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 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO "LA CRONACA"

APPELLO PER L'UNINOMINALE
(La Cronaca del 2.9.2010)

Mentre cresce l’attenzione dell’opinione pubblica sulla necessità di una riforma della legge elettorale, continuano ad arrivare le adesioni all’Appello per l’uninominale, pubblicato dal Corriere della Sera sabato scorso, che vede il senatore Pietro Ichino primo firmatario assieme a personalità dei vari schieramenti politici (tra cui Angelo Panebianco, Emma Bonino, Antonio Martino, Antonio Baldassarre, Marco Pannella, Franco Debenedetti, Luigi Spaventa, Benedetto Della Vedova, Domenico Gramazio, Enrico Morando, Gianfranco Pasquino, Michele Salvati, Adolfo Urso, solo per ricordarne alcuni). La raccolta delle adesioni all’appello ha preso avvio anche a Cremona (per informazioni: s.ravelli@fastpiu.it). Il testo è il seguente:
“FIRMA L’APPELLO PER L’UNINOMINALE
PER
- ottenere finalmente anche nel nostro Paese quella stabilità e certezza delle leggi elettorali che gli standard democratici internazionali raccomandano e in qualche misura esigono,
- approdare a una riforma elettorale effettiva, durevole e orientata nel senso del collegio uninominale indicato in modo nettissimo dagli italiani a grande maggioranza nel referendum del 1993, poi in larga parte disatteso dal legislatore,
- adottare finalmente anche in Italia un sistema elettorale ispirato ai modelli sperimentati ormai da secoli in regimi civili – quali quelli anglosassoni – che si sono rivelati tra i più fecondi sul piano della democrazia, della sicurezza e del benessere dei propri cittadini,
- dare agli elettori la piena libertà, l’effettivo pieno potere e la piena responsabilità di scegliere il Governo e gli eletti, assicurando un rapporto personale efficace dell’eletto con chi lo elegge,
- promuovere in questo modo, al tempo stesso, l’autonomia della società civile e la laicità dello Stato, intesa come metodo indispensabile di cooperazione per il bene comune tra persone di fedi o ideologie diverse,
- ridurre il costo delle campagne elettorali e tagliare il costo – divenuto insostenibile –delle rendite che gli apparati dei partiti si assegnano quando si consente loro di assumere la funzione di tramite tra i cittadini e i parlamentari”.

La sottoscrizione dell’appello può essere fatta direttamente sul sito internet www.uninominale.it
Sergio Ravelli

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 02 settembre 2010 @ 09:25:40

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI RAVELLI SUL QUOTIDIANO "LA CRONACA"

ALTRO SUICIDIO NEL CARCERE DI SULMONA.
IL RICORDO PERSONALE DI SERGIO RAVELLI
(La Cronaca del 28.8.2010)

“Il tempo dell’illegalità e dell’inciviltà carceraria italiana è scandito ad un ritmo impressionante dalle morti, dai suicidi” ha dichiarato la deputata radicale (fra i promotori del ‘Ferragosto in carcere’) Rita Bernardini, appresa la notizia dell’ennesimo suicidio in un penitenziario del nostro Paese. Si tratta del 44esimo suicidio che si registra dall’inizio dell’anno ed è avvenuto nel carcere di Sulmona, un istituto tristemente noto per casi del genere (11 suicidi negli ultimi 10 anni), e dove nei primi 8 mesi del 2010 vi sono stati già quattro suicidi di detenuti. Ricordo che proprio a Sulmona si tolse la vita, nell’aprile 2003, anche la direttrice Armida Miserere, ben conosciuta in città per aver diretto il carcere di via Cà del Ferro.
All’inizio degli anni novanta, dopo una lunga attesa, entrò in funzione il nuovo carcere di Cremona. Per gestire la fase iniziale, la più difficile, poiché si trattava di governare la transizione da un piccolo ad un grande carcere, fu chiamata una direttrice di solida preparazione, laureata in criminologia, Armida Miserere. In una delle prime visite al nuovo carcere ebbi modo di conoscerla. Piccola ma energica, decisa, a volte spigolosa, gran fumatrice, in costante agitazione, totalmente presa dal proprio lavoro. Con lei il dialogo era complicato, a volte conflittuale nell’affrontare le problematiche carcerarie. La direttrice Miserere non aveva dubbi di sorta sulla sua “mission”; per lei il carcere era e doveva restare un luogo di detenzione e di espiazione. Senza falsi pietismi e inutili concessioni. Ma con regole severe e da rispettare. Venni presto a sapere che la direttrice Miserere era stata trasferita a Cremona dopo l’uccisione del compagno – un educatore conosciuto presso il carcere di Parma – ad opera della Camorra. Un nuovo contesto ambientale e di lavoro avrebbe potuto favorire il superamento del trauma prodotto da quel tragico evento. La fama di direttrice dal “pugno di ferro” la portò, dopo qualche anno, a dirigere alcune fra le carceri più difficili del paese (Voghera, Pianosa, l’Ucciardone, Spoleto), fino ad approdare al penitenziario di Sulmona. Qui, la sera del 19 aprile 2003, pose drammaticamente fine alla sua vita con un colpo di postola, la calibro 9 che sempre portava con sé.
L’appello odierno al Governo e ai colleghi parlamentari di Rita Bernardini non può essere lasciato cadere: “occorre fare in fretta per spegnere l’inferno di disperazione e di morte, e varare, intanto, misure adeguate a decongestionare la sovrappopolazione carceraria. Ridimensionata almeno un po’ la popolazione detenuta, occorre immediatamente riformare il sistema come previsto dalle mozioni approvate in gennaio dalle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama a partire dallo stop all’uso indiscriminato della carcerazione preventiva e alla depenalizzazione dei reati minori, per arrivare alle misure e pene alternative che si rivelano molto più efficaci del carcere ai fini della rieducazione e del reinserimento sociale, all’adeguamento degli organici penitenziari (agenti, educatori, psicologi, assistenti sociali), alle possibilità di lavoro per i detenuti, agli istituti di custodia attenuata dove i tossicodipendenti possano curarsi”.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 29 agosto 2010 @ 15:26:35

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL DIRETTORE DI "LA CRONACA"

NO ALLA LAPIDAZIONE DI SAKINEH
(La Cronaca del 25.8.2010)

Sig. direttore,
ritengo che sia cosa buona e giusta sottoscrivere la petizione promossa da scrittori e intellettuali francesi contro la condanna a morte per lapidazione di Sakineh. Il testo della petizione è il seguente:
"Una donna di 43 anni, madre di due figli, Sakineh Mohammadi-Ashtiani, rischia nella Repubblica Islamica dell'Iran l'esecuzione per lapidazione (dopo aver ricevuto come ‘punizione’ pubblica, e in presenza di uno dei suoi figli, a titolo di ‘esempio’, 99 colpi di frusta). I suoi crimini agli occhi delle autorità politico-religiose di questo paese? L'adulterio, che non è un crimine né un delitto. Ma, soprattutto, la presunta complicità in un omicidio che è stata costretta a confessare, talmente costretta che ha poi subito ritrattato. Cosa bisogna pensare di questi metodi diretti a estorcere pretese verità?
Noi, firmatari di questo testo, facciamo appello dunque alle autorità iraniane perchè mettano fine a questo tipo di procedure, oltre che a queste punizioni inique e barbare. Ci uniamo a tutte le iniziative già intraprese dalle organizzazioni di difesa dei diritti dell'uomo, quali Human Rights Watch e Amnesty International, a favore della signora Sakineh Mohammadi-Ashtiani. Per il rispetto della dignità e della libertà di tutte le donne iraniane".

Vorrei pertanto invitare i lettori del suo quotidiano a firmare la petizione contro la condanna a morte per lapidazione di Sakineh a questo indirizzo: www.laregledujeu.org
Sergio Ravelli

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 25 agosto 2010 @ 08:40:06

 Rassegna stampa: FERRAGOSTO IN CARCERE: IL BILANCIO

CARCERI A FERRAGOSTO
I RADICALI: ORA I FATTI"
(La Provincia del 19.8.2010)

“La quasi totalità delle carceri italiane (il 95%) è stata visitata nello scorso fine settimana dai deputati, senatori e consiglieri regionali che hanno aderito all’iniziativa dei radicali italiani denominata ‘Ferragosto in carcere’. L’appuntamento di quest’anno è servito anche per richiamare l’attenzione sul ruolo della chiesa italiana nella difesa dei diritti dei detenuti. Pochi infatti sanno che il mondo ecclesiastico ha le stesse prerogative e quindi le stesse responsabilità del mondo parlamentare”. Così attacca la nota stampa diffusa ieri da Sergio Ravelli, storico radicale cremonese e presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani. “Nonostante il grande successo dell’iniziativa - prosegue Ravelli - continua però a mancare un’attenzione ampia, del paese e dell’informazione televisiva, alla situazione, davvero intollerabile, che si vive dietro le sbarre. In particolare, l’informazione televisiva italiana sembra abbia un solo principio: tutti i veri problemi eticamente e socialmente gravi e importanti non devono essere affidati all’opinione popolare. Alla ripresa dei lavori parlamentari il tema dovrà essere necessariamente affrontato. Le proposte, soprattutto quelle dei Radicali, organiche e di emergenza, sono note da tempo e giacciano in Parlamento. Colgo l’occasione – conclude Ravelli - per ringraziare la senatrice Cinzia Fontana e il deputato Luciano Pizzetti, che nella giornata di venerdì scorso hanno visitato il carcere di Cà del Ferro, dimostrando ancora una volta disponibilità ed attenzione alle problematiche riguardanti la comunità penitenziaria".

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 19 agosto 2010 @ 08:33:20

 Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA

I POLITICI IN VISITA FERRO A CA’ DEL FERRO,
“ECCELLENZA TRA MILLE DIFFICOLTA’”
(La Cronaca del 14.8.2010)

Tra mille problemi irrisolti da anni, il carcere di Cremona si conferma un carcere modello, dove umanità e professionalità sono riuscite a trovare la giusta sinergia per fare fronte alla costante carenza di risorse economiche e di organico del personale. E’ il bilancio tracciato dalla visita effettuata ieri mattina tra le mura di “Cà del ferro” dai politici che hanno raccolto l’invito a partecipare all’iniziativa voluta e organizzata ogni anno per Ferragosto dai Radicali. Accompagnati dalla direttrice Ornella Bellezza, come sempre disponibile ad ogni iniziativa di trasparenza e che possa mettere in collegamento la struttura carceraria con il mondo esterno, l’onorevole Pd Luciano Pizzetti, la senatrice Cinzia Fontana, Andrea Virgilio, capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale e il radicale Ermanno de Rosa hanno potuto osservare e tastare con mano la situazione carceraria a Cremona. Situazione ben lontana dalle condizioni al limite di altre carceri italiane dove il sovraffollamento e l’aumento dei suicidi stanno paurosamente aumentando, diventando pericolose polveriere. Sebbene i problemi esistano e siano di non facile soluzione, a Cremona ci si è attrezzati per riuscire a sopperire alle carenze – non senza un’abbondante dose di buona volontà – a fare addirittura economia nonostante i tagli. Un’eccellenza sottolineata dalla senatrice Fontana: “Nella mia esperienza politica di carceri ne ho visitati diversi – ha spiegato al termine della visita davanti ai cancelli della casa circondariale dove si è tenuta una breve conferenza stampa – ma a Cremona colpisce questo modo di affrontare le problematiche che pure ci sono unendo autorevolezza e umanità, facendo sistema. Si ha l’idea che esista davvero un progetto, un’idea di carcere alla quale tutti i soggetti coinvolti credono e partecipano”. A stigmatizzare le criticità è l’onorevole Pizzetti, preoccupato soprattutto dalla futura apertura del nuovo padiglione che di fatto porterà al raddoppio del carcere” e si spera anche del personale. Purtroppo, attualmente la carenza dell’organico si fa sentire: si è sotto di almeno una cinquantina di unità. Altra nota dolente è la carenza di risorse economiche che gli ultimi provvedimenti del Governo hanno ulteriormente assottigliato. Ma a Cremona, fin dove si è riusciti, si è risposto con ingegno e buona volontà addirittura riuscendo a risparmiare…. “Scandaloso” è per Pizzetti l’impossibilità da parte della stessa direttrice di accedere al nuovo padiglione dei detenuti attualmente in costruzione la cui gestione è totalmente affidata al Ministerro. “Non si capisce perché nessuno possa accedere in questa specie di enclave da cui tutti sono tenuti lontani”…. Anche il radicale de Rosa ha confermato come Cremona sia davvero un caso raro, dove pure i problemi esistono, ma dove non si vivono situazione estreme dovute al sovraffollamento. “In Italia c’è una popolazione carceraria di 69 mila persone, contro 47 mila posti, non ha caso il numero dei suicidi è in forte aumento: nei primi sette mesi del 2009, anno record, ci sono state 31 morti, nei primi mesi di quest’anno già 41, il 30% in più. Una situazione che non può essere ignorata”. (B. Sudati)

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 23:42:42

 Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA

De Rosa: 40 casi del 2010. In Italia
le celle scoppiano
TROPPI SUICIDI NELLE CARCERI
(La Provincia del 14.8.2010)

In questi giorni sta leggendo Primo Levi. “Che diceva: ‘Per annullare la personalità, la prima cosa è la negazione di uno spazio’”. Ermanno de Rosa, segretario dell’associazione radicale Piergiorgio Welby, chiede “sensibilizzazione all’esterno” dei problemi carcerari. E cita i dati: “Qui i detenuti sono passati da 290 a 311, un lieve aumento. A Cremona non c’è il fenomeno del sovraffollamento, che, però, esiste in tutta Italia: 69mila detenuti su 47mila posti. E c’è un sintomo che non va sottovalutato: il suicidio”. De Rosa consegna il cifra della tragedia: “Nei primi sette mesi del 2009, i suicidi sono stati 31, nei primi sette mesi del 2010, quaranta con un aumento, dunque, del trenta per cento. Un sintomo che va analizzato strategicamente: ci dice che il sovraffollamento delle carceri non è trascurabile”. Ermanno de Rosa evidenzia che “nelle carceri ci sono novemila innocenti, che risultano minacciati, torturati dal sovraffollamento in modo preterintenzionale”. Per i Radicali, il “2010 è l’anno più difficile per l’intera ‘comunità penitenziaria’. Mai in passato i detenuti ristretti nelle nostre carceri sono stati così tanti e il personale di ogni livello così ridotto nel suo organico. Ciò ha comportato che oggi, più che in passato, il carcere sia sempre di più il luogo della pena che poco o niente ha a che vedere con quanto sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 22:51:33

 Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA

Cà del Ferro. La direttrice Bellezza accoglie Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana
“FATE LAVORARE I DETENUTI“
L’APPELLO AI PARLAMENTARI
(La Provincia del 14.8.2010)

Dopo un “lavoro intenso di formazione” in un carcere-impresa, sono diventati bravi falegnami, restauratori, elettricisti, idraulici, muratori, apicoltori, vivaisti. Eppure c’è “l’amarezza” di constatare che non c’è sbocco sul mercato, perché il nemico, fuori, è la diffidenza. Da qui l’appello: “Un lavoro di concertazione con le pubbliche amministrazioni e la Camera di Commercio, affinché si possa generare questo incontro tra domanda e offerta”. Amarezza e appello li ha consegnati ieri ai parlamentari Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana, Ornella Bellezza, dal 1995 direttrice del carcere di Cremona, dove non esiste il problema del sovraffollamento, ma pesa, eccome, la carenza di agenti di polizia penitenziaria. E dove alla mancanza di risorse, “si cerca di ovviare con i lavori in economia w la buona volontà”. Mezzogiorno e un quarto di ieri. Pizzetti, Fontana e Andrea Virgilio, capogruppo del Pd in consiglio provinciale, hanno appena terminato di visitare Cà del Ferro, accompagnati dal radicale Ermanno de Rosa, nell’ambito dell’iniziativa ‘Ferragosto in carcere’. La direttrice Bellezza raccoglie il plauso di Pizzetti, che qui era venuto anche un anno fa. “Come parlamentare ringrazio moltissimo la direttrice e gli operatori per il carico di professionalità e di umanità eccezionali, difficili da riscontrare in altre carceri”. Mentre la senatrice Fontana, che in questi anni di penitenziari ne ha visitati altri quattro, resta “positivamente colpita dalla particolarità di Cremona dove, certo, ci sono problemi, ma si fa sistema: autorevolezza e umanità. Qui si coinvolgono operatori e detenuti: c’è un progetto dietro all’idea di carcere in questo modo”. Un anno dopo, Pizzetti riscontra “i punti di eccellenza”, ossia “il trattamento dei detenuti”, alcuni dei quali lavorano al Digit (dematerializzazione degli atti di importanti processi, da piazza Fontana a Telecom e al caso Calvi), e “quelli critici”. A cominciare dalla carenza di personale. “Nulla è cambiato rispetto a un anno fa” in un carcere, nel quale sta venendo su il secondo padiglione “e se si raddoppia, si spera che si raddoppi anche il personale”. Sul nuovo padiglione, Pizzetti apre una parentesi. “È una enclave del ministero ed è inconcepibile, una Repubblica di San Marino, una zona franca. Nessuno può intervenire, neanche la direttrice e il personale che potrebbero dare consigli. Mi si dice che è normale: una normalità nella anormalità”. Chiusa la parentesi, si torna alle carenze: i tagli pesano e senza soldi non si può sistemare il tetto della palazzina su due piani che ospita gli alloggi degli agenti. Il primo piano l’hanno ristrutturato i detenuti “con un risparmio del 78%”. Nel secondo, con l’acqua che cola dal tetto “serve l’impresa specializzata, ma non ci sono risorse”. E c’è l’altro “punto critico”: l’”amarezza” e l’”appello” della direttrice Bellezza raccolti dai parlamentari, che dovranno sensibilizzare pubbliche amministrazioni e Camera di Commercio. Anche perché il lavoro abbatte la recidiva. (F. Morandi)

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 22:47:07

 Rassegna stampa: FERRAGOSTO NEL CARCERE DI CREMONA

E OGGI A CA’ DEL FERRO LA VISITA DEI PARLAMENTARI
(La Provincia del 13.8.2010)

Oggi, in occasione del ‘Ferragosto in carcere’, l’iniziativa dei Radicali, visiteranno il penitenziario di Cà del Ferro l’onorevole Luciano Pizzetti (Pd) e la senatrice Cinzia Fontana, accompagnati da Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona e da Andrea Virgilio, capogruppo Pd in Provincia.
“Dall’inizio dell’anno sono 39 i detenuti suicidi nelle carceri italiane - è scritto nella nota dei radicali -, mentre il totale dei detenuti morti nel 2010, tra suicidi, malattie e cause “da accertare” arriva a 105. Ma non sono soltanto i detenuti a “morire di carcere”; da inizio anno già 4 agenti di polizia penitenziaria si sono tolti la vita, e il 23 luglio si è ucciso anche Il Provveditore alle carceri della Calabria, Paolo Quattrone. Lo scorso anno l’iniziativa ‘Ferragosto in carcere’ ha avuto grande riscontro: “in tre giorni, grazie alla disponibilità di 165 parlamentari, sono state visitate quasi tutte le oltre 200 strutture penitenziarie presenti sul territorio. Si è trattato della più massiccia e importante visita di sindacato ispettivo mai effettuata in Italia. Quest’anno, se possibile, si cercherà di fare meglio, completando con le nostre visite tutte le carceri, compresi gli istituti per minori”.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2010 @ 22:35:22

 Rassegna stampa: LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI CA' DEL FERRO A CREMONA

CARCERE DI CREMONA AL COLLASSO
IN 330 OLTRE LE SBARRE, CA’ DEL FERRO DA RECORD
A FERRAGOSTO RADICALI E PARLAMENTARI IN VISITA
(La Provincia del 28.7.2010)

I radicali ci saranno tutti: da Sergio Ravelli, storico rappresentante cremonese del partito fondato da Marco Pannella, a Maurizio Turco, uno dei nove parlamentari radicali eletti nelle liste del Partito Democratico, un politico da sempre mobilitato sul fronte carceri ma anche su altre questioni che riguardano Cremona, ad esempio il caso Tamoil. Potrebbe esserci anche Luciano Pizzetti, il deputato del Pd, insieme ad altri esponenti locali di quel partito. Del resto lo scorso anno ad accompagnare Ravelli sono stati lo stesso Pizzetti e Maura Ruggeri.
Ieri Ravelli, che è presidente del comitato nazionale, ha confermato che la visita presso la casa circondariale di via Cà del Ferro è in preparazione. L’esponente radicale ha anche confermato la difficoltà, a poter documentare le condizioni interne alle carceri, a Cremona come altrove. “Una volta bastava il via libera del direttore della struttura per poter filmare o fotografare qualcosa all’interno del carcere. Adesso serve l’espressa autorizzazione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) che però raramente la concede. Noi, per dirne una, non siamo mai riusciti ad avere quell’autorizzazione”. In questi giorni tutti i principali esponenti radicali, in vista delle visite che avverranno a Ferragosto, si sono mobilitati ed hanno preso posizione su vari organi di stampa per riportare il tema sotto i riflettori. Purtroppo la cronaca è tornata d occuparsi della situazione nelle carceri per via dell’incremento impressionante dei casi di suicidio. In troppe città i carcerati vivono in condizioni disumane. Si tratta di un’emergenza vera. (g.gugl.)

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 28 luglio 2010 @ 18:47:43

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA


“INDAGINE TAMOIL: CINZIA SIAMO CON TE”
Il deputato Turco: ‘Vogliamo il processo.
Chiudere la fabbrica e bonificare il territorio’
(La Provincia del 19.6.2010)

La premessa: “A Cremona abbiamo trovato una situazione che è nella media del disastro della situazione italiana, piena di sedi disagiate”. La richiesta: “Noi vogliamo il processo alla Tamoil”. L’incoraggiamento: “Forza Cinzia”, vale a dire Cinzia Piccioni, il sostituto procuratore che dal 2007 indaga sull’inquinamento ambientale. Per lei, che a fine anno se ne andrà via, ma che entro l’estate è intenzionata a chiudere l’indagine, tifa Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd, ieri accompagnato da Sergio Ravelli, Ermanno de Rosa ed altri radicali dal presidente del tribunale Carlo Maria Grillo e dal procuratore Roberto di Martino. Circa il mancato inserimento nella lista delle sedi disagiate, nella conferenza stampa fatta davanti al palazzo di giustizia, De Rosa ha evidenziato come “nelle valutazioni del Csm, perché un tribunale funzioni servono almeno venti magistrati. Sulla carta Cremona ne ha tredici, Crema sette. I piccoli tribunali hanno cause di inefficienza che non possono più essere accettate”. Per De Rosa, ma non solo per lui, una soluzione sarebbe l’accorpamento dei piccoli tribunali. Bisognerebbe ridisegnare la mappa, ma ogni volta che si parla di accorpamenti, prevalgono i campanilismi. Turco è tornato sul caso Tamoil. “Va rilevata un’attività di sponsorizzazione della Tamoil a vari settori della città che non comprendono le poste in gioco – ha detto Turco -. Non ho difficoltà a parlare di omicidi, di tutto quella che è accaduto e che dovrà accadere. Sin dall’inizio abbiamo posto il problema del risarcimento del danno alla città: non solo per chi è morto in fabbrica, ma per i cittadini che sono morti a causa dell’inquinamento. Risarcimento vuol dire chiudere la fabbrica e bonificare il territorio. Noi dal processo vogliamo questo”. L’onorevole Turco e i radicali cremonesi si aspettano che “La Provincia, il Comune e gli enti vari sponsorizzati da Tamoil si costituiscano parte civile al processo. Vogliamo che sulla Tamoil si metta la parola fine: basta con il silenzio e l’omertà. Vogliamo che un futuro diverso. Siamo e saremo qui per accompagnare Cinzia”. F. Morandi

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 19 giugno 2010 @ 11:52:08

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA


IL COLLOQUIO CON IL PRESIDENTE GRILLO E IL SOSTEGNO AL PM PICCIONI SUL “CASO TAMOIL”
(La Cronaca del 19.6.2010)

Sul problema della mancanza di magistrati nel Tribunale di Cremona sono intervenuti anche Radicali, che ieri si sono incontrati con il presidente Carlo Mario Grillo e con il procuratore Roberto di Martino. “In un lungo colloquio”, ha riferito Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, “abbiamo parlato dell’emergenza giustizia e del rischio collasso del Tribunale e della Procura, una situazione grave che potrebbe compromettere le inchieste e i processi in corso”. “Oltre alla mancanza di magistrati”, hanno sottolineato Ravelli ed Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona, “c’è anche da considerare la sofferenza del personale amministrativo”. “La situazione del Tribunale di Cremona è nella media del disastro che si riscontra nella giustizia italiana”, ha commentato a sua volta il deputato radicale Maurizio Turco, che è entrato nel merito dell’inchiesta sulla raffineria Tamoil. “Vogliamo che il processo alla Tamoil si faccia, siamo qui per sostenere il sostituto procuratore Cinzia Piccioni affinché chiuda le indagini. Abbiamo rilevato un’attività di sponsorizzazione della Tamoil in diversi settori della città che non riescono a comprendere la posta in gioco”. “Non ho difficoltà a parlare di omicidi”., ha continuato Turco, “per tutto quello che è accaduto e per tutto quello che dovrà ancora accadere. Bisogna garantire un risarcimento ai lavoratori e ai cittadini, chiudere la fabbrica e bonificare quel territorio. Vanno accertate le responsabilità penali e stabiliti i risarcimenti civili. Basta con il silenzio e l’omertà, vogliamo un futuro diverso, vogliamo che sulla Tamoil venga messa la parola fine”. S. Pizzorni

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 19 giugno 2010 @ 11:49:02

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA

TAMOIL, RADICALI DI NUOVO SOTTO IL TRIBUNALE
Ravelli: "Vogliamo un incontro
con Grillo e di Martino"
(La Provincia del 4.6.2010)

Caso Tamoil e carenza di magistrati: per i Radicali due nodi decisivi e intrecciati che possono rappresentare un mix deleterio per un'inchiesta, quella sullo stabilimento cremonese del gruppo libico, considerata essenziale per la salute di chi lavora nella raffineria e dei cittadini cremonesi. Per questo Sergio Ravelli, storico leader dei radicali cremonesi, e un drappello di compagni di partito, incluso il deputato Maurizio Turco (radicale eletto nelle liste del Partito Democratico), tornano a manifestare sotto il palazzo di giustizia. Lo faranno la mattina di sabato 16 giugno. "Stavolta con un obiettivo preciso: incontrare il presidente del Tribunale Carlo Maria Grillo e il procuratore della Repubblica, Roberto di Martino", ha spiegato ieri Ravelli. Sul fronte Tamoil e sulle questioni collegate alla vicenda della raffineria - a cominciare dagli studi epidemiologici - i Radicali sono stati molto determinati e molto battaglieri. Di recente Ravelli e Ermanno de Rosa hanno incontrato i vertici dell'Asl di Cremona dai quali hanno avuto notizia dell'avvio di uno studio sui dipendenti Tamoil che dovrebbe realizzarsi nel corso del 2011. In molti si augurano che esso possa rappresentare un primo punto fermo per capire quale relazione c'è tra l'attività produttiva e la salute di chi gravita intorno alla raffineria.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 giugno 2010 @ 14:21:17

 Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA

QUEL FUNERALE DEI FETI FRUTTO DI UN
NEGOZIO POLITICO DI BASSA LEGA
(“La Cronaca” del 4.6.2010)

È il “primo venerdì del mese” e, per la seconda volta a Cremona, l’associazione “difendere la vita con Maria” va al cimitero ad esercitare la sua missione seppellendo prodotti abortivi ottenuti in concessione dal Comune con l’incarico di provvedere al servizio di prelievo, trasporto e sepoltura di questo materiale. Sembra appurato che si celebri una sorta di rito religioso e vengano apposte lapidi a memoria. Niente di più delicato per la possibilità di ferire la sensibilità di molti, ma soprattutto di aggiungere angoscia ad angoscia in chi è stato costretto ad un passo difficile e sofferto. Non è ancora dato di sapere il motivo di questo conferimento di incarico ad un privato che non sembra adatto a garantire i diritti di ogni cittadino indipendentemente dall’etnia, dal credo religioso e dalle convinzioni etiche come l’istituzione pubblica è tenuta a fare. Non si sa nemmeno quanti degli interessati abbiano dato il consenso a tutto questo. La sola ipotesi per ora non smentita è che si tratti di un negozio politico che non si preoccupa del buon nome delle istituzioni coinvolte, né di quella che dovrebbe essere laica né di quella religiosa. Uno scempio di credibilità delle istituzioni che comincia a trovare qualche eco oltre la denuncia dei Radicali di questa peste italiana: su questi fatti una interrogazione di Annamaria Abbate per il PD al Comune di Cremona ha fatto eco a quella di Maria Antonietta Farina Coscioni ai ministri della Salute, della Giustizia e dei rapporti con le Regioni.
Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 giugno 2010 @ 14:05:45

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LIBERO"

TUTTI CI INCIAMPANO
TOLTA LA LAPIDE-SCULTURA
("Libero" del 22.5.2010)

CREMONA - Qualcuno è inciampato, qualcun altro ha scrollato la testa davanti a quella lunga scritta criptica, i radicali hanno pensato addirittura ad una denuncia: “Questa è una barriera architettonica”. Morale: il cippo comparso in piazza Stradivari, a due passi dal Torrazzo, è stato rimosso in meno di 24 ore. La lapide, in realtà, è una scultura. Un’iniziativa che rientra in ‘Gemine Muse’, manifestazione tesa a valorizzare l’espressività giovanile. Uno degli artisti in mostra, Gianluca Ferrari, ha installato sagome umane di carta sugli alberi. Matteo Colombini, invece, ha pensato alla Cremona medievale e alle impiccagioni che avvenivano in piazza del Capitano. Colombini ha rielaborato un racconto su come i detenuti in attesa di giudizio vivessero in condizioni disumane. Celle luride, poco o nulla da mangiare. Il testo è stato scolpito su una lapide, collocata davanti agli otto scalini che dalla piazza conducono al cortile del Palazzo comunale. Un punto strategico. Non solo perché lì, il mercoledì e il sabato si svolge il mercato, ma anche perché il passaggio dei pedoni è continuo. Si è subito formata una coda di curiosi. I depliant informativi sull’opera d’arte sono andati esauriti in un amen. Per i commenti più disparati. “Quella scultura starebbe meglio al cimitero”, è sbottata Barbara, dipendente comunale. “A me invece piace molto: è originale”, ha replicato una turista torinese. Un anziano ha letto e riletto il testo. Inutilmente: “Cosa significa?”. Furente Sergio Ravelli, il leader storico dei radicali cremonesi, ciclista irriducibile. “Quel cippo è pericoloso: mentre le altre città abbattono le barriere architettoniche, Cremona se ne inventa una involontaria”. Le proteste sono salite sino allo studio del sindaco Oreste Perri che ha mandato il suo capo di gabinetto, Walter Montini, a verificare di persona la situazione. Rapido sopralluogo, un paio di telefonate (una agli organizzatori della manifestazione, l’altra al marmista) e decisione lampo: ieri pomeriggio la lapide è stata spostata dall’area degli scalini e sistemata a ridosso delle mura comunali. Dove non può fare danni ma è ugualmente bene in vista. Una cosa è certa: se il giovane artista voleva far parlare di sé e del suo talento, c’è perfettamente riuscito. (G. Bazoli)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 22 maggio 2010 @ 15:20:03

 Rassegna stampa: INCONTRO COL DIRETTORE GENERALE DELL'ASL DI CREMONA

Tamoil. Compagnoni (Asl) incontra i Radicali
‘IL TEST EPIDEMIOLOGICO ENTRO LA FINE DEL 2011
(La Provincia del 18.5.2010)

Gli esami epidemiologici si faranno. Riguarderanno soltanto i dipendenti e si concluderà entro la fine del prossimo anno. Dopo due tentativi a vuoto forse è arrivata l’occasione buona per capire, una volta per tutte e tramite dati oggettivi, incontrovertibili, se e in che misura lavorare alla Tamoil pregiudica la salute: dallo sviluppo di patologie alla presenza di fattori di rischio. La svolta è stata ufficializzata nella tarda mattinata di ieri, nel corso dell’incontro avvenuto negli uffici di via San Sebastiano tra il direttore generale dell’Asl, Gilberto Compagnoni e due esponenti di Radicali Italiani, Sergio Ravelli e Ermanno de Rosa, che prima e dopo lo scambio di vedute con Compagnoni hanno presidiato i cancelli dell’Asl con cartelli a tracolla. “Compagnoni ci ha spiegato che sarà coinvolto l’assessorato regionale alla Salute e che gli esami saranno condotti in accordo con la clinica del lavoro dell’Università di Milano, alla quale spetta il compito di redigere lo studio, che va chiuso entro la fine del prossimo anno. Detto questo – spiega Ravelli – noi non siamo per niente ottimisti: il nulla di fatto degli studi epidemiologici annunciati dai precedenti direttori generali non lascia certo ben sperare. Il punto centrale, gli sviluppi importanti, riguardano l’inchiesta della magistratura. Il procuratore di Martino nei giorni del suo insediamento ha parlato di Cremona come di una città con gravi problemi ambientali. E ha detto chiaro e tondo che la magistratura ha dovuto supplicare alla latitanza di alcuni enti. Noi crediamo che ci siano davvero molte cose che non vanno. Un esempio? Il fatto che alcuni dipendenti della Tamoil presentino tassi di benzene nelle urine sei volte oltre la media è stat una notizia emersa nel corso dell’indagine della procura. Perché chi è chiamato a svolgere le normali analisi sui dipendenti non ha comunicato tutto questo all’Asl?” Poi il discorso di Ravelli e de Rosa si allarga a una valutazione complessiva della situazione a Cremona. “Non siamo ottimisti – spiegano i due esponenti radicali – perché temiamo che la vicenda Tamoil si leghi ancora una volta al riassetto di equilibri politici a livello regionale. Anche il fatto che il pm Cinzia Piccioni (il magistrato che ha la titolarità dei vari filoni di indagine su Tamoil, ndr) lasci Cremona non aiuta. Anche per questo a metà giugno torneremo a presidiare con un sit-in il palazzo di giustizia insieme al deputato Maurizio Turco. Vogliamo sollecitare la magistratura. Verificare i progressi dell’indagine”. Che altro ha detto Compagnoni? “Ha annunciato l’avvio di un secondo studio epidemiologico per valutare l’impatto generale dell’industria sul territorio. Verrà realizzato entro tre anni. Ci sono fenomeni quali la crescita dell’asma nei bambini che preoccupano e che potrebbero essere rilevati da questa indagine. Compagnoni ha anche detto che entro la fine dell’anno sarà istituito il registro dei tumori, che ha avuto una gestazione molto lunga. Noi lo chiediamo da decenni. Adesso vedremo se queste parole saranno un mero effetto annuncio; se tutto, come temiano, sarà diluito nel tempo senza cambiare le cose. Anche per questo le nostre attenzioni sono concentrate sui magistrati. Tutti i filoni dell’inchiesta Tamoil ci risulta siano terminati. Aspettiamo le decisioni”. (G. Guglielmone)

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 19 maggio 2010 @ 14:24:50

 Rassegna stampa: INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA: NUCLEARE NO GRAZIE!

I PERCHE’ DI UN ‘NO’ RAGIONATO AL NUCLEARE
La deputata radicale Zamparutti:
“Il modello francese? Un fiasco”
(La Cronaca dell'15.5.2010)

La battaglia decennale dei radicali contro il nucleare tra il 1977 e il 1987, la convenienza – o, in questo caso, la non convenienza – delle attuali politiche atomiche e le possibili alternative energetiche fornite dal rinnovabile. Di tutto ciò si è parlato ieri pomeriggio nella sala conferenza di Palazzo Cattaneo, dove i radicali cremonesi hanno organizzato un incontro pubblico con la partecipazione delle deputata radicale in commissione Ambiente, Elisabetta Zamparutti, di Marco Pezzoni, già deputato ed esponente del coordinamento CreaFuturo, e di Sergio Ravelli, presidente del comitato nazionale di Radicali italiani. Presieduta dal segretario dell’Associazione radicale Piero Welby, Ermanno de Rosa, la conferenza ha visto la presentazione di un dettagliato dossier, “Siamo stati troppo cattivi, mangeremo pesci radioattivi – cronistoria di una lotta radicale contro la centrale nucleare di Caorso”, nel quale sono state ripercorse attraverso vecchi articoli di giornale le tappe della battaglia – dapprima esclusivamente radicale, successivamente trasversale sul piano politico e sociale -, contro il nucleare a livello locale, a partire dalla storica marcia da Cremona a Caorso del 24 aprile 1977, con Emma Bonino in testa. Un pretesto, il dossier curato da Sergio Ravelli, per esprimere nuovamente la contrarietà dei radicali nei confronti di un ritorno al nucleare, “un ‘no’ ragionato, non meramente ideologico”, secondo Ravelli. E’ conveniente costruire centrali nucleari impegnando 30 miliardi per soddisfare, a partire dal 2020, il 25% dei consumi elettrici attuali che corrispondono solo al 4,5% dei consumi finali di energia? Esistono alternative in grado di permettere il raggiungimento e il superamento degli stessi obiettivi? I dubbi dei radicali sono chiari e provocatori… “C’è bisogno di stimolare l’opinione pubblica – a proseguito la Zamparutti -, prestando parallelamente attenzione all’efficienza energetica e alla ricerca, anche quella riguardante il nucleare, utile in futuro, non con le modalità attuali. Ricordiamo, poi, che il modello nucleare francese, menzionato spesso tra gli esempi positivi, è un fiasco dal punto di vista industriale e non ha risolto il problema dell’indipendenza energetica. Inoltre, per tutti coloro che si attivono con il nucleare, c’è il problema dello smaltimento delle scorie”.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 16 maggio 2010 @ 23:00:08

 Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI E DEGLI EMBRIONI

La deputata Farina Coscioni (Radicali)
ha presentato un’interrogazione.
I RADICALI CHIEDONO UN’INDAGINE DEL MINISTRO SUI ‘FUNERALI' AI FETI
(La Provincia del 14.5.2010)

Mentre infuriano le polemiche sulla sepoltura dei feti, i Radicali, battendo tutti sul tempo, hanno sollevato il caso in Parlamento. Ieri infatti, l’onorevole Maria Antonietta Farina Concioni, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera e co-presidente dell’Associazione ‘Luca Concioni per la libertà di ricerca scientifica’, ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della salute, della giustizia e dei Rapporti con le Regioni. Che parte dalle norme del decreto presidenziale del 10 settembre 1990 sulla sepoltura dei feti di età inferiore alle venti settimane. Poi si accenna alle modifiche introdotte dal consiglio regionale della Lombardia. L’interrogante illustra quanto è avvenuto a Cremona, cioè il rito religioso per i feti abortiti per giungere alla conclusione che ‘esiste un chiaro nesso casuale tra la presenza di associazioni antiaboriste e le convenzioni con esse stipulate da parte delle strutture del servizio sanitario nazionale, quali ‘Difendere la vita con Maria’ e l’altissima percentuale di medici obiettori’. L’onorevole Farina Concioni chiede quindi ‘se i ministri intendano svolgere una indagine presso l’Azienda ospedaliera di Cremona e della Regione Lombardia al fine di verificare l’eventuale violazione delle norme di legge, prendere gli opportuni provvedimenti e ripristinare i diritti previsti dalla normativa di riferimento’. Sempre ieri, Maria Antonietta Farina Concioni e Sergio Ravelli, presidente del comitato nazionale di Radicali Italiani, hanno quindi dichiarato: “Denunciamo quella che è a tutti gli effetti una vergognosa speculazione, un’inaccettabile violenza nei confronti delle donne. La regione Lombardia ha approvato una normativa in aperto conflitto con quella nazionale e col decreto successivamente varato dal presidente della Repubblica. La regione formigoniana ha modificato le procedure prevedendo che questo trattamento possa avvenire anche nei casi in cui la richiesta non sia avanzata”. (G. Bruschi)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 16 maggio 2010 @ 22:55:16

 Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI E DEGLI EMBRIONI

SEPOLTURA FETI, IL MAGISTRATO:
ULTERIORE PUNIZIONE PER LA DONNA
I Radicali ricordano le argomentazioni del
giudice che nel 2007 respinse il ricorso
contro il regolamento regionale che obbliga
alle esequie anche sotto la 20esima settimana
(“La Cronaca” dell'11.5.2010)

....e mentre per il momento l'assessore alla partita tace e annuncia per oggi un comunicato stampa, torna a parlare Sergio Ravelli, rappresentante dei radicali cremonesi che ricorda: "All’indomani dell’approvazione (6.2.2007) da parte del Consiglio regionale della Lombardia delle modifiche al 'Regolamento in materia di attività funebri e cimiteriali' con riferimento alle procedure per la sepolture dei feti sotto le 20 settimane, i radicali milanesi, assieme al dottor Silvio Viale, presentarono un esposto alla Procura di Milano contro tale provvedimento per violazione della privacy e della legge 194. Nel documento con il quale chiede l’archiviazione dell’esposto radicale, il sostituto procuratore Marco Ghezzi esclude che vi siano ipotesi di reato ma solleva il seguente pesante rilievo sul provvedimento contestato dai radicali: “…il Regolamento Regionale recentemente introdotto si pone oggettivamente come ostacolo, quantomeno di natura psicologica, all’interruzione volontaria di gravidanza, posto che, prevedendone la sepoltura, si tende ad assimilare il prodotto del concepimento ad un individuo, concetto propugnato dagli anti-abortisti e negato dai loro avversari …”. In una successiva dichiarazione alla stampa (giugno 2007) il sostituto procuratore aggiunse: “L’archiviazione l’ho chiesta perché il regolamento non viola le norme. Questo però non mi impedisce di dire che il provvedimento sulla sepoltura dei feti sia un ostacolo a una legge dello Stato, fatta apposta per evitare il ricorso agli aborti clandestini. Lo scandalo non è che sia stato approvato un regolamento che permette di seppellire anche i feti con meno di 20 settimane di gestazione. Se una donna perde un figlio e lo vuole seppellire, quella è una questione privatissima su cui nessuno deve permettersi di esprimere giudizi. Lo scandalo è che la Regione Lombardia attraverso questo nuovo regolamento voglia imporre il concetto che ogni feto abortito ha “diritto” ad una sepoltura. Questo significa che anche alle donne che si rivolgono alle strutture ospedaliere per interrompere volontariamente la gravidanza – una scelta nella maggior parte dei casi molto sofferta e dolorosa, a prescindere dalle motivazioni – verrà richiesto se vogliono seppellire il feto. Si tratta di un’aberrazione: per una donna che sceglie di abortire dare sepoltura al proprio feto vuol dire in qualche modo ammettere di aver ucciso qualcuno”. Si tratta - continua Ravelli - di una posizione che rispecchia da vicino la tesi sostenuta dai radicali. Il dottor Ghezzi ha individuato in modo preciso il peccato originale che macchia indelebilmente il regolamento regionale: il tentativo di condizionare la libera scelta, garantita da una legge dello Stato, delle donne che intendono abortire. Lo ribadiamo: si tratta di un’aberrazione giuridica, segno di una perversione ideologica senza limiti. La legge già prevede il diritto di potere chiedere la sepoltura per i feti abortiti prima delle venti settimane, ma una disposizione della Regione Lombardia impone di chiederlo a tutte le donne, in tutti i casi di aborto, spontaneo o volontario. Si tratta di una violenza psicologica. Noi crediamo che sia un diritto di chiunque potere chiedere la sepoltura per un prodotto del concepimento, come la legge italiana permette, ma che non possa essere un obbligo. Non si può imporre alla donna che ha avuto un aborto spontaneo, o per interruzione volontaria di gravidanza, ulteriori sofferenze calpestando la propria sensibilità.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 maggio 2010 @ 19:32:28

 Rassegna stampa: INCONTRO PUBBLICO SUL TEMA: NUCLEARE NO GRAZIE!


CONTRO IL NUCLEARE RADICALI
IN CAMPO, IERI COME OGGI
Venerdi 14 incontro pubblico con la deputata Zamparutti e l'ex senatore Pezzoni
(“La Cronaca” del 9.5.2010)

Contro il ritorno al nucleare i radicali di Cremona organizzano un incontro pubblico in programma per venerdi 14 maggio alle 17,45 presso la sala Conferenze di Palazzo Cattaneo (piano terra). Interverranno: Elisabetta Zamparutti, deputata radicale in Commissione Ambiente; Marco Pezzoni, già deputato, esponente del Coordinamento di CreaFuturo; Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani: Nel corso dell'incontro, che sarà presieduto da Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby, verrà presentato il dossier "Siamo stati troppo cattivi, mangeremo pesci radioattivi - cronistoria di una lotta radicale contro la centrale nucleare di Caorso".
"Le prevedibili polemiche sulla scelta dei siti nucleari - commenta Ravelli - e la convocazione da parte del governo di tutte le imprese "interessate" al settore, ci spingono a riproporre alcuni quesiti di fondo che non hanno avuto risposte convincenti, insieme à problemi rimasti insoluti. Ripetiamo la domanda che abbiamo posto nel 2008: in termini di costi/benefici, conviene al nostro paese costruire centrali nucleari impegnando nei prossimi anni 25/30 miliardi per soddisfare, ben che vada a partire dal 2020 il 25% dei consumi elettrici attuali che corrispondono solo a circa il 4,5% dei consumi finali di energia? Non esiste altro modo per raggiungere e persino superare lo stesso obiettivo?"
"Per cultura e prassi politica - conclude Ravelli - i radicali non sono affetti dalla sindrome Nimby o da psicosi catastrofiste, ma ritengono che le alternative esistono: efficienza energetica, energie alternative, ricerca. Sicché ripetiamo la domanda: il nucleare conviene? Risolve? Attorno a questi interrogativi si svilupperà l’incontro pubblico, promosso dall’Associazione radicale Piero Welby di Cremona, che si terrà venerdi 14 maggio"

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Postato da sergio_ravelli Domenica, 09 maggio 2010 @ 19:10:17

 Rassegna stampa: SEPOLTURA DEI FETI E DEGLI EMBRIONI


MESTA CERIMONIA PER 26 BIMBI MAI NATI
Una ventina di persone ha partecipato ieri alla prima delle inumazioni previste al cimitero
(“La Cronaca” dell'8.5.2010)

Ravelli: "Monumenti alla colpevolizzazione"
"Temevamo che, ancora una volta, avrebbero molestato le donne, violando privacy e legge 194, e prontamente avevamo depositato un esposto alla Procura di Milano all’indomani dell’approvazione del regolamento regionale sulla sepoltura obbligatoria anche dei feti sotto le 20 settimane. Alcuni ci avevano risposto che era un adempimento di legge, un “vuoto da colmare”. Altri con un “vigileremo”, ironizzando sulla nostra previsione che alle donne sarebbe stato chiesto cosa fare del “materiale abortivo”. Oggi abbiamo la conferma che avevamo ragione. La tumulazione collettiva nella Lombardia formigoniana di decine di migliaia di aborti spontanei (una misera imitazione dei fondamentalisti cristiani "pro-life" che operano negli Stati Uniti, spesso con metodi anche violenti) ha aperto la strada alle tombe collettive dei “bimbi mai nati”, per i macabri riti delle associazioni antiabortiste. Sin dall’inizio di questa vicenda, l’intento è sempre stato quello di accanirsi psicologicamente contro le donne che vogliono ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza, creando condizionamenti e sensi di colpa. Lo ribadiamo con forza: i feti e gli embrioni non sono persone. Non vanno in alcun modo equiparati alle persone nate e poi morte. Con la presenza di una tomba si raggiunge l’obiettivo di una colpevolizzazione permanente. La colpa è rappresentata da un luogo fisico, così che la donna non possa più dimenticare il suo crimine. Ecco il “non dimenticare” degli estremisti cattolici: finalmente hanno ottenuto le fosse comuni per i feti, per poter equiparare gli aborti allo sterminio dell’Olocausto! La Regione Lombardia ed ora il Comune di Cremona vogliono che ogni donna che ha abortito abbia una tomba su cui piangere la sua colpevolezza, su cui autoflagellarsi per il resto dei suoi giorni per aver scelto di non portare a termine la gravidanza. Vergogna!"

Postato da sergio_ravelli Sabato, 08 maggio 2010 @ 14:52:14

 Rassegna stampa: L'AMIANTO UCCIDE ANCHE A CREMONA

Ieri prima udienza promossa dai familiari.
CALDAISTA UCCISO DALL'AMIANTO
Ravelli: "Una iniziativa coraggiosa"
(“La Provincia” del 7.5.2010)

"Voglio esprimere la mia personale vicinanza e solidarietà ai familiari di Ottorino Cervi per la coraggiosa iniziativa che hanno intrapreso". Lo ha affermato lo storico radicale Sergio Ravelli. "Di fronte all’inerzia e all’indifferenza del Governo nel suo complesso e in particolare dei ministri competenti riguardo ad una situazione gravissima che costituisce un vero e proprio attentato alla salute della collettività - dal 2008 stiamo infatti attendendo il decreto attuativo per l’utilizzo del fondo di 50 milioni di euro per il risarcimento delle vittime per malattie correlate all’esposizione all’asbesto – la battaglia della famiglia Cervi assume un significato e un rilievo ancora maggiore". Assicuriamo a loro, come a tutti i familiari e i malati per 'esposizione all’amianto' il nostro impegno - a concluso Ravelli -, soprattutto attraverso l’iniziativa parlamentare della deputata radicale Maria Antonietta Farina Coscioni, perché siano individuate le possibili soluzioni da approntare a fronte di una situazione molto grave e che minaccia di ulteriormente aggravarsi nei prossimi anni".

Postato da sergio_ravelli Sabato, 08 maggio 2010 @ 14:31:59

 Rassegna stampa: RICORDO DELLA PRIMA MARCIA ANTINUCLEARE A CREMONA

IN MARCIA A CAORSO, 33 ANNI DOPO
Il 24 aprile 1977 la marcia da
Cremona a Caorso con Emma Bonino
(“La Cronaca” del 25.4.2010)

...Ma pochi si ricordano che proprio da Cremona partì, per iniziativa dei radicali, la battaglia antinucleare in Italia. Esattamente 33 anni fa (era il 24 aprile 1977) si tenne la prima marcia popolare antinucleare da Cremona a Caorso. Vi partecipò, fra molti altri, anche Emma Bonino. Ecco il racconto di quell'evento attraverso quanto scritto dal cremonese Sergio Ravelli nel suo libro "Radicale ignoto".

Uno dei primi dossier che i neo deputati radicali riuscirono a portare a conoscenza dell’opinione pubblica fu quello riguardante il nuovo Piano energetico nazionale (PEN). Nel silenzio di una commissione parlamentare, senza una strategia energetica complessiva, si stava dando avvio alla costruzione di nuove centrali nucleari, almeno 4, per poi passare ad un programma più impegnativo per altri 20 (poi ridotti a 12) impianti nucleari. Preoccupati perché una decisione di tale portata potesse essere assunta senza un confronto pubblico di idee e un’informazione approfondita sulle implicazioni economiche, politiche, sulla qualità della vita e dell’ambiente, della sicurezza e la protezione sanitaria legate alla scelta nucleare, i radicali chiedevano una moratoria alle costruzioni di nuove centrali e nel contempo l’impulso immediato alle politiche di risparmio energetico e di razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse nazionali. Da anni, da entrambe le sponde del Po, osservavamo crescere il grande impianto, che i pessimisti chiamavano il “Mostro” ed altri, confidenzialmente, “Arturo”. Localizzata nel comune di Caorso, un piccolo paese a metà strada tra Cremona e Piacenza, la centrale nucleare da 850 MW era oramai in fase di ultimazione. Con Marcello Crivellini, allora segretario regionale lombardo del Partito Radicale, e Marina Valcarenghi, sorella di Andrea e redattrice di “Re Nudo”, avevamo ispezionato per bene il percorso, da Cremona a Caorso (15 km), e da Caorso a Zerbio (4 km), la località del sito nucleare. Si poteva fare. A piedi! L’idea un po’ pazza fu quella di organizzare una “marcia popolare nonviolenta contro le centrali nucleari sul Po”, con partenza da piazza del Comune di Cremona e, dopo un paio di soste lungo il percorso, arrivo alla piazza della Rocca di Caorso, per unirci al grosso dei manifestanti e con loro proseguire fino al piazzale della centrale. La data individuata: domenica 24 aprile 1977. Unica preoccupazione, la possibile presenza di gruppi dell’Autonomia. Per questo la testa del corteo doveva essere composta soltanto dai marciatori provenienti da Cremona (in pratica tutti militanti radicali) e da “indiani” e freakettoni di “Re Nudo”.

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 27 aprile 2010 @ 14:41:08 Continua...

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DEI RADICALI SUL CASO TAMOIL

TAMOIL, I RADICALI PRONTI A NUOVO SIT-IN
(La Cronaca del 24.4.2010)

...Sul caso Tamoil, un altro politico si è mosso sulla vicenda ambientale-economica che interessa da vicino la raffineria e l'intera città. Si tratta di Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste éd, chiamato diverse volte a Cremona da Sergio Ravelli, leader storico del partito. Cinque le interrogazioni presentate negli ultimi anni, alcune delle quali ancora senza risposta. I radicali hanno promosso negli ultimi mesi da ottovre a marzo, diverse iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle autorità: con un sit-in sul piazzale della raffineria e più di recente con la manifestazione davanti alla Procura che chiedeva ai magistrati di unificare tutti i fascicoli concernenti gli episodi di inquinamento ed indagando l'esistenza di eventuali reati associativi. Il prossimo appuntamento sarà probabilmente a maggio, con una richiesta di incontro con il direttore dell'Asl. Scopo: sollecitare l'indagine epidemiologica che molto probabilmente sta procedendo, ma di cui i cittadini cremonesi non vengono mai informati. L'urgenza c'è, soprattutto alla luce dell'esistenza, confermata dallo stesso magistrato che indaga, di cartelle cliniche di dipendenti Tamoil che testimoniano un'elevata esposizione al benzene.
"Abbiamo un sogno - afferma Turco nel dossier presentatoa marzo dai Radicali - "La Tamoil si deve far carico - e questa sarebbe la giusta ammenda non solo nei confronti dei lavoratori ma di tutta la città - di riconventire nella città di Cremona le proprie attività. Per esempio diventando da società inquinante impresa per disinquinamenti industriali". (Giuliana Biagi)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 27 aprile 2010 @ 14:24:50

 Rassegna stampa: LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI CA' DEL FERRO A CREMONA

I RADICALI MOBILITATI. Ravelli:
«Se non si interviene si va verso un’estate torrida»
(La Provincia del 21.4.2010)

Il leader storico dei Radicali cremonesi, Sergio Ravelli, ha preannunciato nelle scorse ore una visita presso il carcere di via Cà del Ferro. Reduce dall’ultimo Comitato nazionale di Radicali Italiani che si è svolto a Roma (e che Ravelli ha presieduto), il ‘radicale ignoto’ cremonese ha ribadito che, appena possibile, ripeterà la visita oltre i cancelli della casa circondariale di Cremona. Molti esponenti del partito guidato da Marco Pannella ed Emma Bonino faranno la stessa cosa in decine di carceri italiani. La data, per Cremona, potrebbe essere quella di Ferragosto - un appuntamento tradizionale per quel che concerne queste iniziative radicali - ma, se possibile, anche vista la situazione, Ravelli cercherà di anticipare. «Mentre le agenzie hanno appena terminato di diffondere la notizia del ventesimo suicidio in carcere dall’inizio dell’anno — spiega Ravelli — in commissione giustizia i gruppi parlamentari di Pd, Lega e Idv hanno iniziato il tiro al bersaglio sul decreto Alfano, che prevede gli arresti domiciliari per i detenuti che devono scontare meno di 12 mesi e per la messa in prova (lavori socialmente utili) degli imputati per reati che prevedono una pena non superiore a tre anni. Due provvedimenti tutt’altro che rivoluzionari — spiega Ravelli — ma di sufficiente buonsenso per affrontare quella che nelle carceri italiane si preannuncia come una torrida estate. Trovo irresponsabile questa scelta dei gruppi parlamentari ai quali evidentemente sfugge lo stato di prostrazione della comunità

Postato da sergio_ravelli Martedì, 20 aprile 2010 @ 14:01:24

 Rassegna stampa: LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI CA' DEL FERRO A CREMONA

RECORD DI DETENUTI: CARCERE AL COLLASSO
Reclusi oltre quota 310 e agenti al minimo storico.
Si profila il passaggio da due a tre persone per cella
(La Provincia del 21.4.2010)

Carcere di via Cà del Ferro al collasso. Come mai è capitato nella sua storia ormai ventennale. Lo dicono i numeri, che delineano un record tutto da dimenticare: il massimo di detenuti e il minimo di agenti operativi , costretti da anni a lavorare sui tre quadranti (otto ore al giorno) anziché sui quattro previsti da contratto. Nella casa circondariale di Cremona i detenuti in questi giorni oscillano tra le 310 e 320 unità a fronte di una capienza regolamentare di 196 reclusi (fissata al momento del varo del carcere, nel 1992) e di una capienza tollerata di 300 detenuti. Le sezioni attive sono cinque su sei. Quanto agli agenti, dei circa 160 che dovrebbero prendere parte ai servizi, se ne contano soltanto 135 davvero operativi. L’assetto varato diversi anni fa per ampliare la capienza del carcere — il passaggio da uno a due detenuti nelle celle che sono di nove metri quadrati — potrebbe subire un ulteriore ritocco. I tre detenuti per cella — un’eventualità al momento non imminente — potrebbero diventare realtà se la progressione del numero di reclusi non si arresterà e se la nuova struttura in via di costruzione tarderà a entrare in funzione, non tanto per il procrastinarsi dei lavori (cosa poco probabile vista la celerità con la quale procedono) quanto per il mancato arrivo di nuovi agenti. L’effetto indulto è un lontano ricordo. «L’impatto di quella legge è sfumato a sette mesi dall’entrata in vigore», spiega uno degli agenti che da anni lavora a Cà del Ferro. Il calo degli uomini della penitenziaria si deve alla mancanza di nuove assunzioni e al numero crescente di distaccamenti, che nella stragrande maggioranza sono a favore delle case circondariali del Sud Italia, dove, infatti, gli agenti o non mancano o mancano in misura molto minore rispetto a quanto accade tra le Alpi e il Po. Se questa tendenza non muta, inizierà a farsi vivo chi chiede di modificare le nome che regolano i distaccamenti o addirittura qualcuno che propone l’assunzione su base regionale degli agenti della penitenziaria, per non assistere allo stillicidio di distaccamenti verso Sud. I numeri appena delineati devono preoccupare non poco il direttore della casa circondariale, Ornella Bellezza, che da anni è in prima linea per trarre il massimo dalle risorse disponibili e continuare a garantire istituti e servizi che altrove sono un lontano ricordo. Stessa cosa può dirsi per gli agenti della polizia penitenziaria, sulla cui professionalità non ci piove. Chi segue da anni la vicenda del carcere cremonese è Sergio Ravelli, storico esponente dei Radicali, presidente del Comitato nazionale del partito fondato da Marco Pannella ed Emma Bonino. Passata in rassegna tutta la trafila, le critiche di Ravelli si concentrano sul ‘no’ di vari partiti (Idv, Lega e Pd) al decreto del guardasigilli Angelino Alfano, che prevede arresti domiciliari per i detenuti che devono scontare meno di 12 mesi. «Alla stato attuale — spiega Ravelli — gli agenti di polizia penitenziaria, cronicamente sotto organico, sono stati costretti a ridivenire ‘agenti di custodia’, incaricati essenzialmente di ‘custodire’ i detenuti in celle che scoppiano, senza poter dare vita ad alcun tipo di trattamento rieducativo ai fini del reinserimento sociale». (G. Guglielmone)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 20 aprile 2010 @ 13:57:45

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA

NO ALLA GIUSTIZIA SPEZZATINO
DOSSIER SULLA «STORIA INQUINATA»
I Radicali incalzano i pm:
‘Indaghino se c’è un reato associativo’
(“La Provincia” del 31.3.2010)

In ottobre il sit-in l’avevano fatto davanti alla Tamoil per attirare l’attenzione sul «problema dell’inquinamento e sulla messa in sicurezza dell’impianto». Stavolta, i Radicali si sono dati appuntamento davanti al palazzo di giustizia per dire «No allo spezzatino giudiziario», perché «va benissimo che sia stato aperto un fascicolo nell’estate del 2007 e che si sequestrino pezzetti di raffineria in relazione ad episodi specifici», ma «noi crediamo che il fascicolo debba essere unico e che si debba indagare a tutto campo e soprattutto crediamo che si debba indagare se siano stati commessi eventuali reati associativi». Mittenti del messaggio il procuratore Roberto di Martino e il pm Cinzia Piccioni, la quale nel luglio 2007 ha aperto l’indagine madre sull’inquinamento Tamoil, da cui sono poi originate inchieste costola. E sotto accusa ci finisce l’Arpa. «Noi non ci fidiamo», sentenzia il deputato radicale Maurizio Turco, anche lui ieri in via dei Tribunali. Undici e trenta. Il primo ad arrivare è Sergio Ravelli. In mano un dossier che racconta «una storia inquinata» attraverso gli articoli dei giornali e gli interventi di Turco al ministero. I radicali, otto in tutto, si infilano i cartelli: «Berlusconi fatti dare i soldi della bonifica dal tuo amico Gheddafi»; «La salute pubblica non è un optional»; «Inchiesta Tamoil: sono stati commessi reati associativi?»; «Il fascicolo deve essere unico»; «Stiamo aspettando dall’estate 2007»; «No allo spezzatino giudiziario», «Veleni nell’aria e nel Po terreni inquinati. E la magistratura che fa?». Nel dossier, Ravelli ha raccolto le dichiarazioni rilasciate dal procuratore Roberto di Martino alla stampa: «Nel caso Tamoil la salute dei lavoratori non è stata tutelata», «La cadenza degli episodi non può essere casuale», «la situazione è grave e allarmante, emergono situazioni di sofferenza dei dipendenti». Il leader dei Radicali afferma che «non è una protesta, ma una proposta di modalità di interventi giudiziari». E cita Pasolini: «Non siamo magistrati e non abbiamo l’onere della prova. Possiamo solo dire con Pasolini che noi sappiamo chi sono i responsabili dello scempio ambientale e di vite umane ma non abbiamo le prove». Capitolo «fermo dell’impianto». «Pensiamo che la Tamoil corra il forte rischio di finire come un deposito. C’è il rischio che si stacchi la spina e tutto rimanga fermo sulle spalle delle istituzioni. Noi siamo per una riconversione della Tamoil, naturalmente a sue spese. Ecco perché diciamo a Berlusconi, che di Gheddafi è amico, di farsi dare da lui i soldi per la bonifica», spiega Ravelli. «Sia chiaro che la chiusura dipende dal mercato», incalza Ermanno de Rosa: «Dagli anni Ottanta ad oggi il mercato della raffineria si è andato riducendo. In Europa sono stare chiuse 50 raffinerie su 141, in Italia 12 su 90 e questo ha inciso sullo stato attuale della nostra raffineria che non è stata chiusa subito, mentre quella di Bertonico, più moderna e non in città, sì. Perché?». Per il deputato Turco «il fatto che il mercato imponga la chiusura della raffineria è un alibi. Noi chiediamo alla magistratura che ci sia un risarcimento da dare a dipendenti e cittadinanza. Non si può andare via senza che non sia smantellata la raffineria. No alla chiusura dei cancelli, lasciando dentro così com’è». (Francesca Morandi)

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 01 aprile 2010 @ 19:11:15

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA

TAMOIL, LA PROTESTA RADICALE
“NO ALLO SPEZZATINO GIUDIZIARIO”
(“La Cronaca” del 31.3.2010)

Davanti al Tribunale in un sit-in silenzioso per dire no allo “spezzatino giudiziario” sulla raffineria Tamoil. E’ la nuova provocazione dei Radicali cremonesi, che ieri mattina si sono presentati all’ingresso di palazzo di giustizia per distribuire volantini e il dossier “Una storia inquinata, cronistoria di una lotta radicale a Cremona”. L’argomento principale era il futuro della raffineria cremonese, in attesa di conoscere il verdetto della Procura, in procinto di chiudere il primo troncone delle indagini, quello relativo all’inquinamento della falsa acquifera. “Berlusconi, fatti dare i soldi della bonifica al tuo amico Gheddafi”, “la salute pubblica non è un optional”, “sono stati commessi reati associativi?”, “se non ora, quando?”, “il fascicolo deve essere unico”, “stiamo aspettando dall’estate del 2007”, “veleni nell’aria e nel Po, terreni inquinati. E la magistratura cha fa?”, “no allo spezzatino giudiziario”, sono i messaggi riportati ieri dai Radicali che chiedono giustizia “Non siamo magistrati e non abbiamo l’onore della prova”, ha commentato Sergio Ravelli, leader storico dei Radicali e presidente del Comitato nazionale del partito fondato da Marco Pannella. E, citando Pasolini: “Possiamo solo dire che noi sappiamo chi sono i responsabili dello scempio ambientale e di vite umane, ma non abbiamo le prove”. “La nostra iniziativa”, ha continuato Ravelli, “punta l’attenzione su quanto è stato fatto sul fronte giustizia, sui tempi e sui modi con i quali si è mossa e si sta muovendo. Ma una cosa è certa: la raffineria della Tamoil va riconvertita, e subito. L’area interessata dall’inquinamento va bonificata e va avviata al più presto una seria indagine epidemiologica su lavoratori e residenti”… “Vogliamo l’inchiesta in un fascicolo unico con tutti gli accadimenti di Tamoil, perché i fatti sono di un’unica fattispecie, gravi e allarmanti, come ha già detto il Procuratore Di Martino, anche per la salute pubblica. Questa è l’unica inchiesta che può dare la possibilità di accertare se esistano o meno reati associativi”…. Per Maurizio Turco, “l’intento della magistratura deve essere quello di garantire risarcimenti ai dipendenti e alla città”. “Non si può andare via senza aver smantellato la raffineria”. “No”, ha concluso poi il deputato radicale ad una domanda dei cronisti: “dell’Arpa non ci fidiamo”.
(Sara Pizzorni)

