare che il progetto RnP è arrivato al capolinea. Che RnP avesse gravi problemi di salute si era visto a partire dal giorno dopo le elezioni. Dapprima Borselli s'era reso irreperibile impedendo la riunione della segreteria della RnP e della direzione; poi era seguito il comunicato dell'esecutivo SDI in cui, unilateralmente, si annunciava la creazione del partito nel 2009; erano poi seguite le dimissioni virtuali di Villetti da capogruppo alla Camera e lo psicodramma della richiesta al gruppo di elezioni; lo psicodramma s'era concluso (grazie al voltafaccia del "cavallo" di troia Turci e di Sancho Panza Buglio) colla elezione di Villetti in assenza del voto radicale; quando la rottura sembrava già consumata la dirigenza SDI fa marcia indietro ed accetta le sollecitazioni radicali per la convocazione degli organi di partito ( la posizione radicale è che il partito federato già esiste ) per settembre. L'improvviso ripensamento aveva lasciato tutti un po’ perplessi e sospettosi; d'accordo che su sollecitazione di Pannella era intervenuta l'intellighenzia socialista a perorare la causa della Rosa, ma una inversione di marcia di quel tipo lasciava presagire una fregatura. La "fregatura" si è immediatamente manifestata nelle riunioni di segreteria, ma è stata resa pubblica solo in ambito di direzione nazionale. In pratica lo SDI straccia gli accordi fondativi del partito federato RnP e propone la creazione di un "vero partito" che si risolverebbe in un inglobamento dell'area radicale e turciana nello SDI così com'è, quindi con l'ampia autonomia delle componenti regionali (signori della guerra meridionali compresi). Inoltre richiede la comproprietà del simbolo RnP (ma a questo punto direi la proprietà) che è da oltre 30 anni è simbolo radicale e che, secondo gli accordi, è dato in concessione alla RnP colla clausola che il suo uso sia concordato dalle componenti federate, e che non sia disponibile ad una sola delle parti sino al 2011. Come la dirigenza SDI abbia potuto pensare che i Radicali accettassero un progetto siffatto resta un mistero della fede, resta il fatto che se non ci saranno ripensamenti presto ci aggireremo tra le macerie di quello splendido progetto che è il partito di "Blair, Fortuna, Zapatero". Piange davvero il cuore pensando alla forza che la RnP stava esprimendo ed alle buone influenze che esercitava su questo governo un pò così, ma tant'è. A questo punto vorrei fare un appello ai compagni SDI. D'accordo voi siete un partito "territoriale" ben poco interessato alla politica nazionale ed internazionale, ed incombono le elezioni amministrative, ma davvero vi conviene rompere "il giocattolo" ora che incomincia ad avere un peso politico reale nell'ambito dell'Unione (e siamo solo all'inizio)? Non rischiate di diventare, anzitempo, gli ascari della Quercia in cerca di un posto al sole? E' proprio il caso di dargliela vinta così al D'Alema ? Fosse solo per questione d'interesse (peso politico, nonché contrattuale) fossi in voi ci penserei prima di buttare dentro. Devo anche aggiungere per correttezza che se fosse per lo SDI Emilia-Romagna il disastro si potrebbe evitare, ma così stanno le cose.

