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 | Documenti: CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO |
CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO LA MOZIONE GENERALE APPROVATA (sintesi)
Il Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito riunitosi dal 3 al 5 settembre 2010 presso il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona... Riconosce la necessità di continuare il lavoro avviato nella primavera scorsa relativamente alla definizione, consolidamento e rilancio della lotta a livello internazionale per l'affermazione della democrazia basata sul pieno rispetto delle libertà fondamentali. A 60 anni dall'adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani, resta necessario lottare affinché vengano garantiti i diritti umani individuali indipendentemente alla cittadinanza. A questo fine occorre passare finalmente alla preparazione di iniziative concrete, volte all'effettiva attivazione delle giurisdizioni per provocare significative modifiche legislative e sentenze contro i governi che violano sistematicamente i diritti umani fondamentali identificando strategicamente temi, o paesi, prioritari sui quali avviare il necessario lavoro preparatorio, ma anche per porre problemi relativi alla realtà delle giurisdizioni stesse... A questo fine il Consiglio generale auspica che tutti gli iscritti, a partire dai membri del Consiglio stesso, contribuiscano fattivamente nell'individuazione di casi da definire nei dettagli necessari... Il Consiglio generale stabilisce che il 39esimo Congresso del Partito sia tenga preferibilmente in Africa e se possibile nella tradizionale data del primo fine settimana di novembre e comunque entro i primi due mesi del 2011.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 05 settembre 2010 @ 18:15:42
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Il Comitato nazionale di Radicali Italiani, riunito a L’Aquila-Ovindoli il 2, 3 e 4 luglio 2010, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva. Il Comitato ribadisce l’attualità delle ragioni alla base della scelta di svolgere i suoi lavori all’Aquila. La cancellazione da parte delle principali testate giornalistiche, di carta stampata e radiotelevisiva, delle loro lotte e rivendicazioni conferma che la principale arma utilizzata dal Regime italiano per conservare gli attuali assetti di potere è la censura delle voci realmente alternative e dissenzienti. Quanto avvenuto in Abruzzo -dal dissesto idrogeologico alla mancata prevenzione, dall'edilizia fuori norma ai controlli mancati e l’elusione delle procedure- rappresenta una tragica conseguenza della sessantennale distruzione nel nostro Paese della democrazia e dello Stato di diritto. È il monito sulla “peste italiana” che i radicali hanno denunciato alle elezioni europee del 2009 indossando la stella gialla e che, nel solco tracciato dal Consiglio Generale del Partito Radicale nonviolento del maggio scorso, impegna Radicali Italiani all’attivazione delle giurisdizioni nazionali, comunitarie e internazionali per l’affermazione ed il rispetto in Italia dei diritti umani, civili e politici fondamentali. Il Comitato saluta l’impegno della comunità aquilana e la sua capacità di organizzarsi e proporre alternative come un primo segnale di quella rivolta nonviolenta, legalitaria, democratica che costituisce l'unica reale possibilità di alternativa al regime partitocratico, che usurpa le istituzioni e occupa i nostri territori. Auspica che gli Aquilani possano ottenere l’istituzione della “zona franca” ed il ripensamento delle misure governative in materia di sospensione del pagamento delle imposte. Nel rilevare che gli interventi del piano C.a.s.e hanno violentemente alterato il rapporto tra territorio e nuclei urbani storici, impegna gli organi del movimento a coinvolgere i soggetti più qualificati in materia urbanistica e di pianificazione territoriale per predisporre strumenti normativi ordinari volti alla conservazione ed al restauro, facendo tesoro del patrimonio di conoscenza e di buone pratiche elaborate nella lunga storia italiana delle ricostruzioni ed ai criteri del minor consumo del suolo nonché della pubblicità tramite internet di tutte le informazioni, ivi compresa la rendicontazione di spese e finanziamenti.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 05 luglio 2010 @ 23:58:39 Continua...
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 | Documenti: LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI LOCALI E AI SINDACI |
LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI LOCALI, AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, AI SINDACI DI CREMONA E CREMA
Da tempo il Presidente del Tribunale di Cremona dott. Carlo Maria Grillo ed il Procuratore della Repubblica dott. Roberto di Martino denunciano carenze di personale che indeboliscono in modo allarmante queste istituzioni essenziali per dare giustizia e sicurezza ai cittadini. Si è tornati a dibattere di questo problema sulla stampa locale dopo l’incontro che l’on. Maurizio Turco ha avuto coi due Magistrati nella loro sede a Cremona. Si è dato molto spazio al diniego di considerare Cremona sede disagiata. Gli incentivi di stipendio e carriera che si sarebbero così ottenuti avrebbero, molto probabilmente assicurato il mantenimento del pieno organico dei magistrati nella nostra città. Non avrebbero però posto rimedio ad una debolezza strutturale dell’apparato giudiziario complessivo di Cremona e della sua provincia. Debolezza costituita dalle ridotte dimensioni dei due Tribunali e delle due Procure che vi si trovano a Cremona e Crema (attualmente, la dotazione organica del Tribunale di Cremona è di 13 magistrati, mentre quella del Tribunale di Crema è di soli 7 magistrati). Entrambe le strutture giudiziarie sono ben sotto il limite considerato minimo indispensabile per una conduzione dei compiti istituzionali efficiente ed al riparo di aleatorietà circa la disponibilità di personale. Aleatorietà che sono inevitabili negli uffici con organici troppo ridotti. L’accorpamento dei due complessi di Cremona e Crema raggiungerebbe appena questa dimensione minima (20 magistrati, appunto) e avrebbe inoltre il pregio di aumentare l’efficienza del sistema riducendone i costi a parità di prestazione. Questo si deduce da uno studio effettuato dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Ci sono tutte le ragioni per pretendere dai parlamentari, primi quelli della maggioranza, che rappresentano i cittadini della Provincia di Cremona, la realizzazione urgente di questo rafforzamento dell’apparato giudiziario che interessa i loro elettori accorpando Tribunali e Procure di Cremona e Crema.
Il processo avviato con le indagini su TAMOIL rischia di insabbiarsi prima di aver individuato e portato in giudizio i responsabili dei gravi inquinamenti di suolo e di aria. Perché siano loro a pagare secondo giustizia e non i cittadini che sarebbero vittime per la seconda volta dei loro reati. Prima inquinati e poi costretti a bonificare l’ambiente a loro spese.
A Cremona e provincia non c’è solo la microcriminalità a richiedere contrasto da parte di istituzioni giudiziarie e di polizia forti. Ci sono pesanti minacce e notizie di reato verso l’ambiente, ma anche da parte della criminalità organizzata di stampo mafioso, il cui insediamento territoriale risulta sempre più preoccupante; inoltre persone collegate ad organizzazioni terroristiche islamiche sono state scoperte, ma è prudente non abbassare la guardia. Questi sono a Cremona i poteri forti a contrasto dei quali i politici devono rafforzare le Istituzioni.
Di fronte alla necessità di provvedimenti come questo però é forte per i politici la tentazione di rafforzare non le Istituzioni, ma sé stessi, quindi i partiti. Cavalcare campanilismi, anche se dannosi e superati dalle necessità dei tempi, può sembrare più facile e redditizio in termini di voti e popolarità. Allora si provvede ad eludere i problemi sviando l’attenzione su falsi obbiettivi. Tutto possibile anche in questo caso, ma solo con la connivenza del sistema dell’informazione al quale facciamo appello perché aiuti i cittadini a capire cosa sia giusto fare per il bene comune. Ermanno de Rosa e Sergio Ravelli dell'Associaizone radicale Piero Welby di Cremona
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 25 giugno 2010 @ 13:44:19
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 | Documenti: 120° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL PRIMO PARTITO RADICALE |
PRIMA ASSEMBLEA RADICALE - Roma, Teatro Costanzi, maggio 1890 - “Patto di Roma”, ovvero il programma di democrazia radicale (steso in gran parte da Felice Cavallotti)
Gli obiettivi della lotta: - nessuna ingerenza della Chiesa nella vita dello Stato, nessuna conciliazione o concordato, bastando ampiamente il principio della libertà religiosa e le leggi ordinarie; - la consultazione della nazione, quando fossero stati in gioco interessi e decisioni supremi; - l'indennità ai deputati, per permettere anche ai meno abbienti di accedere a ruoli dirigenti; - la possibilità di convocare il parlamento in casi urgenti o per atti gravi del governo, anche in tempo di vacanze e di chiusura di sessione; - la rivendicazione di tutti i diritti di riunione, di associazione, di stampa; - una legge speciale sulle responsabilità dei ministri, l'esclusione dei membri del governo dal voto di fiducia, il divieto del cumulo dei ministeri nella stessa persona;
- il mantenimento al potere centrale solo di poche fondamentali competenze, decentrando tutto il resto, giacché la tutela accentratrice, eccessiva, provoca la paralisi della vita generale; - lo snellimento della burocrazia e l'eliminazione dei ministeri inutili; - l'ideale di una Roma laica e civile, capitale della scienza e della democrazia, con richiami alla 'terza Roma' di Mazzini e alla tradizione illuministica e rivoluzionaria (che il grande sindaco democratico Ernesto Nathan cercò di realizzare, spesso riuscendovi, nel primo decennio del Novecento, n.d.r.); - l'indipendenza della magistratura, la semplificazione del processo civile, il gratuito patrocinio per i poveri, la giuria nei processi politici, l'indennità ai cittadini ingiustamente accusati e colpiti; - l'abolizione della pena di morte e la revisione del codice penale; - l'educazione gratuita ai poveri e meritevoli dall'asilo all'Università, l'istruzione laica e obbligatoria per i primi cinque anni delle elementari, l'autonomia piena delle Università; - la riduzione della ferma e delle spese militari, considerando tutti i cittadini militi, non soldati; - le otto ore di lavoro, la cassa pensioni per la vecchiaia e gli infortuni, l'istituzione di camere del lavoro e di collegi di probi viri, sanzioni per gli imprenditori imprevidenti, con l'obbligo del risarcimento danni; - l'esenzione dal dazio dei beni di prima necessità, l'imposta unica e progressiva; - un vasto programma di lavori pubblici, la bonifica della terra, con la redenzione dell'agro pontino e la trasformazione della valle padana; - un argine agli abusi anche della manomorta laica, espropriando le terre incolte, incamerando quelle mal coltivate, con concessioni dirette agli agricoltori, alle cooperative, alla piccola proprietà; - lotta all'emigrazione; - fratellanza latina con la Francia, divenuta repubblica laica e democratica, simbolo degli obiettivi della politica radicale e riferimento delle speranze progressiste, amicizia cordiale con l'Inghilterra; - opposizione all'imperialismo e al colonialismo, alla luce della pregiudiziale sacra alle generazioni del Risorgimento del rispetto delle nazionalità, anche di colore, e della priorità dei problemi interni; - gli Stati Uniti d'Europa, che non dovevano escludere l'amore della patria e la difesa accalorata della propria nazionalità; - l'emancipazione della donna, con l'allargamento del diritto di voto ad esse e la lotta contro la prostituzione e le case di tolleranza.
NOTA: Il Partito Radicale si costituì formalmente come tale proprio nel 1890, primo dei partiti politici in senso moderno, seguito poi, nel 1892, dal Partito Socialista e, nel 1895, dal Partito Repubblicano. L'ideale di Cavallotti e dei democratici radicali, di estrazione garibaldina, è il "Partito delle mani nette", che vive soltanto delle sottoscrizioni degli aderenti o 'militanti', quasi "oboli dei credenti laici".
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 giugno 2010 @ 14:02:05
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI La Mozione generale approvata
Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 16, il 17 ed il 18 aprile 2010, udite le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva. Il Comitato, con riferimento alle elezioni del 28 e 29 marzo 2010, prende atto della sconfitta della Lista Bonino-Pannella per aver fallito l’obiettivo della presentazione delle candidature in tutte le 13 Regioni chiamate alle urne, obiettivo individuato per proseguire la lotta politica nonviolenta per l'affermazione dello stato di diritto e della democrazia che già aveva connotato la campagna per le elezioni europee del giugno 2009. Ribadisce il carattere antidemocratico anche di queste elezioni Regionali, a cominciare dalla manipolazione delle leggi elettorali avvenuta in sei regioni sino a poche settimane dal voto e dall’impossibilita, in molti casi, di raccogliere le sottoscrizioni degli elettori a causa di una gravissima incertezza sugli adempimenti necessari, protrattasi sino a trenta giorni della scadenza dei termini. Durante la fase prelettorale di presentazione delle liste di candidati, le istituzioni della Repubblica si sono rese responsabili di una serie senza precedenti di omissioni e di violazioni di obblighi di legge che hanno negato ai cittadini il godimento dei diritti civili costituzionalmente garantiti. Il Ministero dell’interno, infatti, non ha impartito alle oltre 200 mila persone cui la legge affida la funzione di autenticare le firme le disposizioni necessarie per esercitare utilmente il loro potere-dovere di farlo; Comuni, Province, Tribunali e Procure non hanno predisposto ed organizzato un adeguato servizio pubblico di autenticazione; la Rai, violando quanto previsto dalla legge e dal Regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza, ha trasmesso le informazioni relative alle procedure elettorali e le modalità per sottoscrivere le liste di candidati solo negli ultimi sei giorni ed in orari di bassissimo ascolto. È accaduto così che l’onere della raccolta firme, nato per arginare le candidature temerarie e le liste senza rappresentatività, sia divenuto uno strumento per impedire l’accesso alle elezioni di quelle forze politiche che vivono al di fuori del recinto partitocratico.
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Postato da webmaster Martedì, 20 aprile 2010 @ 13:43:57 Continua...
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 | Documenti: MANIFESTAZIONE DEL CENTROSINISTRA A ROMA |
"DAL VOTO PARTA UNA RISCOSSA DEMOCRATICA E CIVILE DEL PAESE" (intervento di Emma Bonino alla manifestazione del 13 marzo a Roma)
Cittadine e cittadini. Mi piace oggi chiamarvi così perché in questo vocabolo di cittadini e cittadine è racchiusa e sintetizzata la speranza, l’impegno, la determinazione che ci muove e che ci deve muovere nei prossimi giorni e nei prossimi mesi nonostante tutto quello che abbiamo visto e documentato in questi mesi e settimane. E non solo sul piano elettorale. Cittadine e cittadini e non sudditi! Cittadine e cittadini consapevoli di diritti e di doveri. Responsabili e consapevoli soprattutto che serve un nuovo inizio a partire da un modo diverso di vivere e di concepire la politica. Come sapete, i miei amici e compagni Radicali oggi non sono qui per le ragioni che hanno spiegato. Perché si è rivelato per noi, purtroppo, impossibile anche tentare di correggere le illegalità più gravi e tutt’ora in corso.
Ma io sono qui perché sono stata e sono grata di essere la candidata di tutti voi, di tutte le forze politiche che mi hanno sostenuto a cui va il mio ringraziamento e la mia emozione. Ma spero di rappresentare tutti voi e spero anche di rappresentare tutti coloro che magari hanno votato altro, ma che oggi, confusi e delusi, sentono il nostro stesso bisogno di legalità, di onestà di pulizia di rispetto delle regole e anche di decenza e di decoro istituzionale. Penso che siano molti. Perché cittadini per bene ce ne sono. E noi li dobbiamo richiamare a noi. Dire che ci faremo carico delle loro ansie e delle loro delusioni. E che insieme a loro vogliamo ricostruire un decoro istituzionale, uno sviluppo - in questo caso - di questa regione. Che sia una regione vivibile per tutti nel rispetto delle regole.
Noi dobbiamo avere e abbiamo la radicata abitudine di avere e di essere speranza. Di essere e di essere stati proposta e mai sterile protesta. E anche questa piazza è una piazza di speranza e di proposta. Questo perché un mondo diverso è possibile. Una vita più dignitosa è possibile, dipenderà da voi tutti, da me, ma con l’aiuto di tutti voi. Questo è il contributo che io posso dare perché occorre essere alternativa al vecchio e a questo regime da basso impero prepotente perché forse si sente moribondo. Chi si sente forte ed è forte non ha bisogno di arroganza. Normalmente la prepotenza e l’arroganza è segno di debolezza. Noi non vogliamo essere arroganti, vogliamo essere propositori, vogliamo prefigurare - per quanto possibile - un’alternativa di lunga e profonda durata anche storica. Insieme a una alterità di vita e di comportamento. Avere speranza di poter finalmente iniziare una storia altra e alta. Davvero federalista e di grande religiosità laica nella religione della libertà come sempre ci è capitato di sapere accomunare nelle grandi battaglie il popolo comunista, il popolo cattolico, il popolo liberale, i cittadini di questo paese.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 16 marzo 2010 @ 08:14:15 Continua...
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 | Documenti: RICORSO PRESENTATO DALLA LISTA BONINO-PANNELLA |
IL TESTO DEL RICORSO PRESENTATO DAI DELEGATI DELLA LISTA BONINO-PANNELLA ALL'UFFICIO CENTRALE CIRCOSCRIZIONALE DI CREMONA
Cremona, 3.3.2010 - I sottoscritti Sergio Ravelli e Ermanno de Rosa in qualità di delegati alla presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010, DEPOSITANO la seguente “Memoria” a seguito dell’esame dettagliato dei moduli recanti le sottoscrizioni e i certificati di iscrizione alle liste elettorali dei sottoscrittori delle liste: Popolo delle Libertà, Partito Democratico e Lega Nord. Relativamente alla lista Popolo delle Libertà (sottoscrittori n. 1295): - si fa presente che tutte le n. 1295 firme di sottoscrittori risultano autenticate nello stesso giorno del rilascio dei relativi certificati di iscrizione alle liste elettorali da parte dei competenti ufficio comunali. Circostanza questa assai improbabile. Relativamente alla lista Partito Democratico (sottoscrittori n. 1191): - si è riscontrato che n. 5 moduli (mod. n. 34-35-39-40-41), contenenti complessivamente n. 133 sottoscrizioni, risultano mancanti del timbro tondo dell’autenticatore; - si è riscontrato altresì che n. 10 moduli (mod. n. 7-8-10-14-16-20-26-34-39-40), relativi complessivamente a n. 93 sottoscrizioni, sono corredati da altrettanti certificati elettorali individuali rilasciati in data anteriore a quella dell’autenticazione del modulo. La richiesta e dunque il rilascio da parte dei competenti uffici comunali di certificati elettorali in data antecedente alla data di autenticazione della sottoscrizione presupporrebbe all’evidenza delle facoltà “premonitrici” in ordine alle generalità dei futuri certi sottoscrittori che appare improbabile e singolare. Relativamente alla lista Lega Nord (sottoscrittori n. 1150): - si è riscontrato che n. 39 moduli (mod. n. 1-2-3-5-6-10-13-17-21-23-24-25-26-29-30-31-32-33-36-37-38-39-40-42-43-44-45-46-47-49-50-51-58-59-60-61-63-64-66), relativi complessivamente a n. 630 sottoscrizioni, sono corredati da altrettanti certificati elettorali individuali rilasciati in data anteriore a quella dell’autenticazione del modulo. La richiesta e dunque il rilascio da parte dei competenti uffici comunali di certificati elettorali in data antecedente alla data di autenticazione della sottoscrizione presupporrebbe all’evidenza delle facoltà “premonitrici” in ordine alle generalità dei futuri certi sottoscrittori che appare improbabile e singolare. La domanda che ci poniamo è: come ha fatto la Lista a chiedere il certificato di un cittadino prima ancora che quel cittadino avesse firmato? Per i rilievi sopraesposti i sottoscritti chiedono, pertanto, la rivalutazione dell’ammissione delle predette liste. (Ermanno de Rosa e Sergio Ravelli)
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 03 marzo 2010 @ 12:50:36
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 | Documenti: PRESENTAZIONE DELLA LISTA BONINO-PANNELLA |
DICHIARAZIONE ALLEGATA ALLA LISTA BONINO-PANNELLA
All'Ufficio Centrale Circoscrizionale - Tribunale di Cremona La fase preelettorale è stata caratterizzata da una lunga serie di omissioni e violazioni delle norme e delle disposizioni che, in varie fonti, disciplinano il procedimento elettorale. Le richiamate violazioni hanno determinato l’impossibilità per i sottoscrittori delle liste e per i loro candidati di esercitare i diritti costituzionali di elettorato attivo e passivo, che ne sono rimasti conseguentemente conculcati e definitivamente impediti. Quanto sopra a cominciare dagli obblighi di informazione in capo al servizio pubblico radiotelevisivo. La Lista Bonino-Pannella ha dunque raccolto le sottoscrizioni nei limiti numerici di quanto effettivamente consentito dalle violazioni medesime e nell’ambito di una fase preelettorale obiettivamente illecita e illegale. Cremona, 26.2.2010 Sergio Ravelli, delegato alla presentazione della Lista Bonino-Pannella
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 27 febbraio 2010 @ 14:06:56
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 | Documenti: RICORDO DI LUCA COSCIONI, IL PROFETA MUTO |
IL PROFETA MUTO
Quattro anni fa, il 20 febbraio 2006, moriva Luca Coscioni. Quel giorno, secondo Marco Pannella, Luca nasce all’Italia: i messaggi di cordoglio del mondo politico lo battezzano eroe, testimone di speranza. In vita però è stato personaggio scomodo. Scomodissimo. E sul suo nome sono pesati troppi veti, da parte di quella stessa politica che lo saluta commossa. Quasi uno scandalo quel corpo malato che Luca ha messo in gioco per dare speranza a chi di speranza non ne ha più: a tutti quei malati che ancora oggi non sono riconosciuti come persone. Solo oggetti nelle mani della politica. La sua voce metallica è stata voce per molti nella battaglia contro ogni proibizionismo nella ricerca scientifica. Profeta muto, ha sedotto il premio Nobel Josè Saramago che non ha esitato a riconoscerlo come "forza nuova" e a schierarsi al suo fianco coinvolgendo, nel 2001, scienziati e altri Nobel per appoggiare la sua candidatura alle elezioni politiche italiane. Luca muore soffocato perché non vuole la tracheotomia, rifiuta di continuare a vivere attaccato ad una macchina. Dimostra così che nonostante la malattia è ancora un uomo libero in grado di scegliere. Non può parlare, è bloccato su una sedia a rotelle e completamente dipendente nei movimenti, eppure rivendica e mette in atto il diritto dell’individuo di decidere liberamente sulla propria vita e la propria morte. Con Luca nasce lo slogan radicale: dal corpo dei malati al cuore della politica; l´Associazione che porta il suo nome; le battaglie per la libertà di ricerca. Da vero leader politico ha tracciato, prima di lasciarci, la rotta da seguire. Le ventisette pagine che seguono sono dedicate a Luca, ma non vogliono essere un ricordo: niente è stato dimenticato. Il ricordo è spazio di un passato che non è più. Per i radicali, Luca è presente, è in noi. Per dirla con Marco Pannella: "per noi che conosciamo Aldo Capitini, e un pò anche la cultura tibetana, la vita è la compresenza di vivi e di morti: due forme di vita che si alimentano a vicenda". La scelta di un numero monotematico è piuttosto possibilità di mostrare, attraverso il racconto di Luca, le idee che sostengono le nostre iniziative politiche. Luca Coscioni ha vissuto trentanove anni. Ventinove da sano e dieci da malato. Non una malattia qualunque, ma la sclerosi laterale amiotrofica. Praticamente, per usare le sue parole, una condanna a morte. Da vivo ha dimostrato che si può parlare essendo muti. Ora è testimonianza che i nostri morti ci parlano. Simonetta Dezi
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 19 febbraio 2010 @ 11:29:51
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI La Mozione generale approvata
Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma l’8, 9 e 10 gennaio 2010, ascoltate le relazioni del Segretario e del Tesoriere, le approva. Il Comitato ringrazia ancora una volta gli oltre 750.000 cittadini - di ogni provenienza politica e, come mostrato dall’analisi dell’istituto Cattaneo, che in maggioranza avevano votato centrodestra nel 2008 - che alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del giugno 2009 scelsero la radicalità dell’opposizione al regime delle liste Bonino-Pannella riconoscendosi nella alterità della lotta Radicale che traeva le sue premesse teoriche dal documento su “La Peste Italiana” per l’affermazione della legalità costituzionale, condotta con il simbolo della stella gialla e con l’iniziativa nonviolenta di centinaia di persone che per la prima volta nella storia italiana si sono unite a Marco Pannella nello sciopero totale della fame e della sete.
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Postato da gino_ruggeri Domenica, 10 gennaio 2010 @ 16:53:14 Continua...
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 | Documenti: MOZIONE PER IL REGISTRO COMUNALE DEI TESTAMENTI BIOLOGICI |
DEPOSITATA LA MOZIONE PER L’ISTITUZIONE DEL REGISTRO COMUNALE DELLE DICHIARAZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTI SANITARI
Nel corso della seduta del 21.12 del Consiglio comunale di Cremona è stata depositata, a prima firma Caterina Ruggeri, la mozione per l’istituzione del Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamenti sanitari. La mozione è stata anche sottoscritta dai consiglieri: Maura Ruggeri (gruppo Pd) – Ferdinando Quinzani (Cremona per la Libertà) – Giancarlo Schifano (Italia dei Valori) – Alessia Manfredini (Pd) – Mauro Fanti (Pd) – Annamaria Abbate (Pd) – Elena Guerreschi (Pd).
Testo della Mozione Il Consiglio Comunale di Cremona Premesso che . l’articolo 32, comma 2, della Costituzione Italiana afferma che "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana"; vi è ribadita la necessità che vi sia una espressione di libera scelta dell’individuo nell’accettare o meno un determinato trattamento sanitario;
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 21 dicembre 2009 @ 17:17:13 Continua...
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 | Documenti: INTERROGAZIONE DI MAURIZIO TURCO SUL CASO TAMOIL |
EMERGENZA TAMOIL: INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO RADICALE MAURIZIO TURCO SULL’EVENTO DEL 26 NOVEMBRE 2009
Al Ministero della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare – Per sapere - premesso che: nella mattinata di giovedì 26 novembre 2009, a seguito delle ripetute segnalazioni da parte del personale dell’Istituto tecnico agrario “Stanga” di Cremona (sito in via Milano, a poche decine di metri in linea d’aria dalla raffineria Tamoil), Vigili del Fuoco, tecnici dell’ARPA e Polizia Municipale, accorsi in loco, accertavano che l’odore acre, causa di bruciori agli occhi e alla gola, senso di nausea e mal di testa alle centinaia di persone presenti nell’istituto scolastico, proveniva dalla vicina raffineria Tamoil; nella stessa mattinata, con provvedimento “preventivo” e “probatorio” dell’autorità giudiziaria, viene posta sotto sequestro un’area di circa 700 metri quadrati ai confini del lato ovest della compagnia petrolifera, alle spalle dell’Istituto tecnico agrario “Stanga”, dove risultano allocati rifiuti non dichiarati. Contemporaneamente per iniziativa del sostituto procuratore dott.ssa Cinzia Piccioni viene aperto un fascicolo con le ipotesi di reato “gestione non autorizzata di rifiuti” e “getto pericoloso di cose”, contestate al responsabile della gestione della raffineria; analoghi, gravi accadimenti, già richiamati nell’interrogazione depositata il 7.9.2009, si sono verificati nel corso degli ultimi anni e in particolare lo scorso 27 agosto, quando un nube maleodorante aveva impregnato l’aria e l’intera zona occupata dalle società sportive di via Riglio, causando la fuga in massa dei soci in preda al panico; a vicenda del possibile inquinamento provocato dalla raffineria Tamoil è stato considerato molto seriamente dal Procuratore della Repubblica Roberto Di Martino che, fin dal suo insediamento presso la Procura di Cremona, ha definitivo tale vicenda “estremamente grave e da risolvere al più presto”. Con riferimento all’evento oggetto della presente interrogazione, il Procuratore medesimo, con dichiarazioni rilasciate ai principali organi di stampa locali in data 27.11.2009, ha parlato di “situazione grave e allarmante” e di “cadenza di episodi che non può essere casuale”; tali affermazioni, ad avviso dell’interrogante, appaiono fortemente contrastanti con le assicurazioni fornite dal sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio e del mare Roberto Menia nella sua risposta scritta, pubblicata il 15.6.2009, all’interrogazione presentata dal medesimo in data 1.7.2008, in relazione all’attuazione del piano/programma di caratterizzazione svolto dalla società Tamoil nell’ambito delle attività di messa in sicurezza e bonifica-: quali urgenti iniziative i Ministri interrogati, nell’ambito delle proprie competenze, intendano promuovere, sollecitare ed adottare perché, finalmente, sia garantita la tutela dell’ambiente e, conseguentemente, la salute dei lavoratori della TAMOIL SpA e dei cittadini di Cremona.
per ingrandire cliccare sull'immagine
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 02 dicembre 2009 @ 13:58:43
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 | Documenti: CONSEGNA PUBBLICA DEI TESTAMENTI BIOLOGICI |
DATI COMPLESSIVI RELATIVI ALLE FIRME E AI TESTAMENTI BIOLOGICI RACCOLTI DAL COMITATO CREMONESE PER LA LIBERTA’ DI CURA E RICERCA
FIRME RACCOLTE SULLA PROPOSTA DI REGISTRO COMUNALE DEI BIOTESTAMENTI: 350
TESTAMENTI BIOLOGICI DEPOSITATI ALL’UFFICIO PROTOCOLLO DEL COMUNE DI CREMONA: 160 di cui Donne 93 (58 %) - Uomini 67 (42 %)
per ingrandire cliccare sull'immagine
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 08 novembre 2009 @ 13:25:01
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI La Mozione generale approvata (stralcio)
Il Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma nei giorni 2-4 ottobre 2009, denuncia, come già documentato nella prima edizione provvisoria de “La Peste italiana”, la progressiva degenerazione partitocratica dello Stato di diritto e lo svuotamento sistematico, già all’indomani della sua approvazione, della Costituzione repubblicana, fino alle attuali condizioni di non democrazia e di endemica illegalità. Questo contesto politico, e soprattutto la soffocante sottrazione del diritto dei cittadini all’informazione, hanno posto l’intero movimento radicale in condizioni politiche e finanziarie sempre più insopportabili, al punto da far dipendere negli ultimi mesi l’attività e l’esistenza stessa di Radicali Italiani unicamente dall’impegno volontario e militante degli organi dirigenti e di quanti hanno collaborato con loro.
Il Comitato delibera di concorrere, in piena collaborazione con tutti gli altri soggetti dell’area radicale: - alla edizione in tempi rapidi e in forma definitiva de “La Peste italiana”; - all’elaborazione di un progetto organico di Riforma – ispirata al modello americano – delle istituzioni europee, dello Stato nazionale italiano e del suo ordinamento regionale; - a ricostruire e documentare, con precisione e nei dettagli, le vicende che hanno caratterizzato la vita politica del Partito Democratico, al suo interno e nei rapporti con il movimento radicale, in particolare dalla vigilia delle elezioni politiche del 2008 – alle quali fu impedito ai Radicali di partecipare con una propria lista in alleanza con lo stesso Pd, contrariamente a quanto fu consentito all’Italia dei Valori – alle recenti elezioni europee, precedute da una modifica della legge elettorale che ha reso sostanzialmente impossibile l’elezione, dopo 30 anni di ininterrotta presenza, di deputati radicali al Parlamento europeo;
Per quanto riguarda la situazione politica e le scelte che per i Radicali devono conseguirne, il Comitato decide: - di chiedere ai deputati e ai senatori radicali eletti nelle liste del Pd, di valutare in piena autonomia se sia ancora compatibile la loro presenza nell’ambito dei gruppi parlamentari della Camera e del Senato o - all’opposto – l’opportunità e la necessità di adeguare la struttura e la vita del gruppo, in modo da costituire un polo di attrazione e di arricchimento anzichè di stanca resistenza passiva nella sua attuale inconsistenza politica e parlamentare. E’ del tutto evidente infatti la necessità di un chiarimento politico dei rapporti fra Radicali e Partito Democratico; - di dare mandato agli organi dirigenti di R.I. (unitamente agli altri soggetti dell’area radicale) di chiedere, in vista delle elezioni regionali della prossima primavera, incontri urgenti sia ai nuovi vertici del Partito Democratico, sia ad Antonio Di Pietro e all’Italia dei Valori, per valutare le condizioni di un’alleanza politica ed elettorale fra questi partiti e la lista “Bonino-Pannella”, che consenta di rafforzare il ruolo dell’opposizione e di conquistare il governo di quante più Regioni è possibile. Condizione pregiudiziale per questa alleanza è di affrontare senza più alibi nè reticenze la cosiddetta “questione morale”, che non può essere ridotta a questione giudiziaria e penale, ma è questione pienamente politica, che richiede regole e comportamenti di onestà, correttezza e trasparenza, da proporre con impegni solenni all’elettorato. A tal fine Radicali Italiani chiede l’adozione generale, in tutte le amministrazioni elettive, dell’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, e l’immediata riforma dei criteri di selezione del personale della pubblica amministrazione, con riferimento particolare alla sanità, superando e abolendo l’attuale prassi di scelte clientelari e lottizzatorie;
- di predisporre al più presto, sempre d’accordo con gli altri soggetti dell’area radicale, la raccolta delle “pre-firme” di elettori disponibili alla presentazione, in tempi utili, delle liste “Bonino-Pannella” in tutte le circoscrizioni elettorali regionali.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 05 ottobre 2009 @ 14:51:28
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 | Documenti: CONGRESSO DI ANTICLERICALE.NET: LA MOZIONE APPROVATA |
V CONGRESSO DI ANTICLERICALE.NET "2010: ANNO ANTICLERICALE" (sintesi della Mozione approvata all’unanimità)
Il V Congresso di Anticlericale.net, riunito a Roma il 19 e il 20 settembre 2009, proclama il 2010 Anno Anticlericale; - invita iscritti e militanti ad organizzare, ogni primo venerdì del mese, presidi davanti alle Curie vescovili di ogni città, per chiedere verità, trasparenza e collaborazione con la giustizia per tutti gli episodi di pedofilia che hanno visto il coinvolgimento di esponenti del clero in tutti questi anni, essi stessi vittime delle politiche sessuofobiche vaticane; - promuove un’iniziativa parlamentare per la costituzione di una Commissione di inchiesta su simili violenze commesse negli ultimi sessanta anni in Italia, come avvenuto in Irlanda con la “Commissione Ryan”; - si impegna a promuovere ogni iniziativa affinché l’immenso costo economico gravante sui cittadini italiani a beneficio del clero e del Vaticano abbia una volta per tutte termine in ogni sua forma; - individua nell’obiettivo dei mille iscritti (o di 50.000 euro di autofinanziamento) le condizioni minime per consentire ad Anticlericale.net di svolgere la sua azione politica, e a questo scopo rivolge un appello in particolare a coloro che non si sono fino ad oggi mai iscritti all’associazione, né ad alcun soggetto politico radicale; - elegge Maurizio Turco alla presidenza dell’associazione, Carlo Pontesilli alla segreteria, Michele De Lucia alla tesoreria.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 26 settembre 2009 @ 17:55:31
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 | Documenti: INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO MAURIZIO TURCO SUL CASO TAMOIL |
EMERGENZA TAMOIL: NUOVA INTERROGAZIONE DI MAURIZIO TURCO SULL’INCIDENTE DEL 27 AGOSTO
Al Ministero del lavoro, della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
premesso che: . in data 27 agosto 2009, attorno alle ore 14, una nube maleodorante ha impregnato l’aria e l’intera zona occupata dalle società sportive di via Riglio a Cremona. Col passare dei minuti l’odore acre è diventato una puzza insopportabile di gas, saturando i prati e le piscine affollate di soci di dette società e causando agli stessi – adulti e bambini - bruciori agli occhi, irritazioni alla gola e senso di nausea. Tale evento ha causato la fuga in massa delle persone in preda al panico; . il giorno successivo l’aria in riva al Po, dove sono allocate le società sportive, si è nuovamente saturata dell’odore acre e nauseabondo degli idrocarburi; . dagli accertamenti effettuati dal nucleo NBCR dei Vigili del Fuoco e dei tecnici dell’ARPA è risultato che la nube maleodorante proveniva dalla vicina TAMOIL Raffineria SpA. Ulteriori verifiche appuravano che la nube maleodorante è stata causata da un serbatoio di gasolio “non a specifica”, situato vicino alla recinzione prossima all’argine fluviale maestro immediatamente oltre al quale stanno i centri sportivi; . a seguito di tale grave accadimento, in data 29 agosto il sindaco di Cremona diffida la TAMOIL SpA – nella persona del responsabile della gestione della raffineria e relativi oleodotti – “ad attuare immediatamente le misure di prevenzione e di sicurezza finalizzate ad evitare all’interno e all’esterno della raffineria rilasci di sostanze pericolose o a minimizzare le perdite, mettendo in atto le procedure di intervento contenute nei manuali operativi per la correzione delle anomalie operative”; . con comunicato del 30 agosto, la TAMOIL SpA “dispiaciuta per il temporaneo disagio causato, assicura che si è trattato di un episodio isolato sulle cui cause sono state immediatamente avviate le procedure interne di controllo, nonché la completa messa in sicurezza del serbatoio interessato”; . in data 30 agosto, a seguito degli accertamenti effettuati dai Vigili del Fuoco – nucleo NBCR (la sezione che si occupa della difesa nucleare, biologica, chimica e radiologica), il serbatoio “A5” dal quale è fuoriuscita la nube maleodorante viene posto sotto sequestro con provvedimento della locale Procura della Repubblica. Successivamente, per iniziativa del sostituto procuratore dott.ssa Cinzia Piccioni, viene aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato “mancata adozione di cautele per prevenire disastri e infortuni (artt. 437 e 449 del codice penale). “Al momento – ha dichiarato alla stampa locale il pm Piccioni – non è ancora stata stabilita la reale causa di questo guasto. Le indagini da questo punto di vista sono ancora aperte”; . analoghi, gravi accadimenti si sono verificati nel corso degli ultimi due anni, in particolare: il 20 luglio 2007 il sindaco di Cremona emana ordinanze sindacali dirette ai presidenti di alcuni società canottieri per l’interdizione dell’uso a scopo umano delle acque prelevate dalla falda superficiale per uso irriguo (ne erano alimentate le piscine natatorie); il 1° giugno 2008 il sindaco di Cremona ordina l’interdizione al pubblico di alcune aree nella canottieri Bissolati per la presenza di gas potenzialmente esplosivi nei pozzetti d’ispezione (trattasi di “gas interstiziali” sviluppatisi nei terreni superficiali a seguito dell’inquinamento della falda); 3 ottobre 2008, a seguito di una detonazione all’interno della raffineria TAMOIL, un operaio risulta ustionato e si verifica un sversamento di idrocarburi nel Po dallo scarico situato all’altezza della canottieri Flora; . se i Ministri interrogati ne siano a conoscenza e, nell’eventualità positiva, quali urgenti iniziative, nell’ambito delle proprie competenze, intendano promuovere, sollecitare ed adottare perché sia garantita la tutela dell’ambiente e, conseguentemente, la salute dei lavoratori della TAMOIL SpA e dei cittadini di Cremona.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 08 settembre 2009 @ 23:15:35
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 | Documenti: INTERROGAZIONE DEI DEPUTATI RADICALI SUL CASO TAMOIL |
"NEL CASO DELLA TAMOIL LA SALUTE DEI LAVORATORI NON E' STATA TUTELATA" (Dichiarazione del Procuratore della Repubblica Roberto Di Martino in data 26.6.2009) I DEPUTATI RADICALI INTERROGANO I MINISTERI DEL LAVORO, DELLA SALUTE E POLITICHE SOCIALI
premesso che:
. dalle analisi effettuate su operai della raffineria Tamoil di Cremona, sotto inchiesta perché sospettata di aver inquinato le falde acquifere della città, si sono riscontrate quantità di benzene superiore al normale;
. il valore del benzene trovato nelle urine dei dipendenti è superiore a quello medio della popolazione; in seguito a ciò, è stato disposto il sequestro di tutte le cartelle sanitarie di tutti i 315 dipendenti della raffineria;
. la vicenda del possibile inquinamento provocato dalla Tamoil, risale ad almeno il 3 luglio 2007, quando nel corso della Conferenza di servizio tra Comune, Provincia, Regione, Tamoil e Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Lombardia), è emerso che la falda idrica superficiale di Cremona era inquinata da idrocarburi;
. quello di svolgere un attento screening sullo stato di salute dei dipendenti dell'azienda è un provvedimento fortemente voluto dal procuratore della Repubblica, Roberto Di Martino, che, fin dal suo insediamento nella sede di Cremona, ha considerato molto seriamente il problema Tamoil, definendolo «estremamente grave e da risolvere al più presto»;
. sempre il procuratore Di Martino, da quanto si apprende da un articolo della giornalista Sara Pizzorni, pubblicato il 26 giugno 2009 sul quotidiano La Cronaca, ha dichiarato che «solitamente la magistratura deve combattere i reati e tutelare i cittadini da essi, ma in questo caso va oltre, anche se la tutela della salute non sarebbe compito dell'ufficio giudiziario, ma della pubblica amministrazione. Nel caso della Tamoil la salute dei lavoratori non è stata tutelata»;
. nell'inchiesta di cui è titolare, fin dal 2007, il sostituto procuratore della Repubblica, Cinzia Piccioni, risultano indagati una decina di dirigenti della Tamoil, tra presidenti e componenti dei consiglio di amministrazione dal 1999 al 2007, per avvelenamento di acque e altri reati in materia ambientale;
. ad avviso dell'interrogante, appare grave l'affermazione del procuratore Di Martino, secondo il quale la salute dei lavoratori, nel caso della Tamoil, non è stata tutelata, e che la pubblica amministrazione evidentemente non ha fatto tutto quello che avrebbe dovuto fare, dal momento che è dovuta intervenire la procura della Repubblica -:
quali urgenti iniziative i Ministri interrogati, nell'ambito delle proprie competenze, intendano promuovere, sollecitare ed adottare perché, finalmente, sia garantita la tutela dell'ambiente e, conseguentemente, la salute dei lavoratori della Tamoil e dei cittadini di Cremona.
Interrogazione di Maurizio Turco, Zamparutti, Mecacci, Farina Coscioni, Beltrandi, Bernardini presentata in data 2 luglio 2009
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 04 settembre 2009 @ 14:15:31
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI La Mozione generale approvata
Il Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito a Chianciano il 28, 29, 30 giugno 2009, udite le relazioni della Segretaria e del Tesoriere le approva; il Comitato saluta e ringrazia i 743.299 elettori che, votando le liste radicali “Bonino-Pannella” alle elezioni europee, hanno consentito il prosieguo della resistenza e della lotta partigiana per la liberazione democratica e nonviolenta dell’Italia, dopo il ventennio fascista, anche dal sessantennio partitocratico. Questo risultato, per quanto costituisca un indubbio successo politico, vede tuttavia il Movimento di Radicali italiani di fronte ad una drammatica crisi organizzativa e finanziaria, e dunque politica, che mette in discussione la sua stessa esistenza. A fronte di queste difficoltà il Comitato, preso atto delle comunicazioni della Segretaria e del Tesoriere - per cui la crisi politico-economica di Radicali italiani è giunta a un punto tale che il Movimento non ha nemmeno le disponibilità necessarie a rinnovare i contratti di collaborazione, la cui scadenza era stata già preventivamente fissata per il 30 giugno, e a proseguire le iniziative, con il rischio che entro pochi giorni tutte le attività debbano essere completamente interrotte – incarica gli organi dirigenti di investire della questione il Senato del Partito radicale nonviolento, transnazionale e transpartito, affinché assicuri la prosecuzione delle attività per 60 giorni, con l’auspicio che questo tempo possa essere sufficiente per assumere iniziative straordinarie e adeguate al superamento di questa grave situazione, e ritiene necessario e urgente, in collaborazione con gli altri soggetti della galassia radicale:
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 02 luglio 2009 @ 14:19:57 Continua...