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 01 aprile 2010 @ 19:05:04

 Rassegna stampa: ANTEPRIMA NAZIONALE DEL FILM CECENIA

‘UN FILM DA DIFFONDERE’
Gian Marco Tognazzi alla
proiezione di ‘Cecenia’
(“La Provincia” del 31.3.2010)

Cecenia è un film indipendente, mai arrivato nelle sale - «Uno dei 40 che ho interpretato cui è toccata questa sorte», ha scherzato il protagonista Gian Marco Tognazzi, ieri ospite della proiezione al Filo -, che racconta la vicenda umana e professionale di Antonio Russo attraverso la storia (romanzata) del suo ultimo, incompiuto, reportage. Russo - free lance pluripremiato per i suoi servizi di guerra, stretto collaboratore di Radio Radicale - morì tra il 15 e il 16 ottobre del 2000, in Georgia: il suo corpo venne ritrovato ai margini di una strada sterrata a 25 chilometri da Tbilisi, nei pressi di un check-point russo. Nel film diretto nel 2002 da Leonardo Giuliano la vita del giornalista abruzzese, proteso con coraggio e caparbietà verso la verità, diventa esperienza esemplare della ricerca della libertà e della difesa della legalità. Valori connaturati al pensiero e alla politica del Partito Radicale, promotore della serata e ieri rappresentato dal leader cremonese Sergio Ravelli e dal vicepresidente nazionale Maurizio Turco. Gian Marco Tognazzi è salito sul palco al termine della proiezione (e poco prima dell’applauditissima replica al Ponchielli di Die Panne di Dürrenmatt diretto da Armando Pugliese, che ha chiuso la stagione di prosa) per parlare al pubblico: «Questo è un piccolo film che narra di una grandissima persona. Non conoscevo Antonio Russo: l’incontro con la madre e le conversazioni con amici e conoscenti sono serviti a immedesimarmi in un personaggio unico e straordinario». Abbandonandosi alla consueta (ma costruttiva) vis polemica, Tognazzi ha riservato una stoccata al mondo televisivo e, più in generale, allo smarrito senso civico ed etico del Belpaese: «Questa pellicola meriterebbe almeno di essere trasmessa sulle reti nazionali. Per non uccidere Antonio una seconda volta». Sul palco con Gian Marco, anche il coprotagonista della pellicola, Bruno Armando, e il presidente della Società Filodrammatica Cremonese Giorgio Mantovani. (Riccardo Maruti)

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 01 aprile 2010 @ 18:36:46

 Rassegna stampa: ANTEPRIMA NAZIONALE DEL FILM CECENIA

UN FILM PER NON DIMENTICARE
ANTONIO RUSSO
(La Cronaca del 31.3.2010)

Ieri pomeriggio al Filo è stata proiettato il film “Cecenia”di Leonardo Giuliano, con Gianmarco Tognazzi, sulla morte dell’inviato di Radio Radicale Antonio Russo. Si tratta di un film definito “desaparecido” per la mancata distribuzione non solo nelle sale cinematografiche, ma anche nei circuiti dell’home video. Un destino che accomuna molti film coraggiosi che trattano di temi scomodi. Grazie all’iniziativa di Sergio Ravelli, Presidente del Comitato Nazionale dei Radicali, e dell’ospitalità della Società Filodrammatica, un folto pubblico, proveniente anche da città vicine, ha potuto assistere alla proiezione in anteprima pubblica nazionale in una pubblica sala. La pellicola racconta la storia di Antonio Russo, il giornalista di Radio Radicale ucciso in Georgia il 16 ottobre 2000 mentre indagava sui crimini commessi dai russi in Cecenia. Antonio Russo (Gian Marco Tognazzi) è in viaggio verso la Cecenia, da Tblisi attraverso le montagne per raccogliere testimonianze di una guerra in atto di cui si parla poco. Suo compagno di viaggio è Luca Brivi (Bruno Armando), un ambiguo giornalista. I due intraprendono una spedizione al fianco dei partigiani ceceni, dalla Georgia verso l'interno, una missione presto vanificata da un attacco dell'esercito russo. Antonio riuscirà a raccogliere alcune drammatiche documentazioni degli orrori che si compiono in quella terra, ma qualcuno gli impedirà di diffonderle. La pellicola, pur se girata a basso costo, è di una potenza espressiva sconvolgente e centra l’obiettivo di far aprire gli occhi su una realtà troppo spesso sottaciuta. Subito dopo la proiezione si è svolto un interessantissimo dibattito, coordinato da Ravelli, tra i protagonisti del fim, Tognazzi e Armando, e il parlamentare Maurizio Turco, vicepresidente vicario del Senato del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito, venuto appositamente a Cremona per l’evento, ha conosciuto personalmente Antonio Russo, ora si occupa delle questioni estere del partito radicale transnazionale. E’ un film di triste e tragica attualità. “Rivederlo - ha spiegato Tognazzi è stata una sensazione forte: “sono passati 15 anni ma i problemi ceceni sono ancora quelli, pensiamo a quello che ieri è successo in Russia. Fa piacere aver fatto un piccolo film per un grande uomo. Antonio è molto più di quello qui è stato descritto”. “Questo film - afferma Tognazzi - fu fatto per dare visibilità a chi ha dato la sua vita per l’informazione: non far conoscere questo film è come ucciderlo una seconda volta. Purtroppo siamo in un paese che ha difficoltà a riconoscere e a far conoscere le grandi personalità che esprime”. Ravelli ha conosciuto Antonio Russo “Era trafelato e correva a prendere un taxi per uno dei suoi viaggi. E’ stato testimone dei conflitti in Ruanda, in Burundi. Quando tutti i giornalisti andarono via lui fu l’unico a rimanere in Kosovo”. Anche Maurizio Turco ha portato un’esperienza personale: “Aveva un modo tutto suo di fare il giornalista, era orgoglioso di non essere iscritto all’ordine. Gianmarco ce lo ha presentato meglio di come avrebbe potuto chi lo avesse conosciuto. Ci ha restituito Antonio così come era, con le sue fragilità e le sue debolezze. Era sempre alla ricerca continua di libertà e diritti. C’è una Cecenia ancora oggi, ma mancano gli Antonio Russo. Grazie, Gianmarco, ci hai lasciato una presenza viva” Bruno Armando ha sottolineato come sia “doloroso pensare che Antonio sia morto invano. Detto questo il mio personaggio rappresenta il male del giornalismo, quello dei maneggioni, l’opposto di Antonio, uno che aveva a che fare con i servizi Russi. Non si è mai saputa la responsabilità della morte di Russo, si sa che i ceceni non si fidavano più. Questo personaggio inventato è stato inserito proprio per rappresentare la difficoltà di trovare una responsabilità precisa.” Tognazzi: ”Non si sa chi ha voluto questa morte sotto tortura, Antonio è stato schiacciato da una pressa. Il regista, con questo personaggio, ha voluto metterci tutti i dubbi, anche le responsabilità di qualcuno che, anche in Italia non aveva piacere che Antonio raccontasse quello che vedeva.” Ma perché nel nostro paese bisogna supplicare per far vedere un film che parla di persone che si sono indignate e hanno detto di no? si chiede Tognazzi. “Forse - conclude - siamo davvero nella terza fase come direbbe Luttazzi: questo è un paese che non reagisce più. (Annamaria Abbate)

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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 26 marzo 2010 @ 17:58:04

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE

"E' necessario che vi sia pur qualcuno
per il quale Parigi non valga una messa"
(La Provincia di Cremona dell'8.3.2010)

Sig. direttore,
riguardo al decreto legge “salva-liste” (a proposito, e se in sede di conversione venisse bocciato?) mi permetta di esprimere la mia contrarietà alla scorciatoia del “male minore”, anche da lei ritenuta l’unica strada percorribile. Come lei sa, sin dal mese di gennaio abbiamo portato all’attenzione delle massime istituzioni della Repubblica una serie senza precedenti di omissioni e di violazioni di legge verificatesi infine negli ultimi sette mesi ed in particolare nella fase di presentazione delle liste, che rendono strutturalmente illegali le prossime elezioni regionali. Il problema, dunque, non era “sanare” gli errori di alcuni in Lazio e Lombardia bensì ripristinare i diritti di tutti gli italiani e ristabilire le condizioni minime di legalità della campagna elettorale. Noi Radicali abbiamo indicato in più occasioni una soluzione ragionevole e volta a rafforzare lo Stato di diritto anziché distruggerlo, vale a dire: un rinvio delle elezioni di cinque o sei settimane, rivedendo contestualmente i criteri di presentazione delle liste secondo gli standard e le prassi della maggioranza dei Paesi dell’Unione europea nonché la contemporanea definizione di regole chiare e certe che garantiscano a tutte le forze in competizione parità di diritti nell’accesso agli spazi di informazione televisiva. Di fronte a chi ha voluto sanare i propri errori attraverso provvedimenti anticostituzionali, noi Radicali continuiamo a lottare per il rientro nella legalità dello Stato italiano e la restituzione a tutti i cittadini dei diritti civili e politici che gli sono stati sinora negati, tenendo ben presente il monito di Benedetto Croce: “esistono momenti nella storia in cui è necessario che vi sia pur qualcuno per il quale Parigi non vale una messa". Sergio Ravelli

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 marzo 2010 @ 13:32:05

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI SUL QUOTIDIANO LOCALE

ROCCELLA: TI RICORDI DI QUEL 24 MARZO 1974?
("La Cronaca" del 19.2.2010)

Il pomeriggio di domenica 24 marzo 1974 a Palazzo Cittanova, assieme a tantissimi cremonesi, c’ero anch’io. Era stata convocata la prima manifestazione radicale in difesa della legge sul divorzio, messa in discussione dal referendum abrogativo promosso dalle associazioni cattoliche integraliste. Fra gli oratori di quel giorno, oltre al segretario della LID (Lega per l’istituzione del divorzio) Mauro Mellini, c’era anche una giovane radicale, esponente di punta del M.L.D. (Movimento di liberazione della donna): Eugenia Roccella. Dopo la grande vittoria referendaria del 12 maggio dello stesso anno, prese avvio la campagna radicale per la legalizzazione dell’aborto, l’unica strada in grado di contrastare efficacemente l’immondo aborto clandestino di massa e di classe, che costringeva le donne meno abbienti a ricorrere ai ferri da calza delle mammane mentre quelle che se lo potevano permettere si affidavano ai cosiddetti “cucchiai d’oro”, quasi sempre operanti in cliniche private a conduzione clericale.
Dopo quasi 36 anni, Eugenia Roccella torna al Cittanova per una manifestazione contro la pillola abortiva Ru486, la cui introduzione in Italia è dovuta all’iniziativa solitaria dei radicali e in particolare del coraggioso medico Silvio Viale. Ci son voluti dieci anni perché anche nel nostro paese si arrivasse ad alleviare costi e rischi dell’aborto con l’uso di un farmaco in luogo di un intervento chirurgico, ma la nostra Roccella non se ne dà pace: dolore deve aggiungersi a dolore anche per chi non ne vede la ragione mistica o politica che sia. Finalmente un organismo scientifico italiano (autorizzazione AIFA del 9 dicembre scorso) ha preso atto di quello che la maggioranza dei Paesi dell’Unione Europea ha riconosciuto come un progresso a vantaggio dei propri cittadini, ma il sottosegretario di Stato Eugenia Roccella continua ad opporsi dando una prova dell’orientamento retrogrado di questo Governo. L’aborto non è mai “facile” come affermano i promotori della manifestazione di venerdi prossimo; è sempre una scelta dolorosa ed il metodo farmacologico ne riduce semplicemente rischi e costi, è meno invasivo perché risparmia alla donna sia l’intervento che l’anestesia. I radicali, e l’Eugenia Roccella di allora, legalizzando l’aborto, lo hanno drasticamente ridotto e ne hanno sconfitto le forme più cruente ed incivili praticate e coperte nella clandestinità alla quale l’Eugenia Roccella di oggi lo vuole nuovamente confinare. L’uso della pillola Ru486, evitando alla donna pratiche chirurgiche invasive e pericolose, incoraggerà ulteriormente l’emersione dalla clandestinità tornata frequente tre le immigrate che si trovano ai margini dell’integrazione sociale.

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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 19 febbraio 2010 @ 11:20:21

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DELLA LISTA BONINO-PANNELLA

REGIONALI, CAPPATO LANCIA
LA LISTA BONINO-PANNELLA
("La Provincia" del 18.2.2010)

Elezioni regionali: Marco Cappato, candidato della lista Bonino-Pannella alla presidenza della Regione lombardia, era ieri a Cremona. ‘La presentazione della Lista Bonino-Pannella per le elezioni regionali in provincia di Cremona: missione impossibile, oppure rivolta democratica e nonviolenta?’, questo il tema dell’incontro a SpazioComune. Erano presenti: Gino Ruggeri, candidato della lista Bonino-Pannella nella circoscrizione di Cremona; Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani; Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby. Prima di arrivare a Cremona, Cappato ha parlato dell’allarme lanciato dalla Corte dei Conti sui casi di tangenti triplicate: «Di fronte a questo dato, fa quasi sorridere il tentativo da parte di molti - Berlusconi, Bossi e Fini innanzitutto - di derubricare la questione a mero fatto individuale di poche mele marce, o "mariuoli" come Craxi definì Chiesa un attimo prima dello scoppio di Tangentopoli». Intanto, continua la raccolta di firme necessarie per presentare la lista alle prossime regionali.

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 18 febbraio 2010 @ 20:12:05

 Rassegna stampa: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: IL PRESIDENTE

SERGIO RAVELLI CONFERMATO PRESIDENTE
("La Cronaca" del 12.1.2010)

Il comitato nazionale dei Radicali Italiani, tenutosi a Roma dall’8 al 10 gennaio, ha confermato presidente Sergio Ravelli. Protagonista e animatore in città di tutte le grande battaglie per i diritti civili, dal divorzio, all’aborto, all’obiezione di coscienza, Ravelli è stato fra i fondatori della prima associazione radicale a Cremona nel 1973.
Dal 1989, anno della svolta transnazionale, è impegnato nelle battaglie per la difesa dei diritti umani, per l’affermazione della democrazia e della libertà in tutto il mondo promosse dal Partito Radicale Nonviolento. E’ attualmente il tesoriere dell’associazione radicale Piero Welby ed esponente del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica. Sergio Ravelli è anche autore del libro ‘Radicale ignoto. Appassionatamente radicale – fatti, aneddoti e ricordi’. Il libro, edito da Cremonalibri nel gennaio 2009, ha riscosso l’attenzione della stampa nazionale e locale in occasione del VII Congresso italiano del Partito Radicale nonviolento e transnazionale. Al Comitato hanno preso parte, oltre ai membri del Comitato e ai dirigenti di Radicali Italiani, Marco Pannella, Emma Bonino e gli altri parlamentari della delegazione radicale nel gruppo del PD, e i dirigenti dei soggetti della galassia radicale. La mozione approvata, il cui testo è disponibile sul sito www.radicali.it, prende in esame la situazione politica ed economica del Movimento, l’assenza di democrazia e stato di diritto in Italia, le prossime elezioni regionali.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 12 gennaio 2010 @ 14:47:19

 Rassegna stampa: LA SITUAZIONE DEL CARCERE DI CA' DEL FERRO A CREMONA

CARCERE VICINO AL COLLASSO
Agenti al minimo storico, detenuti in aumento
RAVELLI: "Più uomini o sarà il caos. Col nuovo blocco serviranno almeno cento unità"
("La Provincia" del 5.1.2010)

La questione carceri, per i Radicali Italiani, è uno dei fronti più importanti. A maggior ragione in queste settimane in cui si è arrivati al record assoluto di detenuti. Lo si capisce dalle parole di Sergio Ravelli, esponente storico dei Radicali cremonesi, presidente del Comitato nazionale del partito. A Ferragosto (insieme a Maura Ruggeri e Luciano Pizzetti) è stato l’ultimo esponente politico a mettere piede dentro la casa circondariale di via Cà del Ferro. Ieri ha ribadito che la questione resta calda e che a marzo dovrebbe esserci un’altra visita in carcere, sua e di altri esponenti radicali. «Quelli del carcere di Cremona sono problemi storici: organico carente e numerosi distacchi. Come attività rieducative e lavorative è un carcere modello. Ma cosa accadrà non appena sarà attivo il nuovo blocco? Si parla di 200-250 detenuti in più. Si rischia una situazione insostenibile. Per mantenere un rapporto di un agente ogni due detenuti servono almeno cento uomini. Ma ora come ora questo passo è quasi improbabile: non ci sono nel Nord tutti quegli agenti». (g.gugl.)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 05 gennaio 2010 @ 17:19:42

 Rassegna stampa: REGISTRO COMUNALE DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

TESTAMENTO BIOLOGICO,
COMMISSIONE INFUOCATA
E alla fine si decide di non decidere. Ravelli: "Carta straccia della volontà di 800 cremonesi"
(La Cronaca del 15.12.2009)

Seduta a dir poco agitata, quella della Commissione comunale Affari Istituzionali di ieri pomeriggio. All'ordine del giorno, un tema particolarmente delicato: "eventuale adozione di un registro riguardante il testamento biologico", come recita l'atto di convocazione. In sostanza, la costituzione di un servizio pubblico comunale per accogliere, registrare e conservare le direttive di fine vita dei cittadini. L'argomento è stato oggetto, nei mesi scorsi, di una petizione promossa dai radicali e dal Comitato Cremonese per la Libertà di Cura e di Ricerca Scientifica. La petizione è arrivata sul tavolo della giunta comunale, che l'ha quindi passata alla Commissione per i primi approfondimenti....

Postato da sergio_ravelli Martedì, 15 dicembre 2009 @ 14:03:14

 Rassegna stampa: REGISTRO COMUNALE DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

TESTAMENTO BIOLOGICO:
ORA E' BATTAGLIA SULL'ALBO
Non è stata presa alcuna decisione. Gandolfi: ecco perché sono contrario. Il Comitato protesta
(La Provincia del 15.12.2009)

Sarà il consiglio comunale a decidere sulla richiesta avanzata dal Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica di istituire l’albo comunale per il testamento biologico: questo il risultato uscito dalla commissione Affari istituzionali, riunita ieri per discutere della vicenda. La giunta aveva preso in esame la proposta optando per passare la palla alla commissione. Sulla scorta del parere del direttore del settore Affari generali del Comune, Maurizia Quaglia: «La richiesta di istituzione del registro dei testamenti biologici è un’iniziativa rivolta alle amministrazioni locali, in parallelo a una petizione al Parlamento, affinché il legislatore intervenga esplicitamente in una materia che non può essere lasciata a regolamentazioni sporadiche». La proposta, continuava la dirigente, «è stata presentata in molti Comuni, ma attualmente non sembra aver ancora avuto attuazione, se non presso il X Municipio di Roma e il Comune di Firenze, che ha approvato il regolamento comunale per il registro dei testamenti biologici». Il resto veniva da sé: «Trattandosi di atto di competenza del consiglio comunale, si propone di incaricare per il suo esame la commissione consiliare agli Affari istituzionali». Che, appunto, si è riunita ieri. Il suo presidente Roberto Gandolfi (Lega) riassume come sono andate le cose. «I rappresentanti del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica hanno illustrato, con grande chiarezza, motivazioni e obiettivi della loro richiesta. È stata quindi messa ai voti la proposta che il consiglio comunale delegasse la commissione di mettere a punto il regolamento in materia». Continua la ricostruzione di Gandolfi: «La proposta è stata bocciata. Contro il centrodestra e Canale (Santo, di Cremona nel cuore, ndr), a favore il centrosinistra». Sarà il consiglio comunale a dire l’ultima parola sul registro del testamento biologico. «Non sono a favore dell’istituzione del registro comunale perché, secondo me, il registro e l’eventuale legge sono la coscienza di ognuno di noi», commenta ancora Gandolfi. Opposta la valutazione di Pierluigi Rotelli, che con Sergio Ravelli ed Ester Stanga ha illustrato la proposta, sostenuta da 800 firme. «In commissione la maggioranza si è trincerata dietro una serie di problemi per non decidere, dimenticando di essere uno strumento di lavoro del consiglio». Duro Ravelli: «La ‘patata bollente’ del registro dei testamenti biologici passa di mano in mano — da quelle del sindaco a quelle dei membri della Giunta comunale, a quelle dei componenti della Commissione affari istituzionali — e finisce vergognosamente nella spazzatura». La commissione «ha deciso di non decidere. Sono state così ridotte a carta straccia le 800 firme di cittadini che chiedono soltanto di poter esercitare il proprio diritto alla autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari. Ma loro battaglia non finisce qui: continuerà in forme e modalità diverse». (gi.baz.)

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 15 dicembre 2009 @ 13:33:14

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

BERLUSCONI AGGREDITO.
NON C'E' UNA CAUSA POLITICA
(La Provincia del 15.12.2009)

Signor direttore,
“Chi semina vento raccoglie tempesta”? Nello spettacolo ci sta, ma non nella politica. L’aggressione al Presidente del Consiglio ha un effetto politico inevitabile, ma non ha, mi sembra, una causa politica. Non si conosce la gravità della malattia mentale dell’aggressore, ma è accertato trattarsi di un malato. Quindi tutt’al più: “Dal corpo del malato al grugno del politico”. Ma sarebbe far torto al bellissimo slogan dell’Associazione Coscioni “Dal corpo del malato al cuore della politica”. E sarebbe far torto a Silvio Berlusconi che in questo caso è sicuramente vittima innocente, come mai prima ci ha convinti di esserlo. A lui, ora sì, la nostra solidarietà. La stessa che chiediamo per Cucchi e per Bianzino, anche loro percossi nonostante la scorta. Percossi, ma non soccorsi. Quindi morti, ma fuori dallo spettacolo. Nota informativa: Silvio è conosciuto; Stefano e Aldo sono i morti in carcere subito dopo l’arresto, per cause da accertare, Stefano a Roma, Aldo a Perugia.
Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby

Postato da sergio_ravelli Martedì, 15 dicembre 2009 @ 13:03:28

 Rassegna stampa: REGISTRO COMUNALE DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

Le ragioni del rinvio. LA GIUNTA:
QUEL REGISTRO HA POCHI PRECEDENTI
(La Provincia dell'8.12.2009)

«La giunta comunale, nella seduta del 25 novembre, ha esaminato la proposta e, trattandosi di un atto di competenza del consiglio comunale, ha deciso di rassegnarla alla commissione Affari istituzionali». Il sindaco Oreste Perri spiega in una lettera il perché la sua giunta non ha preso posizione sulla richiesta, avanzata dal Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca, di istituire il registro comunale dei testamenti biologici. La commissione, presieduta da Roberto Gandolfi (Lega), è stata convocata il 14 dicembre per discutere della proposta. La giunta è arrivata alla decisione di ‘passare la palla’ anche sulla scorta del parere tecnico espresso dal direttore del settore Affari generali del Comune, Maurizia Quaglia. «La richiesta di istituzione del registro dei testamenti biologici è un’iniziativa rivolta alle amministrazioni locali, in parallelo a una petizione al Parlamento, affinché il legislatore intervenga esplicitamente in una materia che non può essere lasciata a regolamentazioni sporadiche». La proposta, continua la dirigente, «è stata presentata in molti Comuni, ma attualmente non sembra aver ancora avuto attuazione, se non presso il X Municipio di Roma e il Comune di Firenze, che ha approvato il regolamento comunale per il registro dei testamenti biologici». Il resto viene da sé: «Trattandosi di atto di competenza del consiglio comunale, si propone di incaricare per il suo esame la commissione consiliare agli Affari istituzionali». Il suggerimento, come si diceva, è stato accolto dalla giunta. L’Ufficio protocollo del Comune aveva comunicato nei giorni scorsi al Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca il numero dei Testamenti biologici depositati e protocollati. I documenti presentati sia dagli esponenti del Comitato che direttamente dai singoli cittadini sono quasi 200. «Il grande successo dell’iniziativa ‘Firma la tua scelta prima che ti impongano la tua’ non ci stupisce — avevano commentato i promotori —. È la conferma che la stragrande maggioranza degli italiani intende esercitare il proprio diritto alla autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari. Nonostante questo, la proposta di legge attualmente in discussione alla Camera nega la possibilità all’ammalato, privo dei mezzi per esprimere la propria volontà, di rifiutare trattamenti medici quali l’alimentazione e l’idratazione forzate, calpestando di conseguenza l’articolo 32 della Costituzione sul principio della libertà di cura». Prima di iniziare le operazioni di consegna dei testamenti biologici, una delegazione del comitato cremonese — composta da Cristina Manfredini, Ermanno de Rosa, Caterina Ruggeri, Sergio Ravelli, Vera Castellani e Pierluigi Rotelli — aveva incontrato il sindaco Oreste Perri. «Il sindaco — avevano sottolineato i suoi ospiti — ha tenuto a manifestare la personale convinzione che in tema di trattamenti sanitari devono essere rispettate le diverse scelte individuali». (gi.baz.)

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 08 dicembre 2009 @ 23:00:20

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEI LIBRI SUL "RADICALE IGNOTO"

DUE LIBRI E UN SOLO OMAGGIO
AI CINQUANTA RADICALI IGNOTI
(La Provincia del 7.12.2009)

«Sono i veri eroi». Valter Vecellio, giornalista del Tg2, ha voluto «rendere loro omaggio» con un libro di cui è curatore: ‘Radicale ignoto. Cinquanta storie’. Vecellio, direttore di Notizie radicali, era in città per presentare la raccolta delle testimonianze di militanti radicali oscuri, con i capelli bianchi ma ancora appassionati. Con una nota di Marco Pannella e un refuso voluto dall’autore: ‘Questo intervento è tratto dalla direzione dei radicali italiani, il 24 agosto 1909’. Una doppia presentazione, in realtà visto che è stato riproposto anche ‘Radicale ignoto-appassionatamente radicale’, del cremonese Sergio Ravelli. È sua una delle storie messe insieme da Vecellio. L’incontro, moderato da Gilberto Bazoli, de La Provincia, si è svolto alla Feltrinelli. Nel giorno della diretta (rilanciata dai siti di tutti i più importanti giornali) di Radio radicale sulla deposizione di Gaspare Spatuzza, non si poteva non parlare di informazione, «che - ha detto Vecellio - versa, per usare un termine blando, in uno stato penoso». Il libro parte dal passato ma guarda al futuro, ponendo la domanda delle domande: ci saranno i radicali senza Pannella? Vecellio non si è sottratto: «La nostra storia ha prodotto personale politico che si ispira a Pannella e che fa cose in autonomia».

per ascoltare l'audio integrale dell'evento:
www.radioradicale.it/scheda/292767/incontro-con-il-radicale-ignoto
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 08 dicembre 2009 @ 22:49:03

 Rassegna stampa: CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI

RAVELLI PRESIEDERA' IL
CONGRESSO DEI RADICALI
(La Provincia del 10.11.2009)

Si terrà dal 12 al 15 novembre presso il Centro Congressi Excelsior di Chianciano Terme l’VIII Congresso nazionale di Radicali Italiani. Come presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, il cremonese Sergio Ravelli farà parte della presidenza del congresso. «Siamo alla vigilia di un altro importante appuntamento elettorale, quelle delle elezioni regionali del marzo 2010 - dice Ravelli -. Appuntamento che vede pregiudicata la possibilità per molti dei nostri dirigenti, a partire da Marco Pannella e Rita Bernardini, persino di essere candidati a seguito delle disobbedienze civili antiproibizioniste poste in essere negli anni scorsi (ricordo quella di Rita Bernardini a Cremona dell’8 febbraio 2003); un’assurdità tutta italiana che consente alla medesima persona di poter essere parlamentare italiano o europeo, ma non amministratore locale o consigliere regionale». Continua Ravelli: «Abbiamo avviato la campagna delle pre-firme, per raccogliere la disponibilità di quanti ci consentiranno, in tempi rapidi, di presentare le Liste Bonino-Pannella nelle 13 regioni che andranno al voto. Siamo impegnati nell’elaborazione di un progetto organico di riforma, ispirata al modello americano, delle istituzioni europee, dello Stato italiano e del suo ordinamento regionale, per giungere alla costituzione di un governo alternativo al sessantennio partitocratico».

Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 novembre 2009 @ 08:05:03

 Rassegna stampa: CONSEGNA PUBBLICA DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

CONSEGNATI 160 TESTAMENTI BIOLOGICI
SI VUOLE ISTITUIRE UN REGISTRO COMUNALE
(La Cronaca dell'8.11.2009)

Grande ressa ieri mattina all’Ufficio Protocollo del Comune di Cremona. Alle 10,30 si erano dati appuntamento gli esponenti del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca e molti semplici cittadini per il deposito del proprio Testamento biologico. Dopo un’ora i documenti protocollati erano circa 160. Il dato esatto verrà comunicato dagli uffici comunali soltanto lunedì in quanto altri cittadini avevano già provveduto al deposito in orari diversi. Prima di iniziare le operazioni di consegna dei testamenti biologici, una delegazione del comitato cremonese - composta da Cristina Manfredini, Ermanno de Rosa, Caterina Ruggeri, Sergio Ravelli, Vera Castellani e Pierluigi Rotelli – ha incontrato il sindaco Oreste Perri per la consegna delle 350 firme in calce alla proposta di istituire anche a Cremona il “Registro comunale dei testamenti biologici”, che si aggiungono alle altre 450 firme già consegnate all’allora sindaco Gian Carlo Corada da Mina Welby, vedova di Piergiorgio, nello scorso mese di maggio. Il sindaco Perri, nell’accogliere con grande disponibilità gli esponenti del comitato, ha tenuto a manifestare la personale convinzione che in tema di trattamenti sanitari devono essere rispettate le diverse scelte individuali. Il tema – ha sottolineato – necessita di riflessione e la proposta del registro comunale sarà analizzata e valutata con gli assessori competenti, anche alla luce dei provvedimenti già assunti da altre amministrazioni comunali. Il Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca, considerato il grande afflusso di cittadini al tavolo di questa mattina al mercato (che hanno potuto soltanto ritirare il modulo di testamento biologico) valuterà nei prossimi giorni la possibilità di riprendere l’iniziativa “Firma la tua scelta prima che ti impongano la loro”, sia nella forma della raccolta delle firme per il Registro comunale che del deposito dei testamenti biologici presso l’ufficio protocollo del Comune.

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Postato da sergio_ravelli Domenica, 08 novembre 2009 @ 13:34:50

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

"MEGLIO IL RITRATTO DI UN PRESIDENTE DEMOCRATICAMENTE CADUCO E SOSTITUIBILE"
(La Provincia dell'8.11.2009)

A proposito del crocifisso nelle scuole, i simboli si prestano a troppi usi ed a facili abusi, meglio rimangano privati, fuori dalle istituzioni pubbliche, fanno meno danni. E dire che ho letto di parole della scrittrice ebrea Natalia Ginzburg citate come esempio di accettazione da sinistra della universalità di questo simbolo: “Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente……” Bello e suggestivo! Aggiungerei che quella rivoluzione ha contribuito a spargere anche l’idea della libertà e responsabilità personali che pochi avevano predicato prima. Da radicale che vede in questi giorni legalità e diritti umani calpestati sempre più spesso nelle carceri e nelle caserme di polizia e carabinieri osserverei che il crocifisso, prima di divenire il simbolo di una religione, è stato la testimonianza di una atrocità giudiziaria, la tortura durante il processo, la condanna di un innocente affidata al furore del popolo. Anche questo valore del crocifisso ha carattere universale e lo renderebbe proponibile in pubblico per tutti. Tuttavia è un simbolo, come tale appunto “tace”. In troppi però hanno parlato per lui durante i duemila anni della sua storia, in troppi parlano per lui ancora oggi. A proposito ed a sproposito. Martiri della fede e fanatici sanguinari; benefattori ed approfittatori; santi ed uomini di potere senza scrupoli, anche in abito talare. È stato povero legno sul saio di monaci ascetici, ma anche fuso in oro al collo di prelati credenti solo nel potere dell’oro. Simbolo religioso, è stato usato in guerra contro altri simboli religiosi, in pace per consolare afflitti, ma anche per condannare innocenti.
Meglio il ritratto di un presidente democraticamente caduco e sostituibile. Con o senza radici ed anche un poco instabile, non importa. Ermanno de Rosa - ermannoderosa@gmail.com

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 06 novembre 2009 @ 13:07:21

 Rassegna stampa: RISPOSTA DI RAVELLI ALLA LETTERA DEL VESCOVO DI CREMONA

LO STATO DEVE ESSERE UN CAMPO NEUTRO
IN CUI TUTTI HANNO DIRITTO DI CITTADINANZA
(La Cronaca del 6.11.2009)

Vorrei cortesemente far presente a S.E. il Vescovo Lafranconi che essere (o meglio, cercare di essere) nella vita persone buone, giuste e caritatevoli non è e non può essere una prerogativa esclusiva dei Cattolici di Santa Romana Chiesa. Penso ai tanti sconosciuti “Omobono” diversamente credenti o credenti in altro che nel potere.
La sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo riguardo l'eliminazione dei crocifissi dalle scuole pubbliche, ribadisce con equilibrio un concetto figlio delle moderne democrazie liberali: lo Stato deve essere un campo neutro all'interno del quale tutte le componenti e le diverse sensibilità hanno diritto di cittadinanza e pari dignità. Non vi è alcun argomento che possa giustificare la supremazia di una religione sulle altre, né i privilegi economici e di ogni altra natura concessi dai governanti delle nazioni che intendano essere – ma davvero e a pieno titolo – Stati di Diritto. Il coro dei collitorti del centrodestra e il silenzio quasi assordante dei leaders del centrosinistra, con la consueta e purtroppo unica eccezione dei Radicali, pongono l'attenzione su una questione ineludibile: le politiche clericali dell’Italia costituiscono un ulteriore elemento che pone il nostro Paese al di fuori delle democrazie, e rendono evidente come non vi sia stata soluzione di continuità tra il Regime Fascista (che, lo ricordo, introdusse il crocifisso nelle scuole) e il Regime Partitocratico. La sentenza della Corte Europea deve ora porre all’ordine del giorno, come coerenza vuole, un’ulteriore urgenza: l’abolizione dell’insegnamento dell’ora di religione nelle scuole. Sergio Ravelli - sergio.ravelli@gmail.com

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 06 novembre 2009 @ 12:57:11

 Rassegna stampa: LETTERA DI CATERINA RUGGERI AL QUOTIDIANO LOCALE

"ANCHE IO DEPOSITERO'
IL TESTAMENTO BIOLOGICO"
(La Provincia del 2.11.2009)

Anch’io sarò tra le cittadine e i cittadini che sabato 7.11 consegneranno all’Ufficio Protocollo del Comune di Cremona il proprio Testamento Biologico. Sono sicura che saremo in tanti a compiere questo gesto, così come sono state numerose le persone che si sono fermate al tavolo allestito al mercato nei due sabati passati e che hanno sottoscritto la dichiarazione di VOLONTÀ ANTICIPATA PER I TRATTAMENTI SANITARI (Testamento Biologico). C’è stata una risposta decisa e forte che ha sorpreso un po’ tutti noi e che ha dimostrato come i cittadini siano molto più avanti nella elaborazione rispetto a chi fa le leggi. In particolare riguardo a quelle leggi che toccano la sfera etica e che hanno una pesante ricaduta sulle libertà e sui diritti delle persone. Due parole magiche, libertà e diritti, troppo abusate. In questi giorni, nel dibattito sul testamento biologico, stiamo assistendo in Commissione parlamentare alla negazione dei fondamentali diritti sanciti dalla Costituzione, proprio da chi utilizza “Libertà e Diritti”come quotidiano messaggio politico. Non è vero che si tratta di temi complessi, quasi elitari, difficili da comunicare e da condividere. Al contrario la volontà di non essere calpestati nel diritto alla autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari è chiara e decisa in tutte le persone che volontariamente si sono fermate al presidio del Comitato Cremonese per la Libertà di cura e di ricerca scientifica. Persone di ogni età, donne, tante, e uomini che vogliono decidere e determinare, in un modo o nell’altro, a quali modalità di cura affidare il proprio corpo nel caso la malattia lo privi dei mezzi per esprimere la propria volontà. Con il testamento biologico non si vuole imporre nulla a nessuno, ma si lascia la libertà di decidere. Una scelta laica, da rispettare. Sabato 31 ottobre, al mercato, ci sarà ancora il tavolo allestito dal Comitato in Via Monteverdi, angolo Via Ala Ponzone. Vi aspetto. Caterina Ruggeri, consigliere comunale PD

Postato da sergio_ravelli Domenica, 01 novembre 2009 @ 20:17:30

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE

"LA MIA TESSERA RADICALE, CHE MALEDIZIONE!"
(La Cronaca del 26.10.2009)

Mi sono recato questa mattina al gazebo di viale Po, angolo via Oglio per poter esprimere il mio voto alle Primarie del Partito Democratico. Niente da fare, anche questa volta! Sebbene 9 parlamentari radicali fanno parte dei gruppi Pd alla Camera e al Senato e votano nel 90% dei casi con la maggioranza del gruppo, mentre altri parlamentari Pd votano sistematicamente contro. Ai Radicali non è consentito votare alle Primarie; alle tante Binetti presenti nel Pd invece sì. Luigi Manconi, qualche mese fa, aveva preso il toro per le corna: membro eletto dell’Assemblea nazionale costituente del Pd e iscritto a Radicali Italiani, componente della direzione di questo organismo: doppia tessera, doppio dirigente. Si può fare?, ha chiesto. Non ai radicali, evidentemente, che della doppia tessera sono sostenitori da quando esistono (da oltre cinquant’anni). Doppia tessera, per esempio, fu Loris Fortuna, iscritto al Psi e ai radicali; ma negli anni Settanta si iscrisse il senatore Giorgio Fenoaltea: socialista per un quarto di secolo, vedeva nella tessera radicale una necessaria, indispensabile integrazione; iscritto Psi-radicali anche Ruggero Orlando; senza tradire la loro fede e il loro impegno, hanno preso la tessera radicale molti repubblicani e liberali. La scommessa giocata da sempre dai radicali è quella di essere il Partito della Democrazia: ricondurre cioè i partiti al posto che la Costituzione prescrive (art. 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”), ponendo un freno alle loro prevaricazioni: per ristabilire le regole dei gioco per cui le leggi devono essere applicate, i cittadini sono tra loro eguali, ed egualmente titolari di diritti e doveri, e non sudditi rispetto allo Stato ed ai potentati, e con il Parlamento che recupera la sua funzione di luogo nel quale effettivamente si prendono le decisioni. In una parola: lo Stato di diritto contro lo Stato della partitocrazia. Dunque per i radicali nulla osta alle iscrizioni. Per loro vale quel che diceva Giovanni XXIII: poco importa da dove venite, conta dove vogliamo andare. Il problema appare diverso per il Pd. in risposta al quesito posto da Manconi, Luigi Berlinguer nella sua veste di presidente vicario della commissione di garanzia del Pd ha risposto che lo statuto esclude iscrizioni doppie o plurime; però ha aggiunto che l’iscritto al Pd deve anche riconoscersi nelle proposte politiche del partito e sostenerlo: "E’ palese che i radicali non sono entrati in conflitto con la lista del Pd nel corso delle elezioni, come accade ad altri movimenti politici". Pur non esprimendosi, dice che nel caso di presenza di doppia tessera la commissione di garanzia valuterà. Ci si permette di sollecitarla, questa valutazione, e in tempi non lunghi. Perché oltre al caso di Manconi, ci sono altri casi di doppia tessera: Mina Welby e Giulia Innocenzi, che ha anche partecipato alle elezioni per la segreteria dei giovani democratici. Tuttavia non mancano casi di radicali cui viene rifiutata la tessera del PD: a Lecco, a Udine, a Vicenza; mentre a Piacenza e a Reggio Emilia invece viene rilasciata. Qua e là per l’Italia sono almeno una trentina di casi, e alcuni dei "pretendenti" la tessera sono stati accolti, altri invece respinti. Con quale criterio, non è ben chiaro, anzi non lo è affatto. Nel suo "Un’anima per il Pd" Manconi scrive: "Il superamento del carattere rigido ed escludente delle appartenenze è una risorsa indispensabile nella prospettiva di un partito-famiglia allargata.. aggregare forze, tessere alleanze, realizzare intese diventa più agevole". Un auspicio che purtroppo non ha molte corrispondenze con la realtà. Per ora.
Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 26 ottobre 2009 @ 07:53:36

 Rassegna stampa: RACCOLTA FIRME PER IL REGISTRO DEI BIOTESTAMENTI

DISTRIBUITI 150 MODULI PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO. PRESENTE AL TAVOLO
IL DOTTOR MARIO RICCIO
(La Cronaca del 25.10.2009)

Prosegue con successo l’iniziativa del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca dal titolo “Firma la tua scelta prima che ti impongano la loro”. L’iniziativa ha come obiettivo la diffusione e la sottoscrizione del Testamento biologico per permettere a tutti i cittadini di esercitare il proprio diritto alla autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari prima dell’approvazione della proposta di legge attualmente in discussione alla Camera. Si ricorda che tale proposta nega la possibilità all’ammalato, privo dei mezzi per esprimere la propria volontà, di rifiutare trattamenti medici quali l’alimentazione e l’idratazione forzate, calpestando di conseguenza l’art. 32 della Costituzione sul principio della libertà di cura.
Presso il tavolo allestito ieri dal Comitato in via Monteverdi, presso il mercato, sono stati distribuiti 150 moduli per il testamento biologico e raccolte 95 firme di cittadini residenti in calce alla proposta di istituire anche a Cremona il “Registro comunale dei testamenti biologici”. Ha aderito all’iniziativa ed era presente al tavolo di ieri mattina il dott. Mario Riccio. L’iniziativa verrà ripetuta nelle mattinate di sabato 31 ottobre e sabato 7 novembre, sempre presso il mercato cittadino. La consegna all’Ufficio Protocollo del Comune dei testamenti biologici e della proposta d’istituzione del Registro comunale verrà effettuata in forma pubblica nella tarda mattinata di sabato 7 novembre.

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Postato da sergio_ravelli Domenica, 25 ottobre 2009 @ 17:38:18

 Rassegna stampa: RACCOLTA FIRME PER IL REGISTRO DEI BIOTESTAMENTI

TESTAMENTO BIOLOGICO,
IERI RACCOLTE 120 FIRME IN TRE ORE
(La Cronaca del 18.10.2009)

Successo dell’iniziativa dei Radicali per il testamento biologico. In sole tre ore, comunicano i promotori della raccolta firme, hanno aderito 120 cremonesi. “Con grande ritardo nei confronti degli altri Paesi – si legge in una nota stampa dei Radicali -, l'Italia si sta interrogando sui confini di questo rispetto in merito alle scelte di fine vita. Oggi in Parlamento è in discussione un disegno di legge che, a prescindere dalla volontà dell'individuo, obbligherà il paziente a subire una scelta di Stato e a sottostare a cure e trattamenti sanitari predeterminati. Non sarebbe più giusto lasciare la persona umana al centro di questa decisione? La volontà e l'autodeterminazione del singolo non sono forse il valore più importante da difendere?” Per queste ragioni il Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca promuove la diffusione e la sottoscrizione del Testamento biologico per permettere a tutti i cittadini di esercitare il proprio diritto alla autodeterminazione in materia di trattamenti sanitari. L’iniziativa, denominata “Firma la tua scelta prima che ti impongano la loro”, ha preso il via ieri mattina al mercato. Presso il tavolo allestito dal Comitato sono stati distribuiti 120 moduli per il testamento biologico e raccolte altrettanto firme in calce alla proposta di istituire anche a Cremona il “Registro comunale dei testamenti biologici”. L’iniziativa verrà ripetuta nelle mattinate di sabato 24 e 31 ottobre, sempre presso il mercato cittadino. La consegna all’Ufficio Protocollo del Comune dei testamenti biologici e della proposta d’istituzione del Registro comunale verrà effettuata in forma pubblica nella mattinata di sabato 7 novembre.

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 22 ottobre 2009 @ 17:13:45

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

"Anch'io il 7 novembre depositerò il mio
testamento biologico presso il Comune"
(La Cronaca del 17.10.2009)

Eluana Englaro non aveva espresso per iscritto la sua volontà di non essere tenuta in vita nello stato pietoso al quale il coma l’aveva ridotta. Il suo diritto di rifiutare i trattamenti che subiva era riconosciuto dalla Costituzione, ma ci sono voluti diciassette anni perché il padre riuscisse a dimostrare al mondo la sua volontà. Alla fine si son trovati il giudice ed il medico giusti. Che si son presi a cuore legalità e misericordia aiutando una famiglia coraggiosa a non servirsi delle ambiguità della zona grigia posta tra la vita e la morte da una diffusa consuetudine all’ipocrisia. Grave ambiguità perché anche chi sostiene con buone intenzioni la opportunità della zona grigia dimentica che lì il paziente in coma non ha voce mentre ce l’hanno parenti e familiari non sempre sereni od attenti a lui e medici talvolta condizionati da fattori estranei alla sua volontà. E questo senza voler tirare in ballo gli interessi economici od ideologici, che però entrano in questa zona grigia spesso e facilmente.
Dopo il caso Englaro ci si poteva attendere un ricorso generalizzato alla sottoscrizione dei cosiddetti testamenti biologici da parte di ciascuno secondo le sue scelte dopo aver raccolto le opportune informazioni mediche. Ci si poteva attendere che questo fosse incoraggiato dalle istituzioni diffondendo conoscenza dell’argomento ed anche organizzando un pubblico servizio per l’autenticazione e l’azione testamentaria. La cose che il Comitato Cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica sta facendo in questo mese a Cremona. Invece no, la prima reazione è stata di opportunismo politico pro Vaticano, da parte del Governo, con la proposta di legge contro la possibilità che le scelte del paziente siano espresse liberamente (vietato rifiutare l’alimentazione e l’idratazione forzate) e siano rispettate scrupolosamente (il medico deve avere l’ultima parola). Deprimente! Ermanno de Rosa (ermannoderosa@gmail.com)

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 17 ottobre 2009 @ 15:34:19

 Rassegna stampa: INTERVISTA DEL QUOTIDIANO LOCALE A MARIO RICCIO

Biotestamento. L’anestesista sentito ieri
dalla commissione affari sociali
”E’ ANTICOSTITUZIONALE”
(La Provincia del 15.10.2009)

Tre anni fa ha staccato la spina a Piergiorgio Welby, per l’Ordine dei medici non ha violato il codice deontologico e un giudice di Roma lo ha prosciolto dall’accusa di omicidio del consenziente. Mario Riccio, anestesista all’ospedale maggiore, ieri ha criticato la bozza di legge Calabrò sul testamento biologico e sul consenso informato, davanti alla commissione affari sociali di Montecitorio, «perché è una legge che ha diversi punti di incostituzionalità: di fatto pone una discrezione assoluta del medico che, in caso di immediato o generico pericolo, può non tenere conto della dichiarazione anticipata del paziente. E allora compilare un testamento biologico non ha senso. E’ esclusivamente un esercizio letterario senza alcuna valenza giuridica». Le sue critiche al testo Calabrò, Riccio le ha illustrate alla Commissione nell’ultimo giorno di audizioni. Sono stati sentiti anche un filosofo, un avvocato e un bioeticista. Ad ascoltare l’anestesista Riccio c’erano, tra gli altri, Livia Turco, capogruppo Pd in commissione affari sociali, Paola Binetti del Pd, la teodem che due giorni fa ha votato con la maggioranza per affossare la legge sull’omofobia e ha fatto scoppiare un caso, l’onorevole Maria Antonietta Farina Coscioni (Radicali), Benedetto della Vedova, deputato del Pdl, l’onorevole del Pdl Eugenia Roccella, e Domenico Di Virgilio (Pdl), che presenterà il testo adottato dalla commissione. L’anestesista ha avuto quindici minuti di orologio per spiegare perché così com’è scritta, la bozza che porta la firma del senatore Calabrò rischia di essere cassata. Titolo: «Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento». L’argomento spinoso, «di maggiore contesa», per usare le parole di Riccio, è il capitolo dedicato alla nutrizione artificiale: alimentazione e idratazione. Nella bozza di legge si sostiene che non sia un trattamento terapeutico. Per Riccio eccome se lo è. E lo spiega con un esempio: «La nutrizione artificiale si fa attraverso un sondino o la Peg (gastrostomia enodoscopica percutane). Queste due manovre necessitano del consenso informato». Invece la bozza di legge prevede non solo che «alimentazione ed idratazione nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento». Riccio poi giudica «intimidatorio» il riferimento nella bozza di legge, a reati quali l’istigazione al suicidio e l’omicidio del consenziente. «Poiché le dichiarazioni anticipate di trattamento riguardano il rifiuto della terapia, è fuori luogo aver ricordato tutte le condotte attive. Averlo ricordato ha un significato intimidatorio. La Binetti (favorevole alla legge Calabrò, ndr) vuole introdurre l’eutanasia passiva. Qui, come al solito, si confondono il piano etico e il piano giuridico». Riccio torna al primo capitolo della bozza ‘La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile e indisponibile’. «Messa così, la frase è ambigua. Io posso disporre del mio diritto a fare le terapie come ritengo opportuno». (Francesca Morandi)

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 16 ottobre 2009 @ 10:01:35

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE

"Io depositerò il mio testamento biologico,
prima che mi impongano il loro"
(La Cronaca del 14.10.2009)

Leggo che a Paola Binetti, parlamentare della delegazione Opus Dei eletta dal PD: “Il testo base alla Camera per il testamento biologico deve essere il Ddl Calabrò”. Opzione che certo non mi sorprende. “In quel testo”, aggiunge la Binetti, “ci sono alcuni punti fermi irrinunciabili, e altri che andrebbero rafforzati, ma quella legge è un punto di equilibrio tra l’autodeterminazione del paziente e l’indisponibilità della vita”. Il punto di equilibrio, come non è noto perché giornali e tv ne parlano pochissimo, è questo: il paziente, con una procedura complicata e farraginosa, esprime il suo volere; poi i parenti e il medico possono considerarlo carta straccia, e fare anche l’opposto di quello che il paziente ha chiesto sia fatto. E in ogni caso, idratazione e alimentazione forzata “non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento”. In perfetta sintonia con i Quagliariello e i Gasparri, la parlamentare del Pd e numeraria dell’Opus Dei aggiunge che “la nutrizione va garantita sapendo distinguere bene quando si passa da uno stato vegetativo ad uno terminale. Eluana Englaro non era terminale, è stata resa tale sospendendole idratazione e alimentazione”!
Questa sintonia porterà fra qualche giorno la Commissione Affari sociali della Camera a licenziare come testo base il Ddl Calabrò. L’obiettivo è chiaro: portare in dono alle gerarchie vaticane, in tempi rapidi, questo testo di legge sul testamento biologico. In questo modo, offensivo per le coscienze di moltissimi cattolici, il Pdl intende farsi perdonare stili di vita e personali comportamenti del premier: in pubblico difensore di quella morale, che privatamente in modo plateale contraddice. E’ necessario quindi che il dibattito esca dalle aule parlamentari e si diffonda tra i cittadini e nel Paese. La battaglia da combattere è per affermare i diritti umani fondamentali: alla vita, alla salute, a una vita dignitosa fino all’ultimo istante che ciascuno considera degno di essere vissuto; scegliere di vivere senza sentirsi dire da altri: questo lo puoi o non puoi fare. Questa è la posta in gioco. E’ bene che se ne sia tutti consapevoli e coscienti. Per quanto mi riguarda ho già deciso: compilerò il mio testamento biologico, prima che mi impongano il loro, e lo depositerò presso l’ufficio Protocollo del Comune di Cremona il prossimo 7 novembre. Oltre alla dovuta conservazione di questo mio atto, inviterò il sindaco Oreste Perri ad un’azione diretta a favore della piena applicazione del diritto di libertà di cura. Spero, quel giorno, di non essere il solo a farlo. Sergio Ravelli (s.ravelli@fastpiu.it)

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 14 ottobre 2009 @ 17:38:40

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA RAFFINERIA TAMOIL

TAMOIL, SIT-IN SILENZIOSO DEI
RADICALI DAVANTI ALLA RAFFINERIA
(La Cronaca del 12.10.2009)

Si è tenuta ieri mattina, davanti alla Raffineria TAMOIL, la manifestazione silenziosa: “IL BENZENE NON CI FA PER NIENTE BENE!” promossa dall’Associazione radicale Piero Welby. Erano presenti, assieme a molti militanti radicali, Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani ed Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona.
Ermanno de Rosa e Sergio Ravelli, segretario e tesoriere della associazione, nonché soci della Bissolati, hanno spiegato che “questa manifestazione viene da una teoria di fatti e non di considerazioni ideologiche. I fatti di inquinamento che tutti conoscono e che hanno già mosso quattro interrogazioni parlamentari da parte del deputato radicale Maurizio Turco”. Inoltre continuano i due esponenti “In pochi mesi abbiamo visto l’acqua delle piscine e del Po inquinata da idrocarburi vari; abbiamo avuto infiltrazioni di gas esplosivo nei pozzetti degli impianti elettrici della Canottieri Bissolati; abbiamo benzene ed altro nell’aria della città che provengono certamente dalla raffineria; non abbiamo avuto il monitoraggio sanitario dovuto da sempre ad una situazione a rischio come questa. Ci siamo finalmente accorti di avere un vicino di casa non così affidabile ed innocuo come credevamo. Sappiamo anche che la raffineria ha un valore economico e sociale importante per la città”. E per questo si chiede “che la presenza degli impianti che lo producono sia resa compatibile con la salute dei Cremonesi. Ad ogni costo, con una messa in sicurezza totale del suolo e dell’aria, ma anche speciale perché è speciale la sua collocazione a meno di due Km da una delle più belle piazze comunali del mondo, con intorno le nostre case. Non l’hanno chiesto Corada e Torchio quando sono andati da Gheddafi (il proprietario di Tamoil) ed offrire autostrade? Lo chiedano Perri e Salini a Berlusconi che con il dittatore libico tratta cifre rilevanti per risarcimento di danni ed approvvigionamento di gas”.

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 ottobre 2009 @ 16:09:55

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DAVANTI ALLA RAFFINERIA TAMOIL

RADICALI DAVANTI ALLA TAMOIL
«IL BENZENE NON CI FA BENE»
(La Provincia del 12.10.2009)

Si è tenuta ieri mattina, davanti alla Raffineria Tamoil, la manifestazione silenziosa ‘il benzene non ci fa per niente bene!’. Erano presenti, assieme a molti militanti radicali, Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani ed Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona. I due, soci Bissolati, hanno dichiarato: «Questa manifestazione viene da una teoria di fatti e non di considerazioni ideologiche. I fatti di inquinamento che tutti conoscono e che hanno già mosso quattro interrogazioni parlamentari da parte del deputato radicale Maurizio Turco. In pochi mesi abbiamo visto l’acqua delle piscine e del Po inquinata da idrocarburi vari; abbiamo avuto infiltrazioni di gas esplosivo nei pozzetti degli impianti elettrici della Canottieri Bissolati; abbiamo benzene ed altro nell’aria della città che provengono certamente dalla raffineria; non abbiamo avuto il monitoraggio sanitario. Chiediamo che la presenza degli impianti che lo producono sia resa compatibile con la salute dei cremonesi. Non l’hanno chiesto Corada e Torchio quando sono andati da Gheddafi, il proprietario di Tamoil, ad offrire autostrade? Lo chiedano Perri e Salini a Berlusconi, che con il dittatore libico tratta cifre rilevanti per risarcimento di danni e approvvigionamento di gas».

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 ottobre 2009 @ 16:04:02

 Rassegna stampa: INIZIATIVA RADICALE "FERRAGOSTO IN CARCERE"

PARLAMENTARI ISPEZIONANO
IL CARCERE A FERRAGOSTO
("Il Cittadino" di Lodi del 15.8.2009)

Entreranno nel carcere di Lodi per verificarne la situazione generale. La senatrice del Pd Cinzia Fontana e Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale di Radicali italiani, oggi visiteranno la casa circondariale di via Cagnola, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Ferragosto in carcere”, promossa dai Radicali italiani. “Arriveremo alle 9 – spiega Ravelli – faremo una ricognizione generale e inviteremo la direzione a compilare un questionario. La Fontana conosce già il carcere di Lodi, l’aveva visitato due anni fa. Per me, invece, è la prima volta: l’anno scorso, infatti, la tradizionale iniziativa di Ferragosto non aveva riguardato il Lodigiano. Cercheremo di portare alla luce le problematiche esistenti. Se quest’anno abbiamo potuto programmare una puntata anche in via Cagnola è perché siamo riusciti a coinvolgere i deputati degli altri schieramenti politici. Con più forze a disposizione si può fare di più”.
Secondo la direttrice Stefania Mussio, “la situazione del carcere di Lodi è abbastanza pesante e gli spazi fisici sono ridotti. Grazie alla disponibilità del personale,, penitenziario e non, e a quella del comandante, però – annota – riusciamo a ridurre i disagi. Anche tutta l’attività culturale che siamo riusciti a mettere in piedi va in questa direzione”. A Lodi, su una cinquantina di posti disponibili, i detenuti presenti si attestano mediamente sulle 100 unità. “Sono sempre almeno il 40 per cento in più – annota la direttrice -, ma secondo me non è tanto questione di numeri quanto di esigenze in più da gestire. E’ un periodo difficile in ogni carcere italiano, sicuramente da noi però la situazione è meno drammatica che altrove. Le difficoltà sono inferiori anche grazie a tutto l’impegno che ci mettiamo e per la forte solidarietà del territorio. La rete di sostegno, al di fuori, è molto importante. Tensioni e difficoltà infatti si riducono. C.V.

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 15 agosto 2009 @ 18:58:32

 Rassegna stampa: INIZIATIVA RADICALE "FERRAGOSTO IN CARCERE"

Ferragosto in carcere. Ieri la visita di Pizzetti (Pd), Ruggeri (Pd) e Ravelli (Radicali)
Pochi agenti penitenziari. A Cà del Ferro è allarme
Sono in servizio 129 agenti per 290 detenuti
("La Provincia" di Cremona del 15.8.2009)

La carenza di agenti della polizia penitenziaria è la vera emergenza del carcere di Cremona. La pianta organica ne prevede 195, gli assegnati sono 167, ma di fatto a Cà del Ferro vi lavorano in 129 per 290 detenuti. Troppo pochi. «Nessuna o poche risorse sono state stanziate per questo comparto. L’impegno principale che devono assumere i gruppi parlamentari è l’assunzione di nuovo personale, magari prendendo gli esuberi nell’amministrazione militare». Lo ha detto ieri Luciano Pizzetti, deputato del Pd, che alla vigilia di Ferragosto, con Maura Ruggeri (Pd) ha aderito all’iniziativa dei radicali «Ferragosto nelle carceri» e visitato il penitenziario di Cremona «un punto rilevante del sistema carcerario italiano». Perché a Cà del Ferro è palpabile «la competenza e la professionalità» della direttrice Ornella Bellezza, alla quale Pizzetti ha rivolto un plauso («Complimenti alla direttrice, chapeau!») e non solo perché la casa circondariale è divenuta una sorta di azienda, nella quale i detenuti (quelli selezionati) sono assunti in una cooperativa e fanno i falegnami, i muratori, restaurano mobili e producono miele ed anche perché donano quattro settimane all’anno del loro lavoro per risarcire la collettività (la cosiddetta giustizia riparativa) sotto il monitoraggio del magistrato di Sorveglianza. Ma anche perché a Cà del Ferro, e lo ha sottolineato pure Pizzetti, si sta attenti al denaro pubblico. Per esempio è in corso la ristrutturazione della caserma degli agenti: i detenuti hanno già rifatto 21 alloggi (impianti elettrici, bagni, tinteggiatura) con un risparmio del 74% per cento rispetto al prezzo fatto da una ditta che aveva vinto l’appalto e che di alloggi ne aveva sistemati quattro. Pizzetti ha anche ricordato la «buona collaborazione con l’ospedale di Cremona per l’assistenza data in campo sanitario. E non è poca cosa». Ma c’è un ma. «La condizione è un poco peggiorata rispetto all’anno scorso. I detenuti sono un po’ aumentati, gli agenti sono un po’ diminuiti e il carico di lavoro è cresciuto — ha evidenziato Pizzetti —. Questa volta l’attenzione è sul personale», anche in vista del futuro ampliamento di Cà del Ferro con la costruzione di un padiglione (dove una volta c’era il campo di calcio) «con quasi un raddoppio dei detenuti che, però, deve essere accompagnato da un aumento del personale, altrimenti le condizioni rischiano di peggiorare». La carenza di organico è stata sottolineata anche da Maura Ruggeri, che come ex assessore delle Politiche sociali ben conosce la realtà di Cà del Ferro, dove nel passato si è combattuta una battaglia per avere almeno un educatore sociale. Oggi ce ne sono cinque dei sei previsti in pianta organica. Nel ricordare l’iniziativa dei radicali (quest’anno un massiccio monitoraggio in tutta Italia delle carceri per verificare le condizioni dei detenuti ), Sergio Ravelli, presidente del Comitato nazionale dei radicali italiani che oggi visiterà con la deputata cremasca Cinzia Fontana il carcere di Lodi, ha osservato come la casa circondariale di Cremona sia «un fiore all’occhiello» nel pianeta carcere del Bel Paese. Cita i dati, tra i quali i 45 atti di autolesionismo da parte di detenuti e fa due conti sulle metrature delle celle, concepite per ospitare un detenuto, ma vi stanno in due. «La Corte europea di Strasburgo il 17 luglio ha condannato l’Italia a risarcire un detenuto che viveva in uno spazio di pochi metri. Anche qui, a dire il vero, se la Corte di Strasburgo ci guardasse dentro, constaterebbe che la metratura è fuori norma». Ravelli ha concluso, citando un motto di Voltaire, simbolo dell’illuminismo francese: «Conoscendo a fondo le carceri di un paese, si conosce anche il paese stesso», ossia il grado di civiltà di chi lo popola. (Francesca Morandi)

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 15 agosto 2009 @ 18:53:25

 Rassegna stampa: APPELLO AGLI ELETTORI DEL CANDIDATO SERGIO RAVELLI

Radicali, Ravelli in campo alle Europee
«QUESTE NON SONO ELEZIONI DEMOCRATICHE»
("La provincia" del 6.6.2009)

Sergio Ravelli, candidato alle Europee della Lista Bonino-Pannella nel Nord-Ovest, illustra il suo programma elettorale. «I nomi scritti nel nostro simbolo sono il nostro programma e la nostra storia. Chi ci conosce sa che, da quando esiste il Parlamento europeo, noi Radicali ci battiamo per gli Stati Uniti d’Europa, per la democrazia e i diritti umani ovunque nel mondo – dal Medio oriente al Tibet, all’Africa, alla Cina – per le libertà civili in Italia come nella Russia di Putin, contro lo sterminio per fame e per guerra. Abbiamo ottenuto risultati importanti, come la moratoria sulla pena di morte o il Tribunale penale internazionale». Oggi e domani, continua Ravelli, «l’elettore può scegliere. Può dare un voto in più a chi continua a sprecarne il valore. Può disperdere il suo voto nei “grossi” partiti, che fingono di litigare solo per spartirsi il potere, oppure può darlo ai Radicali, per impedire che dopo trent’anni la loro voce in Europa sia messa a tacere. Queste non sono elezioni democratiche. Temiamo il peggio, ma lottiamo per scongiurarlo. Per questo anch’io porto al petto una Stella Gialla, simbolo di altre tragedie e di altri tempi, quando la democrazia dovette soccombere davanti ai totalitarismi nazifascista e comunista. Questo è il nostro monito: dove vi è strage di legalità, vi è sempre strage di persone».

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 05 giugno 2009 @ 23:26:37

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

“L’accanimento? Sono cure inutili”
MINA WELBY E IL REGISTRO DEL DAT
“Fondamentale la sua istituzione”
(La Cronaca del 28.5.2009)

Dice che l’accanimento terapeutico non è altro che un insieme di “cure inutili”. E anche che “in Toscana e Veneto alcuni notai fanno compilare atti notarili che sono veri e propri testamenti biologici, prevedendo altresì la nomina di un fiduciario, anche se sarebbe meglio che questi atti vengano redatti in Comune, e non nello studio di un professionista”.
E’ una donnina bassa e minuta, ma dalla scorza dura, che ha passato gli ultimi anni dela sua vita a profondere le forze per la battaglia in difesa della libertà di cura. Candidata alla Europee nelle liste dei Radicali, Mina Welby, vedova di Piergiorgio il quale affetto da distrofia muscolare si battè per l’interruzione delle cure e delle sofferenze, ci mette tutta la sua pervicacia nel spiegare l’importanza dell’istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari, per la cui creazione ieri mattina i Radicali cremonesi guidati da Sergio Ravelli, hanno presentato al sindaco Corada “450 firme in calce ad una proposta di delibera popolare”, afferma orgoglioso il leader radicale. E aggiunge, mentre distribuisce la proposta acclusa al modulo nel quale saranno indicati i trattamenti ai quali si vorrà essere sottoposti in futuro, e le relative manifestazioni di volontà: “Ci sono cittadini che stanno già preparando il loro testamento, anche perchè in questo momento in materia c’è un vuoto normativo. L’unico riferimento legislativo, stante l’attuale fase dell’iter parlamentare (il disegno di legge Calabrò in materia giace da mesi in Commissione, dopo la lettura al Senato, ndr), risiede nella Costituzione”, ed in particolare nell’articolo 32 nel quale si dispone che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. E ancora “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”…. (s.b.)