ROSA NEL PUGNO (13) - 28.9.2006
Ho avuto un breve scambio di idee con Giancarlo Bolici (segr. prov. SDI a Piacenza). Ho trovato Giancarlo tanto deluso ed amareggiato quanto noi; più incazzato colla propria dirigenza nazionale ("Di questi accordi sul simbolo della Rosa non sapevamo niente....") che polemico nei nostri confronti, e comunque, realisticamente, giunto alla conclusione di mettere fine con l'eutanasia alla penosa agonia della Rosa. Questo mi spinge a tornare sull'argomento per un approfondimento e, mi auguro, per sollecitare contributi anche dai compagni dello SDI piacentino. Il progetto della Rosa nel Pugno era, è, un progetto bello, ambizioso e soprattutto rivoluzionario. Si trattava di dare a questo paese, in lento ed inarrestabile declino su tutti i fronti, l'opportunità di una rinascita attraverso l'operare di un partito genuinamente europeo liberale e socialista secondo l'indovinato slogan "Blair, Fortuna, Zapatero". La formulazione del progetto fu resa possibile dall'incontro di Radicali e SDI; incontro propiziato da una pluriennale sinergia sui temi della giustizia (amnistia ed indulto) tra le lotte radicali nel paese e l'impegno puntuale parlamentare dei compagni SDI Buemi e Crema, e dalla comune difesa della laicità dello stato concretizzatasi nella battaglia referendaria per abrogare la legge 40. Questo incontro fu propiziato anche da un passato di lotte che avevano accomunato radicali e socialisti a cominciare dalla battaglia per il divorzio (Fortuna) sino a quelle contro la fame nel mondo (Craxi-Martelli). Questa comunanza era stata poi interrotta bruscamente dalla svolta proibizionista di Craxi (inizio della sua fine), che aveva condizionato, non sola, la politica radicale sino a spingerla a dedicare la proprie energie al fronte transnazionale ( i soli radicali avvertirono allora, 1988, l'incombere di quel nuovo che ora si chiama globalizzazione, e l'urgenza di un intervento politico transnazionale). Certo, oltre a queste nobili ragioni, l'incontro Radicali-SDI fu anche propiziato dall'incombere delle elezioni politiche che vedeva i due partiti, per diverse ragioni, discriminati. Da una parte i Radicali visti, a ragione, come partito antisistema ("L'Italia non è ne democrazia, ne stato di diritto, ma un sistema oligarchico-partitocratico in cui l'agibilità politica è concessa solo a sodali e cooptati") rifiutati da entrambe le coalizioni (vedi esperienza della "ospitalità" alle elezioni regionali); dall'altra lo SDI, calimero del centro-sinistra, tollerato con sufficienza dal DS ed escluso dai "grandi giochi" della costruzione del Partito Democratico (cristiano) edizione bonsai del compromesso storico (definizione di Boselli). Due partiti, per altro, quanto mai differenti. I Radicali piccolo e combattivo partito di militanti organizzato intorno ad un leader, una radio ed internet, un partito che come ragione sociale ha la rivoluzione liberal-socialista in questo paese (si, siamo degli sborroni) e che in questi anni ha saputo, con le campagne referendarie, offrire all'Italia due grandi occasioni (abortite) di cambiamento. Lo SDI, un partito sopravissuto al disastro craxiano, senza una dirigenza ed una linea politica degna di questo nome, con una struttura da partito novecentesco di massa con federazioni, sezioni e cinghie di trasmissione su cui crescono ormai le ragnatele; spesso tenuto in piedi dall'orgoglio e la generosità di pochi compagni; in altri casi, copertura di veri e propri non limpidi potentati locali; un partito che, comunque la si vede, ha come ragione sociale l'impegno nelle amministrazioni locali. In virtù o nonostante queste premesse, le dirigenze Radicali e SDI dopo alcuni incontri nel luglio dello scorso anno diedero, al Convegno di Fiuggi, il via al partito laico-liberale-socialista-radicale con simbolo la Rosa nel Pugno (simbolo radicale in Italia dal 1975, ma ora anche dell'Internazionale Socialista), un programma politico di 31 punti e l'adesione alla coalizione di centro-sinistra (Unione). Una decisione verticista, un programma ambizioso? Certamente si, ma senza dubbio una decisione giusta, capace di porre le basi per qualcosa di veramente innovativo nella politica italiana. Sin dall'inizio la RnP non ebbe vita facile, lo SDI era sottoposto allo stillicidio di polemiche a nome Unità Socialista, i mugugni ed i niet nell'Unione erano molteplici e l'ostilità dei DS evidente, ma alla fine, dopo 4 mesi, Prodi ricevette i dirigenti RnP e l'adesione (rivelatasi poi decisiva per la vittoria) alla coalizione ratificata. La campagna elettorale fu durissima sottoposti come fummo al fuoco incrociato di amici e nemici (la raccolta delle firme a cui ci obbligò la diserzione dall'aula dei DS, l'esclusione dalle principali trasmissioni televisive, occultamento della nostra presenza e "sgarbi quotidiani"). Il risultato elettorale fu, visto ora, quello che era possibile ottenere in quelle condizioni, ma ben lontano dalle aspettative. Sono convinto che fu la delusione elettorale a cambiare le poco profonde convinzioni della segreteria SDI. Da quel momento la preoccupazione SDI fu quella di superare nel miglior modo possibile il periodo delle amministrative (272 eletti) e chiudere la partita in qualche modo, magari imputando al settarismo radicale il fallimento della RnP. E' esattamente quello che sta avvenendo e questo è un errore politico gigantesco che affosserà per sempre lo SDI nella sua autonomia e credibilità, ma quel che è peggio brucerà sul nascere la RnP che già in questi primi mesi di centro sinistra ha saputo conquistare alcuni successi, visibilità, attenzione e simpatia che possono preludere agli sviluppi di allargamento dell'influenza a sinistra (e non solo) da tutti auspicati. Proprio mentre sto scrivendo sto ascoltando un intervento a Radio Radicale del compagno Zavettieri che va nel senso delle mie parole. Zavettieri, potente socialista calabrese, che pur ha boicottato la nascita della RnP, ora, da politico navigato, si rende conto delle praterie che si stanno aprendo alla RnP nella politica nazionale e vorrebbe salire a bordo, per questo scongiura la segreteria SDI di non rompere per "secondari problemi di gestione del partito". Comunque, per dirla tutta cari compagni SDI, dietro al ripensamento della vostra segreteria c'è un nome, Massimo D'Alema. D'Alema si rende perfettamente conto che la RnP è a sinistra il progetto alternativo al Partito Democratico ed è deciso a uccidere la Rosa nella culla prima che possa porsi come pericolosa concorrente (tanto più che il partito democratico stenta parecchio a sorgere) . A questo scopo ha attivato la "sussidiarietà" verso l'unità socialista mettendosi a fianco Ugo e Bobo come sottosegretari agli Esteri e da li dirigere le danze. Pensare male è peccato, ma io sono un noto peccatore.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 19 settembre 2006 @ 18:35:08

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - AGOSTO 2006

ROSA NEL PUGNO (8) - 1.8.2006
“La saga della RnP arriva al dunque, Villetti o morte. Il ruolo di Yago”