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 | Documenti: MANIFESTAZIONE DEI RADICALI A MONTICHIARI |
AEROPORTO DI BRESCIA-MONTICHIARI: LA PESTA ITALIANA E' ARRIVATA ANCHE QUI Lo scalo aeroportuale di Montichiari, fortemente voluto dagli operatori economici e dai partiti politici locali, Lega Nord in particolare, è stato inaugurato il 16 marzo 1999. Da allora, in attesa di profitti privati, non ha accumulato che perdite di denaro pubblico (30 milioni negli ultimi 6 anni) e si trova al 31° posto tra i 37 aeroporti italiani. 5 aeroporti nel tratto da Malpensa a Verona, più quello di Parma a 70 km, hanno ridotto i sogni di traffico dai milioni di passeggeri previsti dalla Provincia di Brescia e dalla Regione Lombardia (rispettivamente 20 e 11), a poco più di 200 mila passeggeri all’anno, per 2 voli al giorno. Nonostante tutto questo si intende perseverare nell’errore con altri 30 milioni di denaro pubblico per acquistare il controllo della società “G. D’Annunzio” e staccarsi da Verona (ladrona come Roma nonostante sia padana?). Niente di nuovo in questo sperpero di denaro pubblico, la sola novità è che qui lo si faccia in attuazione di una devoluzione fatta passare dai leghisti come uno strumento dato ai cittadini per meglio controllare l’amministrazione pubblica. Come non si sarebbe voluto mai, il cosiddetto “federalismo” si concretizza in tanti piccoli “nazionalismi” a livello di provincia, ciascuno con gli stessi difetti di quello centrale.
clicca sull'immagine per ingrandire
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 23 maggio 2009 @ 15:44:12
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 | Documenti: LA MAPPA DEGLI ELETTI E DEI NOMINATI DI CREMONA E PROVINCIA |
L'OCCUPAZIONE PARTITOCRATICA DELLE ISTITUZIONI CREMONESI
PREMESSA I dati in teoria sono pubblici, ma raccoglierli ed aggregarli è un’impresa quasi impossibile. Noi ci abbiamo provato ed oggi siamo in grado di renderli disponibili. Con un’avvertenza: i dati che produciamo sono sottostimati in quanto nella nostra indagine non compaiono enti ed organismi dei quali ci è stato impossibile ottenere informazioni dettagliate.
I PARTITI TUTTI UGUALI? C’è un luogo comune da sfatare. Quando si parla di corruzione politica o di finanziamenti occulti ai partiti viene sempre ripetuta la solita litania: tutti i partiti rubano, tutti i partiti si finanziano illegalmente. Questo non è vero. Tutti, tranne i radicali! In oltre 50 anni di vita del Partito Radicale (che è oggi il partito più antico d’Italia), mai (ripetiamo mai!) un radicale è stato indagato, processato o condannato per corruzione o per reati contro la Pubblica amministrazione. Anche in tema di lottizzazione politica e di occupazione partitocratica delle istituzioni possiamo affermare che tutti i partiti cremonesi partecipano alla lottizzazione e occupano “poltrone” tranne i Radicali! Che siano di destra, di centro o di sinistra, bianchi, rossi o verdi, nessuno si sottrae al “bottino” (le casse pubbliche), tranne i Radicali.
UNA POLTRONA OGNI 120 ABITANTI! Quando abbiamo iniziato la nostra indagine eravamo già consapevoli dell’estensione del fenomeno, male endemico della “repubblica dei partiti”. Adesso conosciamo anche i numeri: i partiti cremonesi (tranne i Radicali) occupano complessivamente 2.850 “poltrone” retribuite. Una ogni 120 abitanti! Siamo in presenza di un vero e proprio “esercito di occupazione” contro il quale si battono, purtroppo, soltanto pochi “partigiani”: i Radicali.
LA NOSTRA PROPOSTA: ANAGRAFE PUBBLICA DEGLI ELETTI E DEI NOMINATI I Radicali hanno, da sempre, posto la questione della pubblicità della vita istituzionale, dell’einaudiano “conoscere per deliberare”, come elemento fondante di una vera democrazia. Per questo chiediamo oggi di istituire, a tutti i livelli istituzionali, una vera e propria Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati. In internet l’operato di tutti gli eletti, gli amministratori e i consulenti per poter conoscere: chi sono, che cosa fanno, che cosa propongono. E ancora: quali sono le loro situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie, fiscali, societarie, i loro incarichi remunerati. La moralizzazione della politica passa anche da riforme come questa. Se l’Anagrafe degli eletti e dei nominati fosse già stata introdotta ad ogni livello istituzionale, così come chiediamo, avremmo da tempo sanato alcune ferite inferte alla democrazia ed evitato il diffondersi dell’illegalità ad ogni livello.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 16 maggio 2009 @ 14:45:30
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 | Documenti: LA MAPPA DEGLI ELETTI E DEI NOMINATI DI CREMONA E PROVINCIA |
UN ESERCITO DI OCCUPAZIONE, UNA OCCUPAZIONE PARTITOCRATICA DEL PAESE
GLI ELETTI NEI CONSIGLI COMUNALI E PROVINCIALE
Presidente, sindaci e Assessori: n. 527 Consiglieri comunali e prov.li: n. 1.208 Totale: n. 1.735
I NOMINATI IN PROVINCIA DI CREMONA (in Enti, Aziende e Fondazioni)
Presidenti: n. 71 Consiglieri: n. 330 Totale: n. 401
INCARICHI ESTERNI-CONSULENZE (ANNO 2008)
Comune di Cremona: n. 214 Altri Comuni e Provincia: n. 500 (stima) Totale incarichi esterni: n. 714
RIEPILOGO GENERALE
TOTALE ENTI: n. n. 187 TOTALE ELETTI E NOMINATI: n. 2.136 TOTALE CONSULENTI: n. 714 TOTALE GENERALE: n. 2.850
(nella foto, il manifesto radicale relativo alle elezioni amministrative del 1983)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 16 maggio 2009 @ 14:37:01
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 | Documenti: LA MAPPA DEGLI ELETTI E DEI NOMINATI DI CREMONA E PROVINCIA |
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009
UN ESERCITO DI CANDIDATI
Rinnovo del Consiglio Comunale di Cremona:
Candidati a Sindaco: n. 9 Candidati al Consiglio comunale: n. 608 Totale Candidati: n. 617
Rinnovo del Consiglio Provinciale di Cremona:
Candidati a Presidente: n. 7
Candidati al Consiglio provinciale : n. 240 Totale Candidati: n. 247
TOTALE CANDIDATI AL COMUNE E ALLA PROVINCIA DI CREMONA:
n. 864, di cui circa 710 quelli residenti a Cremona.
RAPPORTO FRA CANDIDATI E POPOLAZIONE DI CREMONA: 1 Candidato ogni 100 abitanti.
(nella foto, il manifesto radicale relativo alle elezioni amministrative del 1983)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 16 maggio 2009 @ 14:23:47
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 | Documenti: CONFERIMENTO CITTADINANZA ONORARIA AL DALAI LAMA |
CREMONA: CONFERITA LA CITTADINANZA ONORARIA AL DALAI LAMA
Oggi pomeriggio, 20 aprile 2009, prima dell’inizio dei lavori del Consiglio Comunale, il sindaco Gian Carlo Corada, a nome della città di Cremona, ha conferito a Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama del Tibet e Premio Nobel per la Pace, la cittadinanza onoraria. A ricevere il prestigioso riconoscimento il Dalai Lama ha inviato il suo rappresentante ufficiale in Svizzera, Capo del Tibet Bureau di Ginevra, Tseten Samdup. La motivazione della cittadinanza onoraria - contenuta in una pergamena che il Sindaco ha consegnato all'illustre ospite - è la seguente: «Quale riconoscimento dell’azione svolta in difesa della libertà e della pacifica convivenza tra i popoli e quale atto di solidarietà nei confronti del popolo tibetano». La cerimonia si è conclusa con l'audizione dello “Stradivari 1715”, il violino più prestigioso della collezione “Gli archi del Palazzo Comunale di Cremona”. Come ha sottolineato il sindaco Corada nel suo discorso ufficiale, il conferimento della cittadinanza onoraria al Dalai Lama rappresenta il coronamento di oltre dieci anni di iniziative promosse dai radicali cremonesi, sempre accolte dalle istituzioni locali, per un Tibet autonomo e una Cina democratica, per la libertà religiosa ovunque nel mondo. L’esposizione permanente della bandiera tibetana all’interno del Palazzo comunale e all’esterno, in occasione dell’anniversario del 10 marzo, rappresenta il simbolo di questa lunga e difficile battaglia transnazionale.
(nella foto, da sinistra, Tseten Samdup, Sergio Ravelli, il sindaco Gian Carlo Corada, il presidente del Consiglio comunale Pierluigi Rotelli)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 20 aprile 2009 @ 22:25:37
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 3 al 5 Aprile 2009, udite le relazioni di Segreteria e Tesoreria, le approva. Il Comitato, individua come assolutamente necessaria al dibattito politico, elettorale e referendario la conoscenza dei connotati costitutivi e dei gravi episodi che dimostrano le responsabilità dell’attuale Regime italiano nella scomparsa della legalità costituzionale della democrazia e dello stato di diritto; ritiene che, anche in conseguenza dell’ostracismo dell’informazione, in particolare quella radio-televisiva pubblica, spetti ai Radicali il dovere di fornire la indispensabile, rigorosa documentazione indispensabile a tale opera di verità; ritiene altresì che sia giunto il momento di passare dalla fase della lunga, profonda e fortissima resistenza del popolo italiano, a quella della lotta di Liberazione per la restaurazione della legalità democratica e la conquista di una radicale riforma “americana” del Regime;
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 07 aprile 2009 @ 18:57:29 Continua...
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 | Documenti: PRESENTAZIONE DEL LIBRO "RADICALE IGNOTO" DI SERGIO RAVELLI |
Venerdi 13 marzo 2009 Libreria Mursia di Milano
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI SERGIO RAVELLI “RADICALE IGNOTO” Appassionatamente radicale Fatti, aneddoti, ricordi
Nella foto, da sinistra, Valter Vecellio, Sergio Ravelli, Alessandro Litta Modignani, Lorenzo Strik Lievers
La registrazione dell’evento è disponibile sul sito internet di Radio Radicale, al seguente indirizzo:
http://www.radioradicale.it/scheda/274769/radicale-ignoto-appassionatamente-radicale-fatti-aneddoti-ricordi
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 marzo 2009 @ 21:09:44
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 | Documenti: FIACCOLATA PER LA LIBERTA' DI ELEUNA ENGLARO |
18 GENNAIO: FIACCOLATA PER LA LIBERTA' DI ELUANA
Il Comitato nazionale di Radicali italiani, in merito alla vicenda di Eluana Englaro, di fronte alla subdola e vergognosa campagna di pressione e di vero e proprio linciaggio cui viene sottoposto il padre, Beppino Englaro: - approva la denuncia presentata dai dirigenti di Radicali italiani, dell’Associazione Luca Coscioni e di Nessuno Tocchi Caino, nei confronti del ministro Maurizio Sacconi per la ricattatoria ed eversiva circolare inviata alle strutture sanitarie del Paese per impedire l’applicazione della sentenza della Corte di Cassazione; - invita i parlamentari, i dirigenti e i militanti radicali ad esprimere la propria solidarietà alla famiglia Englaro, partecipando a Lecco il 18 gennaio prossimo alla fiaccolata in occasione del diciottesimo anniversario dell’incidente che ha causato il coma irreversibile e la lunga agonia di Eluana.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 gennaio 2009 @ 13:07:58
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE APPROVATA
Il Comitato nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma il 9, 10, 11 gennaio 2009, udite le relazioni della Segretaria e del Tesoriere, le approva; premesso che: - ai radicali continua ad essere negata ogni possibilità di comunicazione, di confronto e di dibattito attraverso i mezzi di informazione pubblica e privata, mentre da anni viene pervicacemente falsata, stravolta e mistificata la stessa comunicazione politica, ridotta ormai a mero cicaleccio e scambio di battute; - sulle grandi questioni riguardanti i diritti civili, la giustizia, le riforme istituzionali dello Stato e le libertà economiche, tutti i sondaggi continuano a rivelare una straordinaria sintonia tra le proposte riformatrici dei radicali e la maggioranza dell’opinione pubblica italiana; - conferma la valutazione congressuale per la quale, nonostante l’apparente, schiacciante, sproporzione delle forze, il movimento radicale nel suo complesso debba candidarsi ad essere forza alternativa di governo, da contrapporre al ceto partitocratico responsabile dell’attuale dissesto, e per questo sicuramente incapace di porvi rimedio; e invita gli organi dirigenti a porre in atto le iniziative necessarie per tentare di coinvolgere le energie politiche, morali e intellettuali presenti nel Paese, fin qui compresse e impedite ad esprimersi dall’attuale assetto politico; a questo fine, auspica la convocazione di una grande Assemblea affinché si possa incardinare la riforma della “galassia” radicale; - impegna quindi gli organi dirigenti di Radicali italiani ed ogni militante e iscritto al Movimento, ad intensificare gli sforzi per riuscire ad ottenere per ogni livello della vita pubblica e amministrativa la rapida adozione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati che consenta una vera e propria radiografia, innanzitutto attraverso lo strumento telematico, di ogni momento della vita delle istituzioni e dei loro componenti, a partire dalle prime risposte positive che si sono avute da parte di alcuni enti locali, e utilizzando anche gli strumenti di iniziativa e di democrazia diretta. Questa iniziativa costituisce un primo, indispensabile passo per la riconquista della trasparenza nella vita delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche, e può costituire risposta concreta alla “questione morale”, che è in realtà questione politica, di rispetto delle regole, di legalità e di funzionamento della democrazia; - impegna inoltre il Movimento – gli organi dirigenti ad ogni livello e tutti gli iscritti – a fare il massimo degli sforzi per sostenere la campagna di iscrizioni a “pacchetto” a tutti i soggetti radicali, per assicurare le condizioni minime indispensabili al funzionamento delle strutture comuni e a Radicali italiani.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 gennaio 2009 @ 12:57:43
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 | Documenti: MARCO PANNELLA A DHARAMSALA INCONTRA IL DALAI LAMA |
PANNELLA INCONTRA IL DALAI LAMA E IL PRIMO MINISTRO DEL GOVERNO TIBETANO IN ESILIO.
BUON ANNO RADICALE A TUTTI !
Dharamsala, 29.12.2008 - Nel corso degli incontri con le massime autorità parlamentari tibetane e i rappresentanti dei movimento degli studenti e dei giovani tibetani si sono discusse forme di collaborazione ufficiali tra il Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito e la leadership tibetana per la conquista di un Tibet libero all'interno di una Cina Libera.
(foto di Mihai Romanciuc)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 29 dicembre 2008 @ 14:27:26
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 | Documenti: IN MEMORIA DI PIERGIORGIO WELBY |
SABATO 20 DICEMBRE 2008 - ore 17,30 Cortile Federico II di palazzo Comunale “LA PAROLA A PIERGIORGIO WELBY”
Era ieri o un miliardo di anni fa? E' successo veramente o sono prigioniero di un gioco
incominciato per caso e che non riesco più a interrompere?
Perché non compaiono le fate, i maghi, gli esseri incantati che possano ridarmi le mie gambe, le mie braccia, le mie mani stregate... (p.w.)
(nella foto, i partecipanti all'evento: Alberto Cappellini, Gigi Rotelli, Giovanna Lazzari, Uliana Garoli, Ermanno de Rosa, Cristina Manfredini)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 22 dicembre 2008 @ 16:46:58
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 | Documenti: IN MEMORIA DI PIERGIORGIO WELBY |
SABATO 20 DICEMBRE 2008 - ore 17,30 IL MESSAGGIO DI MINA WELBY
In questi versi di Piero Welby c'è un compendio di vita, vissuta da lui con delusione iniziale, poi ripresa con caparbietà e ironia per fare di un male un bene incommensurabile e mai sognato da lui stesso, per noi tutti che siamo l'Italia in ricerca della riscossa per i diritti della persona. Lui sapeva di morire senza la vittoria in tasca, ma ci ha lasciato un'eredità che noi tutti, Radicali e non solo, ma anche cittadini senza alcuna appartenenza, abbiamo accolto e con determinazione continuiamo a fare sempre più nostra. Questo 20 dicembre, secondo anniversario del suo olocausto per la libertà di decidere di tutti i cittadini, ci ricorda che esistono valori più alti della vita stessa. Questa giornata cade in un periodo di grande discussione sull'esecuzione della sentenza del giudice per la liberazione di Eluana da uno stato innaturale tra una non vita e una non morte. Si può parlare di veri e propri tentati attentati alla nostra Costituzione. Noi con la nostra raccolta firme lanciata in tutta Italia cerchiamo di tener vivo e onorare il ricordo di Piero. Sappiamo che solo con una battaglia serrata riusciremo a uscire dagli attentati alla libertà della persona, dove terapie non volute vengono inflitte a molti malati; uscire dal tunnel di una morte illegale, non richiesta dalla persona. Le parole di Welby sono rivolte al Parlamento: "Le scelte che avete di fronte sono scelte che vanno dritte al cuore della vita e della morte. Ciò detto, è indispensabile chiarire che, nell'affrontare le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie inguaribili e incurabili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Chi deve rispondere a queste domande, inquietanti, ma ineludibili, che aumentano con l'aumentare della 'potenza' dell'apparato tecnoscientifico? In Europa alcuni stati hanno risposto con leggi, altri si apprestano a farlo, qualunque siano le convinzioni personali, si deve prendere atto che la tendenza generale va nel senso di un sempre maggiore rispetto della volontà espressa dagli interessati e di una minore discrezionalità del medico." Ecco noi siamo gambe, braccia e mani di Piero nella battaglia che lui ha ideato e promosso con il suo corpo "stregato" dalla malattia. Noi lo facciamo vivere e agire come avrebbe voluto lui. Mina Welby
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 22 dicembre 2008 @ 16:45:21
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 | Documenti: IN MEMORIA DI PIERGIORGIO WELBY |
SABATO 20 DICEMBRE 2008 - ore 17,30
“LA PAROLA A PIERGIORGIO WELBY”
Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa (p.w.)
(nella foto l'attore Francesco Maria Liborio)
L'intera registrazione della manifestazione è disponibile sul sito www.radioradicale.it
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 22 dicembre 2008 @ 16:30:11
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 | Documenti: PENA DI MORTE: NUOVA RISOLUZIONE ONU PRO MORATORIA |
L'ONU APPROVA UNA NUOVA RISOLUZIONE PER LA MORATORIA DELLA PENA DI MORTE
La Terza Commissione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato, per il secondo anno consecutivo, la bozza di risoluzione sulla 'Moratoria sull'uso della pena di morte'. Hanno votato a favore 105 paesi, contro 48, si sono astenuti 31. Rispetto alla risoluzione approvata dalla stessa Commissione l'anno scorso, sono aumentati di 6 i voti a favore, sono diminuiti di 4 i contari, mentre gli astenuti sono stati 31, due in meno rispetto al 2007. "Il voto al Palazzo di Vetro registra il trend positivo verso l'abolizione della pena di morte nel mondo in atto da almeno dieci anni e premia i nostri sforzi volti a porre fine, attraverso le moratorie, all'aberrazione di uno Stato che per difendere Abele diventa Caino," ha commentato Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. La Risoluzione è stata introdotta all'Assemblea dal rappresentante del Cile, a nome di una coalizione di Paesi rappresentativi di tutti i continenti. I co-sponsor della Risoluzione sono stati quest'anno 89, due in più dell'anno scorso, tra cui lo stesso Cile. I paesi pro pena di morte hanno presentato 7 emendamenti, tra cui due volti ad affermare il principio della sovranità interna degli Stati, che se approvati avrebbero indebolito la portata politica del testo. Sono stati tutti respinti con uno scarto maggiore rispetto all'anno scorso. In sostanza, il testo – molto più conciso di quello del 2007 - si concentra sulla moratoria e, rilanciando la risoluzione dello scorso anno, saluta favorevolmente la decisione degli Stati che hanno messo in atto tale moratoria. Ricordando all'Assemblea la tendenza globale verso l'eliminazione della pena di morte, il testo accoglie con favore il Rapporto del Segretario Generale sulla materia. Il testo, la cui approvazione definitiva da parte dell'Assemblea Generale è prevista a metà dicembre, stabilisce anche che l'Assemblea ritornerà a discuterne tra due anni.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 23 novembre 2008 @ 07:55:56
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 | Documenti: INAUGURAZIONE DELLA CITTADELLA GIUDIZIARIA DI CREMONA |
INAUGURAZIONE DELLA NUOVA CITTADELLA GIUDIZIARIA? PER NOI RADICALI C'E' PROPRIO POCO DA FESTEGGIARE!
Come nel resto di Italia, ecco alcuni numeri cremonesi dello sfascio della Giustizia (dal 1° luglio 2006 al 30 giugno 2007): - Aumento dei Procedimenti penali in arretrato: 14.209 (+ 1,73 %) - Numero dei Procedimenti penali archiviati perché l’autore è rimasto ignoto: 403 su 816 esauriti nel complesso (cioè quasi la metà !!!) - Numero dei Procedimenti penali i cui termini di indagine sono scaduti: 1.456 - Aumento dei Procedimenti civili ordinari in arretrato: 2.341 (+ 2,93 %).
ALCUNE PROPOSTE RADICALI per LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA: - L’abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale - La separazione della carriere - La responsabilità civile dei magistrati - La riforma del Consiglio Superiore della Magistratura. (nella foto i partecipanti alla conferenza stampa tenutasi l'8.11.2008 in corso Campi: Fabio Favalli, Sergio Ravelli e Michele Rana)
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 novembre 2008 @ 17:55:48
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 | Documenti: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD |
LA DICHIARAZIONE DI ERMANNO DE ROSA
Un primo obbiettivo è stato raggiunto: verso l’obbiettivo di effettuare primarie per la scelta del candidato sindaco del PD di Cremona che siano trasparenti e democratiche, si stanno compiendo tutti i piccoli passi che consente un regolamento applicato per la prima volta. Conosceremo Sabato l’esito degli sforzi che stiamo facendo con il Presidente del Comitato organizzatore primarie Mariella Laudadio per raccogliere firme di adesione alla mia candidatura tra i fondatori dei circoli ed i membri dell’Assemblea cittadina, raccolta che si terrà comunque presso la sede PD di via Ippocastani da oggi a Venerdì dalle 15 alle 20 e Sabato dalle 9 alle 12. Il regolamento è rigidamente vincolato all’approvazione avuta dall’Assemblea cittadina e fatto per tempi di raccolta firme con metodi tradizionali ben superiori a quelli disponibili oggi. L’uso della posta elettronica è purtroppo molto limitato dalla scarsa disponibilità di indirizzi ed il comunicato che il comitato organizzatore diffonde per questa via raggiungerà meno del 10% dei possibili sottoscrittori.
Nonostante l’obbiettivo principale di raggiungere le primarie rischi di restringersi alla individuazione dei vincoli e delle rigidezze che l’attuale regolamento presenta, ho ritenuto di poter accettare il compromesso per me gravoso di sottoscrivere i documenti che il regolamento impone ad ogni aspirante candidato.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 novembre 2008 @ 19:22:35
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 | Documenti: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD |
IL COMUNICATO DEL COMITATO ORGANIZZATORE DELLE PRIMARIE
Il Comitato organizzatore delle primarie del Partito Democratico ha ricevuto questa mattina la delegazione dei radicali cremonesi, i quali hanno ufficialmente presentato la candidatura di Ermanno De Rosa alle elezioni primarie per la scelta delo candidato del PD al ruolo di Sindaco di Cremona nelle elezioni del 2009. Il sig. Ermanno De Rosa è attualmente segretario dell’Associazione radicale Piero Welby. Iscritto al Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale, Transpartito. Iscritto a Radicali Italiani, all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Il Comitato informa che, secondo il Regolamento per lo svolgimento di elezioni primarie (Art.2, comma 3), entro le ore 12 di sabato 8 novembre 2008 dovranno essere depositate le firme necessarie. Si informano i componenti l’Assemblea cittadina del PD ed i fondatori dei Circoli del partito (elettori del 27.1.2008), che è possibile firmare per la suddetta candidatura da martedì 4 novembre a sabato 8 novembre alle ore 12. Su richiesta del candidato il Pd, per la raccolta delle firme, mette a disposizione la sede di via Ippocastani n.2, da martedì a venerdi, ore 9/12 e 15/20, e sabato, dalle 9 alle 12. Cremona, 4/11/2008 - Mariella Laudadio, Presidente del Comitato Organizzatore delle Primarie
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 novembre 2008 @ 19:18:55
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 | Documenti: LA CANDIDATURA DI ERMANNO DE ROSA ALLE PRIMARIE PD |
APPELLO DI ERMANNO DE ROSA AI FONDATORI DEI CIRCOLI PD ED AI COMPONENTI L’ASSEMBLEA CITTADINA
Sono un compagno Radicale, un compagno dei nove parlamentari impegnati nel PD e col PD nel difficile compito di dare vita ad una opposizione democratica in una situazione politica che tende sempre più all’antidemocrazia. Con voi e come voi , con spirito di servizio alla città, voglio aiutare per quanto posso il successo elettorale del nostro partito alle prossime amministrative comunali. Credo infatti che il PD, nato di recente con dichiarazioni che lo proclamano democratico e riformatore, stante la deriva decisionista ed autoritaria avvertibile nella maggioranza di governo e quella populista in entrambi gli schieramenti, possa divenire capace delle riforme democratiche necessarie a tutti i livelli dello Stato. Il metodo delle primarie, applicato alla scelta dei candidati è la prima delle riforme che da concretezza a questa promessa. È un metodo che abbiamo già applicato in forma plebiscitaria e che è tempo di fare evolvere alla forma di un confronto fra contendenti in gara per dare forza alla stessa causa. Penso possiate riconoscere con me che questa forma sia autenticamente popolare e non populista e, come tale, più democratica. Per questo è anche più efficace al fine di rafforzare l’immagine innovativa del partito e la candidatura che esprimerà. Penso anche che tutto questo si traduca in un obbiettivo comune che merita di chiedervi ed offrirvi in cambio qualche sacrificio di natura personale e politica. Visto che nessun altro si è fatto avanti, vi chiedo di sostenere con la vostra firma la mia candidatura alle primarie per la scelta del candidato sindaco PD pur non potendomi considerare fra i vostri compagni di strada di più lungo cammino. Riconosco inoltre di costringervi a considerare nella mia candidatura il fatto che sottoscrivo per accettazione codice etico e statuto del PD pur dichiarando contestualmente che li ritengo migliorabili in senso democratico. Vi assicuro, in cambio, un impegno personale che mi sarei egoisticamente risparmiato, trattandosi di confrontarmi con il sindaco uscente Giancarlo Corada nonostante la stima che gli porto per l’esperienza e per le battaglie sostenute insieme sui diritti umani, la democrazia per il Tibet e la Cina, la moratoria internazionale delle esecuzioni capitali. Nel merito dei contenuti che darei al confronto è fondamentale la linea della trasparenza da dare a tutti gli atti della attività amministrativa in tutte le istituzioni. A qualsiasi cittadino deve essere data facoltà effettiva di “conoscere per deliberare” facilitando in ogni modo e coi mezzi che le moderne tecnologie mettono a disposizione, la diffusione delle informazioni e promovendo una vera e propria cultura del controllo degli elettori sugli eletti. Metto in questa linea l’iniziativa stessa delle primarie che serve principalmente a far conoscere uomini e programmi sia per chi si accinge a scegliere il suo candidato che per tutto l’elettorato cittadino.
Vi metto anche tutti i temi che maggiormente hanno interessato la città in questi ultimi anni, come la questione ambientale della qualità dell’aria e del rapporto di Cremona col Po; temi sui quali l’esperienza amministrativa fatta dal sindaco uscente non mancherà di trainare il dibattito. La sottoscrizione della mia candidatura potrà essere fatta presso la sede del Partito Democratico di via Ippocastani, da mercoledì a venerdi, dalle 15 alle 20, e sabato 8 novembre, dalle 9 alle 12.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 novembre 2008 @ 15:14:08
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 | Documenti: ASSEMBLEA ANNUALE DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY |
I NUOVI RESPONSABILI DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY DI CREMONA
Nel corso dell’assemblea dell’Associazione Piero Welby di Cremona tenutasi in data 25 ottobre 2008 si è proceduto al rinnovo degli organi statutari. All’unanimità, sono risultati eletti: Ermanno de Rosa, per l’incarico di segretario Sergio Ravelli, per l’incarico di tesoriere Mina Welby, in qualità di presidente Il neo segretario ha quindi proceduto alla nomina dei componenti della giunta, nelle persone di: Fabio Favalli - Gino Ruggeri - Volfango Pasquinoli - Mario Verardi - Tommaso Caracappa
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 26 ottobre 2008 @ 18:04:58
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 | Documenti: IL LIBRO DEL DOTTOR MARIO RICCIO |
STORIA DI UNA MORTE OPPORTUNA Il diario del medico che ha fatto la volontà di Welby
«Il caso Welby raccontato in prima persona dal medico che ne è stato protagonista. «Riccio ci dà una lezione di moralità professionale, che in primo luogo consiste nell’assumere fino in fondo le proprie responsabilità di fronte al vero protagonista della vicenda, la persona che chiede collaborazione per poter continuare a governare la propria vita in una condizione di libertà ormai preclusa dalla situazione del corpo.» dalla Prefazione di Stefano Rodotà
(SIRONI Editore)
Mario Riccio, anestesista rianimatore presso l'ospedale di Cremona, è membro del consiglio direttivo della Consulta di Bioetica Onlus e dell'Associazione Luca Coscioni alle quali devolve i diritti d'autore del libro.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 16 ottobre 2008 @ 00:49:32
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI LA MOZIONE GENERALE APPROVATA A MAGGIORANZA
Il Comitato nazionale di Radicali italiani, tenutosi a Roma dal 26 al 28 settembre 2008, prende atto con soddisfazione che l’iniziativa rivolta ai diversi livelli della vita pubblica regionale provinciale e comunale oltre che a quello parlamentare per ottenere l’adozione di una Anagrafe pubblica degli eletti e delle istituzioni è stata validamente avviata attraverso l’invio di progetti di delibera ai Presidenti dei diversi Enti e con il coinvolgimento delle forze politiche sia di governo che di opposizione che ha riscontrato le significative prime adesioni di Presidenti di Regione, di Sindaci e di Consiglieri comunali di diverse parti politiche. Impegna gli organi del Movimento a proseguire ed intensificare l’iniziativa attraverso una mobilitazione delle associazioni radicali nei quattro fine settimana che ci separano dal Congresso attraverso la raccolta di firme e un impegno straordinario sul fronte dell’autofinanziamento; in particolare, nel quarto fine settimana di ottobre la concentrazione sarà nei capoluoghi di Regione... Approva e sostiene la candidatura di Giulia Innocenzi a segretario dell’organizzazione giovanile del Partito Democratico. In particolare, fa proprie le ragioni della sua battaglia per tentare di trasformare le primarie che si svolgeranno il 17 e 18 ottobre in un evento di vera partecipazione democratica, per affermare i principi di legalità e di libertà di associazione e per poter portare al centro del dibattito dei giovani del Partito Democratico e non solo di essi, le lotte radicali di Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, e per evitare il ripetersi di quanto accaduto in occasione delle precedenti primarie che portarono all’estromissione delle candidature di Marco Pannella ed Emma Bonino.
Il Comitato di Radicali Italiani di fronte all’offensiva clericale sul testamento biologico, che secondo autorevoli esponenti vaticani non deve considerare come cure l’alimentazione, l’idratazione e la ventilazione artificiali, ribadisce la difesa e la tutela della volontà del malato, il suo consenso informato, il suo inalienabile e costituzionalmente garantito diritto alla liberà di scelta. Decide di fare del VII Congresso di Radicali italiani un’occasione di conoscenza e di valorizzazione delle storie, della militanza e dell’impegno dei Radicali storici, che molto spesso sono anche “Radicali ignoti”. Questo evento può rappresentare l’inizio di un approfondimento dell’analisi e della ricostruzione della storia del Partito, attraverso quella dei suoi iscritti: di coloro che lo hanno scelto per decenni e di coloro che solo una volta, in occasione di una particolare iniziativa vi hanno aderito; di coloro che lo hanno scelto a quindici o venti anni e di coloro che lo hanno scelto a quaranta, sessanta, ottanta anni. Il Comitato invita tutti gli iscritti e i militanti radicali a far conoscere questa delibera in vista del Congresso che si terrà dal 30 ottobre al 2 novembre 2008.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 29 settembre 2008 @ 23:42:16
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 | Documenti: APPELLO A TUTTI GLI ELETTORI DI EMMA BONINO |
EMMA BONINO: APPELLO AL VOTO PER
LE LISTE DEL PARTITO DEMOCRATICO
Il 13 e 14 aprile sarete chiamati a decidere se volete un Paese governato da Berlusconi o da Veltroni. Noi Radicali questa scelta l’abbiamo fatta, ci siamo schierati con Veltroni e nove di noi sono candidati nelle liste del Partito Democratico, perché riteniamo sia il modo più efficace per dare una reale possibilità di successo alle nostre battaglie di sempre: perché questo nostro Paese possa finalmente essere più laico, più liberale e più moderno. Vogliamo un Paese più laico, dove tutti, credenti, non credenti e diversamente credenti, godano degli stessi diritti e dove le scelte di ciascuno vengano rispettate. Un Paese dove il diritto di scelta delle donne, sulla maternità responsabile come sulla procreazione medicalmente assistita, non debba essere costantemente difeso. Vogliamo un Paese più liberale, più efficiente, più competitivo e più “giusto” nell’offrire opportunità, dove chi merita sia premiato, dove l’eccellenza non sia costretta a cedere il passo di fronte ad interessi corporativi o, peggio ancora, di bottega. Vogliamo un Paese più moderno, che sappia guardare al futuro e sia in grado di utilizzare tutte le risorse di cui dispone. Per questo mi rivolgo innanzitutto alle donne, potenziale motore di sviluppo e di crescita, ma troppo spesso costrette in un ruolo di subalternità stereotipata e relegate a compiti di cura e di gestione domestica. Mi rivolgo inoltre a tutti coloro che negli anni hanno votato per noi Radicali, anche una sola volta, che hanno apprezzato il mio lavoro di militante come di Commissaria europea e di ministro. A tutte questa persone vorrei dire che la pattuglia radicale nelle liste del Partito Democratico, nel rispetto e nel quadro del programma sottoscritto, è determinata a continuare le battaglie per l’affermazione dei diritti civili e umani in Italia e nel mondo, per una giustizia giusta, per la legalità delle istituzioni e lo Stato di diritto. Infine mi rivolgo a quanti sono tentati di non andare votare perché delusi dalla classe politica e a quelli che, invece, sono ancora incerti, per dire loro che non esercitare il diritto-dovere di voto significa semplicemente delegare ad altri una scelta importante, che coinvolge la vita di ciascuno. Vorrei ricordare loro che l’alternativa allo schieramento guidato da Veltroni è il ritorno di un’alleanza politica che in cinque anni di governo, dal 2001 al 2006 e con una maggioranza blindata sia alla Camera che al Senato, non ha saputo mettere ordine nei conti pubblici e non ha realizzato nessuna delle riforme annunciate in campagna elettorale.
Con l’attuale legge elettorale, ogni singolo voto può fare la differenza. Votare le liste del Partito Democratico, alla Camera e al Senato, in Piemonte come nel resto d’Italia, rappresenta oggi l’unica reale possibilità di rinnovamento per un Paese che non vuole restare al palo, ma al contrario è determinato a guardare al futuro. (nella foto, Emma Bonino a Cremona il 3.4.2008)
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 11 aprile 2008 @ 14:14:51
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 | Documenti: APPELLO A TUTTI GLI ELETTORI NE' PD, NE' PDL |
APPELLO A TUTTI GLI ELETTORI COME NOI (cioè né PD, né PDL) PER VOTARE INSIEME VELTRONI. Ora l’obiettivo da perseguire è uno solo: eleggere Veltroni, votare Veltroni. E’ vitale specie se non si è del suo Partito… democratico. Noi radicali non siamo e non saremo mai di QUESTO Partito Democratico. Ma rivolgiamo un appello, pur difficile ma fiducioso, alle donne e agli uomini che – come noi – non sono del PD ma che nel corso della loro vita hanno tante volte votato con noi, con i nostri referendum, e hanno così concorso a dare all’Italia le uniche grandi riforme civili della sua storia contemporanea. Tornino a farci fiducia, se ritengono che l’abbiamo meritata per quel che, grazie anche a Radio Radicale, abbiamo iscritto nel loro vissuto, come pagine ancora importanti e positive della loro esistenza, e di quelle altrui. …Ma perché mai votate Veltroni, e PD?–ci chiedono e si chiedono. La risposta è semplice: presidente Veltroni o Berlusconi? Noi non esitiamo un attimo. La scelta è chiarissima: Veltroni. Berlusconi ha già governato: con cento deputati e cinquanta senatori di maggioranza, e per un’intera legislatura. L’Italia che ha dovuto lasciare a Prodi era quella che lamentiamo tuttora, con un risanamento nel profondo operato da un governo che ha preferito l’impopolarità del civilmente doloroso e necessario all’irresponsabilità della demagogia e dell’imbonimento cicaleggiante notte e dì. E’ “a sinistra” che rischia di cascar l’asino. Qui si sta definitivamente chiudendo una fase storica: i comunisti e (per ora) alleati stanno riducendosi a quelle che sono le loro tradizionali dimensioni nei paesi democratici europei, sicchè perfino i ceti operai forniscono un apporto maggiore alla Lega bossiana che a loro; e franano verso il Berlusca. Insomma questa Italia disastrata, per la prima volta da molto tempo, è piena di fermenti del nuovo, e il suo popolo è gravido ormai di una grande Riforma radicalmente laica, liberale, socialista, federalista; anglosassone e americana. …E’ per il voto per Veltroni che per noi passa un “dopo” di speranza democratica e migliore per tutti noi.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 10 aprile 2008 @ 16:02:24
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 | Documenti: MANIFESTAZIONE ELETTORALE CON EMMA BONINO |
GIOVEDI 3 APRILE 2008 PALAZZO CITTANOVA DI CREMONA
...ROSE ROSSE PER EMMA ...E UNA DEDICA
EMMA Al fiore è stretta la forza del pugno che batte sul petto suppliche inascoltate,
alle parole asciutte l’energia inesausta di mani che fanno rifiorire la terra.
(E. de Rosa)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 aprile 2008 @ 14:09:42
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 | Documenti: MANIFESTAZIONE ELETTORALE CON EMMA BONINO |
EMMA A CREMONA: IL COMMENTO DI DE ROSA
C’è del malumore fra i compagni Radicali. Li capisco, è il mio stesso stato d’animo. Per la sventata defezione SDI dalla Rosa nel Pugno, per le scelte che il PD ha così potuto imporre: di non apparentare una lista Bonino, di fare quelle esclusioni. Malumore giustificato, anzi inevitabile. Se però vogliamo restare coerenti con il metodo radicale di derivare le scelte politiche da analisi realistiche delle situazioni del momento, il malumore deve limitarsi ad uno stato d’animo. Per lasciare subito il posto ad ulteriori disponibilità di presenza nonostante tutto. Consapevoli di poter contare su piccoli passi verso la riforma democratica dell’Italia, quando non di dover constatare arretramenti. Allora scopriremo anche opportunità nuove. Come quella intravista in una godibile serata di simpatia fra Emma ed una platea di popolo PD, in prevalenza ex DS, a Cremona. Dopo l’approccio: ”Emma sei un ministro formidabile, il nostro non è un semplice accordo elettorale”. “Grazie, la nostra è una alleanza elettorale e politica (perché noi Radicali abbiamo scelto Veltroni fra i due) e saremo lealmente uniti nel gruppo parlamentare”. Dopo questo approccio viene il pezzo forte di Emma: saremo amici nel fare politica con la società che continua a muovere istanze politiche fuori dal Parlamento durante il trascorrere della legislatura, saremo amici presenti con le associazioni della galassia Radicale. Non il partito di lotta e di governo quindi, ma la formazione politica eletta che governa secondo il mandato, mentre nella società matura altra nuova politica da ascoltare e raccogliere. Non so per quanti dei presenti fosse nuovo questo discorso. Certo mi è sembrato accolto con naturale consenso. Faccio questa osservazione con la dovuta prudenza, ma il clima di partito accampato ad occupare e strutturare la sua fetta di società non si avvertiva, sembrava ci fosse posto anche per noi. Ancora qualche occasione di comunicazione come questa, prima donna (nel significato più alto del ruolo) e platea che si conquistano a vicenda, e qualcosa succederebbe certamente. Capace di scacciare i malumori. Ermanno de Rosa (nella foto, Emma Bonino con i radicali cremonesi)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 aprile 2008 @ 13:59:16
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 | Documenti: I RADICALI CREMONESI SCRIVONO AL PREFETTO |
I RADICALI AL PREFETTO DI CREMONA: "Contro la Costituzione, molti malati e molti detenuti non potranno esercitare il loro diritto di voto, a Cremona come in tutta Italia"
Preg.mo. Sig. Prefetto, nella prossima tornata elettorale molti cittadini italiani saranno esclusi dal diritto di voto. Si tratta di coloro che non possono muoversi da casa perché immobilizzati a causa di gravi invalidità o malattia e di migliaia di detenuti che, pur non avendo perso i diritti civili, non possono votare per mancanza di informazioni, o per la materiale difficoltà a disporre della necessaria tessera elettorale. Su questo chiediamo un incontro urgente per illustrarLe nel merito le nostre proposte e per verificare insieme quali possibili soluzioni possano essere predisposte - anche a livello locale - da qui al voto del 13 e 14 aprile. Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani, e Marco Cappato, segretario dell’Associazione Luca Coscioni, nei giorni scorsi hanno inviato una lettera al Ministro dell'Interno Giuliano Amato per chiedere provvedimenti urgenti, anche con riferimento alla Legge n.22 del 27.1.2006 che pur prevedendo il diritto di voto domiciliare dei malati intrasportabili esclude però chi, immobilizzato in un letto, non dipende “in modo continuativo e vitale da apparecchiature elettromedicali”. Eppure l'art. 48, comma 4, della nostra Costituzione parla chiaro: «Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge». Perché, dunque, il permanere di questa inaccettabile discriminazione? Abbiamo verificato le normative di altri Paesi, europei e non solo. Il risultato è inconfutabile: la violazione del diritto di voto di persone pienamente legittimate ad esercitarlo riguarda praticamente solo l'Italia. L'Italia sconta anche su questo un ritardo molto grande se si pensa che molti paesi a noi vicini prevedono il voto per corrispondenza, il voto a domicilio o per procura e, costantemente, mettono a disposizione di non vedenti e non udenti il massimo degli strumenti possibili. Certo sanare tutto ciò comporta investimenti come la produzione di schede elettorali in braille o la realizzazione di tutte le tribune politiche televisive usufruibili dai non udenti e aggiornamenti normativi importanti per aprire la strada a modalità di voto oggi precluse. La maturità di un Paese si misura anche, e soprattutto, su questo: consentire a tutti i cittadini di svolgere il principale dei diritti: il voto. Cordiali saluti. Ermanno de Rosa, Gino Ruggeri e Sergio Ravelli
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 27 marzo 2008 @ 17:47:28
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 | Documenti: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA A MARCO PANNELLA |
"BEVO ANCHE PER TE ALLA SALUTE DEL FUTURO" lettera di Ermanno de Rosa a Marco Pannella
Caro Marco, ti ho già scritto sull'entusiasmo con cui entrare nel PD per l'Italia e per la Democrazia. Ribadisco così: FATTO IL PARTITO DEMOCRATICO RESTANO DA FARE I DEMOCRATICI COME QUANDO, FATTA L'ITALIA RESTARONO DA FARE GLI ITALIANI. SPERIAMO CHE LE DUE COSE ARRIVINO A COMPIMENTO INSIEME. MAGARI CON ANCHE L'EUROPA E LA DEMOCRAZIA NEL MONDO. COME VEDI LE COSE DI CUI AVER SETE SONO MOLTE, FORSE TROPPE E NON CONVIENE SOFFRIRLE IN UN SOL SORSO. Bevo anche per te alla salute del futuro.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 07 marzo 2008 @ 15:43:53
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 | Documenti: RIUNIONE CONGIUNTA RADICALI ITALIANI E ASS. COSCIONI |
LA MOZIONE GENERALE APPROVATA ALL'UNANIMITÀ DAL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI Il Comitato Nazionale di Radicali italiani, riunito il 23 e 24 febbraio 2008 congiuntamente con l’Associazione Luca Coscioni, udite le relazioni d’apertura della Segretaria e della Tesoriera di Radicali italiani e del Segretario e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, le approva. Dà mandato perciò agli organi dirigenti di Radicali italiani, d’intesa con quelli dell’Associazione Luca Coscioni, di dare immediata esecuzione all’accordo politico-elettorale, nei termini in cui è stato proposto dal Partito Democratico con il candidato a Presidente del Consiglio Walter Veltroni, Segretario del Partito Democratico. Ringrazia le centinaia di personalità democratiche e laiche che hanno sottoscritto gli appelli per un’intesa fra una lista Radicale e quella del Partito Democratico e che hanno offerto la disponibilità immediata a candidarsi in tale lista in modo pieno o simbolico. Invita gli organi dirigenti a cogliere l’opportunità dell’accordo con il Pd per rilanciare gli obiettivi di una radicale riforma liberale dell’economia, della giustizia, delle istituzioni e del loro rientro nella legalità. Rivolge un appello ai Radicali, ai socialisti, ai laici e ai liberali perché non facciano mancare il sostegno all’accordo, contribuendo a rafforzare le proprie ragioni e speranze anche attraverso l’iscrizione ai soggetti della galassia radicale.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 24 febbraio 2008 @ 23:00:45
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 | Documenti: DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA |
"SONO D’ACCORDO CON BASE E SVILUPPI DELL’INTESA CON IL PARTITO DEMOCRATICO E CON WALTER VELTRONI"
Roma, 22.2.2008 - I compagni del Pd, giustamente, nel ribadire la loro proposta politica di accordo con i Radicali, dichiarano: “Ora tocca a loro”. Hanno ragione, e ancor più l’avranno – ne sono certo – con le decisioni formali che Radicali italiani e Associazione Luca Coscioni stanno per assumere. Siamo infatti da sempre ultraconvinti che in politica è la legge laica della opportunità, e del compromesso creativo, con la sua terzeità, che occorre ricercare e affermare. Da Gambetta, dalla Terza Repubblica francese così come dal laico pragmatismo anglosassone (se mi si consentono questi ennesimi miei richiami) è venuta affermandosi l’autentica storia Radicale contemporanea. Anche la mia presenza nelle Liste del Partito Democratico, nella loro componente Radicale, come e più di ogni altra deve essere valutata alla luce della sua opportunità per una comune impresa. Walter Veltroni non la ritiene opportuna. Io concordo: non necessaria ad alcunché, non opportuna. I 114 mesi di mia presenza nel Parlamento italiano, equivalenti a quelli di due sole intere legislature, stanno – credo – a confermarlo in modo eloquente. Tanto quanto il fatto che non sono stato quasi mai capolista delle Liste radicali in elezioni politiche, e che ho per decenni avuto per massimi dirigenti o donne o giovanissimi, può forse aiutare a comprendere quanto delle regole che secondino tali scelte da parte del Partito Democratico mi trovino naturalmente concorde. Marco Pannella
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 22 febbraio 2008 @ 21:09:16
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 | Documenti: UN APPELLO DI GIANFRANCO PASQUINO |
UN APPELLO DI GIANFRANCO PASQUINO (già senatore, professore ordinario di Scienza Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna)
Alle oltre 815 adesioni all’Appello pubblicato su il Riformista il 14 febbraio e alle oltre 160 adesioni di prestigiose personalità all’Appello di Miriam Mafai, Mario Pirani e Irene Bignardi, si aggiunge ora il seguente appello di Gianfranco Pasquino:
”Care Donne e Uomini dei Democratici di Sinistra confluiti nel Partito Democratico, la storia del Partito Radicale non si cancella perché sta scritta nelle battaglie e nelle conquiste civili, culturali e politiche della Repubblica italiana. Perché, però, non facendo un nobile accordo, volete cancellare la presenza in Parlamento dei Radicali e soprattutto privarvi della possibilità di costruire un futuro migliore, che tutti voi sicuramente desiderate e per il quale l'apporto dei Radicali è importantissimo, se non decisivo? Non di soli voti ha bisogno il PD, ma di un profilo alto, innovatore, europeo. Senza i Radicali, tutto sarà più difficile, se non praticamente impossibile.”