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 28 maggio 2009 @ 12:39:36

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL REGISTRO DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

Una delegazione guidata da Mina Welby
ha incontrato Corada.
«Da lui sensibilità, dal suo avversario...»
RADICALI: 450 FIRME PER IL
TESTAMENTO BIOLOGICO
(La Provincia del 28.5.2009)

Una grande forza, comunque la si pensi, in un piccolo corpo: quello di Mina Welby. La vedova di Piergiorgio Welby ha guidato la delegazione dei radicali cremonesi che hanno consegnato ieri al sindaco Corada la proposta di delibera di iniziativa popolare per istituire il registro sul testamento biologico presso l’Ufficio comunale di Stato civile. «A sostegno della nostra petizione — ha commentato Sergio Ravelli — abbiamo raccolto, dal 4 aprile al 9 maggio, 450 firme. Un successo. Corada si è impegnato, se sarà eletto, ad attivare l’iter formale che porti alla discussione della nostra proposta di delibera». Invece dalla segreteria di Oreste Perri, candidato sindaco del centrodestra, al quale i radicali avevano chiesto un incontro, «ci è arrivata — ha continuato Ravelli — questa risposta: ‘Purtroppo l’agenda è molto fitta di impegni istituzionali che non si possono cancellare’. Ossia, il tour di Iva Zanicchi». Apprezzamento per Corada anche da Ermanno de Rosa. «Il sindaco ha notato che la legislazione vigente su questi temi è la Costituzione, aperta ai principi liberali e laici. Corada ha parlato a titolo personale». Poi è toccato a Mina Welby, candidata dei radicali alle europee, che ha sottolineato quanto estesa sia la mobilitazione per chiedere l’istituzione di registri comunali. «Il testamento biologico è il rifiuto di una terapia futile e inutile».

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 28 maggio 2009 @ 12:13:36

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DEI RADICALI A MONTICHIARI

AEROPORTO DI BRESCIA-MONTICHIARI:
COME IL FEDERALISMO E GLI ENTI LOCALI
DI QUESTA PATRIA ITALIANA DIVENGONO ESPRESSIONE DELLA PARTITOCRAZIA SUL TERRITORIO

Sabato 23 maggio: la manifestazione dei candidati della Lista BONINO-PANNELLA innanzi all’ingresso dell’Aeroporto di Brescia-Momtichiari.

Nella foto, in primo piano, Cesare Galli, candidato presidente alla Provincia di Brescia per la Lista civica "Bresciani Liberi", Maria Antonietta Farina Coscioni e Sergio Ravelli

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 23 maggio 2009 @ 15:38:27

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL DOSSIER: "LA PESTE CREMONESE"

RADICALI: UN INCARICO RETRIBUITO
OGNI 120 CREMONESI
Partiti sempre affamati. Migliaia le poltrone
(La Provincia del 16.5.2009)

E poi dicono che la politica non interessa nessuno. A Cremona, incredibile ma vero, ci sono una ‘poltrona’ retribuita ogni 120 abitanti. I partiti cremonesi di queste poltrone ne occupano complessivamente 2.850. Non basta. Alle elezioni amministrative di giugno sono state presentate 17 liste per il Comune con 617 candidati mentre per la Provincia corrono 247 candidati disseminati in 16 liste. Una autentica ‘occupazione’ l’hanno definita i radicali dell’Associazione Piero Welby che ieri pomeriggio hanno presentato la ‘mappa degli eletti e dei nominati di Cremona e provincia’. Con Ermanno De Rosa c’erano Sergio Ravelli, Marco Cappato e Michele Rana, tra l’altro candidati alle Europee nel collegio Nord-Ovest. Il dossier, ha precisato Sergio Ravelli, è frutto di informazioni raccolte sui giornali ed adeguatamente verificate. Emerge che la politica non respinge, anzi attira visto che la mappa degli eletti indica che nei comuni della provincia ci sono, tra sindaci, assessori e consiglieri, ben 1.735 persone, mentre la mappa dei nominati dimostra che in 71 enti (aziende, fondazioni e altro) hanno trovato un posto, naturalmente retribuito, 401 cremonesi. Clamoroso poi il dato relativo ad incarichi esterni e consulenze: sono ben 714, di cui 214 al Comune capoluogo. la somma complessiva fornita da Ravelli porta ad un esercito di 2.850 persone tra eletti, nominati, consulenti. Ma i radicali non ci sono, ha precisato l’eurodeputato Marco Cappato, che ha lanciato la battaglia per la ‘liberazione da sessant’anni di partitocrazia’. Una partitocrazia vorace, che, anche dopo tangentopoli, continua a ‘saccheggiare città e regioni’. Cappato è andato oltre ed ha aggiunto: «C’è un luogo comune da sfatare. Quando si parla di corruzione politica o di finanziamenti occulti ai partiti viene sempre ripetuta la solita litania: tutti i partiti rubano, tutti i partiti si finanziano illegalmente. Questo non è vero. Tutti, tranne i Radicali: in oltre 50 anni di vita mai un radicale è stato indagato per corruzione o reati contro la pubblica amministrazione». Ecco perchè serve l’anagrafe degli eletti, ha insistito Michele Rana, che è l’unico strumento capace di controllare cosa fa chi è al potere. Infine Marco Cappato ha ricordato che alle Europee ci saranno, anche se pochi lo sanno, le liste radicali e nella circoscrizione nord-ovest corre pure Sergio Rvelli, insieme a Mina Welby, Maria Antonietta Farina Coscioni, Aldo Loris Rossi. Ha commentato:«Si può dare il tuo voto a chi continua a specarne il valore, oppure darlo ai Radicali per impedire che dopo trent’anni la nostra voce in Europa sia messa a tacere». (Giuseppe Bruschi)

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 16 maggio 2009 @ 14:56:44

 Rassegna stampa: VISITA ISPETTIVA ALL'OPG DI CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

BLITZ DEI RADICALI,
MA L'OPG NE ESCE PROMOSSO
Castiglione, nessun sovraffollamento e pazienti seguiti da personale adeguato
(La Gazzetta di Mantova dell'11.5.2009)

C’è chi cammina con gli occhi rivolti verso il basso, chi osserva la vita attraverso le sbarre. Chi guarda la tv, chi gioca, chi piange. Ritratto di un ospedale psichiatrico giudiziario, quello di Castiglione delle Siviere, dove vivono duecento pazienti. Novanta donne. Tutti figli di una strana relazione, quella fra delitto e malattia dell’anima. Soprattutto casi di schizofrenia, ma anche disturbi psichici, affettivi e ritardi mentali. Ieri alcuni radicali candidati alle europee per la circoscrizione nord-ovest, presenti due parlamentari, hanno visitato la struttura mantovana. La loro intenzione era quella di valutare capienza e condizioni di vita ed assistenza degli internati. Un blitz inaspettato, il loro, da cui l’Opg di Castiglione delle Siviere esce decisamente a testa alta. Nessun problema di sovraffollamento, un personale numeroso (205 unità) ed efficiente, una sorveglianza costante. Ma questo, a quanto pare, avviene solo a Mantova. “Gli altri ospedali psichiatrici italiani – denunciano i radicali – sono a tutti gli effetti delle carceri”. Ma a Castiglione ci si sente più in ospedale che in prigione. Non ci sono agenti di polizia penitenziaria e la vigilanza è affidata a personale specializzato. Medici, educatori, psicologi, infermieri e ausiliari, collaborano per il reinserimento sociale del paziente. E’ anche l’unico Opg in Italia ad avere un reparto femminile. “Questa struttura – spiega Farina Concioni, tra i fautori dell’ispezione a sorpresa – si distingue per il carattere prettamente sanitario. Resta però un problema che non possiamo sottovalutare: il superamento di questi ospedali. E’ opportuno trovare una collocazione diversa a tutte quelle persone che non rappresentano più un pericolo. Una volta appurato il buon esito del processo riabilitativo, che ne sarà di loro? Dove andranno?”. “Quello che abbiamo visto oggi – aggiunge Michele Rana – è un esempio positivo, un modello che funziona. Ma altrove non è così. Riconosciamo al direttore Antonino Calogero il merito di fare del suo meglio, ma non basta. La nostra volontà politica è quella di trasformare gli ospedali psichiatrici giudiziari, affinché la salute prevalga sulla sanità”. Dal canto suo, il direttore Calogero è soddisfatto: “I parlamentari hanno tutto il diritto di ispezionare e fare un quadro della situazione. Non abbiamo motivi per essere perplessi”. Sotto il sole, alla Ghisiola, è un viavai di gente. Tante visite, soprattutto la domenica. I pazienti sono in giardino, nelle sale di gioco, davanti a un libro. In settimana fanno anche sport: idro-ginnastica, gare di bocce, tornei di tennis, ping-pong. Qualcuno dipinge, qualcun altro gioca a carte. Ci sono corsi di cultura generale, storia della poesia, del teatro. C’è la vita che va avanti. E’ vero, molti di loro hanno sbagliato, ma la rieducazione e il recupero restano l’obiettivo primario. Qui interessa salvare la dignità delle persone, non giudicarle. Trattarle come pazienti e non reclusi. Riportarle alla normalità o, almeno, provarci. (Roberta Marcuccilli)
(nella foto, Sergio Ravelli, Michele Rana e Maria Antonietta Farina Coscioni)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 12 maggio 2009 @ 23:35:15

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DELLA LISTA BONINO-PANNELLA A REVERE

BLITZ DEI RADICALI AL CARCERE
I lavori alla struttura di Revere fermi da 10 anni. “Il piano Alfano non risolve nulla”
(La Voce di Mantova del 10.5.2009)

Blitz dei Radicali Italiani ieri mattina a Revere: un gruppo di esponenti della Lista “Bonino-Pannella”, tra cui i deputati Maria Antonietta Farina Coscioni e Maurizio Turco, si è recato presso la struttura reverese per protestare sia contro lo spreco di denaro pubblico, ma anche contro la situazione carceraria in Italia dove – per citare uno dei cartelli che gli esponenti radicali hanno portato con sé – “le carceri vecchie scoppiano e quelle nuove marciscono”. Nella loro visita reverese i due deputati radicali sono stati accompagnati dai candidati alle elezioni europee Sergio Ravelli e Michele Rana e da un gruppo di altri esponenti radicali tra cui il referente mantovano Tommaso Tonelli: una visita che, partendo dal carcere di Revere andrà a toccare tutte le altre strutture carcerarie del nord Italia che versano in stato di mancato utilizzo se non, come nel caso reverese, di abbandono più totale: “È il classico paradosso all’italiana” ha affermato Maria Antonietta Farina Coscioni “abbiamo strutture carcerarie ormai vecchie e sovraffollate, con gravi ripercussioni sulla dignità degli individui ed un aumento dei casi di suicidio; contemporaneamente abbiamo diverse strutture, come quella di Revere, che potrebbero funzionare egregiamente ed invece si trovano in uno stato che lascia sconcertati.” “Il nostro appello va al ministro della Giustizia Alfano” ha poi aggiunto Maurizio Turco “affinché lo stato ceda queste strutture ai comuni i quali, in accordo con le rispettive province e regioni, potranno pensare ad un riutilizzo. Qualsiasi tipo di riutilizzo, purchè tali strutture, con grave spreco di denaro pubblico, non restino abbandonate”.
“La visita degli esponenti radicali è importante per tenere desta l’attenzione sul carcere di Revere” ci ha detto l’assessore ai lavori pubblici di Revere Piero Zanella, giunto ieri mattina con il vicesindaco Stefano Facchini “Ci auguriamo che il ministro Alfano possa trovare, in tempi brevi, una soluzione a questa vicenda che si trascina da moltissimo tempo”.

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 12 maggio 2009 @ 17:32:20

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DELLA LISTA BONINO-PANNELLA

Studio sugli incarichi assegnati dai partiti
NOMINE POLITICHE, IL DOSSIER DEI RADICALI
Ravelli: “Ne abbiamo individuati 2850”
("La Provincia" dell'11.5.2009)

Un dossier ‘esplosivo’ sulle nomine politiche a Cremona e nel territorio: è anche così che i Radicali, pur non partecipando alla corsa per Comune e Provincia — la loro ‘lista Emma Bonino-Marco Pannella’ con candidati a Cremona Sergio Ravelli, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni e Michele Rana è sostenibile esclusivamente per le elezioni al Parlamento Europeo —, faranno sentire la loro voce anche a livello locale, nel segno di una lotta che fa tradizionalmente parte della loro storia. Come, lo ha riferito ieri il cremonese Ravelli: «Intanto — ha attaccato affiancato dagli altri tre candidati — non abbiamo dato alcuna indicazione di voto ai nostri iscritti. Saremo però presenti con due proposte. La prima è la presentazione ai due candidati principali, Oreste Perri e Gian Carlo Corada, delle 404 firme che abbiamo raccolto a sostegno dell’istituzione del registro dei testamenti biologici nel Comune di Cremona: da loro ci aspettiamo una risposta seria e concreta, sperando vogliano lasciare ai cremonesi la possibilità di una scelta libera». Ma è la seconda iniziativa quella che sembra destinata a fare più rumore: «Presenteremo quell’analisi nel giro di una settimana - ha annunciato lo stesso Ravelli — e si tratta di uno studio basato su dati e informazioni che abbiamo raccolto attraverso un lavoro duro. E’ un monitoraggio serio, una sorta di mappatura della lottizzazione partitica retribuita, di tutte le poltrone assegnate dai politici a vari livelli. E posso anticipare che abbiamo individuato 2850 incarichi di quel tipo fra enti, aziende partecipate e altro: significa uno ogni 120 abitanti e ci sono scranni assegnati dalla sinistra, dal centro e dalla destra. Da tutti tranne, ovviamente, che dai Radicali». Maria Antonietta Farina Coscioni, mentre al suo fianco Rana argomentava a livello generale di «intollerabile degrado istituzione e costituzionale», ha commentato «la nostra sensibilità ci dice di continuare a combattere quel sistema di nomine, che interessa pesantemente la sanità, con l’obiettivo di smantellarlo». (mac)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 12 maggio 2009 @ 17:25:09

 Rassegna stampa: GLI AUGURI AL GRANDE MARCO PANNELLA

PANNELLA, DICA 79! AUGURI MARCO!

“Nasco il 2 maggio del 1930. Alcuni sostengono che mamma dovette sforzarsi per evitare che io nascessi il 1 maggio festa dei lavoratori in pieno fascismo: si diceva che questo sarebbe stato interpretato politicamente. Sono abruzzese, molto abruzzese: è una razza di lupi, di orsi, però abbiamo anche il mare. Dove sono nato a Teramo credo sia proprio esattamente fra il Gran Sasso, la punta del Gran Sasso e il mare, Giulianova…”.
Così Marco Pannella si “raccontava” in una bella trasmissione di qualche anno fa a lui dedicata, Il mio Novecento, andata in onda sulla Terza Rete. Dunque il “lupo” (o “l’orso”) di Teramo compie 79 anni. Francesco Merlo ha dato di questo “lupo” (o “orso”) una descrizione esatta e lusinghiera: “E’ come un personaggio di Pirandello, o forse di Camus, così straniero all’assurdo italiano…un leader che non ha mai creduto al sacrificio, che anzi da sempre ripete che ‘lo spirito di sacrificio, l’etica e l’etichetta del sacrificio non sono per me’…E’ lo scandalo italiano. Al contrario della parabola evangelica, Pannella è il sacerdote delle istituzioni che i mercanti hanno cacciato dal tempio…”. “Per la vita del diritto, per il diritto alla vita”. Quante volte il “lupo” (o l’ “orso”) ce lo ha detto, ricordato…Alla fine questo è, nell’essenza il “lupo” (o l’ “orso”) Pannella, questo grazie a lui sono i radicali. Questo paese, quanto gli deve, e quanta poca gratitudine mostra di avere.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 29 aprile 2009 @ 12:10:28 Continua...

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

ORA LIBERAZIONE DALLA PARTITOCRAZIA !
(La Provincia del 27.4.2009)

Signor direttore,
è il 25 aprile, ragazzini e ragazzine in testa che suonano tamburi e marce militari, il corteo sfila davanti a noi. Siamo al tavolo radicale in corso Campi a Cremona. A questo tavolo, su decine di fogli, si accumulano firme per il testamento biologico. Resiste la volontà di cittadini che vogliono rispettata la libertà democratica delle scelte personali. Le stesse parole che allora accompagnarono la liberazione dopo il ventennio della dittature fascista: “Libertà” “Resistenza” “Democrazia”. Ci sorprendiamo a ripeterle con un vago senso di allarme e di rinnovata consapevolezza del loro significato. Come se qualcuno fra noi le stesse dimenticando e ci tentasse a fare altrettanto. Ci accorgiamo della loro tragica fragilità di fronte al loro eterno antagonista: l’autoritarismo del potere. In un tempo lungo tre volte quel ventennio, questo male profondo che isola e neutralizza i cittadini refrattari ad essere sudditi, si è nuovamente diffuso a partire dai centri in cui si era arroccato, corporativi, confessionali, partitocratrici. Ha usato a lungo ed in dosi crescenti le droghe dell’illegalità e della corruzione, nelle istituzioni come nell’informazione, tacitando gli allarmi ed anestetizzando le capacità di reazione del corpo sociale. Chi oggi coglie i frutti dell’opera dei predecessori, il presidente Berlusconi, non è il peggiore, ma il più furbo e fortunato, usa magistralmente populismo e televisione, calciatori e ballerine, giornalisti e terremotati, ex radicali ed ex magistrati. Se qualcuno si alza a parlare fuori dal coro qualcuno spegne l’audio, o lo manda in onda alle ore piccole. I sondaggi dicono che il popolo italiano tace od acconsente. Si tratta di eutanasia o di terapia del dolore?
Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione Radicale Piero Welby

Postato da sergio_ravelli Domenica, 26 aprile 2009 @ 23:53:24

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "RADICALE IGNOTO"

RAVELLI SI RACCONTA: IO “RADICALE IGNOTO”
Spadaccia e Turco nel Salone dei Quadri
“Soli e perdenti, ma sempre protagonisti”
(La Cronaca del 25.4.2009)

Un libro che racconta, pieno di fatti che fanno la storia, che entusiasma e commuove il popolo radicale, quasi un libro di famiglia. Che racconta questi radicali “esaltati”, disadattati, che colgono in anticipo i temi fino ad appassionare la massa. Eppure ignoti, per necessità e volontà. Sono questi i radicali che racconta Sergio Ravelli nel suo libro “Radicale Ignoto”, edito da Cremonalibri, presentato ieri pomeriggio nel salone di palazzo comunale. Presenti l’autore, il sindaco Gian Carlo Corada, l’assessore alla cultura Gianfranco Berberi, il leader storico dei radicali Gianfranco Spadaccia e l’onorevole Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste Pd. Avrebbe dovuto esser presente anche Valter Vecellio, giornalista del Tg2 e direttore del quotidiano telematico “Notizie Radicali”, ma ha dovuto rinunciare in quanto impegnato a Udine. Ha inviato un messaggio letto da Michele Rana, che ha moderato l’incontro. Tra il pubblico i radicali storici cremonesi protagonisti di tante battaglie politiche e il notaio Ambrogio Squintani, il primo “autenticatore” di firme referendarie. Inizia il sindaco Corada, libro in mano: “Questo è il racconto dell’incontro con quell’autentica visione liberale che affascina e anima, disinteressata, con quel gusto della libertà a volte buttato lì, in faccia – esordisce Corada – Il radicale è ignoto perché i radicali sono poco conosciuti dai mezzi di comunicazione, a me piacerebbe titolarlo ‘radicale libero’, come si addice al loro spirito”. Cosa piace ai radicali? Il senso e il gusto della sconfitta, spiega Corada, l’ironia e la levità, ma anche la capacità di “trasformare le vicende locali in casi nazionali, la capacità di agire. “Credo che se c’è una cifra che possiamo attribuire al libro, il leitmotiv che lo percorre, è il carattere dello straordinario disinteresse, l’onestà che dovrebbe essere requisito pre-politico, come dice Sergio, il senso della dignità e della nobiltà della politica contro l’arroganza dei mille poteri costituiti. L’arroganza è particolarmente riprovevole. L’impegno preciso fa di Ravelli un esempio per tutti noi e lo dico col cuore, grazie a nome della città”. Lui Ravelli sorride dal bancone della giunta, ricordando probabilmente i tempi della sua candidatura a sindaco e la sonora sconfitta. Parole benevoli da tutti.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 26 aprile 2009 @ 00:25:49 Continua...

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "RADICALE IGNOTO"

Ieri la presentazione nel salone dei Quadri.
Oggi sit-in in corso Campi
SERGIO RAVELLI, STORIA DI UN RADICALE
(La Provincia del 25.4.2009)

Nel salone dei quadri del palazzo comunale è stato presentato, ieri pomeriggio, il libro di Sergio Ravelli ‘Radicale ignoto. Appassionatamente radicale. Fatti, aneddoti e ricordi’ edizioni Cremonalibri. A fare gli onori di casa il sindaco Gian Carlo Corada e l’assessore alla cultura Gianfranco Berneri. Corada ha ricordato le battaglie di Sergio Ravelli e dei radicali cremonesi, sempre in prima linea nella difesa dei diritti civili. E della libertà di espressione. Del libro, che è stato il più venduto nella recente assemblea radicale di Chianciano, hanno invece parlato Gianfranco Spadaccia, della giunta dei Radicali Italiani, e Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste Pd. Tutti si sono complimentati con Ravelli, che nei giorni scorsi è stato chiamato alla presidenza del Comitato Radicali Italiani. E oggi dalle 9.30 alle 13 in corso Campi si svolgerà ‘25 Aprile: liberiamo... la Libertà’, sit-in dell’Associazione Piero Welby in favore della libertà di ricerca scientifica, di terapia e di cura.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 26 aprile 2009 @ 00:20:09

 Rassegna stampa: CONFERIMENTO CITTADINANZA ONORARIA AL DALAI LAMA

ORA IL DALAI LAMA E' UN CITTADINO ONORARIO
E’ stato ritirato dal suo delegato e alcuni monaci
(La Provincia del 21.4.2009)

Il Dalai Lama, sua santità Tenzin Gyatso, è da ieri cittadino onorario di Cremona. Il riconoscimento per conto del leader religioso del Tibet è stato ritirato dal suo rappresentante ufficiale in Svizzera, Tseten Samdup, dalle mani del sindaco Gian Carlo Corada. In questo modo è stato mantenuto l’impegno assunto dal consiglio comunale il 10 novembre 2008 quando, a larghissima maggioranza, approvò la proposta. Il presidente del consiglio comunale, Pierluigi Rotelli, ha sottolineato l’importanza dell’avvenimento, che ha conciso con l’ultima seduta sotto l’amministrazione Corada. «Non può esserci libertà in un Paese che opprime un altro Paese», ha detto il sindaco denunciando il «genocidio culturale» praticato in Tibet dalla Cina. Poi, davanti a un’assemblea attentissima, l’intervento del collaboratore del Dalai Lama, che era accompagnato da alcuni monaci tibetani. «Con questo riconoscimento onorate tutto il mio popolo e la sua sofferenza. La vostra è un’attestazione importante perché dà atto dei nostri sforzi contro l’oppressione cinese». Giacca e cravatta, Tseten Samdup ha parlato di se stesso. «Sono uno dei tanti tibetani che non sono nati in Tibet ma in un campo profughi. Nonostante questo mi sento tibetano in ogni centimetro della mia pelle». La situazione in cui versa la sua patria continua ad essere pesantissima. E il profugo l’ha descritta così: «Il Tibet vive nel costante terrore del governo di Pechino». Un esempio: «L’8 aprile, 56 giovani tra i venti e i venticinque anni sono stati condannati con la motivazione che avevano partecipato a manifestazioni pacifiche». Il rappresentante del Dalai Lama, Premio Nobel per la pace, ha fatto professione di realismo. «Per preservare la nostra identità, la nostra cultura e la nostra religione, non chiediamo l’indipendenza totale dalla Cina, ma un’autonomia». A quel punto l’ospite arrivato da lontano si è girato verso la bandiera del Tibet alle sue spalle, che da tempo, su proposta dei radicali, il sindaco fa sventolare in Comune. «Se un mio connazionale va in giro con la spilla con i colori della nostra bandiera, viene preso, arrestato e, spesso, torturato. La gente ha paura a uscire di casa e, quando lo fa, tiene gli occhi bassi per il timore dei fucili e dei mitragliatori che i poliziotti e i soldati cinesi imbracciano ad ogni angolo di strada». I tibetani ringraziano Cremona e guardano a Roma «nella speranza che il governo italiano prema su quello cinese». Con finalità concrete, come la richiesta «che le frontiere del mio Paese vengono aperte alle Ong internazionali perché verifichino e indaghino sul mancato rispetto dei diritti umani». Alla fine è scattato un applauso, poche altre volte così convinto e bipartisan. E non solo perché era l’ultimo consiglio comunale prima delle elezioni. (Gilberto Bazoli)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 aprile 2009 @ 08:17:51

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA"

TERREMOTO: IL GOVERNO DESTINI
L'INTERO 8 PER MILLE AGLI AIUTI
("La Provincia" del 15.4.2009)

Signor direttore,
perché il Governo intende istituire un’associazione ad hoc per raccogliere i fondi attraverso il 5x1000 sulla dichiarazione dei redditi prossima ventura piuttosto che lanciare una campagna informativa relativa alla possibilità di destinare l’8x1000 allo Stato per far fronte, come previsto dalle finalità di tale contributo obbligatorio, alle spese necessarie per la calamità naturale abruzzese e per la conservazione di tutti i suoi beni culturali? Che aspetta Berlusconi? Secondo la legge gli introiti da 8x1000 di competenza dello Stato devono essere destinati alle calamità naturali e alla conservazione dei beni culturali oltre che alla fame nel mondo e all’assistenza ai rifugiati. Purtroppo da quando esiste l’8x1000 il Governo non ha mai pubblicizzato le finalità di tale misura, di fatto rinunciando a un gettito extra da destinare a costose attività come quelle della tutela dei beni culturali o alla gestione di danni da cataclismi come il terremoto abruzzese. Perché Berlusconi, Tremonti, Schifani o Fini nelle loro presenze in Abruzzo, piuttosto che entrare in concorrenza con centinaia di associazioni benefiche che attingono al 5x1000, non lanciano un appello affinché gli italiani per il 2009 destinino tutti il proprio 8x1000 allo Stato per la ricostruzione delle zone terremotate?
Gino Ruggeri, Associazione radicale Piero Welby di Cremona

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 aprile 2009 @ 08:54:14

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA CRONACA DI CREMONA"

"SERGIO RAVELLI, PRESIDENTE DEI RADICALI"
(da "Cronaca" del 05.04.2009 pag. 7)

Sergio Ravelli è il nuovo presidente nazionale dei Radicali italiani. E' stato eletto ieri dal Comitato Nazionale, di cui era già vicepresidente, riunito a Roma presso la sede del Partito Radicale, dove i lavori proseguiranno sino ad oggi pomeriggio. Radicale storico e tesoriere dell'Associazione radicale "Piero Welby" di Cremona, Ravelli è anche autore del libro "Radicale ignoto. Appassionatamente radicale. Fatti, aneddoti e ricordi". Se uno pensa ai radicali cremonesi, il pensiero non può che correre a Sergio Ravelli, da trentacinque anni militante della rosa nel pugno e presenza stabile ai tavolini del partito. Mai un incarico, mai un posto in consiglio comunale, in consigli di amministrazione o altro: un militante sempre e comunque presente a tutte le iniziative del Partito. Dalle raccolte di firme per i referendum ai digiuni, dalle battaglie contro la pena di morte o contro la fame nel mondo all'organizzazione delle cene laiche, dalle iniziative per far esporre la bandiera del Tibet agli impegni per il carcere. Sergio c'è sempre. Una storia di 35 anni di impegno che Ravelli ha recentemente raccolto in un libro "Radicale ignoto" edito da Cremonalibri. Già nel corso dell'ultimo congresso aveva ricevuto un attestato con impresso delle mani stampate in negativo con il timbro del partito radicale per la sua lunga militanza.

Postato da gino_ruggeri Domenica, 05 aprile 2009 @ 15:33:15 Continua...

 Rassegna stampa: INTERVISTA DEL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA" A RAVELLI

«Racconto le grandi battaglie sui diritti civili»
RAVELLI, L'ORGOGLIO RADICALE
In una raccolta di ricordi appassionati
la militanza del politico cremonese
("La Provincia" del 26.3.2009)

di Gilberto Bazoli - Sarà il radicale più noto, il radicale per eccellenza, Marco Pannella, a presentare a Cremona Radicale ignoto. Appassionatamente radicale, aneddoti e ricordi (Cremonalibri), le 134 pagine di Sergio Ravelli. Nato, ma Ravelli non ne va particolarmente fiero, lo stesso anno (1949), lo stesso mese e lo stesso giorno di D’Alema, il libertario cremonese ha scritto un pamphlet fresco, spumeggiante, che parlando di Cremona parla di tutta l’Italia. Forse è per questo che sta facendo molto discutere e ha conquistato Luca Telese, uno dei cronisti politici più attenti e graffianti…. Come definirebbe il risultato del suo lavoro? «Il racconto in viva voce delle grandi battaglie sui diritti civili fatte dal partito più antico, il nostro, rimasto». Un racconto che comincia dal 1973. «Il mio primo congresso, a Verona. Non so dire a quanti altri congressi ho partecipato da allora. Ho invece tenuto il conto dei referendum: 113». Il suo libro è anche una carrellata di nomi conosciuti e nomi sorprendenti, ma visti tutti da molto, molto vicino. Come Enzo Tortora. «Ricordo il suo comizio doloroso a Crema. La sua vicenda giudiziaria dà il senso di come la malagiustizia possa distruggere un innocente». Non poteva mancare Emma Bonino. «Incarna la concretezza della politica. Datele un’idea e lei riuscirà a tradurla in pratica. L’ha dimostrato come commissario Ue». Ovviamente c’è molto spazio per Pannella. «Quando penso a lui penso a due artisti che sono sinonimo di creatività: Rimbaud e Van Gogh. È uno che rischia in proprio mettendosi in gioco, anche fisicamente». Passiamo ai personaggi locali. Marco Pezzoni. «Scommisi con lui una cena sul fatto che Strik Lievers avrebbe battuto alle elezioni del 1994 Giuseppe Torchio. Sto ancora aspettando di andare al ristorante». Scrive anche di Giovanni Jacini. «Un signore, abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con lui». A sorpresa compare anche Oreste Perri. «Pur sostenendo la nostra lista - con i Verdi e gli ambientalisti - e partecipando alla manifestazione di lancio, decise da subito di non presentarsi. Poi il Sole che ride diventò il Sole che piange». Da Perri, candidato sindaco in pectore del centrodestra, a Gian Carlo Corada, candidato sindaco del Pd. «Ha esposto in Comune, cosa non da poco, la bandiera del Tibet e ha sostenuto la nostra battaglia contro la pena di morte». Dal sindaco in carica a un ex sindaco, Renzo Zaffanella. «Era caduto in disgrazia travolto - sotto i colpi inesorabili di Tangentopoli - dalla dissoluzione del Psi. Pannella, fuori dall’Impero, lo baciò. Poco male se la stampa locale si occupò molto di quel bacio e poco del sottoscritto, alla sua prima e ultima esperienza di candidato sindaco». Nel libro spiega bene l’incontro con Mario Riccio, l’anestesista di Piergiorgio Welby. «È il 2006, mettiamo in piedi in fretta e furia un convegno, in sala Rodi, sull’eutanasia. Dal pubblico chiede di intervenire un signore che non conoscevo. Era Mario Riccio. Tutto è cominciato così». Racconta anche di Cesare Galli. «Con lui è andata che un giorno si è avvicinato a uno dei tanti nostri tavoli in corso Campi. Quel tavolo è entrato a far parte dell’arredo urbano». Infine, Maurizio Turco. «Un secchione. L’uomo dei dossier, l’uomo di fiducia di Pannella»...

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 26 marzo 2009 @ 18:05:02

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"


IL NO AL PRESERVATIVO DESTA
SCANDALO CONTRO LA VITA
("La Provincia" del 25.3.2009)

Signor direttore,
all’inizio del suo pontificato, si è scritto di questo Papa: «Joseph Ratzinger non grida allo scandalo, ma desta scandalo, davvero. Perché cerca e ricerca, il centro, il cuore del mondo, la via, la verità e la vita...». La sua recente affermazione però, fatta a proposito di prevenzione contro l’Aids in Africa: «Non si può superare la malattia con la distribuzione di preservativi che al contrario aumentano il problema...», desta scandalo proprio contro la verità ed anche contro la vita. Contro la verità perché è un’affermazione evidentemente e storicamente falsa. Anche contro la vita perché cerca di nascondere l’efficacia delle pratiche anticoncezionali a milioni di sventurati che muoiono per fame e malattia. Anche i cattolici dei paesi più progrediti, che usano ipocritamente queste pratiche da decenni, sanno quanto queste abbiano contribuito a realizzare l’obiettivo di procreare responsabilmente e di ottenere la limitazione delle nascite che ha favorito il benessere di tante famiglie.
‘Oportet ut scandala eveniant’ (è opportuno che gli scandali avvengano) è una delle frasi evangeliche che più hanno prodotto civiltà, ma in questo caso anche molti cattolici sono delusi per la mancata occasione di contribuire alla crescita civile dell’umanità.
Ermanno de Rosa

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 26 marzo 2009 @ 17:39:30

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI ALESSANDRO LITTA MODIGNANI SU "L'OPINIONE"

I RADICALI SI RACCONTANO:
IN DUE LIBRI LA LORO STORIA
("L'Opinione" del 19.3.2009)

Di questi tempi i Radicali sentono un gran bisogno di raccontarsi. Lo hanno fatto con il loro congresso dello scorso novembre, dove un trattamento speciale è stato riservato ai “radicali storici” quelli con la maggiore anzianità di tessera: lo fanno ancora in questi giorni con due libri appena usciti nei quali vengono proposti, da angolature diverse, spunti di narrazione di un movimento politico originale che ha vivacizzato con fantasia e tenacia un pezzo di storia dell`Italia contemporanea. Il primo dei due libri è la ristampa del `Diario di una giurata popolare al processo delle Brigate Rosse" 290 pagine, Lindau) con il quale Adelaide Aglietta -compianta dirigente e parlamentare Radicale prima e Verde poi, scomparsa a 60 anni nel 2000 - rievoca il clima tremendo degli anni di piombo. Ora che le Brigate Rosse sono (o almeno sembrano) un ricordo sbiadito, ripercorrere quegli avvenimenti suscita strane emozioni. Sembra un brutto film in bianco e nero invece è la tragica realtà color rosso sangue: 128 morti solo a contare il terrorismo di sinistra, 17 dei quali durante il processo di Torino. Qui si tratta di giudicare il nucleo storico delle Brigate Rosse: Curcio, Franceschini, Ognibene e tutta l`allegra compagnia; che minacciano di morte gli avvocati d`ufficio e i giurati. Comporre il collegio difensivo e la giuria popolare non è facile sono 137 le persone che rinunciano per "sindrome depressiva", cioè paura, mentre la sorteggiata Aglietta capisce subito qual è il suo dovere… sospende l`attività del Pr di cui è segretario, e si dedica a tempo pieno al processo. Cerca di tranquillizzare le sue bambine ma rifiuta ogni scorta armata, malgrado le minacce. Soprattutto tiene un diario, che oggi possiamo rileggere con curiosità e ammirazione. Ne emerge una donna coraggiosa, intelligente e sensibile - che affronta il suo compito con serietà e impegno. Sappiamo come è finita: nonostante gli omicidi, le minacce, il rapimento e l`assassinio di Aldo Moro, il processo giunge al termine nel pieno rispetto delle garanzie. “Paradossalmente questo processo non era importante tanto per il suo farsi, quanto per il pericolo che non si riuscisse a fare”, conclude Adelaide Aglietta, persona trasparente e bella.
L`altro libro è invece opera di Sergio Ravelli, un militante radicale di Cremona. che raccoglie 35 anni di fatti, aneddoti e ricordi in un volumetto dal titolo emblematico: "Radicale Ignoto" (136 pagine. Cremonalibri), L`autore evita qualunque pretesa saggistica o letteraria per raccontare con parole semplici la storia dei radicali locali, fatta di umiltà e impegno, con una genuinità umana e civile capace di produrre mille iniziative politiche. “Una lunga fedeltà a se stessi, un modo d’essere, di organizzarsi, di agire e di fare politica: o piuttosto uno spirito con cui si vive la politica", scrive nella prefazione Lorenzo Strik Lievers. La lettura potrà apparire ingenua a qualcuno, ma fra i partecipanti al recente congresso radicale di Chianciano è andato a ruba. Alcuni ricordi sono davvero toccanti, come quello di Enzo Tortora che il 30 maggio dell`87 grida il suo dolore disperato, aggrappandosi ai tubolari del palco e scuotendoli con forza davanti a una piazza ammutolita e stracolma. Morirà di tumore un anno dopo. Anche per questo secondo libro, a ben vedere, valgono le parole che Adriano Sofri scrive nella prefazione del primo: “Quella che segue è una storia vera, verissima, di quelle che a ogni passo vi fanno esclamare: incredibile!”. Alessandro Litta Modignani

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 19 marzo 2009 @ 16:36:34

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

LA VERITA' E' IL PRIMO DEI DIRITTI UMANI.
SUL CASO TAMOIL COME SUL VATICANO
("La Provincia" del 18.3.2009)

Sig. direttore,
è tempo di verità (il primo dei diritti umani). Sono d’accordo con Lei per il caso Tamoil nel quale però è sempre stato evidente che Cremona è la sola città a sopportare una raffineria di petrolio a due chilometri dalla sua piazza del Duomo. Tutti abbiamo per decenni nascosto la testa sotto la sabbia, come si credeva facessero gli struzzi per non vedere il pericolo. Ma non è il solo caso in cui la scelta di essere ipocriti e far finta di niente causa danni ai più deboli di noi senza che nemmeno accettiamo di conoscerli. È un riflesso quasi automatico che ci viene da esempi autorevoli. Come quello che ci dà monsignor Fisichella censurando il vescovo brasiliano per la pubblicità del suo gesto e non per la ragione che lo ha determinato. Un gesto veramente disumano la scomunica ai medici che hanno praticato un aborto per salvare una bambina di nove anni. Ma, occorre dirlo, lo zelante vescovo lo ha compiuto obbedendo alla dottrina della Chiesa che in questi casi scomunica in modo automatico. Per non essere ipocriti dovremmo quindi censurare il punto di questa dottrina. Là dove stabilisce diritti alla vita non appena avvenuta la fecondazione di un ovulo e rifiuta di considerare le circostanze in base alle quali invece si riconoscerebbe il concepimento vero, amorevole e responsabile di una nuova vita umana. È quindi tempo di verità, almeno in politica, non di fede né di opportunismi. Ermanno de Rosa

(in corsivo la parte non pubblicata)

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 18 marzo 2009 @ 15:59:35

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

DIO TOLLERA CHI E' DISUMANO?
("La Provincia" del 10.3.2009)

Signor direttore,
in Brasile, una bimba di nove anni è stata vittima della bestialità di un uomo, il patrigno, che l’ha stuprata. I medici, in accordo con la mamma, l’hanno liberata della gravidanza inflittale da quella violenza. Un vescovo cattolico ha scomunicato i medici e la mamma. “Hanno agito contro la volontà di Dio” si è sentito in diritto di dire per giustificare la scomunica.
C’è da chiedersi come Dio possa tollerare di essere interpretato in questo modo da personaggi tanto disumani.
In questo episodio è evidente l’odiosità delle conseguenze cui porta l’applicazione di un principio sostenuto con intransigenza fondamentalista dalle gerarchie vaticane e dai movimenti che le fiancheggiano: intendo il principio della difesa della vita in ogni caso “dal suo concepimento alla fine naturale”. C’è da chiedersi anche fino a quando una chiesa che si proclama universale come la cattolica pretenderà di imporre a tutti gli uomini come dogma infallibile l’arbitrio di un ristretto gruppo di gerarchi mai suffragato da un minimo di consenso democratico.
Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby

Postato da sergio_ravelli Domenica, 08 marzo 2009 @ 17:01:03

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA CRONACA DI CREMONA"

MARIO COPPETTI COSI’ HA RICORDATO IL SUO INCONTRO CON IL LEADER ANTIFASCISTA CARLO ROSSELLI
(pagina 8 di “La Cronaca di Cremona” del 4.2.2009)

“Una mattina dei primi di giugno, come altre volte in precedenza, vado con Amigoni e l’Ausenda, entrambi fuoriusciti cremonesi, presso la sede di ‘Giustizia e Libertà’ in boulevard Saint Michel e lì incontriamo con altri Carlo Rosselli appena rientrato dal fronte di Huesca, una località spagnola. Ci fermiamo un po’ in quel grande stanzone pieno di giornali e pacchi di stampa antifascista e poi usciamo tutti insieme per andare a pranzo in un piccolo ristorante vicino al giardino di Luxembourg. Dopo un breve tratto di strada Rosselli si ricorda di aver dimenticato di prendere delle pubblicazioni. Allora mentre gli altri vanno avanti io ritorno con lui in sede. Rammento ancora con quale interesse chiese della situazione in Italia. Era particolarmente interessato a capire cosa ne pensavano i giovani in Italia, quale era l’effetto che la guerra di Spagna aveva su di loro e a chiedersi quello che dall’estero avremmo potuto fare. Mentre tornavamo dagli amici mi disse che fra qualche giorno sarebbe andato fuori Parigi per curarsi. Non l’avrei mai più rivisto”. Due anni dopo - racconta ancora Ravelli – Coppetti fu colpito dalla pleurite e venne ricoverato per due mesi in ospedale; nel frattempo nel settembre del ’39 era scoppiata la guerra fra Francia e Germania e lo scultore cremonese che doveva restare in convalescenza per sei mesi decide di rientrare a Cremona. Era il dicembre del ’39, fu un rientro traumatico, gli agenti dell’Ovra ritirarono subito il passaporto a Coppetti, che vide così pregiudicata definitivamente la possibilità di un suo ritorno in Francia, dove aveva lasciato tutto quello che possedeva, compreso lo studio da scultore. Sono ritornato lì dopo la guerra, dice e spiega Mario, ma non era rimasto più nulla, niente….

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 04 marzo 2009 @ 17:30:21

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA CRONACA DI CREMONA"

L’annuncio di Sergio Ravelli davanti a Pannella
MARIO COPPETTI, A 96 ANNI SI ISCRIVE
AI RADICALI: OVAZIONE AL CONGRESSO
(prima pagina di “La Cronaca di Cremona” del 4.2.2009)

Novantasei anni compiuti, senza aver mai perso la voglia di combattere. Scultura e politica le sue due grandi passioni. Ed un fuoco interiore che non lo ha mai abbandonato e che ora lo ha spinto, lui ragazzo del 1913, ad iscriversi al partito radicale. E quando il nome del nuovo tesserato, Mario Coppetti, è stato pronunciato al microfono da un Sergio Ravelli che fino ad allora aveva trattenuto l’emozione, l’assemblea del VII congresso di Chianciano Terme è esplosa in un applauso. Coppetti, che ieri è stato “un grande socialista, da oggi sarà un grande radicale, un radicale a tutto tondo”…

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 04 marzo 2009 @ 17:26:56

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA CRONACA DI CREMONA"

SERGIO RAVELLI, “IL RADICALE IGNOTO”
Un libro sui 35 anni di militanza nel partito di Pannella
(articolo di "La Cronaca" del 6.2.2009)

Se uno pensa ai radicali italiani, subito gli viene in mente il “guru”, il fondatore Marco Pannella. Se uno pensa ai radicali cremonesi, il pensiero non può che correre a Sergio Ravelli, da trentacinque anni militante della rosa nel pugno e presenza stabile ai tavolini del partito. Mai un incarico, mai un posto in consiglio comunale, in consigli di amministrazione o altro: un militante sempre e comunque presente a tutte le iniziative del Partito. Dalle raccolte di firme per i referendum ai digiuni, dalle battaglie contro la pena di morte o contro la fame nel mondo all’organizzazione delle cene laiche, dalle iniziative per far esporre la bandiera del Tibet agli impegni per il carcere. Sergio c’è sempre. Una storia di 35 anni di impegno coerente, senza mai un momento di defaillance, sempre in prima linea con il manipolo di radicali cremonesi. Adesso la storia di Sergio e dei radicali cremonesi è raccolta in un bel libro dal titolo “Radicale ignoto” edito da Cremonalibri (costo 10 euro). Sergio è uno dei “radicali ignoti” che hanno ricevuto all’ultimo congresso radicale un attestato con impresso delle mani stampate in negativo con il timbro del partito radicale per la lunga militanza. Ma chi sono i radicali ignoti come Sergio Ravelli? Lo spiega Marco Pannella nella introduzione del libro. Sono quelli che hanno avuto “la follia, la durezza, l’intelligenza, la straordinarietà di continuare…” Concetto rimarcato da Lorenzo Strik Lievers, amico di Ravelli e noto anche ai cremonesi, che nella prefazione dice come Sergio si è occupato di politica, ma da “militante semplice”. Eppure “una persona che per trentacinque anni, giorno dopo giorno, fa politica è un dirigente politico, fa della politica il centro della sua vita (ma non la sua professione: si guadagna la vita con un impegnativo lavoro d’ufficio che non dipende dalla politica, e non ci ha a che fare); e non solo non ottiene mai una carica pubblica, ma nemmeno ci punta. E non molla. E continua”. Questo e molto altro si trova nel libro di Sergio Ravelli, dalla sua storia di militante all’associazione radicale di Cremona che dimostra una straordinaria continuità. Il loro simbolo è il tavolo radicale di corso Campi – che come ricorda Strik Lievers – è ormai entrato nell’arredo urbano della città. Il libro, dice ancora, è un esempio di che cosa sono e come sono i radicali.
Il libro si apre con la “conversione” di Sergio Ravelli al partito Radicale. E’ l’estate del 1973 e Sergio compra come sempre il “Corriere” e “Lotta Continua”. Il foglio della sinistra extraparlamentare contiene “Liberazione”, quotidiano radicale diretto da Marco Pannella. “Quel foglio – racconta Ravelli – sarà per me un’autentica liberazione politica. Non più violenza rivoluzionaria, potere operaio, servizio d’ordine; ma nonviolenza, diritti civili, referendum”. E la rivoluzione era rappresentata dalla raccolta delle firme per otto referendum. Fu subito innamoramento, così Ravelli decise di partecipare al congresso radicale di Verona che proprio su quel numero di “Liberazione” era stato annunciato. Abituato alle folle dei raduni dei movimenti di quell’epoca, Sergio fu colpito dai pochi presenti: 150-200 persone di varia età attente a quello che “un omone con gli occhi azzurri” (Pannella) diceva in maniera appassionata. Qualche giorno dopo un trafiletto sul quotidiano locale annunciava la nascita dell’Associazione radicale di Cremona. Attorno ad una tavola imbandita si ritrovarono Paolo Bellini, Eugenia Nervi, Mariateresa Panelli, Mirco Maffini, Sergio Ravelli e suo fratello Piergiorgio. Poco dopo arrivarono anche Volfango Pasquinoli e Fabio Favalli: si era costituito il nucleo storico dei radicali cremonesi. Il libro di Ravelli racconta poi delle campagne radicali a Cremona, a cominciare dalla battaglia sul divorzio (1974) con il Palazzo Cittanova stracolmo ad ascoltare l’avvocato Mauro Mellini e una ragazza romana, Eugenia Roccella, esponente del Movimento di Liberazione della Donna e oggi promotrice del Family Day romano. Poi arriva la prima sede, in via Bonomelli 13 che per quasi vent’anni fu il centro di aggregazione e di organizzazione di tutte le iniziative radicali. Ma proprio nel momento dell’inaugurazione della sede, cominciò a prendere forma la politica del tavolino, lo strumento più efficace di tutto il movimento radicale. In occasione della campagna per la legge sull’aborto vennero raccolte 3.620 firme. Ma per sostenere il Partito Radicale i militanti cremonesi si improvvisarono anche impresari dando vita alla stagione dei concerti rock: Battiato, Ricky Gianco, Claudio Rocchi, James Sanese, Pierangelo Bertoli e molti altri. I ricordi di Ravelli arrivano poi alla prima visita di Pannella in città, la cena dopo mezzanotte alla “Prima”, alla grande marcia contro la centrale nucleare da Cremona a Caorso, alla manifestazione a Torre dell’Oglio, all’arrivo al partito di Oscar De Marchi. Ed ancora i digiuni, le visite da tutto esaurito di Enzo Tortora, i rapporti contrastati con il sole che ride. Poi le partecipazioni ai congressi e le frequenti visite al carcere, in via Jacini con la direttrice Flavia Pignanelli e poi a Cà del Ferro (con la tragedia del suicidio della direttrice Armida Miserere. Un capitolo è sull’elezione al Parlamento di un radicale (Lorenzo Strik Lievers) nel collegio 7 di Soresina grazie all’accordo con il Cavalier Berlusconi nel marzo del ’94. Strik Lievers ebbe il 54% dei voti, Giuseppe Torchio il 21%, il socialista Venturelli prese il 25% per la sinistra. Interessante è il capitolo “Derovere al valor civico”, nel quale si raccolta come nella dèbacle dei referendum del 1997 fu proprio il paesino di 400 anime il solo in provincia a superare il quorum dei votanti (52,2%). Ancora da ricordare il capitolo sul pieno di voti di Emma Bonino alle Europee (12,4% a Cremona) o quello sulla ricerca di Cesare Galli, la battaglia per Welby e la storia del dottor Riccio incontrato per caso al tavolino di corso Campi o i gustosi menù delle cene anticlericali. Per chi ama la Politica, si proprio quella con la P maiuscola, radicale o meno, questo è un libro da leggere.

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 12 febbraio 2009 @ 14:16:44

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI VALTER VECELLIO, DIRETTORE DI N. R.

"RADICALE IGNOTO" di Sergio Ravelli
(articolo di Valter Vecellio, direttore di Notizie Radicali)

E’ il libro che da tempo si desiderava poter leggere; di più: è il libro che si sarebbe voluto scrivere: “Radicale ignoto” di Sergio Ravelli (pag.133, 10 euro, Cremonalibri edizioni) è esattamente quello che annota Lorenzo Strik Lievers nella nota di prefazione: “Un racconto che non nella forma del saggio, ma in quella della narrazione – spesso così più efficace nel portare a capire – spiega tanta parte della realtà radicale”. Dal momento che non bisogna provare vergogna per i sentimenti che si provano, aggiungiamo che la lettura di questo libro ha commosso. Perché Sergio, raccontando di “fatti, aneddoti e ricordi” che costituiscono il suo essere “appassionatamente radicale”, ha anche raccontato la nostra storia, i nostri “fatti”, la nostra carne e il nostro vissuto. Lui che racconta di quando va all’edicola e assieme a “Lotta Continua” si trova tra le mani “Liberazione”, il quotidiano radicale che per qualche giorno uscì come suo inserto, e da allora ne viene irrimediabilmente contagiato, racconta il nostro contagio. Lui legge della prima campagna per “gli otto referendum contro il regime”, ed è un tutt’uno decidere di andare a vedere chi sono questi radicali che si danno convegno a Verona; e racconta di noi: che all’edicola a Bologna ci si trovava, per sole cinquanta lire (allora tanto costavano i giornali) l’intero pacco di “Liberazione”, venti-trenta copie, perché l’edicolante non era abituato a dar via un foglio di appena due pagine, e pensava che quelle venti-trenta copie in realtà fossero un’unica copia; e così ci si trovava un buon numero di giornali da poter vendere per strada, come gli strilloni. Quando Sergio racconta delle prime manifestazioni comizio-concerto, dei tavolini per la raccolta delle firme che sono di fatto le nostre sedi, delle avventurose campagne elettorali, delle emozioni della prima campagna elettorale che assicura quattro presenze radicali in alla Camera dei Deputati, o le avventure in quel treno per andare al congresso di Budapest, è un tuffo nel nostro passato, nella nostra storia; ed è un passato che Sergio racconta con “semplicità” e il sorriso, l’aria e il tono è di chi ti racconta cose che non potevano che essere quelle, e fatte in quel modo: “Mi trovavo lì, quel giorno...bisognava fare quella cosa, l’abbiamo fatta...”.
Avrei voglia di dire, a Sergio: ma l’hai riletto il tuo libro? Ti accorgi, ti rendi conto, della bella vita che hai, che abbiamo vissuto tutti insieme in questi ultimi vent’anni? Ti capaciti della fortuna che abbiamo avuto e abbiamo ancora, per esserci trovati a fare quelle cose che ti sembra “normale” aver fatto? Guarda la galleria di personaggi con cui ti sei trovato a militare: Marco Pannella ed Emma Bonino, Adele Faccio e Adelaide Aglietta; Gianfranco Spadaccia e Enzo Tortora; Angiolo Bandinelli e Sergio Stanzani, Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, e i tantissimi amici e compagni con cui hai raccolto le firme, ti sei tassato per pagarti la sede, hai fatto digiuni, manifestazioni, sit-in, marce…davvero Sergio: come scrivi nelle pagine finali, che straordinaria militanza è la tua e la nostra, e che fortuna hai e abbiamo avuto, noi che possiamo dire agli “altri”: ragazzi, non sapete che cosa vi siete persi!
Nella sua “post-fazione” Ermanno De Rosa ad un certo punto scrive di “persecuzione giudiziaria dissimulata oltre l’evidenza, infine reticenze e silenzio anche sul corpo malato offerto alla politica! Prima di Luca Coscioni, prima di Piergiorgio Welby. Per mettere in luce realtà che quotidianamente trascorrono nel silenzio di tante vite nascoste. Ne conoscevo anch’io, e il silenzio mi divenne improvvisamente odioso…”. Quell’“improvvisamente odioso” dice tutto, tutto spiega. Sto divagando, e finisco. Non sono ore liete, dunque; eppure no, questa lettura che dobbiamo a Sergio Ravelli lenisce e fa ben sperare; mette perfino allegria. Quanti sono i radicali ignoti come Sergio, con le belle storie come le sue? Una volta Leonardo Sciascia, rispondendo a non so più a quale invito gli avevo fatto, rispose che accettava volentieri; perché era una causa giusta, ed era giunto il momento di contarsi, come diceva Seneca per gli schiavi. Forse, aggiungeva, non saremo tanti, ma certamente scopriremo di essere sufficienti per fare quell’“opinione” che Francesco De Sanctis opponeva alle “opinioni”. Quella “conta” di cittadini che non vogliono essere schiavi e sudditi, che si battono per la vita del diritto e per il diritto alla vita, Ravelli e i suoi compagni di Cremona la fanno tutti i giorni, da sempre. E’ per questo che in queste ore tristi, dove un potere arrogante e prepotente sembra potersi davvero permettere di tutto, c’è comunque di che sperare. La “fiammella” di cui parlavano Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi è più che mai accesa. Anche per merito di “matti” straordinari come Ravelli.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 11 febbraio 2009 @ 17:38:38

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

UNA MEDAGLIA AL VALOR CIVILE
("La Provincia" dell'11.2.2009)

Signor direttore, nella pagina politica di Cremona oggi si trova uno spaccato di posizioni che mettono in risalto la sensibilità politica di cui nostri concittadini hanno sempre dato testimonianza nei momenti più difficili. Colpiscono l’intervista al presidente Bianchi dell’ordine dei medici e la proposta di Maurizio Mori, presidente della consulta di Bioetica: in esse c’è interesse autentico al problema che oggi il caso della famiglia Englaro pone alla ribalta, quello del rispetto della libertà da garantire ai cittadini nelle scelte di fine vita e del rispetto di queste scelte. Nelle parole del presidente Bianchi lo stesso equilibrio e la stessa autonomia di giudizio già dimostrati dalla giunta dell’Ordine dei medici di Cremona da lui presieduta in occasione dell’approvazione dell’operato del dottor Mario Riccio. Un’altra vicenda, quella di Piergiorgio Welby, in cui il diritto di un paziente alla libertà di rinunciare ad una terapia era stato infine riconosciuto con l’avallo da un tribunale di questa Repubblica. L’iter giudiziario si era allora concluso in pochi mesi. Dieci anni per il caso Englaro vagliato 2 volte dalla suprema Corte di Cassazione, da due corti d’appello, dalla Corte Costituzionale, dalla Corte Europea di Giustizia, e dal Tar di Milano. Tanto si è fatto per riconoscere volontà e diritto di Eluana come il padre Beppino ha strenuamente chiesto per tutto questo tempo soffocando il suo dolore e superando disillusioni tremende. È inaudito che per alcuni non basti ancora e si dia il nome di politica democratica e di pietà cristiana alle accuse di assassinio ed alle insinuazioni con cui da qualche giorno questo padre è assalito. Prelati e ministri sembrano in gara contro di lui nell’aggiungere denunce e rispondere con ostacoli. A proporre per questo cittadino esemplare la medaglia al valor civile è Maurizio Mori. Proposta da appoggiare chiamando a sostenerla tutti i cittadini italiani a partire da quelli di Cremona. (...)
Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piero Welby

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 11 febbraio 2009 @ 10:54:48

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI VALTER VECELLIO, DIRETTORE DI N.R.

PER FORTUNA C'E' UN MONDO CRISTIANO E CREDENTE DIVERSO DA QUELLO CHE VIENE RAPPRESENTATO
(stralci articolo di Valter Vecellio)

Da giorni, settimane, mesi, la famiglia di Eluana Englaro subisce e patisce un vergognoso, terrificante linciaggio. Davvero tanti uomini che si dicono di chiesa e di fede dovrebbero recuperare un minimo di misericordia e di “pietas”; è incredibile la malvagità di cui si sono mostrati capaci. Per fortuna c’è un mondo cristiano e credente diverso da quello che solitamente viene rappresentato; è il mondo dei sacerdoti friulani e toscani che si rifiutano di definire “omicidio” la sospensione delle cure a Eluana; è il mondo del parroco di Bagheria che invoca: basta con quell’accanimento doloroso e inutile; è il mondo dell’arcivescovo Giuseppe Casale: “Invece di fare campagne bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre…Alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Vedo quasi il gusto di accanirsi su una persona chiusa nella sua sofferenza irreversibile…Eluana non c’è più da tanto, da molto tempo prima della rimozione del sondino che simula un’esistenza definitivamente svanita”. E’ il mondo di don Luigi Verzé, l’autore di “Pelle su pelle”, dove chiede al “nuovo papa”, inutilmente, risposte sagge che non ci sono state a domande lasciate senza risposta; quel don Verzé che straziato rivela di aver aiutato un amico, ormai condannato solo a sofferenze atroci senza scopo, a morire; il mondo del cardinale emerito Carlo Maria Martini, con le sue laceranti domande e inquieti interrogativi; il mondo di quelle piccole suore che si accostano nella piazza dove si celebrano i funerali di Piergiorgio Welby, a cui sono stati rifiutati i funerali religiosi. Un mondo, insomma, che non è solo quello dei Barragan, dei Fisichella, dei Bagnasco e dei Martino, degli Sgreccia e curia dicendo...

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 06 febbraio 2009 @ 21:58:30

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI "LA CRONACA" SULL'ANAGRAFE DEGLI ELETTI

ANAGRAFE DEGLI ELETTI,
CORADA INCONTRA I RADICALI
Il sindaco assicura: entro marzo la
proposta al voto del Consiglio Comunale

Riprende il suo cammino, dopo una pausa di tre mesi, l’iniziativa promossa dai Radicali per l’istituzione della “Anagrafe degli eletti e dei nominati”. Iniziativa, quella lanciata dal partito Radicale in ottobre, che interessa tutto il Paese e che anche a Cremona si conta di mandare in porto con l’approvazione di una delibera ad hoc stilata dai radicali e da portare al voto in Consiglio Comunale e in Consiglio Provinciale. “Conoscere per deliberare” è il motto scelto dai promotori per dare vita ad una vera e propria anagrafe che raccolga i nomi e i dati (compresi i compensi, stipendi, gettoni di presenza) di tutti i nominati ed eletti in Italia. L’anagrafe verrebbe quindi pubblicata sui siti internet dei Comuni e delle Province italiane, consentendo ai cittadini di accedere ai dati in essa contenuti in tutta semplicità e in tempo reale. Ieri, per fare il punto sullo stato d’avanzamento dei lavori, i radicali hanno incontrato il sindaco Gian Carlo Corada in Comune, “Il sindaco ci ha assicurato che la proposta è stata vagliata in Commissione Affari Istituzionali – ha commentato il leader dei radicali cremonesi Sergio Ravelli – e che ha riscontrato consensi generali. L’orientamento politico per l’istituzione dell’anagrafe è favorevole, l’unico aspetto da verificare dal punto di vista della giurisprudenza (per un discorso di privacy) è quello legato alla possibilità di pubblicazione dei dati patrimoniali dei componenti del Cda delle aziende sul territorio”. “Ad ogni modo – ha aggiunto Ravelli -, il sindaco ci ha assicurato che entro marzo la delibera verrà approvata. Se possibile, passerà al vaglio del Consiglio Comunale, se non ci sarà tempo prima della scadenza del mandato, Corada si è detto disponibile ad assumerla come atto di Giunta”. Dai dati diffusi dal radicali lo scorso ottobre, in occasione della presentazione dell’iniziativa, emerge che nella provincia di Cremona, tra eletti e nominati, si conta un incarico pubblico ogni centoventi abitanti.
(Articolo di "La Cronaca" del 3.2.2009)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 03 febbraio 2009 @ 17:11:02

 Rassegna stampa: FIACCOLATA PER LA LIBERTA' DI ELUANA

"RISPETTERO' IL PATTO CON ELUANA"
FIACCOLATA A LECCO 17 ANNI DOPO

Diciassette rose, recise come lei. Sono altrettanti anni dall’incidente che la ridusse in coma irreversibile: «E un anniversario che speravamo di non festeggiare. Ma Eluana avrebbe detto grazie a tutti. Stiamo facendo di tutto e prima o poi riusciremo a liberarla, a rispettare il tacito patto di sangue che ci lega». Sotto il nevischio, Beppino Englaro è infagottato in un giaccone blu. Accanto, nella piazza del Comune di Lecco, ha il neurologo che da anni segue sua figlia, Carlo Alberto Defanti e la coautrice del libro sulla sua storia, la giovane studiosa Elena Nave. In mano un grande mazzo di fiori rosa, ricevuto da Marco Cappato, che depositerà nella stanza di Eluana. Attorno decine di fiaccole, di persone che gli stringono la mano: «Sono una cittadina di Lecco sussurra una signora - e lei è un grande uomo». Sullo sfondo l’insegna blu elettrico della clinica Beato Talamoni, dove Eluana da tempo giace...Sono stati i Radicali e l’associazione Luca Coscioni a organizzare la manifestazione, a invitare ad accendere «una candela per Eluana, una fiammella di libertà». Hanno risposto in trecento, 1500 le candele sui balconi di altre città, migliaia le adesioni virtuali su Facebook. Ci sono le bandiere rosse dei Socialisti di Riccardo Nencini, presidente del consiglio regionale toscano che avrebbe aperto le porte alla giovane donna, ma ha incontrato il veto di un assessore. Gli stendardi gialloblu degli Atei e Agnostici Razionalisti. "Liberuscita" l’associazione per depenalizzare l’eutanasia. La petizione dei Radicali, guidati dalla segretaria Antonella Casu...Rintoccano le campane, il cielo grigio da tutto il giorno si è fatto nero. La clinica è un edificio silenzioso, quattro piani di finestre illuminate dove anziani in pigiama consumano il pasto serale. Eluana, da qualche parte, aspetta che le istituzioni si ricordino di lei. Cappato, intabarrato nella sciarpa, ha gli occhi febbrili: «Non c’è Stato di diritto né democrazia. Macché sacralità della vita, rispettiamo i drammi umani. Sacconi ha posto in essere un abuso di potere intimidatorio. Ora rinunci all’immunità». Nencini rilancia la "battaglia di civiltà", spera - come del resto gli avvocati - che nel silenzio germogli il coraggio di qualche imprenditore sanitario. Le fiaccole punteggiano il buio. C’è gente da Brescia, Novara, Bergamo, Friuli, Torino, Cuneo. Molti anziani, mamme con bambini. E’ la terza volta che Beppino riceve le rose e le mette in un vaso accanto al letto di sua figlia, nessuno ha cuore di esprimere ad alta voce l’auspicio che sia l’ultima. Cappato gli batte la mano sulla spalla. Una ragazza lo abbraccia. Di Sacconi che con una repentina circolare ha avuto il potere di dirottare nella notte l’ambulanza già partita per trasferire Eluana da Lecco a Udine, non vuole parlare. Della ridda di ipotesi - la Campania, la Toscana, il Piemonte - non intende sentire. Stringe i fiori, i petali lucidi nella plastica, scompare oltre la soglia della clinica. «Non ci fermeremo. Non c’è libertà se non dentro la società». Beppino Englaro appare confortato per la presenza di tanti alla fiaccolata: «Eluana non è sola, in tanti - aggiunge - si sono resi conto che la questione delle libertà fondamentali ci riguarda tutti». (l'Unità del 19/1/2009)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 20 gennaio 2009 @ 16:52:12

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

CASO ENGLARO: IL VATICANO PREFERISCE ESERCITARE IL POTERE PIU' CHE I VALORI
("La Provincia" del 23.12.2008)

Il ministro Sacconi (del lavoro e della salute) ha emesso un’ordinanza a cliniche ed ospedali perché non sospendano per nessun motivo l’alimentazione forzata a chi è in coma. Ora chi darà corso alla sospensione di questa cura ad Eluana Englaro? Lo chiedeva da sedici anni e ne aveva avuto riconosciuto il diritto da una sentenza della Corte di Cassazione confermata da quella Costituzionale. Questo sgangherato Stato Italiano, che questo diritto lo ha in Costituzione, era giunto finalmente a rispettare se stesso nella volontà di un cittadino ed ecco che un suo ministro lo smentisce. Il giornale dei vescovi, l’Avvenire, è d’accordo con lui. Nel proibire l’esercizio di un diritto riconosciuto. La sudditanza nei loro confronti, sia dei governi Berlusconi che quella trasversale diffusa nel parlamento sono affar nostro di elettori, ma il progredire del delirio di onnipotenza di un magistero che credevamo dedicato al convincere con l’apostolato ci preoccupa molto di più perché i vescovi ce li dobbiamo tenere come il Papa ce li manda. Ormai è chiaro che questo Vaticano non riconosce più il principio evangelico secondo il quale a dare valore morale alle azioni umane sono le condizioni di piena avvertenza e di deliberato consenso in cui si compiono. Piuttosto che dare valore alla coscienza della persona per convincerla, preferisce vincere ricorrendo all’autorità del potere che costringe con o senza legge. Non importa se in questo modo nessuno acquisterà merito, basta che regni la legge confessionale, a gloria delle gerarchie. Credo che anche fra cattolici si debba cominciare a condividere qualche preoccupazione.
Ermanno de Rosa, segretario dell’Associazione radicale Piergiorgio Welby

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 24 dicembre 2008 @ 13:13:20

 Rassegna stampa: IN MEMORIA DI PIERGIORGIO WELBY

'BRANI E POESIE PER PIERGIORGIO'
DUE ANNI FA LA MORTE DI WELBY
("La Provincia" del 21.12.2008)

Nell’anniversario della morte di Piergiorgio Welby, il leader dei radicali scomparso il 20 dicembre 2006, dopo che l’anestesista Mario Riccio gli aveva staccato la spina, ieri nel cortiletto Federico II sono stati letti brani e poesie. E’ una delle iniziative fatte in decine città d’Italia dai radicali «per celebrare la straordinaria lotta per l’autodeterminazione nelle scelte di fine vita di Piero Welby». In mattinata, l’associazione ha raccolto in corso Campi le firme dei cittadini in calce ad un appello al Parlamento «che chiede, tra l’altro, che nelle scelte relative alla fine della vita sia rispettato il diritto all’autodeterminazione di ciascun individuo, per abbattere il fenomeno dell’eutanasia clandestina e di quella cattiva morte ‘all’italiana’, fatta di violenza contro i malati, accanimento terapeutico e imposizione di sofferenze», Al tavolo dei radicali anche il modulo per il testamento biologico, elaborato sulla base del formulario preparato dall’associazione ‘A buon diritto’ di Luigi Manconi.