Cerchiamo di tirare la fila di una storia complicata, ma che gli ultimi sviluppi rendono sempre più leggibile. Riassumendo per grandi linee, subito dopo le politiche si riunisce la segreteria della RnP (ne approfitto per ricordare che la RnP da tempo si è data due organi dirigenti, la segreteria, che comprende una decina di dirigenti, e la direzione, forte di oltre cento elementi, rappresentativo di vari filoni del mondo laico-socialista-liberale-radicale) che decide l'assegnazione degli incarichi: ministero alla Bonino, viceministero esteri ad Intini, tre sottosegretariati a compagni SDI, presidenza del gruppo parlamentare a Villetti, vicepresidenza a Turci, due presidenze di commissione camera (Capezzone, Beltrandi) e D'Elia come uno dei 16 segretari della Camera. Una volta spartito il "bottino" e superate le amministrative, dove il mondo radicale partecipa al sostegno dei candidati RnP-SDI (272 consiglieri), cala il gelo da parte SDI; critiche al "protagonismo radicale" che si batte per l’amnistia-indulto ed il riconoscimento degli 8 senatori estromessi (4 della RnP), rifiuto di convocazione degli organi statutari (sparizione di Boselli) ed infine l'annuncio alla stampa da parte di Villetti delle sue dimissioni come capogruppo alla camera. Queste dimissioni si rivelano fantomatiche perchè gli uffici della camera non ne sanno niente, la segreteria non ne sa niente ed anche il gruppo le apprende dai giornali. Nel frattempo l'Esecutivo SDI si riunisce in riunione segreta ed emette un comunicato in cui si dice "compagni abbiamo scherzato, della RnP si riparlerà nel 2009 (elezioni europee) per intanto avviamo un percorso federativo dove tutti rimangono autonomi ecc. e teniamo in piedi la sigla che ci può venire buona". Subito dopo il Villetti mette in piedi la sceneggiata "voglio essere eletto dal gruppo"; gli si risponde "o ritiri le dimissioni e nulla questio, o le rimetti alla segreteria che ti ha nominato". Al che il Villetti grida alla lesa maestà dell'autonomia del gruppo parlamentare ecc. ecc. Il giochino si fa scoperto; se Villetti fosse eletto dal gruppo parlamentare la dirigenza SDI avrebbe un appiglio di legittimità per dichiarare "fine della corsa" e ridurre la RnP a mero simbolo di gruppo parlamentare. I Radicali chiedono insistentemente la riunione della segreteria per un chiarimento ottenendo un ennesimo rifiuto. A questo punto il colpo di scena. Lanfranco (Yago) Turci, dissidente trombato DS, eletto con Buglio in quota radicale, a cui tutti noi assegnavamo un importante compito come punto di riferimento di un area simpatizzante RnP, e come momento di amalgama ed organizzazione dei vari filoni della RnP, Lanfranco Turci, dicevo, toglie la maschera del salomonico paciere, attacca pesantemente i Radicali e sollecita lo SDI a non perdere tempo ed eleggere Villetti con il voto suo e di Buglio (l'altro ex DS), ed operare la rottura. E' inutile compagni, 40 anni nel PCI a livello dirigente forgiano l'uomo. Ora tutti i tasselli del mosaico vanno al loro posto. I DS non possono sopportare la nascita di un partito come la RnP, lo hanno dimostrato ampiamente prima durante e dopo (ricordatevi del fuoco amico alla camera a fine legislatura), ed ecco D'Alema blandire lo SDI, fare Intini viceministro (non previsto), affiancargli Bobo Craxi (RnP? Ma va! Unità socialista sui "valori socialisti"), riallestire la riserva indiana SDI tra i cespugli della Quercia e l'autonomia socialista e già belle andata affanculo. In questo disegno sta a Yago Turci strangolare il bambino RnP nella culla. A questa situazione di sfacelo sta tentando di mettere rimedio una componente della intellettualità socialista guidata da Benzoni, Landolfi, Achilli, Di Donato ed altri ancora, che ha lanciato un appello accorato per la convocazione immediata della direzione della RnP, ma, a meno di una forte reazione di una parte importante del mondo SDI, quest'appello si rivelerà vano. Mentre scrivevo queste righe ho sentito una intervista minacciosa di Villetti che conferma la riunione del gruppo per la sua rielezione domani (2.8.06); ribadisce che il progetto della RnP è quello vago-federativo enunciato (univocamente) dall'Esecutivo SDI; minaccia di ritorsioni i radicali qualora non si presentassero a votarlo, ritorsioni che potrebbero arrivare sino alla messa in discussione del ministero Bonino (si avete capito bene). No comment.
P.S.: aggiungo le ultime, per completare il quadro. La posizione di Buglio (l'altro ex DS rosapugnone alla camera) non coincide affatto con quella di Yago Turci. Nelle interviste date sia alla radio che alla stampa denuncia come la crisi della rosa sia frutto soprattutto delle pressioni che lo SDI subisce da parte DS perchè scarichi i Radicali e torni a cuccia; insomma una posizione "direzione subito" anche se…qualora il gruppo voterà non si sottrarrà. In extremis è stato annunciato un incontro Boselli-Pannella (in corso penso) per evitare la rottura preannunciata (votazione del gruppo ore 14).

ROSA NEL PUGNO (9) - 12.8.2006
Facciamo il punto della situazione e vediamo di fare qualche considerazione.
Eravamo rimasti al braccio di ferro "Villetti o morte". Lo SDI ha fatto lo strappo convocando il seggio elettorale del gruppo parlamentare (con l'assenza dei parlamentari radicali) per eleggere Villetti presidente e "legittimare" l'esistenza del gruppo così com'è (senza regole). A quel punto i radicali hanno preso atto dell'elezione pur mantenendo le riserve sullo sviluppo degli avvenimenti. Colpo di scena, la dirigenza SDI torna sui suoi passi ed accoglie tutte le richieste radicali sino allora respinte, riunione della segreteria ed in seguito riunione della direzione ecc. Si tiene la segreteria che emette un comunicato laconico in cui annuncia di volere proseguire il cammino della RnP ed accoglie le richieste di Pannella, ossia riunione settimanale della segreteria, mensile della direzione e una "Fiuggi 2" entro Ottobre. Crisi risolta, problemi superati? Certo che no; si dice di una richiesta SDI per eliminare dal simbolo gli aggettivi Laici e Radicali (anche Zapatero fa storcere il naso). Ma come compagno Boselli, hai fatto una campagna elettorale tutta e solo basata sulla Laicità (con sparate per la revisione del concordato) ed adesso siamo già al pentimento? Come leggere questo salto mortale? Probabilmente la dirigenza SDI si è accorta di avere accelerato troppo i tempi di una presa di distanza dai radicali (come richiesto da D'Alema) ed anche il manifesto di convocazione della direzione, firmato dalla maggioranza dei componenti e da grandi nomi della intellettualità socialista, ha avuto il suo peso di "moral suasion", per cui "contrordine compagni". Ma aldilà di questa realistica lettura degli avvenimenti resta il fatto che adesso lo SDI accetta il dialogo ed un percorso per la RnP resta tracciato. Starà alle componenti che credono nel progetto gestire il confronto nella giusta direzione. Insomma, per ora la Rosa si è salvata in corner. W la RnP.