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 19 febbraio 2008 @ 17:41:57
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 | Documenti: Riunione Direzione di RI e Giunta dell’ALC: il documento finale |
RADICALI: NO ALLO SFASCISMO DELLE ELEZIONI SUBITO Roma, 2 febbraio 2008
La Direzione Nazionale di Radicali e la Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, riunite nei giorni 1 e 2 febbraio 2008
- giudicano una colpevole sciagura di stampo e di ispirazione nettamente sfascista l’interruzione della legislatura, con il blocco dell’iter di molte leggi tra cui, in primo luogo, quelle di attuazione del protocollo di intesa sul welfare, sottoscritto da tutte le parti sociali e approvato dalla schiacciante maggioranza dei lavoratori;
- denunciano da una parte l’atteggiamento populista e sfascista del leader del centrodestra, incurante degli interessi del paese, dall’altra la debolezza di un centrosinistra che ha saputo solo contrapporre una proposta di governo a termine per un’affrettata e improvvisata riforma della legge elettorale.
Tutto questo si è potuto e si può verificare nella violazione e nel disprezzo delle più elementari regole democratiche, che impediscono al Paese la conoscenza e la valutazione delle scelte che si stanno compiendo. In questo quadro la Direzione di Radicali Italiani e la Giunta dell’Associazione Luca Coscioni
- ritengono di dover proseguire – nelle poche ore che si hanno di fronte prima che ciò che appare scontato si realizzi – il tentativo di interlocuzione e di dialogo per scongiurare il salto nel buio delle elezioni subito e per rendere possibile l’aggregazione di forze e personalità liberali e riformatrici, che consenta di mettere a frutto e di non dissipare l’azione di governo che ha ricevuto il riconoscimento delle autorità europee.
A questo fine, e a maggior ragione nell’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere e indizione di nuove elezioni,
- si impegnano a definire un programma essenziale di riforme economiche che consolidino e rilancino i risultati positivi fin qui conseguiti.
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Postato da gino_ruggeri Sabato, 02 febbraio 2008 @ 20:08:36
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma l’11, 12 e 13 gennaio 2008, rivendica il merito di aver impedito alle forze del regime partitocratico presenti sia nella coalizione di maggioranza (i “buoni a nulla”) che in quella della cosiddetta opposizione (i “capaci di tutto”) di provocare la fine anticipata della legislatura, un disegno oggettivamente eversivo, sconfitto solo grazie alla prova di esemplare lealtà ed autodisciplina istituzionale e di autentico “governo” assicurata dal movimento radicale tanto nelle istituzioni, che in Parlamento e nel paese. E’ solo grazie all’impegno e all’azione radicale che si è evitato il vero e proprio irresponsabile salto nel buio che avrebbe implicato gravi ed imprevedibili conseguenze e la ricostruzione e il rafforzamento del blocco di potere e di regime mediante la ricomposizione, anche formale, dell’unità dei due schieramenti solo apparentemente contrapposti. Il Comitato sottolinea che - nonostante questo tentativo di restaurazione gravido di ulteriori pericoli per un paese ancora ad evidente rischio di declino, parzialmente scongiurato dall’azione radicale - cominciano a prospettarsi alcune potenzialità di diverso segno sul piano in particolare della politica economica anche strutturale: potenzialità ancora ampiamente inadeguate rispetto alle necessità del paese e tuttavia apprezzabili alla luce delle contraddizioni e della qualità di questa coalizione di centro sinistra.
(nella foto Sergio Ravelli, riconfermato vice presidente del Comitato)
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 15 gennaio 2008 @ 14:03:54 Continua...
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 | Documenti: ASSEMBLEA ANNUALE DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY |
ASSEMBLEA ANNUALE DELL’ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY LA MOZIONE POLITICA APPROVATA
L’Assemblea dell’associazione radicale Piero Welby, riunita all’Hotel Impero di Cremona il 22 dicembre 2007 udite le relazioni del Presidente e del Tesoriere, le approva; Ringrazia gli organi statutari e gli iscritti dell’Associazione per il notevole lavoro svolto, ampiamente documentato nel sito www.radicalicremona.it; L’Assemblea ringrazia i 53 cittadini che, con la loro iscrizione, hanno voluto dare forza all’Associazione; Saluta come un evento straordinario nella storia dell’umanità e un successo dei Radicali, del Governo Prodi, dell’intero Parlamento e del Paese, il voto espresso dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a favore della richiesta di Moratoria delle esecuzioni capitali nel mondo, obiettivo perseguito dal Partito Radicale e Nessuno Tocchi Caino da oltre 14 anni; Ricorda con affetto e orgoglio, nel primo anniversario della morte, Piergiorgio Welby e la sua esemplare battaglia per rendere possibile a tutti i malati la libertà di scelta nella fase terminale della loro vita. La vicenda Welby ha portato a una sentenza “storica”, in grado di modificare il rapporto degli italiani con le scelte di fine vita: è stato ribadito il diritto costituzionale del paziente al rifiuto delle terapie e quindi all’autodeterminazione, ma anche il dovere del medico di rispettarne la volontà; L’Assemblea rivendica la serietà e concretezza del metodo radicale che si realizza con la nonviolenza e l’autofinanziamento delle iniziative, con la determinazione per il raggiungimento degli obbiettivi e non con la mera enunciazione di valori o identità. Denuncia la pratica costante dell’illegalità da parte delle Istituzioni, a cominciare dallo scandalo tutto italiano degli 8 Senatori eletti e non proclamati, sostituiti da altri 8 nominati in sfregio alla norma scritta, senza che le più alte cariche dello Stato ritengano su questo di intervenire per tentare di riportare nel solco della legge questa incredibile vicenda. L’Assemblea si impegna a perseguire gli obbiettivi stabiliti dal Partito radicale nonviolento e dai soggetti che lo costituiscono, a partire dal Primo Satyagraha Mondiale per la Pace promosso da Marco Pannella, la cui massima intensità dovrà coincidere con le Olimpiadi che si terranno a Pechino dall'8 agosto e la Campagna “Dalla Moratoria Onu delle esecuzioni all’Abolizione della pena di morte in Africa”. Si impegna, inoltre, ad utilizzare gli strumenti di democrazia diretta a disposizione dei cittadini per il raggiungimento di obbiettivi locali coerenti con la politica e il metodo radicale. Stabilisce la quota d’iscrizione all’Associazione per il 2008 in 15 euro.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 23 dicembre 2007 @ 18:13:24
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 | Documenti: ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI PIERGIORGIO WELBY |
20 DICEMBRE 2007: PRIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI PIERGIORGIO WELBY
Dal libro "Lasciatemi morire" di Piergiorgio Welby:
“Com’è difficile vivere e morire in un Paese dove il Governo fa i miracoli e la Conferenza episcopale “fa” le leggi. Come è difficile parlare di eutanasia e libertà civili in un Paese dove i soli autorizzati a parlarne con autorevolezza sembrano essere Mastella e Ratzinger…”.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 20 dicembre 2007 @ 23:13:57
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 | Documenti: MORATORIA UNIVERSALE DELLE ESECUZIONI CAPITALI |
UNA VITTORIA STORICA, UNA VITTORIA RADICALE!
New York, Palazzo di Vetro, 18 dicembre 2007 - La Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali è stata approvata, in via definitiva e a maggioranza assoluta, dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. I voti a favore sono stati 104 (maggioranza assoluta), i contrari 54, gli astenuti 29.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 18 dicembre 2007 @ 17:53:40
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 | Documenti: CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO |
BRUXELLES, 6-8 DICEMBRE 2007 LA MOZIONE GENERALE DEL CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO
Il Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, al termine della Conferenza “Una sola rivoluzione: nonviolenta, federalista, laica, liberale per Europa Medio Oriente Mediterraneo e…oltre”, promossa insieme al Gruppo dell’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa; Denuncia il mancato rispetto della Legge, delle dichiarazioni sui diritti umani e del principio di legalità a livello nazionale e internazionale come problema principale del nostro tempo per il mondo democratico. Riconosce la nonviolenza come l’unico strumento politico capace di rispondere strutturalmente a questa violazione sistematica delle leggi e consentire l’affermazione dei diritti individuali. Considerato che il persistere della sovranità assoluta degli Stati, e quindi in particolare e sopratutto in Medio Oriente, rappresenta un pericolo e un danno alla ricerca della pace. Ricordando che l’iniziativa del Primo Satyagraha Mondiale per la Pace, di ispirazione gandhiana e nonviolenta ha “per obiettivo un urgente intervento politico e istituzionale di Riforma delle caratteristiche strutturali delle politiche che si scontrano in Medio Oriente e, a partire da li, nel mondo”. Riaffermando quindi che essa rappresenta l’unica alternativa strutturale possibile alla guerra e che essa è volta ad opporre non solamente ai conflitti endemici in corso, e alla purtroppo probabile nuova, tremenda deflagrazione mondiale, una strutturale Riforma democratica e federalista dei Territori, delle Regioni, degli Stati Nazionali strutturalmente devastati da guerre, da fame, da dittature.
Considerando che anche le altre aree strutturalmente critiche dove sempre o quasi i diritti umani naturali, storicamente acquisiti di Libertà, Giustizia, Pace e Democrazia subiscono violente negazioni o ostacoli al loro libero esercizio che la comunità internazionale avrebbe l’obbligo di rimuovere e superare. Dà mandato al Senato del Partito di definire entro l’inizio del nuovo anno obiettivi e modalità dell’organizzazione, per il 2008, del Primo Satyagraha Mondiale per la Pace, la sua massima intensità coincida con le Olimpiadi che si terranno a Pechino dall’8 agosto. Dà inoltre mandato agli organi dirigenti di depositare presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite la nuova denominazione “Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty” deliberata dal Senato del partito. Saluta e accoglie con grande soddisfazione la proposta rivolta dalla Presidenza del Senato del Partito di affidare all’amico e compagno Pandeli Majko, già Primo Ministro albanese, la funzione di assicurare alla politica dei radicali per l’area dei Balcani una presenza e attenzione adeguate alla storia del Partito e alle nuove sfide. Nella foto gli esponenti dell'associazione P. Welby con il dissidente cinese Wei Jingsheng.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 09 dicembre 2007 @ 18:28:44
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 | Documenti: CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO |
BRUXELLES, 6-8 DICEMBRE 2007 LA MOZIONE PARTICOLARE DEL CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO
Il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito considerato che la lotta nonviolenta rappresenta un effettiva alternativa alle ideologie pacifiste e militariste che, congiuntamente, contribuiscono in modo decisivo alla perpetuazione dell'oppressione e alla non risoluzione di conflitti armati in tutto il mondo, e alla negazione di Diritti fondamentali; preso atto con soddisfazione della volontà e della disponibilità manifestata dal Centro Internazionale per il conflitto nonviolento e da Freedom House, di mettere a disposizione dei membri del Consiglio Generale del PNR, le ricerche e i materiali educativi, formativi e di vero e proprio training sulle strategie sul conflitto nonviolento prodotti da queste due organizzazioni; dà mandato ai propri organi dirigenti: A) facilitare la diffusione di materiali su iniziative nonviolente ai singoli e ai gruppi che si mostrino a ciò interessati, a partire dai membri del Consiglio Generale; B) di esplorare insieme a Freedom House, il Centro Internazionale per il Conflitto Nonviolento la possibilità di organizzare, anche attraverso attività comuni di fund raising a partire da istituzioni europee, appuntamenti di riflessione e di studio sulle applicazioni pratiche della nonviolenza nei processi di transizione verso la democrazia. Nella foto, gli esponenti dell'associazione P. Welby con KADER REBIYA, Presidente del Congresso Mondiale uiguro.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 09 dicembre 2007 @ 18:27:44
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 | Documenti: LA MORTE DI ADRIANO LOMBARDI |
ADDIO ADRIANO, CAMPIONE DI SPORT E DI LIBERTA' Stanotte ci ha lasciato Adriano Lombardi, grande campione dello sport e già consigliere generale dell'Associazione Coscioni. Vogliamo salutare Adriano riportando il ricordo di Marco Cappato e Rocco Berardo.
Roma, 30.11.2007 - "Siamo riuniti all’Associazione Coscioni per parlare del prossimo Congresso di Salerno, delle presenze che sarebbero importanti. Il primo nome a cui pensiamo è Adriano Lombardi, nostro compagno, amico, Consigliere generale. Sappiamo che le sue condizioni sono gravi. Come tanti malati di sla e di malattie neurodegenerative, un giorno in più rappresenta un aggravamento delle condizioni. Pensiamo di far collegare da casa via internet, con delle webcam, i malati che non possono muoversi. Anche Adriano vorremmo partecipasse, almeno così. Ci diciamo che l’incontro che non abbiamo avuto con Adriano a maggio ad Avellino per il lancio di Agenda Coscioni con Ottopagine (quel giorno non si sentiva bene, ci disse di venire un’altra volta), potrebbe esser fatto nelle prossime settimane. Alle 11.50 a qualche minuto dall’inizio della conferenza stampa di presentazione del congresso proprio nella redazione di Ottopagine con la dirigente dell’Associazione Filomena Gallo e il direttore Bruno Guerriero, arriva proprio da loro una telefonata. Adriano stanotte è morto. Siamo rimasti senza parole, pensando che avremmo dovuto aspettarcelo, ricordando le tante cose fatte insieme e immaginando le tante altre che avremmo voluto ancora fare.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 01 dicembre 2007 @ 14:15:59 Continua...
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 | Documenti: RISOLUZIONE ONU PER MORATORIA ESECUZIONI CAPITALI |
UNA VITTORIA STORICA,
UNA VITTORIA RADICALE
New York, Palazzo di Vetro, 15 novembre 2007 - La Risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali è stata approvata dal Terzo Comitato dell'Assemblea Generale dell'ONU. I voti a favore sono stati 99 (maggioranza assoluta), i contrari 52, gli astenuti 33. Il voto finale sulla Risoluzione da parte dell’Assemblea Generale dell'ONU è previsto per la prima metà del mese di dicembre.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 15 novembre 2007 @ 22:04:21
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 | Documenti: RISOLUZIONE ONU PER MORATORIA ESECUZIONI CAPITALI |
MORATORIA DELLE ESECUZIONI CAPITALI: IL GIORNO DECISIVO
GIOVEDI 15 NOVEMBRE è previsto il voto sulla risoluzione per la Moratoria Universale della pena di morte al Terzo Comitato dell’Assemblea Generale ONU. Di seguito il testo della"Risoluzione sulla moratoria sull’uso della pena di morte", sostenuta da 87 Paesi co-sponsor: "L’Assemblea Generale, guidata dagli obiettivi e dai principi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite; Richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici e la Convenzione sui Diritti del Fanciullo; Richiamando le risoluzioni sulla “questione della pena di morte” adottate nel decennio passato dalla Commissione dei Diritti Umani in tutti le sue sessioni, di cui l’ultima è la E/CN.4/RES/2005/59 che chiedeva agli Stati che ancora hanno la pena di morte di abolirla completamente e, nel frattempo, di stabilire una moratoria delle esecuzioni; Richiamando gli importanti risultati ottenuti dall’ex Commissione dei Diritti Umani sulla questione della pena di morte e considerando che il Consiglio Diritti Umani possa continuare a lavorare su questo tema;
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 13 novembre 2007 @ 21:45:21 Continua...
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 | Documenti: CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
SERGIO RAVELLI, TESORIERE DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY, ELETTO NEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI
L'elezione è avvenuta al termine del congresso nazionale tenutosi a Padova dal 1° al 4 novembre. Ravelli è stato eletto nella lista “Laici, anticlericali, liberisti, per legalizzare l’economia, la giustizia, le istituzioni”, che ha ottenuto, con 25 eletti (40,75% dei voti), la maggioranza relativa del comitato nazionale. Fra gli eletti di questa lista figurano Gianfranco Spadaccia, Angiolo Bandinelli, Roberto Cicciomessere, Lorenzo Strik Lievers e Valter Vecellio. Al comitato si erano presentate altre due liste: “Lista nonviolenta per l’ambiente, la demografia, l’energia” ha ottenuto il 30,19% e 18 eletti; la lista “In nome della Rosa”, con il 29,06%, ha avuto 17 eletti. Confermato anche il vertice del partito, tutto al femminile: Maria Antonietta Farina Coscioni è stata eletta presidente con il 75,65% dei voti, Rita Bernardini resta segretaria grazie al 67,95% dei consensi, mentre Elisabetta Zamparutti è ancora tesoriere ed ha ottenuto il 68,27% dei voti. Complessivamente al congresso di Padova hanno partecipato 497 persone. I votanti, iscritti a Radicali Italiani, sono stati 275. (da www.cremona24ore.it)
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Postato da webmaster Martedì, 06 novembre 2007 @ 19:49:05
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 | Documenti: CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI LA MOZIONE GENERALE APPROVATA Il VI Congresso di Radicali italiani, riunito a Padova dal 1 al 4 novembre 2007, udite le relazioni della Segretaria e della Tesoriera, le approva. Saluta il deposito della risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali al III Comitato dell’Onu come un grande successo non solo della lotta nonviolenta condotta dai militanti e dai dirigenti radicali, ma del governo Prodi, dell’intero parlamento e del Paese, e ribadisce l’impegno a sostenerne l’approvazione da parte dell’Assemblea generale quale conquista umana e civile per l’intera umanità. Il Congresso rivendica la responsabilità di aver reso possibile attraverso le liste della Rosa nel Pugno e in particolare con il voto determinante degli elettori radicali l’alternanza di governo del Paese come condizione per creare le condizioni per un’alternativa laica, liberale e riformatrice. Di fronte alla demagogica invocazione del ritorno alle urne come evento risolutivo e demiurgico, intende difendere la possibilità del governo Prodi di proseguire la sua azione programmatica, specie in questa delicata fase parlamentare e di bilancio, difendendo altresì all’interno del governo l’intangibilità del compromesso raggiunto su protocollo di intesa in materia di welfare, pensioni e mercato del lavoro. Il compito di una legislatura è infatti quello di assicurare alle maggioranze e ai governi il tempo necessario per realizzare i propri programmi. In ogni caso intende difendere il diritto – dovere del Parlamento di esprimere i governi. Solo chi ha fretta di perseguire un mero disegno di potere senza proporre alcuna seria alternativa riformatrice ha oggi interesse a interrompere il corso della legislatura.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 05 novembre 2007 @ 13:38:42 Continua...
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 | Documenti: MORATORIA ONU, SUBITO, DELLE ESECUZIONI CAPITALI |
24.9.2007, ORE 21, PIAZZA DEL COMUNE DI CREMONA L'INTERVENTO DEL SINDACO GIAN CARLO CORADA
“Abbiamo voluto che il nostro palazzo Comunale venisse illuminato, in maniera così suggestiva, per dare il segno di come istituzioni e popolo cremonese siano schierati per la conquista di questo importante obiettivo. Noi ci opponiamo in maniera netta e chiara alla pena di morte, perché la riteniamo una punizione crudele, inumana e degradante ormai superata, abolita per legge o per prassi da più della metà dei paesi nel mondo... Ma noi, oggi, con la presente iniziativa, non stiamo chiedendo l'abolizione della pena di morte, come sarebbe giusto e doveroso. Ci limitiamo a chiedere una cosa che può forse apparire 'meno importante', ma che invece assume il valore di un obiettivo storico: chiediamo che il mondo si dia il tempo necessario per discutere, confrontarsi, approfondire ancora la questione. E che in questo periodo venga adottata una moratoria, cioè vengano sospese, in tutti i paesi del mondo, le esecuzioni capitali. Questa sera siamo qui, in questo scenario davvero meraviglioso, in questa nostra stupenda piazza del Comune. Siamo al fianco del Governo Italiano, del presidente Prodi e del ministro D’Alema perché continuino ad esercitare fino in fondo il ruolo politico di guida dell’iniziativa che è loro riconosciuto da tutto il mondo e di portare a compimento questa importante battaglia. Proseguiremo nella nostra vigilanza nelle prossime settimane e nei prossimi giorni, nella ragionevole speranza che entro questo 2007 il mondo possa salutare il raggiungimento di questo alto e significativo traguardo”.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 25 settembre 2007 @ 14:11:18
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 | Documenti: CELEBRAZIONE PUBBLICA DELLA BRECCIA DI PORTA PIA |
CREMONA, 20 SETTEMBRE 2007 CELEBRAZIONE PUBBLICA DELLA BRECCIA DI PORTA PIA DAVANTI ALLA LAPIDE DI GIACONO PAGLIARI
LIBERTA’ DELLO STATO, LIBERTA’ NELLO STATO Il 20 Settembre 1870 lo Stato Italiano concludeva il suo Risorgimento Laico e Nazionale entrando in Roma dalla breccia aperta militarmente a Porta Pia. L’Associazione Radicale Piero Welby di Cremona tiene vivo il ricordo di quell’episodio divenuto simbolo di due libertà: quella dello Stato da una dominazione clericale illiberale e non democratica, quella della Chiesa da compiti temporali estranei alla missione spirituale che si predica con l’apostolato e non con le leggi e con la politica. Oggi, 20 Settembre 2007, siamo davanti alla lapide sotto i portici di Palazzo Comunale per mettere a nuovo le libertà risorgimentali per cui Giacomo Pagliari è caduto a Porta Pia: - LIBERTÀ alla SCIENZA di ricercare nuovi strumenti per la vita contro la povertà, il dolore e la malattia.
- LIBERTÀ ai CITTADINI di disporre del proprio corpo nel vivere e nel morire. - LIBERTÀ ai CITTADINI di scegliere i propri modi di vita nelle unioni di coppia e nelle altre condizioni di relazione, sentendosi uguali di fronte alle leggi nel rispetto della libertà degli altri.
- LIBERTÀ da OGNI PRIVILEGIO che sia concesso a corporazioni, confessioni o caste cedendo alla forza e trascurando il diritto (come, ad esempio, l’esenzione dal pagamento dell’ICI sugli immobili commerciali delle Chiese, in violazione delle direttive europee sulla concorrenza, perché ogni soggetto che fa impresa deve godere degli stessi diritti e della stessa dignità di fronte allo Stato e al mercato). Oggi, 20 settembre 2007, con la parola d’ordine “Libertà dello Stato, Libertà nello Stato” rinnoviamo le ragioni per l’abolizione del Concordato col quale si sono rimesse in pericolo le due libertà e si riconfonde la separazione laica delle due missioni: dello STATO e della CHIESA.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 21 settembre 2007 @ 16:18:59
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 | Documenti: DOCUMENTO PROPOSTO PER PARTECIPARE AL DIBATTITO DEL COMITATO DI RADICALI ITALIANI IN CORSO A ROMA |
SINTESI DEI CONTRIBUTI RACCOLTI INTORNO AD UNA BOZZA PROPOSTA DAL PRESIDENTE ERMANNO DE ROSA Pannella si candida alla segreteria del PD Ci interessa parlarne da Radicali che condividono le idealità e la prassi laica, liberale e democratica.
Accantoniamo subito come banale e politicamente povero di sviluppi il tentativo di minimizzarne il significato ascrivendo la dichiarazone esclusivamente al desiderio di protagonismo del personaggio. (che sia stato di Veltroni come prima reazione dice qualcosa)
Dice Marco:” per salvare il centrosinistra dalla evidente liquefazione”; “ per evitare al PD di nascere con una sconfitta”; ci vuole una iniezione di laicità e liberalismo di qualità nota per la storia dalla quale provengono (la storia dei Salvemini, Ernesto Rossi e dei club Pannella per il Partito Democratico)
Si ripete l’intento della Rosa nel Pugno: verso chi “non è buono quasi a niente” non con chi è capace di tutto.
Tutti i fili si riannodano in un atto che risponde anche a tutti i temi della attualità politica di questi giorni: del nuovo Welfare ed economici, di politica estera, della giustizia, dei diritti civili, della scuola, dei sospetti dilaganti di corruzione e sottogoverno. Temi che sono insieme sintomo e causa di un solo fatto : la debolezza di questo governo di centrosinistra.
OK .Facciamo il bene del centrosinistra (sempre e naturalmente non richiesti!), ma questo fa bene a noi? Fa bene al bisogno di riforme laiche, liberali, socialiste, libertarie dei cittadini in Italia e non solo?
Perché non a destra?
Ci sono le mozioni approvate negli ultimi due congressi, ma vogliamo sottolineare almeno due motivi. Di cui uno meno immediato, ma non meno da tener presente. Non ancora letto né sentito, forse è una considerazione peregrina, ma c’è nell’aria qualcosa di non nuovo che sa di democrazia in decomposizione. Una serie di paure che stanno creando un fascio di reazioni e delle quali tenta di servirsi un fascio di forze politiche e sociali tendenti all’autoritarismo anticamera di ogni totalitarismo (parti del clero, parti della magistratura, poteri economici non liberali, liberali apostati come Pera, organi di stampa e televisivi: dèja vu). Il declino economico Italiano, il declino politico Europeo, il declino della politica della prima repubblica, la globalizzazione e l’immigrazione, generano paure (di impoverimento, di precarietà, di sopraffazione dall’esterno dei diversi e dall’interno dei furbi privilegiati, di insicurezza dell’ordine pubblico) . Questo processo è in atto e vi concorrono elementi oggettivi che però vengono costantemente gonfiati e presentati in modo inquietante per opportunismo politico o per abitudini e ragioni commerciali di drammatizzazione mediatica. Su una di queste paure, quella del Comunismo va in scena da anni un gioco delle parti che giova ai due protagonisti in opposizione distogliendo l’attenzione dal vero svolgersi della vicenda politica nel merito delle riforme indispensabili ed in drammatico ritardo sui tempi della competizione internazionale.
L’altro motivo è più esplicito anzi evidente: il dovere di evitare che il centrosinistra perda per strada la componente laica liberale che, essendone stata il motore fin dai moti risorgimentali dell’800, ne ha sempre costituito l’elemento in sintonia con i pricipi ideali a la prassi dello Stato di diritto democratico di stampo occidentale.
Emma Bonino Ministro della Repubblica rimette nelle mani del Presidente del Consiglio il mandato ricevuto ed è riconfermata.
Anche questa vicenda richiama le stesse riflessioni di quella al punto1):
si interviene dove si considera pericoloso per la credibilità del Governo rispetto alle necessità riformatrici il cedere alle richieste della sinistra comunista di una politica sostanzialmente conservatrice di privilegi in materia di Lavoro, Pensioni ed Economia e dannosa per la situazione economica e sociale del Paese.
Sempre però a sostegno e rafforzamento della esperienza di Governo del centrosinistra in corso. Senza ricatti o minacce, ma con piena consapevolezza delle responsabilità.
Nel merito del come proseguire confermiamo ad Emma piena fiducia.
Il Presidente Ermanno de Rosa e il Resp. del Gruppo di Cremona Gino Ruggeri
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Postato da gino_ruggeri Venerdì, 27 luglio 2007 @ 16:15:44
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 | Documenti: L'ORDINANZA INTEGRALE NEI CONFRONTI DI MARIO RICCIO |
L'ORDINANZA INTEGRALE CHE IMPONE L'IMPUTAZIONE COATTA DEL MEDICO MARIO RICCIO Il presente documento riporta, nella sua integralità, l’ordinanza con cui il dott. Renato La Viola Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, ordina alla Procura della Repubblica di Roma di formulare la richiesta di rinvio a giudizio del dottor Mario Riccio ex art. 409, 5° c.p.p. ovvero l’imputazione coatta del Dottor Mario Riccio in ordine al reato di omicidio del consenziente. __________________________ Il Giudice, a scioglimento della riserva, esaminata la richiesta di archiviazione formulata dal PM in data 5/3/2007; sentite le parti intervenute all’udienza camerale del 28/5/2007; OSSERVA Risulta dagli atti che Piergiorgio Welby, portatore da moltissimi anni di distrofia muscolo scapolo omerale progressiva, è deceduto in data 20/12/2006, presso la propria abitazione, a seguito del distacco dal ventilatore polmonare, avvenuto sotto sedazione. La procedura seguita è riportata nel diario clinico redatto dal medico anestesista Riccio Mario e sottoscritto, quali “testimoni”, dalla moglie e dalla sorella di Welby, Wilhemine Schett e Carla Welby , dall’On. Marco Pannella e dall’On. Marco Cappato; in sintesi, dopo aver acquisito il consenso di Welby ad interrompere la terapia ventilatoria, il medico anestesista iniziava la sedazione, mediante la somministrazione per via venosa di Ipnovel e Propofol, e contestualmente provvedeva al distacco dal ventilatore polmonare; l’operazione, iniziata alle ore 22.00, aveva termine alle ore 23.40, con il decesso del paziente. Dalla disposta consulenza tecnica risulta che la morte à stata causata da una gravissima ed irreversibile insufficienza respiratoria e che alle sostanze somministrato per la sedazione, rinvenute a seguito delle indagini di laboratorio chimico tossicologiche, “in concentrazioni da considerarsi al di sotto del range terapeutico” (il Propofol , mentre per l’Ipnovel le indagini hanno dato esito negativo), non é possibile attribuire un ruolo causale o concausale di rilevanza penale nel determinismo della morte; in altri termini, la morte di Welby è attribuibile unicamente alla “sua impossibilità di ventilare meccanicamente in maniera spontanea a causa della gravissima distrofia muscolare di cui lo stesso era affetto”.
Piergiorgio Welby era una persona costretta alla completa immobilità, senza possibilità di guarigione ma non in fase terminale ed anzi con una non brave aspettativa di vita; da ultimo riusciva a comunicare con estrema difficoltà, a risposte chiuse, ma era consapevole e in grado di
sostenere con forza le proprie ragioni; in un suo appello al Presidente della Repubblica, ampiamente riportato dai media, aveva chiesto che gli venisse riconosciuto il diritto di interrompere la terapia che lo teneva in vita. Sostiene il PM nella richiesta di archiviazione che nel nostro ordinamento giuridico è riconosciuto al paziente il diritto di autodeterminazione e cioè il diritto di scegliere autonomamente se effettuare o meno un determinato trattamento sanitario (artt. 13 e 32 Cost); che tale diritto è affermato in convenzioni internazionali, recepite nel nostro ordinamento (cosiddetta convenzione di Oviedo) ed
è ribadito dal Codice di deontologia medica; che nessun addebito è ascrivibile al medico che, in caso di impossibilità fisica del paziente, abbia agito per dare effettività al diritto del paziente che già
aveva espresso la volontà di interrompere la ventilazione meccanica; che il comportamento del medico non è, parimenti, penalmente censurabile per non aver, dopo il distacco, reimpiantato la
ventilazione, in quanto non sussiste a carico del medico un obbligo di mantenere in vita il paziente, quando - ovviamente - le cure sono palesemente inutili. La posizione espressa dal PM nella richiesta di archiviazione riprende, anche se in termini più problematici, quella espressa dallo stesso Ufficio, nel procedimento instaurato innanzi al Tribunale civile di Roma, con ricorso proposto ex art. 700 cpc da Piergiorgio Welby nei con fronti della ANTEA Associazione Onlus e del dott. Giuseppe Casale. Nell’atto di intervento proposto nel citato procedimento, il Pm afferma con decisione l’esistenza di un diritto del paziente ad autodeterminarsi liberamente nella scelta del trattamento sanitario e che l’interpretazione di un tale diritto deve avvenire secondo il principio di massima effettività (salvo poi rimettere al medico, dopo il distacco del ventilatore polmonare, la valutazione circa “la necessità di salvare il paziente dal pericolo attuale di un danno grave alla persona”, da effettuarsi tenendo presente che il trattamento non deve porsi “in contrasto con la regola de divieto di accanimento terapeutico”).
Ancora più netta è la posizione espressa dal PM nell’atto di reclamo avverso l’ordinanza del Giudice che aveva dichiarato l’inammissibilità del ricorso; in tale atto, si afferma che se un diritto è riconosciuto deve essere tutelato dall’ordinamento giuridico e che, nel caso d specie, era possibile procedere a cure palliative di tipo sedativo prima di interrompere il respiratore artificiale. Nell’attuale procedimento, invece, il PM affronta il problema principale che si pone in tale vicenda,
e cioè se il diritto di autodeterminazione, costituzionalmente garantito (art. 32 Cost.) incontra un limite nei casi di tutela e di salvaguardia della via umana, nel nostro ordinamento riconosciuto come un diritto inviolabile della persona (art 2 Cost.); la soluzione cui perviene il PM, considerate le circostanze del caso specifico (volontà espressa dal paziente di interrompere la ventilazione meccanica artificiale, impossibilità di guarigione o di miglioramento delle condizioni di salute e
quindi inutilità delle cure), è quella posta a fondamento della richiesta di archiviazione. Infine, appare opportuno esporre, in sintesi, il ragionamento seguito dal giudice civile nella ordinanza, emessa il 15/12/2006, di inammissibilità del ricorso presentato da Piergiorgio Welby; afferma il giudice civile che nel nostro ordinamento giuridico esiste “il principio dell’autodeterminazione della persona in ordine ai trattamenti sanitari nella sua massima espansione... fino a comprende il diritto... di rifiutare la terapia e di decidere consapevolmente di
interrompere la terapia, in tutte le fasi della vita, anche in quella terminale, in cui deve ritenersi riconosciuta all’individuo la libertà di scelta del come e del quando concludere il ciclo vitale, quando ormai lo spegnimento della vita è ineluttabile, la malattia incurabile e per mettere fine alle proprie sofferenze”; dopo aver considerato che “il divieto di accanimento terapeutico è un principio solitamente basato sui principi costituzionali di tutela della dignità della persona”, il Giudice
afferma che “sul piano dell’attuazione pratica”, e nel caso specifico, il diritto del ricorrente di richiedere la interruzione della respirazione assistita, con distacco del respiratore artificiale e previa
somministrazione della sedazione terminale... non è completamente tutelato dall’ordinamento giuridica, in quanto, in assenza di una disciplina normativa, non è possibile stabilire se una determinata attività medica rientri o meno nel divieto di accanimento terapeutico. Ciò considerato, non si può non rilevare, preliminarmente, che alcuni elementi contribuiscono a rendere la decisione ancora più difficile e sofferta: 1) il medico anestesista procede a distacco del ventilatore artificiale il 20/12/2006 , e cioè subito dopo che il ricorso era stato dichiarato inammissibile, con ordinanza del 15/12/ 2006; 2) il medico anestesista non è il medico che aveva avuto in cura o seguito nella lunga malattia il Welby ovvero il medico di una struttura sanitaria o
ospedaliera ove il Welby era stato ricoverato, bensì un medico in contatto con un’associazione vicina ad esponenti di un partito politici, dichiaratosi disponibile ad attuare la volontà espressa da Welby di interrompere la terapia di respirazione artificiale. In altri termini, suscitano forti perplessità, almeno in questo giudice, le modalità seguite per dare attuazione ad un diritto costituzionalmente garantito e pacificamente riconosciuto; intrapresa inizialmente la via giudiziaria, in concreto senza un positivo riscontro, si decide di agire autonomamente in via di fatto, verosimilmente confidando nella posizione espressa dall’Ufficio della Procura, titolare dell’azione penale; inoltre, il timore evocato dal giudice civile sulla possibilità che l’attuazione di un diritto in assenza di una disciplina normativa, sia rimessa “alla totale discrezionalità di qualsiasi medico al quale la richiesta venga fatta” si è rivelato fondato; anche l’evidente connotazione politica data al caso Welby e la forte esposizione mediatica hanno, in qualche modo, determinato una sovrapposizione di piani che invece dovevano rimanere distinti. La dolorosa vicenda personale d Welby impone un’attenta riflessione su questioni che, da tempo e a livello internazionale, lacerano le coscienze e suscitano forti emotività; sono tante le incertezze perché sono tante le domande alle quali non sempre è agevole dare una risposta. Limitata la riflessione ai profilo giudiziario della vicenda, una prima questione che si pone è data dalla
qualificazione del fatto, e cioè stabilire in quale categoria concettuale il fatto deve essere compreso. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 21/12/2006, e quindi immediatamente dopo l’intervento, il medico anestesista, nell’indicare le ragioni della propria condotta professionale, tiene a precisare che nel “caso Welby” non sono attinenti le problematiche che concernono l’eutanasia, l’accanimento terapeutico, la sospensione del trattamento o le direttive anticipate, trattandosi,
invece, dell’attuazione di un diritto costituzionalmente riconosciuto, quale il diritto del paziente di rifiutare le cure. Ciò è vero, almeno in parte, anche se l’interpretazione data dal medico anestesista non sposta, nella sostanza, i termini della questione. Deve, difatti, escludersi che l’intervento praticato dal Riccio rientri tra i casi di eutanasia attiva, che, invece, si configura quando l’acceleramento della morte è determinato da un comportamento attivo del medico (in tal senso, l’esito della disposta consulenza tecnica) parimenti improprio è il
riferimento all’accanimento terapeutico, in quanto, nel caso di specie, non era praticata alcuna terapia, in senso stretto, mentre la predisposizione e il funzionamento di un sostegno vitale, quale il
ventilatore artificiale, non possono certo essere intesi come una forma di accanimento, come evidenziato anche dal dott. Casale, nel passaggio riportato nell’ordinanza emessa dal giudice civile (“non c’è accanimento terapeutico perché il respiratore non è “futile”. Se io stacco il respiratore il paziente muore”); evidentemente, non è un caso di direttive anticipate (o testamento biologico), avendo il paziente espresso la propria volontà di interrompere la ventilazione artificiale, anche al momento dell’intervento, come affermato dai “testimoni” presenti (sul punto, la questione affrontata in sede civile circa il comportamento del medico dopo il distacco dal ventilatore artificiale, ad avviso di questo giudice, può essere superata, in quanto se si riconosce al paziente il diritto di rifiutare le cure, appare evidente che l’attuazione di tale diritto debba avvenire in assenza di inutili sofferenze, a tutela della dignità umana). Deve, però, rilevarsi che fra le forme di “aiuto a morire” rientrano anche i casi di eutanasia passiva, consistente nella mera omissione o interruzione del trattamento terapeutico necessario; se, poi, si procede con l’interruzione di un trattamento di sostegno vitale, si configura un caso di omissione mediante azione.
Nel caso di specie è, appunto, quello che si verificato, avendo il medico anestesista proceduto, previa sedazione, al distacco del ventilatore artificiale, con conseguente morte del paziente; il fatto che il paziente abbia espresso la volontà di rifiutare le cure, serve a qualificare e a specificare ulteriormente tale categoria concettuale, senza porsi in contrasto con la stessa; in altri termini, acquisito il consenso del paziente, si configura un caso di eutanasia passiva consensuale (in assenza del consenso del paziente, invece, le diverse forme di “aiuto a morire” integrano l’ipotesi di omicidio comune); il criterio di distinzione tra eutanasia passiva e rinuncia al trattamento medico, determinato in base alle finalità ed utilità della terapia (adottato in un atto legislativo dello Stato della California) nel caso di specie porterebbe alla medesima valutazione, in quanto attraverso la terapia di ventilazione assistita era possibile riconoscere al paziente un’aspettativa di vita di non breve durata (diverso è il problema della qualità della vita, connotato da fattori soggettivi, non definibili se non genericamente e quindi necessariamente esposti ad un insidioso relativismo
giuridico). Sul piano concreto, le modalità adottate per dare attuazione al diritto di interrompere la terapia di ventilazione artificiale, come già evidenziato, sono discutibili anche sotto il profilo etico, specie se raffrontate con la disciplina vigente in altri Paesi di profonda cultura giuridica, ove il rispetto dei diritti individuali è ampiamente riconosciuto e garantito, ivi compreso il diritto di rifiuto delle cure (è sufficiente rilevare che la legislazione più “aperta” a tali forme di intervento, in Olanda, prevede che a verificare la sussistenza dei numerosi requisiti sul consenso e sulle ragioni del consenso prestato dal paziente sia una commissione esterna composta da un giurista, da un medico e da un
esperto di etica). Nel caso di specie, invece, le modalità sono state stabilite direttamente dai diretti interessati, e nonostante una decisione sfavorevole del giudice; più semplicemente, si è ritenuto che, acquisito il
consenso del paziente, “qualsiasi” medico fosse legittimato ad intervenire nel senso richiesto, al di fuori di qualsiasi verifica esterna (ma allora non si comprende la ragione della precedente richiesta,
in via giudiziaria, se si poteva intervenire direttamente anche senza la decisione del giudice). Appare evidente che, in tal modo, un problema angoscioso, che lacera le coscienze in tutti i Paesi ad avanzata civiltà giuridica, è stato non risolto ma semplicemente negato. E’ riconosciuto nel nostro ordinamento costituzionale il diritto alla salute e di autodeterminazione; come recita l’art. 32 Cost. “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”; è sicuramente un principio di civiltà giuridica, introdotto nella Carta Costituzionale per affermare solennemente il principio di libertà di cura (era ancora recente il ricordo della sconvolgente esperienza vissuta nel passato regime nazista, ove venivano imposti trattamenti sanitari per finalità di eugenetica, di studio o di esperimento). Deve, inoltre, essere riconosciuto obiettivamente che tale principio ha assunto una più forte valenza, negli anni, con il progresso scientifico e con lo sviluppo delle tecnologie in campo medico; se nel passato il ciclo vitale seguiva il suo corso naturale, attualmente è possibile procrastinare, anche a tempo indefinito, la morte attraverso apparati di sostegno. Ed allora, si pone il problema di un riequilibrio nel rapporto tra medico e paziente, nel senso di riconoscere al paziente, nella gestione di tale rapporto, una più ampia possibilità di scelta e di decisione. L’affermazione di un diritto costituzionalmente riconosciuto comporta che allo stesso debba essere
data attuazione, anche in assenza di una specifica disciplina normativa, con il solo limite del rispetto degli altri diritti costituzionalmente garantiti.