(nella foto l'attrice Daniela Coelli)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 22 dicembre 2008 @ 16:17:34

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

CRISI E DEBITO PUBBLICO: BERLUSCONI
COSI' HA CONTRIBUITO AD ACCRESCERLO
("La Provincia" del 3.12.2008)

L'ultimo Consiglio dei Ministri ha appena varato i provvedimenti anticrisi che il ministro Tremonti ed il premier Berlusconi hanno illustrato in una conferenza stampa tenuta per infondere fiducia negli Italiani. Non poteva mancare la citazione degli interessi sul debito pubblico come inesorabili esattori di gran parte delle risorse disponibili...
Non basta la battuta accattivante del ministro ”è più facile governare facendo il debito che governare dovendolo sopportare”. Avrebbe dovuto dire che ci ha provato anche lui a governare facendo debito. Vale le pena di ricordare poche cifre molto significative e scarsamente commentate se si eccettuano i soliti Radicali come Pannella ed il suo esperto economico Piero Capone:
1) la spesa pubblica che rappresentava il 46,2 percento del pil nel 2000, balza al 50,5 del pil nel 2006 (ultimo anno pieno di governo berlusconiano); 2) gli avanzi primari (fondamentali per avere le risorse necessarie per il rientro dal debito) che erano stati in media del 5,3 per cento sul pil nel 1996-2000, crollano al modestissimo 1,2 nel successivo quinquennio; 3) Nel contempo si verifica un’ulteriore aumento della pressione fiscale (dal 41,3 al 43,3 per cento).
Che cosa fece di specifico il governo Berlusconi per affrontare la questione che oggi solleva del debito pubblico "ereditato"? Ha soltanto provocato un ulteriore aumento dello stock del debito di 217 miliardi pari al 16 per cento di quanto "ereditato" nel 2001. Non poteva far altro? Nossignore, bastava seguire il grande esempio del Belgio. Questo paese allora, anch’esso storicamente afflitto da un pesante debito all’incirca equivalente al nostro, fece scendere il rapporto debito/pil dal 106,5 del 2001, all’88,2 per cento nel 2006. Pari a una riduzione del 17,2 per cento.
Se il governo Berlusconi avesse seguito quel modello virtuoso, alle elezioni del 2006 avrebbe forse avuto qualche voto in meno, ma il rapporto debito/ pil sarebbe sceso al 90 per cento invece del 106,5 lasciato in "eredità" al governo Prodi. Oggi, senza quella eredità negativa, avremmo potuto risparmiare, solo nel 2008, ben 16 miliardi di interessi passivi, con i quali potremmo finanziare tutti gli ammortizzatori sociali oggi tanto inesistenti quanto assolutamente urgenti e necessari.
Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 03 dicembre 2008 @ 07:26:58

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

4 firme per la candidatura alle primarie.
Abbate replica: volevano darci lezioni
«SCONFITTI NOI MA SOPRATTUTTO IL PD»
Il radicale de Rosa getta la spugna
("La Provincia" del 9.11.2008)

I primi a riconoscere la sconfitta sono loro, i radicali, i professionisti della petizione: «Non era mai accaduto che mancassimo una raccolta firme». Quelle per presentare, entro le 12 di ieri, un proprio candidato alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco alle comunali 2009. Ritiratosi il gip Pierpaolo Beluzzi, l’unico papabile è rimasto il primo cittadino uscente Gian Carlo Corada, contestato dai vertici del partito. Un solo nome uguale niente primarie. I radicali, che a Cremona sono un gruppo piccolo ma combattivo (uno del drappello dei loro parlamentari, Maurizio Turco, è stato eletto qui), hanno cercato di riaprire i giochi proponendo inzialmente Mario Riccio, l’anestesista che ha staccato la spina a Piero Welby. Ma Riccio ha rinunciato per motivi di lavoro e al suo posto si è fatto avanti Ermanno de Rosa, presidente dei radicali cremonesi. Il regolamento del Pd padano stabilisce che la candidatura alle primarie sia sostenuta da almeno 21 dei 70 componenti dell’Assemblea cittadina oppure da 159 dei 1.030 fondatori dei Circoli. I radicali hanno tentato l’una e l’altra strada. Inutilmente. «Abbiamo verificato con mano che un candidato ha vita difficile nel Pd se è esterno e non è indicato dalle oligarchie interne», ha detto Sergio Ravelli. De Rosa ha ricostruito come sono andate le cose delle mancate primarie: «Il Pd non ci ha dato i numeri di telefono dei suoi soci fondatori e ci ha consentito di consultarne l’elenco solo in sede». Porte chiuse anche dai dirigenti del partito, «i componenti dell’Assemblea». Risultato: solo in quattro hanno sottoscritto per de Rosa «più altri due che non hanno potuto farlo perché la sede del Pd era chiusa e noi non c’eravamo». Ieri quelli del Pd «sono andati a festeggiare per Obama senza accorgersi d’aver appena rinunciato a fare come lui, che per un anno ha provato cosa sono le primarie». De Rosa è ufficialmente un ex candidato e Corada il candidato del Pd. «È la prima volta - ha commentato Turco - che manchiamo una raccolta firme, ma il Pd ha perso l’ennesima occasione per rinnovarsi». «Non è vero - gli replica la coordinatrice dei Democratici, Annamaria Abbate -. Abbiamo messo a disposizione di de Rosa e dei suoi compagni il nostro partito, anche distaccando in sede una persona fissa. I radicali invece si sono fatti vedere solo un paio di volte. La verità è che volevano impartire lezioni sulle primarie a chi le contempla nello statuto. La loro è stata un’operazione mediatica». Ora i radicali minacciano di non votare Corada nonostante il feeling con il sindaco uscente. «Il candidato del centrosinistra e quello del centrodestra - ha scandito Turco - dovranno spiegare come intendono affrontare quella che per noi non è una delle questioni, ma la questione: l’inquinamento Tamoil». Poi i radicali si regoleranno di conseguenza. Con una loro lista? «È presto per dirlo». (gi.baz.)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 10 novembre 2008 @ 20:41:28

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

Le primarie del Pd. Il radicale ha spiegato
le ragioni della scesa in campo
FACCIA A FACCIA DE ROSA-CORADA
("La Provincia" del 6.11.2008)

Il candidato sindaco del Pd e sindaco uscente, Gian Carlo Corada, e l’aspirante candidato alle primarie del Pd, Ermanno de Rosa, si sono ritrovati faccia a faccia ieri in Comune. È stato de Rosa, presidente dell’Associazione radicale Piero Welby Cremona, a chiedere di incontrare Corada. «I radicali mi hanno spiegato - ha commentato al termine il primo cittadino - che la loro scesa in campo non è contro la mia persona e io ho detto loro che non l’avevo letta in questo modo. Anche da parte mia, quindi, nessun astio. Se i radicali riescono a raccogliere le firme necessarie per presentarsi alle primarie, sono ben contento. Le regole vanno rispettate». Toni simili da de Rosa, che era accompagnato da Sergio Ravelli: «L’incontro è stato cordiale. Volevo spiegare personalmente a Corada le motivazioni della mia scelta: offrire al Pd l’occasione di dimostrare pubblicamente di essere sulla linea del rinnovamento e dell’apertura». Secondo il Regolamento per lo svolgimento delle primarie, entro le 12 di sabato prossimo, 8 novembre, dovranno essere depositate le firme necessarie. I componenti l’Assemblea cittadina del Pd ed i fondatori dei Circoli del partito (elettori del 27/gennaio 2008) possono firmare per la candidatura di de Rosa sino, appunto, alle 12 di sabato. In un comunicato, il Pd informa che «su richiesta del candidato il partito, per la raccolta delle firme, mette a disposizione la sede di via Ippocastani 2 negli orari d’ufficio: dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 fino a domani e dalle 9 alle 12 nella giornata di sabato».

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 06 novembre 2008 @ 16:37:07

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

PD, AL VIA LA RACCOLTA DELLE FIRME
PER IL RADICALE DE ROSA
Ma per le primarie è lotta contro
il tempo: il termine sabato
("La Provincia" del 5.11.2008)

Il Comitato organizzatore delle primarie del Pd ha ricevuto ieri la delegazione dei radicali cremonesi, che hanno ufficialmente presentato la candidatura di Ermanno de Rosa alle elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco del Pd alle elezioni 2009. Secondo il Regolamento per lo svolgimento delle primarie, entro le 12 di sabato prossimo, 8 novembre, dovranno essere depositate le firme necessarie. I componenti l’Assemblea cittadina del Pd ed i fondatori dei Circoli del partito (elettori del 27 gennaio 2008) possono firmare per la candidatura di de Rosa sino, appunto, alle 12 di sabato. In un comunicato, il Pd informa che «su richiesta del candidato il partito, per la raccolta delle firme, mette a disposizione la sede di via Ippocastani 2 negli orari d’ufficio: dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 fino a venerdì e dalle 9 alle 12 nella giornata di sabato». «Un primo obiettivo è stato raggiunto - commenta de Rosa -. L’obiettivo di fondo è arrivare a primarie che siano trasparenti e democratiche. Conosceremo sabato l’esito degli sforzi che stiamo facendo, con il presidente del Comitato organizzatore primarie Mariella Laudadio, per raccogliere le firme di adesione alla mia candidatura». De Rosa sottolinea che «l’uso della posta elettronica è purtroppo molto limitato dalla scarsa disponibilità di indirizzi ed il comunicato che il comitato organizzatore diffonde per questa via raggiungerà meno del 10 per cento dei possibili sottoscrittori. Nonostante il fine principale di raggiungere le primarie rischi di scontrarsi con i vincoli del regolamento, ho ritenuto di poter accettare il compromesso per me gravoso di sottoscrivere i documenti che quello stesso regolamento impone ad ogni aspirante candidato».

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 05 novembre 2008 @ 18:01:35

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

Primarie. Delegazione da Annamaria Abbate
per ufficializzare la candidatura
I RADICALI AL PD: ‘FIRMATE PER DE ROSA’
(“La Provincia” del 4.11.2008)

La candidatura di Ermanno De Rosa, presidente dell’Associazione radicale Piero Welby, alla primarie del Pd dalle quali uscirà il candidato sindaco alle elezioni 2009, è ufficiale: ieri de Rosa ha incontrato la coordinatrice cittadina del Pd, Annamaria Abbate, per annunciarle, appunto, la sua scesa in campo. Oggi i radicali si vedranno con il comitato organizzatore per mettere in moto la macchina che porterà alle primarie. De Rosa, che era accompagnato da Sergio Ravelli, ha consegnato all’Abbate il proprio curriculum e l’appello ai fondatori dei Circoli del Pd e all’Assemblea cittadina, l’appello per raccogliere le firme necessarie per presentare la candidatura. I termini scadono l’8 novembre ma i radicali, che di petizioni se ne intendono, sono ottimisti. Dice, nell’appello, de Rosa: «Sono un compagno radicale, un compagno dei nove parlamentari impegnati nel Pd e con il Pd nel difficile compito di dare vita ad una opposizione democratica in una situazione politica che tende sempre più all’antidemocrazia. Con voi e come voi, con spirito di servizio alla città, voglio aiutare per quanto posso il successo elettorale del nostro partito alle prossime comunali». De Rosa sottolinea l’importanza delle primarie: «Sono un metodo che è tempo di fare evolvere nella forma di un confronto fra contendenti in gara per dare forza alla stessa causa. Penso possiate riconoscere con me che questa forma sia autenticamente popolare e non populista. Per questo è anche più efficace al fine di rafforzare l’immagine innovativa del partito e la candidatura che esprimerà. Visto che nessun altro si è fatto avanti, vi chiedo di sostenermi con la vostra firma pur non potendomi considerare fra i vostri compagni di strada di più lungo cammino». De Rosa annuncia che sottoscriverà «per accettazione il Codice etico e lo Statuto del Pd pur dichiarando contestualmente che li ritengo migliorabili in senso democratico. Vi assicuro, in cambio, un impegno personale che mi sarei egoisticamente risparmiato, trattandosi di confrontarmi con il sindaco uscente Gian Carlo Corada nonostante la stima che gli porto per la sua esperienza e per le battaglie sostenute insieme sui diritti umani, la democrazia per il Tibet e la Cina, la moratoria internazionale delle esecuzioni capitali». La candidatura di de Rosa potrà essere sottoscritta presso la sede del Pd di via Ippocastani, da oggi a venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, e sabato, dalle 9 alle 12. (Gilberto Bazoli)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 novembre 2008 @ 15:05:55

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

RADICALI, ARRIVA LA PARTE DIFFICILE
In meno di una settimana dovranno contattare
gli elettori del Pd per raccogliere le firme
(“La Cronaca” del 4.11.2008)

Parte ufficialmente da oggi la ‘maratona’ dei radicali per raccogliere le firme a sostegno della candidatura di Ermanno De“Adesso sta alla loro coerenza – ha aggiunto ieri Abbate -, anche perché gli stessi documenti dovranno essere sottoscritti da chi firmerà per la candidatura di De Rosa. Ad ogni modo, questa sera presenterò la proposta al comitato organizzatore delle primarie, che a sua volta informerà l’Assemblea”. In questo modo, presso la federazione del Pd, i membri dell’Assemblea che lo vorranno, potranno firmare a sostegno del candidato radicale. Non ci sarà dunque bisogno di contatti ‘porta a porta’ o di gazebo: i membri dell’assemblea saranno informati dal comitato organizzatore e potranno muoversi spontaneamente. Per raggiungere gli elettori delle primariette di gennaio, i radicali dovranno invece consultare gli elenchi custoditi presso la sede Pd (che non possono essere fotocopiati e diffusi). Se i radicali riusciranno a raccogliere le firme necessarie, il 14 dicembre si terranno le primarie tra De Rosa e Gian Carlo Corada per la scelta del candidato sindaco del Partito Democratico.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 novembre 2008 @ 15:02:08

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

DE ROSA ACCETTA LA CANDIDATURA
ALLE PRIMARIE PD
La conferma al settimo congresso
di radicali italiani
(“La Cronaca” del 3.11.2008)

Durante il suo intervento di sabato sera, nel corsod ella sessione plenaria del VII Congresso di Radicali Italiani, il Segretario dell’Associazione radicale cremonese Piero Welby, Ermanno de Rosa, ha sciolto la riserva: parteciperà alle primarie del Partito Democratico di Cremona per la scelta del candidato sindaco alle prossime amministrative. “Per spirito di servizio da militante radicale e per portare nel confronto elettorale cittadino le lotte e i temi della storia cinquantennale radicale”, ha continuato nel corso del suo intervento Ermanno de Rosa, motivando la sua candidatura. Non è una candidatura contro qualcuno, tantomeno il sindaco uscente, che è stato con noi sui diritti umani, sulla sua lotta per il Tibet e per la moratoria universale delle esecuzioni capitali ma, anzi, è una candidatura volta ad offrire proprio a lui, al PD e ai cittadini di Cremona, tramite lo svolgimento di primarie vere, la forza di un dibattito franco e aperto e cioè l’occasione di far crescere, in coerenza proprio con l’iniziativa nazionale “anagrafe pubblica degli eletti”, trasparenza e conoscenza nella nostra città. Oggi, lunedì 3 novembre alle ore 17 presso la sede del Partito Democratico il candidato Ermanno de Rosa e una delegazione radicale incontreranno il Segretario cittadino del PD>Annamaria Abbate.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 03 novembre 2008 @ 23:13:27

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD


RADICALI, CORSA CONTRO
IL TEMPO PER LE PRIMARIE
(“La Cronaca” dell'2.11.2008)

Corsa contro il tempo, per i radicali di Cremona, per partecipare alle primarie del Pd per la scelta del candidato sindaco.
Domani il segretario dell’Associazione Piero Welby di Cremona, Ermanno de Rosa, comunicherà ufficialmente l’accettazione della candidatura offertagli dal partito dopo il no del dottor Mario Riccio.
A quanto dichiarato dallo stesso De Rosa venerdi, l’accettazione sembra certa: “Aspetto lunedì per accettare formalmente - ha detto -, ma difficilmente mi sottrarrò allo spirito di servizio dal quale è scaturita la proposta dei radicali di partecipare”.
In caso dunque di accettazione del candidato, da lunedì i radicali avranno solo una settimana di tempo per raccogliere le firme necessarie alla presentazione della candidatura di De Rosa. Il termine ultimo fissato dal regolamento del partito è infatti al mezzogiorno di sabato 8 novembre: entro quella data devono pervenire le candidature corredate dalle firme a sostegno.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 03 novembre 2008 @ 23:07:31

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD

IL NO DI RICCIO NON FERMA I RADICALI
“DE ROSA ALLE PRIMARIE DEL PD”
(“La Provincia” dell'1.11.2008)

La rinuncia di Mario Riccio, l’anestesista che ha staccato la spina a Piero Welby, a presentarsi alle primarie del Pd per scegliere il candidato sindaco alle elezioni 2009, non ferma i radicali. Sarà il loro segretario, Ermanno de Rosa, a sfidare l’uscente Gian Carlo Corada. Riccio aveva declinato l’invito dei radicali, “pur lusingato dalla loro proposta”, essenzialmente per motivi di lavoro… Ventiquattr’ore dopo il no di Riccio, la giunta dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona, si è riunita in via straordinaria a Chianciano, dove si sta celebrandoli 7° Congresso di Radicali Italiani. “Ringraziamo il dottor Mario Riccio” dice, nel comunicato diffuso dopo l’incontro, Mina Welby, moglie di Piero, presidente dell’Associazione. I radicali “confermano l’obiettivo originario. Le ragioni dell’iniziativa restano valide. Rincresce che dal Partito democratico non siano finora giunte risposte politiche di dialogo, ma solo risposte burocratiche. Si vuole promuovere un confronto, un dibattito pubblico sulle candidature, dentro e fuori il Pd, che solo le primarie possono garantire. E’ necessario mettere in atto e sviluppare processi che, come le primarie, diano ai cittadini l’occasione di partecipare alla conoscenza e alla scelta di uomini e programmi per l’amministrazione delle istituzioni”…. “Per queste ragioni, la giunta dell’Associazione radicale Piero Welby “invita il proprio segretario Ermanno de Rosa ad accettare la candidatura alle primarie del Pd e a dare corso alla presentazione della candidatura stessa secondo quanto previsto dal regolamento approvato dagli organi dirigenti del Pd di Cremona”.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 03 novembre 2008 @ 23:04:57

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI MARIO RICCIO ALLE PRIMARIE PD

“NON SARO’ IO A SFIDARE CORADA”
Riccio ha sciolto le riserve:
non correrà alle primarie del Pd
(“La Provincia” del 31.10.2008)

L’approccio è spiritoso: “Ho sciolto la prognosi”. Ma l’annuncio che Mario Riccio sceglie di diffondere giocando sulla sua professione, è serio e chiude definitivamente la porta alla possibilità che, una settimana fa esatta, gli aveva prospettato Maurizio Turco, deputato dei Radicali: “Pur lusingato da quella proposta - ha riferito ieri Riccio – ho deciso di non correre alle primarie del Partito Democratico. Non sarò io a sfidare Gian Carlo Corada”…. Ha temporeggiato sette giorni, il ‘turnista del Maggiore’ come si definisce lui stesso. Ma alla fine, pur solleticato da un’opportunità “offerta da amici” come lo storico leader cremonese del partito di Pannella Sergio Ravelli, ha concluso che tra il lavoro in ospedale e la politica era giusto optare per “una strada che conosco bene piuttosto che per una che ancora conosco poco”. Il pensiero del professionista diventato personaggio anche a livello mediatico è lucido: “Giovedì scorso – spiega assicurando di essere ‘assolutamente sincero’ – non pensavo che mi sarebbe stato chiesto di imbarcarmi in una corsa di questo tipo. Ne sono stato prima stupito e poi onorato oltre che orgoglioso. Ma dopo una riflessione personalissima, elaborata senza pressioni e ragionamenti anche sull’eventualità di essere eletto, ho raggiunto la consapevolezza di non poter accettare e la certezza che era giusto declinare quell’invito”….. “Io penso - conclude Riccio nel giovedì del suo addio anticipato a palazzo comunale - che non avrei faticato troppo a raccogliere quelle firme. Ma a parte questo, mi è spiaciuto si sia discusso di me in quel senso: mi aspettavo si dibattesse di merito e di idee. Invece, si è discusso di numeri”. (Mauro Cabrini)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 03 novembre 2008 @ 22:55:04

 Rassegna stampa: LA CANDIDATURA DI MARIO RICCIO ALLE PRIMARIE PD

ALLE PRIMARIE DEL PD IL MEDICO
CHE STACCÒ LA SPINA A WELBY
(“Libero-Milano” del 28.10.2008)

È il medico che ha staccato la spina a Piero Welby e ora potrebbe essere il candidato sindaco del Pd alle elezioni 2009. I Radicali hanno deciso di proporre alle primarie Mario Riccio, anestesista dell’ospedale di Cremona: dovrà vedersela con Gian Carlo Corada, primo cittadino uscente, in rotta con mezzo partito. La saga dei Democratici non finisce di stupire. Prima la discesa in campo del gip Pierpaolo Beluzzi, sponsorizzato dai vertici del Pd; poi la sua rinuncia davanti agli attacchi personali portati dai filo-Corada; dopodiché la ritrovata unità, anche se solo di facciata, intorno a Corada stesso. Infine, ora che l’ipotesi primarie sembrava definitivamente alle spalle, la candidatura di Riccio. «Una proposta l’ha definita il leader storico dei Radicali cremonesi, Sergio Ravelli - semplice, chiara e lineare». E anche polemica «per difendere la legalità e contrastare le oligarchie». Sotto il Torrazzo i pannelliani sono un gruppo piccolo ma radicato e combattivo. Non a caso uno dei loro parlamentari, Maurizio Turco, è stato eletto qui, nelle liste del Pd. L’anestesista di Welby si è preso qualche giorno per sciogliere la riserva. «L’offerta dei radicali mi onora e non può lasciare indifferenti. Ma fare il sindaco è un grosso impegno e, per un medico ospedaliero come sono io, i problemi di lavoro non mancherebbero. Ma per amore della mia città valuterò la possibilità. Considero le primarie una cosa importante ed aver visto che nessuno, sinora, ha colto questa opportunità mi dà da pensare».
La mossa dei radicali ha preso alla sprovvista sia il Pd sia il sindaco Corada che, uscito vittorioso dal braccio di ferro con Beluzzi, mirava già alle elezioni di primavera senza dovere passare attraverso le mina vagante delle primarie. Corada non fa nulla per nascondere la sua sorpresa e mette l’accento sugli ostacoli burocratici di una candidatura alternativa alla sua: «Il Pd si è dato un regolamento che va rispettato. Punto». Esplicito riferimento al fatto che il nominativo di Riccio dovrà essere sostenuto dalle firme di almeno 21 componenti dell’assemblea cittadina del Pd o da quelle di 159 fondatori dei Circoli. I Radicali hanno tempo sino all’8 novembre per raccoglierle e non disperano di farcela, ma la strada si annuncia in salita. Tra le fila dei pro-Corada circola la voce che dietro i Radicali ci sarebbero i vertici del partito e che la scelta di Riccio sarebbe, in realtà, un’operazione di disturbo verso il sindaco. Forse è proprio per questo che loro, gli anti-Corada, non hanno voluto commentare la mossa dei Radicali e l’ipotesi dell’anestesista candidato. (Gilberto Bazoli)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 28 ottobre 2008 @ 17:30:31

 Rassegna stampa: ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

PRIMARIE PD, PRESSING DEI RADICALI SU RICCIO
Ma il medico prende tempo: "Difficile
conciliare politica e professione"
(“La Cronaca” del 27.10.2008)

Lo hanno sostenuto per tutto il corso della controversa vicenda legata a Piergiorgio Welby. Hanno raccolto firme a suo sostegno mentre il ‘caso Welby’ passava al vaglio della magistratura e da tempo lo portano in ‘palmo di mano’. Il feeling dei Radicali cremonesi per il dottor Mario Riccio trova ora sbocco concreto in vista delle elezioni amministrative 2009. E’ lui, a giudizio dei Radicali di Cremona, il candidato sindaco ideale, è lui, il dottor Riccio, il papabile rivale di Gian Carlo Corada alle primarie del Partito Democratico. La proposta di candidatura è stata offerta a Riccio sabato, a margine dell’assemblea dell’associazione radicale Piero Welby di Cremona, anche se il diretto interessato si è preso qualche giorno di tempo per sciogliere la riserva. Ieri Riccio ha confermato: “E’ una proposta che non può lasciare indifferenti. Anche perché non ne sapevo niente, la cosa mi ha colto quasi di sorpresa. Mi servirà qualche giorno per valutare se accettare, anche perché è chiaro che si tratta di un passo importante. E’ una decisione che impegna in prospettiva perché non si tratta solo di partecipare alle primarie, ma di partecipare nell’ottica di fare poi il sindaco. Nel ragionamento rientrano quindi elementi personali e professionali”. “Certo - aggiunge Riccio -, ho seguito le vicende della città e considero le primarie una cosa importante. Vedere che nessuno coglie questa opportunità fa pensare”. In attesa di una risposta dal ‘papabile’ candidato, sull’argomento torna Ermanno de Rosa, neo segretario dell’associazione radicale Piero Welby di Cremona.
“Visto lo svolgersi delle operazioni politiche con le quali il PD ha cercato di scegliere il proprio candidato per l’elezione del Sindaco di Cremona - ha dichiarato ieri De Rosa – e consapevole del fatto che in questo momento politico sia il metodo che il merito di questa scelta hanno un’importanza che trascende i limiti della pur essenzialità vicenda locale, l’Associazione radicale Piero Welby condivide la scelta di adottare lo strumento delle elezioni primarie nel processo di consenso alla candidature, ritenendo questo strumento efficace per contrastare la crisi della politica conseguente al discredito che finalmente sembrano subire le oligarchie partitocratriche”. “Con lo scopo di incoraggiare la dirigenza PD cremonese a proseguire la via di un uso sempre più corretto dello strumento delle primarie - conclude De Rosa – e con lo scopo di dare riconoscimento alla qualità di autonomia di giudizio, di coraggio nell’esercizio delle proprie responsabilità, di sensibilità verso i temi fondamentali dei diritti della persona che un cittadino cremonese come il dottor Mario Riccio ha dimostrato sul campo di una vicenda di alto valore politico e professionale, l’Associazione radicale Piero Welby invita il dott. Mario Riccio ad accettare la candidatura a Sindaco di Cremona ed il PD a convocare le Primarie, da tenersi secondo il regolamento appositamente predisposto dagli organi dirigenti”.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 27 ottobre 2008 @ 14:15:52

 Rassegna stampa: ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

I RADICALI ‘LANCIANO’ MARIO RICCIO.
INVITATO A CANDIDARSI A SINDACO DI CREMONA
(“La Provincia” del 26.10.2008)

La proposta è arrivata direttamente da Maurizio Turco, deputato radicale ‘anticlericale’ ieri sera alle 19,10 ed è stata accolta, all’unanimità, dall’Associazione Radicale Piero Welby riunita ieri sera all’Impero. Ed è destinata a ‘ smuovere’ l’ambiente politico cremonese in vista delle elezioni amministrative. Una proposta semplice, chiara, lineare, l’ha definita Sergio Ravelli. Ebbene i Radicali hanno ‘invitato’ Mario Riccio ad accettare la candidatura a sindaco di Cremona ed il Pd a convocare le Primarie, che si dovranno tenere secondo il regolamento predisposto dagli organi dirigenti del partito. Mario Riccio, che poco prima aveva partecipato ad un intenso dibattito sul testamento biologico, non ha sciolto alcuna riserva. Che tuttavia il suo nome possa ‘correre’ insieme a quello di Corada alle primarie è un fatto politico rilevante. Anche perché lo stesso Riccio, medico anestesista, ha voluto, ed ha tuttora, una ‘presenza’ mediatica di tutto rispetto. Mario Riccio, sentito ieri sera, ha dichiarato di sentirsi ‘onorato’ della proposta dei radicali cremonesi, ma si è preso qualche giornata di tempo per riflettere su questo invito. Ha comunque aggiunto: “Fare il sindaco è un impegno notevole, per un medico ospedaliero come sono io, ci sono poi problemi professionali da valutare, ma per amore della mia città valuterà il tutto con grande attenzione”.
Tornando all’assemblea, presieduta da Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, ha proceduto al rinnovo delle cariche dell’Associazione Welby, dopo aver ascoltato le relazioni del segretario uscente Gino Ruggeri e quella del presidente uscente Ermanno de Rosa. Molte le iniziative fatte nello scorso anno, ha ricordato Ruggeri, tra cui la campagna per il Tibet, quella per l’anagrafe degli amministratori, numerosi tavoli per la raccolta di firme. Ed ancora la campagna elettorale, con il ritorno, dopo 30 anni di assenza, di Emma Bonino al Cittanova. Ed ancora le lotte, pacifiche, sui diritti civili e quelle sulla libertà di cura. Si è quindi passati all’elezione dei nuovi responsabili dell’associazione: presidente è Mina Welby, tessera numero 1; segretario è Ermanno de Rosa e tesoriere è Sergio Ravelli (tra l’altro l’autofinanziamento per il 2008 è andato bene, segno che quando si fanno le iniziative, i contributi arrivano). Mina Welby ha ringraziato e si è detta pronta a questa nuova avventura, mentre i deputati Maurizio Turco (eletto nella nostra circoscrizione, cosa che non avveniva, per i Radicali, da decenni) e Maria Antonietta Farina Coscioni hanno fatto gli interventi più direttamente politici. Tutte le decisioni, sono state prese all’unanimità, dopo un dibattito vivace. (Giuseppe Bruschi)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 26 ottobre 2008 @ 17:56:03

 Rassegna stampa: TAVOLA ROTONDA SUL TESTAMENTO BIOLOGICO

TESTAMENTO BIOLOGICO E
TUTELA DELLA VITA UMANA
Un partecipata tavola rotonda. Presenti la vedova, il dottor Mario Riccio e l’onorevole Coscioni
(“La Cronaca” del 26.10.2008)

Nel giorno in cui il Partito Democratico ha dato appuntamento ai propri elettori invitandoli a radunarsi in gran numero, al Circo Massimo, per manifestare contro la “linea” politica adottata dall’attuale Governo, a livello locale l’Associazione Radicale Piero Welby ha organizzato, presso la sala conferenze dell’Hotel Impero, una tavola rotonda dal titolo “Testamento biologico: un’altra legge 40?”. Moderato dal presidente dell’Associazione Radicale Piero Welby di Cremona Ermanno de Rosa, presenti la deputata radicale Maria Antonietta Farina Concioni, il presidente locale del Movimento della Vita Paolo Emiliani, l’anestesista Mario Riccio (figura determinante nella travagliata vicenda che ha visto protagonista, tempo addietro, Piergiorgio Welby) oltre che il già senatore Angelo Rescaglio, l’incontro si è sviluppato attraverso il contributo di ciascun oratore, portatore di una propria esperienza e sensibilità. Toccante l’intervento pronunciato dall’onorevole Farina Coscioni, che ha rimarcato come, a tutt’oggi, sia assolutamente necessario che la classe politica s’impegni quanto prima per dare avvio a un progetto che risolva una questione delicata qual è quella, per esempio – lo ha ricordato la deputata stessa, in più di un’occasione -, che vede protagonista la sfortunata Eluana Englaro. Differenti rispetto a quello di Farina Coscioni e Riccio, e nel contenuto e nella disamina circa il medesimo argomento, i discorsi scaturiti da Emiliani e Rescaglio, ciascuno dei quali ha specificato come “anche nella malattia, per quanto difficile essa sia, si possa trovare un significato profondo, una coscienza grazie alla quale ritrovare se stessi”. Di grande impatto emotivo le parole pronunciate da Mina Welby, vedova del già citato Piergiorgio, che non ha mancato di fare arrivare ai presenti, mediante la lettura di un testo tanto appassionante quanto struggente, il pensiero del marito, già provato nel fisico dalla terribile malattia che l’ha condotto alla morte. (Fabio Canesi)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 26 ottobre 2008 @ 17:50:13

 Rassegna stampa: INIZIATIVA POPOLARE PER L'ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI

I RADICALI: "UNA POLTRONA RETRIBUITA
OGNI 120 CREMONESI"
("La Cronaca" del 4.10.2008)

Una “poltrona retribuita” ogni 120 cremonesi. Tra eletti e nominati, un incarico pubblico – da quello di presidente della Provincia a sindaco, a consigliere, ad amministratore in enti di secondo livello – ogni centoventi abitanti nella nostra provincia, in altre parole. La stima di massima è stata fornita ieri dai radicali, a margine della conferenza stampa per la presentazione dell’iniziativa per la costituzione dell’Anagrafe pubblica degli eletti. Un’iniziativa, quella lanciata dal partito Radicale, che interessa tutto il Paese e che anche a Cremona si conta di mandare in porto con l’approvazione di una delibera ad hoc stilata dai radicali e da portare al voto in Consiglio Comunale in Consiglio Provinciale. “Conoscere per deliberare” è il motto scelto dai promotori dell’iniziativa per dare vita ad una vera e propria anagrafe che raccolga i nomi e i dati (compresi i compensi, stipendi e gettoni di presenza) di tutti i nominati ed eletti in Italia. L’anagrafe verrebbe quindi pubblicata sui siti internet dei Comuni9 e delle Province italiane, consentendo ai cittadini di accedere ai dati in essa contenuti in tutta semplicità e in tempo reale. “Abbiamo predisposto una delibera con la quale ogni Comune, ogni sindaco o presidente, potrà dar corso alla realizzazione dell’anagrafe – ha spiegato ieri Sergio Ravelli, vicepresidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani affiancato da Ermanno de Rosa, presidente dell’Associazione Piero Welby di Cremona”. Da oggi, ha aggiunto Ravelli, “partirà la campagna per coinvolgere i cittadini: tutti i sabati del mese di ottobre saremo in piazza per raccogliere adesioni e informare circa la proposta”. Di iniziativa “di grande respiro soprattutto per il futuro” ha parlato De Rosa, sottolineando come l’anagrafe degli eletti contribuisca a dare corpo a quella “cultura del controllo” da più parti invocata e al tempo stesso si inserisca nel solco del federalismo fiscale, “avvicinando i cittadini alle amministrazioni e facendo loro sapere come si spendono i fondi pubblici”. Presenti in conferenza stampa anche i presidenti del Consiglio Comunale e Provinciale, Gigi Rotelli e Roberto Mariani, entrambi sostenitori dell’iniziativa. “La proposta – ha detto Rotelli – va nella giusta direzione, quella di dare massima trasparenza all’attività di chi rappresenta la comunità. L’Italia non è fatta solo dalla cosiddetta casta, ma anche da decine di migliaia di amministratori che svolgono la loro attività con spirito di servizio e che non devono essere confusi con la casta”. “Iniziativa di democrazia e trasparenza”, l’ha definita Mariani, spiegando che la delibera predisposta dai radicali verrà trattata in Commissione Provinciale Affari Istituzionali al più presto (“cercando la massima condivisione”), per poi approdare, il 16 ottobre, al voto del Consiglio Provinciale. Qualche giorno in più servirà invece per l’approvazione in Consiglio Comunale, dove si conta di portare la delibera nel corso del mese di novembre. A quel punto si potrà creare materialmente l’anagrafe con l’elenco, i dati e i compensi di tutti gli amministratori cremonesi: dai livelli più alti a quelli meno conosciuti.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 04 ottobre 2008 @ 15:44:13

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

IN ITALIA SFREGI ALLA RICERCA.
CESARE GALLI DEVE CONTINUARE

Il prestigioso team di ricerca che Cesare Galli e Giovanna Lazzari hanno creato a Cremona fa ricerca biologica di base con risultati riconosciuti d’avanguardia in sede internazionale. Li ha ottenuti esercitando liberamente scelte che “non interessano” chi ora lo lascia solo “licenziandolo”. Che persone preparate e coraggiose come queste continuino la loro attività interessa invece tutti noi. Per ogni farmaco nuovo capace di eliminare i danni di una malattia sono stati necessari i primi passi di una ricerca di base mossi semplicemente dalla libertà di compierli data o carpita per l’iniziativa di un ricercatore come Cesare Galli.
Da più di vent’anni in Italia si trascura la ricerca; con un ultimo sfregio, il governo attuale ha dirottato sul prestito ponte per Alitalia cinquanta milioni di euro da uno stanziamento già scarso per la ricerca. Emigrano cervelli ed importiamo brevetti, il livello di conoscenza dei nostri giovani decade nell’arretratezza e nell’ideologia. L’ideologia arresta ricerche impedendo risultati utili nelle lotta alla malattia ed alla fame. È in gioco un interesse vitale per le persone. Mettersi in gioco per conservarlo è divenuta responsabilità personale di ciascuno. Credo che molti lo pensino e, come me, non negherebbero un contributo personale per rimediare al vuoto lasciato dalla politica. Solo che se ne trovasse un modo efficace e diretto. Dovrebbero certamente pensarlo quanti vogliono essere coerenti con quanto sostengono a parole: nei club di servizio, nelle associazioni di volontariato e di cura delle varie malattie, nelle associazioni politiche e sindacali.
Ermanno de Rosa, presidente dell'associazione radicale Piero Welby di Cremona

Postato da sergio_ravelli Sabato, 13 settembre 2008 @ 23:51:31

 Rassegna stampa: LA VISITA DI MAURIZIO TURCO AL CARCERE DI CREMONA


CASO TAMOIL, IL DEPUTATO ATTACCA L’ARPA
“NON E’ IN GRADO DI GARANTIRE I CONTROLLI”

("La Provincia" del 17.8.2008)

La calata a Cremona, nel penitenziario di Cà del Ferro, del deputato Maurizio Turco è stata l’occasione per affrontare anche il “caso Tamoil”, l’inchiesta sull’inquinamento da idrocarburi. Una inchiesta “seria” per Sergio Ravelli ed Ermanno De Rosa quella avviata dal sostituto procuratore Cinzia Piccioni. Turco attacca l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente). E dice: “Se l’Arpa non è in grado di garantire i controlli necessari, lo deve dire. Non possiamo accettare un’approsimazione sui controlli e sulle analisi. E poi non c’è uno studio epidemiologico”. Incalza De Rosa: “Lo hanno fatto in Italia nei dintorni delle 16 città con raffinerie. A Cremona no”.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 agosto 2008 @ 19:07:03

 Rassegna stampa: LA VISITA DI MAURIZIO TURCO AL CARCERE DI CREMONA

A Ferragosto visita dei radicali nel penitenziario. Promossa la casa circondariale, ma gli agenti
sono sotto organico
“AVETE UN CARCERE MODELLO”
Turco: ‘Laboratori, educatori e personale formato’
("La Provincia" del 17.8.2008)

Nella mappa dei penitenziari italiani “Cremona è una eccezione positiva”. Lo aveva detto un anno fa, nella sua visita a Cà del Ferro,Sergio D’Elia, all’epoca deputato della Rosa nel Pugno. Un anno dopo, “il penitenziario di Cremona si conferma un carcere modello. Continua a mantenere alto lo standard di vivibilità”. Stavolta a promuovere la casa circondariale è Maurizio Turco, deputato dei Radicali, al termine della sua visita, nel giorno di Ferragosto (con i Radicali in tour in venti istituti di pena italiani), insieme a Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, e ad Ermanno De Rosa, presidente dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona. Venerdi, 11 e 45: sul piazzale rovente, mentre dentro i detenuti sono indaffarati a preparare il pranzo di Ferragosto, il deputato Turco spiega perché “il carcere di Cremona è una eccezione grazie alla direttrice Ornella Bellezza”. E lo è “perché ci sono davvero i laboratori, gli educatori, un personale che ha un livello formativo in grado di far fronte alle necessità”. A Cremona si applica il principio contenuto nell’articolo 27 della Costituzione: “Le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”. A Cà del Ferro i detenuti fanno i falegnami, producono miele ed è grazie a loro se ora c’è un dvd a raccontare la strage di piazza Fontana, attraverso la digitalizzazione di circa 100 mila pagine del processo milanese. Il lavoro lo hanno fatto i detenuti assunti dalla cooperativa Labor, nell’ambito del progetto voluto dal Ministero della Giustizia.. Nelle sezioni del penitenziario, la visita del deputato Turco, accompagnato dal commissario Vincenzo Pacione, era cominciato alle nove del mattino. “I problemi legati alla giustizia ci sono anche qui”. Il tema è quello dell’affollamento e dell’indulto. Si commentano i dati: i detenuti attualmente reclusi sono 278, 133 italiani e 145 stranieri. Il carcere è stato concepito per ospitarne 196, con una capienza tollerata di 353. “Dopo l’indulto, l’anno scorso erano 170”, osserva Ravelli. Dei 278 detenuti, 112 sono tossicodipendenti (61 italiani e 51 stranieri)…..Anche il carcere di Cremona deve fare i conti con la cronica carenza di agenti di polizia penitenziaria: in pianta organica ne sono previsti 195 (189 uomini e 6 donne), quelli assegnati sono però 171 (166 uomini e 5 donne), ma ci sono anche quelli distaccati. “Se non ci fosse i problema del personale, il carcere di Cremona sarebbe un 5 stelle della giustizia”, per il deputato Turco, che lascia Cremona con un barattolo di miele d’acacia: il dono dei detenuti-apicoltori. (F. Morandi)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 agosto 2008 @ 18:58:06

 Rassegna stampa: LA VISITA DI MAURIZIO TURCO AL CARCERE DI CREMONA

CARCERE A RISCHIO DI SOVRAFFOLLAMENTO
I radicali: il nostro è un istituto modello, ma
la carenza d’organico inizia a farsi sentire
("La Cronaca" del 17.8.2008)

Il parlamentare radicale Maurizio Turco lo ha definito un ‘carcere modello’ per l’ottima gestione della direttrice Ornella Bellezza e del commissario (la nuova figura professionale che sostituisce quella del Comandante della Polizia Penitenziaria) Vincenzo Pacione. I punti critici dell’Istituto penitenziario di via Cà del Ferro restano due, entrambi riconducibili alle politiche nazionali: il sovraffollamento e la carenza d’organico. Sono 278 i detenuti attualmente presenti nel carcere di Carcere di Cremona, a fronte di una capienza tollerata di 300 persone ed una capienza da regolamento di 196 persone. Dei 278 detenuti, 129 hanno subito una condanna definitiva, 149 sono in attesa di giudizio. I detenuti stranieri superano quelli italiani: 145 contro 133. Questi alcuni dei dati – aggiornati al 15 agosto di quest’anno – forniti dall’Istituto di via Cà del Ferro e diffusi dai Radicali di Cremona. Proprio venerdi una delegazione di Radicali – il Vice Presidente del Comitato nazionale, Sergio Ravelli, il Presidente dell’associazione radicale Piero Welby e il deputato Maurizio Turco – ha effettuato una visita alla casa circondariale, così come altri esponenti radicali hanno fatto in tutta Italia… “C’è un dato positivo – incalza Ravelli -: su 160 detenuti usciti per l’indulto a Cremona, solo poche unità sono tornate in carcere. Nonostante questo,per effetto delle politiche sulla sicurezza e sull’immigrazione, la popolazione carceraria è salita drasticamente, riportando in primo piano il problema del sovraffollamento. I dati indicano infatti una maggioranza di detenuti stranieri rispetto a quelli italiani, 145 contro 133. E la convivenza tra stranieri di diverse etnie presenta sempre grossi problemi dal punto di vista della gestione”. Si torna dunque al quadro pre-indulto, avvertono i radicali, che invocano “riforme strutturali del sistema giudiziario e interventi a carico delle strutture carcerarie”. Il secondo punto critico rilevato dai radicali nel carcere cremonese, sin diceva, ‘ la carenza d’organico. “Gli agenti effettivamente presenti presso la struttura di via Cà del Ferro – spiega Ravelli -, sono 143, contro i 171 assegnati. Questo perché molti agenti hanno ottenuto il distacco”… Per il resto, conclude Ravelli, “abbiamo trovato una struttura modello, specie se si tiene conto delle risorse a disposizione. Va rilevato l’ottimo lavoro svolto sul fronte della rieducazione, con laboratori di falegnameria, florovivaistica, informatica, apicoltura. Molti detenuti partecipano a progetti e attività inframurarie con ottimi risultati e il clima tra la popolazione carceraria è buono. Non va però sottovalutato il rischio del sovraffollamento e la carenza d’organico. I due punti sui quali è necessario mantenere alta l’attenzione e intervenire a livello di politiche nazionali”.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 agosto 2008 @ 18:53:13

 Rassegna stampa: LA VISITA DI MAURIZIO TURCO AL CARCERE DI CREMONA

I RADICALI IN VISITA AL CARCERE
Oggi a Cà del Ferro il deputato Turco,
Ravelli e De Rosa
(articolo de La Provincia del 15.8.2008)

I radicali hanno deciso di organizzare per oggi, Ferragosto, un monitoraggio delle condizioni generali degli Istituti Penitenziari italiani attraverso visite nelle carceri e richiesta di informazioni ai Direttori delle stesso. Dalle 9, MaurizioTurco, deputato radicale eletto nelle liste del PD, visiterà il penitenziario di Cà del Ferro. Turco sarà accompagnato da Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, e da Ermanno De Rosa, presidente dell’Associazione radicale Piero Welby di Cremona. “Da sempre attenti a ciò che avviene nel cosiddetto ‘pianeta carcere’ sia per le condizioni della popolazione detenuta sia per quelle del personale ad ogni livello di responsabilità – è scritto nella nota dei Radicali – vogliamo, anche nell’occasione della giornata che viene vissuta come emblematica della vacanza e del divertimento, richiamare l’attenzione dei mass media sulla situazione carceraria italiana che – da notizie apprese dalla stampa – sembra sia tornata quanto ad affollamento al drammatico stato pre-indulto"...

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 15 agosto 2008 @ 16:37:32

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA SULLE OLIMPIADI

UNA CERIMONIA DEGNA DEL FILM “IL GRANDE DITTATORE”
(La Provincia del 11.08.2008. In corsivo la parte non pubblicata)

Sig. direttore Dedico questo commento al tema dei diritti umani che mi piacerebbe vedere sistematicamente ripreso dal Suo libero e civilissimo giornale. “ UN MONDO, UN SOGNO” è il motto scelto dal comitato organizzatore cinese dice il commentatore RAI alla manifestazione di apertura delle olimpiadi di Pechino. Pochi istanti di suggestione, poi il tono onirico di una delle musiche di fondo e l’immagine di un globo percorso a grandi passi da podisti volanti appesi a fili invisibili, mi aprono lucidamente la memoria sull’indimenticabile scena del gioco col mappamondo ne ”Il grande dittatore” di Chaplin. Dove Adenoid Hinkel (il film è del 1940 ed il nome di Adolf Hitler era ancora off limits anche fuori dalla Germania in una satira come quella) amoreggia col suo sogno di conquista del mondo. Al suono di una musica celestiale, nel chiuso della stanza del suo potere, gioca con un grande mappamondo facendolo a lungo rimbalzare leggero da una mano all’altra e con mosse di danza rese con irresistibile comicità dal geniale contrasto del pagliaccio con l’uniforme militare che porta, completa di stivali da cavallerizzo. Consiglio di andare a rivederselo quel pezzo pensandolo a confronto con la regia di questa inaugurazione.
Quella una parodia e questa? Un lapsus freudiano degli attuali governanti cinesi? Più che un simbolo della Cina che si apre al mondo, mi è sembrato un invito al mondo a farsi inglobare dalla Cina, tra feste fuochi e sorrisi, dentro uno stadio a forma di nido, ma per chi? Tibetano?, Ujguro?, Cinese Falungong? Cinese cristiano non protetto?, Cinese delle campagne povere e remote, o delle miniere? No per nessuno di questi, un nido solo per chi si adegua. Per un mondo unificato da un sogno appunto.
L’ ex atleta miliardario che ha percorso l’ampia volta dello stadio appeso ad un filo avrebbe potuto rappresentare la corsa dell’uomo alla conquista della libertà e della civiltà di Olimpia, solo che sullo sfondo fossero state rappresentate le mille realtà del mondo, le diecimila Assisi che Emma Bonino vorrebbe dentro ed attorno alla Cina. Invece la monotona ripetizione di un astruso simbolo nazionale si dipanava a richiudere come in una fasciatura immobile o in una grande ragnatela il mondo di atleti e di pubblico catturato là sotto
.
Ermanno de Rosa, presidente dell'Associazione Radicale Piero Welby di Cremona

Postato da gino_ruggeri Lunedì, 11 agosto 2008 @ 22:09:25

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA SUL CASO ENGLARO

ELUANA, PREGHIERE E POLITICA “OSCURANTISTA”
(Lettera di Ermanno de Rosa - La Provincia del 28.7.2008)

Le suore del monastero di S. Sigismondo hanno pregato per il mistero della vita di Eluana Englaro. Voglio credere di tutta la sua vita, da quando era umana prima dell’incidente che l’ha stroncata ad oggi che è, mantenuta artificialmente, quella di un vegetale. Rispetto tanta dedizione al convincimento che il mistero oltre la ragione meriti la rinuncia all’uso della ragione stessa. E’ certo che le sante sorelle fanno questo sacrificio nel nome dei valori di un mondo mistico cui si sono sentite chiamare. Che è il mondo della preghiera, ma non quello in cui si governa senza ipocrisie la vita degli uomini, almeno di buona parte di essi. A questo mondo degli uomini Eluana Englaro è stata strappata sedici anni fa . Il suo corpo ha cessato di essere lo strumento al servizio della sua persona. Dal momento in cui è entrato in coma irreversibile quel corpo è stato oggetto inerte delle attenzioni di altre persone ognuna con motivazioni diverse. Cessata la sua vicenda personale, è cominciata prima di tutto quella del padre Beppino che ha certamente amato quel corpo come nessun altro, ed ancora lo ama cercando di sottrarlo a questo stato innaturale in nome del rifiuto di Eluana che urla dentro di lui. Oggi è la testimonianza di quel rifiuto attraverso vita di quest’uomo ad essere umanamente percepibile ed offerta alla vera compassione di tutti noi. Lo hanno capito i giudici accogliendo finalmente le sue ragioni. Credo lo abbiano capito tutti i medici e le persone che per tanto tempo hanno iniettato ed evacuato sostanze da quel corpo, prima con qualche speranza, poi in nome di un conformismo che comincia a sgretolarsi. Altri come Ferrara, Bagnasco, Cl, il movimento per la vita non lo vogliono capire ed approfittano di tutto, anche delle preghiere monastiche per continuare a propagandare la loro politica oscurantista che vuole impedire riforme di libertà come il testamento di vita. Verrà un giorno da costoro un atto di rispetto per le scelte altrui e per la vita di Beppino Englaro?
Ermanno de Rosa, presidente dell'Associazione Radicale Piero Welby di Cremona)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 28 luglio 2008 @ 12:13:18

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LA QUESTUA"


Cremona, ieri alla Feltrinelli presentato
il libro ‘La Questua’ di Maltese

LA CHIESA, LO STATO E GLI AFFARI

(stralcio articolo de "La Provincia" dell'6.7.2008)

La Chiesa, la sua storia, la sua valenza sociale, ma soprattutto i rapporti con lo Stato e le imponenti entrate nelle casse ecclesiastiche prodotte dall’8 per mille. Questi gli argomenti trattati ieri presso la saletta degli incontri della libreria Feltrinelli dall’onorevole Maurizio Turco, dall’ex senatore e deputato Marco Pezzoni, esperto di questioni internazionali, e da Fulvio Stampo, giornalista de La Provincia. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Radicale Piero Welby.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 06 luglio 2008 @ 15:31:49

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "LA QUESTUA"

Il radicale Turco: NON SOLO L’8 PER MILLE.
E IL VATICANO SPENDE POCO IN CARITA’
(stralcio articolo de "La Provincia" dell'6.7.2008)

…”Lo Stato non può demandare quello che è un suo compito istituzionale ad altri. Ma non solo, contrariamente a quanto si crede, solo una piccola percentuale va in opere di carità, il resto serve al mantenimento della struttura: allo stipendio dei sacerdoti (ma non delle suore che non hanno nessun diritto), alla costruzione di chiese e alla ristrutturazione di conventi e immobili che poi diventano alberghi che non pagano, per legge dello Stato, le tasse. Nelle casse vaticane arrivano milioni e milioni di euro e spesso non si sa come vengono spesi”. Turco (come del resto evidenzia il libro) ha criticato il sistema occulto di finanziamento: “Per un sistema di versamento di imposte, alla Chiesa cattolica non va solo l’8 per mille, ma vanno anche altri fondi dalle dichiarazioni dei redditi all’insaputa dei contribuente”. Il tutto in un sistema dove non si discute, non si parla: ogni tanto interviene il cardinale Martini, qualche volta Tettamanzi, ma poi sono solo le gerarchie a dare gli indirizzi programmatici”…

Postato da sergio_ravelli Domenica, 06 luglio 2008 @ 15:30:51

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MAURIZIO TURCO SULLA TAMOIL

L’onorevole Turco (Radicali-PD):
“Interrogazione al Governo, esposto all’UE”
“NESSUN DUBBIO: LA RAFFINERIA VA CHIUSA”
(articolo de "La Provincia" dell'5.7.2008)

“I dati e gli eventi noti a tutti dicono con chiarezza che l’’insediamento della raffineria è incompatibile con il contesto urbano nel quale è inserito, e che Tamoil deve essere chiusa”, ha detto. “Abbiamo preso atto con favore dell’ordine del giorno approvato nei giorni scorsi dal consiglio comunale di Cremona, in ordine ad un più stretto monitoraggio sull’attuazione degli impegni assunti dalla raffineria per ridurre ulteriormente l’impatto ambientale delle sue produzioni”. Siamo però sorpresi dalle notizie secondo le quali il Ministero dell’ambiente si appresterebbe a concedere l’autorizzazione integrata ambientale per la raffineria, e la ‘via’ per il progetto Autoil2. E’ evidente che l’Aia non dovrebbe essere concessa, pena la violazione di norme ambientali. Tamoil è un problema davanti al quale nessuno pare disposto ad assumere le procedure d’urgenza necessarie, con un occhio al calcolo politico e l’altro al ricatto occupazionale. Noi invece non metteremo nessun criterio al di sopra della salute pubblica. In questa prospettiva si muovono anche la nostra seconda interrogazione, depositata martedì, che chiede una serie di chiarimenti ali ministri delle attività produttive e dell’ambiente: e l’esposto che presenteremo alla Commissione Europea, perché verifichi la congruità alle sue norme di quanto accade a Cremona, e agisca dic conseguenza nei confronti del governo italiano”.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 06 luglio 2008 @ 14:58:58

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MAURIZIO TURCO SULLA TAMOIL

INTERROGAZIONE RADICALE:
IL RADICALE TURCO: QUELL’IMPIANTO VA CHIUSO”
(stralcio articolo de "La Cronaca" dell'5.7.2008)

……Turco dichiara di “non aver fiducia in una risposta della politica; in seconda istanza potrebbe esserci quella della magistratura ma non ho fiducia nemmeno in quella; questo intervento è finalizzato soprattutto alle istanze europee. Stiamo cercando di tessere quella tela che ci consentirà in tempi molto più brevi di quelli italiani, di ottenere dei risultati. Non è la prima volta che la salute dei cittadini viene minacciata; nell’interesse di pochi si attenta all’interesse di tutti”. Turco chiede pertanto al ministro la controprova che la Tamoil realizzi o abbia già realizzato quello che per ora ha messo per iscritto nella richiesta di autorizzazione per l’impianto Autoil II (produzione di benzina con minore tenore di zolfo)”. Per l’esponente radicale, tuttavia non servono tante circonlocuzioni: “Una raffineria tanto a ridosso della città va semplicemente chiusa; d’altro canto mi risulta che fosse già in un piano di dismissione degli anni Ottanta”. E rincara con una buona dose di cinismo: “Non ho dubbi che alla fine le procedure autorizzative saranno positive…”

Postato da sergio_ravelli Domenica, 06 luglio 2008 @ 14:54:13

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MAURIZIO TURCO SULLA TAMOIL

INTERROGAZIONE RADICALE:
ANALISI TARDIVE E INSUFFICIENTI
(articolo de "La Provincia" dell'8.6.2008)

«Quello che si sta facendo ora andava fatto da anni da quando cioè è entrata in vigore la nuova legge sull’inquinamento dei suoli ed è stata presentata l’autodenuncia di Tamoil». Lo ha detto ieri il deputato radicale Maurizio Turco durante una conferenza stampa in sala Zanoni convocata per illustrare un’interrogazione parlamentare presentata il 6 maggio al ministro della Salute e a quello dell’Ambiente. «E i tre anni necessari, secondo il direttore dell’Arpa Paolo Beati, per capire che l’inquinamento non era confinato alla raffineria sono eccessivi», ha detto il geologo Giovanni Porto, esperto in bonifiche ambientali. Porto ha elencato diverse altre lacune: nè Tamoil nè l’ente pubblico hanno ancora definito l’analisi del rischio che a questo punto poteva essere già messa a punto. Tamoil nella sua autodenuncia doveva descrivere le azioni intraprese per la messa in sicurezza dopo la scoperta dell’inquinamento. La fase della caratterizzazione ambientale doveva partire nel 2001 in modo che azioni per risolvere il problema avrebbero potuto già essere messe in atto. Infine sui gas: la loro presenza avrebbe potuto essere scongiurata dall’Arpa con un certo tipo di monitoraggio. Turco su quest’ultima emergenza poi aggiunge: «La magistratura ha il dovere di intervenire, se sarà necessario solleciteremo direttamente il ministro della Giustizia». Allarme anche per la possibilità che la Tamoil possa essere inserita nell’elenco dei 54 siti da bonificare di interesse nazionale. Un provvedimento che scipperebbe i poteri di intervento agli Enti locali trasferendoli al Ministero: «La settimana prossima - ha detto Turco - chiederò al presidente della commissione Attività produttive Andrea Gibelli che vigili sul federalismo ambientale». L’interrogazione inoltre mette sotto accusa la centralina di piazza Cadorna che «non è in grado di rilevare il vero livello di inquinamento» perchè «in direzione dei venti dominanti».

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 09 giugno 2008 @ 23:08:05

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MAURIZIO TURCO SULLA TAMOIL

“LA PRESENZA DEL GAS NEI POZZETTI SI
POTEVA PREVEDERE E SCONGIURARE”
E l’on. Turco: “Ora intervenga la magistratura”
(articolo de "La Cronaca" dell'8.6.2008)

Reticenze, ritardi istituzionali, responsabilità da accertare: queste alcune delle formule che hanno accomunato un po’ gli interventi dei Radicali di Cremona sulla vicenda Tamoil. Vicenda che, sull’onda di una interrogazione del parlamentare radicale (eletto nelle fila del Pd) Maurizio Turco, è arrivata alla Camera dei Deputati un mese fa. In attesa che l’interrogazione venga dibattuta nell’Aula di Montecitorio, i Radicali hanno voluto illustrarne i contenuti con la conferenza stampa di ieri mattina in Sala Zanoni. Presenti, oltre allo stesso MaurizioTurco, il vicepresidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani Sergio Ravelli, il presidente dell’Associazione Piero Welby Ermanno de Rosa e il geologo esperto in bonifiche ambientali Giovanni Porto. Alla luce degli ultimi sviluppi, tuttavia, l’illustrazione dell’interrogazione ha subito ceduto il passo ai commenti sull’intera vicenda. Una vicenda, ha esordito de Rosa, “caratterizzata da reticenze da parte della Tamoil, che non ha chiarito subito che l’inquinamento non era sotto controllo”. Il presidente dell’associazione Piero Welby ha poi parlato di “ritardi istituzionali”, riferendosi a come l’emergenza sia stata affrontata sin dall’autodenuncia della raffineria nel 2001, per poi chiamare in causa L’azienda Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) di Cremona, “che non ha ancora dato sicurezza alla città”…..La stessa convinzione muove il deputato Maurizio Turco, firmatario dell’interrogazione parlamentare. “Prima o poi sarà necessaria una richiesta di chiarimenti al Ministero della Giustizia – ha detto -. Siamo contrari a che la Tamoil vada a finire nel lungo elenco dei siti nazionali da bonificare. Contrari perché in questo modo, sulla bonifica, gli enti locali si vedrebbero sottrarre i loro poteri di controllo. Su questo chiederò al presidente della Commissione parlamentare Attività Produttive, Andrea Gibelli, di vigilare”. “Si sposta l’attenzione sulle Canottieri – ha aggiunto il deputato -, ma il problema è la Tamoil. Le centraline presenti in città, ad esempio, non sono in condizioni di rilevare i dati reali dell’inquinamento atmosferico”….

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 09 giugno 2008 @ 23:00:13

 Rassegna stampa: PER UN TIBET AUTONOMO, PER UNA CINA DEMOCRATICA

CREMONA PRO TIBET: LA BANDIERA TIBETANA
ESPOSTA DURANTE LE OLIMPIADI
(articolo de "Il Piccolo" del 6.6.2008)

“Per un Tibet autonomo e una Cina democratica, per la libertà religiosa ovunque nel mondo”, il Comune di Cremona ha esposto la bandiera dello stato buddista invaso e represso dalla Cina dal 1950. E la esporrà per tutta al durata delle olimpiadi che appunto si svolgono in estremo oriente. Alla cerimonia avvenuta il 30 maggio, sono intervenuto Gian Carlo Corada, sindaco di Cremona; Sangpo Tenzin, segretario della Comunità tibetana in Italia; Bruno Mellano, già coordinatore della "Associazione dei Comuni, Province, Regioni per il Tibet"; gli aderenti al Partito Radicale cremonese. Il Comune di Cremona si affianca così a oltre 200 Comuni, Province e Regioni italiane che hanno attuato questo gesto simbolico di forte critica al colosso giallo. La bandiera del Tibet è stata introdotta nel 1912 dal XIII Dalai Lama ed è il risultato dell’unione delle bandiere militari di alcune province. E’ stata utilizzata come bandiera militare del Tibet fino al 1950, anno in cui è stata dichiarata illegale dal governo cinese e sostituita dalla bandiera della Cina. Attualmente la bandiera tibetana è utilizzata dal governo tibetano in esilio con sede a Dharamsala (India), ed è bandita in territorio cinese perché considerata simbolo di separatismo.