ROSA NEL PUGNO (10) - 23.8.2006
Forza Italia corteggia i Radicali

Ha iniziato "Formiche", pubblicazione dell'UDC di area Follini, a "fare i complimenti" a Bonino e Capezzone, ed ora entra in campo direttamente FI con Sandro Bondi a corteggiare i Radicali. Berlusconi, per altro, lo aveva detto da subito: "Non riesco a perdonarmi il fatto di aver escluso i Radicali, abbiamo perso per quello". Dobbiamo essere contenti di questi riconoscimenti? Non penso, il problema è sempre quello. Da entrambe le coalizioni la piva è la stessa. Bravi Bonino e Capezzone, purchè mandiate affanculo Pannella, ossia che rinunciate ad essere radicali. A destra danno per scontato il fallimento della RnP; lo SDI coi DS, ed i Radicali liberi e belli e ce provano. Il buon Capezzone, super attivo, approfittando del vuoto agostano, partecipa come il prezzemolo ad ogni trasmissione o dibattito che gli propongono e, astutamente, non sconfessa le lusinghe della destra ponendo laicamente le nostre tematiche all'attenzione parlamentare aldilà degli schieramenti. Bravo Daniele, alla faccia dei Salmoni. Pannella è sempre di più "globalizzato" (transnazionale), è in missione in Cambogia (abbiamo 25 deputati radicali nel paese di Pol Pot) ed in India dove incontrerà personalità di rilievo portando agli infedeli il Gandhi pensiero.

CL MEETING, LA SVOLTA TALEBANA - 24.8.2006
Grazie alla solita RR è possibile seguire anche quello che accade al meeting rimininese di CL; ebbene non è possibile non notare come la svolta talebana di questo "movimento" si sia pienamente realizzata. Tutti, dico tutti, i dibattiti eticamente sensibili (anche lontanamente) sono condotti da ayatollah di turno con la esclusione di qualsiasi voce di dissenso. Potrei farvi il rosario delle menzogne che vengono elencate, ma non ho voglia di scrivere, fidatevi. E' stata fischiata (a priori) persino la Binetti (numeraria dell'Opus Dei), perchè nell'ambito del suo impegno parlamentare non si è sentita di affermare che è meglio buttare nel cesso gli embrioni non più riproduttive piuttosto che utilizzarli nella ricerca scientifica. Grandi applausi invece per l'ateo talebano (Zelig della politica) Marcello Pera. Don Giussani è morto ed il verminaio ne approfitta. Fatta la festa gabbatu lu santu.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 05 settembre 2006 @ 11:47:39

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - LUGLIO 2006

ROSA NEL PUGNO (1) - 2.7.2006
Le liberalizzazioni di Bersani fanno seguito ad una sequenza di provvedimenti segnati dalla presenza nella maggioranza della Rosa nel Pugno (Bindi: pacs, Mussi: staminali embrionali, Turco: tabelle per la droga, Mastella: amnistia). Tutto questo è accaduto (amnistia a parte) senza particolari pressioni. Sembra proprio che la presenza della Bonino ed ora la grande vittoria del NO al referendum costituzionale abbiano dato coraggio al governo di fare quelle minime cose (a costo zero) che lo possano caratterizzare come liberal-socialista. Di fronte a questa "vittoria" lo SDI cosa fa? Inizia le pratiche del divorzio nascondendosi dietro a stronzate tipo che Pannella è ingombrante (bella scoperta!) o che "voi siete movimentisti e noi istituzionali" e via così. La reazione di ciascuno di noi è di mandarli a cagare, la rosa nel pugno è quel progetto lì e può andare avanti senza uno SDI che di socialismo non ha più niente (il partito degli aspiranti assessori). Ebbene, sarebbe un errore. Lo SDI non vede l'ora di chiudere questa "esperienza" e rientrare nella riserva indiana che D'Alema gli ha preparato nel nuovo partito Democratico Cristiano, addossandone la responsabilità a Pannella ed al terrorista D'Elia. Questo giochino non deve passare. Deve essere chiaro a tutti da che parte viene il tradimento del progetto e degli accordi.
Per inciso, anche a livello piacentino lo SDI si è completamente dileguato dopo le elezioni politiche; ho tentato sporadicamente con l'invio di messaggi di intavolare un dibattito, ma ora mi sono reso conto che non ne sono in grado. Per confrontarsi bisogna avere posizioni e programmi.