Tra essi, e tra i diritti inviolabili della persona deve essere, ovviamente, compreso il diritto alla vita; anzi, tale diritto, pur in assenza di una specifica previsione nella Carta Costituzionale, costituisce il presupposto di tutti gli altri diritti (“Ciò che è davvero fondamentale, per ciò stesso non può mai essere posto ma deve sempre essere presupposto”, per usare le parole di un autorevole giurista); non esiste un rapporto di gerarchia o di incompatibilità tra principi costituzionali, trattandosi, invece, di armonizzare un sistema alla base del quale si pone la dignità umana; l’assenza di una disciplina non normativa non comporta, ad avviso di questo giudice, l’impossibilità di dare attuazione al diritto del
paziente di rifiuto delle cure, quando da tale rifiuto ne derivi la morte; comporta invece che sia rimessa al Giudice l’interpretazione o meglio l’individuazione della regola di interpretazione da adottare nel caso specifico. Ed allora, ritiene questo giudice che il diritto alla vita, nella sua sacralità, inviolabilità e indisponibilità, costituisca un limite per tutti gli altri diritti che, come quello affermato dall’art. 32 Cost., siano posti a tutela della dignità umana. In ambito penale, espressioni di tale principio si rinvengono nei reati di omicidio del consenziente e di istigazione o aiuto al suicidio; è vero che non è possibile impedire al titolare di tale diritto scelte o comportamenti che mettano a sicuro rischio la propria incolumità personale (si pensi a casi di rifiuto delle cure per motivi religiosi o per ragioni altruistiche o a gesti di disperazione); diverso, però, è il caso in cui in tali decisioni s’inserisca, con un ruolo attivo o con un’azione, un altro soggetto, tanto più se medico. Significativa è la previsione del reato di istigazione o aiuto al suicidio di cui all’art 580 cp; mentre non è prevista alcuna sanzione per l’autore del gesto (ovviamente in caso di tentato suicidio), è penalmente rilevante la condotta di chi istiga o aiuta l’autore a compiere l’atto. La ragione appare evidente, e cioè si intende sanzionare la condotta di chi interviene attivamente nella sfera decisionale di soggetti che si trovano in una situazione di forte sofferenza psicologica. Il presupposto giuridico di tali figure criminose è, appunto, l’inviolabilità e l’indisponibilità del
diritto alla vita. In ambito civile, altra espressione è data, espressamente, dall’art 5 c.c, il quale afferma che “gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica...”; anche tale enunciato può considerarsi un principio di civiltà giuridica, posto a tutela per impedire che per le più varie ragioni siano commessi atti di menomazione della propria integrità personale (si pensi, ai casi di trapianti di organi effettuati per motivi di lucro, ovvero ai casi
di trattamenti “chimici” per gli autori di delitti sessuali, entrambi vietati dal nostro ordinamento giuridico). Alla base di tale divieto si pone l’esigenza di tutela della dignità umana. Il caso in esame, evidentemente, presenta delle caratteristiche peculiari, in quanto molto avvertita, anche da questo giudice, è l’esigenza di rispettare la volontà del paziente, nella fase finale della propria vita; in merito, non si può che ribadire la necessità di una disciplina normativa che preveda
delle regole alle quali attenersi in simili casi, fissando, in particolare, il momento in cui la condotta del medico rientri nel divieto di accanimento terapeutico; in assenza di tale disciplina normativa, però, al principio di cui all’art. 32 Cost. o alle altre norme internazionali o di grado secondario, non può essere riconosciuta un estensione tale da superare il limite insuperabile del diritto alla vita. Ciò considerato, rimane da esaminare la posizione dell’attuale indagato, il quale, come medico
anestesista, è intervenuto a distaccare il ventilatore artificiale, previa sedazione de paziente. Riferisce il Riccio, in una conferenza stampa , di essersi reso “disponibile” in quanto non vi era alcun ostacolo ad attuare “il desiderio” di Piergiorgio Welby, trattandosi di un diritto
“assolutamente riconosciuto e ampiamente praticato in Italia”.
Il convincimento espresso dal medico anestesista riflette quello dell’Ufficio della Procura, come si desume anche dall’iniziale formazione di un fascicolo per fatti che non costituiscono reato. Ritiene, al contrario, questo giudice che, per le considerazioni sopra esposte, il diritto di rifiuto delle cure trovi un limite insuperabile nel diritto alla vita, quale diritto inviolabile della persona; interrompere una terapia di sostegno vitale, come nel caso di distacco del respiratore artificiale, acquisito il consenso del paziente, integra l’elemento materiale del reato ipotizzato.
In merito, poi, alla sussistenza dell’elemento psicologico, si osserva che alcuni elementi potrebbero essere interpretati come idonei ad integrare cause di giustificazione o di esclusione della colpevolezza dell’indagato: l’assenza di una disciplina normativa, il carattere fortemente
controverso della questione non solo sotto il profilo giuridico, ma anche sotto il profilo religioso, filosofico e medico, l’archiviazione disposta in sede disciplinare dal Consiglio dell’Ordine dei medici di Cremona, la stessa posizione assunta dall’Ufficio della Procura sono tutti elementi che
potrebbero essere valutati in senso favorevole alla posizione dell’indagato. Tuttavia, ad avviso di questo giudice, nel caso di specie, sussistono elementi di segno opposto e di maggiore spessore, che portano ad una diversa soluzione, considerata anche la finalità di tale fase del procedimento, rivolta a stabilire se esistono elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio e non se l’attuale indagato sia o meno colpevole. In primo luogo, appare fortemente censurabile il fatto che l’intervento sia stato praticato immediatamente dopo che l’autorità giudiziaria si era espressa sulla specifica questione; il medico
anestesista doveva tenere conto della decisione del giudice civile e non far prevalere sulla stessa il proprio convincimento; peraltro, la circostanza che sia stato proprio il Riccio ad assumere l’iniziativa per l’approfondimento “tecnico” del caso, per poi dichiararsi disponibile all’intervento, contestualmente al procedimento civile, rende dubbia la sua posizione e necessaria una più compiuta verifica in giudizio.
Inoltre, ai fini del riconoscimento di una forma di responsabilità, è rilevante la circostanza che a dare attuazione al diritto di Welby di rifiuto delle cure sia stato non il suo medico curante o il medico che lo aveva seguito nella lunga malattia, ma un medico qualsiasi che aveva conosciuto il paziente solo due giorni prima di procedere al distacco del ventilatore artificiale. Anche tra gli studiosi che sostengono tali forme di “aiuto a morire”, ove siano presenti determinate condizioni (malattia in fase terminale, inutilità delle cure, forti sofferenze, volontà del paziente), si segnala la necessità che l’assistenza sia prestata non da un medico qualsiasi ma da un “medico che conosce profondamente il malato... che ha ricevuto la sua fiducia e gli ha dato la sua empatia, in
quel rapporto di alleanza terapeutica che è il punto più alto del rapporto fra medico e paziente” (in tal senso, un’autorevole personalità in campo medico-scientifico). Nel caso di specie, il rapporto tra medico e malato si è espresso in modo del tutto superficiale, principalmente attraverso la lettura delle cartelle cliniche e alcuni contatti con il medico pneumologo curante, al di fuori di quel rapporto di alleanza terapeutica sopra descritto. Non può sfuggire, anche al di là del caso specifico, il rischio che deriva dal consentire simili pratiche di intervento; in assenza di regole e di controlli, la disciplina di tale delicata materia verrebbe rimessa alla totale discrezionalità del medico, ai suoi convincimenti personali e alle sue concezioni etiche, religiose e mediche (la definizione di concetti quali “inutilità, sproporzione, inadeguatezza delle cure” o “qualità della vita” potrebbe, ad esempio, essere condizionata
fortemente da una visione economicistica della medicina, più attenta ai costi che alle condizioni del malato, specie se appartenente a categorie sociali deboli). In tal modo, verrebbe messo in pericolo il principio di tutela della dignità umana, se la volontà del paziente, espressa sempre in una situazione di estrema difficoltà e fragilità psicologica, venisse
considerata, al di fuori di ogni controllo, non per rispettare esclusivamente la sua scelta ma per altre, e non tutte nobili, ragioni.
Ad avviso d questo giudice, è possibile tutelare il diritto del paziente a morire con dignità solo se tale principio è correlato strettamente al diritto alla vita, in esso dovendosi riconoscere la sua ragione più autentica (e così, nei casi di sofferenza umana, di marginalità sociale, di disagio psichico e in tutti gli altri casi in cui rimane la sola forma di tutela della persona). Interpretazioni diverse e soluzioni diverse porterebbero su “un piano inclinato”, in una direzione opposta a quella tracciata dall’ordinamento costituzionale. PQM, Visto l’art. 409, 5° Cpp Dispone che il PM, entro dieci giorni, formuli l’imputazione nei confronti di Riccio Mario, in ordine al reato di cui all’art. 579 c.p.
Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di competenza.
Il Giudice per le Indagini Preliminari Dott. Renato A. T. Laviola
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 03 luglio 2007 @ 22:25:23
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 | Documenti: LETTERA AGLI SCIENZIATI |
IL PROF. CESARE GALLI, DIRETTORE DEL LABORATORIO DI TECNOLOGIE DELLA RIPRODUZIONE DI CREMONA, FRA I FIRMATARI DELLA LETTERA AGLI SCIENZIATI Caro collega, fondando l’Associazione che porta il suo nome, Luca Coscioni lanciava una sfida alla comunità scientifica italiana e internazionale: invitava gli scienziati ad impegnarsi attivamente nella lotta politica contro l’oscurantismo irrazionalista dei movimenti religiosi e delle ideologie politiche, che stanno identificando nella scienza il principale bersaglio delle loro campagne illiberali. Proponendosi l’obiettivo di affermare e difendere la libertà di ricerca scientifica, l’Associazione Luca Coscioni si offriva come uno spazio politico aperto alla discussione pubblica per costruire un’idea nuova e critica della laicità; ovvero non ideologica e in grado di trarre ispirazione dai valori storici di razionalità e tolleranza caratteristici del confronto scientifico. In tal senso, si è mossa sulla scena nazionale e internazionale raccogliendo importanti risultati…. Allo scopo di consentire la sopravvivenza e il rilancio dell’Associazione Luca Coscioni e delle iniziative in difesa della laicità e della libertà di ricerca scientifica, Ti chiediamo di iscriverti all’Associazione e contribuire al confronto culturale per far pesare di più la scienza nella politica e nella cultura del Paese. Se sei interessato puoi vedere sul sito www.lucacoscioni.it le modalità per farlo. Gilberto Corbellini, prof. ordinario di Storia della Medicina presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma – Giulio Cossu, prof. ordinario di Istologia ed Embriologia Medica presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma – Cesare Galli, direttore del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione ‘Istituto L. Spallanzani’ di Cremona, Demetrio Neri, prof. ordinario di Bioetica presso l’Università di Messina, Piergiorgio Strata, prof. ordinario di Neurofisiologia presso l’Università di Torino.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 02 luglio 2007 @ 18:59:02
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 | Documenti: LETTERA-APPELLO DEL PRESIDENTE ERMANNO DE ROSA |
LETTERA-APPELLO DEL PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY Caro, “irriducibile” Radicale, condivido la tua ostinazione a dare contributi di tempo e denaro a questa galassia Radicale che ci trascina e coinvolge alla speranza di libertà e diritto per migliorare le condizioni di convivenza tra le persone. Al punto che, non contento di appuntarmi l’iscrizione alle stelle maggiori che la compongono, presiedo un satellite locale di Radicali Italiani cui gli astronomi hanno dato il nome di Piero Welby. È in questa veste che ti scrivo per invitarti a condividere gli stessi contenuti anche in questo piccolo contenitore. Ci muoviamo tra Lodi, Piacenza, Cremona e Mantova cercando di dare eco e colore locali alle iniziative Nazionali. Ultimamente, a Cremona, la vicenda Welby ci ha letteralmente investiti di responsabilità inattese alle quali cerchiamo di fare fronte come potrai verificare interpellando il nostro sito www.radicalicremona.it e partecipando alle riunioni che terremo qua e là per il territorio delle quattro province a cavallo del Po. Compagni di Crema, Cremona, Piacenza e Mantova si coordineranno più strettamente per allargare le iniziative che prenderemo. Il tono goliardico che mi concedo non vuole nascondere la lotta politica senza quartiere che ci sfida, oggi più che mai. Per cui, dice Marco Pannella, dobbiamo agire come un commando di guerriglia non violenta che scende improvvisa dai suoi rifugi ad attaccare le odiose guarnigioni del potere quando usa l’illegalità o piega la legalità ai privilegi della propria casta e delle corporazioni sue complici. In questo avamposto annidato nella pianura tra Formigoni e Bersani, ma anche tra Berlusconi e Prodi siamo quattro decine. Ci servi anche tu. Il Presidente Ermanno de Rosa Per aderire all’Associazione Radicale Piero Welby: contatta subito il tesoriere Sergio Ravelli: s.ravelli@fastpiu.it
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 27 giugno 2007 @ 22:09:51
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 | Documenti: LA MEMORIA-TESTIMONIANZA DI MINA E CARLA WELBY |
NOI, MOGLIE E SORELLA, NON SIAMO “PARTI OFFESE” (la Memoria-Testimonianza di Mina e Carla Welby per l’udienza in Camera di Consiglio al G.I.P) Vorremmo capire per quale motivo noi, Mina Schett e Carla Welby, rispettivamente moglie e sorella del defunto Piergiorgio Welby, figuriamo come parte offesa nel procedimento in Camera di Consiglio del 28 maggio 2007. Inoltre anche l’on. Marco Pannella e l’on. Marco Cappato sono firmatari della cartella clinica del dott. Riccio e quindi ci chiediamo per quale motivo non siano stati chiamati in causa per questa Camera di Consiglio; tanto più in quanto ci avevano fatto da tramite sia per il contatto con il dott. Riccio che per ogni altro aspetto organizzativo.
Dichiariamo di essere state pienamente d’accordo con Piergiorgio Welby nella sua richiesta fatta in, in piena lucidità, in osservanza dell’art. 32 della Costituzione Italiana, di terminare la terapia di ventilazione assistita. Tale terapia, a partire dal 29 luglio 1997, lo aveva aiutato a superare l’insufficienza respiratoria e vivere discretamente fino al gennaio 2002, potendo anche respirare autonomamente in posizione seduta. Nel 2002 si verificarono ulteriori peggioramenti delle sue condizioni fisiche. Da allora aveva bisogno della ventilazione assistita con il ventilatore automatico 24 ore su 24. Già nel 2005 lamentava oppressione al petto e in particolare al cuore e grande stanchezza. Questi disturbi andavano aumentando perché la sua muscolatura, a causa della distrofia muscolare, si stava esaurendo. Ci riferiamo in particolare agli ultimi tre mesi dove la sua richiesta di poter terminare la sua sofferenza in sostenibile diventava sempre più insistente. Aveva chiesto anche a noi di aiutarlo a morire. Chiedeva che gli fosse somministrato del Tavor in dosi forti per farlo addormentare e poi staccare il tubo di collegamento con il ventilatore automatico. Ci rifiutammo, avendo paura di peggiorare la sua situazione di sofferenza e di non aiutarlo a morire, ma di provocargli uno stato vegetativo. Quando avemmo notizia da Cappato che il dott. Mario Riccio si era reso disponibile a visitare Piergiorgio e eventualmente effettuare l’interruzione, sotto sedazione, della ventilazione artificiale, abbiamo accettato e mai opposto resistenza nel riceverlo a casa. Quindi ci dichiariamo assolutamente collaborative nell’azione medica del dottore che abbiamo da sempre percepita lecita, in quanto per la patologia di Welby non vi erano né rimedi che lo potessero guarire, né cure che gli potessero dare sollievo. Inoltre da molte inchieste si evince che negli ospedali e nelle case degli italiani, dei medici eseguono queste situazioni terminali in casi simili, anche se in silenzio e all’oscuro di tutto. Le chiediamo, signor Giudice, di tenere in considerazione questa testimonianza, tanto più che il dott. Riccio ha agito in piena coscienza e senza alcun interesse personale né tanto meno pecuniario, bensì per alto senso morale e deontologia professionale. Mina e Carla Welby
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 14 giugno 2007 @ 15:55:04
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 | Documenti: ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL MAGGIO 2007 |
IN ASSENZA DI LISTE E CANDIDATI ECCEZIONALMENTE SOSTENUTI DALLE ORGANIZZAZIONI RADICALI, GLI ELETTORI “LAICI LIBERALI SOCIALISTI RADICALI” SONO INVITATI OVUNQUE AL VOTO DELLE LISTE PRESENTATE DALLO SDI
“Radicali Italiani”, l’Associazione “Luca Coscioni”, il Ministro Emma Bonino, i parlamentari radicali europei Pannella e Cappato, i parlamentari radicali della Rosa nel Pugno, a seguito della riunione della Segreteria Nazionale della RnP convocata ieri da Enrico Boselli e Marco Pannella, in considerazione dello svolgimento del Congresso dello SDI, della Manifestazione di Coraggio laico del 12 maggio, delle azioni e lotte ad oggi, tuttora, per molti versi comuni solamente a Radicali e Socialisti SDI, confermate al Governo e in Parlamento, della formale fortemente emblematica attivazione degli organi dirigenti della RnP, seppure in via straordinaria, in considerazione, infine, della particolare valenza anche politica generale nella attuale congiuntura economica, sociale e, specie, di urgente difesa dei diritti civili, umani, politici in Italia aggrediti e feriti ideologicamente e praticamente dal potere assolutista clericale, antiliberale, antidemocratico, antiilluminista e antilaico del Vaticano, tutto ciò considerato, con le sole eccezioni a favore della lista “Belluno futura” per il Comune di Belluno, della lista “Uniti per Jesolo” per il Comune di Jesolo, delle liste Verdi per circoscrizioni, Comune e Provincia di Genova , tutte con capolistura di candidati radicali, e dei candidati con ufficiale investitura degli organi nazionali Stefania Bozzi per il Comune di Verona, Massimo Bulckaen per il Comune di Lucca, Giovanni Fasano per il Comune di Taranto, INVITA GLI ELETTORI E LE ELETTRICI LAICI, LIBERALI, SOCIALISTI E RADICALI - FATTE SALVE LE INDICAZIONI SU ESPOSTE - AL SOSTEGNO E AL VOTO A FAVORE DELLE LISTE PATROCINATE DALLO SDI.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 26 maggio 2007 @ 21:30:31
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 | Documenti: 12 MAGGIO: MANIFESTAZIONE PER IL CORAGGIO E L'ORGOGLIO LAICO |
12 MAGGIO 2007: MANIFESTAZIONE DEL ‘CORAGGIO LAICO’
“Il 12 maggio 1974, a piazza Navona, sotto il palco c’era un gran pacco del giornale che avevamo già stampato, con il “No” della vittoria nei caratteri di legno cubitali usati per le grandi notizie. Il giornale lo avevo fatto assieme a Gianfranco, sotto la direzione di Marco. Nessuno doveva vederlo prima dell’annuncio ufficiale ma cominciammo a distribuirlo un po’ prima, trascinati dal giubilo irrefrenabile della gente impaziente. Sul palco, nell’entusiasmo, interpellai un dirigente del Manifesto, accorso a festeggiare: “E adesso, l’aborto”, gridai. La campagna per la legalizzazione Marco l’aveva avviata da poco. Il mio interlocutore sbarrò gli occhi e fece un salto di lato. Non ci fu tempo per altre battute, la fiumana popolare si mise presto in moto verso Porta Pia e la sede del Messaggero, che aveva dato voce alla campagna (poco tempo dopo i Perrone, proprietari del giornale, ne vennero estromessi). Passò anche sotto le incredule finestre di Botteghe Oscure. Fino a poco prima, loro erano stati molto preoccupati che la campagna divorzista bloccasse l’incontro tra “le masse comuniste e cattoliche”. Ancora mi ronza nella testa l’indignazione di una brillante giovane esponente comunista che aveva accusato i radicali perché cercavano di trarre vantaggi elettorali illudendo la gente. Ci mise una pezza Argentina Marchei, la popolana trasteverina, iscritta al Pci, che tampinava la Jotti fin sotto Botteghe Oscure: ‘A Nilde, perché nun ce date er divorzio?’” (da “Ricordi e Ricorrenze” di Angiolo Bandinelli)
(foto di Dumplife, Mihai Romanciuc)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 maggio 2007 @ 18:49:58
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 | Documenti: 12 MAGGIO, PONTE GARIBALDI: COMMEMORAZIONE DI GIORGIANA MASI |
12 MAGGIO 1977 - 12 MAGGIO 2007
DOPO 30 ANNI NESSUNA VERITA' SULL'ASSASSINIO DI GIORGIANA MASI
"IL 12 MAGGIO 1977 ero di nuovo a piazza Navona, per festeggiare ancora una volta quella vittoria e lanciare altri referendum. Giorni prima ero andato a parlare con i dirigenti della Questura, a San Vitale, e loro mi garantirono che tutto si sarebbe svolto nella massima tranquillità. Sul palco, con me, c’era solo Adelaide. La piazza era semivuota, noi eravamo avvolti in una atmosfera di tensione: fuori della piazza avvenivano cose di cui a noi giungevano solo il vociare, gli echi. A un certo punto, tra coloro che ci passavano attorno affannati nel via vai della confusione vidi un tipo, giovane, con una massa di capelli neri ricciuti e un maglione bianco attraversato da una banda orizzontale scura. A tracolla aveva un borsello o un sacchetto, non ricordo bene. La figura (il figuro?) aveva qualcosa di guardingo, di sfuggente, non so perché provai un po’ di preoccupazione. La sua foto apparve poi sui giornali (anche, se non sbaglio, in una vignetta di Forattini) abbinata alle immagini della sparatoria avvenuta non troppo distante, a Ponte Garibaldi, dove Giorgiana Masi era stata ammazzata con un colpo di pistola". (da “Ricordi e Ricorrenze” di Angiolo Bandinelli)
(foto di Dumplife, Mihai Romanciuc)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 maggio 2007 @ 18:43:07
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 | Documenti: L'ISCRIZIONE DI CHAVIANO AL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO |
CUBA: FRANCISCO CHAVIANO, DA 13 ANNI IN CARCERE, SI ISCRIVE AL PARTITO RADICALE
Con una lettera indirizzata ai cinque radicali che si sono recati un mese fa a Cuba per l’iniziativa nonviolenta di sostegno alle Damas de blanco “per la libertà e nonviolenza a Cuba”, Ana B. Aguililla Saladrigas ha comunicato la volontà sua e del marito Francisco Chaviano Gonzales di essere membri del Partito radicale.
L'Havana, 20.4.2007 – “Egregi signori, sono la moglie di Francisco Chaviano Gonzàles, il prigioniero di coscienza a Cuba che ha dovuto trascorrere il più lungo periodo di prigionia (ad ora tredici anni). Desidero innanzitutto ringraziare del gesto bello, coraggioso e solidale che è stato da parte vostra quello di marciare sul nostro suolo per un significativo richiamo al nostro governo per la libertà di mio marito e degli altri prigionieri di coscienza. Avete scritto con questo una pagina unica e molto bella nella nostra storia che non potrà mai essere dimenticata. Chaviano ha 55 anni, soffre di problemi di ischemia e di un tumore ai polmoni con rischio per la sua vita. Secondo le riduzioni di pena di un mese per ogni anno trascorso, già dovrebbe essere liberato, però per il momento il tribunale non ha dato risposta alla nostra petizione. Ogni domanda che voi farete al Governo di Cuba per la liberazione di mio marito sarebbe di estrema importanza. Francisco Chaviano è membro del partito Radicale Transnazionale dal 1992 quando segretaria generale era Emma Bonino. Dopo il suo incarceramento mi sono iscritta anch'io intorno al 1996. A Chiaviano e a me piacerebbe continuare ad essere membri di questo prestigioso partito che segue la via della lotta pacifica per i diritti civili iniziata da Gandhi. Appartengo anche a un gruppo di donne che iniziò la propria lotta nel 1995 quando mio marito era in sciopero della fame chiedendo la riapertura del suo caso e che si costituì come tale il 14 maggio del 2000. Si chiama Comitato delle Madri per la Libertà dei Prigionieri Politici “ Lenor Pèrez”... Non volendo perdere l'essenziale di questa lettera vi saluto ringraziandovi una volta di più per la vostra recente partecipazione senza precedenti alla nostra battaglia per la libertà dei prigionieri politici e in particolare di mio marito Francisco Chaviano Gonzàlez.
Non sono sufficienti le parole per esprimere la mia gratitudine per tanta solidarietà emotiva." Ana B. Aguililla Saladrigas
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 20 aprile 2007 @ 11:19:17
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 | Documenti: COMITATO STRAORDINARIO DI RADICALI ITALIANI |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma dal 30 marzo al 1° aprile 2007, sui seguenti fronti di iniziativa politica, delibera:
MORATORIA DELLE ESECUZIONI : Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani fa propria la proposta lanciata da Emma Bonino di una Marcia per la moratoria delle esecuzioni che il giorno di Pasqua, partendo dal Campidoglio e passando per il Quirinale, arrivi a San Pietro; a tal fine invita il Sindaco di Roma e il Governo a patrocinare e sostenere l’iniziativa e lancia un appello ai Sindaci e a tutti i cittadini che negli anni hanno sostenuto la campagna di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale Transnazionale ad aderire subito e partecipare alla manifestazione.
ROSA NEL PUGNO: Il Comitato di Radicali italiani ribadisce la sua convinzione che oggi ancora ben più di ieri obiettivi e ragioni che portarono all’evento/avvento della Rosa nel pugno restino validi, necessari e urgenti per il nostro Paese.
Il Comitato di Radicali italiani per questo si considera ed è più che mai vincolato al rispetto dei 31 punti di Fiuggi, agli accordi che lì sono stati presi con i compagni dello SDI, dell'Associazione Coscioni e della Federazione giovanile socialista, ai metodi e agli organismi che in forza di quegli accordi furono costituiti, ritenendo che attraverso di essi sia rappresentata una delle parti migliori della storia laica, liberale, socialista e radicale, con la prospettiva di dare vita ad una forza radicalmente riformatrice e alternativa.
DIRITTI, FAMIGLIE E NUOVE UNIONI: Per la celebrazione della cosiddetta giornata della Famiglia è stata provocatoriamente scelta la data del 12 maggio, ricorrenza dell'anniversario della vittoria nel referendum sul divorzio. Per la stessa data, in cui ricorre anche il trentennale dell’assassinio di Giorgiana Masi, invita gli organi del movimento sono invitati ad organizzare un convegno che affronti le tematiche che riguardano la famiglia nella sua concreta realtà, nella sua evoluzione storica e nelle sue attuali diverse manifestazioni.
8 SENATORI: Il Comitato dei Radicali Italiani continua a denunciare il protrarsi, intollerabile, di quella lesione gravissima alla legalità e ai diritti civili e politici degli italiani costituita dall’arbitraria estromissione da Palazzo Madama degli 8 senatori regolarmente eletti in favore, invece, di altrettanti letteralmente nominati dalle Commissioni Elettorali Regionali. Ritiene, infatti, che la Giunta per Elezioni, acquisita la relazione del senatore Manzione, abbia il dovere di accogliere la richiesta principale in essa contenuta e cioè quella tendente ad ottenere l’applicazione della lettera della legge elettorale trasmettendola al Presidente del Senato.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 02 aprile 2007 @ 22:53:59
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 | Documenti: LA MANIFESTAZIONE RADICALE A CUBA |
LIBERTA' PER I DETENUTI POLITICI CUBANI
MANIFESTAZIONE RADICALE A CUBA
L’Avana, 18 marzo 2007 - alle ore 12 locali, una delegazione di dirigenti e parlamentari del Partito Radicale ha iniziato una manifestazione non autorizzata a l’Avana, a Cuba, in occasione del quarto anniversario dell’arresto di 75 politici, intellettuali e giornalisti cubani, avvenuto il 18 marzo 2003, colpevoli solo di voler esercitare la loro libertà di espressione. I processi farsa contro i 75 esponenti democratici hanno portato a condanne dai 6 ai 25 anni di prigione. Dei 75 arrestati oggi, 65 restano ancora nelle carceri cubane. L’azione nonviolenta si svolge a sostegno della marcia annuale organizzata dalle Damas De Blanco (le Signore in Bianco), gruppo di mogli, compagne e figlie dei detenuti politici insignito del Premio Sacharov del Parlamento europeo, che ogni 18 marzo sfilano silenziosamente vestite di bianco dalla Chiesa di Santa Rita da Cascia a l’Havana, lungo la 5a strada per chiedere la liberazione dei propri cari. I manifestanti radicali (Marco Cappato, Maurizio Turco, Maria Fida Moro, Elisabetta Zamparutti, Matteo Mecacci) chiedono anche un'amnistia e la liberazione di tutti i prigionieri politici - tra i quali Francisco Chaviano detenuto dal '94, già Presidente del Consiglio Nazionale per i diritti civili a Cuba e iscritto al Partito Radicale transnazionale- e la non discriminazione delle persone omosessuali.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 18 marzo 2007 @ 17:50:45
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 | Documenti: ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI LUCA COSCIONI |
20 FEBBRAIO 2007
UN ANNO FA MORIVA LUCA COSCIONI, PRESIDENTE DI RADICALI ITALIANI E DELL'ASSOCIAZIONE COSCIONI
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 19 febbraio 2007 @ 20:13:45
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 | Documenti: LA MORTE DI ADELE FACCIO |
E' MORTA ADELE FACCIO, UNA APPASSIONATA MILITANTE RADICALE
Dichiarazione di Emma Bonino: “Adele Faccio ci ha lasciato. Con lei ho iniziato la mia militanza politica nella lotta per far sì che anche in Italia alla tragedia dell'aborto clandestino e delle mammane potesse sostituirsi una stagione di scelta consapevole della donna nel quadro di una legge che disciplinasse e regolamentasse tale pratica. Con lei sono entrata per la prima volta in Parlamento nel 1976 nella pattuglia dei quattro deputati radicali che contribuirono, non poco, a scuotere il "palazzo". Fu una stagione, quella del compromesso storico, di aspre battaglie e di intensa passione che ho condiviso con Lei, Marco Pannella, Mauro Mellini, Adelaide Aglietta, Gianfranco Spadaccia e tanti altri. La ricordo con grande affetto e tenerezza”.
Nella foto - 26 gennaio 1975: nel corso di una manifestazione politica tenuta al Teatro Adriano a Roma, Adele Faccio, all'epoca presidente del Partito Radicale, si consegna alla polizia dopo essere stata incriminata per “procurato aborto” e “associazione per delinquere”. Accanto alla Faccio, è riconoscibile Loris Fortuna.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 09 febbraio 2007 @ 18:00:05
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 | Documenti: LA RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DEL DOTTOR MARIO MELAZZINI |
LA NOSTRA RISPOSTA ALLE INCREDIBILI AFFERMAZIONI DEL DOTTOR MARIO MELAZZINI, PRESIDENTE DELL'A.I.S.L.A.
"Non abbiamo assistito all’incontro organizzato dal Movimento per la Vita domenica scorsa a palazzo Cittanova. Ci rifacciamo, perciò, a quanto riportato dai giornali. Il dott. Melazzini, malato di SLA da quattro anni, dichiara di sentire una inguaribile voglia di vivere. Ci associamo all’applauso che certamente ha accolto questa dichiarazione. Poi afferma che il dott. Riccio ha compiuto un omicidio di consenziente e perciò auspica da parte della Magistratura quella severità che l’Ordine dei Medici di Cremona non avrebbe adottato per mancanza di coraggio. Questa volta ci dissociamo dall’applauso che la gremita platea gli ha certamente tributato. Piergiorgio Welby era malato da oltre trent’anni e da dieci respirava grazie ad una macchina che gli spingeva aria nei polmoni attraverso un tubo inserito nei bronchi. Melazzini sostiene che non aveva diritto di rifiutare questo accanimento e morire in pace e dignità, nonostante la Costituzione affermi il contrario. Siamo con la Costituzione e con il Dottor Riccio che ha permesso a Welby di esercitare il suo diritto. Il Card. Carlo Maria Martini, facendo sentire attraverso la sua autorevole voce quel dissenso che fortunatamente esiste all’interno della Chiesa, seppur soffocato ed oscurato dalle gerarchie, ha ribadito ciò che il magistero della chiesa ha in passato affermato e oggi rinnegato: il diritto di rifiutare la cura quando la sofferenza perde ogni speranza di valore e dignità, diritto che lo stesso Giovanni XXIII aveva volontariamente esercitato. E il dott. Melazzini, che forse non ha mai letto in vita sua una sola riga di Carlo Maria Martini, al colmo del suo delirio di onniscienza, sprezzante di tutto quanto ha rappresentato e tuttora rappresenta il Cardinal Martini a livello culturale, umano, spirituale e pastorale, gli dà, con stupefacente supponenza, dell’alterato nelle capacità cognitive! Vogliamo sperare, e vivamente, che in quella sala si sia soppesata la gravità di quelle parole, e che memori dell’insegnamento evangelico si siano prese le distanze da tanta violenza: il rispetto per la condizione di sofferenza di Melazzini non può spingersi al punto di conferirgli licenza di uccidere, seppur con le parole. Siamo col Card. Martini! E con Don Verzè, e con il prof. Veronesi, e con Don Piantelli. E con tutti coloro che, in pieno spirito di Carità Cristiana, riconoscono che deve essere possibile (non obbligatorio dott. Melazzini!) ottenere aiuto da un medico quando le cure diventano insopportabili e senza speranza". Comitato Cremonese per la Libertà di Cura e di Ricerca scientifica
Sintesi delle affermazioni fatte dal dottor Mario Melazzini, presidente dell’Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica, nel corso del suo intervento a Palazzo Cittanova domenica 4 febbraio: «Mi amareggia che la decisione dell’Ordine dei medici di Cremona sia stata unanime. Se Mario Riccio si è comportato in modo deontologicamente corretto, dovremmo allora diffidare tutti i precedenti curanti che si sono rifiutati di soddisfare le richieste di Piergiorgio Welby. Come medico sono molto preoccupato: per me si è trattato di omicidio di consenziente. Spero nella magistratura». «Quello che dovevo dire a Riccio, glielo ho già riferito in faccia. Gli ho chiesto quale rapporti avesse avuto col povero Welby, se lo avesse conosciuto. Riccio mi ha detto di ‘aver soddisfatto la richiesta del paziente’. Cioé ha svolto un ruolo impiegatizio. Si tratta senza dubbio di un atto eutanasico». E ancora: «All’Ordine di Cremona è mancato il coraggio», e poi «squallido l’essersi riferiti a una lettera dell’arcivescovo Martini: come Giovanni Paolo II si sa che è affetto da Parkinson, e contro i tremori assume medicinali che alterano le capacità cognitive».
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 06 febbraio 2007 @ 17:45:27
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 | Documenti: LA CONSEGNA DELLE FIRME DI SOLIDARIETA' A MARIO RICCIO |
LA DICHIARAZIONE DEL COMITATO CREMONESE PER LA LIBERTA' DI CURA E DI RICERCA SCIENTIFICA
Cremona, 3.2.2007 - "Il Comitato Cremonese per la Libertà di Cura e di Ricerca Scientifica consegna al dott. Mario Riccio la testimonianza di solidarietà che i Cittadini Cremonesi hanno sottoscritto per il suo intervento da medico coscienzioso ad assistere nel morire il sig. Piergiorgio Welby. Una persuasione spontanea sulla umanità e profonda giustizia del suo operato si è manifestata fin dal diffondersi delle prime notizie al riguardo. A confermare questa generosa intuizione si è aggiunta la conclusione felice del lavoro meticoloso e rassicurante col quale la Commissione di Disciplina dell’Ordine dei Medici di Cremona ne ha accertato la piena rispondenza ai principi ed alle norme del codice deontologico dei medici italiani. Nel consegnare le 2.120 sottoscrizioni il Comitato apprezza e condivide in questa espressione di solidarietà la testimonianza di un’attenzione premurosa e diffusa per gli aspetti del problema messi in evidenza dalla campagna voluta da P. Welby. Per corrispondere all’atteggiamento responsabile ed attento dei cittadini verso i temi della libertà di cura e di ricerca scientifica anche se non adeguatamente trattati dal governo delle istituzioni, il Comitato si dispone a dare seguito alla propria iniziativa politica in questo campo ed invita tutti a parteciparvi. (nella foto, al centro, Mario Riccio con moglie e figlia)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 03 febbraio 2007 @ 13:30:42
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 | Documenti: CASO WELBY: LA DECISIONE DELL'ORDINE DEI MEDICI DI CREMONA |
CASO WELBY-RICCIO: LA DICHIARAZIONE DI ERMANNO DE ROSA, segretario dell'Associazione per l'iniziativa radicale e SERGIO RAVELLI, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani
Il dott. Riccio ha dimostrato la piena rispondenza del suo operato ai principi ed alle norme del codice deontologico dei medici italiani. La Commissione di disciplina dell’Ordine di Cremona lo ha accertato con un lavoro meticoloso e rassicurante, concludendo con l’archiviazione del caso. Si è accertato il consenso informato del paziente. Si è rispettata la sua volontà di interrompere il trattamento. Interrompere un trattamento equivale a non avviarlo (sembra ovvio, ma viene affermato per la prima volta pubblicamente in un atto ufficiale). Si è assistito il paziente nel morire e nessun atto eutanasico è stato compiuto. Ce ne rallegriamo col dott. Riccio e ringraziamo la Commissione per la definizione data agli aspetti umani e politici connessi con il comportamento professionale del valoroso medico di Cremona. Ci conforta anche l’unanimità raggiunta nel qualificato consesso e ci congratuliamo con i professionisti che lo compongono. La solidarietà espressa con la loro firma da oltre duemila cittadini cremonesi al dott. Riccio è premiata da questo esito ed apprezzata per la testimonianza che dà di un’attenzione premurosa e diffusa per gli aspetti del problema messi in evidenza dalla campagna voluta da Piergiorgio Welby. Restano tuttavia da chiarire le ragioni che hanno sconsigliato di intervenire ad altri medici in tutta l’Italia. Restano soprattutto aperte conclusioni umanamente e politicamente importanti, quelle di tipo giudiziario che chiameranno in causa non il codice deontologico, ma le leggi dello Stato: l’obiettivo più importante della campagna voluta da Welby e sulla quale l’Associazione Coscioni è tuttora impegnata. Rimangono intatte le ragioni per chiedere una legge organica e che sia preparata da indagini conoscitive Parlamentari e Mediche sulle prassi in atto tra medici e pazienti quando la sofferenza delle fasi finali della vita perde ogni speranza di valore e di dignità.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 02 febbraio 2007 @ 11:37:50
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 | Documenti: CASO WELBY: LA DECISIONE DELL'ORDINE DEI MEDICI DI CREMONA |
CASO WELBY: ARCHIVIAZIONE ALL’UNANIMITA’ PER IL DOTTOR MARIO RICCO. “INECCEPIBILE IL SUO COMPORTAMENTO”
Andrea Bianchi : “Ineccepibile il suo comportamento dal punto di vista deontologico. La chiusura del caso Riccio apre di fatto il caso Welby, perché pone in evidenza il vuoto legislativo esistente. Auspico che si apra al più presto in Parlamento una discussione su una legge che disciplini il testamento biologico”
Mario Riccio : “Sono soddisfatto dal punto di vista personale. Ciò conferma che deontologicamente parlando il paziente può rifiutare le cure”
Mina Welby : "Me l’aspettavo, sono contenta che sia finita così. Sono felice perché Riccio ha aiutato Piergiorgio ad avere una morte serena"
Marco Cappato : “La lotta di Welby è servita anche a questo. Non solo ad affermare per tutti i cittadini la certezza del diritto - stabilito dalla Costituzione - a rifiutare un trattamento sanitario, ma anche a garantire tutti i medici italiani sul rispetto della propria deontologia professionale quando assistono la libera e responsabile scelta del paziente. L’ordine dei medici di Cremona ha così limpidamente deciso di non seguire i tanti auspici e manovre di medici d’Ordine e altri emissari politico-istituzionali del potere clericale”.
Cremona, 1 febbraio 2007 : Nella foto, la conferenza stampa del presidente della Commissione disciplinare dott. Andrea Bianchi, tenutasi presso la sede dell'Ordine dei Medici di Cremona.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 01 febbraio 2007 @ 14:12:28
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 | Documenti: LE DECISIONI DEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
5.000 ISCRITTI AL PARTITO RADICALE ENTRO FEBBRAIO.
LA MOZIONE GENERALE APPROVATA DAL COMITATO NAZIONALE DI R.I.
Il Comitato Nazionale di Radicali Italiani, riunito a Roma il 19, 20 e 21 gennaio 2007, udite le relazioni della Segretaria Rita Bernardini e della Tesoriera Elisabetta Zamparutti, le approva. Forte del dibattito particolarmente ricco ed approfondito, aperto dalle relazioni tematiche, in primo luogo quella sui “costi della politica”, il Comitato conferma gli obiettivi approvati dalla precedente riunione straordinaria e ribadisce che, per dare risposte adeguate alle attese e alle speranze suscitate dalle iniziative politiche radicali, è necessario ed urgente l’arrivo di nuove risorse umane, organizzative ed economiche. Il Comitato è coinvolto ed impegnato con i suoi dirigenti, le associazioni e i militanti al raggiungimento dell’obiettivo fissato dal Consiglio generale del Partito Radicale Nonviolento transnazionale e transpartito di 5.000 iscritti, dei quali 300 parlamentari non italiani e 100 italiani, da raggiungere entro il mese di febbraio: condizione minima, necessaria ma certo non sufficiente per proseguire l’iniziativa politica radicale, nazionale e transnazionale e creare le basi per ipotizzare quel vero e proprio salto di qualità che susciti l’adesione di molte decine, centinaia di migliaia di nuove iscrizioni di persone che, riconoscendosi nella storia e nelle lotte radicali, impediscano che questo patrimonio politico venga disperso, e consentano a tutti i soggetti dell’area radicale di proseguire con maggiore e più adeguata forza.