(nella foto, da sinistra, il sindaco Corada, il presidente della Provincia Torchio, il segretario della comunità tibetana Sangpo Tenzin, l'esponente radicale Bruno Mellano)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 09 giugno 2008 @ 22:52:57

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO "CRONACA"

VITTORIA RADICALE AL PARLAMENTO EUROPEO
(lettera del segretario dell'Associazione Gino Ruggeri pubblicata da "Cronaca" il 10.05.2008)

Gentile Direttore,
spesso in Europa critichiamo, con molte ragioni, la strategia Statunitense di promozione della democrazia attraverso gli interventi militari, ma rimaniamo incapaci di mettere in piedi una credibile strategia alternativa, che non sia quella del neutralismo pacifista, oggettivamente alleato di dittatori e massacratori di tutto il mondo. Ma nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha approvato a Bruxelles il rapporto di Marco Cappato (deputato radicale della Lista Bonino) sul rispetto dei diritti umani nel mondo, con 533 voti favorevoli, 63 contrari e 41 astensioni. Il rapporto approvato, - oltre a denunciare il mancato rispetto della legalità europea, ad esempio a causa della violazione delle clausole diritti umani nei rapporti commerciali con i Paesi terzi, o la mancata valutazione dei risultati delle attuali politiche - propone alla Commissione e al Consiglio di investire attenzione e risorse nello strumento della nonviolenza e di proclamare il 2010 anno europeo della nonviolenza. Ci auguriamo che il neo-Ministro Frattini faccia propria questa proposta e la presenti in sede di Consiglio.
In questo modo il Parlamento ha confermato il sostegno per la strada scelta, ad esempio, dal Dalai Lama nel promuovere l'autonomia per il Tibet. Tra i punti centrali del rapporto vi è anche l'indicazione del diritto alla democrazia come diritto umano fondamentale.
Il rapporto insiste sull'importanza della clausola sui diritti umani nei rapporti dell'Europa con i paesi terzi, sulla necessità di una politica dell'immigrazione rispettosa dei diritti umani, e chiede maggiori interventi per garantire la libertà di espressione a partire da internet. Felicitandosi del voto ONU per una moratoria mondiale sulle esecuzioni capitali, il Parlamento chiede al Consiglio di aggiornare i propri orientamenti per impegnarsi sull'applicazione della moratoria, di sostenere il Tribunale Penale internazionale e tutte le corti per i Diritti dell'uomo, di considerare le mutilazioni genitali femminili una violazione dei diritti umani.

Postato da gino_ruggeri Domenica, 11 maggio 2008 @ 20:41:14

 Rassegna stampa: "ASSEMBLEA DEI MILLE" DI CHIANCIANO

"CE N'EST QU'UN DEBUT": IL CANTIERE DI UNA NUOVA SINISTRA COMINCIA DA CHIANCIANO.
(Intervista a Marco Pannella - "La Repubblica" del 6.5.2008)

Intanto, lei lancia il progetto di un soggetto alternativo al Pd, da costruire assieme alla sinistra alternativa ormai fuori dal Parlamento. É così?
«All’Assemblea dei mille di Chianciano ho fatto un ragionamento più articolato. Ho detto che da 54 anni esiste e resiste un modello, quello del Partito radicale, al quale ci si potrebbe ispirare per dar vita con i compagni della sinistra alternativa, o arcobaleno che dir si voglia, e con tutti i liberali che vogliono starci, a un soggetto politico aperto».
Un altro partito ora che il sistema si semplifica?
«Più che un partito sarà un cantiere, con regolari tessere però. Tessera doppia: ognuno potrà militare nella propria formazione, ma anche nel nuovo soggetto. Come i radicali: Benedetto Della Vedova può militare nel Pdl, come Sergio D’Elia nell’Unione della passata legislatura. Il modello è quello».
La doppia tessera fa pensare a una federazione.
«No. La doppia tessera serve solo a valorizzare l’adesione individuale. Non ci saranno delegati dei partiti, al congresso del nuovo soggetto, ma ogni iscritto sarà testa autonoma e pensate, col proprio voto. Gente di sinistra. Ma chi vorrà potrà approdare anche dal fronte liberale del centrodestra».
Non ritiene sufficientemente «aperto» il Partito democratico di Veltroni?
«I partiti mono-tessera e monodisciplina sono superati. Il Pd è l’ennesimo partito standard, per altro dalla forma poco chiara perché in via di definizione. Quello a cui pensiamo invece avrebbe un suo statuto e una sua forma ben definiti».
Le prime reazioni dei vostri interlocutori, i dirigenti della sinistra arcobaleno, sono state un po’ freddine.
«Vedremo. Intanto, Cesare Salvi, autorevole esponente di quell’area, a Chianciano ha chiesto ai radicali di essere componente essenziale della nuova sinistra».
Avete pensato a un nome possibile, per la forza alternativa al Pd?
«Per quanto mi riguarda, possono pure chiamarlo "Giuseppe". Quel che conta è la sostanza. "Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo", per citare Ghandi. Certo, se si chiamasse Partito radicale non ci sarebbe nulla di male. Ma non vogliamo alimentare il sospetto di imperialismo sul progetto. Sarà un cantiere aperto».

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 08 maggio 2008 @ 19:30:52

 Rassegna stampa: CREMONA: ASSEMBLEA PUBBLICA CON MAURIZIO TURCO

Sicurezza. I pannelliani si tolgono qualche sassolino. “Nessun baratto con la legalità"
I RADICALI: NEL PD INSEGUONO LA LEGA
Turco su sindaci-sceriffi e ronde: è il Far West
Ravelli: nemmeno un grazie dai veltroniani

La luna di miele con il Pd è finita, i radicali non sparano a zero, ma qualche sassolino se lo tolgono. Come sulla sicurezza. “A livello nazionale il Pd non si è ancora espresso, ma al suo interno ci sono frange che pensano di competere con la Lega inseguendola. Le posizioni di Sergio Cofferati, esempio, sono inaccettabili” dice Maurizio Turco, deputato radicale eletto nella lista del Pd nella circoscrizione Lombardia3. Turco è tornato a Cremona mentre infuria la polemica sul caso Corada-Lega-ronde per fare il bilancio del dopo voto. Prima di lui, Sergio Ravelli, vicepresidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, ha sottolineato: “In città il Pd è cresciuto in virtù, credo, anche del nostro piccolo contributo” Quel contributo per il quale “non è arrivato nemmeno un grazie dal Pd”. Soddisfatto per il dopo elezioni, Ravelli lo è anche per il prima: “Siamo riusciti a valorizzare la presenza di un radicale in lista e ad essere riconoscibili”.
(stralcio dell’articolo di Gilberto Batoli – La Provincia del 27.4.2008)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 27 aprile 2008 @ 18:51:23

 Rassegna stampa: CREMONA: ASSEMBLEA PUBBLICA CON MAURIZIO TURCO

“I RADICALI ALLE AMMINISTRATIVE?
NON E’ ESCLUSO”
Ieri l’assemblea del partito con l’on. Turco.
Ravelli: “I nostri parlamentari eletti non certo grazie all’accordo col Pd”

I radicali alle prossime comunali e provinciali? Presto per dirlo: “noi decidiamo sempre a bocce ferme e speriamo che da qui alle prossime amministrative ed europee cambi molto nel panorama politico nazionale”. Pur mantenendosi sul vago, non esclude nessuna possibilità l’on. Maurizio Turco, vice presidente del Partito Radicale Transnazionale, neo eletto nelle fila del Pd. L’occasione per guardare al 2009 è stata offerta ieri pomeriggio dall’assemblea dei radicali cremonesi, alla presenza dello stesso Turco, presso la saletta di Palazzo Cittanova. Analisi del voto e dibattito sul tema “I Radicali dentro e fuori dal Parlamento per l’alternativa laica-liberale-socialista-federalista” al centro dell’incontro di ieri. Presenti, oltre all’on. Turco, il vicepresidente del Comitato nazionale dei Radicali, Sergio Ravelli, Ermanno de Rosa e Gino Ruggeri, presidente e segretario dell’Associazione Radicale Piero Welby.
(stralcio dell’articolo di f.c. – La Cronaca del 27.4.2008)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 27 aprile 2008 @ 18:47:22

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE ELETTORALE CON EMMA BONINO

ECONOMIA E RIFORME: L'INTERVENTO DI EMMA BONINO A PALAZZO CITTANOVA
("La Cronaca di Cremona" del 4.4.2008)

Ficcante sulla vicenda Alitalia: "A quanto mi risulta c'è, spero, ancora la proposta di Air France su cui si è registrato un irrigidimento incomprensibile da parte dei sindacati e una strumentalizzazione politica su questa presunta cordata che non c'è mai stata. Mi auguro che prevalga il buonsenso, anche se si tratta di un'operazione che andava fatta nel 2004". Questo il commento del leader dei radicali e ministro della Repubblica Emma Bonino sulla vicenda che sta polarizzando l'attenzione del mondo economico italiano. Ospite dell'incontro organizzato dai radicali e dal Pd ieri sera a Palazzo Cittanova (dalle 21), Emma Bonino è arrivata con una mezz'ora di ritardo e, poco prima di guadagnare il palco, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai cronisti. "Riformare l'Italia e liberare l'economia": questo il tema della serata, con argomenti particolarmente in linea con la stessa Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee, già Commissario Europeo dal 1995 al 1999, ed eurodeputato a Strasburgo. Duro anche il suo commento in merito all'ipotesi di rinvio delle elezioni per la vicenda della riammissione della Dc di Pizza. "E' un altro regalo di questa legge elettorale - ha detto il ministro - della quale siamo stati vittime noi stessi quando i nostri eletti nella Rosa nel Pugno (alle scorse elezioni, n.d.r.) non si sono potuti insediare. Qui non si sa chi debba decidere; è un esempio della mancanza della certezza del diritto". Una battuta anche sulla campagna elettorale, che sta vedendo la stessa Bonino particolarmente impegnata in queste settimane. "Ogni volta conta - ha detto riferendosi alle tante tappe che sta segnando in questi giorni -. Quello che è importante è che la gente sappia che il 13 e il 14 aprile dovrà decidere se vuole l'Italia governata da Berlusconi o no. Noi abbiamo scelto: siamo in lista con il Partito Democratico". Raggiunta la sala di Palazzo Cittanova, gremita, e accolta da un applauso, il ministro ha poi ribadito e ampliato i concetti anticipati ai cronisti. Affidata al candidato del Pd Luciano Pizzetti l'introduzione della serata. "E' un ministro di grande valore - ha detto Pizzetti -,con il suo lavoro ha portato prestigio all'Italia. Ne è un esempio l'Expo 2015 su cui si è molto spesa". Da Pizzetti un accenno all'altro tema caldo della campagna elettorale e del rapporto tra Pd e radicali: "Sui temi eticamente sensibili - ha detto il leader locale del Pd - ci sono approcci diversi, ma questo fa parte del nostro pluralismo". Prossimo appuntamento di rilievo per la campagna del Pd lunedi 7 con l'arrivo dell'ex segretario dei Ds Piero Fassino che incontrerà le categorie economiche locali e i cronisti per un aperitivo a Palazzo Trecchi. Federico Centenari

Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 aprile 2008 @ 14:12:14

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE ELETTORALE CON EMMA BONINO

BONINO AI SINDACATI: SU ALITALIA IRRIGIDIMENTO INCOMPRENSIBILE
("La Provincia di Cremona" del 4.4.2008)

Scende dall’auto, chiede scusa per il ritardo, si incammina verso il Cittanova e attacca i sindacati colpevoli di aver avuto “un irrigidimento incomprensibile” nel caso Italia. Erano in tanti, ieri sera, ad attendere Emma Bonino,ministro del Commercio estero, leader dei radicali e candidato del Partito Democratico. La Bonino proveniva da Milano dove aveva partecipato ad un incontro elettorale con Piero Ichino che con i sindacati aveva usato la mano pesante: la vicenda Alitalia “è una grave Caporetto dei confederali, tanto più grave perché ora non è chiaro dov’è la linea del Piave”. Da ministro concetti simili con toni diversi, che ricordano quelli usati da Prodi: “Sul tappeto c’era e, spero, c’è ancora la proposta di Air France, che è il più grande network al mondo. E’ un’operazione che si doveva fare nel 2003 o nel 2004. Da parte dei sindacati c’è stato un irrigidimento incomprensibile”. Dura con le organizzazioni sindacali e sarcastica, pur senza nominarlo esplicitamente, con Silvio Berlusconi: “Si è parlato di una presunta cordata italiana che, in realtà, non c’è mai stata. Mi auguro che tutti mantengano i nervi saldi e che alla fine prevalga il buon senso”. La seconda notizia del giorno è il passo indietro del segretario della Dc Giuseppe Pizza, che ha rinunciato a chiedere il rinvio delle elezioni, ma non ha volere il simbolo del suo partito sulla scheda elettorale. “E’ un altro regalo di questa legge elettorale molto complicata di cui siamo stati vittime anche noi”, quando i radicali correvano nella Rosa nel pugno e rimasero esclusi dal Parlamento. Per la Bonino il caso Pizza-Dc è ridimensionato, ma non chiuso e rimane “un pasticcio. Non si sa più chi deve decidere: il Consiglio di Stato, il Tar o altri ancora”. In questi ultimi giorni i radicali hanno abbassato i toni della polemica con Veltroni sulla vicenda delle candidature nelle liste Pd. La loro leader si è uniformata, almeno ieri sera, a questa linea: “Il 13-14 aprile gli italiani dovranno decidere se dare fiducia a Veltroni o Berlusconi. E’ questa la scelta. Noi radicali abbiamo scelto il Pd perché il Pd significa speranza per tutto il Paese ed è garanzia della sua ripresa economica”. Poi Emma Bonino è entrata in un Cittanova affollato che l’ha accolta con un applauso sincero. Segno anche questo che, almeno fino al voto, le frizioni tra Veltroni e Pannella, Pd e i radicali sono state accantonate. La serata è stata aperta da un altro candidato del Pd, Luciano Pizzetti, che ha ringraziato il ministro “per quanto ha fatto in questi anni per l’immagine dell’Italia nel mondo. Ne è la prova l’Expo di Milano, per cui Emma Bonino si è spesa molto, anche se adesso sono altri a mettersi la medaglietta”. Sul palco anche Mauro Fanti, Maurizio Turco e Sergio Ravelli (candidato radicale del Pd ed esponente storico dei pannelliani cremonesi rispettivamente), Valentina Gritti e Annamaria Abbate. Archiviato il giovedì di Emma Bonino, il Pd aspetta il lunedì di Piero Fassino. Infine, una curiosità che è un piccolo segno dei tempi. Ieri mattina i radicali hanno girato in auto per il centro cittadino annunciando con l’altoparlante il comizio del ministro, quel comizio anticipato in tutta fretta di 24 ore perché la Bonino stasera è in Tv da Daria Bignardi: ciò che erano e ciò che sono le elezioni. Gilberto Bazoli

Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 aprile 2008 @ 14:04:14

 Rassegna stampa: L'INCONTRO FRA RADICALI E PREFETTO DI CREMONA

CASO DETENUTI IN PREFETTURA I RADICALI:
SI CONSENTIRA’ ANCHE A LORO DI VOTARE
Ieri l’incontro. Si è discusso anche del problema dei malati gravi
(La Provincia di Cremona dell’1.4.2008)

Molti detenuti condannati con sentenza non definitiva rischiano di non esercitare il diritto al voto a causa delle lentezze burocratiche: la Prefettura ha raccolto l’allarme lanciato dai radicali. Da corso Vittorio Emanuele inviteranno, da una parte, i Comuni della provincia in cui risiedono cremonesi incarcerati a Cà del Ferro perché recapitino in tempo utile la loro tessera elettorale. E, dall’altra parte, si chiederà ai responsabili del penitenziario di contattare i Comuni fuori provincia affinché spediscano celermente la tessera elettorale. Gli interventi sul doppio binario sono usciti dall’incontro che la delegazione dei radicali cremonesi (Ermanno de Rosa, Gino Ruggeri, Sergio Ravelli) ha avuto ieri con il vice prefetto vicario, Emilia Giordano. Nei giorni scorsi i radicali avevano inviato una lettera al prefetto in cui segnalavano, a Cremona come in tutta Italia, il problema dei detenuti e dei malati intrasportabili: per gli uni come per gli altri il voto rischia di rimanere un miraggio. Per i detenuti i problemi sono di natura burocratica: il mancato arrivo dei documenti elettorali dalla città o dai paesi di residenza. “In Prefettura hanno recepito le nostre richieste – hanno detto i radicalinuscendo dal Palazzo del governo – e si sono impegnati, per quanto di loro competenza, a intervenire”. Su due livelli. “Il primo discorso riguarda i detenuti cremonesi, una decina. La Prefettura contatterà le municipalità coinvolte perché spediscano a Cà del Ferro le tessere elettorali dei loro residenti dietro le sbarre”. C’è poi la questione dei carcerati che arrivano dal resto d’Italia: “La prefettura – hanno continuato i radicali – si metterà in contatto con i responsabili dell’istituto di pena perché chiedano ai Comuni fuori provincia degli altri detenuti di inviare la loro tessera elettorale. I detenuti nella nostra città che, non avendo una pena definitiva, possono esercitare il diritto di voto sono un centinaio, la metà circa della popolazione penitenziaria. Ma alla fine quelli che ricevono la documentazione in tempo utile e, quindi, votano, sono una decina”. I radicali verificheranno gli sviluppi della situazione attraverso un loro rappresentante di lista al seggio speciale che sarà allestito in carcere e chiederanno al loro candidato Maurizio Turco di votare a quel seggio proprio per vedere come stanno le cose (un candidato può votare dove vuole). “L’incontro con la dottoressa Giordano è stato positivo – commentano de Rosa, Ruggeri e Ravelli -. La Prefettura ha mostrato grande disponibilità facendosi carico delle problematiche che abbiamo sollevato”. L’altra fetta consistente di elettori che sarà esclusa dal diritto di voto è costituita dalle persone che non possono muoversi da casa a causa di gravi invalidità o malattia. Negli altri Paesi europei questo problema è stato risolto con il voto per corrispondenza, a domicilio o per procura. “La Prefettura – concludono i responsabili dell’Associazione radicale Piero Welby – segnalerà la questione – una questione di civiltà – al Ministero degli Interni”. (Gilberto Bazoli)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 aprile 2008 @ 14:34:45

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA' AL POPOLO TIBETANO

PD: “SIAMO TUTTI TIBETANI”.
L’APPELLO DEI CANDIDATI
(La Provincia del 23.3.2008)

L’appello per il Tibet e contro il genocidio culturale messo in atto dal governo cinese “non può fermarsi qui, avere carattere episodico o soprattutto emozionale, nè rimanere imprigionato nei limiti di un appuntamento promosso in campagna elettorale”. Ma questo è il momento in cui rilanciare la mobilitazione, questo il momento per dire - con l’ormai abituale parafrasi di J.F.K. - che ‘Siamo tutti tibetani’. Così ieri pomeriggio, presso la pagoda dei giardini pubblici, il Partito Democratico ha tenuto la sua manifestazione di solidarietà, ricca di interventi tutti concentrati sulla stessa, grande emergenza. In collegamento su Radio Radicale, Sergio D’Elia (segretario di ‘Nessuno tocchi Caino’) ha raccontato la sua partecipazione alla marcia di Dharamsala, il pressing del Parlamento italiano sull’Unione Europea, la speranza di coinvolgere il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sognando un esito simile a quello della lunga battaglia per la moratoria sulla pena di morte. I criteri-base? Quelli indicati dal Dalai Lama: autonomia (e non indipendenza) per il Tibet, non violenza, no al boicottaggio delle Olimpiadi, che devono invece trasformarsi in una grande occasione di solidarietà e risonanza per la causa tibetana. Poi Cinzia Fontana: “Diamo continuità a queste iniziative, spezziamo il muro del silenzio e dell’isolamento, la politica e le istituzioni internazionali facciano sino in fondo la loro parte”; e Luciano Pizzetti: “La verità di tutta questa storia è che l’Occidente ha ancora troppa paura di pregiudicare i suoi buoni affari, e tutti sanno che buon affare Sia oggi la Cina. E’ una paura che dobbiamo lasciarci alle spalle una volta per tutte. L’Unione Europea, finora grande assente di questa partita, assuma finalmente un ruolo”. Sull’importanza dell’informazione in vicende come questa si è soffermato Maurizio Turco (con Fontana e Pizzetti, candidiati del Pd alle elezioni del 13 aprile). Poi è stata la volta del sindaco Gian Carlo Corada (“Cremona non scopre certo oggi il dramma del Tibet, ce ne occupiamo da anni anche come enti locali; sarà una battaglia lunga ma tutti possiamo fare qualcosa”); di Marco Pezzoni, anche nella sua veste di esperto di questioni internazionali, Ermanno De Rosa e Sergio Ravelli. ‘tutti tibetani’: non da ieri, e non solo per il tempo televisivo di certa indignazione a comando, che aspetta solo un’altra tragedia per eccitarsi e dimenticare. (Andrea Gandolfi).
(Nella foto, l'intervento di Maurizio Turco, candidato PD nella circoscrizione Lombardia3)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 23 marzo 2008 @ 15:31:36

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA' AL POPOLO TIBETANO

L’APPELLO AI CITTADINI E AL GOVERNO:
NON ABBANDONIAMO IL DALAI LAMA
(La Cronaca del 23.3.2008)

Un’oppressione che dura non certo da una settimana, ma da cinquant’anni almeno. Solo ora il mondo se ne accorge e, anche quando se ne accorge, sono quattro gatti a decidere di dedicare qualche ora alla veglia per il Tibet e per il popolo tibetano, schiacciato dalla Cina dagli anni ’50 e vittima in questi ultimi giorni di una feroce repressione. E’ un dramma che, a Cremona come in tante altre realtà, purtroppo appassiona poco, come si è visto ieri pomeriggio in occasione dell’iniziativa organizzata dal partito radicale e dal Partito Democratico. Una “veglia-maratona oratoria”, l’ha definita Sergio Ravelli, leader dei radicali cremonesi e moderatore dei vari interventi presso la pagoda dei giardini pubblici a partire dalle 18.30 e fino alla 20.30. Mantra tibetani dall’impianto acustico collocato sotto la pagoda, vessilli tibetani e manifesti - “Siamo tutti tibetani” – hanno fatto da cornice all’iniziativa alla quale hanno preso parte pochi cittadini e diversi politici (del Pd e dei radicali). Dalla pagoda Ravelli ha dato inizio alla veglia, leggendo le ragioni dell’iniziativa: “La Comunità internazionale deve fare ogni sforzo e ogni pressione affinché il governo cinese arrivi all’importante appuntamento delle Olimpiadi avendo compiuto passi sostanziali verso il rispetto dei diritti umani in Cina e della libertà in Tibet”. E ancora: “La strategia delle autorità di Pechino è particolarmente negativa a pochi mesi da quelle Olimpiadi che lo stesso Dalai Lama ha sempre voluto siano occasione per la comunità internazionale di moltiplicare l’attenzione e gli sforzi per l’avvio di processi democratici indispensabili ai cinesi stessi e alle minoranze oppresse, come i tibetani, gli uiguri, i mongoli, i falun gong, i cattolici fedeli alla Chiesa di Roma. E’ importante rilanciare l’appello del Presidente Giorgio Napoletano per una iniziativa dell’Unione Europea a sostegno dei loro diritti umani fondamentali, della loro libertà religiosa, culturale, civile”. Quindi la parola al deputato Sergio D’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino”, e membro, insieme ai due candidati del Partito Democratico Matteo Mecacci e Marco Perduca della delegazione che in questi giorni ha prso parte alla marcia per il Tibet a Dharamsala. In collegamento telefonico in diretta con Radio Radicale, D’Elia a reso conto degli incontri ai quali la delegazione ha preso parte in questi giorni, parlando di una “situazione difficilissima” e di un Dalai Lama “isolato e umiliato”, soprattutto dopo che la sua proposta per la risoluzione del problema “è stata accolta in modo arrogante dai cinesi”. “Le notizie giunte nei primi giorni - ha aggiunto il deputato - parlavano di una manifestazione assolutamente non violenta da parte dei monaci buddisti. Poi si è registrata la repressione cinese, con violenze nel paese, disordini e l’incendio di negozi, auto e case”. Di qui l’accorato appello di D’Elia ai”cittadini ma soprattutto al governo italiano: non lasciamo solo il Dalai Lama”. A seguire gli interventi dei candidati del Pd Maurizio Turco, Cinzia Fontana e Luciano Pizzetti, di alcuni politici locali, tra i quali il sindaco Gian Carlo Corada, ed esponenti della comunità tibetana in Italia affinché il governo cinese faccia tutto quanto è in suo potere per far cesare immediatamente le violenze contro i manifestanti ed evitare ogni ulteriore uso della forza. “E’ giunto il momento - hanno rimarcato con forza i candidati del Pd - di dare avvio a quel dialogo, serio e concreto, auspicato dalla comunità internazionale, con i rappresentanti riconosciuti del popolo tibetano, a partire dal Premio Nobel per la Pace, il Dalai Lama. Nobili intenti per una nobile causa in un momento che - volenti o nolenti - si presta facilmente all’intreccio con la scadenza elettorale italiana e a maliziose interpretazioni. Un peccato, soprattutto, lo scarso interesse riscontrato nei cremonesi. Di ogni colore e di ogni appartenenza.
(Nella foto, l'intervento di Cinzia Fontana, candidata del Pd al Senato)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 23 marzo 2008 @ 15:27:39

 Rassegna stampa: LA CAMPAGNA ELETTORALE DI MAURIZIO TURCO

MANTOVA. RADICALE NELLA LISTA DEL PD.
TURCO SI PRESENTA AGLI ELETTORI.

«I nodi che vengono al pettine oggi sono quelli per cui avevamo lanciato l’allarme anni fa: siamo qui per dire che la lotta continua, e che lavoriamo per la democrazia». Così Maurizio Turco, presidente della Commissione attività produttive della Camera dei deputati, ha inquadrato ieri nella sede della Circoscrizione Centro la propria candidatura alla Camera dei deputati nel collegio Lombardia 3, che comprende Pavia, Lodi, Cremona e Mantova. E fa riferimento ai grandi temi attorno ai quali ruota il programma del Partito democratico: la sicurezza, la giustizia, la lotta alla precarietà e il risollevamento dell’economia nazionale. E va oltre, in qualità di rappresentante dei Radicali, scomparsi come simbolo nella coalizione ma, come ha affermato Emma Bonino ‘di certo non clandestini politici’: «Il nostro obiettivo prioritario resta la sconfitta di Berlusconi, ma ancor più la lotta alla reale e attuale contrapposizione tra garantiti e non garantiti» ha aggiunto. Una discrepanza sociale che si articola nel precariato e attorno ai temi della legalità. «La precarietà non deve essere e diventare il fondamento dell’esistenza delle future generazioni - aggiunge Turco - e contemporaneamente, i dieci milioni di processi che ora attendono una conclusione, cinque dei quali di carattere civile ed economico, sono un pauroso freno di crescita e sviluppo per il paese». Mentre si pone anche il problema di rappresentazione e reale rappresentatività di diritti sociali, Turco ricorda anche l’importanza dei referendum, e lo stampo liberale che contraddistingue la presenza dei radicali tra le fila del Partito democratico. Tra i suoi obiettivi anche la sburocratizzazione dei processi istituzionali e giuridici, e il raggiungimento di un sistema elettorale francese, con collegi uninominali. Infine ha espresso qualche parola di sostegno per l’escluso Gianfranco Burchiellaro: «Mi auguro che l’esperienza e la dedizione che in questi anni l’onorevole Burchiellaro ha dimostrato di applicare trovino ancora posto e partecipazione all’interno di un partito di tipo democratico». (Valeria Dalcore - La Gazzetta di Mantova del 17.3.2008)

(nella foto, da sinistra, Tommaso Tonelli, Sergio Ravelli e Maurizio Turco)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 18 marzo 2008 @ 16:39:51

 Rassegna stampa: LA CAMPAGNA ELETTORALE DI MAURIZIO TURCO

FACCIA A FACCIA TURCO-DON RINI
Radicali e cattolici. A sorpresa 25 minuti di colloquio tra i protagonisti della polemica del giorno. I radicali nella redazione del settimanale diocesano «Dev’essere chiaro che non abbiamo dichiarato guerra alla Chiesa»

Quasi un miracolo, visto il contesto e le premesse: Maurizio Turco, il radicale candidato al terzo posto (sinonimo di elezione certa) per il Partito democratico nella circoscrizione Lombardia 3, e don Vincenzo Rini, il direttore del settimanale diocesano Vita Cattolica che ha duramente criticato l’accordo tra Veltroni e Pannella, si sono incontrati. Un colloquio di venticinque minuti durante il quale i due ‘contendenti’ sono rimasti sulle rispettive posizioni, ma che è servito per rasserenare gli animi. Sono stati Turco, che è anche segretario dell’Associazione nazionale on line anticlericale, e i radicali cremonesi a chiedere con insistenza il faccia a faccia. Turco, accompagnato da Sergio Ravelli ed Ermanno de Rosa, è arrivato in via Stenico, dove sorge la sede del settimanale diocesano, alle 14 precise. Don Rini, che aveva preceduto la delegazione, gli ha aperto le porte della ‘Casa della comunicazione’, la palazzina della Curia in cui, oltre alla redazione di Vita Cattolica, sono ospitati l’Ufficio comunicazioni sociali, il Nucleo tv e Radio Cittanova. Don Rini e i suoi ospiti sono ricomparsi poco meno di mezz’ora dopo. Una stretta di mano, poi il saluto: «Devo scappare a Soresina», ha detto don Rini, che ha preferito non rilasciare dichiarazioni sul contenuto del colloquio «anche perché era rigorosamente privato». «Sono stato io a chiedere l’incontro e don Rini ne l’ha concesso - ha detto, al termine, l’on. Turco dando la sensazione di aver letto tutta la raccolta stampa dei giorni scorsi sulle polemica tra il settimanale diocesano e i suoi compagni di partito -. Capisco benissimo la posizione del direttore e quella che ha espresso sul giornale. Ho voluto vedere don Rini perché fosse chiaro che l’obiettivo dei radicali non è non far parlare la Chiesa. Ma soprattutto desideravo far presente che non è nelle nostre corde, nel nostro Dna un sentimento antireligioso. Ho anche spiegato a don Rini che noi non gli abbiamo dichiarato guerra e che lui non deve smettere di dire ciò che pensa». Turco ha confermato a don Rini che i radicali presentatisi nelle liste con il Pd si sono impegnati a non alzare i toni delle polemica con i cattolici concentrandosi invece su tre temi: economia, giustizia, riforme istituzionali. Turco ha raccontato a don Rini di se stesso, radicale nato in una famiglia di cattolici. Il candidato radicale si è poi concesso una pausa pranzo prima di aprire ufficialmente, con una conferenza stampa, la campagna elettorale. E nella saletta del Cittanova Turco è tornato sul faccia a faccia con don Rini solo per dire «che ci siamo visti per un incontro privato». L’esponente radicale si è soffermato, alla fine di un intervento che ha spaziato dai referendum del 2000 al «proibizionismo di Tremonti», sull’intervento con cui il sen. Paolo Bodini, giovedì prima del comizio di Veltroni in piazza Stradivari, ha affrontato la questione cattolici-Pd. Turco ha sottoscritto parola per parola la filosofia dell’ex sindaco: «Mi riconosco nella sua analisi. Non siamo noi che dobbiamo dare la patente di cattolico buono o cattivo. Le affermazioni di Bodini ricordano il modo di intendere le cose da parte di quei cattolici impegnati in politica che riescono a cogliere il limite tra le convinzioni personali, attinenti alla propria coscienza, e lo spazio pubblico». Il fatto di non aver riconfermato Bodini significa «aver sottratto energie al Pd. Quelle energie, mi auguro, che potranno tornare utili al Partito democratico».
(Gilberto Bazoli – La Provincia di Cremona del 16.3.2008)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 18 marzo 2008 @ 16:32:29

 Rassegna stampa: LA CAMPAGNA ELETTORALE DI MAURIZIO TURCO

«DITELO A VELTRONI: DUE DI NOI STANNO SFILANDO LAGGIU' NEL TIBET"

La bandiera del Pd in mezzo a due del Tibet. Una terza grande bandiera del Tibet alle spalle. Un addobbo assolutamente non casuale quello voluto dai radicali per la saletta del Cittanova, che ha ospitato ieri l’apertura ufficiale della campagna elettorale dei radicali e di Maurizio Turco, deputato uscente e loro candidato nelle liste del Partito democratico. Il Tibet è riecheggiato anche nell’intervento di Turco. «Forse è uno scoop: in questo momento ci sono due candidati del Pd in India che stanno partecipando alla marcia insieme con i monaci. Là c’è anche Sergio D’Elia. Vorrei capire perché il Pd non ne parla. Certo, sono candidati radicali. Mi auguro che qualcuno ne informi i dirigenti del Pd». Turco ha annunciato che sabato prossimo, vigilia di Pasqua, si terrà a Cremona una manifestazione di solidarietà con il Tibet.
Prima di Turco hanno parlato i dirigenti cremonesi dei suo compagni di partito. Sergio Ravelli ha sottoscritto le parole di Emma Bonino: «I 9 candidati radicali presentatisi con il Pd non sono semiclandestini a bordo. I radicali sono stati leali, come hanno provato durante il governo Prodi, e continueranno ad esserlo». Gino Ruggeri ha bacchettato la sinistra radicale affermando «che finalmente siamo liberi dalla zavorra massimalista». Ermanno de Rosa è tornato ai monaci tibetani scesi in piazza contro l’oppressione cinese: «I radicali si battono per la libertà religiosa là dov’è oppressa». Poi una sferzata al Pd: «Fatto il Partito democratico, restano da fare i democratici».
(Gilberto Bazoli – La Provincia di Cremona del 16.3.2008)

(nella foto, da sinistra, Ermanno de Rosa, Maurizio Turco, Sergio Ravelli e Gino Ruggeri)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 18 marzo 2008 @ 16:27:36

 Rassegna stampa: LETTERA AL DIRETTORE DE "LA VITA CATTOLICA" VINCENZO RINI

EGR. MONS. RINI, NON LE SEMBRA DI ESAGERARE?
(La risposta di Gino Ruggeri e Sergio Ravelli al direttore del settimanale "La Vita Cattolica")

Egregio Monsignor Vincenzo Rini,
non le sembra di esagerare? Far passare i radicali (oltre che pro-morte) come quelli che “vogliono tappare la bocca” ai giornali diocesani più che un’accusa offensiva è un’accusa ridicola. La storia ultracinquantennale del Partito Radicale (unico partito superstite fra quelli nati nel dopoguerra) è limpida, trasparente e conosciuta da tutti gli italiani. Il nocciolo della questione è un altro: le gerarchie ecclesiastiche, e i loro portavoce, hanno deciso di entrare direttamente nell’agone politico-elettorale. E lo stanno facendo con una pesantezza che non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana, prendendo di mira proprio coloro che con più rigore si sono sempre battuti per la laicità dello Stato e per libertà religiosa ovunque nel mondo. La ricerca del dialogo, soprattutto con chi la pensa in maniera diversa, è l’essenza dell’azione politica dei radicali. Pertanto, Le diamo appuntamento alla prossima campagna elettorale, nel corso della quale troverà certamente le occasioni (se lo vorrà) per confrontarsi pubblicamente con il candidato radicale nelle liste del Partito Democratico.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 09 marzo 2008 @ 17:17:24

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI ERMANNO DE ROSA, PRESIDENTE ASS. WELBY

DICHIARAZIONE DI ERMANNO DE ROSA
presidente dell'Associazione Radicale Piero Welby

Mi dispiace che Vita Cattolica abbia scelto di fare campagna elettorale. Mi dispiace in particolare il massimalismo cui anche Mons. Rini si riduce nel suo fondo ultimo creando un antipatico clima di criminalizzazione dell’avversario. Mi sembra il sintomo di un doversi o volersi schierare che sarebbe più appropriato in una parte politica impegnata direttamente a raccogliere voti contro un avversario pericoloso. Debbo constatare che l’argomento della difesa della vita è usato attribuendosi l’arbitrio di decidere chi è pro e chi è contro. L’importante è coprire l’avversario, siano i Radicali o Veronesi ed anche il PD che li ospita, dell’ignominia di essere contro. Così si evita un dialogo che mostrerebbe modi diversi di concepire e difendere la vita, non certo odio verso di essa. Sembra che il vero obbiettivo di questa campagna sia quello di indicare a dito un nemico del massimalismo cattolico per ottenere che tutti i cattolici ne prendano le distanze.
Non importa se il momento politico propone altre priorità e se per questo finalmente anche in Italia si tenta faticosamente di fare un partito aperto, il PD, per affrontare meglio i problemi della convivenza fra cittadini di culture ed orientamenti diversi. Non importa nemmeno considerare che forse ci sono anche insegnamenti evangelici che portano in questa direzione. Oggi quello che importa al Papa ed alla CEI è l’ubbidienza dei devoti, atei o fedeli che siano.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 marzo 2008 @ 14:18:03

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI SUL QUOTIDIANO LOCALE

LORO "PRO-LIFE", NOI RADICALI "PRO-MORTE"
(intervento di Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di R.I., sul quotidiano "La Provincia" dell'1.3.2008)

Le cosiddette correnti “teodem” e “teocom” che albergano nel Partito Democratico e nella PDL pongono veti, fissano paletti, avvertono che su certi principi non si è disposti a transigere. Parlano di principi non negoziabili su cui Vaticano e curia non sono disposti a mollare. “L’Avvenire”, il quotidiano dei vescovi italiani, ha stilato pagelle: si augura che il PD non abbia nulla a che spartire con i radicali; la PDL non dovrebbe scivolare nel populismo; l’UDC si dovrebbe unire con le altre formazioni cattoliche. Esplicitamente si tifa per un’unità d’intesa tra UDC, Rosa Bianca ed UDEUR, e se vi saranno “candidature adeguate”, i vescovi potrebbero dare una mano. “Famiglia Cristiana” spara a zero contro l’accordo con i radicali e la candidatura di Umberto Veronesi. Anche nel nostro piccolo non ci facciamo mancare niente. Il direttore di Vita Cattolica è perentorio: “per guadagnare trecentomila voti radicali il PD rinuncia a più di un milione di voti cattolici” e il direttore de Il Nuovo Torrazzo di Crema non è da meno: “Non ci piace questa intesa tra PD e radicali perché, come cattolici, siamo preoccupati per la salvaguardia dei valori cristiani”. Tutto questo naturalmente non va considerato né un’ingerenza né un’interferenza, è una guida pastorale. L’ingerenza e l’interferenza sono definite “direzioni etiche”, non indicazioni di voto, “valutazioni di merito”. Le chiamino come vogliono, ma la sostanza resta: interventi pesanti e oltraggiosi (loro “pro life”, noi radicali “pro-morte”).
Opinioni, si dirà; certo. Ma sono queste opinioni che ispirano e animano quanti oggi oppongono “principi non negoziabili”, su cui non sono disposti a transigere. “La cultura radicale e le loro battaglie sono sempre state da noi contrastate, in quanto opposte ai valori cattolici” dicono sicuri. E’ chiaro, adesso, finalmente perché non ci si è accorti della loro voce quando Marco Pannella, Emma Bonino, Sergio D’Elia, i radicali e “Nessuno tocchi Caino” erano impegnati a conquistare la moratoria delle esecuzioni capitali e il voto positivo dell’assemblea generale dell’ONU. E’ altrettanto chiaro, adesso, finalmente, perché non ci si è accorti della loro voce quando Marco Pannella, Emma Bonino e i radicali erano impegnati nelle iniziative contro lo sterminio per fame nel mondo. Ricordate? “Svuotate gli arsenali, riempite i granai” è un qualcosa che “Famiglia Cristiana”, “Vita Cattolica” e “Il Nuovo Torrazzo” ritengono “opposto ai valori cattolici”? Curiose logiche, animano i giornali dei paolini e quelli diocesani. Non intendono dare indicazioni di voto, ma “scomunicano” l’accordo elettorale tra PD e radicali!

Postato da sergio_ravelli Sabato, 01 marzo 2008 @ 15:39:30

 Rassegna stampa: PANNELLA VISTO DA DON GIANNI BAGET BOZZO

BAGET BOZZO: PANNELLA È UN PROFETA CRISTIANO
(da Libero del 28.2.2008)

«Marco Pannella in realtà è una figura interna alla cristianità italiana. Non è un politico. È un profeta». Così commenta con libero, dalla sua casa di Genova, uno dei più acuti osservatori della politica: don Gianni Baget Bozzo, 82 anni (cinque più di Pannella). È incredibile come un partitino con non più del due per cento dei voti, e che ha ottenuto da Walter Veltroni meno dell’uno per cento dei parlamentari (nove su 950), riesca a scatenare tante polemiche. Veti, proteste, addirittura paura che un così minuscolo embrione possa trasformare tutti i Democratici in un «partito radicale dì massa». A meno che... «A meno che non si capisca che la visione di Pannella non è solo politica. E’ una visione religiosa», spiega don Baget. «È stato lui a introdurre il digiuno. la nonviolenza e tutto l’universo di Gandhi in Italia. Pannella trascende la politica: castiga il corpo per elevare l’anima».

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 28 febbraio 2008 @ 21:16:33 Continua...

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI ADRIANO SOFRI

"PICCOLA POSTA"
di ADRIANO SOFRI
(da "Il Foglio" del 06.02.2008)

Trovo assai istruttiva, quanto all'assurdità o peggio dei tempi, la polemica sul bando dei radicali da parte del Partito democratico. Un po' per lealtà, un po' perché se ne aspettavano molto meno che gli altri commensali (con quella formula pannelliana, i Capaci di tutto contro i Buoni a nulla) i radicali sono stati i più fedeli partecipi della vicenda del governo Prodi, e i meno inclini agli ultimatum e ai calcoli di botteguccia. Emma Bonino si è guadagnata, come ogni volta che le venga affidato un incarico di fiducia - come il soldato Nemecsek, pronto a immergersi nella vasca dei pesci rossi, se la consegna è quella - l'apprezzamento di tutti gli osservatori in buona fede. Ai radicali si deve in misura decisiva il più prestigioso dei rari meriti di cui il governo può andar fiero, il voto all'Onu per la moratoria sulla pena di morte. Ai radicali è stato fatto il torto evidente - e come tale riconosciuto in pubblico da alcuni fra i più autorevoli giuristi, in privato da tutti - di sottrarre i seggi in Senato che la lettera della legge, cioè la legge, assegnava loro, capaci oltretutto di dare al governo quella infima maggioranza che ne avrebbe protratto l'esistenza. In una esperienza go¬vernativa lungo la quale le cose buone sono state realizzate non grazie ma nonostante o contro la coalizione di governo, e la consumazione di una maggioranza si è bruciata fino alla mortificazione e al rigetto di un intero popolo, e l'opposizione è cresciuta come un pallone gonfiato senza prendere alcuna iniziativa degna di memoria, e anzi dando prove intestine di meschinità madornale e sbandierando dalla prima ora fantastici proclami di illegittimità del risultato elettorale, i radicali hanno fatto la loro parte costruttivamente facendosene un punto d'onore, come gli ultimi giapponesi di una guerra perduta.

Postato da gino_ruggeri Giovedì, 07 febbraio 2008 @ 20:09:51 Continua...

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO "CRONACA"

RADICALI: NO ELEZIONI SI’ RIFORME ECONOMICHE
(lettera del segretario dell'Associazione Gino Ruggeri pubblicata da "Cronaca" il 5.2.2008)

Gentile Direttore,
in questo momento il costo delle elezioni anticipate è un costo immenso anche di denaro. Il Sole 24 Ore ha dato informazioni notevolissime: a due riprese ha illustrato quante sono le leggi in corso di approvazione e le proposte in Parlamento che decadrebbero con questa fretta che ha gran parte dell’oligarchia di andare assolutamente al voto immediato. Gli italiani e i parlamentari che rischiano di essere vittima ancora una volta degli interessi diversi di tanta parte dei vertici politici che in profonda crisi a destra e sinistra tentano di salvarsi prendendo in mano la situazione attraverso la buffonata “ai voti ai voti”. Se si va a votare i partiti incamerano adesso tutti i soldi che dovrebbero riscuotere ancora per tre anni, dunque per l’intera legislatura, e immediatamente torneranno a loro i soldi della rapina chiamata “rimborso spese”.
Allora quali sono i costi di una legislatura bloccata dopo due anni, su un lavoro impostato? Cosa sarebbe accaduto al governo Berlusconi se dopo due anni avesse dovuto o potuto compiere questa operazione delle elezioni: non ci sarebbe stata la legge Biagi, non la Maroni e le correzioni che pure ci sono state nella seconda parte della legislatura che ha portato a maturazione non solo leggi ad personam. Le riforme per fronteggiare le crisi interne ed internazionali, in ritardo da decenni, sono appena state messe in cantiere. Sono le riforme economiche ( risanamento dei conti pubblici, liberalizzazioni, rilancio dei consumi interni e della produttività) e quelle istituzionali ( governabilità, trasparenza, legalità e partecipazione). Vararle e farle navigare, almeno le più urgenti, richiedeva, ed avrebbe meritato, la durata e le energie di tutto il Paese per almeno una legislatura.

Postato da gino_ruggeri Sabato, 02 febbraio 2008 @ 20:21:30

 Rassegna stampa: AD UN ANNO DALLA MORTE DI PIERO WELBY

DIETRO IL COMODO PARAVENTO
DELL'IMMUNITA' PARLAMENTARE
(lettera a "La Provincia" di Ermanno de Rosa)

Sig. direttore,
siamo all’anniversario della morte di Piero Welby la cui vicenda è nota particolarmente a Cremona per la parte sostenuta con onore da un coraggioso medico della nostra città: Mario Riccio. Ora la sentenza che lo ha prosciolto da ogni accusa è divenuta inappellabile per chiunque. La sentenza - se ne è parlato anche in occasione della tavola rotonda sulle libertà di cura e di ricerca organizzata dalla associazione Radicale Cremonese intitolata a P. Welby - ha riconosciuto al medico non solo il diritto di esaudire quella richiesta estrema del malato, ma di averne il dovere. Welby ha esercitato un diritto costituzionale scegliendo, nelle sue condizioni, di morire; Riccio ha anche compiuto il suo dovere di medico. Per questo fatto Binetti e Volontè, parlamentari ligi al mandato cattolico come lo detta la Santa Sede della teocrazia assoluta Vaticana, avevano subito cercato di far condannare per omicidio il nostro esemplare concittadino. Querelati, si sono rifugiati dietro il comodo paravento dell’immunità parlamentare.
Questo istituto, nato coi primi parlamenti eletti a freno degli eccessi delle monarchie assolute, doveva difendere i rappresentanti dei cittadini dalle prepotenze del Principe. In questo caso, ironia della storia, viene piegato a difesa di due personaggi potenti perché cattolici di parte del Principe e ad irrisione della debolezza di un cittadino che ha fatto il suo dovere.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 24 dicembre 2007 @ 15:38:38

 Rassegna stampa: AD UN ANNO DALLA MORTE DI PIERO WELBY

“CASO WELBY, UN ANNO DOPO
POLITICA LATITANTE SUI TEMI ETICI”
("La Provincia" di Cremona del 23.12.2007)

Da ieri è definitiva la sentenza con cui, il 23 luglio scorso, il Gup del Tribunale di Roma, Zaira Secchi, su richiesta della Procura, dichiarò il “non luogo a procedere”, prosciogliendo l’anestesista Mario Riccio dall’accusa di omicidio del consenziente: la morte di Piergiorgio Welby, il 20 dicembre di un anno fa. La Procura generale non ha impugnato la sentenza, “Ad un anno dalla morte di Piergiorgio Welby un uomo coraggioso, un simbolo per i malati italiani”, qualcosa è cambiato? Rilanciata alla tavola rotonda organizzata dall’Associazione radicale di Cremona, moderata dal presidente Ermanno de Rosa, la domanda viene raccolta da Mina Welby, tornata ieri a Cremona: “Qualcosa è cambiato. La sentenza del giudice Secchi e la sentenza Englaro hanno cambiato in molte persone l’opinione. Io sono cattolica. La fede l’ho sperimentata vicino a Piero. Ho imparato ad accettare l’altro, a non imporre la mia morale. Questa è la vera laicità”. Cinque del pomeriggio di ieri, hotel Impero. Mina Welby abbraccia Riccio. E in questo abbraccio c’è tutto. “Prima che Piero morisse, gli dissi che ero stanca., che non avrei più fatto nulla. Lui mi fece l’occhiolino, capì, ma dopo mezz’ora mi fece capire di andare avanti”: da un anno Mina Welby non ha più un fine settimana libero “tanto che la mamma di Piero mi dice ‘Ma cosa fai? Sei in giro come i soldi falsi’. E io le rispondo ‘No, come un ebreo errante’. La prima richiesta è arrivata dalla parrocchia Sacra Famiglia di Fabriano. Don Nicola io lo chiamo parroco anticlericale”. Si ferma qui la vedova di Welby. A lei e a Riccio si rivolge Maurizio Mori, professore di bioetica all’università di Torino: “Credo che a un anno dalla morte di Welby, il suo messaggio continui a vivere grazie all’impegno e alla serietà di Mina Welby e di Mario Riccio. Il caso Welby è il più emblematico, perché ha cambiato la testa degli italiani, ci dimostra come oggi ci voglia, anche nella morte, l’autodeterminazione. Oggi la bioetica diventa un argomento di discussione, perché comporta una secolarizzazione nelle scelte della nostra vita, scelte da consegnare alla politica”. Ma la politica è lontana. Cristina Manfredini, coordinatrice del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica, e consigliere provinciale, mostra il libro con le 1200 firme raccolte in luglio alla Festa dell’Unità per sostenere il proscioglimento di Riccio. E dice: “sono firme di cremonesi, ma ci sono anche quelle dei sindaci Chiamparino di Torino, Cofferati, di Bologna, e di Corada”. Manfredini porta le testimonianze raccolte dalla gente nei banchetti allestiti al mercato: “Persone che mi hanno parlato dei loro casi personali. La gente chiede di arrivare al testamento biologico. Delle 8 leggi parlamentari, noi non abbiamo mai parlato di eutanasia”. A un anno dalla morte di Piergiorgio Welby, Riccio parla di luci e ombre. Le luci. “La sentenza Englaro chiarisce che oggi in Italia i testamenti di vita possono essere attivati. La sentenza Welby-Riccio chiarisce che il medico ha il dovere di fare quello che il paziente vuole. Nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà”. Le ombre. “A un anno dalla morte, il mondo politico è in silenzio. I temi etici sono rimasti da parte. Com’è possibile? Da cittadino ciò mi risulta assolutamente incomprensibile”. Dalla libertà di cura alla libertà di ricerca scientifica. “In Italia manca la cultura della ricerca scientifica, uno dei limiti del nostro Paese”. Così Cesare Galli, direttore del Laboratorio di tecnologie della riproduzione, il papà del toro Galileo, la cui “storia da perseguitato scientifico comincia nel 1999. Lo scienziato è sempre soggetto ad attacchi. Noi ci occupiamo di fare il nostro lavoro e non c’è, nella società, percezione di cosa facciamo”. Cosa è cambiato in Italia? “Di nuovo c’è che è più trasparente l’assegnazione dei fondi nella ricerca. Basta con l’assegnazione agli amici degli amici”.
(Francesca Morandi)

Postato da sergio_ravelli Domenica, 23 dicembre 2007 @ 22:40:08

 Rassegna stampa: MORATORIA ONU: CONFERENZA STAMPA A CREMONA

A pochi giorni dall'Assemblea Generale dell'Onu in cui si voterà per la moratoria della pena di morte,
il Sindaco fa il punto con Zamparutti e Ravelli
di Nessuno Tocchi Caino

"Siamo vicinissimi ad un voto di portata storica". Questa la consapevolezza emersa oggi alla conferenza stampa convocata nella Sala Giunta di Palazzo Comunale per fare il punto sulla questione della moratoria della pena di morte, dopo l'approvazione alcuni giorni fa nella terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite della risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali, e verso l'Assemblea Generale dell'Onu chiamata al voto definitivo, a metà dicembre. L'incontro, registrato da radio radicale, ha visto la partecipazione di Gian Carlo Corada, Sindaco di Cremona, Elisabetta Zamparutti, tesoriere di "Nessuno tocchi Caino" e curatrice del "Rapporto 2007 sulla pena di morte nel mondo", Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, e Michele Rana, della Giunta Nazionale dei radicali italiani.
I radicali sono così entusiasti dell'impegno espresso da Corada, in continuità dal '93, ovvero da quando sono partite le "lotte" di "Nessuno Tocchi Caino", ad oggi, prima come presidente della provincia, quindi come sindaco, che oggi la Zamparutti gli hanno chiesto di iscriversi all'associazione a titolo personale, (il Comune è già iscritto), e poi ai radicali transnazionali. Corada, che ha ammesso di fare fatica a separare rispetto a temi di questo tipo il livello personale da quello pubblico, si è detto disponibile ad iscriversi all'associazione, non al partito, perché ha da tempo fatto altre scelte, pur condividendo molte delle azioni condotte dai radicali. Tra queste l'iniziativa per la moratoria.

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 22 novembre 2007 @ 11:43:16 Continua...

 Rassegna stampa: MORATORIA ONU: CONFERENZA STAMPA A CREMONA

PENA DI MORTE: MORATORIA VICINA

E’ stata vinta una battaglia importante per la moratoria della pena di morte nel mondo, non ancora la guerra. Questo il senso dell’incontro, ieri in Comune, tra il sindaco Gian Carlo Corada e alcuni esponenti di Nessuno tocchi Caino, l’associazione che più si è battuta per lo stop alle esecuzioni capitali.
L’Onu, come noto, a votato a larga maggioranza, la risoluzione per sospendere la pena di morte. Manca però il via libera definitivo, previsto per la metà di dicembre, dall’Assemblea generale del Palazzo di vetro. Un’approvazione attesa ma non scontata, ha sottolineato Elisabetta Zamparutti, tesoriere di Nessuno tocchi Caino. “In questi giorni ci sarà un duro braccio di ferro tra i sostenitori della risoluzione e i suoi avversari, che avranno la possibilità di presentare altri emendamenti. E questo è un rischio”. La moratoria “è un fatto di portata storica, equiparabile all’abolizione della schiavitù e della tortura. E’ stato affermato il principio della maggior trasparenza su ciò che accade all’interno degli Stati e sancito il superamento di una loro visione ottocentesca. E questo colpirà i principali paesi-aguzzini, come Iran e Singapore”.
L’esponente di Nessuno tocchi Caino e Sergio Ravelli, dei radicali cremonesi (c’era anche il dirigente nazionale Michele Rana), hanno ringraziato il sindaco Corada per essere stato al loro fianco in questa battaglia. “Sin dall’inizio e con passione”, ha detto Ravelli riferendosi anche alla sera “suggestiva e indimenticabile” quando, in attesa della discussione all’Onu, è stato illuminato il Palazzo comunale. Identità di vedute sul cuore della questione ma anche qualche differenza.. Come sul ruolo degli Stati Uniti, uno dei Paesi contrari alla moratoria della pena di morte. “Vero, ma il 98% delle esecuzioni capitali viene praticato in Cina e Iran – ha detto Elisabetta Zamparutti -. E poi stando agli ultimi sondaggi il 58 per cento degli americani è a favore della moratoria. Negli Usa è in atto un percorso, lento ma inesorabile, di revisione nel modo di guardare alla pena di morte. Sono ottimista sul fatto che questo processo si concluderà positivamente”. Un po’ meno speranzoso Corada: “Ottimisti bisogna esserlo sempre, ma mi pare che negli Stati Uniti siano tornati ad affiorare argomenti, più ‘dialoganti’ e forse per questo più pericolosi, contro la sospensione”. Un fuori programma quando la Zamparutti ha proposto al sindaco di iscriversi al Partito radicale transnazionale. Invito declinato, con cortesia ma fermezza, dall’interessato: “Condivido alcune vostre battaglie, ma tesserarmi, questo no”.
(gi.baz. - “La provincia” del 22.11.2007)

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 22 novembre 2007 @ 11:32:26

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE

MORATORIA DELLA PENA DI MORTE:
GRAZIE A MARIA TERESA DI LASCIA

Finalmente, dopo tanti anni di battaglie, il Terzo Comitato dell’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato a larga maggioranza la risoluzione favorevole alla moratoria sulla pena di morte.
Da “antico” militante radicale non posso brindare a questo successo senza ricordare che esso è innanzitutto di Maria Teresa Di Lascia, che nel 1992 fondò l’associazione “Nessuno Tocchi Caino” (sua l’idea di riferirsi ad un passo della Genesi) proprio con lo scopo di arrivare all’approvazione della moratoria. Maria Teresa si era sempre battuta per le cause della democrazia e dei diritti civili e umani all’interno del Partito Radicale, di cui è stata anche vicesegretaria nel 1982 e deputato nella IX legislatura. Morì prematuramente il 10 settembre 1994, all’età di 40 anni, pochi mesi dopo aver sposato Sergio D’Elia, ed aver pubblicato il romanzo “Passaggio in ombra”, vincitore (post mortem) del Premio Strega nel 1995.
È stata proprio “Nessuno Tocchi Caino”, grazie all’impegno del suo segretario Sergio D’Elia, a svolgere un ruolo decisivo sia presso il Governo italiano sia presso gli organismi internazionali per l’approvazione della risoluzione all’ONU.
Da donna instancabile qual era, che persegue un obiettivo passo dopo passo - millimetro dopo millimetro, direbbe Marco Pannella - Maria Teresa non si sarebbe fermata a questo primo successo, ma avrebbe già iniziato a lavorare per la sua definitiva approvazione nell’Assemblea Generale e per la sua concreta applicazione nei singoli Stati, anche in quelli che hanno votato contro la decisione dell’ONU, ed è questo il prossimo passo che il Governo italiano ed il Ministero degli Esteri dovranno fare.
("La Provincia" del 18.11.2007)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 19 novembre 2007 @ 18:16:18

 Rassegna stampa: RISOLUZIONE ONU PER MORATORIA ESECUZIONI CAPITALI

PENA DI MORTE: VITTORIA STORICA PER LA DIFESA DEI DIRITTI UMANI IN TUTTO IL MONDO CONTRO LE VENDETTE DI STATO. UNA VITTORIA ITALIANA E DI UNA VASTA COMUNITÀ DI PAESI APPARTENENTI A TUTTI I CONTINENTI

I primi commenti: "L'approvazione della moratoria sulla pena di morte rappresenta la bella faccia dell'Italia, la forza dei Radicali quando sanno combinare la non violenza con le istituzioni - ha commentato, commossa, con Radio Radicale il ministro per le Politiche Comunitarie, Emma Bonino - "Siamo convinti che quando andremo in plenaria sapremo fare ancora di piu' - ha detto ancora la Bonino riferendosi al voto che dovrebbe esserci in Assemblea Generale nella prima metà di dicembre - E' una giornata storica per gli amanti della legalità e del diritto”. ”Una vittoria storica per la difesa dei diritti umani”. Cosi' Sergio D'Elia, deputato della Rosa nel pugno e segretario di Nessuno Tocchi Caino, e Matteo Mecacci, Vicepresidente del Senato del Partito Radicale e Rappresentante all'Onu, hanno commentato il voto di oggi delle Nazioni Unite. ”Con il voto di oggi le Nazioni Unite segnano un punto di non ritorno nella battaglia ultradecennale per porre fine alle vendette consumate in nome dello Stato. Una vittoria di una vasta comunità di paesi appartenenti a tutti i continenti che segna un grande salto di qualità nel modo in cui l'Onu affronta le questioni relative al rispetto dei diritti umani”, hanno detto D'Elia e Mecacci ricordando che l'Italia - il Governo, il Parlamento e tante organizzazioni non governative - sono stati in prima fila da molti anni in questo sforzo. Noi radicali, e in primo luogo Marco Pannella e Emma Bonino, abbiamo iniziato 14 anni fa a lottare con migliaia di militanti ed iscritti per questo obiettivo: un obiettivo che e' un successo della nonviolenza e, nell'ultimo anno e mezzo, delle azioni di sciopero della sete e della fame che sono state decisive per sconfiggere il partito 'europeo' del rinvio che in questi anni ha impedito all'Onu di pronunciarsi sulla moratorià”.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 16 novembre 2007 @ 07:29:32

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO DI CREMONA "CRONACA"

I RADICALI A FAVORE DELLA RICERCA SUGLI OGM

Gentile Direttore, l’Associazione radicale Piero Welby solidarizza con gli scienziati e agricoltori che si oppongono al proibizionismo contro gli OGM. Impedire ai ricercatori italiani di eseguire ricerche che sono consentite in tutta Europa e che sono espressamente regolamentate da una Direttiva comunitaria recepita dall'Italia, rappresenta una grave violazione della libertà di ricerca, che è un valore riconosciuto dalla Costituzione Italiana. L'azione proibizionista è controproducente persino per gli obiettivi che il fronte anti-OGM pretenderebbe di perseguire, visto che è proprio nella ricerca scientifica che vanno cercate le risposte alle obiezioni e ai timori che le nuove tecnologie possono sollevare. Purtroppo dalla fine del secolo scorso la crociata anti-OGM ha convinto i Ministri dell’agricoltura a diminuire i finanziamenti alla ricerca agricola italiana bloccando di fatto il miglioramento e soprattutto la sopravvivenza dei prodotti tipici italiani che i fondamentalisti anti-OGM dicono di difendere. Scegliendo di seguire Mario Capanna in questa iniziativa demagogica, una parte della Sinistra Ufficiale italiana perde l'occasione di condurre la vera battaglia necessaria: quella per garantire che l'impiego delle biotecnologie in agricoltura avvenga in modo sempre più equo, a vantaggio dei Paesi in via di sviluppo e dei piccoli coltivatori, ad esempio facendo in modo che il lavoro dei centri di ricerca finanziati dallo Stato venga messo a disposizione del pubblico, senza che i diritti di proprietà intellettuale creino dei monopoli nelle mani delle multinazionali. Come ricorda un recente rapporto delle Nazioni Unite, infatti, il problema non è capire se le biotecnologie manterranno le promesse, ma soltanto come queste promesse potranno essere condivise.
Questa Associazione non mancherà di affrontare nei prossimi mesi con iniziative pubbliche questo tema vitale per l’agricoltura italiana.
Gino Ruggeri, responsabile Associazione radicale Piero Welby - Gruppo di Cremona

Postato da gino_ruggeri Giovedì, 15 novembre 2007 @ 16:53:10

 Rassegna stampa: LA MORATORIA DELLE ESECUZIONI CAPITALI ALL'ONU

La Moratoria universale sulle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'Onu di settembre. Conferenza in Comune a Cremona, con il deputato Sergio D'Elia, segretario di Nessuno Tocchi Caino.
(da www.e-cremona.it - 15.8.2007)


Cremona c'è con convinta partecipazione all'iniziativa internazionale lanciata dall'Italia per la moratoria universale sulle esecuzioni capitali da portare al voto dell'Assemblea generale dell'Onu di settembre. Per ribadire questi temi importanti e riflettere su rischi e prospettive all'orizzonte è stata indetta una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina, nella Sala della Consulta di palazzo Comunale. A porre l'accento sull'attenzione dei cremonesi, Sergio Ravelli, Vice Presidente del Comitato nazionale di "Radicali Italiani", che ha introdotto l'incontro, ricordando come il Comune di Cremona sia da sempre vicino a questi temi. "L'anno scorso abbiamo presentato qui il rapporto 2006 sulle esecuzioni capitali del mondo e oggi rilanciamo questo impegno in un momento cruciale - ha detto". "E proprio alla vigilia dell'assemblea generale dell'Onu, a Roma, il presidente del consiglio, Romano Prodi consegnerà al Presidente del Ruanda il premio abolizionista dell'anno istituito da 4 anni da 'Nessuno Tocchi Caino'". Lo ha annunciato Sergio D'Elia, segretario nazionale di "Nessuno Tocchi Caino" e deputato della Rosa nel Pugno. "La scelta del Ruanda ha un valore altissimo ha rimarcato -, perché il Ruanda ha deciso di abolire la pena di morte per tutti i crimini, compreso quello di genocidio". Non solo: "Sono rinviati ad un tribunale internazionale tutti i 170 mila imputati di genocidio che ha causato in Ruanda e Burundi migliaia e migliaia di morti nel 1994, senza ricorrere alla pena capitale". Secondo infatti la nuova legge, entrata in vigore a fine luglio: tutti i condannati a morte attualmente in prigione vedranno la loro pena commutata in ergastolo. "L'Italia interviene con le più alte cariche a testimonianza del suo ruolo attivo, ha continuato D'Elia, facendo da traino ad altre realtà. Finché esiste infatti anche un solo paese che vive al suo interno questo abominio, la nostra coscienza non è a posto". D'Elia ha ricordato quindi i dati 2006 del rapporto di Nessuno Tocchi Caino, con la riflessione che: "se da un lato diminuiscono gli Stati 'Caino', dall'altra aumentano le esecuzioni". All'apice di questa tragica hit parade la Cina, dove si registrano dalle 5 alle 10 mila esecuzioni all'anno. "La vaghezza indica l'assenza di trasparenza: non abbiamo né dati né statistiche, ma ogni giorno si registrano esecuzioni capitali, solo nei primi mesi nel 2007 sono già stati raggiunti i dati del 2006. Quindi, la preoccupante situazione in Iran con 215 esecuzioni, in Pakistan 82, in Iraq 65, in Sudan 65 e negli Stati Uniti 53. Importantissima la riflessione di D'Elia: "Questi dati, nei primi 5 paesi, confermano

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 17 agosto 2007 @ 16:18:29 Continua...