ROSA NEL PUGNO (2) - 7.7.2006
Si riuniscono oggi in parallelo l'Esecutivo SDI e la Direzione RI. Entro domani dovremmo sapere qualcosa di più dei destini della RnP. Quello che ormai appare chiaro è che lo SDI non è un partito, ma una confederazione di ex gruppi dirigenti locali PSI, alcuni (al sud) con un riscontro elettorale rispettabile, tenuti insieme sinora dall'istinto di sopravvivenza e dalla nostalgia di una Italia che non c'è più, una Italia in cui all'inizio degli anni 80 il PSI di Craxi (in sinergia con i Radicali) ebbe un innegabile ruolo di modernizzazione del paese bloccando il disegno cattocomunista del compromesso storico. Cosa uscirà dall'esecutivo SDI è difficile dirlo tanto la situazione è confusa, quello che è certo che il "mite" Boselli ha chiuso. Se manterrà la segreteria lo farà solo per compiere atti di ordinaria amministrazione. Del Turco propone un cambio generazionale (largo ai giovani) nella dirigenza, il che andrebbe bene se i giovani SDI avessero idee originali oltre che ambizioni, ma dopo avere sentito le dichiarazioni di Quadrana (segretario dei giovani socialisti) sarei propenso a pensare che la proposta di Del Turco sia strumentale. Altra "stranezza socialista" è la posizione di Saverio Zavettieri (potente sdi calabrese) che dopo aver presentato alle politiche una lista civetta che ci ha fottuto 2 parlamentari ora difende la RnP a spada tratta. Le posizioni che attualmente si confrontano nello SDI sono alla fine solo due. L'una sostiene il fallimento della Rosa per incompatibilità col mondo radicale (in realtà per incompatibilità col progetto stesso RnP ed il programma di Fiuggi) e che è disposta ad accettare l'invito dei DS a rientrare nel campo profughi sotto la Quercia insieme a Bobo. L'altra che propone di continuare l'esperienza RnP come federazione delle due formazioni (in gergo bicicletta). Esiste certo una componente SDI che parteggia per il progetto RnP, ma è talmente minoritaria che mi stupirei che potesse avere ascolto. La mia convinzione (penso diffusa tra i radicali) è che l'esperienza socialista possa trovare linfa vitale solo nel progetto RnP e che il mitico partito democratico possa nascere solo su un solido terreno liberal-socialista. Il paradosso della crisi della RnP sta nel fatto che questa nasca proprio nel momento in cui l'agire del governo Prodi appare, in gran parte, ispirato alle posizioni della Rosa, e che potremmo rivendicare una prima vittoria politica.

ROSA NEL PUGNO (3) - 10.7.2006
Ho mandato una mail alla vigilia dell'Esecutivo SDI pronosticando alcuni risultati e facendo alcune considerazioni assolutamente personali e quello che scrivo oggi è dello stesso tenore. Avevo pronosticato un risoluzione dell’Esecutivo SDI che istituzionalizzasse la RnP come bicicletta elettorale e ci ho preso in pieno; stando alla risoluzione dell'esecutivo SDI si parcheggia la bicicletta sino al 2009 (elezioni europee), per intanto liberi tutti. Avevo tracciato anche una analisi della situazione SDI sostenendo che lo SDI non è un partito, ma un "confederazione" di realtà post socialiste (PSI di Craxi) in cerca di sopravvivenza. Avevo anche pronosticato la fine di Boselli segretario, travolto dalle contestazioni e dall'"assenza". Dopo questo week-end posso dire di essermi in parte sbagliato. Boselli non ha rivali per la semplice ragione che la dirigenza SDI non ha seconde linee. Ho seguito alla Radio Radicale gli interventi di Quadrana (segretario uscente) e Mosca (nuovo segretario) della FGS e vi posso garantire che questi non hanno lo "spessore politico" per dirigere alcunché a livello nazionale. Lo SDI deve farcela con la dirigenza nazionale Boselli-Villetti-Intini. Solo un bolognese "curiale" e "mite" come Boselli può tenere insieme il mondo SDI caratterizzato da una situazione tanto variegata. "Reducismo" al Nord, "Signori della guerra (e delle tessere) al Sud". Compagni, questo è quello che passa il convento ed è a partire da questa realtà (che ora mi appare più chiara) che tenteremo di costruire la RnP che, non dimentichiamolo, ha quattro gambe: Radicali, SDI, area DS-Laico-Riformatori e una area laico-liberale rappresentata dalla Luca Coscioni. Devo riconoscere al tandem Pannella-Capezzone l'abilità e l’accortezza politica di avere schivato tutte le "mine" e le "trappole" seminate dai nemici della RnP (SDI e non) senza rinunciare alla lotta politica, e avere costretto la dirigenza SDI alla convocazione della segreteria della RnP per sabato prossimo. Sono convinto che all'interno dello SDI ci sia fermento e che molti si rendano ormai conto che le bandiere socialiste possano ancora sventolare solo con la RnP. L'alternativa è la solita, la riserva indiana sotto la Quercia sino alla estinzione (assorbimento) del mondo socialista in un progetto che non è il partito democratico che noi tutti vogliamo, ma una riedizione di un qualcosa che ben conosciamo (cattocomunismo aggiornato in clericoriformismo). Ricordiamoci che, ad ora, la nostra partecipazione a questo governo è un buon successo. Tutti gli atti in qualche modo risentono del nostro programma e della nostra presenza. E ricordiamoci che voi compagni SDI avete portato a casa 272 consiglieri in queste amministrative (compreso Quadrana a Roma) anche grazie all'impegno diretto di Bonino, Capezzone e Cappato.
P.S.: vi comunico la formulazione corretta da Capezzone del nostro slogan programmatico: "Blair, Fortuna, Zapatero & Gattuso".