(nella foto, Sergio Ravelli, riconfermato vice presidente del Comitato nazionale)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 22 gennaio 2007 @ 22:35:58
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 | Documenti: BILANCIO DELLA RACCOLTA DELLE FIRME A FAVORE DI MARIO RICCIO |
SOLIDARIETA' PER IL DOTTOR MARIO RICCIO: RACCOLTE OLTRE 2.000 FIRME IN SOLI 20 GIORNI (Dichiarazione del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca)
Cremona, 21.01.2207 : La campagna di Welby per affermare il diritto del malato a scegliere come morire e ad essere aiutato in questo passo evitando sofferenze inutili e senza speranza, ha avuto a Cremona uno svolgimento ed un successo straordinari per due motivi. Uno sta nel fatto che nella fase più drammatica della morte del promotore è intervenuto il coraggioso atto sanitario del medico cremonese dott. Mario Riccio. L’altro motivo è nel fatto che, dall’apertura dei tavoli di raccolta firme fino ad oggi, la campagna a Cremona si è retta non solo sull’ associazione Luca Coscioni, di cui Welby era presidente, ma anche sulla iniziativa intrapresa dal “Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica”. Questo Comitato, a cui tutti possono aderire, ha con convinzione sostenuto il confronto ed il dialogo sui difficili temi della fine della vita, ed in queste settimane ha offerto ai cittadini la possibilità di esprimere e testimoniare la profonda solidarietà per l’intervento medico del dottor Mario Riccio. Le 2000 firme raccolte in poche ore di presenza al mercato di Cremona, sono la risposta spontanea di quelli che hanno avuto l’occasione di imbattersi nel nostro tavolo. Ci spiace solamente di non aver potuto organizzare altri tavoli di raccolta, perché, ed i cremonesi incontrati così ci fanno ritenere, avremmo raggiunto altri sottoscrittori. Indubbiamente quanto è accaduto nella nostra città assume la rilevanza di fatto importante e degno di nota, testimone di come sia sviluppata la sensibilità dei cremonesi anche nei confronti di questioni che spesso vengono relegate alla sfera delle più strette esperienze individuali. Numerose sono state anche le adesioni di medici, infermieri e di personalità e rappresentanti delle istituzioni e delle forze politiche. Fra qualche giorno la Commissione Disciplinare dell’Ordine dei Medici di Cremona avvierà l’esame della pratica professionale adottata dal dott. Riccio e lo farà in piena autonomia e serenità di giudizio. Per dare ad essa un segno di rispetto e di particolare attenzione al difficile compito che la attende, il Comitato ravvisa l’opportunità di sospendere la raccolta delle firme di solidarietà al dott. Mario Riccio.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 22 gennaio 2007 @ 22:07:11
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 | Documenti: PROSEGUE A CREMONA LA MOBILITAZIONE SUI CASI WELBY E RICCIO |
GRAZIE WELBY, GRAZIE DOTT. RICCIO
La campagna di Piergiorgio Welby per affermare il diritto del malato a scegliere come morire e ad essere aiutato in questo passo evitando sofferenze inutili e senza speranza, ha avuto a Cremona uno svolgimento e un successo straordinari. Nella fase più acuta della morte del promotore la differenza l’ha fatta il coraggio del medico cremonese dott. Mario Riccio. Dall’apertura dei tavoli di raccolta firme al mercato fino ad oggi, la campagna si è retta a Cremona non solo sull’associazione Luca Coscioni di cui Welby era presidente, ma sull’iniziativa determinata del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica, un comitato aperto a tutte le forze politiche. Questo Comitato con convinzione ha sostenuto il confronto ed il dialogo sui difficili temi della fine della vita ed in queste settimane ha offerto ai cittadini la possibilità di esprimersi e testimoniare la profonda solidarietà che li muove verso il gesto del dottor Mario Riccio. 1.200 firme in poche ore di presenza al mercato di Cremona sona la risposta spontanea che non necessita di commenti.
(nella foto, la ressa al tavolo di sabato 6 gennaio)
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 06 gennaio 2007 @ 20:36:27
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 | Documenti: COMITATO STRAORDINARIO DI RADICALI IATALIANI |
COMITATO STRAORDINARIO DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Roma, 30.12.2006 - Il Comitato prende atto che le attuali forze e risorse umane, organizzative ed economiche dei soggetti dell’intera area radicale, costituenti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, sono oggi drammaticamente inadeguate a rispondere alle domande, alle attese, alle speranze suscitate dalle proprie stesse iniziative politiche. Il Comitato pone perciò all’opinione pubblica, a tutti e a ciascuno, la questione se questo patrimonio di lotta politica possa e debba proseguire con diversa e più adeguata forza, o sia destinato ad estinguersi e scomparire. I termini di tale questione emergono con chiarezza se si considera la portata degli impegni politici attuali dei radicali e l’entità della posta in gioco per ciascuno di essi. L’iniziativa dello sciopero della fame e della sete di Marco Pannella, intesa a scongiurare l’esecuzione della pena di morte comminata a Saddam Hussein, dalla quale ora può derivare solo un drammatico, ulteriore aggravamento della crisi irachena e mediorientale, è la necessaria premessa di una mobilitazione generale sui temi della pace a livello internazionale, sulla scia della campagna “Iraq Libero” del 2003, che rappresentò l’unica alternativa alla guerra e all’occupazione militare così come al pacifismo imbelle e conservatore dello status quo di regimi assolutisti e sanguinari. Nella cecità, nel cinismo, nella irresponsabile assenza di qualsiasi iniziativa politica delle classi dirigenti europee e occidentali, si sta precipitando in una spirale di violenza e di guerra che può trasformarsi in un conflitto generalizzato dalle conseguenze incalcolabili. E’ a fronte di questa prospettiva che si conferma la necessità indilazionabile del Grande Satyagraha mondiale per la pace, promosso da Marco Pannella.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 01 gennaio 2007 @ 15:17:47 Continua...
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 | Documenti: LA COMMEMORAZIONE DI PIERGIORGIO WELBY |
ROMA, 23.12.2006
WELBY, IN MIGLIAIA PER L'ULTIMO SALUTO
Una grande folla per i funerali laici di Piergiorgio Welby, tenuti questa mattina in Piazza San Giovanni Bosco, a Roma. Sul palco i familiari di Welby, Bernardini, Bonino, Cappato, Pannella. La moglie Mina: ora è davvero libero e contento. Cappato: non è abusivo definire questa cerimonia "religiosa". Pannella: emergano risposte a queste tragedie umane, a queste violenze, a questa tortura.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 24 dicembre 2006 @ 13:42:59
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 | Documenti: LA MORTE DI PIERGIORGIO WELBY |
CIAO, PIERGIORGIO. A DOMANI E PER SEMPRE!
Il corpo di Piergiorgio Welby non è più una prigione. La presenza della sua persona fra noi continua e cresce di statura col passare delle ore e col diffondersi delle notizie sulle parole con le quali ha commosso chi gli è stato vicino. Marco Cappato ed il senatore prof. Marino ne sanno qualcosa. “Ora lasciate che mi concentri, capirete! È la prima volta che muoio”. Chi non vorrebbe per amico un uomo così? Invece è morto davvero! In un modo che lo ha reso amico di tutti. Come fosse stato per tutti il compagno di banco intelligente e divertente, capace di far diventare impegnativi e seri i giochi più spensierati e di mutare in gioco le situazioni più difficili. Ha consegnato il suo ultimo compito in classe e se ne è andato. Ha concluso prima del tempo assegnato, mentre noi ancora sudiamo sul tema, ma ci ha lasciato generosi suggerimenti, la brutta da copiare.
Ciao, Piergiorgio! A domani e per sempre! Ermanno de Rosa - Cremona, 22.12.2006
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 22 dicembre 2006 @ 16:49:25
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 | Documenti: LA MORTE DI PIERGIORGIO WELBY |
CIAO, CARO COMANDANTE WELBY
Piergiorgio Welby ci ha lasciati. Esattamente nel modo che desiderava. Ha ottenuto, nel pieno rispetto della legge vigente e della Costituzione, quello che da 88 giorni ha ripetutamente chiesto: al Presidente della Repubblica, al Parlamento, alla magistratura, al mondo della scienza e della medicina. L’interruzione del trattamento terapeutico richiesta da Welby è avvenuta attraverso un intervento impeccabile dal punto di vista sia della scienza e della pratica medica che della scienza e della pratica giuridica. In questo momento, vogliamo ricordare il dialogo costante di Piergiorgio con il mondo internettiano, attraverso il forum sul sito www.radicali.it, la sua sola finestra sul mondo, dove da quasi cinque anni ha dialogato con migliaia di persone e alimentato un grande dibattito sui temi della vita, della morte e della sofferenza umana. L’ultimo suo messaggio è delle ore 19,18 di ieri sera. Un commento sintetico a qualche intervento sentito o letto in precedenza: “Non ho prole, p.w.”. Proprio così, "prole" al posto di "parole", perché oramai Piergiorgio non riusciva più ad utilizzare il proprio computer e si limitava, con fatica estrema, a carpire aria per sussurrare poche parole alla cara moglie Mina. Ciao, caro Comandante. Sergio Ravelli - Cremona, 21.12.2006
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 22 dicembre 2006 @ 16:41:11
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 | Documenti: LA MORTE DI PIERGIORGIO WELBY |
E' MORTO PIERGIORGIO WELBY.
CIAO, CARO COMANDANTE
"Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa" (p.w.)
"La farfalla non conta gli anni ma gli istanti: per questo il suo tempo le basta" (p.w.)
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 21 dicembre 2006 @ 08:38:44
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 | Documenti: LETTERA APERTA DI PIERGIORGIO WELBY AI DIRETTORI |
LETTERA APERTA DI PIERGIORGIO WELBY AI DIRETTORI: "VI SCRIVO DALLA MIA PRIGIONE INFAME"
Signor Direttore, sono Piergiorgio Welby, che ha preso il posto di Luca Coscioni quale Presidente dell'Associazione radicale che porta il suo nome, e come esponente della costellazione di soggetti politici Radicali, nazionali e internazionali, che operano con e attorno al Partito Radicale. Ormai, 77 "giorni" fa, mi sono rivolto pubblicamente, personalmente, politicamente, al Presidente della Repubblica, quale supremo Garante del rispetto della Costituzione, della legalità repubblicana; per ottenere finalmente l'esercizio del mio diritto naturale civile politico personale ad una mia morte - naturale -. Solo modo possibile per conquistare (anche in Diritto) pace per questo "mio" corpo altrimenti sempre più straziato e torturato. Sequestratomi, per una kafkiana imposizione "etica" dall'ordinamento e del potere burocratico, o anche a esso imposto. Dobbiamo tutti - credo- gratitudine per la qualità, l'importanza, della Sua risposta e delle Sue esortazioni che hanno indubbiamente consentito il grave e grande dibattito che unisce, anzichè dividere, coloro che vi partecipano, che non sono indifferenti.
Signor Direttore, come già Luca Coscioni, a mio turno sono oggi oggetto di offese e insulti, di pensieri, parole, aggressioni alla mia identità ed alla mia immagine, quasi non bastassero quelle perpetrate al corpo che fu mio e che, invece, vorrei, per un attimo almeno, mi fosse reso come forma - qual è il corpo - necessaria del mio spirito, del mio pensiero, della mia vita, della mia morte; in una parola del mio "essere". Sono accusato, insomma, di "strumentalizzare" io stesso, la mia condizione per muovere a compassione, per mendicare o estorcere in tal modo, slealmente, quel che proponiamo e perseguiamo con i miei compagni Radicali e della Associazione Luca Coscioni, che ha ragione ormai antica e sempre più antropologicamente, culturalmente, politicamente forte; "dal corpo del malato al cuore della politica". O, ancora, non sarei, come già Luca Coscioni, che io stesso strumentalizzato dai "miei", così infamandoci come meri oggetti o come soggetti plagiati. (O indemoniati, vero... Signori?). Strumenti? Sono, invece, limpidi obiettivi ideali, umani, civili, politici.
Dalla mia prigione infame, da questo corpo che - per etica, s'intende - mi sequestrano, mi tornano alla memoria le lettere inviate alla... "politica" da un suo illustre, altro, "prigioniero": Aldo Moro. Pagine nobili e tragiche contro gli uomini di un potere che aveva deciso di condannarlo (anche lui per etica, naturalmente) a morte certa, anche lui ad una forma di tortura di Stato, feroce ed ottusa. Quelle pagine non potrei farle mie. Anche perché furono perfette, e lo restano. Un pensiero, ancora, un interrogativo, un dubbio: dove sono mai finiti per tanti "credenti" Corpo mistico e Comunione dei Santi?
Comunque Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori! Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi. Io auguro a voi ogni bene. Spero davvero (ma temo fortemente che così non sia), spero davvero che questo augurio vi raggiunga, si realizzi, perché questo "voi" oggi manca anche a me, anche a noi altri. Per finire, grazie Signor Direttore per la sua tollerante attenzione. A questo mio estremo, ultimo tentativo di trasmettere parola. Grazie sincero,
Suo Piero Welby.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 dicembre 2006 @ 20:58:02
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 | Documenti: CONSIGLIO GENERALE DEL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE |
IL PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE CAMBIA NOME, E DIVENTA “PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO" LA MOZIONE APPROVATA DAL CONSIGLIO GENERALE DI BRUXELLES (al centro della foto, l'ex primo ministro di Albania Pandeli Majko)
Il Consiglio generale del Partito Radicale Transnazionale riunito a Bruxelles dal 7 al 9 dicembre 2006 ...decide:
1- di avere come obiettivo prioritario, e di dare perciò mandato al Senato del partito, quello della convocazione del congresso ordinario entro la primavera 2007, in modo da ricostituirne a pieno la legalità e le capacità politica di operare;
2- di condizionare tale convocazione quantomeno al raggiungimento della sostenibilità economico-finanziaria - oltre che politica - delle sue proprie attività; in particolare, la convocazione del Congresso potrà divenire operativa soltanto se sarà stato raggiunto entro febbraio l'obiettivo di 5.000 iscritti a quota "europea", 300 parlamentari non italiani e 100 italiani;
3- di adottare sin d'ora, se le condizioni statutarie lo consentono, la denominazione del Partito in quella di Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito ("Nonviolent Radical Party, Transnational and Transparty"), affidando al congresso ordinario la ratifica di questa trasformazione;
4- di impegnare intanto le energie radicali ovunque possibile, e non solo nei paesi dell'Unione Europea e nelle istituzioni comunitarie, per ottenere che l'Unione Europea stessa esiga finalmente il rispetto delle clausole volte alla tutela dei diritti umani e politici contenute nei trattati da essa stipulati con paesi a regime parzialmente o totalmente autoritari; ciò nella prospettiva di far divenire l'Unione Europea un motore efficace per la promozione di diritto, libertà e democrazia nel mondo, secondo quelli che sono lo spirito e la lettera della stessa legalità della comunità internazionale, a cominciare da quella europea;
5- approva e fa proprio il Manifesto-appello per un primo Grande Satyagraha mondiale per la pace proposto da Marco Pannella, che tante e così prestigiose adesioni ha già registrato. Di fronte alla prospettiva sempre più probabile ed imminente di un conflitto generalizzato di portata incalcolabile nel e a partire dal Medio Oriente, il Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito proclama e assume come proprio compito prioritario quello di incardinare la battaglia politica nonviolenta, cui il Manifesto-appello chiama, perché siano con la massima urgenza superate ed invertite le condizioni strutturali che a quel conflitto stanno portando; perché si affermi la sola alternativa oggi concepibile, che sia fondata sulla pratica applicazione del diritto internazionale che si basa ormai sulla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo del 10 dicembre 1948, della quale in queste ore si sta per celebrare il cinquantottesimo anniversario.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 dicembre 2006 @ 16:10:45
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 | Documenti: PROSEGUE LE MOBILITAZIONE SULLA QUESTIONE EUTANASIA |
EUTANASIA: GRANDE SUCCESSO DELLA RACCOLTA DELLE FIRME AL MERCATO DI CREMONA
Cremona, 2.12.2006 - Si è tenuta questa mattina presso il tavolo di raccolta firme allestito al mercato, in via Monteverdi, la conferenza stampa del Comitato cremonese per la libertà di cura e di ricerca scientifica. Mentre una fila ininterrotta di persone, in gran parte donne, provvedeva a sottoscrivere la petizione promossa dall’Associazione Luca Coscioni, i rappresentanti del comitato cremonese Cristina Manfredini, consigliere provinciale Ds, ed Ermanno de Rosa, dell’associazione Coscioni, hanno illustrato l’importante conferenza pubblica, la prima del genere, che si terrà a Cremona domenica 10 dicembre. Il tema che verrà affrontato e approfondito da ospiti illustri (il filosofo della scienza Giulio Giorello, il professore di bioetica Maurizio Mori e la presidente di Radicali Italiani Maria Antonietta Coscioni) è il seguente: "Eutanasia - dal corpo dei malati al cuore della politica”. Al termine delle presentazione, dopo sole due ore, le firme raccolte al tavolo di via Monteverdi erano oltre 110. Uno grande successo, considerata la delicatezza del tema oggetto della petizione.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 02 dicembre 2006 @ 23:31:08
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 | Documenti: LETTERA-RICHIESTA DI PIERGIORGIO WELBY |
WELBY CHIEDE FORMALMENTE AL MEDICO IL DISTACCO DEL RESPIRATORE
Roma, 27 novembre 2006 - Piergiorgio Welby, Co-Presidente dell’associazione Coscioni, rende noto di aver rivolto per iscritto la seguente richiesta a uno dei suoi medici:
"Il sottoscritto Piergiorgio Welby chiede al Dott (…) il distacco dal ventilatore polmonare sotto sedazione terminale se possibile orale."
WELBY: DOPO NO MEDICO, DATO MANDATO A LEGALI PER RICORSO A MAGISTRATURA
Roma, 29 novembre 2006 - A seguito del diniego del medico interpellato a procedere alla richiesta di distacco del ventilatore polmonare sotto sedazione terminale, Piergiorgio Welby, co-Presidente dell’Associazione Coscioni, per atto pubblico notarile ed alla presenza di due testimoni, ha conferito mandato ad un collegio di avvocati affinché per suo nome e conto ricorrano alla magistratura per ottenere un "provvedimento d'urgenza ex articolo 700" volto ad autorizzare quanto richiesto.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 27 novembre 2006 @ 14:45:06
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 | Documenti: SCIOPERO DELLA FAME A SOSTEGNO DELLA BATTAGLIA DI LIBERTA' DI WELBY |
DICHIARAZIONE DEL DEPUTATO EUROPEO MARCO CAPPATO, SEGRETARIO DELL'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Dalla mezzanotte di mercoledì 22 novembre avvieremo un'iniziativa nonviolenta di sciopero della fame aperta ai cittadini che lo vorranno e rivolta al Presidente della Consiglio, ai rappresentanti istituzionali ed anche agli esponenti della comunità scientifica e del mondo medico, affinché si dia risposta alle due richieste avanzate dal co-Presidente dell'Associazione Coscioni, Piergiorgio Welby:
1- Che il Presidente del Consiglio proceda finalmente alla nomina del nuovo Comitato Nazionale di Bioetica, come previsto dalla normativa italiana e da impegni internazionali assunti dal nostro Paese. Il precedente Comitato è scaduto infatti oltre 5 mesi fa, il 15 giugno 2006;
2- Che arrivino risposte concrete alla domanda drammaticamente urgente posta dallo stesso Welby il 22 ottobre, quando scrisse: "È mia ferma decisione rinunciare alla ventilazione polmonare assistita. Staccare la spina mi porterebbe ad una agonia lunga e dolorosa. Anche una sedazione protratta nel tempo non mi garantirebbe una morte immediata senza dolore. Chiedo: è possibile che mi sia somministrata una sedazione terminale che mi permetta di poter staccare la spina senza dover soffrire?". Non avendo finora trovato nessuno disposto a dare risposta pratica, lo stesso Welby ha comunicato l'inevitabilità di una azione di disobbedienza civile, non senza aver chiesto ad alcune tra le massime cariche costituzionali di indicargli un’alternativa che non sia quella della clandestinità. In entrambi i casi, ciò che si chiede è il rispetto della legalità - sia sul piano delle leggi dello Stato e dei principi costituzionali che su quello della deontologia professionale del medico - per l'affermazione del diritto ad una vita dignitosa, tanto per le persone quanto per le istituzioni malate del nostro Paese.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 22 novembre 2006 @ 14:27:35
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 | Documenti: LETTERA APERTA DI PIERGIORGIO WELBY |
EUTANASIA: WELBY "RIMANE SOLO DISOBBEDIENZA CIVILE". Lettera aperta a Presidenti Commissione Giustizia e Sanità
Dopo il seminario svolto il 27 ottobre scorso, alla Presenza del Presidente della Commissione Sanità Ignazio Marino, con all’ordine del giorno la domanda di Piergiorgio Welby rivolta ad autorevoli giuristi, medici, bioetici e politici (“è possibile che mi sia somministrata una sedazione terminale che mi permetta di poter staccare la spina senza dover soffrire?”), il co-Presidente dell’Associazione Coscioni ha inviato la seguente lettera aperta ai Presidenti e ai membri delle Commissioni Sanità e Giustizia di Senato e Camera, e, per conoscenza, ai Presidenti dei due rami del Parlamento:
“Caro Presidente, nonostante la mia pubblica richiesta di essere sedato per staccare il respiratore, nessuno vuole prendersi questa responsabilità. Quindi, l'unica via percorribile resta quella della disobbedienza civile che - insieme a Marco Pannella e ai compagni radicali - non potremmo e non potremo far altro che mettere in pratica un giorno da decidere. P.Welby”
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 15 novembre 2006 @ 15:10:24
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 | Documenti: V° CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
"IL MIO V° CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI" di ERMANNO DE ROSA
-- Racconto a puntate senza illustrazioni, ma aperto ad espressioni di dolente umanità da parte di tutti gli iscritti a parlare che non hanno parlato al congresso di Padova di Radicali Italiani --
Partecipo per la quinta volta ad un congresso Radicale. Voglio intervenire. Finalmente mi sono costretto a preparare a casa L’INTERVENTO.
Strutturato, ma elegante; spruzzato di citazioni dotte, ma anche di autoironia; serio e determinato sulle questioni importanti, ma sottilmente venato di quel poco di poesia che affiora sempre dal fiume carsico del narcisismo. In fila al banco della reception, ne accarezzo i fogli ben ordinati nella cartellina trasparente e questo mi dà sicurezza. Dopo che la macchina del congresso si è messa in moto come la camera di macinazione di un immenso mulino a martelli (relazione introduttiva, lavori delle commissioni, relazioni, invitati, esperti, tavole rotonde) quei quattro fogli me li ritrovo sconvolti e ricoperti da stratificazioni successive di appunti, dati, sottolineature, punti interrogativi. Intrepido e determinato, mi iscrivo a parlare: cinquantottesimo. Parlerò martedì, due giorni dopo la chiusura dei lavori. Meno male! È martedì ed intervengo. Con una prima premessa in deroga all’intervento scritto: “Pannella, Capezzone ed il training sportivo”. Il postadolescente non ha bisogno di passare per la giovinezza perché già si misura ad armi pari con i politici più esperti di economia e finanza (“senatori del pedale” con gregari a squadre, direbbe un giornalista sportivo).
Ma il mister Pannella non si fida delle apparenze e lo allena come un mediano cercando di fargli scoppiare i polmoni. Poi vuol mostrare a tutti che il suo è un puro sangue capace di vincere in una corsa vera ed allora…?: non gli tira la volata, ma…..lo attacca e viene battuto…È così? Se vi pare.
Dalla grande macina attonita e plaudente torna a cadere, regolare e rassicurante, la farina bianca doppio zero della politica radicale. Seconda premessa in deroga: “Gli chiede aiuto piangendo come un Re che non può piangere”. Chi l’ha mai detto! Impossibile! Nessuno! Una frase che cade dallo schermo gigante dietro la bella testa bianca di Marco, una frase nobile e dura come il suo profilo. Percuote le pareti della sala vibrando per un attimo come un diapason d’acciaio e subito si stempera e tace. Oggi l’eco che esce dalla rappresentazione drammatica è chiara e politica: i grandi temi della giustizia e della pace non si può lasciarli in mezzo al guado! I Radicali non dimenticano! Non esistono che nelle loro iniziative, perderle è perdersi! .................................................. (per continuare a leggere, clicca sotto su "continua")
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 09 novembre 2006 @ 17:03:37 Continua...
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 | Documenti: V° CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
V CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI:
SERGIO RAVELLI RIELETTO NEL COMITATO NAZIONALE
ELEZIONE DEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI Votanti: 237 (Bianche 8, Nulle 2)
Lista “LIBERARE, LEGALIZZARE RIFORMARE LA POLITICA L’ITALIA” voti: 167 = 73,57% (44 seggi) GASPARRINI SABRINA, CORLEO DONATELLA, CIANFANELLI DEBORAH, MISCHIATTI MONICA, TREVISAN DONATELLA, CASIGLIANI JOLANDA, PISANO NATHALIE, MORETTI CLAUDIA, CRETELLA ANTONIETTA, CORDEDDA TONINA, PUGGIONI MARIA ISABELLA, MANIERI VALERIA, CASALI WERTHER, RAVELLI SERGIO, DELL’ALBA GIANFRANCO, BACCHI ANTONIO, PULLIA FRANCESCO, ROSSODIVITA GIUSEPPE, CAPONE PIERO, MASSARI ALESSANDRO, FISCHER FEDERICO, BEDARIDA GUIDO, FERRARO SALVATORE, BERARDO ROCCO, IERVOLINO MASSIMILIANO, MECACCI MATTEO, VIALE SILVIO, MARCOZZI ROZZI IGNAZIO, PERDUCA MARCO, BERTE’ LUCIO, FEDERICO VALERIO, MURONI GIAMPIERO, GAMBINI UMBERTO, BONI IGOR, PAPILI ORAZIO, BORTOLUZZI MICHELE, FOIS FRANCO, SILVESTRI EMILIANO, GALLI DIEGO, FREZZATO ALESSANDRO, ANGIOLI MATTEO, LIPPARINI LORENZO, LEMBO MICHELE, PUNZI FEDERICO.
Lista “FORTUNA-BLAIR-ZAPATERO PER L’ALTERNATIVA” Voti: 60 = 26,43% (16 seggi) SARO PETTINATO, NULLI MANFREDI, LEONARDUZZI GIANFRANCO, PIPI PIETRO, FERRARO RAFFAELE, NOLI WALTER, PANAZZOLO MATTIA, BRACCINI GIULIO, MOSCA ANTONIO, MACCARRONE DANILO, CENNI LORENZO, BALLARIO NICOLAS, BARTOLI ANDREA, STENTA URBANO, RAPAGNA’ PIO, PATELLI RENATO.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 08 novembre 2006 @ 17:25:23
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 | Documenti: V° CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
V CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Il V Congresso di Radicali italiani, riunito a Padova dal 2 al 5 novembre 2006, a. udite le relazioni dei Segretario e della Tesoriera, le approva; b. conferma e rilancia il progetto 'Blair-Fortuna-Zapatero" della Rosa nel Pugno come soggetto strategicamente volto, dopo la conquista dell'alternanza, all'alternativa laica, socialista, liberale, radicale. La Rosa nel pugno nata a Fiuggi è un soggetto politico con organi, regole, e un patto fondativo da far vivere. E' ora possibile assicurare un nuovo slancio anche attraverso la nascita di un Comitato dei Mille (con poteri congressuali) che veda riuniti la Segreteria e la Direzione della Rosa nel pugno, con i candidati alla Camera e al Senato, e con altre personalità (a partire da esponenti, movimenti e soggetti politici dell'area socialista, manifestatisi anche in questo Congresso), ritrovando gli obiettivi e il linguaggio con cui la Rosa nel pugno si è affermata un anno fa.
E' inoltre urgente la promozione di "Club di iniziativa politica", tematici o territoriali, per offrire a quanti vogliano impegnarsi a sostegno della Rosa nel pugno uno strumento concreto di azione e mobilitazione.
Il Congresso sottolinea l'urgenza del fatto che, anche in materia di politica estera e di politica ambientale, con particolare riguardo all’elaborazione di un Piano energetico nazionale che preveda la graduale uscita dalla dipendenza dal petrolio in un orizzonte temporale realistico e sostenibile, vi sia sempre più sistematicamente un'azione ed un'iniziativa della Rosa nel pugno come tale. c. impegna gli organi dirigenti dei Movimento (anche sollecitando in questo senso gli organi della Rosa nel pugno) a chiedere ed ottenere un incontro con il Presidente dei Consiglio Romano Prodi per chiedere: 1. parole chiare del Presidente del Consiglio, nonché leader della maggioranza, sulla vicenda degli otto senatori eletti dai cittadini italiani (ma tuttora illegalmente estromessi da Palazzo Madama), nonché la nomina dei Comitato nazionale di bioetíca; 2. l’impegno dei Governo a favore della catendarizzazione delle proposte di legge esistenti in materia di diritti civili, dai pacs alla droga alla riforma della legge 40; 3. il cambiamento di posizione del Governo sulla vicenda della moratoria universale della pena di morte, che appare oggi immotivatamente accantonata; ......................................................(per continuare a leggere, clicca sotto su "continua")
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 07 novembre 2006 @ 23:43:08 Continua...
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 | Documenti: V° CONGRESSO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
V CONGRESSO DI RADICALI ITALIANI:
RITA BERNARDINI ELETTA ALLA SEGRETERIA (voti: 182, pari al 77%),
ELISABETTA ZAMPARUTTI ALLA TESORERIA (voti: 190, pari all'80%),
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI ALLA PRESIDENZA (voti 207 - 87%)
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 07 novembre 2006 @ 23:38:23
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 | Documenti: SEI ANNI DALLA SCOMPARSA DI ANTONIO RUSSO |
16.10.2000-16.10.2006 SEI ANNI DALLA SCOMPARSA DI ANTONIO RUSSO
«Il corpo privo di vita dell'inviato di Radio Radicale è stato trovato sul ciglio della strada a 25 km da Tiblisi (Georgia). La porta della sua abitazione è stata trovata aperta. Russo era in procinto di rientrare in Italia per portare nuove testimonianze e documenti sull'atrocità della guerra in Cecenia». Questo il messaggio comparso sul sito di Radio Radicale il 16 ottobre 2000, il giorno della notizia dell'omicidio di Antonio Russo, inviato nei "luoghi caldi del pianeta", in quel periodo in Georgia per cercare di far luce sulla guerra in Cecenia, sul genocidio messo in atto dalla Russia nei confronti di una nazione più debole. Erano le 14.10 quando dalla Farnesina giungeva la notizia del ritrovamento del corpo privo di vita di Antonio nelle vicinanze di Tiblisi (Georgia).
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 15 ottobre 2006 @ 22:56:59
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 | Documenti: L'ASSEMBLEA DEI RADICALI A MANTOVA |
MANTOVA, 14.10.2006
LA MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA DEI RADICALI MANTOVANI E CREMONESI
L’assemblea comune degli iscritti all’associazione per l’iniziativa radicale a Cremona e all’associazione RadicaliMantova, tenutasi a Mantova in data 14 ottobre 2006, DANDO SEGUITO alla fusione delle due associazioni, già deliberata dalle rispettive assemblee tenutesi rispettivamente in data 29.9.2006 e 14.10.2006, DELIBERA la costituzione dell’ASSOCIAZIONE PER L’INIZIATIVA RADICALE A CREMONA E MANTOVA. LO STATUTO della nuova associazione viene sottoposto all’approvazione dell’assemblea comune.
La mozione e lo Statuto della nuova associazione sono stati approvati all'unanimità.
(nella foto, il presidente dell'assemblea, Sergio Ravelli e Tommaso Tonelli)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 15 ottobre 2006 @ 22:40:17
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 | Documenti: PANNELLA ALLE ESEQUIE DI ANNA POLITKOVSKAYA |
PANNELLA PRESENTE ALLE ESEQUIE DI ANNA POLITKOVSKAYA
“Ansa” del 10.10.2006 - Dall'Italia è giunto apposta in visita-lampo a Mosca Marco Pannella: il leader storico dei radicali della Penisola conosceva personalmente la Politkovskaia (“una giornalista che ha spalancato i nostri occhi sulla realtà presente più in generale, non soltanto su quella cecena”) e ha definito “naturale” la sua presenza al funerale. “Nove anni fa qui in Russia - ha dichiarato Pannella - è stato assassinato il rappresentante del partito radicale transnazionale Andrea Tamburi. Poi abbiamo avuto Antonio Russo e tra i radicali russi ce ne sono un paio che sono scomparsi. Abbiamo anche compagni ceceni in condizioni un pò difficili. Sono venuto qui per una testimonianza. È un dato di fatto che aumentano gli assassinati e gli assassini. Aumenta il potere degli assassini, aumenta il martirio di chi è inerme ma non inerte”. Per il leader radicale italiano la brutale soppressione della della giornalista “è la spia di una realta' europea e non soltanto russa”. Non essendo la camera ardente in grado di accogliere tutta la gente, le orazioni funebri sono incominciate verso le 15 locali quando ancora centinaia di persone stavano in coda fuori del “Reparto Tanatologico” con in mano un mazzo di fiori o una candela accesa. Tra i Vip schierati davanti alla bara scoperchiata, con la defunta che aveva sulla fronte una banderuola bianca come vuole la tradizione ortodossa, campeggiavano tre capofila della opposizione democratica anti-Putin - Grigori Yavlinski, Boris Nemtsov e Anatoli Ciubais - e l'ambasciatore americano a Mosca William Burns che ha spronato le autorità a condurre un'inchiesta accurata e obiettiva sull'omicidio della celebre giornalista investigativa.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 11 ottobre 2006 @ 16:13:41
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 | Documenti: LA MANIFESTAZIONE DEL SAM RAINSY PARTY A BRESCIA |
SAM RAINSY PARTY E PARTITO RADICALE PER LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA IN CAMBOGIA
Il Presidente del SRP e leader dell'opposizione democratica e nonviolenta cambogiana Sam RAINSY con Ermanno DE ROSA, segretario dell'associazione per l'iniziativa radicale a Cremona, e Sergio RAVELLI, coordinatore regionale della Rosa nel Pugno e vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 settembre 2006 @ 14:48:30
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 | Documenti: LA MANIFESTAZIONE DEL SAM RAINSY PARTY A BRESCIA |
SAM RAINSY PARTY E PARTITO RADICALE PER LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA IN CAMBOGIA
Al termine della riunione si è tenuta una grande cena e festa della comunità cambogiana in Italia e degli aderenti del partito SRP e radicale.
(da sinistra, Ermanno De Rosa, Sergio Ravelli, Sam Rainsy, Veronica Pede, Oscar Lopane, e Bruno Mellano)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 settembre 2006 @ 14:40:35
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 | Documenti: LA MANIFESTAZIONE DEL SAM RAINSY PARTY A BRESCIA |
SAM RAINSY PARTY E PARTITO RADICALE PER LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA IN CAMBOGIA
Il Sam Rainsy Party, oltre a far parte dell’internazionale liberale, ha da tempo coltivato strettissimi rapporti di collaborazione con il Partito Radicale transnazionale. Recentemente, in occasione del viaggio di Marco Pannella in Cambogia, sono 24 i parlamentari cambogiani che hanno aderito al Grande Satyagraha Mondiale per la Pace e rinnovato così anche la loro iscrizione al Partito radicale.
(l'intervento di Saumura TIOULONG, deputata cambogiana)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 settembre 2006 @ 14:32:19
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 | Documenti: COMITATO DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE APPROVATA |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA ALL'UNANIMITA'
Roma, 8/10.9.2006 - Il Comitato Nazionale di Radicali italiani delibera l'apertura di una intensa fase di preparazione del Congresso del Movimento, previsto dal 2 al 5 novembre prossimi, e al quale avranno diritto di voto solo le iscritte e gli iscritti -in quel momento- per l'anno 2006. Il Congresso dell'anno scorso vide l'adesione del Movimento al progetto della Rosa nel pugno, e l'avvio della lotta politica volta al conseguimento dell'obiettivo, fissato a Riccione, dell'"alternanza per l'alternativa". Conseguito il primo traguardo, quello dell'alternanza, Radicali italiani vuole operare per rilanciare il progetto "Blair-Fortuna-Zapatero" della Rosa nel pugno laica, socialista, liberale e radicale (a partire dai "31 punti di Fiuggi", e dal rispetto delle regole che la Rosa nel pugno si è data), e -quindi- per contribuire a rendere possibile un'alternativa di Riforma.
Occorre perciò reinserire nel dibattito e nell'agenda politica del paese, o iscrivervi con maggiore chiarezza, le questioni cruciali della riforma istituzionale ed elettorale (con la storica proposta radicale del passaggio al sistema anglosassone); di una riforma economica e sociale volta alla modernizzazione del paese, all'innovazione, alle liberalizzazioni e -contestualmente- alla riscrittura del nostro sistema di ammortizzatori sociali, sul modello di quanto prefigurato dal Libro Bianco di Marco Biagi; di una riforma liberale della giustizia (a partire, dopo l'indulto, dalla necessità di un provvedimento di amnistia); della lotta per la laicità dello stato e la conquista di nuove libertà civili, dai pacs alla politica sulle droghe, e in convergenza con le iniziative dell'Associazione Coscioni; e -soprattutto- della lotta per l'affermazione, anche in Italia, di democrazia, legalità, stato di diritto, anche a partire dal diritto dei cittadini italiani ad essere correttamente e completamente informati, e dallo scandalo degli otto senatori regolarmente votati ed eletti ma tuttora illegalmente estromessi da Palazzo Madama.
Su tutto questo, e con questi obiettivi, si dà mandato agli organi dirigenti di definire forme e tempi della fase precongressuale, eventualmente anticipando temi, caratteristiche e impostazioni del dibattito congressuale, così come delle Commissioni che caratterizzeranno il Congresso. Può e deve aprirsi un percorso di elaborazione politica e politico-organizzativa, anche sul piano della definizione delle priorità per l'anno 2007, che coinvolga il maggior numero possibile di iscritti, simpatizzanti e cittadini, e che trovi un compimento nel Congresso di novembre.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 11 settembre 2006 @ 17:07:10
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 | Documenti: LA SEGRETERIA NAZIONALE DELLA ROSA NEL PUGNO |
RESOCONTO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE DELLA ROSA NEL PUGNO
Roma, 3.9.2006 - Un giro d'orizzonte, una ricognizione sui temi dell'attualità politica e una riflessione sulle tappe e i tempi del percorso della Rosa nel Pugno. La segreteria della RNP si è riunita oggi all'Hotel Palatino di Roma, confermando "il calendario un po' serrato che si era immaginato di tenere", riferisce Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani. I dieci membri della Segreteria - Pannella, Bonino, Capezzone e Cappato del partito Radicale, Boselli, Villetti, Intini e Marini per lo Sdi, Turci e De Giovanni (oggi assente) - si ritroveranno infatti il prossimo 15 settembre, mentre la Direzione nazionale è stata convocata il 22 e 23. Nel conclave di oggi, che ha segnato il rientro dopo la pausa estiva, i membri della Segreteria hanno affrontato i temi più urgenti dell'agenda politica: dalla Finanziaria alla Rai, fino alla politica estera, lo scambio di opinioni è stato serrato e, alla fine, i punti d'intesa non sono mancati: l'incontro è andato "molto bene", chiosa Roberto Villetti.
Il confronto ha riguardato la manovra finanziaria, in primo luogo, dove la parola chiave per la Rnp sembra essere "rigore". Poi, la questione delle nomine Rai: anche qui la Rosa è concorde nel chiedere "trasparenza". E ancora, sulle liberalizzazioni, un fronte che i parlamentari, e non solo, della Rosa intendono mantenere vivo, anche con la presentazione di proposte molto concrete (come "Sette giorni per un'impresa" di Capezzone). E poi, naturalmente, il futuro della Rosa. "Dopo un periodo di difficoltà, il cammino della Rosa nel Pugno è ripreso positivamente", afferma Ugo Intini. Sul tavolo, per ora, la proposta di patto federativo presentata dallo Sdi. Un percorso che dovrebbe portare al partito unico entro il 2009, o prima se le occasioni lo consentiranno. La discussione in merito, però, è stata rimandata alla segreteria di metà settembre. La novità oggi l'ha consegnata in mano a ciascuno dei componenti Enrico Boselli, che ha preparato un Manifesto, una sorta di Carta dei valori con i principii a cui dovrebbe ispirarsi la politica laica, radicale e liberalsocialista del soggetto. Un quadro di riferimento generale che faccia da cornice a singole iniziative e proposte concrete, un modo per delineare un profilo politico più netto della Rosa che, accanto ai nodi organizzativi, sciolga quelli di sostanza.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 05 settembre 2006 @ 12:34:54
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 | Documenti: PRIMO GRANDE SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE |
MANIFESTO-APPELLO PER UN PRIMO GRANDE SATYAGRAHA
MONDIALE PER LA PACE - NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA, LIBERTA', DEMOCRAZIA -
ADERISCI QUI:
Noi sottoscritti sosteniamo l’iniziativa nonviolenta del primo grande “Satyagraha Mondiale per la Pace” (Non c’è Pace senza Giustizia, Libertà e Democrazia) volto a rapidamente promuovere e realizzare un’ALTERNATIVA alla minaccia di un prossimo tremendo conflitto che, divampando dal Medio Oriente, si estenderebbe rapidamente al mondo intero. Quali che siano le responsabilità degli uni e degli altri, occorre da subito impegnarsi per rendere impossibile, e politicamente e moralmente abbandonato, l'obiettivo della eliminazione dello Stato e del popolo israeliani dal Medio Oriente (del quale costituiscono lo 0,2% del territorio e lo 0.5% della popolazione). Tale obiettivo è oggi propagandato sia dalle massima autorità rappresentative dell'Iran, sia dal complesso sistema di potere e di guerra terroristico, le cui forze e minacce sembrano aggravarsi ed estendere con una nuova forza eversiva e distruttrice senza precedenti. Questa tragedia è oltretutto di stampo assolutamente fratricida, anche antropologicamente e culturalmente, gravissima condizione patologica da curare subito con grande determinazione e fiducia nella natura e nella storia più profonde, radicate, vitali di questa parte del mondo. La civiltà mediterranea, egizia, greco-romana, bizantina, ha visto nascere e affermarsi le tre grandi religioni monoteiste, ebraica, cristiana, islamica, proprio in un suo unico lembo di terra, lo stesso che oggi sembrerebbe dovere costituire il luogo e la causa di una tremenda, orrenda apocalisse civile e umana...
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 16 agosto 2006 @ 11:21:36 Continua...
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 | Documenti: DICHIARAZIONE DELLA ROSA NEL PUGNO DI CREMONA |
DICHIARAZIONE DEL COORDINAMENTO ROSA NEL PUGNO DI CREMONA
I cittadini laici, socialisti, liberali, radicali che si riconoscono nella Rosa nel Pugno seguono con attenzione e trepido consenso l’azione politica dei compagni impegnati nelle istituzioni al Governo, in Parlamento, ai vertici del partito. Ne apprezzano la coerenza col documento di Fiuggi e con lo spirito che ha fatto nascere la Rosa nel Pugno per promuovere l’alternativa di legalità democratica necessaria alla rinascita dell’Italia dopo i ritardi ed i guasti concessi alle oligarchie corporative in tema di giustizia, economia, ricerca scientifica, lotta alla povertà. Notano i primi atti che caratterizzano questa attività come premesse promettenti per ulteriori realizzazioni in tal senso ad opera della maggioranza di cui si fa parte. In particolare, per quanto riguarda il Governo, il coordinamento promosso da Emma Bonino tra Roma e Bruxelles cui si possono collegare il manifesto-appello di Daniele Capezzone e provvedimenti come quelli avviati dal ministro Bersani per cominciare a liberarci dal peso di privilegi corporativi condannati anche dalla Comunità Europea.