 Rassegna stampa: LA VISITA DI SERGIO D'ELIA AL CARCERE DI CREMONA

Cà del Ferro. Ieri la visita del deputato della Rosa nel pugno nel penitenziario. Con lui Ravelli.
D’ELIA: “INDULTO, BASTA ALLARMISMI”
(‘La Provincia’ - 15.8.2007)


A visitare il carcere di Cremona era venuto nell’agosto di un anno fa, in piena applicazione dell’indulto con i penitenziari che si svuotavano e l’allarme sulla sicurezza sociale che risuonava in tutta Italia. Mercoledì 14 agosto, tre del pomeriggio, piazzale di Cà del Ferro. Un anno dopo, ieri, Sergio D’Elia, deputato della Rosa nel Pugno e segretario di ‘Nessuno Tocchi Caino’, è tornato a visitare la casa circondariale e ha gettato acqua sul fuoco degli allarmismi “strombazzati all’epoca, ma che non cessano”. E ha snocciolato i dati: “Dei 172 detenuti usciti dal carcere di Cremona, perché hanno beneficiato dell’indulto, uno soltanto, italiano, è rientrato. Altri 9 sono arrivati da altri penitenziari. Il dato la dice lunga, ciò significa che il fenomeno della recidiva qui è pressoché nullo”. Accompagnato da Sergio Ravelli, esponente storico dei Radicali, un anno dopo D’Elia ha di nuovo promosso il carcere di Cremona, nella mappa dei penitenziari italiani “una eccezione positiva”, perché “amministrazione e direzione lavorano con professionalità nello spirito della riforma e dall’esterno c’è attenzione e sensibilità a questa realtà”. Perché “nel vostro carcere è da tempo stata aperta una falegnameria, abbiamo appena visto detenuti che facevano gli infissi”. Perché a Cà del Ferro “è già operativa un’attività di apicoltura portata avanti dai 50 detenuti della sezione ‘protetti’, quelli emarginati all’interno dello stesso carcere, per i quali l’indulto non è previsto. Si sta inoltre avviando un’attività florivivaistica. Ci sono imprenditori che hanno dato commesse. E se funziona il rapporto carcere-società, si abbassa il fenomeno della recidiva. Perché il carcere non è una discarica, ma un luogo dal quale il detenuto deve uscire e tornare nella società cambiato”. Ha ripreso il filo dei dati e sottolineato l’effetto dell’indulto, D’Elia: “Intanto oggi a Cremona ci sono 170 detenuti contro una capienza di 300, al massimo 320. E non 196 secondo il dato del ’Corriere della Sera’, che è un dato vecchio”. “Non hanno considerato che oggi le celle sono doppie”, ha aggiunto Ravelli. “Grazie al provvedimento, delle sei sezioni di Cà del Ferro, due sono state chiuse - ha continuato il deputato - e si sono potuti fare i lavori di ristrutturazione con intelligenza ed economia. Sa, il budget è quello che è. I detenuti hanno tinteggiato, rifatto i bagni, sistemato gli impianti elettrici. In una sezione sono stati cambiati i televisori, che erano ancora in bianco e nero”. Insomma “prima dell’indulto, il sovraffollamento era una componente che aggravava la situazione, gli spazi erano invivibili”. Oggi ”due sezioni sono vuote”. E anche l’annoso problema della mancanza di educatori sociali è stato archiviato a Cà del Ferro. “Sono attivi quattro educatori, figura importantissima in un carcere”, ha detto Ravelli. D’Elia, Cà del Ferro isola felice anche un anno dopo, par di capire. “Questa realtà eccezionale è possibile grazie anche al forte impegno del comandante e della direttrice Ornella Bellezza, valida e ottima dirigente”. Il deputato ha lasciato Cremona con tre contenitori, uno di miele d’acacia, uno di tiglio e l’altro mille fiori: il dono dei 50 detenuti apicoltori della sezione protetta. (F. Morandi)

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 17 agosto 2007 @ 16:00:36

 Rassegna stampa: UN FONDO PER DIFENDERE IL DOTTOR MARIO RICCIO

IN PIEDI! ENTRA LA CORTE
di Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni

Il 7 giugno 2007, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, dott. Renato La Viola, ha disposto - relativamente alla morte di Piero Welby – l’imputazione del dottor Mario Riccio in ordine al reato di omicidio di consenziente. Il 5 marzo, il procuratore Gustavo De Marinis aveva chiesto l’archiviazione del procedimento. Il 6 luglio, il Giudice per l’Udienza Preliminare deciderà tra il “non luogo a procedere” e il rinvio a giudizio. Comunque vada a finire, la mancata archiviazione ha prodotto effetti gravissimi. Molti medici, anche tra quelli che ritengono doveroso rispettare la volontà del paziente e la Costituzione, si sono spaventati. Subito dopo aver appreso dell’imputazione coatta del dottor Riccio, il collegio medico che assiste Giovanni Nuvoli, il malato di sclerosi laterale amiotrofica che da mesi chiede il distacco del respiratore, si è tirato indietro. Se si aprirà il processo, grazie all’effetto terroristico prodotto, per molti malati sarà rinviato di anni l’effetto dei tre mesi di lotta e resistenza di Piero Welby. Se questo si voleva, questo si sta ottenendo.
Il “caso Welby” aveva portato a conoscenza e alla coscienza degli italiani una realtà fino ad allora vissuta clandestinamente negli ospedali e al capezzale di tanti malati. Il “caso giudiziario” dell’archiviazione avrebbe rappresentato un precedente chiaro ed immediato, una indicazione liberatrice per i medici. “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”, dice la Costituzione. “Welby non può essere obbligato a subire ancora una respirazione artificiale che non vuole più”, ha correttamente inteso il dottor Riccio. E ha obbedito: a Welby, alla Costituzione, alla coscienza.
Bisogna resistere al ricatto, reagire alla minaccia, attrezzarsi per una lotta lunga e difficile. L’Associazione Coscioni, della quale Welby era Co-Presidente, ha aperto un fondo per le spese processuali Welby-Riccio. Il fondo servirà non solo, per l’immediato, ad assicurare a Mario Riccio una difesa adeguata, ma anche per aiutare ogni “Medico Ignoto” e “Malato Ignoto” d’Italia a non subire o far subire una tortura insensata, vietata dalla Costituzione. E’ una lotta per la vita, per la autodeterminazione delle cure, perché se si possono ignorare le volontà di una persona alla fine della vita, si possono violare e violentare le volontà e i corpi di tutti, in qualsiasi momento. La speranza - e la richiesta - è che siano innanzitutto i medici ad assumere in proprio l’iniziativa, versando un contributo economico per difendere, insieme ai diritti dei pazienti, anche la propria deontologia professionale. L’Associazione Coscioni garantirà e rendiconterà pubblicamente la gestione e l’utilizzo del fondo.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 02 luglio 2007 @ 19:58:20

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA" SUL CASO WELBY

Caso Welby. La memoria presentata al Gip
dalla vedova dell’esponente radicale
«BLOCCATA LA CREMAZIONE"»
(articolo de “La Provincia” del 15.6.2007)

Il nulla osta è arrivato. Piergiorgio Welby, morto il 20 dicembre scorso con l’aiuto dell’anestesista Mario Riccio, che lo sedò e staccò il ventilatore, potrà essere tumulato, ma per la cremazione bisognerà attendere l’esito del processo a carico del medico. La notizia l’ha data Mina Welby, vedova dell’esponente radicale, al Coordinamento dell’Associazione Radicale Piero Welby, il nuovo organismo presieduto da Ermanno Rosa (tesoriere Sergio Ravelli). «E’ un’associazione molto sentita e attiva», ha commenttao Mina Welby, che dopo aver combattuto al fianco del marito, ora non si ritrova nella logica del diritto. «Vorremmo capire per quale motivo noi, Mina Shett e Carla Welby, rispettivamente moglie e sorella del defunto Piergiorgio Welby, figuriamo come parte offesa nel procedimento in camera di consiglio....». Comincia così la memoria presentata da Mina Welby al Gip del Tribunale di Roma, che venerdì scorso, nel respingere la richiesta di archiviazione, alla Procura ha ordinato di formulare l’imputazione — omicidio del consenziente — nei confronti dell’anestesista cremonese. In una pagina di 36 righe consegnata al giudice il 28 maggio scorso, Mina Welby e la cognata hanno dichiarato «di essere state pienamente d’accordo con Piergiorgio Welby nella sua richiesta, fatta in piena lucidità, in osservanza all’articolo 32 della Costituzione italiana, di terminare la terapia di ventilazione assistita, che, a partire dal 29 luglio 1997, lo aveva aiutato a superare l’insufficienza respiratoria e vivere discretamente fino al gennaio 2002, potendo anche respirare autonomamente in posizione seduta. Nel 2002 si verificarono ulteriori peggioramenti delle sue condizioni fisiche.... Già nel 2005 lamentava oppressione al petto e in particolare al cuore e grande stanchezza». L’epilogo è noto. «Ci dichiariamo assolutamente collaborative nell’azione medica del dottor Riccio, che abbiamo da sempre percepita lecita, in quanto per la patologia di Welby non vi erano né rimedi che lo potessero guarire né cure che gli potessero dare sollievo». Al Gip, Mina Welby e la cognata avevano chiesto «di tenere in considerazione questa testimonianza, tanto più che il dottor Riccio ha agito in piena coscienza e senza alcun interesse personale né tanto meno pecuniario, bensì per alto senso morale e deontologia professionale». (f.mo.)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 16 giugno 2007 @ 14:27:22

 Rassegna stampa: Su "La Provincia" il caso del Dott. Riccio e il nostro comunicato

La pagina de "La Provincia" sul caso Riccio

ed il comunicato di Gino Ruggeri,
esponente dell'Associazione Radicale Piero Welby


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Postato da webmaster Sabato, 09 giugno 2007 @ 22:35:05

 Rassegna stampa: Moratoria: L' intervento di Giuliano Guidi pubblicato su Libertà

Indecisione governativa e mancanza d'informazione stanno concorrendo ad affossare la presentazione all'ONU della Risoluzione per la Sospensione Mondiale della pena di morte.

Da un mese e mezzo Marco Pannella e cinque dirigenti nazionali sono in sciopero della fame, e da giovedì Pannella ha intrapreso lo sciopero della sete (forma estrema di lotta non violenta) perché il governo ottemperi, dopo un anno, agli impegni presi, di fronte al voto unanime delle camere, circa la presentazione all'Onu di una risoluzione per la sospensione mondiale della pena di morte. Il ricorso ad una forma di lotta non violenta estrema si è reso necessario dal fatto che i tempi per la presentazione della risoluzione stanno scadendo. Ad agosto l'attuale assemblea Onu si scioglierà e verrà meno quella congiuntura di situazioni favorevoli che garantirebbe ora un sicuro successo. Inoltre da due giorni, un gruppo di dirigenti e parlamentari radicali occupa la sede RAI a Roma per sollecitare l'ente di stato ad ottemperare alle direttive della Commissione di Vigilanza Parlamentare che l'impegnava ad una informazione ampia e corretta sul tema della “Moratoria”. In un intero anno, la Rai, che produce ben tre trasmissioni di approfondimento politico, non ha (dolosamente) trovato un minuto da dedicare ad un tema che vede (o forse dovrei dire, dovrebbe) il governo italiano impegnato in una iniziativa, come quella della “Moratoria Mondiale della pena Capitale”, che potremmo definire un passo avanti dell'Umanità.

Postato da marco_azzali Martedì, 05 giugno 2007 @ 19:20:46 Continua...

 Rassegna stampa: MORATORIA ONU, SUBITO, DELLE SECUZIONI CAPITALI

I RADICALI SCELGONO DI PROSEGUIRE LO SCIOPERO DELLA FAME A OLTRANZA PER LA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE

Da Radio Radicale, 15.5.2007 - Il ministro degli Affari esteri, Massimo D'Alema, ha annunciato lunedì scorso che i capi delle diplomazie dell'Unione europea hanno conferito all'Italia e alla presidenza tedesca il mandato unanime per preparare il testo sulla moratoria per la pena di morte da presentare all'Assemblea generale dell'Onu. Marco Pannella, in sciopero della fame a oltranza insieme a un gruppo di militanti radicali (tra essi Michele Rana e Guido Biancardi, esponenti dell’associazione radicale P. Welby), ha annunciato dunque la sospensione dell'iniziativa nonviolenta per trentasei ore. «Confermiamo che lo sciopero della fame a oltranza continua - ha aggiunto l'europarlamentare - per arrivare a superare questa fase e per evitare che, dopo il successo di ieri, si caschi sul finale. Tuttavia, per marcare l'importanza di quanto accaduto ieri, abbiamo deciso anche di riassumere alimenti per le prossime trentasei ore». Il successo di ieri è stato possibile, ha aggiunto Pannella, grazie a "un impegno, una collaborazione e un dialogo costanti con il Governo e in particolare con la Farnesina". Ma, ha sottolineato Pannella "dobbiamo prendere atto che il più difficile è adesso; cominciano le settimane più pericolose" nelle quali si potrebbe correre il rischio di non arrivare al voto. Per questo, ha spiegato il leader radicale, "anche se può sembrare strano" abbiamo deciso di proseguire con la nostra iniziativa di sciopero della fame a oltranza.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 maggio 2007 @ 23:39:10

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO DI CREMONA "CRONACA"

LA CONTRAPPOSIZIONE E' TRA CLERICALI E LAICI
(lettera di Gino Ruggeri a "La Cronaca" di Cremona)

Sabato scorso in Piazza Navona a Roma si è svolta una manifestazione laica, quindi per tutti, in difesa di tutti i modelli di famiglia che la complessa società odierna prevede, per ora solo di fatto, ma poi, se tutto procede secondo logica, anche giuridicamente. Ma nel contempo non si poteva non ricordare che in quella stessa piazza 33 anni fa si festeggiava una grande vittoria dei cittadini laici (quindi anche cattolici). Quel giorno, il 12 maggio del 1974, i cittadini italiani decisero di mantenere nella nostra legislazione l’istituto del divorzio, istituto osteggiato dalla gerarchia chiesa cattolica e non dai suoi aderenti che in grande maggioranza votarono no all’abrogazione. Finalmente il principio cavouriano della “libera chiesa in un libero stato” dai cuori di pochi liberali era trasferito nella normativa positiva della repubblica. Il simbolo della breccia di Porta Pia sembrava ormai consegnato alla storia.
Dopo un lento e continuo deperire di quel principio, la laicità è stata sempre più annacquata fino a che il Parlamento ha approvato la legge sulla fecondazione medicalmente assistita. La opportuna reazione laica è stata, però, respinta, dagli atei devoti, dai laici pentiti e dai novelli bigotti, con la complicità di molti onesti moderati, allorché riuscirono a far fallire il referendum abrogativo nel 2005. Ma alla gerarchia vaticana ciò non basta. E’ urgente opporsi non ad una legge della Repubblica ma contro un semplice e, peraltro molto timido, progetto di legge riguardante le cosiddette “coppie di fatto”. Viene scelta la data del 12 maggio, quasi a voler sottolineare il cambiamento radicale dei tempi: non è più il tempo dello stato laico, ma è quello dello stato confessionale! I laici cosa avrebbero potuto fare? Una contromanifestazione? No, di certo, ma una manifestazione laica. La contrapposizione no è fra laici e cattolici, come erroneamente sottolineato da quasi tutti i mezzi di informazione. La contrapposizione è fra clericali e laici, fra i quali ci sono tanti credenti. E’ un conflitto oggi necessario anche per il bene del sentimento religioso che non può essere ridotto a semplice ideologia di supporto a posizioni politiche.
Gino Ruggeri, responsabile Associazione radicale Piero Welby - Gruppo di Cremona.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 maggio 2007 @ 23:33:36

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO DI CREMONA "CRONACA"

A ROMA IL CORAGGIO LAICO...

(lettera di Gino Ruggeri a "La Cronaca" di Cremona)

"Il 12 maggio a Roma c’è una manifestazione intitolata “coraggio laico”; è semiclandestina, solo da un paio di giorni fa capolino sui giornali; non è convocata con largo anticipo dai massmedia; non finanziata dall’8 per mille, ma è autofinanziata. La manifestazione “coraggio laico” organizzata dalla Rosa nel pugno si terrà a Piazza Navona, quella stessa piazza che il 12 maggio 1974 festeggiava la vittoria del NO all’abrogazione del divorzio. Le coscienze libere si ritroveranno nel ricordo di una vittoria popolare, come quella del diritto a rendere, con il divorzio, le famiglie luogo di amore e consapevolezza e non di costrizione, ottenuta grazie anche ad una moltitudine di credenti cattolici che, disobbedendo alle direttive delle gerarchie ecclesiastiche (quelle per cui erano e sono, invece, lecite le costosissime sentenze di annullamento della Sacra Rota), ha contribuito a conquistare per il paese una stagione di speranza. Una primavera che rischia di svanire a causa dell’incessante ingerenza vaticana e della genuflessione della politica italiana. Il clima di intolleranza e di deriva clericale che si sta sempre di più pericolosamente diffondendo vorrebbe esasperare una contrapposizione che esiste solo nella volontà e nella strategia d’Oltretevere.
Oggi, dopo trentasette anni, sembra in voga la corsa priva di dignità a baciare le pantofole di un pontefice che, nonostante il notevole e fazioso sostegno dei massmedia, non riesce a fare breccia tra la gente. La sua difficoltà ha riscontro nella veemente accentuazione di un atteggiamento arrogante e minaccioso che non attecchisce e crea non poco imbarazzo nella maggioranza dei cattolici.
Diciamolo chiaramente e con fermezza, non siamo certo noi a prefiggerci l’obiettivo di dividere il paese, come avventatamente ha detto Pezzotta, ma chi ha deliberatamente scelto la data del dodici maggio per organizzare una manifestazione controriformista, quasi fosse una chiamata alla belligeranza antilaica e antidemocratica. Il nostro dodici maggio, quello cui daremo espressione a Piazza Navona, come ai tempi in cui ci si dava appuntamento per creare festa rendendo omaggio ad uno spirito di riforma, non vuole contrapporsi ad alcunché ma affermare l’inalienabile principio di libertà. A Piazza Navona, dunque, per una manifestazione che non si contrappone a quell’altra in quanto laica, quindi di tutti, cattolici e non, proprio come quel 12 maggio del 1974". Gino Ruggeri, responsabile Associazione Radicale “Piero Welby” - Cremona

Postato da sergio_ravelli Martedì, 08 maggio 2007 @ 14:47:42

 Rassegna stampa: ASSOCIAZIONE RADICALE "PIERO WELBY"

MINA WELBY RINGRAZIA CREMONA,
RICCIO E I RADICALI

("La Cronaca" di Cremona del 7.5.2007)

Roma, 6.5.2007 - "Sono tornata da Cremona, una culla della laicità nel senso più nobile e civile che io nella mia inesperienza abbia potuto percepire, sia ascoltando il racconto della sua storia dalla mia guida “turistica”, Sergio Ravelli, sia dal contatto vivo con delle persone che sono nutrite dall’entusiasmo politico-laico di Sacchi e Bissolati e altri grandi che hanno lasciato in eredità un patrimonio di grande civiltà.
Ho conosciuto il gruppo dei Radicali. Il 5 maggio 2007 si sono rinominati Associazione Radicale Piero Welby e vogliono dare in questo modo onore alla memoria di un laico che lottava per questo ideale fino a morirne. Come simbolo sulla tessera dell’Associazione c’è un berretto della marineria, disegnato da Riccardo Bozuffi, ricordando così la regata del Capitano sulla sua zattera del forum di radicali.it a partire dal 1° maggio 2002. Tutti sono uniti nel proposito di interpretare e portare avanti l’eredità che Piero ci ha lasciato. In qualità di vivandiera del Capitano che in vita gli forniva il cibo per il corpo e per lo spirito (libri passati allo scanner perché li potesse leggere), ringrazio tutti della pronta risposta al richiamo del Capitano di una zattera pericolante ed esposta ai mille pericoli dei mari tempestosi, oggi più che mai. I Radicali di Cremona erano già allertati il 10 dicembre 2006 nella manifestazione in piazza per Piero Welby, dove oltre ad essi molti cittadini cremonesi e dei dintorni sostenevano la richiesta urgente di Piero di concludere la sua vita che non era stata più vita. Ammirevole e di grande solidarietà fu il sostegno che dette la città al dott. Mario Riccio dopo il suo intervento di grande coraggio e umanità in scienza e coscienza e sottoposto poi a rigoroso giudizio dell’Ordine dei Medici. Ribadisco qui un ringraziamento particolare, mai fatto in pubblico e in questa forma, molto personale mio, della sorella Carla di Piero e di mamma Luciana al dott. Mario Riccio, per la sua correttezza e coscienziosità nell’esaudire la richiesta di una persona sofferente oltre misura. Dispiace dover dire che il medico è ancora sottoposto a vessazioni giudiziarie. Auspico che si chiariscano presto i dubbi rimasti, in quanto si era agito alla luce del sole e senza sotterfugi, e che la nostra zattera possa navigare tranquilla e affrontare anche Scilla e Cariddi. Ancora grazie di tutto! Un abbraccio, Mina"

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 maggio 2007 @ 00:48:09

 Rassegna stampa: ASSOCIAZIONE RADICALE "PIERO WELBY"

Ieri. Presentate l’associazione cremonese e la manifestazione del 12 a Roma ‘per l’orgoglio laico’
RADICALI, NEL NOME DI WELBY
La moglie Mina: «Col mio ultimo sì
ho accettato la sua volontà»
("LA PROVINCIA" di Cremona del 6.5.2007)

«Ho sperato fino alla fine che Piero volesse ancora vivere, ma col mio ultimo sì ho accettato la sua decisione. E’ stato un grande dolore essere costretti a scegliere tra il desiderio di averlo ancora con me e quello di non vederlo più soffrire così». Il dramma e la battaglia di Welby rivivono nell’amore e nella commozione della moglie Mina, ieri pomeriggio all’Hotel Impero su invito dei radicali cremonesi. Due gli obiettivi dell’iniziativa pubblica: la presentazione della nuova associazione radicale di Cremona, che cambia nome e viene intitolata proprio alla memoria di Piero Welby; e il ‘lancio’ del Comitato per l’orgoglio laico, promosso da Rosa nel Pugno, Partito Radicale e Sdi in vista della manifestazione che il 12 maggio a Roma riproporrà i valori della laicità, in evidente contrapposizione anche temporale al ‘Family Day’ voluto da molte organizzazioni cattoliche. A guidare l’Associazione Piero Welby - strutturata in tre gruppi attivi a Cremona, Crema e Mantova - sarà Ermanno De Rosa, che ieri ha insistito sulla necessità di continuare il lavoro politico a fronte dell’emergenza-laicità prodotta dalla ‘crescente, preoccupante offensiva delle gerarchie ecclesiastiche, cui una politica troppo debole e appiattita nel conformismo non sa rispondere’. Di politica e sopratutto dell’ingerenza cattolica nelle sue varie forme ha parlato a lungo, tra gli altri, Michele De Lucia, membro della direzione nazionale di Radicali/Rosa nel Pugno. Poi è stata la volta di Mario Riccio, l’anestesista cremonese che ha ‘staccato la spina’ a Welby, ed è indagato per omicidio del consenziente. «Per me questo è un giorno davvero particolare: a Cremona, con una persona speciale come Mina Welby, e in memoria di una persona altrettanto speciale come è stato Piero», ha detto. Ricordando poi quando nacque la sua decisione di intervenire («Fu il 10 dicembre, all’incontro promosso dai radicali sui temi della libertà di ricerca e di cura»), e la grande solidarietà dei cremonesi, «che mi è stata necessaria in momenti così difficili, e della quale potrei avere ancora bisogno». A lui è nuovamente andato il pubblico ringraziamento di Mina, tessera numero uno dell’Associazione cremonese. Ha portato l’abbraccio della sorella e della madre di Piero «a quest’uomo che ha voluto ascoltarlo e capirlo; che ‘in scienza e coscienza’ gli ha permesso di avere ciò cui tutti abbiamo diritto. Una morte umana, niente di più». (Andrea Gandolfi)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 maggio 2007 @ 00:30:36

 Rassegna stampa: ASSOCIAZIONE RADICALE "PIERO WELBY"

MINA WELBY A CREMONA PER LA NASCITA DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE INTITOLATA
AL MARITO PIERGIORGIO.
L’ABBRACCIO CON MARIO RICCIO

("LA CRONACA" di Cremona del 6.5.2007)

"E’ arrivata nella città dove vive, lavora e opera il medico che accettò di aiutare suo marito a morire. Mina Welby, vedova di Piergiorgio, è giunta da Roma per la presentazione pubblica dell’Associazione Radicale di Cremona “Piero Welby”. Al suo fianco l’anestesista Mario Riccio, colui che il 20 dicembre scorso staccò la spina all’uomo che immobile in un letto lottò come un leone per vedersi riconosciuto legalmente il diritto di interrompere le cure mediche e fermare l’accanimento terapeutico sul suo corpo martoriato dalla Sla. Insieme a loro, nella sala congressi dell’Hotel Impero che ospita la conferenza di presentazione, ci sono Sergio Ravelli, leader Radicale di Cremona, Ermanno De Rosa, neoeletto presidente dell’associazione, Michele De Lucia, della Direzione di Radicali Italiani/Rosa nel Pugno e Valter Vecellio, giornalista Rai." Mina Welby è stata l’ultima a parlare, appena dopo Mario Riccio. Non si incontravano da quei giorni, i due, quando tutto aveva preso a girare vorticosamente: la morte di Piero, le polemiche che dopo il “caso Welby” fecero scoppiare il “caso Riccio”, il ricorso a giudici e ordini professionali, le critiche della Chiesa. Si sono abbracciati, un abbraccio che finalmente Mina Welby ha potuto donare a Riccio, in segno di gratitudine e di amicizia. Quell’abbraccio che le circostanze le avevano negato, “per evitare che venisse male interpretato mi sono trattenuta. Non volevo che passasse un messaggio sbagliato, che la nostra felicità potesse dare una cattiva impressione: Piero ha scelto da solo, in libertà.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 maggio 2007 @ 00:24:29 Continua...

 Rassegna stampa: IL GIP DI ROMA RIGETTA LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

“WELBY: SALVIAMO IL DOTTOR RICCIO” di Furio Colombo (“L’Unità” del 3.4.2007)


Ci sono molte ragioni - umane e civili - per non dimenticare il caso di Piergiorgio Welby, la sua sofferenza, la sua residua ma forte voce che non ha smesso richiedere agli esseri umani che gli stavano intorno di intervenire e di porre fine, per dovere morale e secondo la legge, al suo disumano dolore. Qualcuno lo ha fatto. Lo ha fatto l'appello ostinato dei radicali, di Marco Cappato, a cui in molti ci siamo uniti, medici, giuristi, politici, cittadini di tutta Italia. Uno di loro, uno di noi, il medico anestesista Mario Riccio, lo ha fatto. Seguendo scrupolosamente il poco che le norme italiane indicano e consentono per rispettare la dignità e la volontà di una persona che non può più soffrire, il Dottor Riccio ha fermato la macchina-tortura che stava comunque portando Welby alla morte, pero più lenta, più indecorosa, capace solo di alimentare un dolore sempre più grande. Ora - nonostante la richiesta di archiviazione del Procuratore della Repubblica e del Procuratore Generale di Roma, il Tribunale della stessa città annuncia di voler processare il medico e lo accusa di omicidio di persona consenziente, cioè di reato gravissimo. Non diremo che la decisione annunciata - se presa - avrà un fondamento teologico e non giuridico, per il rispetto sempre dovuto alla Magistratura. Diremo che è tempo per tutte le persone guidate da un senso di umanità e solidarietà di essere presenti, attive e impegnate a sostenere due cause: la dignità del malato Welby, che aveva chiesto a lungo e invano - come in un film dell'orrore - che si ponesse fine alla sua sofferenza. E l'atto di umanità da medico e da cittadino, compiuto a nome di tutti noi, dal medico Riccio, in base alla sua conoscenza, competenza e coscienza. Chi di noi ha provato gratitudine -e anche riscatto per la propria incapacità di accorrere in aiuto - quando il Dottor Riccio è intervenuto, adesso ha l'impegno di essergli accanto e sostenerlo. È giusto scrivere queste cose sul giornale di quella sinistra che della solidarietà, del soccorso, della dignità, del rispetto della persona e dei suoi diritti fondamentali ha sempre fatto la sua bandiera. Propongo al nostro giornale di aprire una sottoscrizione: un fondo di difesa per sostenere al livello più alto le ragioni umane morali e civili che hanno guidato il Dottor Riccio nella sua decisione e nel suo intervento che ha posto fine al dolore. In un mondo impegnato - anche con le sue migliori risorse tecnologiche - a creare dolore, occorre difendere Riccio ma anche il simbolo alto di ciò che ha fatto. Contribuisco a questo appello con 1000 euro. Ma anche un solo euro sarà contributo di testimonianza dovuta. E’ una buona, nobile, umanissima causa in cui nessuno deve tacere.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 03 aprile 2007 @ 18:49:56

 Rassegna stampa: IL GIP DI ROMA RIGETTA LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE

WELBY: IL GIP DI ROMA RIGETTA LA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE AVANZATA DALLA PROCURA


Comunicato di Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani
La notizia del rigetto della richiesta di archiviazione da parte del GIP mi è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, mentre presiedevo il Comitato nazionale di Radicali Italiani. Abbiamo interrotto per un attimo i lavori (si stavano votando le mozioni finali) e Marco Cappato ha letto il comunicato diramato dall’avv. del dott. Mario Riccio. In quel momento sedevano al mio fianco Maria Antonietta Coscioni e Mina Welby, le testimoni dirette delle grandi lotte di Luca e Piero per la libertà di ricerca scientifica e per affermare il diritto costituzionalmente garantito ad interrompere un trattamento sanitario. A loro possiamo assicurare che siamo pronti a continuare quelle lotte, con le armi della nonviolenza, anche nelle aule di tribunali, nel caso il GIP La Viola deciderà di formulare coattivamente l’imputazione nei confronti del dott. Riccio, al quale rinnoviamo il nostro profondo ringraziamento per aver agito con alta coscienza morale e nel pieno rispetto della legalità e della deontologia professionale.

Lettera di Ermanno de Rosa, segretario dell'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona
Il giudice per le udienze preliminari non accetta la richiesta di archiviazione del pubblico ministero e convoca a dibattimento il dott. Mario Riccio. L’ipotesi di reato è “omicidio di consenziente” come previsto da un articolo del codice Rocco che risale agli anni trenta. Il fervore giustizialista e forcaiolo che aveva spinto molti medici e cittadini, confusi da un senso ottuso e fazioso della legalità, a chiedere l’imputazione di omicidio per il nostro coraggioso dottore ha certamente provocato questo atto, inatteso dopo la richiesta di archiviazione da parte della procura. Il gesto di umana solidarietà e di correttezza professionale verso il povero Piergiorgio Welby viene ripagato con questa frenesia persecutoria nei confronti dell’autore. Forse però , non tutto il male vien per nuocere, si chiarirà finalmente come la Costituzione del 1948 abbia riconosciuto al malato il diritto di rinuncia alla cura, e sia così legittimo attendersi che siano considerati diversamente i casi in cui il consenziente esercita appunto questo diritto di modo che non si possa classificare grossolanamente come omicidio l’intervento medico che risponda alla volontà di esercitarlo espressa dal paziente. Avremo un altro motivo per ringraziare il dott. Riccio. Penso anche ci siano buone ragioni, quelle già riconosciute dalla procura e dalla commissione dell’Ordine dei Medici di Cremona, per ben sperare in una conclusione favorevole dell’iter giudiziario che confermi l’innocenza del nostro concittadino. Auguri e due volte grazie a Mario Riccio!

Postato da sergio_ravelli Martedì, 03 aprile 2007 @ 18:40:56

 Rassegna stampa: LA SEGRETARIA RITA BERNARDINI A CREMONA

IL NEO SEGRETARIO IERI A CREMONA. APPELLO DI
CESARE GALLI A SOSTEGNO DELLA RICERCA SCIENTIFICA

"RADICALI, BERNARDINI DA IL VIA AL TESSERAMENTO"
(articolo de "La Cronaca del 17.2.2007)


L’attesa dei Radicali cremonesi, ieri pomeriggio, alla fine è stata soddisfatta. Con un’ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia (tanto che il sindaco Gian Carlo Corada, giunto puntuale per un saluto, ha dovuto andarsene), è arrivata Rita Bernardini, segretaria nazionale dei Radicali Italiani. Lo scopo è quello che per il partito è un “must” da sempre, basando la propria esistenza sull’autofinanziamento, ossia quello di raccogliere nuove adesioni (lo si può fare sul sito www.radicali.it). Alla presenza di Sergio Ravelli, rappresentante dell’associazione per l’iniziativa radicale a Cremona, la conferenza stampa ha preceduto l’assemblea. Il tutto si è aperto con un commosso ricordo da parte della segretaria Bernardini di Luca Coscioni, nell’anniversario della morte. E non a caso il 20 febbraio è la giornata nazionale per la libertà di ricerca scientifica, organizzata dall’associazione che porta il nome del coraggioso ex presidente dell’associazione. “Una persona che ha messo al servizio della lotta politica la sua stessa esistenza”, ha commentato Rita Bernardini, che ha ricordato anche il successivo impegno della moglie Maria Antonietta e la battaglia per l’eutanasia condotta da Coscioni. Parole importanti sulla necessità di una maggiore integrazione tra decisioni della politica e mondo della ricerca scientifica sono state espresse dal professor Cesare Galli, il "padre" del Ciz, il centro per l’incremento zootecnico operante nella periferia cremonese, noto più a livello internazionale che non locale, vista la vastità dei suoi interventi. “La scienza – ha spiegato – è vista con distacco e paura in Italia, come se rappresentasse un pericolo, e questo solo perché non la si conosce. C’è un drammatico vuoto tra la classe dirigente e la scienza. Il merito dell’associazione Luca Coscioni è quello di portare tra la gente comune quelle che sono le problematiche della ricerca scientifica, quali sono le implicazioni che comporta. Il male è solo la mancanza di conoscenza di quanto la scienza è in grado di fare e dei miglioramenti che ha prodotto per l’umanità”. E’ toccato quindi a Ravelli riportare l’attenzione sul tema principale della serata, ossia la questione dei “costi dell’anti-democrazia in Italia”, capitolo importante del più generale tema degli sprechi nella politica. Partendo da una provocazione sul ruolo delle amministrazioni provinciali (“ha senso mantenere in vita questi enti come rappresentanze politiche con tutti i costi che ne derivano?”, ha detto tra l’altro Ravelli), la segretaria nazionale ha quindi parlato della necessità del partito radicale di raccogliere adesioni, facendo leva sul senso di responsabilità individuale di ciascuno di noi e allo slogan: Radicali, o li scegli oli sciogli”. E soprattutto sulle grandi battaglie che hanno contraddistinto questo movimento e sulla vicinanza ai problemi veri della gente. Maggiori informazioni sulla campagna tesseramento, sul sito nazionale o su quello locale www.radicalicremona.it.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 17 febbraio 2007 @ 18:08:05

 Rassegna stampa: LA SEGRETARIA RITA BERNARDINI A CREMONA

"ALTRE BATTAGLIE DEI RADICALI
TROPPO ALTI I COSTI DELLA POLITICA"
(articolo de "La Provincia del 17.2.2007)

Il neosegretario dei Radicali Italiani Rita Bernardini, ieri ospite a Cremona per l’assemblea della sezione cremonese, è intervenuta sul tema dei costi della politica. Un argomento (da sempre presente nei programmi politici dei Radicali) che non si esplicita soltanto tramite la soppressione di enti reputati «inutili» e la riduzione degli sprechi e dei costi impropri delle istituzioni e delle pubbliche amministrazioni, ma anche attraverso un corretto uso dell’informazione. «Per scegliere bisogna conoscere — le parole di Bernardini — ma, purtroppo, ancora troppo spesso i meccanismi della politica si muovono tra segreti e omissioni»: un’aperta critica a quella categoria che la politologia definisce arcana imperii. «Noi radicali — ha proseguito il segretario — siamo stati i primi a cercare di sollevare questo velo di segretezza, anche mediante trasmissioni radiofoniche non autorizzate delle sedute parlamentari». L’incontro di ieri (ospitato dalla sala conferenze dell’hotel Impero e diretto dal vicepresidente del comitato nazionale Sergio Ravelli e dal presidente dell’associazione per l’iniziativa radicale a Cremona Luigi Camurri) è stato anche l’occasione per ricordare Luca Coscioni alla vigilia dell’anniversario della morte. «Luca era un grande amico, un esempio per l’intero movimento radicale — questo il ricordo di Bernardini del leader politico della campagna per la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali —: ci ha fatto capire quanto è importante il tempo e insegnato a pesare le parole, così preziose. La sua è stata una battaglia di cruciale importanza per l’eutanasia: per questo martedì lo ricorderemo in tutta Italia grazie all’istituzione della prima Giornata nazionale per la libertà di ricerca. Per quel giorno, e nei giorni immediatamente precedenti, vorremmo che si organizzassero eventi e raccolte firme in tutte le città». L’intervento di Bernardini è stato rafforzato dalle parole del professor Cesare Galli: «Esiste un grande vuoto tra chi fa ricerca e l’opinione pubblica: per questo la scienza è vista con distacco e paura». (r.m.)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 17 febbraio 2007 @ 18:00:41

 Rassegna stampa: LA CONSEGNA DELLE FIRME DI SOLIDARIETA' A MARIO RICCIO

RICCIO: "LE VOSTRE FIRME
UN AIUTO COSI' PREZIOSO"
(articolo de "La Provincia" del 4.2.07)

Ha ripetuto il suo ‘grazie’ per tanta solidarietà, «specie questa, così informale e sentita». Così preziosa nei momenti difficili, «peraltro non ancora finiti, perchè adesso aspetto con preoccupazione e speranza insieme le decisioni della Procura di Roma». Due giorni dopo l’assoluzione da parte dell’Ordine provinciale dei medici (un verdetto che continua a suscitare discussioni e polemiche) ieri mattina Mario Riccio si è presentato con moglie e figlia davanti a palazzo Cittanova, per la breve cerimonia organizzata dal Comitato cremonese per la libertà di cura e ricerca scientifica. Motivo? La consegna all’anestesista cremonese che ha staccato la spina a Piergiorgio Welby, delle 2.120 sottoscrizioni all’appello in sua solidarietà; un ‘dossier’ nel quale spiccano tra gli altri i nomi di Maurizio Mori, Cesare Galli, Giulio Giorello, Gianni Vattimo, Gianfranco Pasquino, Gianfranco Spadaccia e Giovanna Lazzari. «Ieri sera (venerdì per chi legge, ndr) mi ha chiamato di nuovo Mina Welby, tornando a manifestarmi gratitudine, e sollievo per la decisione dell’Ordine», ha aggiunto Riccio. Dal canto loro, gli esponenti del Comitato hanno sottolineato la straordinaria e spontanea adesione popolare alla raccolta firme pro-Riccio, «che sono stati proprio i cittadini a suggerire. Per sostenere Riccio e riaffermare il diritto ad una serena, realistica accettazione della morte. Perchè di questo si trattava». Tante firme, e-mail da tutta Italia, il senso di una «battaglia di umanità e civiltà che il Comitato proseguirà, speriamo con la collaborazione di tanti». Come proseguirà il lavoro su questi fronti del dottor Riccio, che ieri ha anche sottolineato l’importanza delle critiche, «quando sono state costruttive. Con la Consulta di bioetica collaboro da anni, e continuerò a farlo. Questo sarà il mio impegno ‘politico’», ha risposto alle domande su possibili tentazioni elettorali. "Politico nel senso più ampio e letterale del termine, ma non partitico. Perchè la riflessione sui temi della bioetica è per sua natura trasversale agli schieramenti, e naturalmente richiede conoscenze teoriche e maturate sul campo. Per la bioetica, quelli di un singolo partito possono rivelarsi abiti troppo stretti, scelti magari da chi cerca una ‘scorciatoia’ ideologica e inevitabilmente riduttiva davanti alla complessità del tema. E non fanno per me». Secondo Maurizio Mori, presidente della consulta, «i temi della bioetica avranno sempre maggiore importanza ed incidenza nella vita della gente. E sollecitano cambiamenti culturali, prima ancora che legislativi. Sotto questo profilo, il caso-Welby è emblematico: con tutta evidenza, si era trattato di legittima sospensione delle cure, richiesta dal paziente e riconosciuta dalla normativa». «Ma certa cultura cattolica non ha voluto prenderne atto. Salvo poi stracciarsi le vesti per una spettacolarizzazione di cui è - in ultima istanza - la vera responsabile».

Postato da sergio_ravelli Domenica, 04 febbraio 2007 @ 23:05:23

 Rassegna stampa: IL SINDACO DI CREMONA ADERISCE ALL'APPELLO CONTRO LA PENA DI MORTE

APPELLO CONTRO LA PENA DI MORTE,
C'E' ANCHE IL SINDACO DI CREMONA CORADA

Da "La Cronaca" del 31.1.2007: Il Sindaco di Cremona Gian Carlo Corada ha aderito all’Appello dei Sindaci delle città europee contro la pena di morte. L’Appello è già stato sottoscritto dai Sindaci di 19 città europee (Roma, Firenze, Amsterdam, Atene, Bruxelles, Budapest, Dublino, L’Aia, La Valletta, Londra, Losanna, Lussemburgo, Madrid, Parigi, Riga, Sofia, Tallinn, Vienna). Questo il testo dell’appello: “Noi, Sindaci di città Capitali europee, di fronte al succedersi ogni giorno e in troppe parti del mondo di nuove esecuzioni capitali, lanciamo un appello per porre fine alla violazione più insopportabile della dignità dell’uomo e del primo dei suoi fondamentali diritti: il diritto alla vita. La pena di morte non solo è immorale e vergognosa. Non solo aggiunge orrore ad orrore, alimentando la spirale dell’odio e disumanizzando la società. La pena di morte è inutile e non serve a ridurre i reati che intendono combattere. Noi crediamo che la giustizia non abbia bisogno della pena di morte. La giustizia può essere perseguita e raggiunta senza falsi deterrenti, senza portare lo Stato al livello del singolo che ha ucciso. E questo vale per tutti, anche per chi si è macchiato di colpe orrende, di crimini gravissimi contro l’umanità, per i quali è giusto e necessario venga punito. La pena di morte deve scomparire dalla scena della storia. E’ una speranza alla quale non dobbiamo rinunciare e noi continuiamo a credere che si possa raggiungere, che si possa eliminare ciò che oggi sembra ineliminabile. Facciamo appello all’Unione Europea, dopo l’importante consenso raggiunto in sede di Consiglio dei Ministri e al Parlamento europeo, perché sostenga con determinazione la proposta di una moratoria che sospenda le esecuzioni capitali in ogni angolo del pianeta. Facciamo appello alla Comunità Internazionale affinché stabilisca al più presto una moratoria delle esecuzioni in vista della definitiva abolizione della pena di morte”

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 31 gennaio 2007 @ 13:29:45

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA" SUL CASO RICCIO

CASO WELBY
Giovedì il consiglio dei medici. Il 26 la Commissione disciplinare
NEL FALDONE DELL'ORDINE L'INTERVENTO DI MARTINI

Articolo di Francesca Morandi - La Provincia del 23.1.2007: Ci sarà anche l’intervento del cardinale Carlo Maria Martini contro l’accanimento terapeutico e sul «rispetto, con saggezza, della volontà dei malati», pubblicato sul Sole 24Ore di domenica, nel faldone che i vertici dell’Ordine dei medici, presieduto da Andrea Bianchi, stanno confezionando in vista della riunione del consiglio, alle 21 di giovedì. Quando si discuterà il «caso Riccio», l’anestesista dell’ospedale maggiore, che il 20 dicembre scorso ha staccato la spina a Piergiorgio Welby. Ventiquattro ore dopo, venerdì, si riunirà la commissione disciplinare. La rassegna stampa sul caso «Welby & Riccio», gli interventi dei politici, quelli a favore e quelli contro, come le saettate dell’Udc e la notizia della denuncia-querela presentata contro Riccio dal senatore a vita Francesco Cossiga. Soprattutto, la stampa scientifica, nazionale e internazionale (tedeschi, americani, svizzeri, ndr) pubblicata in passato su un tema così delicato. E l’articolo del cardinale Martini, leader mondiale dell’episcopato progressista, intervenuto nel dibattito del dopo-Welby. Quello che stanno preparando i vertici dell’Ordine in vista dell’appuntamento di giovedì col consiglio, è un faldone che si è via via arricchito nell’ultimo mese, da quando cioè Mario Riccio, anestesista dell’ospedale maggiore contattato dall’assocazione Luca Coscioni, ha guidato Welby verso la dolce morte. L’anestesista cremonese subito assolto da una parte degli italiani, perché «medico coraggioso», trascinato sul banco degli imputati dall’altra metà, che invece lo accusa di aver violato il codice deontologico. La decisione spetta alla commissione disciplinare convocata per le 21 del 26 gennaio: la sentenza (archiviare o procedere) potrebbe già arrivare nella tarda serata, se tutti i componenti avranno le idee chiare. Altrimenti, il presidente Bianchi fisserà altre date.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 23 gennaio 2007 @ 15:13:06 Continua...

 Rassegna stampa: PRESA DI POSIZIONE DELLA TAVOLA VALDESE

Caso Welby. Commissione bioetica
TAVOLA VALDESE: SOLIDARIETA' AL DOTTOR RICCIO

Da "La Provincia del 16.1.2007": «Piena solidarietà e stima al medico che ha aiutato Welby a morire» e constatazione della «polverizzazione» della laicità dello Stato vengono espressi in una nota della Commissione bioetica della Tavola valdese. «Il rifiuto del funerale cattolico di Welby — si legge nella nota — è stato un atto esemplare perchè ha mostrato come la Chiesa cattolica intenda porsi nel contesto culturale e religioso della società italiana e dunque in tutte le questioni bioetiche: al centro. La laicità della Repubblica italiana è sana nella misura in cui riconosce questa centralità e le questioni etiche e bioetiche devono conformarsi a questa centralità: quindi no ai pacs, no ad una legge sull’eutanasia e così via. Di fronte a questa pretesa cattolica di parte, il governo Prodi e i parlamentari dei due schieramenti, salvo rare eccezioni, — sottolineano in valdesi — non hanno osato dire una sola parola: la laicità dello Stato si è come polverizzata ed è divenuta parola difficile da pronunciare anche per il Presidente della Repubblica che, nel suo saluto di fine anno ai cittadini italiani, non ha ritenuto opportuno riproporla». «Vogliamo dare oggi — afferma la Commissione — la nostra piena solidarietà e stima al medico che ha aiutato Welby a morire, perchè in mezzo alle tante parole vuote e alle balbuzie politiche di politici e ministri, egli ha saputo situarsi dalla parte del malato, rispettando il suo punto di vista anzichè imporre il proprio».

Postato da sergio_ravelli Martedì, 16 gennaio 2007 @ 16:41:36

 Rassegna stampa: PROSEGUE A CREMONA LA MOBILITAZIONE SUI CASI WELBY E RICCIO

Caso Welby. Mercoledì da Gad Lerner anche Maurizio Mori. E il Comitato tornerà in piazza
"RICCIO SUL PALCO DELL'INFEDELE"
Sono 1.621 le firme a favore del medico

DA La Provincia del 14.1.2007: Mario Riccio da Gad Lerner. L’anestesista dell’ospedale Maggiore che ha staccato il respiratore a Piergiorgio Welby sarà ospite della puntata dell’Infedele, in programma mercoledì prossimo, 17 gennaio, su La 7, e dedicata all’eutanasia (salvo rivoluzioni in extremis del palinsesto). In studio un altro cremonese: Maurizio Mori, presidente della Consulta di bioetica. Intanto, è proseguita ieri, al tavolo di via Monteverdi, la raccolta delle firme a sostegno dell’appello ‘Solidarietà per il dottor Mario Riccio, cittadino coraggioso, medico competente e coscienzioso’. Tra i firmatari anche lo scienziato Cesare Galli, pioniere della clonazione di animali in Italia, papà di Galileo e Prometea. Si trattava della quinta uscita del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica. Dall’avvio della campagna, il 30 dicembre scorso, le persone che hanno sottoscritto il documento pro-Riccio sono complessivamente 1.621. «Un risultato clamoroso ottenuto in due sole settimane di mobilitazione», commentano gli organizzatori. La raccolta delle firme proseguirà anche la prossima settimana, con i tavoli di mercoledì 17 e di sabato 20 gennaio, sempre in via Monteverdi, dalle 9.30 alle 12.30. Nel frattempo cresce l’attesa per l’insediamento della commissione disciplinare dell’Ordine provinciale dei medici che, il 26 gennaio, dovrà decidere sull’archiviazione del caso o la formale apertura del procedimento a carico di Riccio. Il ‘tribunale’ dell’Ordine è composto da 15 consiglieri: Andrea Bianchi, Aldo Pani, Fabio Angelo Priori, Marco Agosti, Maurizio Boni, Danilo Capelletti, Lucia Cauzzi, Alberto Maria Consolandi, Vittorio Corradi, Giovanni Fasani, Gianfranco Lima, Sergio Morandi, Enrico Olivani, Paola Lucia Pinoni e Gianluigi Zeni.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 14 gennaio 2007 @ 19:47:26

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI UMBERTO VERONESI SUL CASO WELBY-RICCIO

UMBERTO VERONESI:

"IO DIFENDO CHI HA STACCATO LA SPINA A WELBY"

Dal settimanale "Oggi" del 10 gennaio 2007: "Miei cari giovani, con passione e con profonda convinzione io vi dico che il dottor Mario Riccio va difeso, e non solo da tutti quelli che condividono con lui la missione del medico, ma da tutti i cittadini. Piergiorgio Welby, che ha condotto con grande determinazione e con enorme coraggio la sua battaglia, non ha chiesto di essere ucciso, ma ha rivendicato, con lucidità assoluta, il suo diritto a morire. Questo deve essere chiaro a tutti. E soltanto se si comprenderà questo punto si capirà anche che il dottor Riccio non ha messo in atto l'eutanasia, bensì ha rispettato il diritto di Welby di non essere più sottoposto a una condizione di vita in cui ricorrevano tutti gli estremi dell'accanimento terapeutico. Nello staccare la spina, il medico non ha fatto altro che rispettare la volontà del malato, che l'aveva espressa da diverso tempo con assoluta chiarezza e senza alcun ripensamento. In definitiva, si può dire che questo medico coraggioso ha restituito a un essere umano la libertà di scelta che gli veniva negata in nome di astratti principi, e di cui il malato non era in grado di riappropriarsi perché totalmente inerme davanti alla decisione altrui e totalmente inabile a compiere qualunque azione. C'è chi sostiene che il dottor Riccio (specialista in anestesia e rianimazione) abbia attuato l'eutanasia in quanto, prima di staccare la spina, ha praticato a Welby un'iniezione. Si tratta di un punto di vista erroneo, perché l'iniezione non conteneva un farmaco capace di dare la morte, ma un sedativo: staccato dalla macchina che lo teneva in vita artificialmente e gli consentiva la respirazione, senza il sedativo sarebbe morto tra gli spasimi dell'asfissia. Con il sedativo è scivolato nella pietà del sonno, e di lì nella morte. Consentirgli di morire è stato un atto di grande pietas, e nello stesso tempo un gesto di grande rispetto verso la volontà di un malato che non aveva alcuna possibilità di guarire o anche semplicemente di migliorare, e che la distrofia muscolare progressiva aveva letteralmente imprigionato nel suo corpo...

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 11 gennaio 2007 @ 13:15:33 Continua...

 Rassegna stampa: PROSEGUE A CREMONA LA MOBILITAZIONE SUI CASI WELBY E RICCIO

1.200 FIRME PER RICCIO
Saranno consegnate anche all'Ordine dei medici

Articolo di G. Bazoli - La Provincia, 7.1.2007: Obiettivo centrato: ha superato abbondantemente quota mille firme la petizione in solidarietà di Mario Riccio, l’anestesista cremonese che ha staccato la spina a Piergiorgio Welby. Le adesioni arrivate ieri sono 380 che sommate a quelle dei giorni precedenti portano il totale a 1200. Il risultato dell’iniziativa, promossa dal Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica (nato dopo il referendum sulla fecondazione assistita), sarà fatto conoscere la settimana entrante, probabilmente in una conferenza stampa, anche all’Ordine provinciale dei medici, la cui Commissione disciplina, convocata il 26 gennaio, dovrà decidere sull’archiviazione del caso o la formale apertura di un procedimento a carico di Riccio. Anche ieri il banchetto tra via Monteverdi e piazza della Pace è stato preso d’assalto: i sottoscrittori dell’appello pro Riccio appartengono a tutte la fasce d’età, a ogni categoria e a vari orientamenti politici, «due terzi donne e un terzo uomini», è il bilancio degli organizzatori. Sul tavolo i fogli della petizione, ai lati due poster: ‘Mario Riccio, un cittadino coraggioso, un medico competente e coscienzioso’, ‘Un atto d’amore non è reato. Grazie dottor Riccio’. Hanno firmato, come nelle precedenti tornate, alcuni suoi colleghi e un primario del Maggiore. Tra i rappresentanti del Comitato presenti in piazza Cristina Manfredini, consigliere provinciale: «Faremo conoscere, senza intenti polemici, il risultato di questa campagna anche all’Ordine dei medici che a fine mese riunirà la Commissione disciplina. Desideriamo far sapere che è scattata un’adesione popolare e spontanea all’appello per Riccio e che i cremonesi considerina corretto il suo gesto. Lo vorrebbero per se stessi, se fossero nelle condizioni di Welby, o per i loro parenti. Abbiamo toccato con mano l’esistenza di una grande sensibilità nei confronti di questo tema». In piazza anche Ermanno de Rosa, un altro promotore della mobilitazione: "Abbiamo il dovere di interpretare il sentimento popolare emerso al nostro tavolo. Questa petizione è un’iniziativa che ha colpito il cuore delle persone e raccolto adesioni trasversali a tutti i partiti e indipendenti da essi. La gente si è schierata con Riccio anche pensando alle vicende in cui è coinvolto, professionali e giudiziarie. I firmatari l’hanno fatto lanciando questo messaggio: chiunque voglia nuocergli, sappia che Riccio ha la nostra solidarietà». Sergio Ravelli sottolinea che «la campagna di Welby per affermare il diritto del malato a scegliere come morire e ad essere aiutato in questo passo evitando sofferenze inutili e senza speranze, ha ottenuto a Cremona un successo straordinario. 1.200 firme raccolte in poche ore di presenza al mercato sono una risposta spontanea che non ha bisogno di commenti». Anche se la soglia prefissata delle mille adesioni è stata già superata, un’altra uscita del Comitato è in programma sabato prossimo. Stesso angolo.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 07 gennaio 2007 @ 19:59:14

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

FUNERALE DI WELBY. UN PARROCO CAPACE DI USCIRE DAL CORO

Lettera di Ermanno de Rosa a "La Provincia" del 3.1.2007: Sig. direttore, dunque c’è anche un parroco a Cremona (a Ripalta, in provincia, ma suona meglio così) capace di uscire dal coro delle parrocchie stonate per offrirsi alla celebrazione del funerale di Piergiorgio Welby. Mi ha fatto piacere che “La Provincia” abbia dato voce al suo fraterno impulso a comprendere e dare subito aiuto. Così lo possiamo accostare al medico che da Cremona è accorso al letto di Welby e concludere che c’è del coraggio a Cremona e provincia.
Dottor Mario Riccio e Don Mario Piantelli. Medico e Prete al servizio di una persona. Un po’ come ”Scienza e Fede al servizio dell’Uomo” ma nel concreto di un caso individuale che non avrebbe dovuto avere nulla di straordinario. Eppure, grazie a Welby ora tutti sappiamo che c’è voluto coraggio, e non il poco necessario per superare un conformismo generico nei confronti di un’opinone dominante, ma di più. Quanto ce ne vuole per un conformismo che sembra sempre di più soggezione ad un potere. Solo pochi anni orsono non appariva, ma cresce un potere di pochi che prevarica l’opinione di molti. Questo potere è soprattutto clericale ed usa come strumento l’influenza di cui sono capaci ventiquattromila parrocchie (meno una?) in tutte le occasioni politiche per le quali è determinante un manipolo di fedeli ubbidienti. Si dice che ormai poca gente va in chiesa, ma dove troviamo un partito od un sindacato di queste dimensioni e con questa diffusione territoriale? E quanto costerebbero?