CALCIO OPPIO DEL POPOLO ITALIANO - 11.7.2006
Anch'io ho visto la partita che non mi ha entusiasmato in quanto vinta alla roulette dei rigori. Tra l'altro ho scoperto cosa ha detto Materazzi a Zidane (ciò che ha causato la reazione inconsulta di Zizou); sembra che gli abbia detto: "Perchè non vieni all'Inter?" (scusa Sergio). Scherzi a parte, il dopo partita è stato davvero sconfortante, caroselli e casini strombazzanti sino alle tre di notte anche nella algida Piacenza. All'arrivo degli azzurri si alzano le "Frecce tricolori"; un milione di persone al Circo Massimo. Questa è la prova provata che siamo diventati una repubblica delle banane, tanto da scandalizzare la compassata stampa du Brasil. Per una volta sono d'accordo col Cav. Berlusconi che ha così commentato: "Che culo il Prodi, quando sono arrivato al governo io mi sono beccato subito il G8 di Genova e, a ruota, l'11 Settembre e la crisi mondiale. Arriva lui e si becca la ripresa, la Bonino al governo e la vittoria ai mondiali". Caro Cav., ci ho gusto, te ciapa Silvio bugiardo-imbroglione. Anzi, il Milan in B a giocare col Piacenza e poi potremo dire davvero "Got mit uns". Anche Benedetto (quello XVI non il nostro) è incazzato come una belva; Zapatero che lo sbeffeggia snobbando la messa di Valencia. Il devoto-astensionista popolo italiano che dimostra di preferire Gattuso a Padre Pio, e, dulcis in fundo, l'evasione del Vescovo Milingo dal carcere dell'Opus Dei a Zagarolo. Anche a te ripeto "Got mit uns", e tu non hai bisogno della traduzione visto che lo portavi scritto sulla divisa (errori di gioventù) .
L'economia è a pezzi, la gioventù ignorante si iscrive tutta a "Scienze dell'Informazione", l'Italia sta scivolando verso il Magreb invece di risalire le Alpi, machissenefrega! Campioni! Siamo i Campioni!

CASO D’ELIA - 14.7.2006
Dopo un mese di linciaggio parlamentare e mediatico contro il compagno D'Elia (ma il vero obiettivo è la Rosa) i "giustizialisti difensori del buon nome del parlamento" sono rimasti col cerino in mano senza avere neanche la solidarietà piena dei loro partiti e hanno battuto in ritirata (ritiro della mozione). Quello che più inquieta in questa vicenda è come sia stato possibile che la presidenza della Camera abbia potuto accettare una mozione, esplicitamente incostituzionale, in cui si richiedeva un decreto governativo che intervenisse sulle regole stesse della Camera. Vabbè che il comunista Bertinotti non ha dimestichezza colla democrazia liberale, ma questo è un errore da licenziamento in tronco per giusta causa.

ROSA NEL PUGNO (4) - 15.7.2006
A questo punto il pessimismo sulla sorte di RnP è d'obbligo. Lo SDI, accampando un pretesto che non sto neanche a commentare, diserterà la riunione di segreteria convocata faticosamente da una settimana. Lo SDI vuole "buttare dentro", non se la sente. Le sirene dalemiane hanno funzionato egregiamente ed Ugo e Bobo hanno fatto pacs. Boselli non si presenta più neanche in parlamento pur di non affrontare le situazioni. E' la politica sperimentata dell'assenza. Nenni a chi lo criticava per la svolta verso il centro-sinistra rispose "Rinnovarsi o perire." I socialisti hanno deciso di certificare la propria morte affossando il progetto che li avrebbe salvati e dato una grande opportunità di cambiamento a questo paese (una macchia difficile da lavare).

ROSA NEL PUGNO (5) - 24.7.2006
Turci: “ i radicali non possono fare tutto da soli” (da Corriere della Sera del 20.7.2006, pag. 10) “L'approfondimento culturale del partito, accompagnare le battaglie politiche sui temi della laicità, delle liberalizzazioni, della scuola e della legalità” saranno gli impegni della nuova associazione per la Rosa nel pugno, promossa dai deputati Lanfranco Turci e Salvatore Buglio. A proposito del mancato accordo dopo le dimissioni da capogruppo alla Camera del socialista Roberto Villetti, Turci ha detto: «Se non si mette un po’ di buona volontà a cercare di risolvere un problema banale come quello del capogruppo, mi viene il dubbio che i radicali intendano fare da soli la Rosa nel pugno e disperdere quel patrimonio laico, liberale e socialista che sta a cuore a tanti. Mi sembrerebbe veramente da cretini».
Caro Turci,
saremmo cretini se credessimo alla tua buona fede. Ma come si può spararla così grossa? Sarebbero i radicali a impedire la RnP? Ma ti sei letto la risoluzione dell'Esecutivo SDI (RnP nel 2009)? E pensare che abbiamo rinunciato ad eleggere due nostri compagni per fare eleggere te e Buglio proprio perchè nella RnP credevano. Inutile, chi ha praticato il PCI per 40 anni perde il pelo, ma non il vizio.

ROSA NEL PUGNO (6) - 26.7.2006
Turci è passato dal "salomonismo" al "terzismo" ultra critico nei confronti dei Radicali sino al varo di una Associazione per La Rosa nel Pugno (appunto terzista e salomonica).

ROSA NEL PUGNO (7) - 28.7.2006
Caro Luca,
le tue amare considerazioni sono assolutamente condivisibili, quello che è successo a MN è successo anche a PC e dappertutto (salvo le eccezioni che confermano la regola). All'indomani delle elezioni lo SDI "si è dato", troncando qualunque tipo di rapporto senza se e senza ma. Gli serviva la RnP come espediente elettorale, come sigla usa e getta, ed è quanto hanno fatto e, con sollievo, si sono tolti la maschera. Non poteva che andare così non essendo lo SDI che un aggregato (non un partito) delle seconde linee del peggior craxismo, personale politico perennemente in panchina in attesa di potere far pesare quel brandello di clientela che gli è rimasto per accaparrarsi una poltrona. In fondo lo sapevamo, ma speravamo di avere il tempo di mettere in moto la macchina del progetto RnP come momento di aggregazione di altro da loro; non ci hanno lasciato un secondo utile. Quello che più mi amareggia è l'atteggiamento di Turci, di fatto schierato con loro nell'annichilimento della RnP, mentre avrebbe dovuto essere un punto di riferimento per una area "progressista" che vedeva nel nostro progetto davvero una valida opportunità politica. Quando Turci parla di "settarismo radicale", probabilmente intende riferirsi al nostro "nobile" modo d'intendere la politica che è incomprensibile per un politicante che ha passato 40 nel PCI in posizione dirigente. Turci, mi hai deluso, du did in di oc.
Cosa faremo ora? Tireremo dritto sulla strada tracciata a Fiuggi con il rischio di ritrovarci con la RnP come riedizione del movimento dei Club Pannella, claro!
Ma non buttiamoci troppo giù, a livello politico governativo per ora abbiamo avuto solo "vittorie", e non dimentichiamoci che se questo paese fascista ha avuto negli anni alcune riforme reali lo deve solo al "Non Mollare" di questi 3000 irriducibili stronzi libertari che siamo.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 05 settembre 2006 @ 11:36:12