Per quanto riguarda l’iniziativa politica più generale, sostengono la lotta per la legalità nei tribunali, nelle carceri ed in Senato come è lanciata da Marco Pannella e proposta al senso di responsabilità di ciascun cittadino che voglia contrastare l’abdicazione dello stato di diritto e sanare una piaga sociale grave e trascurata troppo a lungo. Auspicano che siano attentamente valutate le considerazioni di Biagio De Giovanni, Marco Pannella e Lanfranco Turci per fare in modo che le dimissioni del capogruppo alla Camera Roberto Villetti provochino la crescita della Rosa nel Pugno, oltre che nella forza e nella ricchezza delle iniziative anche nella efficienza dell’assetto organizzativo rispetto ad esse, riconoscendo tali caratteristiche provenire dalla tradizione Socialista di Loris Fortuna come da quella Radicale. (Coordinamento Rosa nel Pugno di Cremona, 3 luglio 2006)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 10 luglio 2006 @ 12:25:28
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 | Documenti: REFERENDUM COSTITUZIONALE: APPELLO PER IL NO |
L'APPELLO DELLA ROSA NEL PUGNO: AL REFERENDUM DEL 25-26 GIUGNO VOTA "NO"
Il Coordinamento della La Rosa nel Pugno di Cremona, - Ricordato che le Costituzioni degli stati moderni sono state scritte per affermare la democrazia contro l’autoritarismo, cioè per garantire i diritti degli individui e limitare i poteri dello Stato, separando quello di governare da quello di fare le leggi ed entrambi da quello di giudicare i reati e comminare le pene;
- Visti lo spirito e la lettera della riforma costituzionale formulata dai “saggi di Lorenzago” e votata in Parlamento dalla stessa maggioranza che ha prodotto la legge elettorale attualmente in vigore; - Considerato che l’effetto combinato delle due riforme (della costituzione e della legge elettorale) sarebbe quello di rafforzare oligarchie, non solo partitiche, sempre più ristrette indebolendo le garanzie per i cittadini e lasciando perdere oltre ogni prudenza il contrappeso della separazione dei poteri; - Si conferma nel riconoscimento che lo spirito giusto per le riforme oggi necessarie al paese non è quello oligarchico-populista prevalente nelle forze politiche che hanno prodotto la situazione attuale, ma quello laico, liberale, socialista e radicale proprio della Rosa nel Pugno e rintracciabile nelle componenti più illuminate di tutto l’arco politico italiano; - pertanto, INVITA A VOTARE “NO” quanti riescano a leggere con serenità e lucidità il testo scritto che ci viene proposto o ad intuire, attraverso il torbido e strumentale inseguirsi di promesse ed appelli alla fiducia, quello giusto
per il nostro futuro.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 21 giugno 2006 @ 16:17:34
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 | Documenti: LA MOZIONE APPROVATA DAL COMITATO NAZIONALE DI R. I. |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE GENERALE APPROVATA
Il Comitato Nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma dal 2 al 4 giugno 2006, dà mandato agli organi dirigenti del Movimento di proporre alla Segreteria della Rosa nel pugno la tenuta, entro il prossimo mese di luglio, di una "Fiuggi 2", di un appuntamento di rilancio (nei contenuti così come nelle forme) del progetto "Blair-Fortuna-Zapatero" della Rosa nel pugno laica, socialista, liberale e radicale.
Il Comitato conferma e sottolinea l'impegno (dopo che la Rosa nel pugno ha contribuito in modo determinante all'alternanza al governo Berlusconi) per l'incardinamento di quell'alternativa liberale, laica, socialista, radicale, riformatrice, che oggi, anche dopo l'avvio della legislatura, appare ancora molto lontana. Dall'economia ai diritti civili, passando per la politica internazionale, l'Unione deve scegliere una linea di innovazione, di riforma e di mercato, oppure una linea ipotecata dalle componenti -insieme- più massimaliste e conservatrici. La Rosa nel pugno è e deve essere il soggetto di questa sfida, nel centrosinistra e anche nel dialogo con le componenti laiche, liberali e innovatrici del centrodestra. Così come deve essere il soggetto protagonista della lotta per la conquista del diritto dei cittadini ad essere correttamente e completamente informati.
(nella foto, il presidente e il vice presidente del Comitato nazionale)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 05 giugno 2006 @ 09:55:45 Continua...
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 | Documenti: I RESPONSABILI DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE |
I NUOVI RESPONSABILI DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE A CREMONA:
SEGRETARIO, ERMANNO DE ROSA (a destra)
PRESIDENTE: LUIGI CAMURRI (a sinistra)
Cremona, 27.5.2006 - Si tenuto presso il palazzo Cittanova, su iniziativa dell’associazione dei radicali cremonesi, il confronto pubblico sul tema “I radicali al Governo, in Parlamento, nelle istituzioni locali: riflessioni, valutazioni e prospettive politiche”. All’iniziativa, arricchita dagli interventi degli esponenti delle associazioni radicali locali provenienti da Milano, Genova, Lodi, Brescia, Mantova, Pavia, Piacenza e Parma, hanno partecipato gli esponenti nazionali Michele De Lucia, Valter Vecellio e Sergio Ravelli. Erano inoltre presenti il segretario provinciale dello Sdi Federico Parea e l’esponente della Margherita Annamaria Abbate.
Il confronto di Cremona, che si è tenuto alla vigilia di una importante riunione straordinaria del Comitato nazionale di Radicali Italiani, è stato integralmente registrato da Radio Radicale e verrà trasmesso sulla rete nazionale nei prossimi giorni. Al termine dell’incontro pubblico, si è tenuta l’assemblea dell’associazione per l’iniziativa radicale a Cremona che ha rinnovato i propri incarichi statutari. Ermanno de Rosa, ingegnere, esponente dell’associazione Luca Coscioni, è il nuovo segretario; Luigi Camurri, 29 anni, praticante avvocato a Cremona, è il nuovo presidente.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 28 maggio 2006 @ 19:16:51
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 | Documenti: IL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA" INTERVISTA MARCO CAPPATO |
L’INTERVISTA DI MARCO CAPPATO AL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA": “I RADICALI AL GOVERNO PER I DIRITTI E LA LEGALITA’”
Si parlerà de “I radicali al Governo, In parlamento, nelle istituzioni locali: riflessioni, valutazioni e prospettive politiche” nell’incontro in programma sabato alle 16,30 nella saletta di palazzo Cittanova: intervengono Sergio Ravelli, Michele De Lucia, Valter Vecellio e gli esponenti delle associazioni radicali locali. Sui temi al centro dell’appuntamento si è soffermato ieri Marco Cappato, europarlamentare, segretario dell’Associazione Luca Concioni e capolista della Rosa nel Pugno alle comunali di Milano. ”La nostra ‘prima volta’ al Governo si muoverà sui due livelli”, ha spiegato Cappato nella sua breve tappa cremonese. ”La battaglia per ampliare gli spazi di libertà e diritti civili, ma – prima ancora – quella per il rispetto delle regole e della legalità. A partire dal riconoscimento dei nostri quattro senatori, regolarmente eletti eppure esclusi da un’interpretazione della legge elettorale che non possiamo accettare. Nel Governo portiamo l’impegno per una reale alternativa agli anni del centrodestra, segnati da un’involuzione illiberale, clericale, e dalla delusione per le speranze di riforme tradite. Vogliamo una vera alternativa (non basta un’alternanza) al regime partitocratrico ed ai metodi politici oligarchici che purtroppo hanno lasciato il segno nei primi passi della nuova maggioranza.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 23 maggio 2006 @ 14:47:31 Continua...
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 | Documenti: MINISTERO PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE E LE POLITICHE EUROPEE |
PER EMMA BONINO UN MINISTERO COMPLETAMENTE NUOVO E CON PORTAFOGLIO, CHE ENTRA NELLA "TOP TEN" DEI DIECI MINISTERI PIU' "PESANTI"
Roma, 19.5.2006 - Il Consiglio dei Ministri ha definito le competenze del nuovo Ministro per il commercio internazionale e per le politiche europee. Emma Bonino si trova quindi a guidare un Ministero completamente nuovo e con portafoglio, che entra nella ‘top ten’ dei dieci ministeri più ‘pesanti’. Da un lato, è stato deciso lo scorporo del commercio con l’estero dal Ministero per le attività produttive, ripristinando il rango di Ministero con il nuovo nome di Ministero per il commercio internazionale. Dall’altro, Emma Bonino avrà la responsabilità sul Dipartimento per le politiche comunitarie, con l’occasione modificandone la denominazione in ‘politiche europee’, più in linea con quella ricorrente in seno all’Unione europea. Il passaggio delle consegne tra il neo-ministro per il commercio internazionale e le politiche europee, Emma Bonino, e i responsabili uscenti Adolfo Urso e Giorgio La Malfa, si è concluso questa mattina.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 19 maggio 2006 @ 18:02:25
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 | Documenti: RADIO RADICALE COMPIE TRENT'ANNI |
RADIO RADICALE COMPIE TRENT'ANNI: BUON COMPLEANNO!
"Esattamente 30 anni fa (era il maggio 1976), da un’idea di Marco Pannella, nasceva Radio Radicale, la prima emittente radiofonica interamente al servizio del bene comune dell’informazione e della conoscenza, che ancora oggi costituisce uno dei rarissimi esempi di servizio pubblico svolto efficacemente da un soggetto privato.
Come dimenticare l’emozione e l’autentico stupore nell’ascoltare per la prima volta le voci dal “Palazzo”, le dirette dal Parlamento italiano, i congressi di tutti i partiti, i processi dalle aule di giustizia, la rassegna stampa mattutina (la mitica “Stampa & Regime”), i filidiretti con centinaia di migliaia di cittadini mandati in onda senza filtri redazionali, e tanto altro ancora.
Insomma, per me, ma anche per tanti diversi e distanti da me, Radio Radicale è stata una vera e propria Università Popolare. Oggi, l’avvento del digitale e di internet consente a Radio Radicale di portare a compimento la sua missione di servizio pubblico, rendendo possibile a chiunque l’accesso, senza alcuna costrizione di spazio e di tempo, ad avvenimenti della politica italiana, istituzionale e sociale del Paese altrimenti sottratti alla conoscenza e alla memoria collettiva. Buon compleanno, Radio Radicale. E grazie di esistere!" Sergio Ravelli - (lettera pubblicata da "La Provincia di Cremona" del 19.5.2006)
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 19 maggio 2006 @ 11:01:58
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 | Documenti: EMMA BONINO MINISTRO PER GLI AFFARI EUROPEI |
FINALMENTE UN RADICALE AL GOVERNO: EMMA BONINO MINISTRO PER GLI AFFARI EUROPEI Dichiarazione di Emma Bonino: "Si apre oggi una pagina importante, e sono determinata ad offrire il mio contributo, il meglio di me stessa, in questo nuovo incarico. C'è, per me, un legame fortissimo con la mia esperienza di Commissaria europea, e con la mia lotta di una vita, da radicale, per coniugare impegno italiano e transnazionale, lotta per i diritti civili e per l'innovazione economica, battaglie sociali e impegno istituzionale: e l'incarico che assumo vede insieme intrecciati e interdipendenti proprio tutti questi elementi. Desidero ringraziare, di cuore, quanti mi hanno sostenuto, anche in queste settimane, tributandomi fiducia, calore, condivisione di ragioni e obiettivi: è un tesoro di cui sono grata a tutte e a tutti. E spero, ora, che il prossimo 28-29 maggio, in tanti vogliano dare più forza alla Rosa nel pugno, impegnata direttamente nella prossima tornata amministrativa, a partire dalle elezioni comunali di Roma, Milano e Torino." Comunicato della Segreteria della Rosa nel Pugno: “In occasione del passaggio elettorale, la Rosa nel pugno laica, socialista, liberale e radicale si è assegnata il compito, alla cui realizzazione ha contribuito in modo determinante, di garantire l'alternanza alla Cdl di Berlusconi e la nascita del Governo Prodi. Parte ora la difficile e lunga impresa di rendere possibile attraverso l'alternanza un'alternativa riformatrice, che - dalla laicità all'innovazione economica e sociale - batta i riflessi conservatori così forti nella politica italiana, radicati innanzitutto nelle chiusure corporative e oligarchiche della società italiana e diffusi soprattutto nell'opposizione, ma purtroppo presenti anche all'interno della maggioranza... In questo quadro, si situa la piena assunzione di responsabilità di Emma Bonino e, con lei, degli altri amici e compagni della Rosa nel pugno che entrano oggi nella compagine di governo. A loro giunga il nostro augurio, la nostra fiducia, la nostra gratitudine, la nostra volontà di aiuto ed incoraggiamento: siamo certi che, con il loro impegno, onoreranno il Governo, le istituzioni del paese, e le speranze di tante donne e uomini italiani... la Rosa nel pugno ha scelto, dinanzi ad ogni tipo di preconcetta ostilità, di rispondere con un sovrappiù di lealtà, di responsabilità politica e istituzionale e - soprattutto - di volontà di concorrere alla riforma e alla modernizzazione del Paese e al rinnovamento profondo della sinistra e della coalizione di centro sinistra, delle quali abbiamo scelto di essere parte. Precondizione, e prima delle battaglie da rilanciare e sviluppare, è la conquista di spazi di legalità istituzionale. E, a questo proposito, confermiamo che contro i comportamenti omissivi o contro quelli attivamente volti a secondare interpretazioni opache ed illegali, ovunque si siano manifestati o si manifestino, ci batteremo con ogni mezzo, politico, giuridico e nonviolento, per sanare la ferita rappresentata dall'esclusione da Palazzo Madama di otto senatori regolarmente votati ed eletti dal popolo italiano.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 17 maggio 2006 @ 23:02:57
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 | Documenti: ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA |
GIORGIO NAPOLITANO ELETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Dichiarazione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani: “L'unica buona notizia per il paese è che abbiamo eletto un ottimo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Tutto il resto appare negativo. L'Unione ha gestito questa partita in modo insieme confuso e oligarchico: e del resto, il rifiuto del meccanismo delle primarie proposto a suo tempo dalla Rosa nel pugno esprimeva in modo eloquente le intenzioni di parte consistente del centrosinistra. Berlusconi, dal canto suo, si muove su un terreno peronista. Lo ha fatto in questi giorni, e lo farà (a reti unificate) almeno per le prossime tre settimane, gridando contro un'elezione "imposta dai comunisti".
La Rosa nel pugno ha avuto un comportamento chiaro: abbiamo detto un chiaro no alla candidatura di D'Alema, e abbiamo detto un chiaro sì a quella di Napolitano. Il primo non ha il profilo del garante, il secondo sì. In termini politici più generali, anche in vista della formazione del Governo, quel che emerge è un evidente vuoto di politica liberale e riformatrice, che urge colmare. La legislatura è iniziata malissimo.” Dichiarazione di Emma Bonino, deputata della Rosa nel pugno:
“Con Giorgio Napolitano va al Quirinale una personalità di alto profilo politico e civile, un laico, un europeista convinto, un uomo certo di parte ma che saprà essere il Presidente di tutti.
Lo abbiamo votato con convinzione. Come si sa, la Rosa nel pugno ha auspicato sin dall’inizio che dall’Unione potesse emergere un indicazione suscettibile di registrare un’ampia convergenza. Per la sua storia personale, il suo prestigio interno ed internazionale, specie a livello europeo, Napolitano aveva tutte le caratteristiche per un voto bipartisan. Cosi non è stato, mi dispiace, e spero che ora la Casa della Libertà riconosca la piena legittimità della sua elezione.
Sono felice della sua elezione e gli faccio i miei auguri. Tra l’altro, non dimentico il nostro comune lavoro nel Comitato dei Garanti per i progetti per le vittime dello Tsunami e, con Marco Pannella, la sua partecipazione alla Marcia di Natale per l’amnistia, sperando che quanto richiesto allora possa salutarne l’insediamento, riprendendo una tradizione che può trasformarsi nelle prossime settimane in impegno concreto”.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 10 maggio 2006 @ 16:23:49
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 | Documenti: I GIARDINI PUBBLICI DI PIAZZA ROMA A CREMONA |
GIARDINI PUBBLICI DI PIAZZA ROMA: LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DE "LA PROVINCIA"
La Provocazione. Oggi alle ore 15 i Giardini di piazza Roma saranno intitolati a Giovanni Paolo II. Niente di trionfalistico: sarà scoperta solo una piccola targa. Si diranno, credo, parole di circostanza….
Scrivete: suonerebbe meglio una dedica a Giordano Bruno. Cioè al filosofo e letterato del Rinascimento che finì sul rogo condannato come eretico dalla Inquisizione. Permettetemi di dubitarne. Anche se nessuno oggi giustifica più quei roghi (a cominciare proprio da Giovanni Paolo II che chiese addirittura perdono per certi comportamenti della Chiesa del passato) la figura di Giordano Bruno credo che dividerebbe di più di quella di Wojtyla. Suonerebbe come una voluta provocazione anti-cattolica. I tempi sono già micragni di per sé che non è proprio il caso di gettare altra benzina sul fuoco.
LA REPLICA DEL COORDINAMENTO ROSA NEL PUGNOSig. Direttore,
riteniamo ne risulti evidente che la nostra non è una provocazione poiché sappiamo che gli ideali risorgimentali ai quali ci richiamiamo sono patrimonio comune di chi è cattolico credente e di chi non lo è. Ci preoccupa solo un ritorno di dogmatismo fondamentalista che ci sembra manifestarsi in certi settori della gerarchia Vaticana. Nemmeno il riferimento a Giordano Bruno vuole essere una provocazione poiché sappiamo benissimo, ma il Suo dubbio ora ci turba, che i cattolici di oggi non hanno niente a che vedere con quelli del 1600 che misero al rogo il povero libero pensatore per il suo suggestivo naturalismo considerato eresia.
Dal Suo autorevole commento potremmo infine cogliere lo spunto per proporre che sulla targa di dedica a Papa Wojtyla si aggiunga in modo esplicito “per il magnanimo gesto col quale chiese perdono per tutte le vittime innocenti martirizzate dall’Inquisizione”
Oppure siano semplicemente i “giardini pubblici”. Ermanno de Rosa, Sergio Ravelli, Luigi Camurri, Fabio Favalli del Coordinamento Rosa nel pugno di Cremona (foto effettuata da: www.cremonaonline.it)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 maggio 2006 @ 17:17:34
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 | Documenti: I GIARDINI PUBBLICI DI PIAZZA ROMA A CREMONA |
GIARDINI PUBBLICI DI PIAZZA ROMA: LETTERA APERTA DELLA ROSA NEL PUGNO AL DIRETTORE DE "LA PROVINCIA"
Sig. direttore, i giardini pubblici di piazza Roma, non la piazza, saranno intitolati al nome di Giovanni Paolo II, senza scomodare gli abitanti con noiosi cambi di indirizzo. Pensiamo si stia commettendo un errore per superficialità. Vogliamo credere che l’omaggio, anche se inadeguato, sia dato per celebrare il rilievo umano e popolare del personaggio. Consideriamo trascurabile il poco di opportunismo e di conformismo confessionale che ha ispirato i nostri amministratori nel deliberare la dedica del giardino al nome di un Papa. Insomma, non ne facciamo una questione di laicità, ma non ci sta bene lo stesso. Non ci sta bene la confusione dei simboli. “Dove furono convento e tempio dell’Inquisizione Domenicana volle amenità di piante e fiori il Municipal Consiglio”. A questa targa che simboleggia una conquista di libertà voluta per restituire la città ai cittadini e la spiritualità alla Chiesa, mal si sovrappone il nome di un Papa. Non importa quanto grande né quanto esposto a mille contraddizioni ancora aperte dopo la morte recente. Suonerebbe meglio una dedica a Giordano Bruno.
La parte della lettera non pubblicata:
La Cremona risorgimentale partecipò intensamente alle lotte di repubblicani e liberali, anche di cattolici che volevano libertà in uno Stato moderno e democratico non confessionale. I loro ideali servono ancora oggi per difendere e migliorare le conquiste fatte anche in nome della libertà di religione. Sono conquiste sempre in pericolo, lo dimostra la parentesi del Fascismo, a causa di opportunismo e servilismo, disinformazione ed illegalità. La decisione di cui stiamo parlando dà l’impressione di volere dimenticare. Pensiamo sia un errore cui si deve porre rimedio.
Cremona 6 Maggio 2006 - Ermanno de Rosa, Sergio Ravelli, Luigi Camurri, Fabio Favalli del Coordinamento Rosa nel Pugno di Cremona (foto effettuata da: www.cremonaonline.it)
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 08 maggio 2006 @ 16:51:07
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 | Documenti: 2 MAGGIO: IL COMPLEANNO DI MARCO PANNELLA |
2 MAGGIO 1930 - 2 MAGGIO 2006
TANTISSIMI AUGURI, MARCO
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 02 maggio 2006 @ 21:20:34
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 | Documenti: GLI ELETTI RADICALI DELLA ROSA NEL PUGNO |
GLI ELETTI RADICALI DELLA ROSA NEL PUGNO:
EMMA BONINO (Veneto 2) DANIELE CAPEZZONE (Sicilia 1) MAURIZIO TURCO (Lombardia 1) BRUNO MELLANO (Piemonte 2) SERGIO D'ELIA (Campania 1) MARCO BELTRANDI (Campania 2) DONATELLA PORETTI (Puglia)
Sono inoltre stati eletti in quota radicale: LANFRANCO TURCI (Toscana) SALVATORE BUGLIO (Lombardia 2)
(nella foto, la neodeputata Donatella Poretti, voce di Radio Radicale e componente della giunta dell'Associazione Luca Coscioni)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 30 aprile 2006 @ 19:25:36
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 | Documenti: GLI ELETTI ALLA CAMERA DELLA ROSA DEL PUGNO |
GLI ELETTI ALLA CAMERA DELLA ROSA NEL PUGNO:
Enrico Boselli, Roberto Villetti, Enrico Buemi, Giovanni Crema, Angelo Piazza, Rapisardo Antinucci, Gian Franco Schietroma, Lello Di Gioia, Giacomo Mancini per quanto riguarda lo Sdi; Emma Bonino, Daniele Capezzone, Maurizio Turco, Marco Cappato (subentra Bruno Mellano), Sergio D'Elia, Marco Beltrandi, Donatella Poretti, Lanfranco Turci, Salvatore Buglio per quanto riguarda i Radicali.
I diciotto parlamentari della rosa nel Pugno hanno indicato all'unanimità Roberto Villetti quale presidente del gruppo e Lanfranco Turci vicepresidente.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 28 aprile 2006 @ 21:16:48
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 | Documenti: CONGRESSO DELL'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI |
ROMA, 21-23 APRILE 2006:
LE DECISIONI DEL V° CONGRESSO
DELL'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
Il Congresso straordinario dell’Associazione Luca Coscioni, tenutesi a Roma dal 21 al 23 aprile, ha deciso un periodo di mobilitazione straordinaria di 100 giorni per inserire nell'agenda del nuovo Parlamento e Governo gli obiettivi della lotta di Luca:
1) radicale riforma della legge 40 per consentire la fecondazione medicalmente assistita e regolamentare e finanziare la ricerca scientifica in Italia a partire da quella sulle cellule staminali embrionali;
2) avvio di iter parlamentare in merito al testamento biologico con attenzione ad altre legislazioni europee, come quella francese, in merito all'eutanasia;
3) introduzione della RU486 per l'aborto farmacologico nella piena applicazione della 194 continuando la sperimentazione già in corso ma anche attraverso ogni altra iniziativa quali quelle dirette all'Agenzia Italiana del Farmaco e all'Istituto Superiore di Sanita, nonché all'accesso alla pillola del giorno dopo senza necessità di prescrizione;
4) abrogazione dello stralcio Giovanardi della legge Fini in materia di sostanze stupefacenti e iscrizione della marihuana nella lista delle sostanze terapeutiche per la cura di varie patologie;
5) sostegno ai progetti e tecnologie che possano consentire la libertà di parola, lettura, scrittura e comunicazione, nonché una vita indipendente, per consentire una piena partecipazione alla vita civile, sociale e politica di persone che vivono con vari tipi di invalidità; in particolare proporre al nuovo ministro della Salute l'urgente revisione del cosiddetto "nomenclatore tariffario", e lavorare a un testo unico per la vita indipendente;
6) modifica della normativa che impedisce l’esercizio del diritto di voto alle persone con gravi difficoltà di movimento.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 27 aprile 2006 @ 21:29:27
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 | Documenti: LE DECISIONI DELLA DIREZIONE NAZIONALE DELLA ROSA NEL PUGNO |
DIREZIONE NAZIONALE DELLA ROSA NEL PUGNO:
NASCE LA NUOVA ROSA
La mozione conclusiva approvata dalla Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, tenuta a Roma il 19 e il 20 aprile.
La Direzione nazionale della Rosa nel Pugno, riunita a Roma il 19 e il 20 aprile 2006:
1. Ringrazia il milione di elettrici e di elettori che hanno scelto di sostenere con il proprio voto e la propria fiducia il progetto "Blair-Fortuna-Zapatero" della Rosa nel Pugno laica, socialista, liberale e radicale.
2. Accoglie, fa propria e rilancia la proposta della Segreteria, confortata e sostenuta da intellettuali, personalità, rappresentanti del mondo della scienza e della cultura, di aprire una vera e propria fase costituente, che porti alla nascita di un vero e proprio soggetto politico. La Rosa nel Pugno non è stata e non è solo una lista elettorale: si apre ora, e la Segreteria riceve il mandato a definirne entro il 30 giugno tappe e scadenze, la costruzione di un partito laico, liberale, socialista e radicale.
3. La Direzione denuncia l’aggressione contro i diritti civili e politici dei cittadini realizzata ai danni degli elettori italiani attraverso il tentativo di escludere gli eletti della Rosa nel Pugno dal Senato, e si impegna a mettere in atto ogni forma di lotta istituzionale e politica per ottenere il ripristino della legalità, facendone punto qualificante anche del dialogo in corso con l’Unione e i suoi vertici, finora del tutto omissivi se non conniventi.
4. La Rosa nel Pugno pone all'Unione e ai suoi vertici l'esigenza di superare una lunga fase di ostilità, ostracismo, non comunicazione. La Rosa nel Pugno è stata decisiva per l'alternanza e il successo elettorale della coalizione; è impegnata per un governo forte e sicuro guidato da Romano Prodi; ma giudica inconcepibile che, sin dalla sua nascita, la Rosa nel Pugno sia stata vissuta come un'insidia, e non -invece- come un'opportunità di rinnovamento della sinistra, sia sui diritti civili che sull'innovazione economica e sociale. E per queste stesse ragioni la Rosa nel Pugno intende partecipare al dibattito e alla discussione sul futuro Partito Democratico da costruire.
5. La Direzione sostiene la proposta della Segreteria di deliberare la presentazione di liste della Rosa nel Pugno alle prossime elezioni amministrative del 28 maggio (con il sostegno a Rita Borsellino e all'esperienza dell'Aquilone in Sicilia), con identico simbolo presentato alle elezioni politiche. Contestualmente, in vista di questo appuntamento, dà mandato alla Segreteria di definire regole che affermino la reciproca autonomia tra eletti nelle istituzioni comunali, provinciali e ragionali da una parte, e responsabilità locali del partito dall'altra. In particolare, è sin d'ora stabilito che i gruppi consiliari non conterranno la denominazione "Rosa nel Pugno", ma acquisiranno altra denominazione autonomamente stabilita. E' infatti necessario e urgente non solo per la Rosa nel Pugno, ma per l'intera politica italiana, riaprire il dibattito sulla "forma partito", e compiere un passo che ci distingua da un crescente processo di "assorbimento" istituzionale dei soggetti politici, e di progressiva negazione del loro specifico apporto di elaborazione e lotta politico-sociale. La Direzione accoglie l’impegno di ciascuno dei soggetti costituenti della Rosa nel Pugno e della Segreteria in quanto tale ad escludere ogni forma di sostegno a qualsiasi lista elettorale presentata sotto altro simbolo.
6. La Direzione chiede agli eletti della Rosa nel Pugno di presentare subito al nuovo Parlamento una proposta di legge per una amnistia ampia quale primo atto di una Grande Riforma della Giustizia perché ritorni nei binari della legalità e che servirà innanzitutto ai magistrati perché liberati dai reati più lievi destinati a cadere in prescrizione possano proficuamente impegnarsi a processare quelli gravi, garantendo i diritti e la sicurezza dei cittadini rispetto alla macro e alla microcriminalità. Chiede altresì di presentare una proposta di indulto di almeno due anni che consenta il rientro nella legalità e nella decenza del nostro carcere, sgravando il suo carico umano di sofferenza che opprime non solo i detenuti, ma anche il personale amministrativo e di custodia.
7. La Direzione accoglie la designazione di Lanfranco Turci e Biagio De Giovanni a membri della Segreteria della Rosa nel Pugno.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 20 aprile 2006 @ 22:10:25
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 | Documenti: INTERVENTO DI LANFRANCO TURCI |
LANFRANCO TURCI: CONSIDERAZIONI SUL VOTO
Durante la campagna elettorale ho girato per molte province del Centro Italia, con qualche puntata al Nord e in Sicilia. Ho girato con appuntata sulla giacca la spilletta della Rosa nel pugno riscontrando ovunque curiosità, interesse e passione politica.
Ho trovato parecchie aree dello SDI rivitalizzate dal nuovo progetto, animate dalla convinzione che dopo anni di sopravvivenza sotto l’ala protettiva dell’Ulivo e dei cugini maggiori DS, si fosse finalmente imboccata una strada autonoma e più ambiziosa. Ho trovato militanti radicali impegnati generosamente a costruire incontri, distribuire volantini, montare tavolini ai mercati rionali.
A proposito: quale diversità antropologica fra queste due etnie politiche intelligentemente confluite nel progetto della Rosa nel Pugno! Da una parte lo SDI, classico modello, in piccolo, dei partiti della sinistra: comitati regionali, federazioni, sezioni, amministratori locali, sindacalisti, cooperatori, associazionismo. Dall’altro i radicali: piccoli gruppi di militanti, professionisti, imprenditori, insegnati, studenti. Una presenza puntiforme, senza strutture fisse, collegata unicamente dal ruolo insostituibile di Radio Radicale, da email e dai telefonini. Eppure una rete capace di sforzi miracolosi e animata da una dedizione personale che non si ritrova più neppure nelle migliori sezioni dei DS. Da un lato una politica che vive prima di tutto nel territorio, nelle amministrazioni locali, muovendosi fra gli interessi organizzati e non organizzati. Dall’altro una politica che vive di grandi campagne nazionali su singoli issue, portati all’attenzione dell’opinione pubblica con iniziative di testimonianza a volte eclatanti. Si pensi per tutti, alla vicenda umana, unica per spessore morale, di Luca Coscioni e alla sua battaglia per la libertà della ricerca scientifica. Ebbene è stata di grande interesse, anche per una riflessione a posteriori, vedere come queste due diverse famiglie politiche si fossero coordinate e fuse in tante realtà locali. E come invece in altre fossero rimaste impegnate su percorsi diversi, per quanto paralleli.
A rifletterci oggi – dopo un risultato elettorale non esaltante per la Rosa nel Pugno – si può meglio capire il tipo di tensioni che si sono messe in moto e come ci si debba muovere per governarle e per fare progredire questo progetto politico.
Vediamo un po’ di capire che cosa è successo.
Non c’è dubbio che la presenza della Rosa nel Pugno abbia fatto la differenza fra la vittoria del centro-sinistra e la sconfitta del Polo. È stato sicuramente la Rosa nel pugno che ha spostato quel tanto di voti radicali e in parte ex socialisti da un campo all’altro. Eppure il dato della Rosa nel pugno è stato al di sotto delle aspettative che erano maturate al suo interno e anche fra gli osservatori esterni. La spiegazione, salvo smentite da parte di analisi non ancora disponibili sui flussi elettorali, potrebbe stare nel fatto che sia i radicali che i socialisti hanno pagato un prezzo abbastanza alto alla scelta molto impegnativa che hanno compiuto: quello cioè di non limitarsi a una semplice alleanza preelettorale, ma di puntare a un nuovo soggetto politico laico, radicale, liberale, socialista.
Una parte dell’elettorato socialista più tradizionale non ha condiviso questa scelta, per una sorta di idiosincrasia storica di gran parte della sinistra verso i radicali, marchiati con lo stereotipo di fondamentalista del mercato e di liberisti antisindacali. A complicare il rapporto con una parte dell’elettorato tradizionale ha giocato anche il fatto che nella campagna elettorale è stato quasi inevitabile che la Rosa nel pugno mettesse l’accento sui suoi temi più distintivi: da quelli della laicità e dei diritti civili fino ai temi più spigolosi delle coppie di fatto, dei diritti degli omosessuali e dell’eutanasia. Erano i temi più elaborati, già pronti nel cassetto degli attrezzi. Gli altri temi di Fiuggi dalla scuola alla giustizia, dal mercato del lavoro alle liberalizzazioni, erano poco più di slogan ancora poco elaborati, carenti di una cornice politico-culturale capace di spiegarli, sorreggerli e trasformali in un vero e proprio programma. D’altro lato un partito liberalsocialista moderno non lo si improvvisa. La costruzione di un partito dal profilo chiaro e percepibile presuppone un dibattito culturale e una elaborazione di merito che è ancora in gran parte da fare.
Questo spiega la difficoltà di “vendere ” il progetto Rosa nel pugno a un elettorato più popolare di tradizione socialista e di sinistra, che fra l’altro non è ancora pienamente ricettivo verso i temi più ostici della laicità e dei diritti civili.
Per altro verso è indubbio che anche i Radicali hanno pagato un prezzo alto fra il loro elettorato degli ultimi anni. Un elettorato tradizionalmente border line fra il centro-destra e il centro-sinistra, ma con nette opzioni modernizzanti, nei cui confronti il programma dell’Unione non brillava certo per appeal e la incompletezza del progetto della Rosa nel pugno rappresentava un ulteriore handicap. Berlusconi si è accorto con ritardo della strategicità di questo elettorato, ma negli ultimi giorni il pressing si è fatto incalzante, per cercare di smascherare il “tradimento” di Pannella. Credo che la compresenza di questa perdita di voti verso destra e verso sinistra da parte delle due componenti costituitive della Rosa nel pugno abbia finito per oscurare quel nuovo afflusso di voti che sicuramente c’è stato da parte di soggetti terzi. Parlo dei giovani elettori, fra i quali circolava molta simpatia verso la Rosa nel pugno, e parlo di elettori di provenienza diessina e di altre parti della sinistra. I sondaggi elettorali ci parlavano di questo afflusso. Tutti noi ne abbiamo avuto diretta testimonianza nel corso della campagna elettorale. Si tratta di un dato che ora va riscoperto e valorizzato, perché ci può far capire quanto sia veramente nuovo il progetto della Rosa nel pugno, quali possono essere le sue potenzialità e infine, nell’immediato, ci può aiutare ad amalgamare le sue diversi parti. Infatti non è facile la fase che si apre ora per la Rosa nel pugno. C’è un’area evidente di sofferenze e di resistenza in casa socialista. Un’area in cui confluiscono anche problemi irrisolti del passato, ma che ha ripreso fiato dopo il risultato elettorale del 9 e 10 aprile. C’è chi ripropone l’obiettivo mitologico dell’”unità socialista”. C’è chi più realisticamente punta alla confluenza nel Partito democratico, di cui si prevede un rapido decollo.
Non voglio qui discutere della probabilità o meno di una accelerazione della costruzione del Partito democratico. Credo possibile che l’esito negativo dei DS e della Margherita al Senato possa spingere i gruppi dirigenti di quei partiti a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a cercare di nascondere con una decisione puramente organizzativa e nella enfatizzazione mediatica conseguente i problemi politici e culturali irrisolti. Ma essendo stata proprio la Rosa nel pugno ad avere posto in modo più o meno compiuto quei problemi nel confronto elettorale e nell’agenda politica (in sintesi la laicità dello stato e l’approccio liberalsocialista ai problemi istituzionali ed economico-sociali), quale spazio avrebbe mai una componente socialista che rinunciasse al progetto della Rosa nel pugno e si accodasse come un ospite penitente a quello che fino a ieri abbiamo criticato come la possibile riedizione in sedicesimo del compromesso storico? Escludo che Boselli e la gran parte dei quadri e dei militanti socialisti che hanno vissuto come una sferzata di energia, di vitalità e di orgoglio la campagna elettorale della Rosa nel pugno possano ora accettare un tale esito. I Radicali peraltro mi sembrano più che mai convinti a giocare il tutto per tutto per dare un seguito a questo progetto.
Anche per loro l’eventuale implosione del progetto Rosa nel pugno avrebbe un costo molto pesante.
Dopo aver sacrificato una quota significativa di voti alla scelta del centro-sinistra, (quella che Pannella chiama la scelta dell’alternanza prodiana dentro cui combattere la battaglia per l’alternativa liberale e socialista), la caduta della Rosa nel pugno lascerebbe i radicali senza una strategia credibile e praticabile. Per garantire la continuazione del progetto la cosa più urgente è che i radicali si facciano carico dell’esigenza di costruire con la componente socialista una soluzione di forte visibilità della Rosa nel pugno già alle prossime elezione amministrative. Cominciando già da questa occasione a costruire anche una classe dirigente amministrativa locale di provenienza radicale. Altrettanto rapidamente, occorre affrontare il problema del funzionamento del nuovo soggetto politico, della costruzione dei suoi gruppi dirigenti e dell’accesso delle nuove forze che vogliano confluirvi. Viene qui il ruolo di quanti di noi provenienti dai DS o da aree vicine ai DS hanno deciso di impegnarsi in questo progetto.
Durante la campagna elettorale io non mi sono mai considerato un ospite, sia pure bene accolto. La simpatia che ho riscontrato in tutte le iniziative fra i militanti socialisti e radicali andava al di là di un plauso alla testimonianza che io potevo rappresentare, in quanto dirigente diessino passato alla Rosa nel pugno o in quanto ex tesoriere e coordinatore della recente campagna referendaria. Fin dall’inizio io mi sono proposto con le mie opinioni sulla Rosa nel pugno, sul suo significato per la sinistra italiana e sulle sfide che avremmo dovuto gestire nel futuro. Credo che il contributo di chi viene dai DS e da battaglie riformiste nei DS e nella sinistra in genere possa essere prezioso nella costruzione della Rosa nel pugno. E particolarmente utile può essere l’apporto di chi sa parlare insieme il linguaggio socialista e il linguaggio radicale. Non perché fra gli uni e gli altri occorra un interprete, ma perché chi ha vissuto insieme l’una e l’altra esperienza può essere prezioso oggi per amalgamare sensibilità, linguaggi e approcci alla politica.
In questo senso spero che l’impegno mio, di Biagio De Giovanni, di Salvatore Buglio e di altre compagne e compagni che si erano mossi già da prima verso i socialisti, i radicali e la Rosa nel pugno possa stimolare altri militanti della sinistra ad aiutarci in questa impresa.
Nei DS le aree che hanno più assonanza con noi sono quelle di provenienza riformista e ulivista. Aree in parte distinte, in parte sovrapposte. Sia gli uni che gli altri sono fortemente interessati ai temi della laicità e dell’innesco della cultura liberale nella sinistra. Gli uni sono più convinti che una sinistra a vocazione maggioritaria (per usare una parola molto di moda qualche anno fa) possa nascere solo da un forte nucleo liberalsocialista. Sono perciò gli interlocutori più prossimi al progetto della Rosa nel pugno. Gli altri sono più fiduciosi sull’effetto rigeneratore che quasi miracolosamente potrebbe nascere da un rimescolamento di tipo ulivista-prodiano della diverse aree riformiste. Purtroppo non sembra però quello dell’ulivismo prima maniera l’approdo cui tende oggi il progetto del Partito democratico. Proprio questo fatto ci induce a tenere una forte sollecitazione verso questi compagni, affinché il confronto fra di noi solleciti una riflessione critica più generale nella sinistra e nel centro-sinistra. Mi accorgo che con queste considerazioni ho sviluppato il rapporto Rosa nel pugno-Partito democratico partendo da un confronto per linee interne fra diverse aree dei DS o provenienti dai DS. Ma è evidente che questo schema di ragionamento vale più in grande per il rapporto fra Rosa nel pugno e centro-sinistra. Penso infatti che la Rosa nel pugno non debba guardare al progetto del Partito democratico come a qualcosa da combattere e ostacolare in tutti i modi. Bensì come a un progetto da cambiare nella sua impostazione. A noi sta a cuore una grande sinistra maggioritaria, non succube nei confronti dei veti della Conferenza Eipiscola Italiana. Questo dovrebbe essere pacifico e sarà il primo banco di prova per Prodi, Fassino e Rutelli. Perché proprio questa questione, finora rimossa, potrebbe costituire il primo ostacolo capace di inceppare la ripresa del discorso sul Partito democratico.
Ma a noi sta a cuore anche una sinistra non oligarchica nel suo modo di funzionare, né tributaria verso i riti statalisti e assistenzialisti vecchia matura. Questi sono i picchetti essenziali. All’intero di questi picchetti ci sta un campo enorme, in gran parte ancora da esplorare. Qui comincia la vera costruzione della Rosa nel pugno, che richiede una grande raccolta di intelligenze, di esperienze, di competenze tecniche e di passioni civili e politiche per organizzare questo vasto campo. Dobbiamo essere capaci di fare tutto ciò lavorando su un doppio piano, quello “micro” della Rosa nel pugno e quello “macro” del centro-sinistra, senza perdere di vista i liberali che stanno ancora nel polo.
E dobbiamo farlo secondo un metodo di partecipazione politica democratica, aperta e meritocratica, che dia spazio a chi vuole partecipare e dia a tutti le chance di vedere riconosciuti capacità e impegno. Il tutto alla luce del sole e sotto il vaglio dell’opinione pubblica. Deve valere in piccolo per la Rosa nel pugno e in grande per una sinistra rinnovata e riformata. Qualunque sia il nome con cui alla fine vorremmo chiamarla. Lanfranco Turci
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 14 aprile 2006 @ 22:53:15
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 | Documenti: DICHIARAZIONE DI ENRICO BOSELLI |
DICHIARAZIONE DI ENRICO BOSELLI, segretario delo Sdi e della segreteria della Rosa nel pugno
Esprimiamo un caloroso ringraziamento alle elettrici e agli elettori che ci hanno dato un consenso prezioso che sapremo rappresentare coerentemente nel nuovo Parlamento. Nonostante le nostre attese fossero più consistenti rispetto ai risultati ottenuti la Rosa nel Pugno esce dal voto come una formazione che ha un futuro. Potrà ulteriormente crescere mano mano che ne saranno conosciuti meglio gli intendimenti e gli obbiettivi. Restano infatti inalterate le esigenze di difesa della laicità dello Stato, di ampliamento dei diritti civili, di rafforzamento della scuola pubblica e di modernizzazione dell'economia, contenute nel nostro progetto.
Il contributo che abbiamo dato all'Unione è stato essenziale per conseguire, anche solo per un soffio, la maggioranza parlamentare e sancire l'affermazione di Romano Prodi. Resta in tutta la sua portata aperta la questione di una riforma laica e liberale della sinistra. E' in questo contesto che la Rosa nel Pugno si porrà il problema di un confronto con il disegno del partito democratico di cui rimangono evidenti, anche dopo il voto, le gravi contraddizioni.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 aprile 2006 @ 23:43:29
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 | Documenti: DICHIARAZIONE DI DANIELE CAPEZZONE |
DICHIARAZIONE DI DANIELE CAPEZZONE, segretario di Radicali Italiani e della segreteria della Rosa nel pugno
Non c'è dubbio. Speravamo, ci aspettavamo un risultato sensibilmente migliore per noi. Ed è particolarmente grave, in termini di seggi, il nostro risultato al Senato.
Ma ora il progetto della Rosa nel pugno (che non era e non è solo una lista elettorale, ma un investimento strategico) deve proseguire e crescere.
E ci sono almeno tre aspetti positivi che non debbono essere trascurati. Primo: torna una forte pattuglia laica e radicale in Parlamento, dopo 10 anni. Secondo: siamo stati numericamente determinanti per l'Unione, sia alla Camera che al Senato. Terzo: il progetto del Partito democratico può e deve (ed è un'occasione per tutti) confrontarsi e dialogare con gli "zapablairisti" della Rosa nel pugno. Il nostro apporto, ispirato -appunto- oltre che a Loris Fortuna, a Blair e a Zapatero, sarà duplice: da una parte diritti civili e laicità, dall'altra innovazione economica e sociale.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 aprile 2006 @ 23:42:41
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 | Documenti: I RISULTATI ELETTORALE DELLA ROSA NEL PUGNO |
I RISULTATI ELETTORALI DELLA ROSA NEL PUGNO
Camera: 991.049 voti 2,597 %, 18 seggi Piemonte 1: 2,9% (1 seggio) - Piemonte 2: 2,5 (1) - Liguria: 2,6 - Lombardia 1: 2,8 (1) - Lombardia 2: 1,9 (1) - Lombardia 3: 2,2 - Veneto 1: 2,0 (1) - Veneto 2: 2,3 (1) - Trentino A. Adige: 1,8 - Friuli Venezia G.: 2,7 - Emilia Romagna: 2,3 (1) - Toscana: 2,4 (1) - Marche: 2,0 - Umbria: 3,3 - Lazio 1: 2,8 (1) - Lazio 2: 3,4 (1) - Abruzzo: 2,9 - Molise: 1,7 - Puglia: 3,1 (2) - Campania 1: 2,6 (1) - Campania 2: 3,0 (1) - Basilicata: 3,8 - Calabria: 4,3 (1) - Sicilia 1: 2,3 (1) - Sicilia 2: 2,3 (1) - Sardegna: 2,7 (1)
Senato: 851.875 voti 2,493 %, 0 seggi Piemonte: 2,7% - Liguria: 2,6 - Lombardia: 2,2 - Veneto: 2,1 - Friuli V. G.: 2,6 - Emilia Romagna: 2,3 - Toscana: 2,4 - Marche: 1,9 - Umbria: 3,0 - Lazio: 2,8 - Abruzzo: 2,7 - Molise: 1,8 - Puglia: 2,7 - Campania: 2,9 - Basilicata: 2,9 - Calabria: 3,9 - Sicilia: 2,0 - Sardegna: 2,5
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 aprile 2006 @ 23:41:34
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 | Documenti: LA ROSA NEL PUGNO: LA NOSTRA PREVISIONE ELETTORALE |
ELEZIONI POLITICHE 9-10 APRILE 2006
BUON VOTO A TUTTI !