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 04 gennaio 2007 @ 14:43:54

 Rassegna stampa: INTERVISTA AL PARROCO DI SAN MICHELE DON MARIO PIANTELLI

DON PIANTELLI: "ROMA E' ASFISSIANTE"
Intervista al parroco che avrebbe celebrato i funerali di Welby.
"PRONTO A PAGARNE LE CONSEGUENZE"

Da "Il Piccolo" di Cremona - 30.12.2006: Il parroco di San Michele avrebbe celebrato il funerale di Welby. Don Mario Piantelli ha scelto di dare voce a quella parte di cattolici che probabilmente non condividono la scelta del Vaticano di rifiutare le esequie religiose a Piergiorgio Welby. Ed è don Piantelli stesso a dirlo: “Ho la sensazione che il mondo cattolico non la pensi così, quindi ho deciso di esprimere la mia posizione. E sono pronto a pagarne le conseguenze. Mi sento libero di esprimermi… ultimamente le posizioni del vicariato romano sono asfissianti”. Non usa mezzi termini don Mario, e si assume le proprie responsabilità. “Sono pronto, nel caso venissi convocato, a spiegare la mia posizione al vescovo Cantoni”. Tornando a Welby: “Ho rispetto della coscienza individuale e credo che la richiesta di Welby fosse accettabile. Il dolore, se da una parte appartiene alla vita, dall’altra quando diventa assoluto non ha più senso. Da parte di Welby non c’era nessuna volontà di morte. Bene ha fatto il dottor Riccio che ha staccato la spina”. E ancora don Mario, concludendo: “Nel Vangelo c’è scritto ‘Non è l’uomo fatto per il sabato (la legge) ma il sabato per l’uomo’”. Una delle motivazioni per la quale è stato negato il funerale è che Welby non sarebbe stato in sintonia con la dottrina… ma se la dottrina disumanizza, quella dottrina va cambiata”.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 01 gennaio 2007 @ 16:29:09

 Rassegna stampa: L'OMELIA DEL PARROCO DI RIPARTA CREMASCA

PARROCO ALL’OMELIA:
“WELBY DOVEVA AVERE I FUNERALI RELIGIOSI”

(Corriere della Sera, 28.12.2006): Cremona - Il caso Welby è legato a Cremona da molteplici fili. Per cominciare, è dalla città del Torrazzo che era partito il dottor Mario Riccio per andare a Roma a staccare il ventilatore a Welby, e ieri pomeriggio il medico cremonese, rientrato nel capoluogo, è stato sentito dal suo ordine professionale la cui sede è a due passi dal centro storico. Ma sempre a Cremona l’associazione “Luca Coscioni”, di cui Welby era copresidente, ha raccolto più di mille firme in difesa di Mario Riccio. Infine, a Ripalta Cremasca, il parroco di San Michele don Mario Piantelli è intervenuto sulla vicenda prendendo una posizione piuttosto polemica sul “no” pronunciato dalla Chiesa al funerale religioso nei confronti di Welby. Parole davvero forti quelle usate da don Mario, nell’omelia della domenica, per esprimere il proprio dissenso: “Certo che il dolore fa parte della vita e aiuta la vita. Ma quando le misure correttive non hanno più nessuna efficacia, il dolore diventa senza senso, da mezzo diventa fine a se stesso”. A questo punto, si è domandato il parroco, “la condizione di vittima della proprio sofferenza in modo irrimediabile non rende possibile la ricerca di una via di uscita che comporti la morte?”. Don Mario non si è fermato qui. Ripercorrendo le ultime fasi della vita del copresidente della “Luca Coscioni”, ha voluto rispondere a un’ulteriore domanda: “Dov’era Dio nel momento in cui Welby veniva sedato? Era lì, al suo fianco, fin dalla sua nascita”. La conclusione dell’intervento di don Mario è stata altrettanto decisa: “Piergiorgio diceva di credere insieme con la sua famiglia. E per questo avrebbe dovuto ricevere la benedizione e le esequie cristiane, che vengono celebrate per tutti i credenti, persino i suicidi, i dittatori, i fabbricanti di armi e i mafiosi”.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 27 dicembre 2006 @ 17:12:51

 Rassegna stampa: LETTERA DI MAURIZIO MORI AL QUOTIDIANO "LA CRONACA"

CONTRO IL RIGURGITO DI UN CRUDELE
VITALISMO MEDICO IRRISPETTOSO DELLA LIBERTA’

Lettera di Maurizio Mori a "La Cronaca" : Sig. direttore, più che specialisti nelle varie discipline mediche, lo sono nell’evadere gli argomenti i dieci sottoscrittori della lettera resa nota dalla stampa in cui sin afferma che non è un atto medico staccare la spina e che se Welby è giunto a formulare tale richiesta è segno che c’è stato qualcosa di sbagliato in precedenza. In questa linea c’è addirittura chi dice che Welby sarebbe un disperato che non è più in grado di dare un senso alla vita e alla sofferenza, giungendo quasi a formulare, in tal modo, una sorta di insulto a chi si trova in situazioni di fragilità ma si mantiene lucido e autonomo. Non sapendo più come giustificare il rifiuto della richiesta di Welby, giungono a un imperialismo medico secondo cui sarebbe sbagliata non solo l’azione ma anche il desiderio stesso di porre fine con dignità a una situazione terminale degradante, mostrando il volto di un vitalismo medico che diventa crudele. Questo è il risultato a cui porta l’ideologia secondo cui la vita umana vale di per sé, in quanto vita. Si deve invece riconoscere che il valore è alla “vita buona”, ossia alla vita con contenuti accettati dai soggetti interessati. Nel dibattito sul caso Welby si è giunti ormai al paradosso: il quotidiano L’Unità cita in prima pagina le parole di Papa Paolo VI da cui si inferisce chiaramente la legittimità della richiesta di Welby, mentre il Comitato Scienza e Vita fa circolare un’interpretazione assurda della Convenzione di Oviedo secondo la quale la volontà del paziente verrebbe depotenziata dal valore che invece è riconosciuto proprio da tale documento. Altri ancora, in nome di una inventata deriva eutanasica, strumentalizzano Piergiorgio Welby, lasciando che soffra. La Consulta di Bioetica ribadisce il diritto di Welby e sottolinea che il suo non è un caso isolato ma un caso analogo a quello di migliaia di altre persone. Non dare una risposta a Welby è una violazione dei fondamentali diritti umani; la Consulta di Bioetica rimane indignata dalla lentezza con cui i politici si muovono, avvallando così il rigurgito del vitalismo medico che pensavamo ormai definitamene tramontato e sepolto. (Maurizio Mori, presidente della Consulta di Bioetica - 20.12.2006)

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 20 dicembre 2006 @ 13:27:24

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

"WELBY. MI HA FERITO L'AGGRESSIVITA' DELLA CHIESA CONTRO LA SUA SCELTA"

Lettera di Ermanno de Rosa a "La Provincia": Sig. direttore, Piero Welby, uomo politico, ha voluto dare al suo caso personale l’esposizione mediatica che è sotto gli occhi di tutti. Finalmente sta raggiungendo lo scopo politico che si era proposto: mettere in luce prassi, responsabilità ed inadempienze riguardanti il diritto delle persone ad esercitare la propria libertà nelle circostanze che accompagnano l’esito finale di malattie dolorose ed invalidanti. Per questo ha dovuto pagare un prezzo tremendo: la rinuncia al poco di quiete che ognuno vorrebbe per sé nel morire. Novanta giorni di attesa sofferente da quando il presidente Napolitano, commosso dal coraggio dell’uomo, ha accettato di dare seguito alla battaglia del politico. Oggi si stanno chiarendo alcune cose che riguardano un pò tutti, specialmente medici, magistrati, politici e sacerdoti. In questa lettera mi limito a ciò che più mi ha ferito: l’aggressività e l’ostilità contro la campagna di Welby che trapela dal mondo delle parrocchie (anche il suo giornale ne è testimone) del quale avrei voluto conservare migliore opinione. In questo mondo si dimentica la carità e si giunge al limite fanatico di definire subdolo e disonesto chi ha semplicemente un concetto della sacralità della vita diverso da quello delle attuali gerarchie della Chiesa. È più sacra la vita della persona o quella del suo corpo materiale? Non vedo nulla di subdolo nel propendere per la persona quando il corpo ne diviene prigione. Il parere di Dio sarebbe interessante conoscerlo, ma quello variamente oscillante dei suoi presunti interpreti lascia qualche diritto al dubbio. (La Provincia del 20.12.2006)

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 20 dicembre 2006 @ 13:08:49

 Rassegna stampa: VEGLIE IN TUTTA ITALIA CON E PER PIERGIORGIO WELBY

EUTANASIA. Un grande striscione: "Dal corpo del malato al cuore della politica"

CREMONA PER WELBY

Veglia e commozione ieri in piazza Stradivari


La Provincia del 17.12.06 : Anche a Cremona, come in altre 50 città italiane (ma pure Bruxelles e Londra), veglia silenziosa ieri sera per Piergiorgio Welby, l’uomo che ha chiesto al Tribunale civile di staccare la spina. Proprio ieri il giudice Angela Salvio ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. La decisione del magistrato potrà essere impugnata da Welby. La veglia, promossa dal Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica, si è tenuta intorno a un gazebo montato in piazza Stradivari. «Abbiamo voluto rendere omaggio alla forza e al coraggio di un uomo - hanno detto gli organizzatori dell’iniziativa - che sta consentendo a molte italiane e molti italiani di prendere coscienza su un tema, l’eutanasia, di capitale valore per la crescita della nostra società, delle nostre istituzioni e del nostro Paese». In prima fila, in piazza, esponenti radicali come Sergio Ravelli ed Ermanno de Rosa. Campeggiava un grande striscione: ‘Dal corpo del malato al cuore della politica. Grazie Welby’. Dai tabelloni molti slogan: ‘Un atto d’amore non è reato’, ‘Grazie Welby per il tuo coraggio’, ‘Grazie alla generosità di Mina e Piero Welby’, ‘Welby: liberi di scegliere’. Ad oggi sono circa 200 i parlamentari che hanno aderito alle manifestazioni di ieri sera. Tra loro Cinzia Fontana, deputato dell’Ulivo. Lungo anche l’elenco dei cremonesi (politici, medici, ricercatori, liberi professionisti) che hanno sottoscritto la petizione.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 18 dicembre 2006 @ 20:10:44

 Rassegna stampa: EUTANASIA: DAL CORPO DEI MALATI AL CUORE DELLA POLITICA

"EUTANASIA, POLITICA ED ETICA"

La Provincia di Cremona, 11.12.2006: "Sala Rodi gremita, ieri nel tardo pomeriggio, per Eutanasia - Dal corpo dei malati al cuore della politica, l’incontro organizzato dal Comitato Cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica. Un tema caldo e delicato su cui nella sala di piazza Giovanni XXIII si sono confrontati il filosofo della scienza ed editorialista del Corriere della Sera Giulio Giorello e Donatella Giannunzio, direttrice dell’Unità Operativa di terapia del Dolore e Cure Palliative - Hospice di Cremona, moderati dal professore di bioetica Maurizio Mori. Giorello è partito da alcune osservazioni di Vittorio Feltri sul caso Welby per arrivare, con un intervento conciso, dritto al cuore concettuale del proprio pensiero. «In questo caso si tratterebbe di staccare le macchine e lasciare che la natura facesse corso», punta poi il dito contro le istituzioni e riflette su temi come libertà e rispetto. «Sono del parere che contino gli individui con le loro scelte — prosegue il filosofo —, non capisco il senso di una tradizione in cui il dolore è una sorta di privilegio che santifica. La domanda da porsi è: chi è padrone del corpo? Se la risposta è: "il soggetto stesso", allora a lui soltanto spetta la scelta di morire. Perché lo Stato, o il capo della Chiesa, o la famiglia dovrebbero interferire?». Una visione che, appellandosi alla sovranità dell’individuo su se stesso e al rispetto della libertà delle idee altrui, avvalla le richieste avanzate da Welby. «Chi si oppone — chiude Giorello — credo compia un atto profondamente anticristiano». Decisamente più smorzato il parere di Giannunzio, che evita di entrare nel merito del caso specifico («dovrei conoscere l’iter medico del paziente») e preferisce cambiare prospettiva: «Non ho mai staccato alcuna macchina, nemmeno vent’anni fa quando la superficialità su questi temi era grande. All’Hospice cerchiamo di valorizzare e proteggere ogni singolo attimo di vita dei nostri pazienti. Credo occorra un cambio di cultura, e ‘non attaccare’ qualora non ci siano davvero prospettive di miglioramento». Attesa per l’incontro di oggi, Maria Antonietta Farina Coscioni, vedova di Luca Coscioni, ieri era assente per motivi di salute, ma ha fatto sapere di essere disponibile per un nuovo incontro prima di Natale." Luca Muchetti

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 dicembre 2006 @ 22:14:14

 Rassegna stampa: LA RISPOSTA A WELBY DEL DIRETTORE DE "LA PROVINCIA" DI CREMONA

"RISPONDIAMO ALL'APPELLO DI WELBY"
di Enrico Pirondini

Da "La Provincia" del 10.12.2006: I lettori, bontà loro, mi chiedono una opinione sul caso (terribile) di Piergiorgio Welby, inchiodato in un letto da una malattia crudele, aggrappato ad una macchina per respirare e ad un sondino per nutrirsi. Welby vuol farla finita e mi pare una aspirazione giusta; dico subito che la condivido. Non riesco infatti a capire le forzature terapeutiche quando rasentano o superano i confini dell’accanimento. Come appunto in questo caso. Due giorni fa Welby ha scritto anche a me la lettera che alcuni giornali ieri hanno diffuso aprendo un dibattito su un tema etico delicatissimo. Piergiorgio è disperato. E chiede due cose: che qualcuno gli stacchi la spina della macchina e aiuti, nel contempo, il suo ultimo passo terreno con una iniezione. Vuole salire in Cielo senza strappi, senza l’ultima, gratuita sofferenza che gli procurerebbe il tubicino del respiratore lasciato cadere a terra. Ma la sua richiesta è un Everest da scalare. Welby ha scritto al presidente della Reppublica per ‘ottenere finalmente l’esercizio del mio diritto naturale, civile, politico, personale, ad una mia morte naturale. Solo modo possibile per conquistare (anche in diritto) pace per questo mio corpo altrimenti sempre più straziato e torturato’. Per lui 700 italiani, tra cui il ministro Emma Bonino, hanno partecipato ad uno sciopero della fame interrotto, per sua richiesta, proprio venerdì quando il caso Welby ha acquistato centralità e nuovi spiragli si sono profilati nelle maglie di un Potere che tergiversa non sapendo che fare. Certo la questione non è semplice. Ed il Parlamento è distratto dalla Politica (caciarona) che sappiamo, dai conti che non tornano, dai fischi che salgono da tutte le parti, persino dagli operai di Mirafiori dove i segretari di Cgil, Cisl e Uil si sono fatti vivi (dopo 26 anni) e sono stati trattati per quel che sono, fiancheggiatori del Governo più che curatori degli interessi delle tute blu. Qualcosa in ogni caso si muove: martedì affronterà il caso Welby il Tribunale civile di Roma, mercoledì ci proverà il Consiglio Superiore di Sanità investito della questione dal ministro della Salute, Livia Turco. Gli esperti dovranno rispondere alla domanda cruciale: su Welby c’è o no accanimento terapeutico? Campa cavallo. In un Paese come il nostro abituato a disquisire e spaccare il capello in quattro prima di qualsiasi decisione, è francamente illusorio attendersi un responso a breve. Anche se — e ne sono sempre più convinto — staccare la spina a Welby non è eutanasia. Welby è cosciente, è responsabile, sa quel che dice. La sua posizione non è paragonabile a quella di Terri Schiavo che, tra l’altro, non poteva esprimere alcuna volontà consapevole. Per me è centrale e prevalente il principio secondo cui ogni soggetto ha diritto di decidere anche della propria morte quando, come ha detto ieri Roberta de Monticelli (docente di Filosofia della persona al San Raffaele) «sia esclusa ogni possibilità di conservare dignità e sopportabilità alla vita». Certo questo tema etico è anche lacerante. E’ una battaglia. Ma l’appello di Welby, condivisibile o meno, merita almeno una risposta.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 dicembre 2006 @ 21:32:59

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

"STIAMO DIGIUNANDO IN DUECENTO
PER SUPERARE IL TABU' DELL'EUTANASIA"

Lettera di Ermanno de Rosa a "La Provincia": Sig. direttore, in duecento stiamo digiunando perché il Parlamento superi il tabù dell’eutanasia e si occupi di non lasciare questa pratica umana alla clandestinità. Il secondo giorno di digiuno rende più chiaro il pensiero suggerendo di badare alla concretezza dell’argomento. Abbiamo sotto gli occhi un fatto di vita. Piergiorgio Welby ha perduto completamente l’uso del corpo tranne che della mente. Vive perché gli pompano aria nei polmoni quando non c’è più speranza di guarigione. Tuttavia se si interrompesse questa pratica morirebbe fra dolori che non si sente di sopportare. Chiede, e lo fa con una lettera al Presidente Napolitano, che non lo si abbandoni alla atrocità della morte naturale e si intervenga medicalmente con un farmaco. A lui non basta che si interrompa l’accanimento terapeutico, pienamente consapevole, chiede l’eutanasia attiva. Se un medico intervenisse esaudendo il suo desiderio commetterebbe omicidio e sarebbe processato e condannato. Non è possibile accettare che il Parlamento trascuri il dovere di impegnarsi subito a legiferare su questa realtà. E tenendo conto che a questo caso pur doloroso sfugge quello ancor più angosciante di chi soffre senza essere in grado di esprimere nemmeno la propria volontà.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 27 novembre 2006 @ 14:35:32

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL GIORNALE "LA PROVINCIA"

RATZINGER E IL 20 SETTEMBRE

(lettera di Ermanno de Rosa al giornale "La Provincia")

Sig. direttore, seguo la rassegna stampa del 20 settembre. Quasi nessuno celebra l’anniversario della breccia di Porta Pia. Eppure i recenti discorsi del Papa costringerebbero a riflettere sul gesto militare col quale lo stato Risorgimentale Italiano, laico e liberale, sciolse la gerarchia religiosa cattolica dall’onere di gestire il potere quindi, si pensava, di far politica. Non saprei dire quale sia il tasso di religiosità dei due discorsi di Ratisbona. Mi limito a constatarne gli effetti politici dentro e fuori il mondo occidentale. Non sono effetti che favoriscano la convivenza. Né in nome della fede, né in quello della ragione costretta a riconoscere il primato della fede. Al di là della buona volontà del prof. Ratzinger, chi si sente depositario di una verità assoluta non è il più adatto a dialogare costruttivamente con un altro come lui. C’è una ragione che lo può. La ragione dello stato laico democratico-parlamentare. E della società che in esso prospera ad opera di cittadini liberi e responsabili, che chiedono leggi per convivere e non per imporre alcuna fede od alcuna ideologia. È questo il modello da proporre contro la guerra di religione. Altro che parlare, come fa il Papa nel primo discorso, di aridità, egoismo e lontananza da Dio nella società occidentale. La verità è che da noi c’è meno bisogno di essere ipocriti e questi atteggiamenti di individui singoli sono meno nascosti, ma non si può usarli come marchi d’infamia da attribuire genericamente ad una società come la nostra senza scadere nella superficialità più gratuita.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 20 settembre 2006 @ 20:29:05

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI ADRIANO SOFRI

"PICCOLA POSTA"
di ADRIANO SOFRI
(da "Il Foglio" del 15.9.2006)

Conosci tu il paese dove fioriscono i difensori dei diritti umani? Dove politici e giornalisti, tranne Emma Bonino, mettono al primo posto la difesa dei perseguitati? Dove, tranne Emma Bonino, giornalisti e politici antepongono la legalità e i diritti degli ultimi a qualunque prospettiva di affari e di guadagni materiali? Dove, con l'eccezione di Emma Bonino, politici e giornalisti sono pronti a isolare il governo cinese e inchiodano alle sue violazioni? Dove la mobilitazione contro la pena di morte è ininterrotta e unanime, salvo Emma Bonino? Dove lo sdegno contro la repressione della inerme testimonianza Falun Gong sarebbe universale, se non fosse per Emma Bonino? Dove politici e giornalisti digiunerebbero a oltranza per rivendicare la libertà di accesso dei cinesi a Internet ma Emma Bonino no? Lo conosci tu bene? Laggiù, laggiù, vorrei con te, o mia amata, andare: a condizione di non incontrarci Emma Bonino.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 15 settembre 2006 @ 19:08:03

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA"

"INDULTO: I POPULISMI SCREDITANO UN PROGRAMMA DI RECUPERO VERO"
Lettera a "La Provincia" di Ermanno de Rosa, segretario
dell'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona


LA PROVINCIA DI CREMONA, 9.8.2006 : Sig. direttore, Cremona e il suo carcere sembrano sulla strada giusta. Lo dimostrano la qualità delle iniziative ed il tono dei principali commenti di questi giorni cui la stampa cittadina sta dando il giusto rilievo. Fanno buona notizia le iniziative della direttrice del carcere, dottoressa Bellezza, e della cooperativa di Gianfredo Mazzini dentro e fuori le mura del carcere. Altrettanto le dichiarazioni dell’on. D’Elia che ha avuto modo di apprezzarle durante la sua recente visita. C’è chi crede ed opera al recupero di persone consapevoli mediante il rispetto della loro dignità sia in carcere durante la pena, sia fuori con l’accoglienza dovuta. Con questo indulto lo Stato ha compiuto il primo passo verso la legalità. Molte persone tornano alla libertà con storie di vita diverse. L’opportunismo politico che vuole nutrirsi del populismo più viscerale avrà modo di approfittare delle più disgraziate di quelle storie. Eppure ogni volta che qualcuno esce di prigione, dovremmo pensare che torna fra noi un cittadino recuperato alla società e restituito ai diritti e alle responsabilità comuni. Trattandosi di un successo in nome sia della giustizia che della sicurezza, tutti dovrebbero concorrervi di buon grado. Sia in carcere, facendo scontare la pena ai detenuti nel rispetto della loro dignità, sia fuori dal carcere, accogliendoli con lo stesso rispetto.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 agosto 2006 @ 11:29:55

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2006 "LA PENA DI MORTE NEL MONDO"

COMUNE DI CREMONA
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO 2006 DI NESSUNO TOCCHI CAINO
SERGIO D'ELIA: "PENA DI MORTE, VERGOGNA"
(da sinistra, il sindaco Gian Carlo Corada, Sergio Ravelli, Sergio D'Elia e Luigi Camurri)
Foto da: www.cremona24ore.it

DA "La Provincia" di Cremona del 5.8.2006 : "Noi stiamo prima di tutto dalla parte di Abele, delle vittime di ogni violenza. E difendiamo Caino dal boia per una questione di civiltà, non di simpatia. Perché non vogliamo diventare come lui”. Sergio D’Elia, segretario di ‘Nessuno tocchi Caino’ e deputato della Rosa nel Pugno, ieri in Comune ha spiegato così la ‘mission’ della sua organizzazione, presentando insieme alla curatrice Elisabetta Zamparutti il rapporto 2006 sulla pena di morte nel mondo. Al suo fianco, i radicali De Rosa, Ravelli e Camurri, con il sindaco Corada nelle vesti di padrone di casa. Molti gli argomenti affrontati nella conferenza stampa: i contenuti principali del rapporto (aumentano i paesi abolizionisti, e crescono i segnali di speranza in una situazione comunque ancora molto pesante, con circa 5.500 sentenze eseguite nel 2005); l’appello per la salvezza di Saddam Hussein; la richiesta di sostegno all’associazione, rilanciata per iscritto a tutti gli enti locali del territorio. Fino alla grande occasione aperta dalla mozione presentata dallo stesso D’Elia, e approvata all’unanimità dalla Camera: un testo che impegna il Governo italiano a condurre la campagna internazionale per ottenere dall’assemblea generale dell’Onu il pronunciamento favorevole a una moratoria nelle esecuzioni capitali. “Un’occasione storica - ha precisato D’Elia -, per il peso che un atto di indirizzo come questo avrebbe sulla sorte di migliaia di condannati; e questa volta, dopo aver perso per soli 8 voti nel ’94, potremmo farcela”. (Andrea Gandolfi)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 agosto 2006 @ 22:51:16

 Rassegna stampa: LA CONFERENZA STAMPA DI SERGIO D'ELIA

IL SEGRETARIO DI NESSUNO TOCCHI CAINO A CREMONA

SERGIO D'ELIA: "OCCUPIAMOCI DEL REINSERIMENTO DEGLI EX DETENUTI"
(foto da: www.cremona24ore.it)

La Provincia di Cremona del 5.8.2006 : Una scommessa che si intreccia inevitabilmente con la storia personale del deputato della Rosa nel Pugno, ex terrorista di Prima Linea, sulle spalle una condanna a 25 anni seguita da un lungo cammino che lo ha portato prima alla dissociazione e poi alla scelta non violenta nelle fila dei radicali. La sua elezione a segretario di presidenza della Camera ha però suscitato polemiche mai sopite, riprese qualche giorno fa dai familiari delle vittime della strage di Bologna, che hanno parlato di vicenda diseducativa e promotrice di irresponsabilità. “Con i parenti delle vittime non polemizzerò mai, ho troppo rispetto per un dolore assoluto e non risarcibile”, ha detto ieri D’Elia. “Provo invece disprezzo per chi ha strumentalizzato questo loro dolore a fini politici contro di me”. Ma credo che la mia storia vada considerata per quello che effettivamente è: due anni di adesione alla lotta armata (durante i quali non ho mai sparato nè ucciso), poi l’arresto che per me è stato una liberazione, e venticinque anni tra il carcere, la dissociazione quando poteva costare la vita, l’adesione alla non violenza, l’impegno con Nessuno tocchi Caino. C’è stato molto altro, nella mia esistenza. Lo sforzo onesto e senza velleità di ‘carriera’ (pensavo che non sarei più uscito dal carcere) di operare una forma di restituzione sociale per quanto avevo fatto. A dimettermi non penso proprio. Sono uno dei 16 segretari, non ho funzioni rappresentative. Però la mia vicenda può dire se questo Paese crede o no al reinserimento sociale dei detenuti, se vuole marchiare la gente in eterno o cerca di riaccoglierla. Per migliaia di persone questa è storia di oggi: lasciamo il carcere grazie all’indulto, ma poi che succede, vengono accettati o respinti? Se paghi per i tuoi errori e cambi vita, torni un cittadino come gli altri? La Costituzione dice di sì. Per me, dimostrarlo è una questione di diritto e di speranza”. (Andrea Gandolfi)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 agosto 2006 @ 22:38:43

 Rassegna stampa: LA VISITA DI SERGIO D'ELIA AL CARCERE DI CREMONA

IL DEPUTATO DELLA ROSA NEL PUGNO SERGIO D'ELIA IN VISITA AL CARCERE DI CA' DEL FERRO

"ALLARMISMO SULLA SICUREZZA ASSOLUTAMENTE INGIUSTIFICATO"

(da sinistra, Sergio Ravelli, Elisabetta Zamparutti e Sergio D'Elia - foto da: www.cremona24ore.it)


La Voce di Cremona del 5.8.2006 - “E’ un allarmismo ingiustificato quello sulla sicurezza sociale”. Lo ha ribadito con forza il deputato della Rosa nel Pugno Sergio D’Elia che ieri pomeriggio ha incontrato i detenuti della casa circondariale di Ca’ del Ferro. Il parlamentare accompagnato Da Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani. Elisabetta Zamparutti, curatrice del Rapporto 2006 ‘La Pena di morte nel mondo’, ha fatto il suo ingresso nel carcere cremonese intorno alle 15. La sua prima visita in un penitenziario italiano dopo l’entrata in vigore della Legge n. 261 riguardante la concessione dell’indulto. Verso le 17.30, quando è uscito dalla struttura carceraria, D’Elia ha incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione e si è subito opposto alle critiche espresse in questi giorni in provincia sui problemi derivanti dalla scarcerazione dei detenuti in seguito all’indulto. “Ritengo infondata la preoccupazione del sindaco Corada sull’impatto sociale e la sicurezza. Su 290 persone detenute sono ad oggi 140 quelli che hanno diritto all’indulto. 118 erano già usciti prima del mio arrivo, una ventina hanno lasciato la prigione proprio durante la mia visita. I cremonesi sono una ventina: sono tutti tornati a casa con la disponibilità di un po’ di denaro perché in carcere hanno lavorato e con una famiglia che li aspettava”. Un capitolo a parte riguarda invece gli extracomunitari, la maggior parte dei quali ora deve essere espulsa. “Gli immigrati che nelle carceri imparano un lavoro - ha poi aggiunto il deputato della Rosa nel pugno - dovrebbero poter essere impiegati anche fuori dal penitenziario. A mio avviso la legge Bossi-Fini va rivista”. Più che soddisfatto invece D’Elia per quanto riguarda la situazione che ha trovato nel carcere di Cremona. “Ottimo il lavoro della direttrice Ornella Bellezza e del comandante che stanno valutando una ad una le posizioni dei detenuti e stanno inviando fax alle varie Procure. Questo carcere è amministrato bene, i rapporti con i detenuti sono ottimi, c’è pulizia da ogni parte, dalle cucine alle docce. Sono anche rimasto impressionato dal vuoto delle sezioni che c’è ora”. “Il carcere di Cremona - ha quindi aggiunto - non è affatto sordo alle istanze di reinserimento sociale dei detenuti. Finalmente, con una popolazione tollerabile, è possibile rispettare le regole penitenziarie. Bisogna dire grazie all’indulto, una misura di buon governo. Certo bisogna avere cura nel ritorno in società di queste persone - ha quindi aggiunto il deputato della Rosa nel Pugno - a Cremona lo hanno fatto e lo stanno facendo in modo esemplare. Ci sono 80 milioni di euro che dovrebbero essere destinati per garantire una certa tranquillità a chi esce dal carcere, ma è come se fosse un buco nero di cui non si capisce la gestione”. (Riccardo Mancabelli)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 agosto 2006 @ 22:17:38

 Rassegna stampa: DICHIARAZIONE DI SERGIO RAVELLI, DEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI

"IL PARLAMENTO HA SAPUTO SCRIVERE UNA PAGINA
IMPORTANTE, DI LEGALITA' E DI CIVILTA'"
dichiarazione di Sergio Ravelli, vice presidente
del Comitato nazionale di Radicali Italiani

"La Provincia" del 30.7.2006 -
Il Parlamento italiano ha saputo scrivere una pagina importante, di legalità e di civiltà. Di legalità, per aver licenziato - dopo anni di promesse, annunci e attese andate deluse - un seppur limitato provvedimento di clemenza (l’indulto), che rende possibile avviare il percorso delle riforme nel campo della giustizia e pone le basi perché l'Italia non sia perennemente primatista di condanne dinanzi alle corti internazionali per la durata dei processi e lo stato indecente delle nostre carceri. Di civiltà, per aver approvato, con una straordinaria convergenza dei gruppi sia di maggioranza che di opposizione, la mozione presentata da Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino e deputato della Rosa nel Pugno, che impegna il Governo a presentare alla prossima Assemblea Generale dell’ONU la risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali.
Un particolare ringraziamento va inoltre al sindaco di Cremona che ha accolto con entusiasmo l’invito a partecipare alla presentazione ufficiale del Rapporto 2006 di Nessuno tocchi Caino “La pena di morte nel mondo”, che si terrà nella nostra città venerdi 4 agosto. All’iniziativa interverranno, fra gli altri, il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia, ed Elisabetta Zamparutti, curatrice del Rapporto 2006.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 30 luglio 2006 @ 18:13:43

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA A "LA PROVINCIA"

"SI ALL'AMNISTIA E ALL'INDULTO, NO ALLE CONVENIENZE DI PARTITO"
Lettera a "La Provincia" di Ermanno de Rosa, segretario
dell'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona

LA PROVINCIA DI CREMONA, 24.7.2006 -
Gentile direttore,
amnistia ed indulto non sono un atto facoltativo di clemenza, ma un atto dovuto per avviare il salvataggio dello Stato di diritto in Italia. Dovrebbe seguire una riforma meditata ed organica del sistema giustizia. Siamo costretti a sperare che un governo uscito debole da una legge elettorale sciagurata riesca dove quello precedente, forte di una maggioranza sicura, non è riuscito. Credevamo che gli ostacoli maggiori fossero all’estrema sinistra sul fronte della politica estera e di quella economica, ma scopriamo che anche su quello della giustizia c’è chi cerca di imporre la sua tangente politica. Ora è Di Pietro ad impuntarsi sull’indulto che il parlamento ha deciso di dibattere subito (dell’amnistia in autunno). Certi reati si (perché più accettabili?), altri no, come se si trattasse di sovrapporre al principio di legalità una graduatoria di repellenza dei reati arbitrariamente creata al momento secondo le convenienze di partito. Come se si trattasse di un atto di clemenza facoltativo cui lo Stato accondiscende per le insistenze di papa Wojtyla prima, di Pannella, Cossiga, Napolitano e di alcune migliaia di detenuti e radicali poi. Non è così, mi aiuti a farlo capire, dall’inceppamento del sistema giustizia dipende la sopravvivenza dello Stato di diritto. Sentenze che giungono dopo molti anni dall’inizio del processo, reati gravissimi che cadono in prescrizione, pene che dovrebbero rieducare i colpevoli e sono invece afflizioni insopportabili della dignità delle persone. Dilaga un disagio per cui è giustificato temere che i pochi che vanno in galera escano peggio di prima; un disagio per cui chi chiede allo Stato un giudice che risolva una controversia non ottiene sentenza in tempo utile e molti rinunciano assoggettandosi alla prepotenza del più forte. Rischiamo a breve di veder cessare insieme la vita del diritto ed il diritto alla vita.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 24 luglio 2006 @ 10:08:07

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI A "LA PROVINCIA" DI CREMONA

"LA DEMOCRAZIA ISRAELIANA NELL'UNIONE EUROPEA, SUBITO"
Lettera a "La Provincia" di Sergio Ravelli, vice presidente
del Comitato nazionale di Radicali Italiani

LA PROVINCIA DI CREMONA, 20.7.2006 -
Gentile direttore,
la situazione in Medio Oriente viene fatta molto complicata dai media e della politica ma in realtà questa è molto semplice: la comunità internazionale ha permesso ai terroristi di Hamas e Hezbollah di ricevere finanziamenti da Iran e Siria, di armarsi e di attaccare continuamente Israele, distruggendo ed uccidendo e con tali metodi di affermarsi come “governi” ufficiali del Libano e dei territori palestinesi. Non si può pertanto far finta che lo scenario sia lo stesso degli anni passati: ora Israele è a rischio di cancellazione, ad opera di quei paesi che da sempre vengono denunciati come finanziatori del terrorismo (Iran e Siria); ora Israele è sotto attacco di formazioni che governano il Libano e Gaza ufficialmente (e quindi è attaccata da parte di quei paesi) e da costoro non fa altro che difendersi. Le dittature mediorientali saggiano la determinazione Occidentale (in particolare europea) per capire cosa potrebbe succedere quando presto l’Iran avrà la possibilità di usare anche la bomba atomica (oltre alla leva economico-petrolifera che sfrutta adesso): la risposta che l’Occidente fornisce è che si può colpire oggi Israele, pensare di distruggerlo domani con l’atomica e puntare, tra non molto, a mettere sotto tiro e tenere in ostaggio l’Europa. Solo unendo Israele ed Europa, costringendo l’una a condividere i propri pericoli e la propria sicurezza, e l’altra a farsene carico, si può risolvere una situazione che col progredire del tempo si complicherà in modo irrisolvibile quando, dietro l’esempio Corea del Nord, la dittatura iraniana diverrà intoccabile. L’unica proposta praticabile resta quindi quella suggerita, parecchi anni fa, da Marco Pannella: “Israele nell’Unione Europea”. Per dire, rispetto alla Palestina, non più “Due popoli, due Stati”, ma “Due popoli, due democrazie”. Oggi solo Israele, infatti, in tutto il Medio Oriente, ha questi connotati di libertà e di democrazia. E ancora, l’Italia e l’Europa si impegnino finalmente a dare concretezza al principio (che non principia mai): “Basta soldi ai dittatori”!

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 20 luglio 2006 @ 13:20:49

 Rassegna stampa: LETTERA DI MAURIZIO MORI AL QUOTIDIANO LA PROVINCIA

"EMBRIONI: RICERCA LIBERA ALMENO NELLE PRIME FASI"
Lettera a "La Provincia" del prof. Maurizio Mori,
presidente della Consulta di Bioetica, Milano

LA PROVINCIA DI CREMONA, 17.7.2006
- Gentile direttore,
nella lettera aperta a Prodi, gli scienziati italiani che fanno ricerca sulle cellule staminali embrionali hanno opportunamente sottolineato la legalità delle loro ricerche, evitando di entrare nella controversia etica circa la natura dell’embrione e limitandosi, a riguardo, a sottolineare la radicale diversità tra embrione e cellule staminali embrionali. La Consulta di Bioetica ritiene, tuttavia, che la questione etica della tutela relativa all’embrione vada affrontata. A questo proposito, ricorda che, come minimo, c’è una pluralità di opinioni. Alcuni ritengono sia assurdo affermare che l’embrione sia persona e garantire una qualche tutela; altri, pur condividendo la prima affermazione, ritengono ci siano buone ragioni per garantire una tutela progressivamente crescente quanto più ci si avvicina alla nascita; altri ancora, che sin dalla fecondazione vada trattato come una persona. Di fronte alla varietà di opinioni sulla quale gli studiosi non hanno ancora raggiunto un accordo, la Consulta di Bioetica ritiene che in uno stato laico si debba garantire la libertà di ricerca almeno nelle primissime fasi dopo il concepimento: dove vale principio di libertà di coscienza, l’intento di privilegiare una visione è da ritenersi ingiustificato. Pertanto ogni tentativo di limitare la ricerca scientifica è ingiustificato dal punto di vista bioetico, oltre che contrario alla carta costituzionale e alle altre leggi italiane. M.M. (nella foto, al centro, Maurizio Mori)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 18 luglio 2006 @ 10:17:14

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA VOCE DI CREMONA"

"E LO SCIENZIATO CONTESTA IL VESCOVO: INDIGNAZIONE INGIUSTIFICATA, LAVORIAMO PER OTTENERE FARMACI E ANIMALI MIGLIORI"

LA VOCE DI CREMONA, 16.7.2006
- Virtualmente scomunicato dal 28 giugno, il padre di Galileo, il primo toro clonato, e autore di tante imprese che hanno già fatto storia, Cesare Galli non si ferma: “sto lavorando ad un bovino resistente al morbo della mucca pazza e a suini dotati di organi passibili di trapianto. Utilizzo anche cellule staminali umane per compiere test sulla tossicità di alcune sostanze chimiche contenute nei farmaci. Si tratta di test in vitro. L’uso delle cellule staminali è prezioso perché si tratta di cellule che si avvicinano molto a quelle dell’embrione: quindi il risultato dei test è più attendibile. I test sono più accurati e diminuisce l’uso di animali vivi negli esperimenti: preleviamo infatti le ovaie al macello”. Ma accanto alla questione scientifica il mondo cattolico pone un problema etico. Il cardinale Alfonso Lopez Trujillo ha infatti sostenuto il 28 giugno che chi fa ricerca sulle cellule staminali embrionali è passibile di scomunica. In un’intervista a famiglia cristiana, il presidente del Pontificio consiglio per la famiglia ha motivato la sua affermazione mettendo sullo stesso piano la distruzione degli embrioni e l’aborto. “E la scomunica - ha precisato il cardinale - vale per la donna, i medici, i ricercatori che eliminano l’embrione”. Lo scienziato Cesare Galli non condivide l’indignazione espressa dal vescovo Dante Lafranconi: “Ha criticato il ministro Mussi per il sì alla ricerca sulle cellule staminali appellandosi alla volontà popolare? Ma ai referendum sulle legge 40 ha vinto l’astensione. L’indignazione è ingiustificata. Secondo l’eurobarometro, il 66% degli italiani è favorevole all’uso delle cellule staminali. Non sono praticante ma condivido i valori cristiani, non certo in questo caso. Ed è una leggenda che sia illegale lavorare su cellule staminali importate dall’estero”. (nella foto, Cesare Galli, a sinistra, con Ermanno de Rosa)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 17 luglio 2006 @ 13:25:02

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA VOCE DI CREMONA"

CELLULE STAMINALI EMBRIONALI:
GALLI E I RICERCATORI SCRIVONO A PRODI
"Le nuove opportunità in questo settore non devono essere sottovalutate"

LA VOCE DI CREMONA, 16.7.2006
- La ricerca sulle cellule staminali embrionali umane è necessaria per il bene comune e “Un Paese come l’Italia non può sottovalutare le nuove opportunità che si sono aperte sul piano scientifico in questo settore”: lo ha scritto in una lettera aperta al presidente del Consiglio, Romano Prodi, il Gruppo dei ricercatori italiani - tra i quali Cesare Galli di Cremona - impegnati nello studio delle cellule staminali embrionali umane. La lettera è stata presentata ieri a Roma, in un convegno organizzato dagli stessi componenti del Gruppo, che in questo modo hanno voluto “presentare all’opinione pubblica” le loro ricerche e “affermare la assoluta legittimità” dei loro studi. Il gruppo è composto, oltre a Cesare Galli dell’Istituto Spallanzani e dell’Università di Bologna, da Elena Cattaneo, dell’università di Milano; Gianluigi Condorelli dell’Istituto Multimedica di Milano e della Fondazione Parco Biomedico San Raffaele di Roma, Fulvio Gandolfi dell’Università di Milano, Alessando Mugelli dell’Università di Firenza, Federica C. Sangiuolo dell’Università di Roma Tor Vergata, Giuseppe Novelli dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università dell’Arkansas. “Come scienziati - hanno scritto i ricercatori - chiediamo che alle nostre ricerche innovative sia dato il giusto rilievo, e siamo aperti a qualsiasi confronto trasparente e costruttivo. Siamo pronti e sempre disponibili a presentare in pubblico ciò che stiamo facendo, perché la scienza è un’attività che deve essere sempre svolta nella totale trasparenza e nel dialogo argomentato senza pregiudizi”. I ricercatori hanno invitato quindi il presidente del Consiglio a visitare i laboratori nei quali lavorano. (nella foto, Cesare Galli, a destra, con Marco Cappato ed Ermanno de Rosa)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 17 luglio 2006 @ 13:17:03

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA DI CREMONA"

"GIUSTIZIA TROPPO LENTA, LE CARCERI INDECOROSE"
Articolo di Francesca Morandi - La Provincia del 18.6.2006

Solo un anno fa Marco Pannella li aveva avvertiti: ‘Guardate che la giustizia è la questione sociale più grande’. E adesso che Sergio Ravelli, coordinatore regionale della Rosa nel Pugno, ha tra le mani, e letto, il rapporto di Alvaro Gil-Robles, commissario europeo per i diritti umani, dice: “Pannella aveva ragione. E’ vero, leggete qui. Il 30 per cento della popolazione italiana è in attesa di giudizio. Nel 2004, la durata media dei processi penali era di 5 anni, di 8 anni la durata di quelli civili. E poi c’è la preoccupante situazione del degrado delle carceri, più rapido della loro ristrutturazione”. Ore 11 di ieri mattina, i leader cremonesi della Rosa nel Pugno si sono dati appuntamento davanti al palazzo di giustizia, palazzo simbolo e terminale del ‘Grande Satyagraha’ - la forza della verità, secondo Gandhi -, ossia la manifestazione nonviolenta di massa, con sciopero della fame e autosospensione dei farmaci, cominciata l’11 giugno scorso e alla quale hanno aderito, oltre Ravelli, Luigi Camurri, Ermanno De Rosa, Rino Garioni e Mario Verardi, e in Italia più di 1.400 cittadini, fra cui 700 detenuti in diverse carceri. La protesta è su due fronti. C’è la questione giustizia, ma anche l’estromissione da Palazzo Madama di otto senatori “regolarmente votati ed eletti dai cittadini”. Ravelli e i ‘suoi’ chiedono alla Giunta delle elezioni al Senato “di prendere in mano il dossier e controllare. Noi esigiamo che venga rispettata la legge elettorale, la cui applicazione è letterale, non interpretativa. Lo sbarramento del 3% non c’è”.
Torniamo alla questione giustizia e alla “lentezza dei procedimenti che nega alle vittime il diritto alla giustizia e indebolisce la pubblica sicurezza”. “Sollecitiamo - dice Ravelli – una tempestiva e sicura calendarizzazione dell’iter del provvedimento di amnistia e indulto. Si tratta di una priorità immediata, e non solo per ragioni umanitarie, ma come premessa e condizione per una riforma complessiva della giustizia”. Il rapporto di Gil-Robles dice, in sintesi, che l’Italia è il quinto Stato per il numero dei ricorsi dinanzi alla Corte ed è il primo in termini di condanne. Dice che “l’insieme della società Italia subisce le ripercussioni dirette o indirette provocate dalle storture e dall’inerzia della giustizia italiana”. Nel rapporto è scritto che “soltanto dal periodo che va da gennaio 2001 a dicembre 2004, tra le 998 decisioni e sentenze rese dalla Corte europea relative all’Italia, 799 riguardavano i ritardi del procedimento giudiziario”. La protesta della Rosa nel Pugno riprenderà oggi a staffetta “perché siamo consapevoli che la battaglia sarà lunga”. (Francesca Morandi)


Postato da sergio_ravelli Martedì, 20 giugno 2006 @ 16:04:04

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA A "LA PROVINCIA" DI CREMONA

"MI INDIGNA IL LINCIAGGIO MEDIATICO CONTRO SERGIO D'ELIA"
- Lettera di Ermanno De Rosa al quotidiano "La Provincia" -

Sig. direttore,
il vero e proprio linciaggio mediatico ai danni di Sergio D’Elia per colpe esemplarmente espiate mi ferisce e mi indigna. Mi indigna perché, per demagogia e faziosità, calpesta il sacrosanto principio di legalità liberale che ha reintegrato D’Elia in tutti i diritti dopo la condanna e l’esecuzione della pena. Mi ferisce perché vorrebbe gettare un’ombra sulla fiducia che ho dato e confermo ad un compagno di partito e parlamentare incaricato all’ufficio di presidenza della Camera.
Non è il solo episodio in cui si antepongono alla legge interessi particolari, ma ogni pazienza ha un limite. La condizione di illegalità diffusa in cui siamo immersi da giornali, organi ministeriali ed organi di giustizia non è più sopportabile. Vedi il caso degli otto senatori regolarmente eletti ed illegalmente non nominati. Vedi l’illegalità nelle carceri e nei tribunali per i nove milioni e mezzo di processi pendenti e l’affollamento di detenuti in attesa di giudizio.
Basteranno i digiuni ed i Satiagraha di Pannella? O dovremo in eterno rassegnarci a lamentele da bar con gli amici? Nonviolenti irriducibili ci proviamo ancora, digiunando proponiamo ai poteri di rispettare le leggi che hanno scritto!
Ermanno De Rosa - Cremona, 14.6.2006



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 14 giugno 2006 @ 09:28:50

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI A "LA PROVINCIA" DI CREMONA

"SERGIO D'ELIA NON PUO' RESTARE OSTAGGIO PERPETUO DEL SUO PASSATO"
- Lettera di Sergio Ravelli al quotidiano "La Provincia" -
Sig. direttore,
conosco Sergio D’Elia da quasi vent’anni e sono orgoglioso della sua amicizia. Ma non occorre certo essergli amico per restare basiti dalla violenza degli attacchi personali che gli stanno arrivando a seguito della sua elezione a deputato della Rosa nel pugno e
a membro dell’ufficio di presidenza della Camera. D’Elia ha completamente espiato in carcere la sua condanna. Quando ne è uscito era un uomo completamente diverso. Da allora ha scelto come strumento di lotta politica la nonviolenza e il dialogo, dando vita e facendo crescere “Nessuno tocchi Caino”, lega internazionale contro la pena di morte a
cui oggi sono associati decine di premi Nobel, centinaia di parlamentari di tutto il mondo e 200 amministrazioni pubbliche italiane (fra esse anche la Provincia e il Comune di Cremona). Per due lustri molti di coloro che in queste ore lo definiscono con disprezzo “terrorista” gli hanno stretto la mano, partecipando alle iniziative della sua associazione. Adesso si travestono da farisei nel tempio e fanno finta di non conoscerlo. Conducendo alla luce del sole, da quasi vent’anni, tutti i giorni, un’attività politica incardinata sui principi dello stato di diritto, il deputato D’Elia ci ricorda come la finalità del carcere possa essere davvero quella della rieducazione del condannato (art. 27 della Costituzione). Lo Stato dovrebbe, pertanto, essere fiero di aver raggiunto le finalità della norma costituzionale e considerarlo una prova vivente della sua forza. Dirà il tempo se D’Elia sarà stato un buon parlamentare. Quello che però non è accettabile è che tanti presunti Abele condannino un ex Caino a restare ostaggio perpetuo del suo passato. Sergio Ravelli - Cremona, 13.6.2006



Postato da sergio_ravelli Martedì, 13 giugno 2006 @ 15:33:05

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO "LA VOCE DI CREMONA"

SOLIDARIETA' AL LEADER DI "NESSUNO TOCCHI CAINO"
"SERGIO D'ELIA TORNI IN CITTA'"

(La Voce di Cremona dell'11.6.2006)

La Rosa nel pugno cremonese difende pubblicamente il deputato Sergio D'Elia, oggetto di attacchi politici nei giorni scorsi. "Da 20 anni - sostiene Sergio Ravelli - D'Elia conduce alla luce del sole un'attività politica incardinata sui principi dello stato di diritto e della nonviolenza". Per questi motivi, i radicali cremonesi "sostengono l'attività di D'Elia in qualità di segretario dell'associazione 'Nessuno tocchi Caino' per l'abolizione della pena di morte e, più in generale, per la la dignità della persona che colpevole o no è costretta a interagire con la giustizia".
"Ricordiamo l'entusiasmo e la determinazione per queste battaglie durante le numerose visite di D'Elia a Cremona - prosegue Ravelli - comprensive di incontri con le autorità locali che non hanno mai turbato la vita politica cittadini, ma semmai l'hanno arricchita. Riproponiamo pertanto l'invito a D'Elia perchè torni, magari per visitare il carcere".

Postato da sergio_ravelli Martedì, 13 giugno 2006 @ 12:05:26

 Rassegna stampa: DANIELE CAPPEZZONE ALLA FESTA DELL'AVANTI


"La Provincia" del 12.9.2005

Postato da sergio_ravelli Martedì, 13 settembre 2005 @ 12:28:25

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DELLO SDI, NUOVO PSI E RADICALI


"La Provincia" dell'8.9.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 settembre 2005 @ 16:53:51

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DELLO SDI, NUOVO PSI E RADICALI


"La Cronaca" dell'8.9.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 settembre 2005 @ 16:52:17

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DELLO SDI, NUOVO PSI E RADICALI


"La Voce" dell'8.9.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 settembre 2005 @ 16:50:34

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''


"La Provincia" del 26.7.2005

Postato da sergio_ravelli Martedì, 26 luglio 2005 @ 14:28:58

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''


"La Provincia" del 16.7.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 18 luglio 2005 @ 15:35:48

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE


"La Provincia" del 7.7.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 14 luglio 2005 @ 08:57:50

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'ASSEMBLEA RADICALE


"La Cronaca" dell'1.7.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 14 luglio 2005 @ 08:53:32

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'ATTIVITA DEL COMITATO PER I 4 SI


"La Cronaca" del 28.6.2005

Postato da sergio_ravelli Martedì, 28 giugno 2005 @ 11:16:34

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLA NOMINA DI RAVELLI


"La Voce" del 22.6.2005

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 22 giugno 2005 @ 14:20:45

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLA NOMINA DI RAVELLI


"La Voce" del 22.6.2005

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 22 giugno 2005 @ 14:14:28

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE


"La Provincia" del 17.6.2005

Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 giugno 2005 @ 15:20:54

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE


"La Provincia" del 15.6.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 giugno 2005 @ 15:51:15

 Rassegna stampa: LETTERA DI MIRCO MAFFINI AL QUOTIDIANO LOCALE


"La Provincia" del 14.6.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 giugno 2005 @ 15:49:34

 Rassegna stampa: LETTERA AL QUOTIDIANO LOCALE SULL'ESITO REFERENDARIO


"La Provincia" del 14.6.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 giugno 2005 @ 15:47:29

 Rassegna stampa: COMMENTO RADICALE SULL'ESITO DEI REFERENDUM


"La Cronaca" dell'14.6.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 giugno 2005 @ 15:45:27

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'INTERVENTO DI TOMBOLINI


"La Voce" dell'11.6.2005

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 giugno 2005 @ 15:41:13

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE


"La Provincia" del 6.6.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 06 giugno 2005 @ 16:28:06

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLA MANIFESTAZIONE PER IL SI


"La Provincia" del 5.6.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 06 giugno 2005 @ 16:26:04

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLA MANIFESTAZIONE PER IL


"La Voce" del 5.6.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 06 giugno 2005 @ 16:22:55

 Rassegna stampa: INTERVISTA DEL SETTIMANALE ''IL PICCOLO'' A SERGIO RAVELLI


"Il Piccolo" del 4.6.2005: intervista all'esponente radicale Sergio Ravelli

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 06 giugno 2005 @ 16:18:56

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA VOCE'' SULLA MARATONA ORATORIA


"La Cronaca" del 29.5.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 30 maggio 2005 @ 16:53:18

 Rassegna stampa: ''LA CRONACA'' ANNUNCIA L'INIZIO DELLO SCIOPERO DELLA FAME


"La Cronaca" del 29.5.2005

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 30 maggio 2005 @ 16:46:37

 Rassegna stampa: ARTICOLO SULL'INIZIATIVA DI DIGIUNO DEGLI SCIENZIATI ITALIANI


"La Cronaca" del 24.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante lo sciopero della fame degli scienziati e dei ricercatori italiani

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 maggio 2005 @ 13:42:34

 Rassegna stampa: ARTICOLO SULL'INIZIATIVA PUBBLICA CON CAPPATO E GALLI


"La Cronaca" del 21.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante l'iniziativa pubblica con Marco Cappato e Cesare Galli

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 maggio 2005 @ 13:38:01

 Rassegna stampa: ARTICOLO SULL'INIZIATIVA PUBBLICA CON CAPPATO E GALLI


"La Cronaca" del 21.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante l'iniziativa pubblica con Marco Cappato e Cesare Galli

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 maggio 2005 @ 13:36:45

 Rassegna stampa: ARTICOLO SULL'INIZIATIVA PUBBLICA CON CAPPATO E GALLI


"La Provincia" del 21.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante l'iniziativa pubblica con Marco Cappato e Cesare Galli

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 maggio 2005 @ 13:25:48

 Rassegna stampa: LETTERA AL QUOTIDIANO LOCALE IN TEMA DI REFERENDUM


"La Cronaca" del 18.5.2005
Lettera di Sergio Ravelli al quotidiano locale in merito all'appello di cattolici per il voto ai referendum

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 maggio 2005 @ 12:06:39

 Rassegna stampa: ARTICOLO SULL'INIZIATIVA DEL COMITATO PER IL SI AI REFERENDUM


"La Voce" del 13.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante l'iniziativa pubblica del Comitato per i 4 Si ai referendum

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 maggio 2005 @ 12:00:14

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'INIZIATIVA REFERENDARIA


"La Provincia" del 13.5.2005
Articolo del quotidiano locale sull'iniziativa promossa dal Comitato per i 4 Si ai Referendum

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 maggio 2005 @ 16:45:02

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL COMITATO CREMASCO PER IL SI AI 4 REFERENDUM


"La Provincia" dell'11.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante la conferenza stampa del Comitato cremasco
per il Si ai 4 Referendum

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 11 maggio 2005 @ 16:10:41

 Rassegna stampa: RASSEGNA STAMPA DELLA CONFERENZA STAMPA DEL COMITATO PER IL SI


"La Provincia" dell'1.5.2005
Articolo del quotidiano locale riguardante la conferenza stampa del Comitato per i 4 Si
ai Referendum e la lettera di Maurizio Mori al vescovo di Cremona

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 09 maggio 2005 @ 15:34:50

 Rassegna stampa: RASSEGNA STAMPA SULLA CONFERENZA STAMPA DEL COMITATO PER IL SI


"La Cronaca" dell'1.5.2005
Articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa del Comitato per i 4 Si ai Referendum

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 09 maggio 2005 @ 15:32:02

 Rassegna stampa: RASSEGNA STAMPA DELLA CONFERENZA STAMPA DEL COMITATO PER IL SI


"La Voce" dell'1.5.2005
Articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa del Comitato per i 4 Si ai Referendum

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 09 maggio 2005 @ 15:29:18

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE


"La Provincia" del 1° maggio 2005
lettera dell'esponente radicale Ermanno de Rosa sul rifiuto del confronto referendario da parte del fronte dell'astensione

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 04 maggio 2005 @ 17:02:42

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'INIZIATIVA RADICALE CONTRO L'OTTO PER MILLE


"La Voce" dell' 1.5.2005
Articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa dei radicali dal titolo: "Otto per mille: né allo Stato né al Vaticano. Le ragioni di una scelta alternativa"

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 02 maggio 2005 @ 16:02:08

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DEI RADICALI


"La Cronaca" del 10.4.2005
Articolo del quotidiano locale in merito al sit di protesta dei radicali al mercato.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 aprile 2005 @ 15:20:52

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA CRONACA'' SULLA MANIFESTAZIONE RADICALE


"La Cronaca" del 9.4.2005
Articolo del quotidiano locale in merito alla manifetazione di protesta dei radicali.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 aprile 2005 @ 15:17:39

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO ''LA VOCE'' DI CREMONA


"La Voce" del 9.4.2005
Lettera di Sergio Ravelli al quotidiano locale in merito alla decisione del Governo di far votare i referendum il 12 giugno.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 aprile 2005 @ 15:14:27

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLE INIZIATIVE RADICALI


"La Provincia" del 3.4.2005
- Articolo del quotidiano locale sulle iniziative radicali a Cremona -

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 04 aprile 2005 @ 09:53:19

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLE INIZIATIVE RADICALI


"La Provincia" del 2.4.2005
- Articolo del quotidiano locale sulle iniziative radicali a Cremona -

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 04 aprile 2005 @ 09:49:43

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' SULL'ASSEMBLEA RADICALE


"La Provincia" del 29.3.2005
Articolo del quotidiano locale sulle prossime iniziative dell'Associazione per l'iniziativa radicale

Postato da sergio_ravelli Martedì, 29 marzo 2005 @ 10:59:05

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO

"La Provincia" del 23.3.2005: lettera al quotidiano locale di Ermanno de Rosa
in tema di referendum



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 23 marzo 2005 @ 15:24:54

 Rassegna stampa: LETTERA DI MASSIMO PREITANO AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 23.3.2005: lettera al quotidiano
locale di Massimo Preitano in tema di referendum



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 23 marzo 2005 @ 15:23:13

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 19.3.2005: lettera al quotidiano
locale di Ermanno de Rosa in tema di referendum



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 23 marzo 2005 @ 15:20:45

 Rassegna stampa: LETTERA DI ALESSANDRO BORGHI AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 21.3.2005: lettera al quotidiano
locale di Alessandro Borghi in tema di referendum



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 21 marzo 2005 @ 14:54:02

 Rassegna stampa: LETTERA DI MASSIMO PREITANO AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 18.3.2005: lettera al quotidiano
locale di Massimo Preitano in tema di referendum



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 21 marzo 2005 @ 14:51:15

 Rassegna stampa: LETTERA AL QUOTIDIANO LOCALE DI ERMANNO DE ROSA

"La Provincia" del 14.3.2005: lettera al quotidiano
locale dell'esponente radicale Ermanno de Rosa



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 marzo 2005 @ 14:19:21

 Rassegna stampa: LETTERA AL QUOTIDIANO LOCALE DI MASSIMO PREITANO

"La Provincia" del 12.3.2005: lettera al quotidiano
locale di Massimo Preitano, aderente dell'associazione
per l'iniziativa radicale a Cremona



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 marzo 2005 @ 14:15:00

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI ERMANNO DE ROSA SUL SETTIMANALE ''VITA CATTOLICA''

"Vita Cattolica" del 10.3.2005: intervento dell'esponente radicale Ermanno de Rosa sul settimanale cattolico



Postato da sergio_ravelli Venerdì, 11 marzo 2005 @ 11:37:01

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI SUL QUOTIDIANO LOCALE ''CRONACA''

"Cronaca" del 7.3.2005: intervento dell'esponente radicale Sergio Ravelli sul quotidiano locale



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 marzo 2005 @ 14:24:51

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI SUL QUOTIDIANO ''CRONACA''

"Cronaca" del 2.3.2005: il quotidiano locale ospita l'intervento dell'esponente radicale Sergio Ravelli



Postato da sergio_ravelli Venerdì, 04 marzo 2005 @ 09:45:45

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''CRONACA'' SU INIZIATIVA DEL COMITATO PER I 4 SI AI REFERENDUM

"Cronaca" del 26.2.2005: articolo del quotidiano locale sull'iniziativa del Comitato per il SI



Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 marzo 2005 @ 15:24:52

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI SUL QUOTIDIANO ''LA VOCE''

"La Voce" del 26.2.2005: il quotidiano locale ospita l'intervento dell'esponente radicale Sergio Ravelli



Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 marzo 2005 @ 15:19:50

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI FURIO COLOMBO SULL'UNITA'


"DECISIONI RADICALI"

di Furio Colombo

("L'Unità" del 28.2.2005)

"Avrete notato che i Radicali - ovvero la grande discussione che è divampata intorno all’idea di offrire 'ospitalità' alla loro lista dalla parte dell’Unione nelle prossime elezioni regionali sembra scomparire poco a poco da questo giornale. Quando chiedo perché ai colleghi mi rispondono che 'oggi non ci sono state novità'. Ed è vero, salvo piccoli o piccolissimi spostamenti del punto di incertezza che sembra gravare su questa eventualità. L’incertezza si è formata anche tra i più convinti (quasi tutti i Ds, Sdi, una parte della Margherita) quando un’altra parte della Margherita ha fatto sapere di opporsi. Pensavo di intitolare queste poche righe “Peccato!”. Mi trattengono due ragioni. Emma Bonino, che sabato era davanti al teatro Brancaccio in cui nasceva la Fed, domenica ha detto, con la consueta accanita persuasione, a Radio Radicale, che una possibilità estrema c’è ancora, che una decisione è ancora possibile. E il sociologo Mannheimer dalCorriere della Sera di domenica, indica quali regioni si conquistano o si perdono a seconda della presenza o no, accanto all’Unione, della lista dei Radicali.
Il fatto è che la lista dei Radicali si Chiama "Luca Coscioni", e questo, ci dicono, ha allarmato alcuni cattolici dell’Unione che avrebbero detto: «Allora non se ne parla neanche». Devo dire che non ci credo. Luca Coscioni è un uomo che soffre, e a lui viene dedicata una lista per mandare un messaggio. L’obiezione sarebbe che il messaggio ricorda troppo il referendum sulla procreazione assistita e le sperimentazioni sulle cellule staminali, quelle cellule che potrebbero guarire non Luca Coscioni, non adesso, non subito, ma un esercito di persone tormentate dallo stesso male. C’è qualcosa di più vicino al sentimento solidale cristiano? Qualunque cosa si pensi del referendum, può essere offensivo il nome di un uomo che - con quel che soffre - non si batte per sé ma per gli altri?Accanto a una ragione di così evidente significato morale, c’è quella pratica. Sono disposti i candidati presidenti delle Regioni indicate da Mannheimer ad adattarsi a una sconfitta per non dispiacere ad alcuni vescovi e al loro divieto che appare (viene in mente pensando alla storia della Chiesa) un incidente temporaneo? Sono d’accordo i partiti dell’Unione a formalizzare un no e a chiudere definitivamente la porta per le ragioni che abbiamo appena detto e al rischio evidente di perdere? Meglio essere ostinati come la Bonino. Sono (siamo) in tanti a pensare che la porta sbattuta rimbomberà a lungo".

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 28 febbraio 2005 @ 13:52:42

 Rassegna stampa: INIZIATIVA PUBBLICA DEL COMITATO PER I 4 SI AI REFERENDUM


CREMONA: INIZIATIVA PUBBLICA DEL COMITATO PER I 4 SI AI REFERENDUM SULLA LEGGE 40
PER LA FECONDAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA

Cremona, 26.2.05 - Pubblico molto numeroso (molti in piedi anche fuori della sala), al di là delle aspettative degli stessi organizzatori, quello che affollava ieri sera la libreria Feltrinelli per il primo incontro promosso dal Comitato per i 4 SI ai referendum sulla Legge per la procreazione medicalmente assistita. Si presentava il libro “La ricerca sugli embrioni in Europa e nel mondo. Leggi e documenti”. Presente la coautrice Arianna Ferrari, cremonese, ricercatrice in Bioetica presso l’Università degli Studi di Torino e l’Eberhard-Karls Universitat di Tubingen, in Germania. Hanno partecipato Giovanna Lazzari del Laboratorio di tecnologie della riproduzione di Cremona, Maurizio Mori, voce tra le più autorevoli su questioni di Bioetica, Ermanno De Rosa, esponente radicale dell’Associazione “Luca Coscioni. Il tema, certamente di non facile approccio, evidentemente, non ha scoraggiato l’uditorio: ha prevalso il desiderio di approfondire anche aspetti all’apparenza tecnici di una questione, la procreazione medicalmente assistita, che con tutte le ricadute anche in ambito terapeutico fatica a trovare l’opportuno equilibrio tra le novità della biotecnologia, la giurisprudenza e il rispetto delle coscienze. Ermanno De Rosa ha introdotto il dibattito: dopo un rapido punto sui 4 quesiti referendari ha invocato la necessità dell’abrogazione degli articoli della Legge 40 che limitano la libertà di ricerca scientifica sull’embrione. “Vietare la ricerca sulle cellule staminali embrionali, anche derivanti da embrioni soprannumerari destinati a un’inutile morte, significa negare la speranza di cura per milioni di malati. Le cellule staminali embrionali ricavate nei primissimi stadi di sviluppo, possono trasformarsi in cellule di qualsiasi tessuto umano; la ricerca si pone l’obiettivo di sviluppare metodiche cliniche atte a trattare svariate patologie proprio utilizzando le cellule staminali per riparare organi e tessuti danneggiati”. Giovanna Lazzari ha riportato la sua esperienza sul campo. Il Laboratorio di tecnologie della riproduzione presso il quale lavora, è un punto di riferimento mondiale in fatto di genetica e clonazione. Numerosi i successi: nel 1999 il toro Galileo, nel 2003 Prometea, la prima cavalla clonata al mondo, pochi mesi fa è nato un vitellino, figlio di un clone. In collaborazione con l’Istituto neurologico Besta, si sta cercando di far nascere il primo bovino al mondo immune dal morbo della mucca pazza; su finanziamento dall’Istituto superiore della Sanità, si sta studiando sui suini l’efficacia del trapianto di cellule neurali e del miocardio con cellule staminali; grazie a finanziamenti dell’UE, è allo studio la verifica dell’efficacia dei farmaci direttamente su embrioni e gameti creati in vitro senza uccidere inutilmente animali. “E’ necessario condurre la ricerca anche sulle staminali embrionali”, sostiene la Lazzari, “non solo sulle staminali adulte: i due filoni di ricerca si integrano a vicenda. In un’ideale piramide di responsività al trattamento, le staminali embrionali occupano il vertice, promettendo i migliori risultati”. La posizione della legislazione italiana è di sostanziale chiusura verso la ricerca, ma cosa avviene negli altri paesi? Arianna Ferrari ha spiegato la genesi e le ragioni d’essere di un lavoro di ricerca che ha ampliato l’orizzonte del dibattito su scala internazionale per fornire agli studiosi, agli operatori del settore e ai cittadini che si apprestano alla consultazione referendaria, il confronto tra le soluzioni avanzate nei diversi paesi, raccogliendo e presentando in traduzione italiana, documenti e leggi che ricostruiscono, in sostanza, il dibattito svoltosi a livello internazionale. La ricerca sugli embrioni umani è una delle tematiche più trattate del dibattito bioetico e biogiuridico e ha portato, in molti paesi, ad una revisione della legislazione relativa all’uso degli embrioni umani. La Ferrari spiega che l’attenzione dedicata in questo lavoro alla Comunità Europea scaturisce dall’evidenza che i cambiamenti in corso a livello legislativo in paesi europei quali il Belgio, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna, l’Olanda, la Svezia, potrebbero avere ricadute importanti sul nostro paese. Ha ribadito altresì il legame culturale con gli Stati Uniti, considerato il peso che ha avuto sul dibattito nei paesi europei la decisione del Presidente George W. Bush di approvare l’uso ai fini di ricerca, non solo degli embrioni congelati e non più usati ai fini riproduttivi, ma anche delle cellule staminali isolate da embrioni umani, prima di una certa data. Così, in molti paesi è stata sollevata la questione di non rimanere indietro nella ricerca biologica rispetto agli Stati Uniti. In Gran Bretagna la ricerca sugli embrioni è praticata e normata già dal 1990: il dibattito si è incentrato, dunque, sulla creazione a fini di ricerca, di embrioni umani clonati. In Germania si è dibattuto sull’importazione delle cellule staminali, in Svizzera si è discusso soprattutto sulla decisione di distruggere o utilizzare embrioni prodotti prima del 2003, visto che nei nuovi interventi di riproduzione assistita, la Legge prevede che non vengano prodotti embrioni in numero superiore a quelli trasferibili. Nel giugno 2004 è stata approvata in Francia una legge sulla bioetica che autorizza la ricerca sugli embrioni umani soprannumerari, avvicinandosi alla linea di quei paesi europei (Belgio, Gran Bretagna, Svezia, Finlandia, Olanda) che hanno già licenziato leggi che permettono l’uso degli embrioni a fini di ricerca. Caso particolare, quello del Belgio, dove è stata approvata una legge che permette anche la creazione di embrioni umani a scopo di ricerca e la clonazione a scopo terapeutico. “C’è anche da considerare che le questioni bioetiche assumono altri contorni viste da una prospettiva non italiana”, conclude la Ferrari. “Istituzioni e parlamenti nazionali che hanno affrontato le questioni relative all’isolamento delle cellule staminali , non solo hanno preso una posizione a favore della ricerca sugli embrioni, ma hanno motivato queste loro decisioni affermando che la distruzione di un embrione non può essere comparata, né dal punto di vista etico né da quello giuridico all’uccisione di una persona, perché l’embrione umano non è persona o, comunque, non può essere considerato tale dal momento del concepimento”. Significativo il contributo di Maurizio Mori nel sottolineare la necessità di restituire sintonia tra la legislazione e il sentire comune, di colmare la distanza tra i valori realmente vivi nella società con le sue legittime aspettative e una legge nata da posizioni dogmatiche di natura religiosa che non può che provocare guasti irreparabili nella sua applicazione. Il Comitato ringrazia gli intervenuti e dà appuntamento al prossimo incontro, martedi 15 marzo, sicuramente in una sede più capiente e idonea ad ospitare i numerosi interessati.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 26 febbraio 2005 @ 12:26:57

 Rassegna stampa: IL FOGLIO DEL 26.2.2005: PICCOLA POSTA DI ADRIANO SOFRI


ADRIANO SOFRI:

"Intanto, penso questo: che l'offesa inferta alla carità cristiana dal veto al nome di Luca Coscioni costerà ai suoi autori più di un referendum perduto"

Il Foglio del 26.2.05 - “Caro Foglio, della campagna radicale sull'"ospitalità" ci sarà tempo per discutere. Però Luca Coscionì non è un emotivo simbolo di partito, almeno non per me, che sentii parlare da lui — da quella sua voce — per la prima volta delle possibilità offerte dalla ricerca sulle
cellule staminali, embrionali e no, che lo conobbi come un militante impegnato sulle ardue questioni della libertà e dei limiti della scienza e della cura, e come un autorevole candidato, per esempio, a far parte di quel Comitato bioetico dal quale fu viceversa escluso con argomenti che mi apparvero pretestuosi. La ragione vera, mi parve, era in una sua ruvidezza scorbutica: un cattivo soggetto. Se tu, Foglio, avessi ragione, Coscioni potrebbe essere un capolista nonostante la sua malattia, e non anche per aver fatto un suo uso della malattia. Intanto, penso questo: che l'offesa inferta alla carità cristiana dal veto al nome di Luca Coscioni costerà ai suoi autori più di un referendum perduto”.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 26 febbraio 2005 @ 11:43:06

 Rassegna stampa: LETTERA DI LUCA COSCIONI E MARCO CAPPATO AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 24.2.2005: lettera di Luca Coscioni, Marco Cappato e Maurizio Turco al quotidiano locale



Postato da sergio_ravelli Giovedì, 24 febbraio 2005 @ 14:48:27

 Rassegna stampa: ''LA VOCE'' DI CREMONA OSPITA, IN PRIMA PAGINA, L'INTERVENTO DI ERMANNO DE ROSA

"La Voce" del 13.2.2005: il quotidiano locale ospita in prima pagina l'intervento dell'esponente radicale Ermanno de Rosa



Postato da sergio_ravelli Giovedì, 24 febbraio 2005 @ 14:41:38

 Rassegna stampa: I RISULTATI DEL SONDAGGIO TRA GLI ADERENTI ALL'ASSOCIAZIONE RADICALE

"La Provincia" del 22.2.2005: articolo del quotidiano locale sui risultati del sondaggio che l'Associazione per l'iniziativa radicale ha condotto fra i suoi aderenti.