 Il Taccuino di GG: IL TACCUINO DI GIULIANO GUIDI - GIUGNO 2006

LA RIFORMA COSTITUZIONALE DI BERLUSCONI-CALDEROLI - 20.6.2006
Anch'io aggiungo il mio NO convinto al prossimo voto referendario e ve lo argomento brevemente. Questa riforma è il classico pacco (sola per i romani) ben confezionato per conquistare il consenso degli sprovveduti. Domanda: "comprereste un’auto usata da Calderoli?". Se la risposta è No (come ogni sano di mente risponderà) abbiamo già risolto il problema. Battute a parte, il pacco è ben confezionato e pubblicizzato.
- Governabilità. Il premier verrà eletto direttamente, nominerà i ministri ed avrà il potere di sciogliere le camere.
- Formazione delle leggi. Basta con due camere che fanno le stesse cose e s'intralciano a vicenda. La Camera farà le leggi nazionali, il Senato quelle regionali.
- Devolution. Sanità, scuola, polizia ed altro passano nelle competenze dello stato.
- Diminuzione del numero dei parlamentari.
Se lo sprovveduto cittadino avesse avuto qualche dubbio di fronte alla "Diminuzione del numero dei parlamentari" si alza in piedi è fa la Ola. Ciumbia, argomenta fra sé e sé, finalmente potrò votare il premier, saremo padroni a casa nostra (devolution), e dovrò pagare meno tasse per mantenere gli scansafatiche a Roma. Il cittadino avvertito, sapendo che il pacco è stato preparato dal dentista Calderoli (non dal prof. Ainis e colleghi) quello della legge elettorale proporzionale senza possibilità di preferenza nominativa, apre il pacco con cautela e ne esamina con cura il contenuto e scopre che:
- Governabilità. E' vero che il nome del premier comparirà sulla scheda ecc. ecc., ma non essendo cambiata la legge elettorale ed essendo le coalizioni grappoli di partiti minori in lotta tra loro per accaparrarsi potere da distribuire alle affamate clientele, la riforma si limita a fotografare l'esistente introducendo la clausola della reciproca interdizione tra premier e maggioranza. Ossia, l’autorità del premier non è accresciuta dalla nomina diretta (che già esiste di fatto), ma dal potere di ricatto reciproco tra premier e coalizione in quanto il cambio della maggioranza comporta lo scioglimento delle camere.
- Formazioni delle leggi. Già ad una prima lettura la promessa di razionalizzazione nella formazione delle leggi va a farsi friggere. Le leggi passano comunque da una camera all'altra, anche se solo una delle due dovrebbe avere l'ultima parola. Dico dovrebbe perchè sono previste "bicamerali" per risolvere casi contorti. In sostanza la formazione delle leggi appare macchinosa e piena d'insidie che non sto a spiegare per brevità.
- Devolution. Anche qui ci si limita a fotografare l'esistente, ma mettendo nero su bianco in costituzione, in poche parole, quello che già è. Stando così le cose si aprono territori vastissimi ai conflitti di competenze, poteri ecc., un casino indistricabile. Inoltre poiché trattasi non di Devolution ma di Moltiplication, in quanto lo stato centrale non abdica alle proprie competenze, la devolution si rivela per quella di Calderoli, una moltiplicazione delle mangiatoie per clientele di ogni tipo (e io pago!). Pensate solamente alla sparata della polizia regionale, significa che la polizia di stato "locale" diventa regionale, che il prefetto va in pensione? Certo che no, alle cinque polizie esistenti se ne aggiungerà un’altra, e via così.
- Diminuzione del numero dei parlamentari. Quella effettivamente c'è, ma solo a partire dal 2016 perchè, come ha dottamente argomentato Berlusca, non potete chiedere ai capponi di gioire per l'arrivo del Natale.
Adesso che abbiamo visto il contenuto del pacco possiamo trarre le nostre conclusioni. Questa riforma costituzionale è degna compagna della nuova legge elettorale, risultato del patto di sangue (hanno giurato sui propri figli) tra Bossi e Berlusconi. Per quel che riguarda Bossi, si trattava, in extremis, di dare alla Lega un qualcosa per cui cantare vittoria e mantenere il proprio consenso di partitucolo nazista. Per quel che riguarda Berlusconi, si trattava di introdurre una norma antiribaltone che lo mettesse al riparo dai salti di corsia dell'UDC o simili. In abbinata alla nuova legge elettorale questa riforma mette ancora più in rilievo la degenerazione oligarchica della già degenerata partitocrazia italiana, con camere non di eletti, ma di nominati dagli oligarchi ricchi di potere e di finanziamento pubblico. Camere ridotte a votificio dove ai legislatori si sono sostituiti "affigliati" scelti dai boss per premere il pulsante e guadagnarsi l'ambita pensione. Che lo sfascio fosse alle porte lo si sapeva da molti anni, unici noi radicali, con la campagna referendaria del 2000, abbiamo tentato di evitarlo proponendo agli Italiani le riforme necessarie. Le oligarchie dominanti, attraverso il controllo della televisione, hanno impedito "il conoscere per deliberare" di enaudiana memoria e ci ritroviamo con l'Italia dei Moggi, Tanzi, Ruini e del principe puttaniere. E' deprimente rilevare come ancora una volta il centro sinistra si mostri inadeguato a contrastare il Berlusca, blaterando di unità nazionale in pericolo di valori traditi ed affidando il ruolo di difensore supremo della Costituzione ad Oscar Luigi Scalfaro il golpista ribaltonista mariano del 1994. Chiudo segnalandovi una chicca oligarchica che ho trovato nella riforma costituzionale. Basterebbe solo questo per il NO. "Le sedute sono pubbliche: tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta."