Nel corso della cena-concerto "Rosa di sera, vittoria si spera", tenutasi sabato 8 aprile a Cremona, i 35 partecipanti hanno espresso la loro previsione sul dato elettorale che la Rosa nel Pugno otterrà alla Camera dei Deputati. Ecco i risultati:
Marco: 3.9; Michele: 4.1; Eugenio: 5.5; Nadia: 1.8; Cristina: 3.6; Ivan: 2.7; Daria: 3.8; Luca: 3.1; Enzo: 3.2; Riccardo: 4.0; Ermanno: 5.1; Fabio: 4.8; Giuseppe: 2.9; Tommaso: 5.0; Paola: 2.3; Lorenzo: 4.4; Federico: 3.5; Andrea: 3.7; Francesca: 4.3; Alessandro: 4.1; Luigi: 5.8; Valentina: 3.4; Marcello: 3.9; Mirco: 3.8; Eugenia: 4.8; Rino: 4.8; Giovanni: 6.0; Daniella: 4.5; Sergio: 3.3; Volfango: 4.7; Paolo: 4.1; Giuliano: 3.4; Donatella: 3.8; Emiliano: 3.2; Francesco: 4.1
LA MEDIA PONDERATA DELLE PREVISIONI ELETTORALI ESPRESSE E' RISULTATA ESSERE PARI AL 3.98% QUESTA E' PERTANTO LA NOSTRA PREVISIONE ELETTORALE.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 09 aprile 2006 @ 20:06:34
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 | Documenti: PRESENTATA A MILANO LA LISTA DELLA ROSA NEL PUGNO |
PANNELLA: UN PROGRAMMA D'APRILE PER LA ROSA NEL PUGNO
Milano, 8 marzo 2006 - Si è aperta a Milano la campagna elettorale della Rosa nel Pugno. Presenti Enrico Boselli, Emma Bonino, Marco Pannella, Ugo Intini insieme agli altri candidati.
Nel suo intervento Marco Pannella, oltre ad annunciare che dopo qualche mese dall'eventuale elezione al Senato si dimetterà per dedicarsi al rilancio del Partito Radicale Transnazionale, ha delineato un «programma d'aprile» per la Rosa nel Pugno. Lotte da fare subito all'indomani delle elezioni:
1- Domenica di Pasqua, 16 aprile, l'Unione tenga le primarie per la presidenza delle Repubblica;
2- una settimana dopo, subito un incontro con gli scienziati, per la libertà di ricerca scientifica;
3- il lancio di un'iniziativa referendaria per abolire le leggi proibizioniste sulla droga;
4- il 2 giugno il Parlamento approvi la più grande amnistia, per una riforma della giustizia.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 08 marzo 2006 @ 10:53:57
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 | Documenti: PRESENTAZIONE DELLA LISTA ROSA NEL PUGNO |
UN GRANDE SUCCESSO !
MARTEDI 5 MARZO, ALLE ORE 12, PRESSO IL TRIBUNALE DI MANTOVA E' STATA PRESENTATA LA LISTA DELLA ROSA NEL PUGNO PER LA CIRCOSCRIZIONE LOMBARDIA 3
LE FIRME DEI SOTTOSCRITTORI SONO STATE IN TOTALE 3.357, COSI' SUDDIVISE:
MANTOVA: 1.179 PAVIA: 1.119 CREMONA: 802 LODI: 257
UN GRANDE GRAZIE A TUTTI COLORO CHE CI HANNO DATO UNA MANO.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 05 marzo 2006 @ 18:58:14
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 | Documenti: NOI CHE NON POSSIAMO ASPETTARE |
GRAZIE, LUCA
"Noi che non possiamo aspettare"
"C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini. Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.
E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura, di una cura per corpi e spiriti.
Le nostre esistenze hanno bisogno di libertà per la ricerca scientifica. Ma, non possono aspettare. Non possono aspettare le scuse di uno dei prossimi Papi." Luca Coscioni
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 23 febbraio 2006 @ 17:52:49
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 | Documenti: L'ULTIMO INTERVENTO DI LUCA COSCIONI |
L'ULTIMO INTERVENTO DI LUCA COSCIONI
(16 febbraio 2006 - prima riunione del Congresso Mondiale per la Libertà di Ricerca Scientifica)
"Questo primo incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, si colloca in un momento particolarmente difficile della mia esistenza.
Non che non ce ne siano stati altri, in passato di meno crudeli.
Ma la coscienza del tempo della vita, della sua libertà, della dignità umana e del limite oltre il quale non andare, producono pensieri e sentimenti inaccettabili ed inaccessibili.
La sclerosi laterale amiotrofica non limita le facoltà dell'intelletto, rende lucida la coscienza di sentire la disperazione e la paura del tempo della vita.
Tempo che si restringe violentemente e che mi costringe a porre l'urgenza, del prezzo che milioni di persone in tutto il mondo stanno pagando e dovranno pagare, per una cultura di potere, di classe, e non solo politica, impregnata di dogmi e pregiudizi antiscientifici, che tagliano fuori il sapere scientifico, che tagliano fuori le libertà personali di disporre della conoscenza."
"La partita in gioco è troppo alta per lasciar passare del tempo, altro tempo.
Il tempo nel quale ciascuno di noi, e mi rivolgo in particolar modo a quella parte di comunità scientifica presente a questo appuntamento, che come strumento di scienza, può divenire lo strumento di azione e di diritto a livello nazionale ed internazionale, a servizio del valore e dei contenuti della vita democratica.
Si perché è proprio la democrazia, ad essere messa in discussione, quando l'acquisizione del sapere, risorsa inesauribile per la sopravvivenza dell'umanità, come luogo di discussione e di libertà su temi che riguardano direttamente la vita, la morte, la salute, la qualità della vita degli individui, é negata ad essa.
Le scelte politiche che non si avvedono di questo rischio, riducono il significato stesso della politica e questa ultima diviene semplicemente e tragicamente partitocrazia.
Per me, per l'Associazione che porta il mio nome, invece, la politica, nel bene o nel male, è vita o morte, civiltà o violenza.
Alla violenza di questo cinico proibizionismo sulla ricerca scientifica, sui diritti fondamentali dei cittadini, ho risposto con il mio corpo che molti, forse, avrebbero voluto ridurre ad una prigionia senza speranza, e rispondo oggi, con la mia sete d'aria, perché è il respiro a mancarmi, che è la mia sete di verità, la mia sete di libertà.
Buon Congresso, ho concluso."
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 febbraio 2006 @ 11:16:19
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 | Documenti: IN RICORDO DI LUCA COSCIONI |
" CIAO, LUCA "
Luca Coscioni è morto, gli è mancato il respiro. Luca era il Presidente di Radicali Italiani, era il nostro Capitano e noi la sua squadra. Luca ci ha dato tanto, ha nutrito le nostre vite con la sua voglia di lottare, di non mollare. Luca ha trasformato la sua malattia e la sua debolezza in una forza enorme. In pochi anni, è riuscito a far entrare nel dibattito politico di questo paese, l’urgenza di liberare dai veti clericali e oscurantisti la ricerca scientifica.
In questo momento, nello stringerci attorno a Maria Antonietta, vogliamo ricordarlo con le parole che Josè Saramago, premio Nobel per la Letteratura, rese a sostegno della candidatura di Luca alle elezioni politiche 2001: “Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito una nuova forza. Grazie, per questo”.
Continueremo la battaglia per la libertà di ricerca scientifica dove oggi Luca l’ha lasciata, a partire dall’importante conferenza pubblica che si terrà a Cremona lunedì 27 febbraio. Sergio Ravelli, vice presidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 20 febbraio 2006 @ 20:56:43
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 | Documenti: LA DICHIARAZIONE DI MARCO CAPPATO |
Dichiarazione di Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica: "Abbiamo chiamato stamane a casa di Luca e Maria Antonietta Coscioni per la riunione telefonica che o ogni mattina facevamo con loro, che Luca seguiva con attenzione anche sull’organizzazione quotidiana di una lotta che è stata la sua vita degli ultimi anni. Abbiamo sentito le voci dell’emergenza in corso. Pochi minuti dopo, Maria Antonietta ha informato Marco Pannella della morte di Luca.
Proprio ieri Luca era appena intervenuto – clandestinizzato e censurato una volta di più – al congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, coronamento di una battaglia cresciuta grazie alla sua forza e alla sua intelligenza, ed aveva seguito tutti i lavori, con quella passione che gli consentiva ogni giorno di non soccombere a quella malattia terribile che gli aveva quasi completamente paralizzato il corpo.
Per come ha vissuto, per i periodi neri dai quali a volte abbiamo temuto non riuscisse a riprendersi, per il leader che è stato sempre di più, lo voglio ricordare innanzitutto per come è stato cacciato, espulso, dai vertici della politica ufficiale nel nostro Paese, dalle elezioni politiche del 2001, dalla nomina governativa del Comitato nazionale di Bioetica, dalle regionali dell’anno scorso, e per come invece lo hanno onorato del loro sostegno 100 Premi Nobel di tutto il mondo, decine di migliaia di persone che in questi anni lo hanno sostenuto con parole, denaro, opere, idee, speranze".
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 20 febbraio 2006 @ 12:34:41
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 | Documenti: 20 FEBBRAIO 2006: E' MORTO LUCA COSCIONI |
Orvieto, 20 febbraio 2006
LUCA COSCIONI E' MORTO
Lo ha annunciato Marco Pannella a Radio Radicale con queste parole: «Luca era un leader perché era in prima linea e guidava tutto e in qualche misura è naturale quello che è accaduto. Luca è caduto, era in prima linea e direi che è stato ammazzato anche dalla qualità di questo paese e dell'oligarchia che lo distrugge».
Luca Coscioni era Presidente di Radicali Italiani e dell'Associazione per la libertà di ricerca scientifica. Era da anni malato di sclerosi laterale amiotrofica.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 20 febbraio 2006 @ 11:43:13
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 | Documenti: UN PENSIERO DI EUGENIO MONTALE SUL CONCORDATO |
11.2.1929 - 11.2.2006
UN PENSIERO DI EUGENIO MONTALE SUL CONCORDATO
“Il Concordato, e i suoi annessi, mi fa ricordare quei fossili che si tengono sotto vetro per paura che vadano a pezzi. Bisogna prenderlo com’è o lasciarlo (andare a pezzi). Ogni modifica non farebbe che peggiorarlo. Lasciamo dunque morire questo anacronistico istituto nato in tempi in cui lo stato, o meglio il potere, rinunziò a se stesso per poter sopravvivere. E apriamo la via a un nuovo e civile modus vivendi che restituisca autonomia allo stato e autonomia alla chiesa di Roma e a ogni altra fede e culto. Facciamo che l’Italia sia un paese di piena libertà religiosa”. Eugenio Montale
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 09 febbraio 2006 @ 21:58:53
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 | Documenti: ERMANNO DE ROSA SCRIVE A BENEDETTO DELLA VEDOVA |
ASPETTANDO IL GUIZZO DEL SALMONE Lettera aperta di Ermanno de Rosa a Benedetto Della Vedova
Caro Benedetto,
ho il rammarico di non averti scritto subito dopo la tua decisione di continuare a destra la lotta politica comune. Sono rimasto con i salmoni di Marco e non ho pensato ti servisse un mio attestato di solidarietà. Ora però sto aspettando il guizzo dei tuoi salmoni. Tanto più che sulla rapida che Marco cerca di deviare nella sua rete non credo ci siano orsi in agguato. Taormina sembra passato indenne. Credo che in questo caso nemmeno Don Sturzo si sarebbe sentito legato al voto di ubbidienza. Faccio appello a quanto ci unisce di pratico e di ideale (tutto tranne l'imperscrutabile). Lo riassumo nell'intervento che allego a testimonianza delle difficoltà natatorie che i liberali incontrano in queste acque.
Con amicizia e stima,
Ermanno
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 30 gennaio 2006 @ 16:06:25
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 | Documenti: INTERVISTA A VASCO ROSSI |
IL MIO ALTER EGO POLITICO
“Io non mi occupo di politica, però ho la tessera del Partito Radicale da vent’anni e in casa siamo tutti radicali. Quindi li appoggio, sono solidale, sono assolutamente convinto che le loro battaglie sono importanti.
Penso che sia giusto che ci siano dei Radicali in Parlamento e penso che sia giusto che ci sia Pannella, che considero il mio alter ego politico” VASCO ROSSI
a 'Dopo Tg1' del 27 gennaio 2006
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 28 gennaio 2006 @ 18:59:13
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 | Documenti: CONGRESSO PROVINCIALE DELLO SDI |
Cremona, 21.1.2006 - L'intervento al congresso provinciale dello Sdi di Ermanno de Rosa, esponente dell'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona e del Coordinamento Rosa nel pugno.
"Dico subito che spero da questo congresso un atto concreto ed ufficiale verso il consolidamento della Rosa nel Pugno. Penso all’intervento dei vostri delegati al congresso regionale. Abbiamo deciso di dar vita ad un nuovo soggetto politico capace di battersi, ora per l’alternanza al governo, domani per l’alternativa al regime. Stiamo per fare campagna elettorale insieme quindi sono qui per cogliere un’occasione di reciproca conoscenza. Alcuni cenni telegrafici di riflessione politica con accenni ad esperienze personali. Faccio politica come militante attivo in piazza e qualche volta esprimo opinioni su fatti che mi colpiscono, meglio per iscritto che a voce. Battesimo del fuoco la raccolta firme sui 20 quesiti referendari Liberali che Berlusconi silurò definendoli Comunisti, e cercò di seppellire insieme con noi pronunciando quel “parce saepultis” che, non sarà politico dirlo, ma chiede ancora vendetta.
Non avevo mai votato a sinistra, ma in quel momento pensai che se quei referendum potevano essere considerati comunisti, i Comunisti meritavano considerazione.
Ricordai i primi anni del dopoguerra: non avevo ancora vent’anni e facevo propaganda per il Movimento Federalista Europeo nelle campagne cremonesi. Il PCI era stalinista e contrario, ma capivo che il desiderio profondo dei contadini (allora erano più del 60% dei lavoratori) era di libertà e di riscatto da condizioni intollerabili di dipendenza dal padrone.
Un sentimento che ho ritrovato di recente commemorando un mio compagno di Liceo Franco Romani illustre studioso di Scienza delle Finanze che scrisse “mi sento liberale perché non mi piace comandare né essere comandato”. Lo stesso sentimento che mi rende anticlericale perché le gerarchie clericali si reggono sul voto di ubbidienza fino a cercare di imporla ben oltre la cerchia dei propri adepti ed anche in spregio ad insegnamenti sulla libertà e responsabilità della persona che stanno nel Vangelo.
Il sentimento che ha acceso qualche colorito battibecco ai tavoli referendari l’estate scorsa.
Dove , questa volta sul rispetto della vita che tutti volevano, si sono confrontate due visioni antagoniste sul modo di leggere la realtà, quello pragmatico attraverso i fatti che colpiscono le persone e quello moralistico ideologico che permette di evitarne il rigore per puntare ipocritamente a scopi diversi come quello di far prevalere nelle leggi lo spirito di fazione contro la laicità dello Stato.
Lo stesso svicolare cui abbiamo assistito in questi giorni a proposito del mancato provvedimento di amnistia indulto per governare l’emergenza nei Tribunali e nelle Carceri.
Penso che tutti, chi in modo più consapevole chi meno, si aspettino dalla politica il governo dei fatti economici e sociali per allargare in concreto la sfera della legalità e delle libertà in cui i cittadini possano cercare la propria felicità evitando di scontrarsi e danneggiarsi.
Se la politica manca a questo compito perde prestigio.
Mi pare di dover constatare che proprio questo sta succedendo e che moralismi e ideologie non rimediano, anzi aggravano il male.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 23 gennaio 2006 @ 15:54:22 Continua...
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 | Documenti: LA RISPOSTA DI PIERO FASSINO A FABIO FAVALLI |
LA RISPOSTA DEL SEGRETARIO DS PIERO FASSINO AL SEGRETARIO DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE A CREMONA FABIO FAVALLI
Roma, 17 gennaio 2006
Rispondo volentieri alla tua sollecitazione di un esplicito sostegno alla piena inclusione della “Rosa nel pugno” nell’Unione di centrosinistra.
Per quel che riguarda me e i DS questo sostegno c’è e non da oggi, come dimostra il fatto che io sia stato l’unico Segretario politico nazionale a partecipare mesi fa al Convegno nazionale di Fiuggi da cui ha preso le mosse la nuova aggregazione politica SDI/Radicali.
E ho più volte rilasciato dichiarazioni di apprezzamento e sostegno e sollecitato Prodi e gli altri dirigenti del centrosinistra a fare altrettanto.
Mi auguro perciò che in questi giorni vi sia l’occasione per pubblici atti che diano visibilità alla piena partecipazione della “Rosa nel pugno” alle battaglie politiche dell’Unione di centrosinistra.
Grato per l’attenzione, con amicizia. Piero Fassino
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 23 gennaio 2006 @ 14:48:24
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 | Documenti: 14 GENNAIO: LA MANIFESTAZIONE DI MILANO |
OLTRE 150 MILA PERSONE ALLA MANIFESTAZIONE DI MILANO PER LA DIFESA DELLA LEGGE 194 E DELLA LAICITA' DELLO STATO
Milano, 14 gen. (Apcom) - Nella piazza del Duomo, gremita di gente e colorata da tanti striscioni e bandiere di diversa collocazione politica, non è mancato lo striscione 'Basta con le molestie clericali' della Rosa nel Pugno, a rappresentare la quale c'era l'europarlamentare radicale Emma Bonino. "E' una manifestazione gioiosa, determinata. Non è una amarcod degli anni '70 - ha detto - con molti uomini. E' l'espressione della società italiana. La gente si è resa conto che le molestie clericali hanno superato i limiti e che i diritti devono difendersi da sé". (nella foto, i radicali lodigiani Paola Maestroni e Eugenio Trentin)
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 15 gennaio 2006 @ 09:22:45
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 | Documenti: AMNISTIA E INDULTO: AFFOSSATI IN PARLAMENTO |
AMNISTIA E INDULTO:
AFFOSSATI DA VETI INCROCIATI
CONVERGENTI CON DEMAGOGIA FORCAIOLA
Roma, 12.1.2006 - Dichiarazione di Sergio D'Elia: Avevamo chiesto un atto, non di clemenza, ma di buongoverno: una amnistia per ridurre il carico processuale che sta soffocando la Giustizia in Italia; un indulto per alleviare il carico di sofferenza che affligge il carcere, in tutte le sue componenti, non solo i detenuti, ma anche il personale amministrativo e di custodia.
I veti incrociati di DS e Margherita sull’amnistia e di Forza Italia sul solo indulto, parallelamente convergenti con la demagogia forcaiola della Lega e di AN, hanno determinato l’affossamento sia dell’amnistia sia dell’indulto.
Rimane la grande questione sociale sollevata, con la Marcia di Natale, da Don Mazzi e Marco Pannella e che riguarda non solo la situazione catastrofica delle carceri nelle quali 60.000 detenuti sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne al massimo 42.000, ma anche e soprattutto la vicenda tragica di almeno 18 milioni di cittadini italiani in attesa da dieci o quindici anni di una decisione giudiziaria essendo parti in causa negli attuali 9 milioni di processi pendenti.
Sono fatti per cui lo stato italiano è condannato ripetutamente dalla giustizia europea, sin dal 1980, per violazione di diritti umani fondamentali.
Ora, negata l’amnistia trasparente e selettiva, stabilita per legge dal parlamento, continuerà a vigere quella solita, detta prescrizione, l’amnistia clandestina, casuale e di classe, di fatto decisa dai procuratori o dagli avvocati e con la quale si ‘risolvono’ centinaia di migliaia di processi ogni anno.
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 12 gennaio 2006 @ 18:16:18
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 | Documenti: LETTERA DEGLI ESPONENTI DS AL SEGRETARIO FASSINO |
IN VISTA DELLA DIREZIONE NAZIONALE DEL PARTITO.
LETTERA APERTA DI 11 ESPONENTI DS AL SEGRETARIO PIERO FASSINO E AL PRESIDENTE MASSIMO D'ALEMA
(nella foto il senatore Ds Lanfranco Turci)
L'Unità del 7.1.2006 - Cari compagni,
sappiamo che già molti temi importanti sono all'ordine del giorno della Direzione Nazionale dell'11 gennaio. Oltre al regolamento elettorale, relativo alle definizioni delle nostre candidature alle prossime elezioni politiche, sarà inevitabile discutere della vicenda delle OPA bancarie e dei riflessi molto negativi che esse stanno determinando sul nostro Partito.
Tuttavia sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione della Direzione anche su un altro argomento, su cui avvertiamo l'esigenza di una svolta urgente nostra e di tutta l'Unione. Ci riferiamo al rapporto con il nuovo soggetto politico della "Rosa nel pugno". Nei confronti di questo soggetto politico c'è un'insofferenza che traspare dagli atteggiamenti e soprattutto dai silenzi di tutti i membri dell'Unione e del suo leader Romano Prodi. >br>
Invece di salutare il progetto nato dall'incontro fra SDI e Radicali come un positivo allargamento della coalizione del centro-sinistra, con la netta collocazione dei radicali nella nostra area, si avverte più l'eco di una antica e mai superata diffidenza verso i Radicali.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 gennaio 2006 @ 09:18:56 Continua...
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
LE DECISIONI DEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI.
SERGIO RAVELLI RICONFERMATO VICE PRESIDENTE DEL COMITATO.
Si è tenuto a Roma del 6 all’8 gennaio il Comitato nazionale di Radicali Italiani, il primo dopo il recente congresso di Riccione. La mozione approvata dal Comitato, nel confermare e rilanciare il progetto della Rosa nel pugno a sostegno dell’Unione, sottolinea come, a meno di 90 giorni dal voto, il candidato premier e le massime forse politiche del centrosinistra si rifiutino al dialogo o addirittura ostentino freddezza o ostilità rispetto alle iniziative della Rosa nel pugno. Il Comitato denuncia, inoltre, il chiaro tentativo di espellere la Rosa nel pugno dalla prossima gara elettorale attraverso la nuova legge elettorale: un vero e proprio provvedimento “contra rosam”, che impone proprio a chi ha in solitudine denunciato le vere e proprie truffe avvenute nelle passate occasioni elettorali, non solo l’onere della raccolta delle firme, ma soprattutto di dover completare le proprie liste un mese prima degli altri, in palese violazione del principio costituzionale di uguaglianza. Il Comitato impegna, altresì, gli organi dirigenti ad una iniziativa politico-elettorale su tre priorità: a) trasformare in legge dello stato i Pacs, cancellando discriminazione odiose e assicurando pari dignità e protezione alle scelte di milioni di donne e di uomini; b) cambiare di 180° la rotta sulle politiche in materia di droghe, contribuendo davvero - attraverso la scelta antiproibizionista - ad un reale contrasto alla criminalità organizzata; c) incardinare una radicale riforma degli ordini professionali, attraverso l’abolizione di una gran parte di essi, ceppi corporativi ed illiberali che impediscono al paese di camminare. Il Comitato ha, infine, eletto il proprio presidente, nella persona di Werther Casali, e il proprio vice presidente, nella persona di Sergio Ravelli, entrambi riconfermati nell’incarico.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 gennaio 2006 @ 09:00:57
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 | Documenti: DICHIARAZIONE DI MARCO PANNELLA |
MARCO PANNELLA:
O "LA ROSA NEL PUGNO" ESPLODE SUBITO, O PRESTO IMPLODERA'.
DICIAMO A TUTTI QUELLI CHE POTRANNO ASCOLTARCI: O LA SCEGLI O LA SCIOGLI!
Roma, 1° gennaio 2006 - La “Rosa nel Pugno”, o subito torna a esplodere, deflagrare, dalla e nella sinistra, o è destinata a brevissimo termine a implodere e subalternizzarsi quale ultima appendice e vittima del monopartitismo imperfetto, dell’oligarchia partitocratica e mafiosa, in uno Stato impotente e quindi violento, negatore delle sue proprie leggi, dal suo vertice alle sue basi populiste, clientelari, già fasciste, comuniste, ateo-clericali.
Occorre che immediatamente la Rosa nel pugno si proponga con la nobiltà e la forza di grande antica e nuova ambizione riformatrice, in luogo dei vecchi riformismi e rivoluzionarismi, perdenti e velleitari, che – uniti – vivono la fase delle putrefazioni in cui crollano ormai le loro ossificate strutture. La Rosa nel pugno ha rapidissimamente da proporre e proporsi come erede viva e consapevole della Italia e della Europa radicalmente credenti, laiche, socialiste, liberali, democratiche.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 02 gennaio 2006 @ 20:52:46 Continua...
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 | Documenti: RISPOSTA AL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA" |
"L'AMNISTIA ASPETTI MEGLIO RIMANERE IN VACANZA" articolo di fondo di Enrico Pirondini direttore del quotidiano "La Provincia"
LETTERA-RISPOSTA DI SERGIO RAVELLI, presidente dell'Associazione per l'iniziativa radicale a Cremona, pubblicata il 2 gennaio 2005, con il titolo
"AMINISTIA, PRIORITA' PER I CITTADINI. IL TEMPO CI SAREBBE"
Cremona, 28.12.2005 - Sig. direttore,
mi permetta una risposta al suo articolo di fondo di oggi “L’Amnistia aspetti, meglio rimanere in vacanza”, con riferimento alle tre questioni principali da Lei sollevate:
1) la seduta della Camera: un flop storico? Se ci rapportiamo ad analoghi lavori parlamentari, anche programmati in periodi molto più favorevoli, la presenza di deputati è stata straordinaria nel numero (130/140 deputati; circa il 60% dei firmatari della autoconvocazione) e spesso nella qualità dei loro interventi. Infatti, per un dibattito su temi anche istituzionalmente rilevanti, in assenza di previsione di voto e anche di importanti dichiarazioni dell’Esecutivo, si raggiungono mediamente pochissime decine di presenti. Se non crede a me o ai radicali, lo chieda ai nostri deputati Jacini e Gibelli;
2) l’amnistia non è una priorità? Forse non lo è per i politici italiani ma sicuramente lo è per i cittadini, che giustamente chiedono più giustizia e più sicurezza. E’ la prima volta che in Italia si manifesta quella che consideriamo una delle più grandi questioni sociali del nostro paese, determinata dalla non-amministrazione della giustizia e dalla disastrosa situazione delle carceri, fatti per cui lo Stato italiano è stato condannato dalla Giustizia europea, in questi ultimi 20 anni e ripetutamente, per violazione dei diritti umani fondamentali. Non si tratta solo della condizione delle carceri nelle quali 60 mila detenuti sono ammassati in celle che potrebbero ospitarne al massimo 42 mila; si tratta anche e soprattutto della vita di almeno 18 milioni di cittadini italiani e delle loro famiglie che sono parte in causa negli attuali 9 milioni di processi pendenti, molti dei quali destinati a risolversi per prescrizione (come è accaduto a 1 milione di processi negli ultimi 5 anni);
3) non c’è il tempo per approvare un provvedimento di clemenza prima dello scioglimento delle Camere? Mi creda, signor direttore. Non si tratta di un problema di tempo. E’ solo un problema di volontà politica! Quando i partiti hanno voluto reintrodurre il finanziamento pubblico a loro favore (abolito per via referendaria da oltre il 90% degli elettori) lo hanno fatto in una sola notte e in periodo ferragostano. Infine, la richiesta dei radicali e dei marciatori di Natale, reiterata con tutti i mezzi nonviolenti in questi ultimi tre anni, è quella di portare il Parlamento al voto su un efficace provvedimento di clemenza (Amnistia + Indulto). E’ tempo che i nostri rappresentanti si esprimano, a favore o contro, ma si esprimano, e al più presto. Proprio per non alimentare false speranze. (s.ravelli@fastpiu.it)
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 29 dicembre 2005 @ 15:26:02
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 | Documenti: CONFERENZA SUL PARTITO RADICALE: L'INTRODUZIONE |
Cremona, 17 Dicembre 2005 - Palazzo Cattaneo
"PERCHE' LE RAGIONI E LE SPERANZE DEL PARTITO RADICALE CONTINUINO A VIVERE"
Conferenza pubblica in occasione del 50° anniversario della nascita del Partito Radicale
LA RELAZIONE INTRODUTTIVA DI SERGIO RAVELLI
Il 1955 è un anno importante per la politica italiana. Il Psi comincia a staccarsi dal Pci, e fra gli alleati laici della Dc cresce l’insofferenza: Pri, Pli e Psdi (con i loro segretari La Malfa, Malagodi e Saragat) mal sopportano l’egemonia democristiana e la pesante presenza/invadenza delle gerarchie vaticane. Per di più, nell’aprile ’55 viene eletto presidente della Repubblica il dc Giovanni Gronchi al posto del liberale Luigi Einaudi. E, dopo una “complicata” crisi di governo la presidenza del Consiglio passa ad Antonio Segni. I cattolici si ritrovano così in mano entrambe le poltrone più importanti dello Stato.
In questo clima, l’11 dicembre 1955, nel corso della prima assise congressuale che si tiene presso il cinema Cola di Rienzo di Roma, nasce il Partito radicale dei liberali e democratici italiani, che però da subito fu, semplicemente, Partito Radicale. E nasce in modo originale, perché è Mario Pannunzio a dare sul suo “Mondo” la notizia della formazione di un “comitato esecutivo provvisorio” formato da lui stesso e da Leo Valiani, Bruno Villabruna, Nicolò Carandini, Leopoldo Piccardi. Dai nomi citati si intuisce che tre sono le anime dei radicali.
La prima è quella della sinistra liberale: da Villabruna a Carandini, da Franco Libonati, a Leone Cattani. La seconda è quella “azionista”: da Leo Valiani, a Guido Galogero, a Mario Paggi. La terza è quella dei giornalisti del “Mondo”: in prima fila Ernesto Rossi. E accanto a Rossi c’è anche un nutrito gruppo di “giovani” provenienti dalle organizzazioni studentesche, Unuri e Ugi, allora molto forti anche fuori delle università. I nomi di questi giovani sono noti a tutti voi: Marco Pannella, Franco Roccella, Sergio Stanzani, Gianfranco Spadaccia, Massimo Teodori e altri.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 19 dicembre 2005 @ 15:34:56 Continua...
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 | Documenti: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA IN VISITA A CREMONA |
6 DICEMBRE 2005:
IL PRESIDENTE DELLA
REPUBBLICA IN VISITA A CREMONA.
BENVENUTO
PRESIDENTE CIAMPI,
E GRAZIE PER AVER
DIFESO LA LAICITA’
DELLO STATO.
"LA ROSA NEL PUGNO" LAICI, SOCIALISTI, LIBERALI, RADICALI
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 04 dicembre 2005 @ 10:16:13
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 | Documenti: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA" |
L'INCONTRO DEL VESCOVO DI CREMONA CON I POLITICI CREMONESI
ERMANNO DE ROSA: "LA CHIESA RINUNCI A NORME DI FAVORE"
"La Provincia", 30.11.05 - Sig. Direttore,
tradizione natalizia l’incontro di Domenica del Vescovo con i rappresentanti delle istituzioni e di alcuni fra i partiti e le associazioni di Cremona. Leggo però che, per i cenni che ne fa il Suo giornale, mons. Lafranconi ha impartito raccomandazioni e considerazioni di tipo politico usufruendo abbondantemente della laicità dello Stato Italiano quella “buona” che rispetta la Chiesa e la lascia parlare. Resta da vedere se qualcuno dei molti presenti si sia sentito di poter rispondere alla pari come ha fatto il Presidente Ciampi col Papa in occasione della recente visita in Quirinale.
Visto che l’incontro è finito in politica per parlare di “bene comune in una società frammentata e multiculturale” chi rappresentava i frammenti e le diverse culture? Che ruolo rivestiva il Vescovo in rapporto a queste? Quanto tempo si è concesso per l’intervento e quanto ne ha riservato agli altri?
La verità è che ora, se la Chiesa vuole uscire dal campo del magistero religioso del Vaticano per occuparsi di politica in Italia, tocca a lei adottare il metodo della democrazia liberale per adeguarsi alla laicità che invoca. Tocca alla Chiesa riconoscere che l’uso del peso politico dei propri fedeli per ottenere norme di favore attraverso i concordati può avere una giustificazione in uno stato totalitario, non in uno stato di diritto democratico liberale. In questo, ogni interesse legittimo è meglio difeso cooperando lealmente con tutta la comunità politica al miglioramento delle condizioni di libertà per tutti e rinunciando a pretendere dalla forza della legge l’imposizione delle proprie verità.
Ermanno de Rosa (ermannoderosa@libero.it)
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 30 novembre 2005 @ 14:21:55
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 | Documenti: PRESENTAZIONE DELLA "ROSA NEL PUGNO" A CREMA |
PRESENTATO A CREMA IL NUOVO SOGGETTO POLITICO "LA ROSA NEL PUGNO"
(da sinistra, Ermanno De Rosa, dell'Associazione Coscioni, Maurizio Noci, già senatore del Psi, Sergio Ravelli, di Radicali Italiani, Angelo Pasqualini, segretario circondariale dello Sdi)
"Cronaca di Cremona", 24.11.05 - E' stata annunciata ieri la nascita del nuovo soggetto politico di centro sinistra che, a partire da subito, si proporrà sia a livello nazionale che locale. Infatti, ha fatto la sua comparsa (o meglio dire la sua ricomparsa) il simbolo della rosa nel pugno, accompagnato dai sostantivi che ne tracciano la linea politica: laico, socialista, radicale e liberale. Un soggetto che nasce da Sdi, Radicali Italiani, Federazione dei giovani socialisti e Associazione Luca Coscioni. "Ci proponiamo con l'ambizione di essere il sale di questo centro sinistra" ha dichiarato Maurizio Noci, "e per smuovere le acque stagnanti della politica, sia cremasca che italiana. Perchè come scrisse Ovidio, quando le acque sono ferme, imputridiscono". Alla conferenza stampa di presentazione del nuovo soggetto c'era anche Sergio Ravelli, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani, il quale ha dichiarato: "I nostri riferimenti politici sono Loris Fortuna, Tony Blair e Josè Luis Rodriguez Zapatero, mentre i primi punti che andremo ad affrontare saranno quelli delle coppie di fatto, dell'antiproibizionismo e liberalizzazione delle droghe leggere, e del superamento degli ordini professionali". La presentazione ufficiale avverrà a gennaio.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 30 novembre 2005 @ 14:05:44
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 | Documenti: LA MANIFESTAZIONE DEGLI ITALO-ARGENTINI A PIACENZA |
"VOGLIAMO IL RISPETTO DELLA LEGGE"
Gli italo-argentini e i radicali manifestano davanti alla Prefettura di Piacenza
Piacenza, 5 novembre 2005 - Oggi, per le vie di Piacenza inzuppate di pioggia, davanti alla Questura e davanti alla Prefettura si è dovuto gridare così. Perché tanti oriundi Italiani immigrati si stanno scontrando con il muro di gomma dell’illegalità e della burocrazia italiane. La legge li dice cittadini Italiani per nascita e qui a centinaia non riescono ad ottenere il riconoscimento della cittadinanza per ritardi ed assurdità che nessuno si preoccupa di chiarire. Così scendono in piazza in una giornata come questa con donne e bambini, bandiere Italiane ed Argentine, alla testa la signora Luisa Fasano della Associazione Esperanza (in primo piano, nella foto) e scandiscono con forza lo slogan “VOGLIAMO IL RISPETTO DELLA LEGGE”, perché chi non rispetta la legge non rispetta loro nelle difficoltà in cui si trovano. Noi Radicali di Piacenza e Cremona abbiamo gridato con loro, con le nostre bandiere e con tutta la passione della nostra battaglia per il ritorno alla legalità ed al rispetto della legge scritta nel nostro paese.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 30 novembre 2005 @ 12:57:51
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 | Documenti: COMITATO NAZIONE DI RADICALI ITALIANI |
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI. APPROVATA (39 VOTI FAVOREVOLI, 3 ASTENUTI, 3 CONTRARI) LA MOZIONE GENERALE: IMPEGNO PER IL PRT E "PROGETTO FORTUNA-BLAIR-ZAPATERO"
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 13 settembre 2005 @ 03:04:22 Continua...
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 | Documenti: MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA RADICALE DI CREMONA |
LA MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE
L’Assemblea dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale a Cremona, riunitasi il 2 settembre 2005, - da mandato ai propri organi dirigenti di adoperarsi per la costituzione del COMITATO DI SOSTEGNO ad un nuovo soggetto politico che miri al grande obiettivo di un’alternativa laica, socialista, liberale, radicale. - ritiene opportuno che la presentazione del COMITATO DI SOSTEGNO avvenga in occasione della Festa dell’Avanti che si terrà a Cremona dall’8 al 12 settembre e che vedrà la partecipazione di Bobo Craxi, Enrico Boselli e Daniele Capezzone. La mozione è stata approvata dall’unanimità dei presenti.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 03 settembre 2005 @ 09:15:40
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 | Documenti: CONTRIBUTO DI MICHELE RANA ALL'ASSEMBLEA RADICALE |
ASSEMBLEA RADICALE DI CREMONA: contributo al dibattito di Michele Rana, radicale piacentino e membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani
Caro Presidente, Caro Segretario, purtroppo l'onore che devo, soprattutto in questo periodo di possibile concretizzazione di strategie del terrore, ad importanti impegni professionali mi impediscono di essere fisicamente presente all'Assemblea di stasera.
Mentre voi discuterete io sarò a Milano per lavoro.
Altrettanto onore mi sento, però, di dare all'occasione di discussione che avete deciso di convocare e al tema, delicatissimo e attualissimo, che avete scelto.
Vi prego, dunque, di voler leggere, ove lo riteniate opportuno e fecondo per il dibattito, queste poche righe.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 03 settembre 2005 @ 09:03:51 Continua...
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 | Documenti: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL DIRETTORE DI ''LIBERO'' |
CONTRO TUTTI I FONDAMENTALISMI, IL RIMEDIO E' LA DEMOCRAZIA LIBERALE
(lettera di Ermanno de Rosa al Direttore di "Libero")
Cremona, 24.8.2005 - Sig. direttore, l’intervista ad Oriana Fallaci da parte del padre gesuita polacco ha meritato attenzione e commenti, sia per le suggestioni storiche e culturali, sia per la serietà dell’ appello ad una alleanza singolare.
“ Sono atea, cristiana e liberale “ Mi è sembrata questa la bandiera che Oriana Fallaci ha voluto alzare per chiamare a raccolta contro l’Islam. Contro le dottrine della teocrazia e della guerra scritte nel Corano ed instillate dai suoi preti nelle menti più inclini all’autosantificazione ed all’odio (ce n’è dappertutto anche in occidente).
Più che dare aiuto al Papa, mi è parso che sperasse di riceverne contro la gravità del pericolo comune. Ogni energia è preziosa, purché coerente.
Mi chiedo quale aiuto potrà dare il vertice di una teocrazia come quella vaticana specialmente se continuerà a lasciar intravvedere un piano di restaurazione antiliberale anche cercando di confondere i termini della separazione fra politica e religione (il Patriarca di Venezia parla ora di “compenetrazione” tra Chiesa e Stato).
Riconosco e condivido la profonda umanità del sentimento religioso, posso anche capire che chi crede di aver ricevuto una rivelazione divina e di possedere la verità desideri diffonderla, ma so che avere fatto di questo una pretesa di privilegio politico, o addirittura di potere, ha scatenato per secoli guerre di religione e persecuzioni anche nel mondo cristiano.
Il rimedio è stato la democrazia liberale che separa la religione dalla politica. Oggi gli uomini e le donne di fede o pratica mussulmana soffrono con noi quegli stessi mali che il fondamentalismo islamico rinnova nella storia. Potrebbero essere persuasi ad accettare gli stessi rimedi. Mostrare di credere nella loro efficacia avendo cura di soffocare ogni nostalgia del male è il minimo che gli occidentali possano fare per aiutare il processo di guarigione. Un minimo necessario anche se non sufficiente. Ermanno de Rosa
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 24 agosto 2005 @ 17:27:06
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 | Documenti: PANNELLA COMMENTA L'INTERVENTO DI MARCELLO PERA |
PANNELLA COMMENTA L'INTERVENTO DI MARCELLO PERA: ANALISI ROZZA. L'EUROPA STESSA E' METICCIA!
(da Corriere della Sera del 23 agosto 2005)
Meticciato? Ma se l'intera Europa come la conosciamo è "meticcia"! Tutto questo è la sua forza, la sua ricchezza. La cultura europea fu a lungo tributaria anche di quella araba. Una pausa, e una risata: Ricordo a Pera che usiamo la numerazione araba, non più quella romana. E poi pensiamo ai celti e ai normanni... E a Camus che, proprio in quanto francese, si sentiva algerino.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 23 agosto 2005 @ 15:21:48 Continua...
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 | Documenti: INIZIATIVA DI ANTICLERICALE.NET PER LA LIBERTA' SESSUALE E DI COSCIENZA |
Joseph Ratzinger imputato in Texas per copertura di preti pedofili, chiede l’immunità al Presidente degli Stati Uniti
Da RadioRadicale.it - Nel giorno dell'apertura della giornata mondiale della gioventù di Colonia, l'associazione radicale Anticlericale.net, da anni impegnata sul fronte della lotta a favore della laicità dello Stato e delle istituzioni e per la libertà religiosa, ha organizzato, davanti a piazza San Pietro, una iniziativa a favore della libertà sessuale e di coscienza, contro le cause delle deviazioni e delle sofferenze, a cominciare da quelle dei preti pedofili e delle organizzazioni pedofobe.
Alla manifestazione era presente anche Daniel Shea, l'avvocato di Houston che ha denunciato l'allora cardinale Joseph Ratzinger il quale, dal gennaio 2005, è imputato davanti alla Corte distrettuale di Harris County, in Texas, per la copertura data ai membri del clero responsabili di abusi sessuali soprattutto su minori. Secondo Shea, in quanto Capo di Stato in carica, Benedetto XVI avrebbe avanzato ''richiesta formale d'immunità al presidente degli Stati Uniti, che non ha ancora reso nota la sua decisione in merito". Nella documentazione presentata dai radicali emerge che "sin dal 1962 le più alte gerarchie vaticane, approfittando dello status di entità sovrana di cui gode la Santa sede, hanno organizzato e realizzato quella che oggi appare in tutta la sua gravita': una rete di protezione dei preti pedofili, tale da consentire la diffusione e, per molti di loro, la reiterazione delle violenze perpetrate per anni nella più assoluta impunita'". Secondo Anticlericale.net, "il Vaticano, che era a conoscenza del compiersi di tali reati e della loro diffusione, al fine di 'governare' lo scandalo diede disposizioni tassative, attraverso un'Istruzione diffusa dalla Suprema Sacra Congregazione del Santo Uffizio, pena la scomunica, con l'unico obiettivo di evitare la fuoriuscita di qualsiasi notizia in merito. Tali disposizioni furono poi confermate nel 2001 dall'allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI''. "Lo scandalo dei preti pedofili non si limita al recente caso esploso negli Stati Uniti. Non e' solo scandalo, ma reato - affermano i radicali - e non e' circoscritto alla sola Chiesa americana. La giustizia ha iniziato il proprio corso, ma finora non è mai accaduto che la Santa sede abbia denunciato essa stessa alle autorià giudiziarie fatti di abusi sessuali, pur essendone a conoscenza, nè abbia collaborato alle indagini".