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 23 febbraio 2005 @ 11:11:59

 Rassegna stampa: I RADICALI RISPONDONO ALL'EX SINDACO DI CREMONA PAOLO BODINI

"La Provincia" del 21.2.2005: risposta di Sergio Ravelli alle dichiarazioni dell'ex sindaco di Cremona Paolo Bodini in tema di referendum sulla legge 40



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 21 febbraio 2005 @ 15:43:12

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 21.2.2005: lettera di Ermanno de Rosa al quotidiano locale in tema di bioetica



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 21 febbraio 2005 @ 15:39:36

 Rassegna stampa: ''REPUBBLICA'' DEL 20.2.2005: INTERVISTA VASCO ROSSI


VASCO ROSSI:

"Il mio messaggio è:

Prodi ricevi Pannella"


Repubblica del 20.2.2005 - "Ero e sono un individualista, un anarchico con una cotta per Bakunin. Poi crescendo mi sono buttato nella musica e ho scaricato tutto lì. Ma sono iscritto da vent'anni al Partito Radicale. Sono uno di sinistra, perché penso che i principi fondamentali della convivenza siano meglio rappresentati dalla sinistra. E non vorrei che la sinistra perdesse il patrimonio dei radicali solo perché la destra ha bisogno di sdoganarsi culturalmente. Stimo Prodi, credo che sia l´ultima speranza per la sinistra, e mi dispiace che non dia udienza ai radicali. Tanto per non parlar di politica, il mio messaggio è: Prodi ricevi Pannella".

Postato da sergio_ravelli Domenica, 20 febbraio 2005 @ 14:36:53

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI GUIDO CERONETTI SU ''LA STAMPA'' DEL 20.2.2005


LANTERNA ROSSA

di Guido Ceronetti

("La Stampa" del 20.2.2005)


"L’operazione, tra il disperato e il cinico, dei radicali, di offrirsi a quale dei due grossi pachidermi è disposto a pigliarli in groppa, mi pare una novità tempestiva in questo grigiore da smog immobile che simula di essere un fermento pre-elettorale. Senza la solennità di voce del «Grande Pan è morto» di Plutarco, la sorprendente trovata radicale annuncia una volta di più, a chi voglia intendere, la fine, nella pratica democratica italiana, delle ideologie. Morte da un pezzo, ma coi becchini timorosi di seppellirle definitivamente. Un certo parallelismo con altre epoche si può vedercelo. All'epoca dei re, le ideologie non c'erano: il re decideva con chi stare. In Italia avevamo la tradizione sabauda dei salti di campo secondo la convenienza. Nel 1914 il generale Cadorna si era rivolto al re: -Maestà, ma contro chi devo preparare l'esercito? Contro la Francia o contro l'Austria-Ungheria?- I radicali sono un po' dei Cadorna che aspettano un segnale regio da troni molto più incerti del sabaudo di allora, con la differenza che non hanno un esercito, surrogato però da idee, offerte a chi ne è in forte penuria, una buona ragione per comprarne. L'anti-ideologia radicale è risentita nei due campi post-ideologici - ma tuttora armati di mitragliatrice franco-prussiana e di modello 91 nella persuasione che il consenso della gente che vota sia sempre orbo, abitudinario e corrispondente all'applausometro di piazza – come un pericolo. Si mettono un triplo asciugamano di spugna sugli occhi quando si tratta di baratri ecologici e di minacce islamiche, ma gli corre un brivido pensando che imbarcare quegli originali naufraghi famelici e attivissimi potrebbe aprirgli prima o poi una falla nello scafo.
Sono un cavallino di Troia, sia di qua che di là: lo hanno percepito ex democristiani, leghisti, ex comunisti, e meno, stranamente, i comunisti di etichetta vigente. Non si può ancora dire se la loro opposizione al cavallo votivo prevarrà, è possibile. Resterà là, tuttavia, facendo echeggiare interminabilmente i cori invariabili della radio radicale che separano le trasmissioni.
Sostituire le idee e l'immaginazione alle ideologie non può essere che un bene, un sollievo, un ossigeno a degli asfissiati da una politica di scemenza allucinata. Lì, perdere grosso, perdere un carico di derrate verminose via via meno vendibili, è immolarsi per salvare, sradicando almeno la corruzione mentale che è più deleteria di quella mafiosa, la finzione democratica nelle lotte civili. Benvenuto il succhiello che perfora la barca, e il cavalluccio di Troia purché, una volta insinuatosi dentro le mura, non si faccia tappare la pancia da posti e avamposti di riguardo apparente. Perché l'incendio deve scoppiare, le ideologie devono bruciare, questi avanzi di XIX e XX secolo sono dei brucolacchi contagiosi in cui bisogna conficcare intrepidamente il palo.

Postato da sergio_ravelli Domenica, 20 febbraio 2005 @ 10:11:06

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI MATTEO COLLURA: L'ATTUALITA' DI LEONARDO SCIASCIA


SCIASCIA NON FU MAI RETORICO

"La sua attualità consiste nella ribellione contro i conformismi.
Che pagò con la solitudine".

(articolo di Matteo Collura - Corriere della Sera del 20.2.2005)


"Sciascia non è un'autore che considera la letteratura un orto chiuso, ancorchè meraviglioso. Non è né lo scettico principe Tomasi di Lampedusa né l'agnostico filosofo Sgalambro. E' lo scrittore che per un anno e mezzo è stato consigliere comunale a Palermo, la città più difficile d'Italia in quel periodo, e per quattro anni deputato al Parlamento nazionale, nel gruppo radicale, membro della commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Moro. Come Sgalambro, Sciascia avrebbe voluto parlare d'altro. Ma non gli era concesso. Ai giornalisti che lo assediavano continuava a ripetere: "Vorrei parlare di Chateaubriand...". E invece eccolo a discutere di compromessi storici e di mafie. Arrivò a dire,
e ne sono testimone: "Questo è un Paese stancante. A volte mi costringo a pensare che mi fregheranno ancora per poco. Mi consola sapere che fra dieci anni non ci sarò più". Ecco, lui non c'è più, e chi si ricorda dello Sciascia che al microfono di Radio Radicale leggeva gli appelli per la liberazione di un magistrato (era Giovanni D'Urso) sequestrato dalle Brigate Rosse? E chi si ricorda dello Sciascia che sul Corriere scriveva "non mi chiedo: 'e se Tortora fosse innocente?': sono certo che lo è".
......Sgalambro è contro la retorica. Ma quando si ricordano i morti per mano della mafia non è retorica né piagnisteo. Da questo punto di vista, Sciascia è testimone esemplare. A modo suo, da uomo libero e scrittore utile ai suoi lettori. Scrisse: "Di volta in volta sono stato accusato di diffamare la Sicilia o di difenderla troppo; i fisici mi hanno accusato di vilipendere la scienza, i comunisti di avere scherzato su Stalin, i clericali di essere un senza Dio". E ancora, a chiarire ogni cosa, a futura memoria: "Sono un uomo in rivolta e, proprio per questo, sono un uomo solo".

Postato da sergio_ravelli Domenica, 20 febbraio 2005 @ 05:01:07

 Rassegna stampa: IL QUOTIDIANO LOCALE PUBBLICA LA LETTERA DI MAURIZIO MORI AL VESCOVO DI CREMONA

"La Provincia" del 16.2.2005: il quotidiano locale pubblica la lettera di Maurizio Mori al vescovo di Cremona



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 febbraio 2005 @ 15:05:36

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 16.2.2005: lettera di Ermanno de Rosa al quotidiano locale in tema di ricerca scientifica



Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 febbraio 2005 @ 15:01:30

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 12.2.2005: lettera di Sergio Ravelli al quotidiano locale in tema di consultazione referendaria



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 febbraio 2005 @ 14:50:17

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 10.2.2005: lettera di Sergio Ravelli al quotidiano locale in tema di ricerca scientifica



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 febbraio 2005 @ 14:47:31

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULLE INIZIATIVE DEL COMITATO PER I SI AI REFERENDUM

"La Provincia" dell'8.2.2005: articolo del quotidiano locale sulla mobilitazione del Comitato per i SI ai referendum



Postato da sergio_ravelli Venerdì, 11 febbraio 2005 @ 14:40:35

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" dell'8.2.2005: lettera di Ermanno de Rosa al quotidiano locale in tema di libertà di ricerca



Postato da sergio_ravelli Venerdì, 11 febbraio 2005 @ 14:38:14

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI ANGELO PANEBIANCO SULLA 1^ PAGINA DEL CORRIERE DELLA SERA


"IL BLASONE DI PANNELLA"
di Angelo Panebianco

(Corriere della Sera dell'8.2.2005)


"Solo chi non conosce quanto sia singolare la storia dei radicali di Marco Pannella può stupirsi del fatto che essi oggi, senza imbarazzo, trattino contemporaneamente con il centrosinistra e con il centrodestra per un possibile accordo elettorale. Non si tratta di «trasformismo», il pendolarismo tra sinistra e destra da sempre praticato, in cambio di poltrone, dal notabilato italiano. Ha a che fare, invece, con quel carattere anomalo e anticonformista dei radicali che ha sempre reso difficile, per amici e avversari, «classificarli»: talché, nella loro storia, i radicali hanno avuto spesso la ventura di essere considerati «di sinistra» dalla destra e «di destra» dalla sinistra. La ragione per cui essi possono trattare con la sinistra come con la destra, suscitandovi sia apprezzamento che repulsione, è semplice. I radicali hanno qualcosa (ma solo qualcosa) in comune con entrambe. Da liberal-libertari, hanno in comune con una parte della destra la scelta «occidentalista», pro-americana (e tanto più pro-americana quanto più gli americani fanno proprio ciò che non piace alla sinistra, si impegnano per esportare democrazia e libertà), e una propensione per il liberalismo di mercato (ciò che in Italia viene detto «liberismo»): riduzione delle tasse, liberalizzazioni. Contemporaneamente, sono in conflitto con la destra sui diritti civili: lo scontro sulla fecondazione assistita (letta dai radicali, in modo a mio giudizio un po' riduttivo, come una questione «solo» di diritti civili) è l'ultimo episodio di una lunga sequela di conflitti che hanno visto i radicali, fin dai tempi del divorzio, contrapporsi, prima ancora che al moderatismo italiano, alla gerarchia cattolica. A parti rovesciate, quel che vale per la destra vale per la sinistra. Con la sinistra i radicali hanno punti di contatto sui diritti civili (furono proprio loro, con le loro battaglie, nel corso degli anni, a spingere una parte della sinistra ad apprezzarli) ma ne sono distanti sia su molte questioni di politica internazionale (Iraq in testa) sia sui temi della libertà economica. Essendo l'unico partito italiano coerentemente individualista (nel senso che rigorosamente individualista è la sua concezione della libertà) si trovano ad avere qualche affine, per ragioni diverse, in entrambi i poli, insieme a nugoli di nemici da tutte le parti. Per giunta, i poli sono internamente eterogenei e quindi i radicali hanno avversari a sinistra anche sul côté dei diritti civili (la polemica con la Chiesa non piace ai cattolici di sinistra, e il garantismo radicale disturba i giustizialisti) e avversari a destra (ad esempio, la destra sociale di An) anche sul côté delle libertà economiche. Per non parlare dell'opposizione della Lega, il cui «comunitarismo» è poco compatibile con l'individualismo radicale, e dei cattolici dell'Udc. Pannella lo sa e quindi non propone alleanze organiche: chiede solo, all'uno o all'altro dei due schieramenti, «ospitalità». I leader dei poli si trovano di fronte a un dilemma. Con questo sistema elettorale, ove bastano pochi voti a decidere la vittoria, lo schieramento che fa l'accordo acquista un vantaggio. Al tempo stesso, è difficile piegare i più acerrimi nemici dei radicali. Convenienze elettorali a parte, nei due poli l'alleanza con i radicali è voluta soprattutto da coloro che aspirano a connotare in senso più «liberale» il proprio schieramento. I radicali possono far perdere voti ma anche farne guadagnare. Hanno un blasone temuto e ambito. Proprio di chi, nella sua ormai lunga storia, ha dato lezioni di libertà a tanti senza mai bisogno di prenderne da nessuno".

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 10 febbraio 2005 @ 11:00:29

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI FRANCESCO MERLO SU


I RADICALI SENZA CASA
E LE REGOLE
DELL'OSPITALITA'

di Francesco Merlo

("La Repubblica" del 2.2.2005)


"Si sa che i radicali di Pannella, di Bonino e ormai va detto, anche di Daniele Capezzone, sono spesso insolenti con la sinistra, soffrono di febbre lessicale, sia pure dentro una grammatica etica comune.
Ed è vero che i radicali chiedono ospitalità ad entrambi i poli, con la grande presunzione che solo loro,
i nomadi senza casa, apolidi postmoderni e sradicati, siano capaci di arrestare il processo di incancrenimento e di cecità della politica autoreferemiziale dei piccoli interessi.
Fondata o falsa che sia questa superbia, che a volte si fa saccenteria irritante, i radicali chiedono ospitalità "perché in Italia il diritto costituzionale a concorrere democraticamente alla vita politica nazionale non vale più per tutti, ma è un privilegio assicurato solo a chi vive all'interno del recinto dei due poli". E’ difficile dire cosa sia l'ospitalità, se sia virtù adatta a una vita radicale, naturaliter smodata e incontenibile, se sia possibile infilare le sue radici dentro un vaso da balcone, se non significherebbe con lo sradicalizzare il radicale ospitato, o piuttosto con il radicalizzare il quieto ospitatore, magari già al terzo giorno, quello famoso in cui certi ospiti cominciano a puzzare come il pesce guasto. Nel mare, che è il luogo dell'apertura totale, capita che il Cryptocentrus radicale, pesciolino dalla vista acutissima ma per sua natura nomade "transnazionale", si installi nella tana del gamberetto Alpheus che, quasi cieco, è un instancabile costruttore di comodi castelli sotto la sabbia. Della generosità del gamberetto si può certamente dire che, pur ferita e limitata dalla cecità, e intelligente. Il cryptocentrus infatti usa la sua potente capacità visiva per avvistare a distanza di sicurezza i predatori. Il gamberetto e ingegnere castellano mentre il cryptocentrus è faro e sentinella, l'uno per l'altro. Non sappiamo se la metafora marinara piacerà a Romano Prodi e a Marco Pannella, ma l'ospitalità che i radicali chiedono al centrosinistra è proprio quella che il gamberetto offre al cryptocentrus, pesci diversissimi e persino conflittuali fuori dalla tana, come vuole il campo semantico che maternamente comprende in se la coppia gemella di hospes e di hostis, ospite e nemico. A noi pare già un bene che la politica italiana, e soprattutto il centrosinistra, stia discutendo di ospitalità, che è concetto di civiltà greca, e la disponibilità ad accogliere gli estranei presso di sé o nella propria casa, ma è anche idea geopolitica modernissima e di sinistra, e lo straniero di Camus ed è il titolo (Del'Hospitalitè) del libro con il quale l'ebreo franco algerino Jacques Derrida si congedò dal mondo. Per l'ultimo grande filosofo di sinistra che la Francia ha dato all'umanità, nell’ospitalità si dispiega e si consuma infatti tutta la differenza tra sè e l'altro. L'ospitalità esige che io apra la mia dimora e che la offra non soltanto allo straniero provvisto di un cognome, di uno statuto sociale di straniero, ma all'altro assoluto, sconosciuto, anonimo, e che gli dia luogo, che lo lasci venire, che lo lasci arrivare e aver luogo nel luogo che gli offro, senza chiedergli ne reciprocità (l'entrata in un patto) e neppure il suo nome". Che virtù sarebbe se non fosse un dono al nemico, se non trasformasse il nemico in amico? I radicali chiedono dunque ospitalità offrendosi come "una grande occasione" sia per il centrodestra sia per il centrosinistra: Andiamo con quel Polo che abbia ritenuto giusto e opportuno di consentire agli italiani di decidere se votare o meno i radicali. In questa ambiguità dichiarata non ci sono ne doppiezza ne furbizia. Davvero questi matti furiosi pensano di essere come il famoso sorriso ambiguo della Gioconda, il sorriso di chi la sa lunga sulla limitatezza della destra e della sinistra. E dunque offrono se stessi come cobaltoterapia per la politica malata, come un veleno riparatore da iniettare nelle vene dei partiti, alla destra portando la filosofia dei diritti individuali e alla sinistra la filosofia dei diritti tiranni: Se si realizza l'ospitalità si creano dinamiche di entusiasmo e di scoperta di se. Ebbene, con la destra i radicali ci hanno già provato nel '94 ed e finita male: Berlusconi ci disprezza e non ci comprerà, ha ripetuto ieri Pannella. Ma con la sinistra la partita e nuova ed è in corso. D'Alema ha detto che vuole "approfondire il suggestivo concetto di ospitalità", Castagnetti, Rosi Bindi, Enrico Letta e Mastella temono alleanze blasfeme sulla bioetica religiosa, Marini e Rutelli vorrebbero sperimentare i veleni della contaminazione. A sinistra c’è un asse di filoradicali che riunisce i riformisti a Rifondazione: Angius, Turci, Ranieri..., e poi Grillini, D'Amico sino a Bertinotti. Insomma l'ospitalità è diventata una tensione, forte e vera, alimentata dallo sguardo benevolo dell'Unita di Furio Colombo che ha pubblicato lettere, editoriali e un appello di 11O parlamentari di centrosinistra favorevoli all'ospitalità senza se e senza ma. Toccherà a Prodi e a Fassino decidere se il pesciolino deve entrare nella casa del gamberetto. Di sicuro l'ospitalità è sempre un rischio perchè è un atto che travalica e trascende, rompe schemi e convenzioni, sconvolge ritmi e abitudini, ti costringe a convivere con il diverso, ti sottopone a prove e a sfide. E non è certo un’operazione da ricezione alberghiera. Infatti i radicali respingono con sdegno l'idea dell'ospitalità parziale, "caso per caso", solo nelle regioni dove il vantaggio elettorale per il centrosinistra sia evidente e sicuro. L'ospitalità non è riducibile al calcolo dei sondaggi Swg che prevedono come determinanti i voti radicali in almeno cinque regioni, Piemonte in testa. L'ospitalità è contaminazione ed è meticciato, è un valore di sinistra che implica da parte radicale un profondo vincolo di amicizia e di rispetto. Ospitalità non è risparmiare la vostra borsa e logorare la nostra, sembra dire ai radicali il Manzoni, che poi racconta come “Agnese e Perpetua, per non mangiare il pane a ufo, avevan voluto esser impiegate né servizi che richiedeva una così grande ospitalità”. L'idea che la sinistra possa avvelenarsi della radicalità di Pannella e Bonino e che i radicali possano avvelenarsi di sinistra e di sicuro interesse perché l'ospitalità, al di la dei vantaggi elettorali, e, dopo la tolleranza e la curiosità, l'ultimo valore al quale, per dirla con Derrida, "deve consegnarsi l'Occidente". Noti si tratta certo di trasformare in radicali i Ds e la Margherita, o viceversa. Ma, per esempio, la nettezza filoisraeliana può ridurre la schizofrenia della sinistra del diario di Anna Frank che strizza l'occhio alla truculenza del terrorismo di Hamas. E Luca Coscioni può insegnare a Rosi Bindi che Dio non impedisce ai malati la ricerca e l'illusione di star bene in questo mondo, perchè la pietà, non più devozione paralizzante, scenda dai simboli della croce e si faccia conoscenza di Dio attraverso il dominio delle sue creature. E ancora la sinistra può imparare dai radicali che la solidarietà non è solo la civiltà dei cori e che persino l'opposizione al sindacato come chiesa può aiutarci a costruire una nuova politica dei diritti e delle libertà. I radicali, che sono sempre stati anticomtinisti, possono accelerare e legittimare i processi alla Veltroni in modo che la sua coerenza anticomunista, proprio ieri dichiarata in una bella intervista al Giornale, non sia classificabile come un disturbo della memoria. I radicali possono essere l'ultimo strappo per portare la sinistra definitivamente fuori dall'universo ottocentesco comunitario e verso l'universo libertario, a interloquire con i libertari transamericani, che sono una miscela composita di destra saggiamente coltivata a sinistra. Certo, è vero che i radicali si sentono come il poeta maledetto che voleva intossicare le anime per dare loro un’anima; è vero che vogliono distruggere i partiti considerati come il male del paese; è vero che sono convinti che i due poli non hanno tensioni reali, vitali e umane, ma sono pedine del "regime", del potere come astrazione, e che solo loro sono invece i portatori di una politica che parla al corpo e col corpo, la politica dei bisogni reali, dei disagi anche psichici, dei seminatori di dubbio, dei "cattivi" e degli eretici, di quel veleno che è il veleno della libertà, della critica, delle incertezze e delle sfarinature. Ieri Daniele Capezzone ha ricordato sull'Unita che Elio Vittorini, Pierpaolo Pasolini e Leonardo Sciascia, tre grandi maestri della sinistra italiana, sono morti radicali, nemici delle "magnifiche sorti e progressive". I radicali vorrebbero resuscitare quel loro impegno, le discussioni estenuanti, i professori e gli studenti che saltano le ore di insegnamento per la politica, le piazze trasformate in agora, la passione intellettuale fatta anche di eccessi, la politica come rischio e come odissea, la politica come ospitalità alla vita".

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 09 febbraio 2005 @ 15:19:51

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' SU CONFERENZA STAMPA

"La Provincia" del 6.2.2005: articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa del Comitato per i SI ai referendum



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 febbraio 2005 @ 14:34:24

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''CRONACA'' SU CONFERENZA STAMPA

"Cronaca" del 6.2.2005: articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa del Comitato per i SI ai referendum



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 febbraio 2005 @ 14:32:01

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA VOCE'' SU CONFERENZA STAMPA

"La Voce" del 6.2.2005: articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa del Comitato per i SI ai referendum



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 febbraio 2005 @ 14:28:38

 Rassegna stampa: ARTICOLO IN PRIMA PAGINA DEL DIRETTORE DE ''LA VOCE'' DI CREMONA

"La Voce" del 6.2.2005: articolo in prima pagina del direttore de "la Voce" di Cremona



Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 febbraio 2005 @ 14:08:10

 Rassegna stampa: IL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' PUBBLICA LA LETTERA DI ERMANNO DE ROSA

"La Provincia" del 4.2.2005: lettera di Ermanno de Rosa in tema di religiosità laica


Postato da sergio_ravelli Venerdì, 04 febbraio 2005 @ 16:05:07

 Rassegna stampa: LA LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 27.1.2005: lettera di Ermanno de Rosa in tema di laicità dello Stato


Postato da sergio_ravelli Venerdì, 28 gennaio 2005 @ 05:14:08

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 22.1.2005: lettera di Ermanno de Rosa in tema di libertà di ricerca scientifica e referendum


Postato da sergio_ravelli Venerdì, 28 gennaio 2005 @ 05:11:27

 Rassegna stampa: ''L'ESPRESSO'' DEL 25.1.2005: IL ''BESTIARIO'' DI GIAMP

Nichi il gentile?
Leggete un po' qui

di Giampaolo Pansa
("L'Espresso" del 25.1.2005)


Chi è per davvero Nichi Vendola, vincitore delle primarie uliviste in Puglia? È un piacione al cubo, ben più del guaglione Rutelli? È il Mago dell'Armonia, capace, come gli chiede Piero Fassino, di creare attorno a sé il consenso più largo? Per offrire un aiutino ai capi della Gad, andiamo a rileggere qualche puntata della rubrica che l'onorevole Vendola teneva su 'Liberazione': 'Il dito nell'occhio'. Un dito? Diciamo ditate, unghiate, manate, ceffate. Tutta merce autentica, by Nichi, di un'annata presa a caso, il 1999. Con la guerra contro Slobo Milosevic. E l'Ulivo al governo, presidente Massimo D'Alema.
.....................il deputato Vendola dà il meglio di se stesso su Emma Bonino.
'Un uomo chiamato Emma' è il titolo dell'11 aprile 1999.
"Emma è un uomo di rara furbizia e di rocambolesco cinismo". "Si veste come un monaco tibetano, ma ragiona come un funzionario modello della Cia". "Lui, il Bonino, ama la guerra condita con ironiche citazioni di Gandhi". "Commissario della polizia europea, predica la non violenza dei Mirage e dei B52". "Gli piacciono le stragi ornamentali e le carneficine umanitarie". "È un terrorista dell'Uck o della Casa Bianca, travestito da carmelitano scalzo col paracadute". "Una vipera con la faccia di colombella, il soldato Emma Bonino. Con la tessera della Nato in tasca e con il cuore nel portafoglio".
Come definirlo un politico capace di parlare così? Un comunista gentile, oppure un tipo dal pensiero violento e dal linguaggio stridulo?..............

Postato da sergio_ravelli Martedì, 25 gennaio 2005 @ 16:14:51

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE IN MERITO ALLA BOCCIATURA DEL REFERENDUM RADICALE

"La Provincia" del 14.1.2005: articolo del quotidiano locale in merito alla bocciatura del referendum totalmente abrogativo della legge 40 in materia di fecondazione assistita


Postato da sergio_ravelli Venerdì, 14 gennaio 2005 @ 12:14:10

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia del 21.12.2004: il quotidiano locale pubblica la lettera di Gino Ruggeri in tema di lotta alla droga.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 dicembre 2004 @ 11:33:21

 Rassegna stampa: INTERVENTO DI ADRIANO SOFRI SUL QUOTIDIANO CREMONESE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 18.12.2004: il quotidiano cremonese pubblica, in prima pagina, l'intervento di Adriano Sofri sul Museo del calcio e la lotta alla Sla.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 dicembre 2004 @ 11:23:42

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO CREMONESE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 18.12.2004: il quotidiano locale pubblica la lettera di Sergio Ravelli che annuncia la propria iscrizione al Partito Radicale e a Radicali Italiani.


Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 dicembre 2004 @ 11:19:00

 Rassegna stampa: IL QUOTIDIANO CREMONESE ''LA PROVINCIA'' PUBBLICA LA LETTERA DI SERGIO RAVELLI

"LA PROVINCIA" DEL 18.12.2004

"DA SOFRI BUONE RAGIONI
PER ISCRIVERMI AI RADICALI"


Egregio direttore,
esattamente un anno fa, Adriano Sofri scriveva su “Panorama”
uno splendido articolo dal titolo “Poveri radicali, niente di cui pentirsi”. Mi permetta di citarne un passo: “…La questione che evoco qui, a principale spiegazione della attuale eccentricità dei radicali in Italia, sta nel fatto sfortunato che manca loro qualcosa
di cui pentirsi. Non hanno un passato criminale, e nemmeno tragicamente colpevole. Non un’ideologia e una pratica totalitaria, matrice di stermini e tirannidi, nazismi, razzismi, fascismi, stalinismi, comunismi, sciovinismi, colonialismi, militarismi, sessismi, proibizionismi, corruzioni pubbliche e disonestà personali: niente. Il paradosso della società politica italiana sta nella investitura derivante da un passato compromettente di cui pentirsi e dal quale riconvertirsi a un presente riabilitato (sia detto senza ironia: io ne faccio parte, anzi). Bisogna essere stati stalinisti, o almeno comunisti cubani o cinesi, e fascisti e antisemiti, o democristiani e socialisti e imprenditori dell’ideologia più mite ma dalla finanza allegra: e da lì cambiarsi d’abito, e ripartire. I radicali, disgraziati! niente”.
Ecco, signor direttore, anche per l’anno prossimo ho trovato una buona ragione per iscrivermi al Partito Radicale e a Radicali Italiani.

Sergio Ravelli
s.ravelli@fastpiu.it

Postato da sergio_ravelli Domenica, 19 dicembre 2004 @ 09:55:45

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI ADRIANO SOFRI SULLA PRIMA PAGINA DE ''LA PROVINCIA''

"MUSEO DEL CALCIO:
UNA GRANDE IDEA"
di Adriano Sofri

("La Provincia" del 18.12.2004)


Mi piacciono le storie che annodano imprevedibilmente tanti fili diversi, quelle che fanno dire: com’è piccolo il mondo. Per esempio: Lou Gehrig e Luca Coscioni, Massimo Mauro e Luca Vialli, noi detenuti del carcere Pisano e altri. Gehrig era un campione di baseball, la sua vità diventò un film con Gary Cooper. L’idolo delle folle (ci figurava il vero Babe Ruth): morì a 37 anni di una distrofia muscolare che prese il suo nome, e si chiama oggi sclerosi laterale amiotrofica. Coscioni ne è ammalato: era un giovane docente e un maratoneta, è oggi presidente del Partito radicale e strenuo combattente per la libertà di ricerca, specialmente sulle cellule staminali embrionali (riceva il mio saluto affettuoso). Il campione genoano Signorini è morto di Sla, ne soffre il campione dell’Avellino e del Como, Lombardi.
Mauro e Vialli li conoscete. Vialli ha 40 anni e dopo i trionfi del Chelsea si guarda attorno. Mauro ha giocato nel Catanzaro, dopo essere stato un promettente pianista, poi nel Napoli di Maradona, poi nella Juve e nella Nazionale, poi è stato parlamentare, ora è, con Vialli, commentatore di calcio per Sky sport: tutto questo a soli 42 anni. E trova anche il tempo di venirci a trovare nel carcere di Pisa, a discutere e giocare con noi. Così ci ha messi a parte di un grande progetto di Vialli e suo: inaugurare il primo Museo del calcio al mondo e collegarlo al sostegno alla ricerca scientifica sulla Sla e sul cancro, per la quale hanno un’impegnata interlocutrice nella dottoressa Letizia Mazzini, a Novara e a Torino. La Fondazione Vialli e Mauro ha appena regalato all’ospedale di Candiolo (Torino) una macchina per la mammografia digitale: che vuol dire una riduzione ingente di nocività per le pazienti.
Il Museo del calcio ha già una sede, grazie al Comune di Cremona, nel centrale Palazzo dell’arte. E ha un suggestivo programma multimediale.
Lo so che un aggettivo multimediale al giorno d’oggi non si nega a nessuno, ma qui ci sono idee vere, come la stanza nella quale si può battere, nelle stesse condizioni di tempo e di chiasso, il rigore mancato di Baggio, e rimettere a posto le cose.
Qui entriamo in gioco noi detenuti. Perché l’impresa ha bisogno di altri sponsor e finanziatori, e noi, stanchi di ricevere visite accompagnate da commozione e generosi regali di magliette e palloni, ci siamo proposti come soci: di minoranza, naturalmente, di una miserabile minoranza, però entusiasti. Poiché a noi piace moltissimo l’idea di compiere buone azioni, e anche l’idea di giocare e veder giocare a calcio per divertimento….

Postato da sergio_ravelli Domenica, 19 dicembre 2004 @ 03:18:31

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL SETTIMANALE ''VITA CATTOLICA''

“Vita Cattolica"” del 16.12.04: il giornale della Diocesi cremonese pubblica la lettera di Ermanno de Rosa sul rapporto fra Chiesa e Stato laico.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 17 dicembre 2004 @ 11:16:16

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'ASSEMBLEA ANNUALE RADICALE

“La Provincia” del 12.12.04: articolo del quotidiano locale relativo all'assemblea annuale radicale.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 13 dicembre 2004 @ 11:45:35

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE SULL'ASSEMBLEA ANNUALE RADICALE

“Cronaca” del 12.12.04: articolo del quotidiano locale relativo all'assemblea annuale radicale.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 13 dicembre 2004 @ 11:41:15

 Rassegna stampa: SCIOPERO GENERALE: IL QUOTIDIANO LOCALE PUBBLICA LA LETTERA DI SERGIO RAVELLI

“Cronaca” del 2.12.2004: il quotidiano locale pubblica l'intervento di Sergio Ravelli riguardante lo sciopero generale indetto da CGIL, CISL e UIL.

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 02 dicembre 2004 @ 15:00:15

 Rassegna stampa: LETTERA-APPELLO AL QUOTIDIANO LOCALE SULLA CLONAZIONE TERAPEUTICA

“La Provincia” del 18.11.2004: il quotidiano locale pubblica la lettera-appello di Sergio Ravelli per il no alle messa al bando della clonazione terapeutica da parte delle Nazioni Unite.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 19 novembre 2004 @ 11:47:48

 Rassegna stampa: LA VISITA DEI RADICALI AL CARCERE DI CREMONA

"La Voce di Cremona" del 24.10.2004:
articolo del quotidiano locale in merito alla visita dei radicali al carcere di Cremona

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:14:52

 Rassegna stampa: LA VISITA DEI RADICALI AL CARCERE DI CREMONA

"La Provincia" del 24.10.2004:
articolo del quotidiano locale in merito alla visita dei radicali al carcere di Cremona

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:13:43

 Rassegna stampa: LA LETTERA DI ERMANNO DE ROSA SUL ''CASO BUTTIGLIONE''

“La Provincia” del 16.10.2004: il quotidiano locale pubblica la lettera di Ermanno de Rosa riguardante il “Caso Buttiglione”. La lettera, seppur breve, viene “mutilata” della parte finale. Queste le frasi scomparse:

“Per quanto riguarda la tolleranza poi, in tutti gli atti politici citati si trova la vera intolleranza clericale e non evangelica del ‘io non lo farei quindi proibisco anche a te di farlo’. Altro che vittima! In Italia lo avevamo creduto, per le sue parole, un politico appartenente al filone dei grandi cattolici liberali, lo abbiamo sperimentato ribaltonista nel ’94 e fondamentalista in seguito, speriamo che l’Europa non allarghi l’esperienza!”

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:11:33

 Rassegna stampa: LETTERA DI GINO RUGGERI AL QUOTIDIANO LOCALE

"La Provincia" del 7.10.2004:
il quotidiano locale pubblica la lettera dell'esponente radicale Gino Ruggeri
in tema di droga.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:06:15

 Rassegna stampa: LA RISPOSTA DEI RADICALI AI DS DI CREMONA

DS... DATEVI UNA MOSSA!


"La Provincia" del 4.9.2004: il quotidiano locale pubblica la lettera di Sergio Ravelli in merito alla presa di posizione sui referendum del segretario cittadino dei DS

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:05:00

 Rassegna stampa: LA LETTERA DI CESARE GALLI AL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

("La provincia" del 2-9-2004)

"Cellule staminali, scienza
convinzioni e atti di fede"


Signor Direttore,
mi riferisco alla lettera (La Provincia 17-8-04) “cellule staminali, sì ma senza uccidere nessuno” nella quale la presidente del “Movimento per la Vita” di Soresina (sig.ra Ruggeri) mostra di credere che chi non la pensa come il suo movimento rispetto alle blastocisti artificialmente create fecondando in provetta un ovulo con uno spermatozoo, sia pronto ad “ammazzare qualcuno” confondendo blastocisti (prima dell’impianto), embrioni e feti (dopo i 30 giorni di gravidanza). Mi sembra che la sig.ra Ruggeri agiti delle opinioni che sono essenzialmente basate su atti di fede e convinzioni personali. Nonostante si lamenti della scarsa visibilità che viene data a queste idee a me sembra che di fatto sia ciò che viene proposto quotidianamente da giornali e televisioni. Senza entrare nel merito delle convinzioni ideologiche o degli atti di fede ma attenendoci a considerazioni tecniche e dati di fatto (cioè ad un approccio scientifico) vorrei fare alcune considerazioni che possono contribuire ad aumentare il livello di comprensione di ciò di cui si sta parlando depurandolo dalle credenze personali che molto spesso poco hanno a che fare con la logica.
La formazione di un individuo non avviene in un attimo come alcune fedi sostengono (cioè al momento della fecondazione, e che dire allora della clonazione dove non c’è nemmeno la fecondazione) ma come in tutti i processi biologici è un continuo divenire giorno per giorno. Si consideri che l’85% degli ovuli fecondati naturalmente nell’utero materno non si impiantano (non superano lo stadio di blastocisti); se gli ovuli fecondati fossero individui, madre natura (o Dio per alcuni) sarebbero veramente crudeli. Il termine pre-embrione (fino al 14esimo giorno), coniato dagli anglosassoni ha una precisa interpretazione e giustifica il fatto che fino a quel periodo non c’è ancora sviluppo del sistema nervoso e l’embrione è ancora divisibile, cioè potrebbe se diviso dare origine a più di un individuo; inoltre se prendiamo la blastocisti (a 7 giorni) il 99% delle cellule di cui è costituita formerà solo membrane fetali e non il feto vero e proprio che si svilupperà solo in seguito. Dulcis in fundo le cellule staminali: anche qui la disinformazione serpeggia. Fatto salvo che in biologia tutto è possibile quindi in linea teorica possiamo formulare le ipotesi più stimolanti, in pratica gli scienziati, che per la maggior parte sono normali persone con un senso pratico, si sono messi al lavoro con le cellule staminali dell’embrione (scoperte nell’uomo solo nel ’98) perché dalle staminali adulte comprese quelle del cordone ombelicale studiate da almeno 30-40 anni non sono ancora venuti i risultati tanto attesi e propagandati in Italia al di là della cura (per altro di indiscutibile valore terapeutico) delle malattie del sangue. Per questo nessuno può ancora dire quale sarà la strada migliore da seguire in questo campo ed è giusto che tutte le linee di ricerca vengano sostenute e lasciamo che siano i risultati ad indicare come è meglio procedere nelle future possibili applicazioni. Poi ciascuno è libero di scegliere, accettare o rifiutare determinate terapie se e quando saranno disponibili, come chi in base ad una fede religiosa rifiuta la trasfusione di sangue per esempio. Vede, sig.ra Ruggeri, il problema nel nostro Paese è che ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere, invece gli scienziati si mettono a fare i politici o addirittura i religiosi e i religiosi ed i politici diventano scienziati che divulgano le nuove (pseudo) scoperte; ciò non avviene nei Paesi anglosassoni.
Dr. Cesare Galli
(direttore del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione – Cremona)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:03:04

 Rassegna stampa: MARCO CAPPATO AL MERCATO DI CREMONA

"La Voce di Cremona" del 29.8.2004: articolo del quotidiano di Cremona sulla presenza di Marco Cappato al mercato

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 03:00:23

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MARCO CAPPATO E CESARE GALLI

"La Provincia" del 28.8.2004: articolo del quotidiano di Cremona sulla conferenza stampa di Marco Cappato e Cesare Galli

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 02:59:11

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MARCO CAPPATO E CESARE GALLI

"La Voce di Cremona" del 28.8.2004: articolo del quotidiano di Cremona sulla conferenza stampa di Marco Cappato e Cesare Galli

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 02:57:59

 Rassegna stampa: CONFERENZA STAMPA DI MARCO CAPPATO E CESARE GALLI

"La Cronaca" del 28.8.2004: articolo del quotidiano di Cremona sulla conferenza stampa di Marco Cappato e Cesare Galli

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 02:56:05

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL COMITATO PROMOTORE DEI REFEREMDUM

"La Cronaca" del 26.8.2004: articolo del quotidiano di Cremona sulla presentazione del Comitato promotore dei referendum in materia di fecondazione assistita.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 02:54:08

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL COMITATO PROMOTORE DEI REFEREMDUM

"La Voce" del 26.8.2004: il quotidiano di Cremona pubblica una pagina intera sulla presentazione del Comitato promotore dei referendum in materia di fecondazione assistita.
(seconda parte)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 02:52:30

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DEL COMITATO PROMOTORE DEI REFEREMDUM

"La Voce" del 26.8.2004: il quotidiano di Cremona pubblica una pagina intera sulla presentazione del Comitato promotore dei referendum in materia di fecondazione assistita.
(prima parte)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 novembre 2004 @ 02:50:05

 Rassegna stampa: CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE IN CORSO CAMPI A CREMONA

"La Voce di Cremona" dell' 11.6.2004:
articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa di chiusura della campagna elettorale con Marco Cappato

Postato da sergio_ravelli Domenica, 07 novembre 2004 @ 16:10:38

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE DELLA LISTA BONINO PRESSO I GIARDINI PUBBLICI DI CREMONA

"La Provincia" del 6.6.2004:
articolo del quotidiano locale sulla manifestazione della Lista Emma Bonino presso la pagoda dei Giardini pubblici con Maurizio Turco

Postato da sergio_ravelli Domenica, 07 novembre 2004 @ 16:00:39

 Rassegna stampa: RADICALI NELLE CARCERI: UNA GIORNATA DI NONVIOLENZA E REFERENDUM

"La Provincia" del 24.8.2004: l'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona ringrazia tutti i partecipanti alla giornata di nonviolenza e referendum.

Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 agosto 2004 @ 12:40:05

 Rassegna stampa: INIZIATIVA DEI RADICALI NELLE CARCERI: UNA GIORNATA DI NONVIOLENZA E REFERENDUM

"La Provincia" del 23.8.2004: articolo del quotidiano locale sull'iniziativa promossa dai radicali "una giornata di nonviolenza e referendum".

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 23 agosto 2004 @ 16:23:16

 Rassegna stampa: INIZIATIVA DEI RADICALI NELLE CARCERI: UNA GIORNATA DI NONVIOLENZA E REFERENDUM

"La Voce di Cremona" del 23.8.2004: articolo del quotidiano locale sull'iniziativa promossa dai radicali "una giornata di nonviolenza e referendum".

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 23 agosto 2004 @ 16:19:14

 Rassegna stampa: INIZIATIVA DEI RADICALI NELLE CARCERI: UNA GIORNATA DI NONVIOLENZA E REFERENDUM

"La Cronaca" del 23.8.2004: articolo del quotidiano locale sull'iniziativa promossa dai radicali "una giornata di nonviolenza e referendum".

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 23 agosto 2004 @ 16:14:58

 Rassegna stampa: IL QUOTIDIANO LOCALE ANNUNCIA LA GIORNATA DI ''NONVIOLENZA E REFERENDUM''

"La Provincia" del 21.8.2004: il quotidiano locale annuncia l'iniziativa promossa dai radicali "una giornata di nonviolenza e referendum".

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 23 agosto 2004 @ 16:09:06

 Rassegna stampa: I RADICALI ANNUNCIANO UNA GIORNATA DI ''NONVIOLENZA E REFERENDUM'' NELLE CARCERI ITALIANE

"La Provincia" del 20.8.2004: articolo del quotidiano locale riguardante l'annuncio di una giornata di "nonviolenza e referendum" nelle carceri italiane.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 20 agosto 2004 @ 12:40:27

 Rassegna stampa: I RADICALI DENUNCIANO IL BOICOTTAGGIO DEL REFERENDUM DA PARTE DEI COMUNI

"La Cronaca" del 20.8.2004: articolo del quotidiano locale riguardante il boicottaggio del referendum da parte dei comuni italiani.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 20 agosto 2004 @ 12:36:14

 Rassegna stampa: INTERVISTA DEL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' A SERGIO RAVELLI, DEL COMITATO NAZIONALE DI R.I.

"La Provincia" del 15.8.2004: intervista del quotidiano locale a Sergio Ravelli sulla situazione carceria a un anno dall'approvazione dell'indultino

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 agosto 2004 @ 15:31:59

 Rassegna stampa: IL DIRETTORE DE ''LA PROVINCIA'' DI CREMONA RISPONDE ALLA LETTERA DI ERMANNO DE ROSA

"La Provincia" del 5.8.2004: il direttore del quotidiano locale risponde alla lettera del presidente dell'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona Ermanno de Rosa

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 05 agosto 2004 @ 16:00:01

 Rassegna stampa: IL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA'' PUBBLICA LA LETTERA SUL VOTO ALL'ONU

"La Provincia" del 26.7.2004: il quotidiano locale pubblica la lettera riguardante la vittoria del Partito Radicale Transnazionale all'ONU.
La lettera, seppur breve, viene sottoposta a due "tagli": uno riguarda il riferimento alle dittature, che spesso prevalgono all'ONU; l'altro riguarda la mancata informazione sull'evento da parte dei mass-media.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 26 luglio 2004 @ 12:42:06

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA VOCE'' SUI REFERENDEUM DAYS

"La Voce" del 22.7.2004: articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa di presentazione dei Referendum Days

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 22 luglio 2004 @ 12:43:19

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA CRONACA'' SUL REFERENDUM

"La Cronaca" del 22.7.2004: articolo del quotidiano locale sulla conferenza stampa di presentazione dei Referendum Days

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 22 luglio 2004 @ 12:40:12

 Rassegna stampa: IL VICE DIRETTORE DE ''L'UNITA''' INTERVIENE SULLA POLEMICA FRA RADICALI E DS CREMONESI

"L'UNITA'" DEL 5.7.2004: IL VICE DIRETTORE LUCA LANDO' INTERVIENE SULLA POLEMICA FRA RADICALI E DIESSINI CREMONESI IN MERITO ALLA RACCOLTA DELLE FIRME ALL'INTERNO DELLA FESTA REGIONALE DELL'UNITA'. UN GRAZIE AL VICE DIRETTORE LANDO'.

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 15 luglio 2004 @ 16:01:05

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE ''LA VOCE'' SULLA RACCOLTA DELLE FIRME

"La Voce" del 5.7.2004: articolo del quotidiano locale sulla raccolta delle firme davanti all'ingresso della Festa Regionale dell'Unità

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 09 luglio 2004 @ 11:51:40

 Rassegna stampa: RACCOLTA DELLE FIRME DAVANTI ALL'INGRESSO DELLA FESTA DELL'UNITA'

"LA VOCE" DEL 7.7.2004: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO CREMONESE SULL'ANNUNCIO DEI RADICALI DELL'INIZIO DELLA RACCOLTA DELLE FIRME DAVANTI ALLA FESTA DELL'UNITA'

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 07 luglio 2004 @ 12:16:48

 Rassegna stampa: I DIRIGENTI DS DICONO NO ALLA RACCOLTA FIRME SUL REFERENDUM

"LA PROVINCIA" DEL 4.7.2004: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO CREMONESE SULLA CONFERENZA STAMPA DEI RADICALI

Postato da sergio_ravelli Martedì, 06 luglio 2004 @ 16:39:06

 Rassegna stampa: I DIRIGENTI DS DICONO NO ALLA RACCOLTA DELLE FIRME ALLA FESTA DELL'UNITA'

"LA VOCE" DEL 2.7.2004: IL QUOTIDIANO CREMONESE PUBBLICA IN PRIMA PAGINA UN ARTICOLO SULLE FIRME NEGATE ALLA FESTA DELL'UNITA'

Postato da sergio_ravelli Martedì, 06 luglio 2004 @ 16:22:40

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE DELLA LISTA BONINO: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE

"La Provincia" del 30.5.2004: articolo riguardante la conferenza stampa di presentazione della Lista Emma Bonino con Benedetto Della Vedova

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 giugno 2004 @ 05:37:46

 Rassegna stampa: RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM: APPELLO AGLI AUTENTICATORI

"La Provincia" dell'26.4.2004: pubblicato l'appello del Comitato promotore del Referendum in tema di autenticazione delle firme

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 28 aprile 2004 @ 06:31:45

 Rassegna stampa: DROGA E RICERCA SCIENTIFICA: LETTERA AL QUOTIDIANO LOCALE

"La Provincia" dell'23.4.2004: pubblicata la lettera di Gino Ruggeri in tema di droghe e ricerca scientifica

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 28 aprile 2004 @ 06:28:31

 Rassegna stampa: CREMONA RICORDA IL RADICALE CREMONESE ETTORE SACCHI

"La Provincia" dell'20.4.2004: articolo del quotidiano locale sulla conferenza pubblica in ricordo di Ettore Sacchi, nell'ottantesimo della sua morte

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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 23 aprile 2004 @ 05:49:03

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO LOCALE ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" dell'18.4.2004: articolo del quotidiano locale sulle decisioni prese dall'assemblea dei radicali cremonesi

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 20 aprile 2004 @ 09:22:26

 Rassegna stampa: PARTE LA RACCOLTA DELLE FIRME PER IL REFERENDUM ABROGATIVO DELLA LEGGE N. 40

"La Provincia" dell'14.4.2004: articolo del quotidiano locale relativo all'inizio della campagna referendaria contro la legge in materia di fecondazione assistita

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 19 aprile 2004 @ 06:53:33

 Rassegna stampa: LETTERA DI SERGIO RAVELLI AL QUOTIDIANO LOCALE

"La Provincia" dell'11.4.2004: pubblicata la lettera di Sergio Ravelli riguardante l'otto per mille

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Cocaine, heroin and opium are all very hard drugs that are very difficult to come off. When you`re combating an addiction, don`t let an employer ruin your career and lowering your chances at fighting your drug dependency. You can pass drug test simply and easily with help from a brand new store. Do not hesitate and call them today.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 14 aprile 2004 @ 07:39:34

 Rassegna stampa: 10 MARZO: NON DIMENTICHIAMOCI DEL TIBET E DEI TIBETANI

"Cronaca" del 9.3.2004: lettera di Sergio Ravelli al quotidiano locale in occasione dell'anniversario della sollevazione nonviolenta di Lhasa, avvenuta il 10 marzo 1959

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 15 marzo 2004 @ 09:55:16

 Rassegna stampa: SIT-IN DEI RADICALI CONTRO LA TRUFFA DELL'OTTO PER MILLE

"La Provincia" del 7.3.2004: Sit-in dei Radicali al mercato contro la truffa dell'otto per mille

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 marzo 2004 @ 08:36:59

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA''

"La Provincia" del 5.3.2004: lettera di Ermanno de Rosa riguardante le dichiarazioni di Bossi sull'otto per mille

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 marzo 2004 @ 08:32:57

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' RELATIVO ALLA CONFERENZA STAMPA DI MARCO CAPPATO

"La Provincia" del 28.2.2004: articolo riguardante la conferenza stampa di Marco Cappato

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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 01 marzo 2004 @ 07:54:36

 Rassegna stampa: FERMIAMO IL GENOCIDIO DEL POPOLO CECENO

"La Provincia" del 22.2.2004: articolo riguardante il sit-in e il digiuno dei radicali a favore del popolo ceceno

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 febbraio 2004 @ 06:46:22

 Rassegna stampa: FERMIAMO IL GENOCIDIO DEL POPOLO CECENO

"La Provincia" del 22.2.2004: pubblicata la lettera di Sergio Ravelli riguardante il genocidio del popolo ceceno

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 24 febbraio 2004 @ 06:42:20

 Rassegna stampa: I RADICALI E LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE A CREMONA

"La Provincia" del 16.2.2004: intervista al segretario dell'Associazione Luigi Camurri sull'esito dell'assemblea straordinaria

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 17 febbraio 2004 @ 02:07:02

 Rassegna stampa: APPELLO DI LUCA COSCIONI PER LA LIBERTA' DI RICERCA SCIENTIFICA

"La Provincia" del 9.2.2004: pubblicato l'appello di Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, in occasione dell'approvazione della legge sulla fecondazione assistita

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 febbraio 2004 @ 06:21:33

 Rassegna stampa: REGIONE LOMBARDIA: PRIMO SUCCESSO DELL'INIZIATIVA ''LIBERTA' DI PAROLA''

"La Provincia" del 6.2.2004: pubblicata la lettera riguardante il successo dell'iniziativa nonviolenta del consigliere regionale radicale Lucio Bertè

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Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 febbraio 2004 @ 06:16:11

 Rassegna stampa: IL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' RISPONDE A RITA BERNARDINI

"La Provincia" del 4.2.2004: il direttore Enrico Pirondini risponde alla lettera di Rita Bernardini e Valerio Federico in merito all'assenza di informazione relativa al congresso dell'Associazione Luca Coscioni

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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 05 febbraio 2004 @ 03:05:22

 Rassegna stampa: LA MANIFESTAZIONE DI CAORSO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI

"La Cronaca" del 22.12.2003: la conferenza stampa dei radicali a Caorso

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 31 dicembre 2003 @ 04:14:44

 Rassegna stampa: LA MANIFESTAZIONE DI CAORSO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI

"La Provincia" del 22.12.2003: conferenza stampa dei radicali De Rosa, Camurri e Ravelli a Caorso

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 31 dicembre 2003 @ 04:12:03

 Rassegna stampa: LA MANIFESTAZIONE DI CAORSO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI

"La Cronaca" del 21.12.2003: Sergio Ravelli annuncia la partecipazione dei radicali alla manifestazione di Caorso

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 31 dicembre 2003 @ 03:58:55

 Rassegna stampa: LA MANIFESTAZIONE DI CAORSO CONTRO LE SCORIE NUCLEARI

"La Provincia" del 20.12.2003 annuncia la partecipazione dei radicali alla manifestazione di Caorso

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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 31 dicembre 2003 @ 03:55:25

 Rassegna stampa: MARCO CAPPATO A CREMONA

Incontro. Ieri al Cattaneo
Radicali, parte la campagna per i Montagnard

E' partita ieri sera da Cremona la campagna italiana del Partito Radicale per fermare il genocidio dei Montagnard (minoranza cristiana perseguitata dal regime vietnamita).
All'iniziativa - presentata nell'incontro pubblico di palazzo Cattaneo dall'europarlamentare Marco Cappato - hanno già aderito il sindaco Paolo Bodini, l'assessore comunale Caterina Ruggeri, il presidente della Provincia Gian Carlo Corada e l'onorevole Giovanni Jacini.
Cappato ha anche sottolineato la necessità di giungere ad un'organizzazione mondiale delle democrazie, che in ambito Onu si batta per il perseguimento in tutti i Paesi della pace, non disgiunta però da altri due valori irrinunciabili come la democrazia e la libertà.

La Provincia del 18.10.2003

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 27 novembre 2003 @ 05:16:00

 Rassegna stampa: VISITA AL CARCERE CON IL ''QUIDAM DE POPULO''

Iniziativa dei Radicali. Domani con il consigliere Bertè
Una studentessa visiterà il carcere


E’ una studentessa di 23 anni la cittadina estratta a sorte mercoledì sera nella sede dell’associazione per l’iniziativa radicale nell’ambito del sorteggio “quidam de populo” tra tutti i cittadini residenti a Cremona. La ragazza ha accettato di accompagnare nella mattinata di domani il consigliere regionale radicale Lucio Bertè nella visita alla casa circondariale di Cà del Ferro. “E’ la prima volta che viene attuata a Cremona una iniziativa del genere – spiega Sergio Ravelli, del Comitato nazionale di Radicali Italiani - L’iniziativa verrà ripetuta in occasione delle prossime visite alle carceri da parte dei deputati radicali”. “Il sorteggio di un cittadino qualunque, un ‘quidam de populo’ come per le giurie popolari – continua Ravelli – individualizza un componente di quel popolo dal quale promana il potere delle Istituzioni e in nome del quale si pronunciano le sentenze”. La visita in carcere del consigliere regionale Bertè sarà anche l’occasione per fare il punto sullo stato di applicazione della legge relativa al cosiddetto “indultino” in vigore dal 22 agosto scorso. Al termine, l’esponente dei radicali, accompagnato dal segretario dell’associazione, Luigi Camurri, e dalla studentessa estratta a sorte, terrà una conferenza stampa davanti all’ingresso del penitenziario.

(“La Provincia” del 3.10.2003)


Cà del Ferro. Ieri visita del consigliere regionale Bertè con la studentessa Galetti
Carcere: tour dei radicali

In un paese nel quale solo le pensioni catturano giustamente l’interesse della gente, i radicali insistono nella loro battaglia a favore delle carceri. E Lucio Bertè, consigliere regionale radicale, continua la sua maratona tra i penitenziari della nostra Regione. Ieri è tornato a Cà del Ferro, c’era stato il 12 agosto scorso, per verificare le condizioni della struttura, capirne i problemi, parlare con i detenuti e gli agenti della polizia penitenziaria, vedere insomma se qualcosa è cambiato in meglio. Ma ieri Bertè era accompagnato, in questo singolare tour tra le sbarre, da Paola Galetti, 23 anni, studentessa cremonese presso l’Accademia delle Belle Arti di Milano. Non a caso perché la ragazza rappresentava quei ‘cittadini comuni’ che delle carceri sentono solo Parlare. Positivo il suo giudizio: “Ho trovato una realtà meno drammatica di quanto pensassi, anche se i detenuti sono drammaticamente alla ricerca di qualcuno che li ascolti”. Bertè l’ha fatto ed all’uscita, affiancato dal segretario dell’Associazione radicale cremonese Luigi Camurri, ha raccontato alla stampa quanto aveva visto e sentito. Prima di tutti i numeri: i detenuti sono 315, di cui 195 con pena definitiva, 19 sieropositivi. Le domande di indultino regolarmente presentate sono state 64 di cui 2 accolte ed altre 2 scartate. Rispetto ad agosto, grazie all’intesa tra direzione ed Asl, è migliorato l’aspetto sanitario con un otorino ed un chirurgo; manca l’oculista ma ci si sta dando da fare. Bertè ha poi suggerito, sulla scorta di quanto avviene in altri istituti, di utilizzare la ‘cassa delle ammende’ per aiutare concretamente i detenuti, anche nel loro reinserimento nella società. Il consigliere regionale radicale ha poi invocato, sulla scorta delle richieste dei detenuti, una sorta di ‘libro dei regolamenti’ che dia certezza anche nei comportamenti quotidiani. Infine la nota dolente, ma è una costante, della mancanza dell’educatore, figura professionale indispensabile per chi sta scontando la pena. Bertè ha confermato la professionalità della polizia penitenziaria e la disponibilità al confronto della direzione. Ed ha annunciato che il suo lungo tour continua: dopo Mantova tornerà a Cremona.

(“La Provincia” del 5.10.2003)

Postato da sergio_ravelli Martedì, 25 novembre 2003 @ 06:44:49

 Rassegna stampa: La Provincia, 13 agosto 2003 : Ca' del Ferro, indultino per pochi

La Provincia, 13 agosto 2003 : Sergio Ravelli e Lucio Bertè, dopo aver visitato il carcere di Ca' del Ferro, illustrano la situazione dell' istituto e gli effetti dell' indultino

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 21:18:09

 Rassegna stampa: La Provincia, 29 luglio 2003 : I Radicali Cremonesi in sciopero della fame

La Provincia, 29 luglio 2003 : i Radicali Cremonesi Sergio Ravelli ed Ermanno De Rosa in sciopero della fame per sollecitare l' iter parlamentare dei provvedimenti denominati "indultino"

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 21:13:07

 Rassegna stampa: La Provincia, 23 luglio 2003 : I radicali mobilitati per l' indultino

La Provincia, 23 luglio 2003 : I radicali mobilitati per l' indultino

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 21:10:44

 Rassegna stampa: La Cronaca, 22 luglio 2003 : Indultino, sciopero della fame

La Cronaca, 22 luglio 2003 : Indultino, i Radicali Cremonesi preannunciano lo sciopero della fame per sollecitare l' iter parlamentare del provvedimento

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 21:07:12

 Rassegna stampa: La Voce, 18 giugno 2003 : Il ricordo di Enzo Tortora

La Voce, 18 giugno 2003 : I radicali cremonesi ricordano Enzo Tortora

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 21:04:49

 Rassegna stampa: La Provincia, 18 giugno 2003 : Il nostro documento per ricordare Enzo Tortora

La Provincia, 18 giugno 2003 : Il nostro documento per ricordare Enzo Tortora, uomo per bene

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 21:02:41

 Rassegna stampa: La Provincia, 17 giugno 2003 : I Radicali cremonesi ricordano Tortora

La Provincia, 17 giugno 2003 : I Radicali cremonesi ricordano Tortora

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:59:39

 Rassegna stampa: La Provincia, 17 giugno 2003 : I radicali ricordano Tortora

La Provincia, 17 giugno 2003 : I radicali ricordano Tortora

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:57:26

 Rassegna stampa: La provincia, 4 maggio 2003 : Cuba Libre ! Sit-in con Bertè e Carallero

La provincia, 4 maggio 2003 : Cuba Libre ! Sit-in con Bertè e Carallero per la libertà del popolo cubano !

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:54:44

 Rassegna stampa: La Provincia, 27 aprile 2003 : Cuba Libre ! Manifestazione contro Castro

La Provincia, 27 aprile 2003 : Cuba Libre ! I Radicali Cremonesi manifestano contro Castro, per la libertà del popolo cubano.

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:52:16

 Rassegna stampa: Cremona, 20 aprile 2003 : Volantinaggio Irak Libero, anche in arabo

Cremona, 20 aprile 2003 : I radicali cremonesi diffondono volantini sul progetto "Irak libero !", lanciato da Marco Pannella per la democrazia e la libertà in Irak. I volantini sono stati scritti in nove lingue, tra cui anche l' arabo !

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:50:19

 Rassegna stampa: La Cronaca, 5 aprile 2003 : Appello "Irak Libero !", anche in arabo !

La Cronaca, 5 aprile 2003 : Appello "Irak Libero !", anche in arabo !"

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:48:14

 Rassegna stampa: La Provincia, 16 marzo 2003 : Assemblea a Palazzo Cattaneo con Daniele Capezzone

La Provincia, 16 marzo 2003 : Assemblea a Palazzo Cattaneo con Daniele Capezzone

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:46:10

 Rassegna stampa: La Provincia, 15 marzo 2003 : Assemblea pubblica con Daniele Capezzone

La Provincia, 15 marzo 2003 : Assemblea pubblica con Daniele Capezzone

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:43:37

 Rassegna stampa: La Voce, 6 marzo 2003 : Rita Bernardini al prefetto: Arrestatemi !

La Voce, 6 marzo 2003 : Rita Bernardini scrive al prefetto, in seguito alle azioni di disobbedienza civile (cessione droghe leggere): "Non riesco a farmi arrestare ! Pretendo di essere trattata come qualunque cittadino sorpreso a cedere stupefacenti !"

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:41:20

 Rassegna stampa: La Provincia, 6 marzo 2003 : Rita Bernardini scrive al prefetto "Arrestatemi !"

La Provincia, 6 marzo 2003 : Rita Bernardini scrive al prefetto, in seguito alle azioni di disobbedienza civile (cessione droghe leggere): "Non riesco a farmi arrestare ! Pretendo di essere trattata come qualunque cittadino sorpreso a cedere stupefacenti !"

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:38:41

 Rassegna stampa: LaVoce, 10 febbraio 2003 : Denunciata Rita Bernardini, ma su sua richiesta !

LaVoce, 10 febbraio 2003 : Denunciata, dopo sua richiesta, Rita Bernardini, in seguito ad una disobbedienza civile con cessione di droghe leggere

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:34:51

 Rassegna stampa: Libero, 9 febbraio 2003 : La disobbedienza civile di Rita Bernardini, con cessione di droghe leggere

Libero, 9 febbraio 2003 : La disobbedienza civile di Rita Bernardini, con cessione di droghe leggere

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:31:24

 Rassegna stampa: La Provincia, 9 febbraio 2003 : Disobbedienza civile di Rita Bernardini

La Provincia, 9 febbraio 2003 : Disobbedienza civile di Rita Bernardini, con cessione di droghe leggere

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:26:15

 Rassegna stampa: La Cronaca, 9 febbraio 2003 : in ricordo di un giovane suicida

La Cronaca, 9 febbraio 2003 : i radicali ricordano un giovane suicidatosi per la vergogna, dopo essere stato denunciato per il possesso di pochi grammi di droga

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:23:04

 Rassegna stampa: La Cronaca, 9 febbraio 2003 : Pubblicato il nostro dossier sugli stupefacenti !

La Cronaca, 9 febbraio 2003 : Pubblicato il nostro dossier sugli stupefacenti !

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:20:41

 Rassegna stampa: La Cronaca, 9 febbraio 2003 : La disobbedienza civile di Rita Bernardini

La Cronaca, 9 febbraio 2003 : La disobbedienza civile di Rita Bernardini

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 20:12:09

 Rassegna stampa: Il giorno, 9 febbraio 2003 : Rita Bernardini offre Marijuana al Questore

Il giorno, 9 febbraio 2003 : Rita Bernardini offre Marijuana al Questore

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 19:54:19

 Rassegna stampa: La Cronaca, 8 febbraio 2003 : Preannuncio disobbedienza civile di Rita Bernardini

La Cronaca, 8 febbraio 2003 : I Radicali Cremonesi preannunciano la cessione di stupefacenti da parte di Rita Bernardini, per denunciare la stupidità e l' ingiustizia delle leggi proibizioniste

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 19:50:07

 Rassegna stampa: La Provincia, 6 febbraio 2003: situazione carceri, pressing dei Radicali sul Parlamento

La Provincia, 6 febbraio 2003: carcere, pressing dei Radicali perchè il parlamento affronti la disastrosa e illegale situazione delle carceri italiane

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 19:02:38

 Rassegna stampa: La Provincia, 28 gennaio 2003 : Ravelli illustra il progetto Irak libero !

La Provincia, 28 gennaio 2003 : Pubblicato intervento di Sergio Ravelli che illustra il progetto radicale per la libertà e la democrazia in Irak: Irak libero !

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 19:00:17

 Rassegna stampa: La Provincia, 25 gennaio 2003 : Ravelli sull' indultino, Casini decisivo

La Provincia, 25 gennaio 2003 : Sergio Ravelli rende onore all' impegno di PierFerdinando Casini nel promuovere l' iter parlamentare dei provvedimenti di indulto

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 18:57:25

 Rassegna stampa: La Provincia, 18 gennaio 2003 : i detenuti in sciopero della fame insieme ai Radicali

La Provincia, 18 gennaio 2003 : i detenuti aderiscono allo sciopero della fame indetto dai Radicali per sollecitare l' iter parlamentare dei provvedimenti in materia di indulto

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 18:54:26

 Rassegna stampa: La Provincia, 15 gennaio 2003 : Indultino, i radicali in sciopero della fame !

La Provincia, 15 gennaio 2003 : I radicali in sciopero della fame per sollecitare una decisione parlamentare definitiva sull' "indultino"

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Postato da marco_azzali Sabato, 11 ottobre 2003 @ 18:50:31

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