BINGO! - 19.6.2006
Con lo sputtanamento (letterale) di casa Savoia abbiamo chiuso il cerchio ed abbiamo in chiaro una rappresentazione della realtà italiana che fa invidia a tutte le repubbliche delle banane messe insieme. Nel giro di un paio d'anni abbiamo avuto la prova provata che: 1) il nostro sistema bancario è una associazione per delinquere (Parmalat, Cirio, Bond Argentini, Fiorani-Unipol); 2) gli organi di controllo del sistema bancario (Banca d'Italia ed il devoto Opus Dei Fazio) non sono da meno; 3) la grande industria è rappresentata da personaggi come Tronchetti Provera, Della Valle e Cordero di Montezemolo; 4) l'affair Moggi-Juventus ha mandato in frantumi il costoso giocattolo nazionale chiamato Calcio (panem et circenses) e tutte le stronzate sulle sudditanze psicologiche arbitrali, mettendo in ridicolo il pachidermico sistema del giornalismo sportivo nazionale. Mi taccio sul resto (economia, politica, giustizia) perchè lo do per scontato.
P.S.: nel 2005 le intercettazioni ci sono costate 600.000.000 di Euro in favore delle compagnie telefoniche. La piccola procura di Potenza ha dato il suo contributo.

CARO AMICO TI SCRIVO - 13.6.2006
Caro amico che mi scrivi esprimendo il tuo sconforto per la brutta piega che hanno preso i rapporti tra Radicali e SDI a livello locale, ma anche, e peggio direi, a livello centrale (addirittura abbiamo dovuto ascoltare lamentele per l'elezione di Sergio D'Elia di cui andiamo tutti fieri), ti scrivo a ruota libera tanto le cose sono quelle e ci capiamo. Uno, non prendertela, take it easy, hai fatto tutto quello dovevi, succeda quello che può. Fortunatamente qui a PC non abbiamo avuto elezioni amministrative importanti, c'era un unico candidato RnP a Fiorenzuola che ha preso 78 voti ed è stato trombato (puvrein). Abbiamo appoggiato una lista "alternativa" a Rottofreno e poi abbiamo beccato volantini in cui s'impegnavano a sostenere economicamente le parrocchie, insomma abbiamo a che fare con quella gente lì; mica per niente siamo 2000 iscritti su 60 milioni di Italiani. Pensa che la Margherita ha 50.000 iscritti solo a Roma (potenza delle clientele). Ormai lo SDI lo conosciamo bene, non è un caso che i 31 punti di Fiuggi fossero in sostanza roba nostra; non è un caso perchè loro non hanno uno straccio di idee o programmi (hanno i "valori"), non hanno programmi ma solo appetiti da soddisfare dopo anni di "digiuno" amministrativo. L'unico punto da loro rivendicato "scuola pubblica al cubo" è chiaramente una cazzata che in campagna elettorale è rimasta una scatola vuota. Insomma se RnP doveva essere la cosa nuova che usciva dall'incontro delle due "culture" il fallimento è totale ed irreversibile. Per inciso anche i nostri dirigenti non ce l'hanno raccontata tutta; dai "sermoni" domenicali di Marco è emerso chiaramente come ci fosse un accordo "tacito" sul fatto che noi li avremmo appoggiati (SDI) alle amministrative (cercando che facessero meno danni possibili) lasciandogli poi tutto il bottino. Ho seguito in parte la "convention" dei dissidenti SDI in Toscana, ed è stata una esperienza illuminante. Questi attaccano la loro dirigenza per non avere saputo imporre i "temi socialisti" e non uno di loro ha saputo declinare quali siano questi temi. Si tratta di una lotta interna per bande per accaparrarsi poltrone, e potere interno al partito. Allora perchè Fiuggi II? Perchè il progetto della Rosa va oltre Radicali+SDI; non a caso Pannella ha fatto in modo che la direzione di RnP sia di 120 compagni, più della somma delle due direzioni di partito. Quello a cui si punta è l'area in qualche modo rappresentata dai Turci e i De Giovanni, dalla parte migliore della Uil e di tutta una sinistra delusa dai DS che non accetta il progetto cattocomunista dell'Ulivo, il compromesso storico bonsai, ma riconosce in "Blair-Fortuna-Zapatero" il progetto per una rinascita. Per una volta, anch'io proverò a vedere il bicchiere mezzo pieno. Dopo anni di emarginazione abbiamo 7 radicali in Parlamento più Turci e Buglio che ritengo un prezioso gateway verso il mondo DS; abbiamo pure 9 parlamentari SDI-RnP a cui dobbiamo per forza dare fiducia; abbiamo la Bonino ministro in una posizione che può diventare strategica; inoltre la nostra presenza si fa sentire anche aldilà dei nostri atti, come dimostrano le varie prese di posizione dei singoli ministri, tutte riconducibili alle nostre battaglie, la nostra presenza incoraggia e stimola il governo; abbiamo anche una battaglia in corso per ottenere i nostri senatori, una battaglia che avrà sicuramente sviluppi che non potranno essere ignorati. Insomma, rispetto ad altri tempi, è "grasso che cola" ed il nostro motto dovrà essere: "Altius tendam" ("Alzo la tenda", per chi ha fatto ragioneria ).

Postato da sergio_ravelli Martedì, 05 settembre 2006 @ 10:39:12

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