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 18 agosto 2005 @ 03:30:27
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 | Documenti: GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' |
XX GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU' - Colonia 2005: VATICAN SHOW !
Dal sito Dagospia.com, 12.8.05 - “…Da quando Giovanni Paolo II le ha istituite, nel 1984, le Giornate mondiali della gioventù sono le Olimpiadi del cattolicesimo. Si tengono ogni due-tre anni in tutti i continenti: a Manila, Buenos Aires, Denver. Solo l'Africa, finora, è rimasta esclusa. Si svolgono in grandi spianate e negli stadi, trasformati in chiese a cielo aperto. A Colonia gli italiani si incontreranno con il cardinale Camillo Ruini nel Rheine Stadium di Colonia, 50 mila posti, presenti Giovanni Trapattoni e Marco Masini. E si ritroveranno in un centro accoglienza ribattezzato Casa Italia. Su modello del quartier generale azzurro nel villaggio olimpico.
Come per le Olimpiadi, c'è un grande giro di soldi. La settimana di Colonia, nelle previsioni, dovrebbe costare 100 milioni di euro. Un terzo coperto dalle ricche diocesi tedesche, 3 milioni di euro stanziati dal governo Schroeder in piena campagna elettorale. L'incubo, accanto a quello di un attentato terroristico, è ripetere il flop dell'ultima edizione a Toronto, nel 2002, costata 24 milioni di euro di debiti. E poi ci sono gli sponsor, e relative polemiche sui marchi stampati sulle sacche dei papa-boys. In Italia è stata contestata la Banca di Roma, accusata di esportazione armi. "Un'azione denigratoria", ha attaccato Marcello Bedeschi, che con la fondazione Gioventù Chiesa Speranza è da sempre il tesoriere della Gmg per l'Italia. Peccato che l'accusa arrivasse da tre sacerdoti tra cui il direttore di 'Nigrizia', la più prestigiosa rivista missionaria. E il banner di Banca di Roma è prontamente sparito dal sito italiano della Gmg…” (Marco Damilano per l’Espresso)
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 16 agosto 2005 @ 05:28:34
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 | Documenti: ARTICOLO DI ADRIANO SOFRI SU EMMA BONINO |
IL MONDO VISTO DALLA BONINO di Adriano Sofri (La Repubblica del 6.8.2005)
"Ho incontrato Emma Bonino qualche giorno fa. Poi sono restato a sedere qui, e lei è andata a Venezia per un convegno sulla democrazia in Medio Oriente, poi è andata a Kabul, e ci resterà per 3 mesi, a capo della missione europea che segue le elezioni afgane, fissate al 18 settembre. La mia invidia di uomo messo a sedere è stata incrinata dalla sensazione che qualcosa immalinconisse la leggerezza di quella famosa viaggiatrice. Emma mi ha detto di aver paura. S´intende che solo un pazzo partirebbe oggi alla volta dell´Afghanistan (o di Sharm El-Sheik, del resto) senza mettere in conto una paura. Però Emma è di norma più discreta, e abbastanza pazza. Quando è andata via, sono rimasto a guardarla scendere uno scalone e camminare svelta nella bella piazza, e mi è sembrata ancora più minuta, e, benché tutti i passanti la salutassero, aveva l´aria d´esser sola.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 07 agosto 2005 @ 16:07:13 Continua...
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 | Documenti: TANTI AUGURI DALAI LAMA |
TANTI AUGURI DALAI LAMA. Oggi, 6 luglio, Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, compie settant'anni, più di quaranta dei quali trascorsi in esilio, lontano dal suo Tibet ancora assoggettato alla Cina comunista
Era il 17 marzo 1959 quando a notte fonda, giovanissimo e travestito da semplice soldato, dovette lasciare Lhasa, sconvolta dai tumulti scoppiati il 10 marzo e dalla feroce repressione dei militari cinesi, per affrontare un difficile viaggio verso l’ignoto,tra le gelide e innevate altitudini himalayane, mosso dalla volontà di salvare, ad ogni costo, l’identità e la tradizione di un popolo, costituito prevalentemente da nomadi e contadini, che in lui aveva sempre riposto ogni speranza e, ora più che mai, si riconosceva. Fu accolto, stremato, con il gruppo di fuggitivi al suo fianco, dall’India di un cordiale quanto imbarazzato Pandit Nehru. In breve tempo, a frotte di centinaia, numerosi tibetani seguirono le sue orme. Uomini, donne, bambini, privi di averi e di mezzi di sostentamento, a piedi o a dorso di yak, sfidarono i rigori del clima e ogni tipo di insidia pur di scampare alle violenze degli invasori. Parecchi, vinti dal freddo e dalla fame, non riuscirono neanche a varcare il confine. Nonostante tutto, si rafforzava il desiderio di ricostituire un nucleo tibetano in esilio, nel tentativo di salvare tutto il possibile di una cultura e di una storia millenarie.Dopo essere rimasto per quasi un anno a Mussurie, nella regione dell’Uttar Pradesh, a ridosso del versante indiano della catena himalayana, il 30 aprile 1960 il Dalai Lama giunse a Dharamsala, nell’Himachal Pradesh, dove ebbe la possibilità di creare, a poco a poco, una piccola comunità retta da criteri democratici, con tanto di governo, parlamento, scuole, centri medici, una grande biblioteca, istituti per lo studio e la tutela delle arti tibetane. E’ lì che si è prefigurato quello che dovrebbe essere il Tibet liberato dall’oppressione cinese, un Tibet che, purtroppo, rischia di restare solo un meraviglioso sogno. Il Paese delle Nevi continua, infatti, ad essere teatro di un vero e proprio genocidio etnico e culturale perpetrato dalla Cina nell’omertà pressoché totale delle altre nazioni preoccupate di non scalfire minimamente i rapporti con il nuovo colosso militare ed economico. A nulla sono valsi i reiterati inviti al rispetto dei diritti civili da parte dell’assemblea dell’Onu e, più recentemente, dell’Unione europea. Il Tibet, ribattezzato nel 1965 con il nome di Regione Autonoma Tibetana, è ormai destinato a tramutarsi a tutti gli effetti in una colonia cinese, grande quanto l’Europa occidentale, soggetta a diboscamento e a stravolgimento ambientale, con l’immissione forzata di coltivazioni, rispondenti al fabbisogno dei cinesi, completamente estranee alla vocazione agricola del territorio e discariche con ingenti quantitativi di scorie nucleari provenienti dalla Cina. Gli stessi tibetani sono ridotti ad essere minoranza nella loro terra. Appena sei milioni rispetto ai quasi nove di cinesi han. La fisionomia di Lhasa è stata volutamente mutata radicalmente e anche se parrebbe accennare alla normalizzazione la ricostruzione di una minima parte degli oltre seimila e quattrocento monasteri distrutti dalla furia delle guardie rosse nel periodo della “rivoluzione culturale” maoista, insieme ad inestimabili tesori artistici e librari, si sa che nulla sfugge alla ferrea morsa degli occupanti. Il Dalai Lama, che si è sempre definito un umile monaco buddhista e un seguace del Mahatma Gandhi, non ha smesso un solo giorno di credere fermamente nella nonviolenza come unico metodo di soluzione di una drammatica vicenda che ha causato la morte di oltre un milione e duecentomila tibetani e l’internamento di un numero consistente di oppositori in diversi campi di concentramento… Il 10 marzo di quest’anno, parlando ai tibetani in esilio in occasione dell’anniversario dell’insurrezione di Lhasa, lo stesso Dalai Lama ha ribadito la sua posizione dichiarando altresì che qualora potesse tornare in Tibet “con un certo grado di libertà”, non avrebbe ricoperto alcuna carica all’interno del governo tibetano né in altra posizione politica e avrebbe sciolto l’attuale amministrazione tibetana in esilio. “Desidero”, ha detto, “ancora una volta rassicurare le autorità cinesi che, fino a quando sarò responsabile della politica tibetana, rimarremo fedeli alla politica dell’Approccio della Via di Mezzo, che non chiede l’indipendenza del Tibet, e che desideriamo restare all’interno della Repubblica popolare cinese”. Intenzioni a quanto pare dettate da ragionevolezza e tatticismo che rivelano, purtroppo, una disponibilità unilaterale. La via del dialogo è, in realtà, ancora tutta in salita e all’orizzonte non s’intravede nulla di nuovo… Per il Tibet non sembra, quindi, delinearsi nulla di positivo, che lasci presagire a un cambiamento di rotta. Nessuno, India inclusa, vuol fare dispiacere alla Cina, paese che occupa un posto troppo importante nel mercato.Certo è che di auguri di lunga vita il Dalai Lama ne ha davvero bisogno. La sua temperanza, la sua tolleranza, la sua saggezza hanno molto da dire, insegnare, comunicare per il bene non soltanto dei tibetani ma dell’intera umanità. Buon compleanno! (Francesco Pullia - "Notizie Radicali" del 6.7.2005)
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 07 luglio 2005 @ 06:09:34
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 | Documenti: IL COMITATO PER I 4 SI PROSEGUE LA SUA ATTIVITA' |
LA BATTAGLIA CONTRO LA LEGGE 40 NON SI FERMA.
NASCE IL COMITATO CREMONESE PER LA MODIFICA DELLA LEGGE 40/2004
Cremona, 24 giugno 2005 - Il Comitato per i 4 Sì ai Referendum sulla legge 40/2004:
RINGRAZIA i 16.899 cittadini elettori di Cremona (pari al 29,1%) che si sono recati alle urne il
12 e 13 giugno, fornendo testimonianza di uno straordinario spirito civico.
Un ringraziamento altrettanto caloroso va a tutti coloro che con lo stesso spirito civico si sono impegnati nella campagna referendaria, in modo particolare gli scienziati, i ricercatori, i medici e
i malati.
AVVERTE lo stato precario della legalità costituzionale e democratica in Italia, nei modi e nei contenuti del confronto referendario.
Lo segnala nel ruolo disinformativo dei media, in particolare delle reti Rai e Mediaset che non hanno contribuito al chiarimento delle questioni poste, favorendo di fatto l’astensione dal voto.
Lo rileva nel comportamento apertamente diseducativo delle massime cariche istituzionali rispetto ai valori della democrazia e, a parere di molti, anche formalmente contrario alla legge.
Lo denuncia nell’ingerenza delle gerarchie vaticane e della Conferenza Episcopale Italiana, apertamente impegnate nell’azione politico-legislativa in modo tale da mettere in dubbio il principio di tolleranza nel convivere civile di opinioni diverse.
RITIENE utile e necessario continuare la battaglia al fianco dei malati e degli scienziati, delle coppie sterili e dei medici, per segnalare all’opinione pubblica gli effetti che la legge 40/2004 sta già provocando sulla vita di molti cittadini per il suo carattere incostituzionale, proibizionista ed isolazionista in campo internazionale.
SOSTIENE i contenuti e gli obiettivi della lettera aperta al Presidente della Repubblica, già sottoscritto da 110 medici e biologi della riproduzione, che denuncia il contrasto fra la legge 40/2004 e i principi della deontologia medica. Gli estensori della lettera a Ciampi ritengono che in caso di mancato intervento del Parlamento sulla legge 40, e non accettando di violare la propria deontologia, non avranno altra scelta che quella di andare a lavorare in un altro Paese, o quella di chiedere alla magistratura di intervenire, attuando una disobbedienza civile alla legge 40/2004.
DECIDE pertanto di proseguire la propria attività con la denominazione di COMITATO PER LA MODIFICA DELLA LEGGE 40/2004.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 28 giugno 2005 @ 04:36:10
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 | Documenti: APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CIAMPI |
APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEI CENTRI DI FECONDAZIONE ASSISTITA
Roma, 21.6.2005 - "Noi sottoscritti Medici e Biologi della Riproduzione, sentiamo il bisogno di scriverLe e di chiederLe aiuto; non soltanto perché nostro Presidente, ma anche perché in Lei riconosciamo la figura super partes di Garante della legalità democratica e istituzionale.
....Noi, in coerenza con la Costituzione e la definizione dell’OMS, abbiamo dedicato tutta la nostra vita di lavoro e la nostra attività scientifica e di ricerca ad aiutare le coppie infertili a tentare di avere un figlio. Oggi sentiamo che il nostro lavoro è divenuto pressoché impossibile da svolgere se non pagando un prezzo inaccettabile: tradire il giuramento di Ippocrate e principalmente il buon senso del padre di famiglia, traccia comportamentale che deve sempre guidare il medico nel suo operato.
Dall’entrata in vigore della legge 40/2004 sulla procreazione assistita, abbiamo tentato di applicare la legge, come abbiamo tentato di applicare le ancor più contorte Linee Guida esplicative. Abbiamo tentato, Signor Presidente, perché dobbiamo confessarLe che spesso questa legge ci ha obbligato ad esercitare il nostro lavoro senza rispettare i 3 principi cardine che lo devono guidare: la perizia, la prudenza e la diligenza.
....Noi siamo - e non possiamo che essere - rispettosi del fatto che l’appuntamento referendario sia stato invalidato dall’astensione, ma crediamo, Signor Presidente, di essere ad un bivio della nostra vita e della nostra storia di medici e biologi.
O troveremo il modo per indurre il Parlamento a modificare in alcuni passaggi la normativa, oppure saremo costretti, con il cuore gonfio di rabbia, a lasciare il nostro meraviglioso Paese ed andare a vivere ed a lavorare in un altro Paese, dove i medici possono ancora chiamarsi medici ed i biologi chiamarsi biologi quindi assumersi l’onere della responsabilità professionale delle scelte.
Ma c’è una terza possibilità, ed è questa che Le sottoponiamo direttamente: la strada della disobbedienza civile (ovviamente limitatamente a quei casi che in modo inequivocabile ci pongono nella dicotomia di scegliere tra il bene del paziente e la legge 40)! Su quest’ultima scelta abbiamo avviato un lavoro comune e saremo presto in grado di definire le azioni che insieme intraprenderemo. Non vogliamo certo eludere la legge o ingannarla. Piuttosto sentiamo l’urgenza di affermare, assumendocene in toto la responsabilità, il rispetto di una legge superiore, che riguarda la lettera della Costituzione, i nostri princìpi deontologici e la nostra coscienza.
Ci auguriamo, Signor Presidente che Ella voglia prestarci ascolto.
Questa è la richiesta e l’appello di tante persone che, certe di avere lavorato una vita con impegno e dedizione e di amare tanto quello che fanno, non sono disposte, neanche di fronte ad una Legge, a rinnegare la propria storia di uomini e di medici e biologi seri."
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 22 giugno 2005 @ 10:24:11
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 | Documenti: GLI ORIENTAMENTI DEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI |
DANIELE CAPEZZONE: TRE PERCORSI, TRE ORIENTAMENTI POSSIBILI...
Roma, 20 giugno 2005 - Dichiarazione di Daniele Capezzone, al termine della riunione straordinaria del Comitato di Radicali italiani, svoltasi all'indomani dell'Assemblea post-referendaria dell'Ergife. 1- lavorare fianco a fianco con l'Associazione Coscioni per dare sostegno all'iniziativa e alla mobilitazione del mondo degli scienziati, degli accademici, dei ricercatori: sia rispetto alla prospettiva di eventuali disobbedienze civili, sia rispetto al più complessivo progetto di un "Congresso Mondiale per la libertà di ricerca, di scienza e coscienza". Occorre aiutare quanti nel mondo lavorano su questo fronte a "mettersi in rete", a coordinarsi, a convergere in una battaglia che è comune e globale. 2- occorrerà dare nuovo impulso alla campagna iscrizioni a Radicali italiani, anche in vista dell'appuntamento congressuale di fine ottobre-inizio novembre. 3- per ciò che riguarda la suggestione fatta da Marco Pannella a proposito di un possibile nuovo "Partito d'Azione" e la proposta che io stesso avevo fatto -a questo tema collegata- di un "seminario dei volenterosi" da tenere a settembre, si è deciso di tentare da subito contatti, sondaggi, esplorazioni, per capire entro l'estate se questi tentativi possano avere consistenza o no. Si tratta di ..."embrioni", e sarà bene fare un'accurata..."diagnosi preimpianto": insomma, le prossime sei-sette settimane ci aiuteranno a capire se si tratta di tentativi e progetti davvero praticabili. In caso positivo, scatterebbe la convocazione del seminario, e ulteriori passaggi potrebbero intrecciarsi con la stagione congressuale di fine ottobre-inizio novembre.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 21 giugno 2005 @ 15:40:43
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 | Documenti: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO ''LA PROVINCIA'' |
HANNO VINTO ALLA GRANDE GLI “INSACCATORI”
Quasi tre italiani su quattro non hanno espresso voto sui quesiti referendari.
Disinformati? Disinteressati? Cattolici ubbidienti? Atei devoti? Paladini della
vita? Gente in vacanza? Nel sacco informe dell’astensione hanno messo di tutto;
continuo a non vederci né scienza né vita, soltanto la bravura degli insaccatori.
Hanno vinto alla grande!
Chiaro invece il discorso di chi ha votato per il Sì. Dieci milioni di Italiani che
rivoterebbero ancora Sì per avere in Italia, come in Inghilterra, Svizzera o
Spagna, una legge umana e liberale sulla fecondazione assistita. Chiara la loro
solidarietà con malati, medici e ricercatori che devono subire proibizioni ingiuste
ed irragionevoli che solo in Italia ed in Costarica un’opinione di parte ha fatto
diventare legge per tutti.
Il problema rimane aperto nelle cure che in Italia non si faranno, nei bambini
che non nasceranno, nelle speranze che si rivolgeranno ai ricercatori coreani
perché si è preferito lasciar perdere nell’irresponsabilità la vita di trentamila
embrioni soprannumerari esistenti. Bilancio positivo? Per chi? Forse per gli insaccatori, certamente non per gli insaccati. Ermanno de Rosa (La Provincia – 15.6.2005)
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 15 giugno 2005 @ 03:33:27
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 | Documenti: L'INTERVENTO DI FABIO FAVALLI ALLA MARATONA ORATORIA |
L’INTERVENTO DI FABIO FAVALLI, SEGRETARIO DELL’ASSOCIAZIONE PER L’INIZIATIVA RADICALE A CREMONA, ALLA MARATONA ORATORIA TENUTASI IL 29.05.2005
Buonasera a tutti.
Scusatemi se leggerò l’intervento che ho preparato, ma poi vi spiegherò il perché.
Buonasera, dicevo, non solo perché è formula di cortesia, ma anche per 2 motivi:
- il primo è in relazione al fatto del perché siamo qui;
- il secondo è legato al luogo fisico ove in questo momento siamo.
Dunque, comincio con il 1° motivo: perché siamo qui!
Certamente il creare un’occasione di incontro, di dialogo e di informazione relativamente ad un tema importante, come lo è quello di questa sera, cioè il “Si” ai 4 referendum in tema di fecondazione medicalmente assistita, è cosa ottima e tale da caratterizzare il tempo trascorso come una forma di investimento.
Il frutto, il risultato, di tutto ciò può contribuire a formare quella conoscenza indispensabile per deliberare.
Purtroppo mi pare che i partiti si siano concentrati su altre questioni ed i mezzi d’informazione li hanno seguiti.
Anche durante la scorsa campagna elettorale, quella per le regionali, il tema referendum è stato espulso, esiliato.
Forse non si comprendeva ed ancora non si comprende l’importanza della posta in gioco!
Quello che si rischia è un’aggressione normativa dello Stato contro la libera espressione della persona umana.
Insomma un’invasione del nucleo fondamentale dell’autonomia dell’individuo rispetto allo Stato.
Ma torno al 2° motivo che giustifica il mio augurio iniziale di una buona serata e cioè il luogo fisico ove in questo momento siamo.
Questa piazza, come tanti luoghi di questa città, è densa di storia.
Qui sorgeva la chiesa di S. Domenico, purtroppo demolita, ove in un certo periodo pare che avesse trovato ospitalità la Santa Inquisizione.
Molte volte qui, e nella mitica postazione del vicino corso Campi, angolo Farmacia Centrale, ho allestito, con i miei compagni radicali, dei tavoli per dare informazioni sulle tante nostre iniziative.
E così ho avuto anche la fortuna di poter realizzare un mio sogno:
quello di poter far politica in un modo che rappresentasse una vera alternativa alla politica partitocratrica, alla politica schiava di ideologie e di strategie vincolate al giorno per giorno. Una politica caratterizzata dalla non violenza, dall’attenzione per il rispetto della legalità e che sapesse porre la persona umana come obiettivo primario e qualificante del proprio agire, una politica per la vita del diritto e per il diritto alla vita.
Torno a dire di questa piazza, che si trova al centro della città.
Quante volte è ricorso il nome di piazza Roma e dei suoi giardini pubblici nei tanti articoli di giornale che trattavano il problema della tossicodipendenza.
Quante iniziative vi abbiamo svolto su questo tema, cercando di parlare della necessità di una nuova politica in tema di droghe, incentrata su di un sistema di legalizzazioni.
Purtroppo, anche dopo il colossale fallimento del vecchio approccio proibizionista, causa di tanti dolori, disperazioni e devastazioni, una politica sorda, cieca e stupidamente ideologizzata continua ad impazzare.
Parlavamo di riduzione del danno, di offrire al tossicodipendente numerose possibilità di uscita dal suo stato non obbligandolo ad un unico percorso, ad un unico protocollo.
Non volevamo che leggi e regolamenti gli impedissero di sperare nella possibilità di conquistarsi una vita migliore!
Chiedevamo libertà di cura e di terapia.
Chiedevamo di abbattere il grande valore commerciale delle droghe regolamentandone il mercato e causando così la perdita di quell’interesse economico per il loro smercio, che rappresenta il potente stimolo per mafie e spacciatori.
Ho usato il passato, ma queste lotte sono vive e presenti nel nostro impegno di oggi, che si concretizza in agire politico sia in Italia che all’ONU.
Certo questo non è il tema di stasera!
Anche se, a pensarci bene, analogie si possono cogliere la dove consideriamo il modo, i principi e le finalità con cui si possono costruire delle norme giuridiche tese ad affrontare un fatto presente nella società.
Così è stato in tema di interruzione della gravidanza per combattere il flagello dell’aborto clandestino.
Ma su questo ci tornerò dopo.
Con lo sguardo torniamo ad osservare Piazza Roma, i giardini pubblici, Galleria XXV Aprile.
Cremona, questa città, seppur piccola, ha saputo dare diversi contributi alla vita politica e sociale italiana.
Alcuni sinceramente negativi, come ad esempio quello offerto da un settimanale “Crociata Italica” che ha avuto come direttore responsabile un sacerdote.
Per capirne l’orientamento ora leggo alcune righe dell’editoriale apparso sul n. 1 di lunedì 10 gennaio 1944, in cui si sostiene che sono meriti del fascismo opere come: la Conciliazione con il Vaticano, la restaurazione del matrimonio cattolico, l’insegnamento cattolico nelle scuole, l’Ordinariato militare.
Parliamo invece di contributi positivi, ed allora non possiamo non ricordare ciò che recentemente un cremonese ha saputo offrire alla ricerca scientifica.
Basti pensare ai successi ottenuti dal professor Cesare Galli.
E però quante vicissitudini ha dovuto sopportare in Italia nello svolgimento della sua attività, che così tante approvazioni ed interesse ha riscontrato a livello mondiale!
Vi ricordate il torello Galileo?
Esso si sentiva torello come tutti gli altri, quando Rosi Bindi, allora Ministra della Sanità, lo trattò come diverso sottoponendolo ad un sequestro amministrativo!
Nel prossimo anno accademico dovrò tenere delle lezioni alla scuola di specializzazione per laureati in veterinaria, presso l’Università di Parma, e fra i temi che tratterrò vi sarà anche quello della clonazione.
Non mancherò, in tale occasione, di ricordare i rischi che i ricercatori possono correre a causa del nostro contesto normativo, ed il ricordo della vicenda del povero Galileo mi aiuterà in tale compito.
Cito Cremona anche perché l’attività delle associazioni e delle imprese zootecniche ha raggiunto livelli di eccellenza in tema di fecondazione artificiale dei bovini.
Si, i risultati tecnici dei primi studi scientifici che hanno affrontato questo filone di ricerca trovavano applicazione in tale settore.
Poi, a partire dal 1978, se non erro, si cominciò a praticare la fecondazione medicalmente assistita agli esseri umani.
Da quel momento è nata l’esigenza di porsi un interrogativo:
- conviene riempire il vuoto normativo che caratterizza settori di grande rilevanza sociale?
- od è preferibile non intervenire legislativamente , lasciando alla responsabilità della scienza ed alla esperienza dei giudici il compito di rispondere alle domande poste dal progresso della scienza e dalle aspettative dei soggetti interessati?
Circa 180 paesi hanno risposto al quesito approvando leggi dedicate alla fecondazione medicalmente assistita.
L’Italia ed il Costarica hanno normato in maniera particolarmente restrittiva.
Anche la Comunità Europea ha tentato di perseguire un’azione comune in questo settore, con diversi interventi.
Da ultimo la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, approvata a Nizza il 18 dicembre 2000, ha posto il divieto di “fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro” e il “divieto di clonazione riproduttiva di esseri umani”
Quindi sono stati chiariti e precisati i limiti alla produzione , utilizzazione e brevettazione di embrioni.
Viene però consentita, in numero non eccessivo, la produzione di embrioni a fini diagnostici, terapeutici e di ricerca scientifica.
Le legislazioni dei vari Stati sembrano compatibili con queste linee.
Ma è indubbio che ciò che si vieta in Italia è permesso in altri Stati membri della Comunità, creando di fatto una forte disparità di trattamento tra i cittadini europei.
Certo è che chi ha buone possibilità economiche potrà cercare altrove ciò che da noi è vietato.
La legge n. 40 del 2004 crea quindi anche discriminazioni di classe!
Chissà se tra breve avremo interventi giurisprudenziali a seguito di ricorsi per anticostituzionalità, ed anche interventi della Corte di Giustizia Europea!
Leggendo il materiale propagandistico distribuito dal comitato Scienza e Vita si può notare la frase: “l’embrione fin dal concepimento è già un essere umano”.
Analizando la Legge 40 del 2004, non si scorge una definizione di “embrione”, né, mi pare, lo si parifica alla persona in quanto tale, e neppure né vengono titolati i diritti.
Per individuare questi diritti bisogna ricavarli dalle norme in via indiretta: vedere ciò che esse vietano.
Ed allora emerge un anomalo soggetto di diritto.
Il professor Guido Alpa così mirabilmente sintetizza la questione:
“ …..l’embrione è tutelato più del concepito quanto alla legge civile, perché il concepito acquista i diritti solo alla sua nascita, e più del feto, perché il feto può essere soppresso se sussistono i presupposti per l’applicazione della legge sull’aborto.
Ma poiché i termini concepito, embrione e feto si riferiscono sempre alla medesima “persona” cioè al medesimo soggetto che, una volta concepito e sviluppato nel feto, poi potrebbe venire alla luce, questa disciplina appare del tutto illogica, incongrua, insomma insensata, perché rispetto alla medesima “persona” propone tutele differenziate a seconda dell’età e dello stadio di sviluppo oltre al fatto che crea uno status giuridico superiore per l’embrione e deteriore per il feto.”
“Di qui”, prosegue il professor Guido Alpa, “il conflitto diretto con la disciplina dell’aborto, oltre al conflitto con:
1) le finalità di tutela della vita e della salute di persone che potrebbero essere curate mediante trattamenti effettuati con embrioni;
2) le finalità di ricerca e di sperimentazione scientifica, sempre per consentire e promuovere lo sviluppo delle biotecnologie e della medicina;
3) il diritto alla procreazione di coppie sterili che richiedono l’apporto di estranei per la fecondazione;
4) il diritto alla procreazione di donne vedove o di donne nubili, o di minorenni conviventi;
5) il diritto all’accesso alle tecniche da parte di coppie del medesimo sesso.”
Così il professore.
Mi chiedo come non si possa condividere questa analisi, soprattutto se al primo posto mettiamo la persona umana, lo sviluppo della sua personalità, la difesa della vita e la possibilità di concepire vita.
Soggetti deboli, le cui esigenze vanno tutelate e ben contemperate con altri diritti, non sono infondo le coppie sterili che non possono ricorrere alla fecondazione eterologa, i portatori di malattie genetiche che non possono usufruire dei benefici della diagnosi pre-impianto per far nascere sano il bimbo tanto desiderato, i pazienti che non possono essere curati con terapie che impiegano embrioni, i malati in generale a cui viene sottratta la speranza e gli stessi ricercatori ?
Per me l’equiparazione dell’embrione ad una persona è frutto di una suggestiva finzione, così come la sua equiparazione ad un essere debole da proteggere con uno status giuridico così forte da porlo in posizione preminente rispetto ad altri soggetti giuridicamente tutelati.
La vita umana, in ogni suo momento, deve essere considerata con rispetto, con attenzione, con amore, ma anche con umiltà ed assunzione di responsabilità.
Così anche la tutela giuridica deve essere armonica ed equilibrata e non contraddittoria e conflittuale rispetto ai vari momenti in cui si svolge la vita umana.
All’elenco del prof. Alpa aggiungerei anche ulteriori possibili conflitti con le norme che regolano:
- l’esame dei villi corniali;
- l’ecografia al secondo mese;
- l’amniocentesi;
- il sistema contraccettivo costituito dall’uso della spirale.
Insomma questa legge è fatta male anche esaminandola sotto l’aspetto della tecnica legislativa e del suo coordinamento con le altre norme giuridiche.
A meno….., a meno che sia stata pensata e stesa anche con la volontà di attaccare, frontalmente, le norme che si riferiscono alla tutela dei diritti prima ricordati.
I 4 Si rappresentano un rimedio che deve essere apportato per dare un minimo di decenza a questa legge.
Sicuramente il referendum abrogativo dell’intera norma sarebbe stata la cosa più opportuna!
Solo l’intervento della Corte Costituzionale, forte della sua giurisprudenza ballerina, ha impedito incredibilmente questa opportunità!
Tornando alla legge 40 e considerando l’embrione ci si può anche chiedere quali siano le tecniche più opportune per normare ciò che concerne l’embrione.
Su questo punto mi pare, ancora una volta, che il professor Guido Alpa sia estremamente chiaro quando dice:
“…Occorre affidarsi al mercato, alla comunità scientifica, all’autodisciplina? o, se deve intervenire l’autorità pubblica, è più opportuno che sia il giudice (ordinario o costituzionale) o il Parlamento o un’autorità amministrativa indipendente a dettare regole?
Il presupposto è che occorre porre limiti alla ricerca, perché è costosa e perché è pericolosa; ma tali limiti debbono essere posti da un’autorità amministrativa indipendente dotata di poteri regolatori e di poteri decisionali.
Una legge è troppo rigida e statica, mentre l’evoluzione della ricerca biologica richiede interventi flessibili; la casistica giudiziaria è occasionale, e non assicura l’intervento immediato”
Interessante vero?
Se andiamo ad analizzare le soluzioni adottate in alti Paesi, mi sembra interessante accennare al Regno Unito ove si è posto in essere un sistema a “due teste”.
Oltre alla Legge che stabilisce limiti e principi, c’è un organismo esecutivo che concede le licenze, controlla cliniche e centri di ricerca, e ha molto potere sulla pratica scientifica concreta.
Questa Autorità è denominata Human Fertilisation and Embryology, ed è presieduta da tre anni da Suzi Leather.
Utile è anche ricordare che in quel Paese è possibile la fecondazione eterologa anche per i single, l’utero in affitto (ovviamente non a pagamento), la ricerca sugli embrioni ed anche l’inseminazione post-mortem, se il padre deceduto abbia lasciato il suo consenso scritto.
Avviandomi alla conclusione chiedo, agli esponenti delle forze politiche presenti qui e nel Comitato, di fare quanto è in loro potere alfine di organizzare, se è ancora possibile, un grande evento a Roma, a favore dei 4 si.
Solo così si potranno raggiungere molte persone, anche per la rilevanza che questa grande manifestazione assumerebbe per i mezzi d’informazione.
Certamente sarebbe, a tale fine, più utile che tante piccole conferenze il cui pubblico è costituito per lo più da persone già convinte.
Per tornare all’informazione, anzi al problema dell’informazione esprimo la mia condivisione per l’iniziativa dei 32 scienziati che, attraverso lo strumento del digiuno, vuol porre all’attenzione di una serie di personalità fra cui in primis il Capo dello Stato, il fatto che è in corso una grave ferita dei diritti fondamentali dei cittadini.
Vi invito ad un’attenta lettura di questo documento!
Ho intrapreso anch’io dalla serata di ieri sabato 28.05.2005 questa forma di lotta nonviolenta e auspico l’adesione di molti di voi perché, mi pare importante offrire un segno concreto di sostegno a questi ricercatori ed a Luca Coscioni, Presidente dell’Associazione che porta il suo nome.
Luca ha ridotto l’apporto di nutrienti che un sistema di alimentazione extracorporeo gli garantisce, ed a lui si sono aggiunti, con varie modalità operative, altri malati.
L’astensione!
Astenersi, certo è un legittimo diritto, ed è proprio per questo che stavolta, è opportuno esercitarlo in cabina elettorale!
Chi decide di non volersi occupare di questa legge deve trovare il modo di farsi rispettare e non accomunare a quelli che vogliono mantenere la legge n. 40!
Quindi anche chi non è interessato ai referendum è bene che si rechi al seggio, ritiri le schede e poi le annulli con una bella riga, oppure le riconsegni in bianco, o se crede può sempre scriverci su “non mi interessa”.
Speriamo anche che i religiosi ed i sacerdoti non subiscano nessuna pressione da parte delle loro gerarchie e possano tranquillamente recarsi ai seggi.
Chissà se qualche piccolo euro proveniente dall’8 per mille è stato impiegato per pagare qualche spesa per la propaganda a favore dell’astensione.
Fortunatamente però non esiste conflitto fra laici e cattolici, perché la stragrande maggioranza dei cattolici è liberale e non integralista.
Purtroppo invece sui mezzi d’informazione appare solo ciò che le gerarchie vaticane esternano.
E mi pare necessario garantire voce al dissenso anche in ambito religioso.
Lo stato democratico, lo stato che vogliamo sia conosciuto in tutto il mondo, è anche quello che sa tutelare i propri cittadini garantendone il pieno sviluppo della personalità umana anche mantenendo una forte separazione fra Stato e Chiesa, tra comandamenti religiosi e precetti normativi.
Lo stato laico è il garante delle libertà religiose.
Come ultime riflessioni posso dire che:
- chi vota si, vota per la speranza, per concepire e far nascere vita, per la piena dignità della persona umana in tutte le sue espressioni ed in tutte le fasi e situazioni che la vita gli riserva. Ed anche perché vuole che gli siano riconosciuti diritti e doveri, ed è pronto ad assumersi con umiltà ed intelligenza delle responsabilità. Vota si anche chi avverte la fragilità è la grandezza della vita e chi ama la libertà di religione.
- chi vota no, non so perché lo faccia, forse per qualche irrazionale paura?
E’ necessario che dopo il referendum, qualsiasi ne sia l’esito, e così noi radicali ci stiamo apprestando a fare, ci si trovi per organizzare il dopo.
Il viandante radicale ormai da tanti anni bussa a tutte le porte e chiede ospitalità.
Vorrebbe essere ascoltato per poter ragionare assieme, alfine di poter percorre un tratto di strada in comune per far nascere una alternativa di libertà in questo Paese.
Questi radicali, riuniti nel più vecchio partito esistente in Italia vorrebbero infondo potersi sciogliere in qualcosa di più grande che purtroppo ancora non esiste.
Ma ora termino ricordando che:
- di fronte alla guerra santa che vuol limitare la libertà di ricerca scientifica condotta in tutte le sedi nazionali, comunitarie e mondiali, dalle gerarchie vaticane, è chiaro che la battaglia popolare per la vittoria dei si ai prossimi referendum per l’abrogazione della legge 40, rappresenta una battaglia politica e anticlericale.
- questo per la stretta connessione fra libertà religiosa e diritti civili, che fanno della battaglia contro il potere clericale occasione per rompere l’attuale equilibrio politico partitocratrico e illegale;
- ed inoltre, questi 4 SI sono la grande occasione per sconfiggere definitivamente quello che forse costituisce l’ultimo attacco, certo il più forte, contro la visione di uno stato laico.
Uno stato ove la possibilità di espressione della persona umana, in tutte le sue sfaccettature, viene al 1° posto ed è connaturata al principio di non ledere l’altro, e quindi anche di non uccidere le legittime speranze dell’altro.
Vi ringrazio tutti per avermi ascoltato, ringrazio anche il Comitato referendario cremonese per aver organizzato questa bella iniziativa e gli oratori che mi hanno preceduto e che mi seguiranno.
Spero che nelle prossime ore aumenti l’attenzione verso questi referendum.
Intanto facciamo tutto il possibile per informare, per convincere ad non astenersi, e soprattutto per la vittoria dei 4 SI.
Poi non fermiamoci perché francamente c’è ancora molto da fare.
Ringrazio nuovamente e vi svelo che la necessità di leggere questo documento è dovuta al fatto che voglio inserirlo nel sito
www.radicalicremona.it
Grazie
il segretario dell’Associazione per
l’Iniziativa Radicale a Cremona
fabio favalli
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 30 maggio 2005 @ 17:37:25
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 | Documenti: APPELLO DI PRETI E SUORE PER LA PARTECIPAZIONE AL VOTO |
REFERENDUM DEL 12 E 13 GIUGNO
APPELLO DI PRETI E SUORE:
ANDATE A VOTARE!
Un appello firmato da fedeli, preti e suore invita soprattutto i cattolici ad andare alle urne per il referendum sulla procreazione assistita, contravvenendo all’indicazione data dal presidente della CEI Camillo Ruini. L’appello è lanciato dall’agenzia cattolica Adista e si può sottoscrivere via Internet (www.adista.it). Tra i firmatari - fino a questo momento una sessantina, di varie aree del cattolicesimo italiano - ci sono anche alcuni nomi noti di preti, come l’ex direttore di Famiglia Cristiana don Leonardo Zega e don Enzo Mazzi della Comunità dell’Isolotto di Firenze. Molte anche le firme di suore e di esponenti dell’Azione cattolica.
Di seguito alcuni brani dell’appello: “Il cristianesimo non è mai stato solo potere e lotta fra poteri. Il Vangelo e la profezia hanno incessantemente animato la crescita dell’umanità lungo l’asse dei valori democratici, fra cui il primato della coscienza, il pluralismo, l’etica della responsabilità. Che dire allora di questa chiamata all’ubbidienza verso l’autorità e all’appartenenza ecclesiale in occasione del referendum? Che ne è del primato della coscienza, che ne è del pluralismo, che ne è dell’etica della responsabilità? Che ne è della lettera e dello spirito del Concilio? Compito dei vescovi è indicare valori, non imporre ai credenti scelte che competono alla coscienza e alla fede di ognuno. Ne va della autenticità e credibilità della loro solidarietà umana”. “Se tutti hanno impressa nella loro mente e nel loro cuore la legge di Dio perché non dare fiducia agli uomini e alle donne? Perché non affidare la ricerca delle soluzioni più giuste al contesto della partecipazione democratica in cui le coscienze responsabili si confrontano e infine trovano mediazioni politiche? Perché forzare le coscienze col principio di autorità per fare un fronte politico contrappositivo?”.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 18 maggio 2005 @ 05:34:29
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 | Documenti: REFERENDUM FECONDAZIONE: GIANFRANCO FINI VOTERA' SI' |
REFERENDUM SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA: GIANFRANCO FINI VOTERA' SI' ("La Repubblica" del 10.5.2005)
Gianfranco Fini ai suoi l´ha già detto: «La linea di An è per la libertà di coscienza; se poi volete sapere cosa farò io, andrò a votare ai referendum e credo voterò alcuni sì». Un´incertezza il leader di Alleanza nazionale e ministro degli Esteri ce l´ha sull´eterologa. «Ci rifletto, deciderò». Nella sua scelta non vuole coinvolgere il partito. E alla moglie Daniela ha anche portato il testo della legge 40 sulla provetta: «Devi avere un´opinione tua, è una questione di coscienza», riferisce lei, la signora Fini che però non si sbilancia ancora.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 10 maggio 2005 @ 06:14:36
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 | Documenti: INTERVENTO DI VITTORIO MESSORI SU LA STAMPA DI TORINO |
QUESTO FRUGARE CLERICALE NEGLI UTERI, NEGLI SPERMATOZOI, FRA I PRESERVATIVI...
di Vittorio Messori (autore con il Papa del libro "Varcare le soglie della speranza")
La Stampa, 16.2.1999 - “Mi chiedo a volte se il mondo cattolico esiste ancora, o non è soltanto una scatola vuota, e dentro non c'è niente. (…) Siamo di fronte a un cristianesimo capovolto dove si annuncia la morale, l'etica cristiana, dimenticando che se prima non riannunci Cristo a un mondo che l'ha dimenticato o rifiutato, provochi rivolta. (…) Così come i clericali del ‘No’ all'aborto, al divorzio, alla contraccezione, al preservativo, all'ingegneria genetica, questi clericali del ‘No’ provocano soltanto rivolta, non adesione; fastidio, la continuazione dell'equivoco secondo cui il prete è sempre e comunque un rompiballe. Il parroco che ti mette il naso in camera da letto. E poi questo frugare clericale negli uteri, negli spermatozoi, fra i perservativi, ma è possibile, dico io? Questo mettere il naso in camera da letto. (…) Credo che oggi più che mai bisognerebbe prendere l'invito del Papa a una nuova evangelizzazione. Soltanto riannunciando il Vangelo e aiutando la gente a riscoprire una certa prospettiva puoi, dopo, parlare di conseguenze etiche. (…) Questa logorrea clericale, l'affanno di pubblicare tre documenti al giorno, è un brutto segno; parla molto l'istituzione in crisi. Disquisiscono su tutto, ma dando per scontata una fede che non lo è affatto”.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 07 maggio 2005 @ 12:50:06
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 | Documenti: INTERVISTA AL PREMIO NOBEL RENATO DULBECCO |
"PERCHE' DICO 4 VOLTE SI" colloquio con il Premio Nobel Renato Dulbecco
(L'Espresso del 29.4.2005)
Professor Dulbecco, il 12 giugno gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi sul referendum abrogativo di quattro articoli della Legge 40/2004. Uno di questi quesiti propone agli elettori di eliminare le norme che vietano qualunque tipo di ricerca scientifica su embrioni a qualunque stadio di sviluppo, estendendo il divieto non soltanto agli embrioni che si produrranno nel futuro ma anche a quelli sino a oggi congelati. Cosa ci perdiamo? «Sappiamo ben poco di queste cellule. Ma ciò che sappiamo ci indica chiaramente che possono essere la strada per arrivare a battere i grandi killer del nostro tempo, dall' Alzheimer, al Parkinson al cancro».
Insomma, limitare il lavoro scientifico alle staminali adulte significa rinunciare a sapere cosa c'è dietro l'angolo?«Esattamente. Ma non solo. Perché noi sappiamo bene che, se è vero che le staminali di ogni organo possono essere utilizzate per riparare quell’organo, e che le staminali del midollo Osseo possono funzionare in diversi organi, sappiamo anche che le embrionali possono rigenerare qualunque cosa. Dunque, sappiamo che non c'è paragone tra quanto sì può fare con le adulte, e già oggi spesso si fa per fortuna, e quello che si farà con le embrionali».
Ma un paletto alla ricerca deve pur esserci?«Si, e in molti paesi ci sono limitazioni all' uso degli embrioni umani per la ricerca biomedica che stabiliscono il limite dei 14 giorni dalla fertilizzazione del gamete femminile, oltre i quali scatta il divieto. Mi pare un limite scientificamente ragionevole e accettabile».
É il dettato della legge inglese. Ma il nostro è un paese cattolico. «E’ vero, e nel rispetto delle convinzioni di ciascuno possiamo anche discutere ulteriori limitazioni. A molti, a esempio, sembra ottuso il divieto di utilizzare gli embrioni congelati, risultato di precedenti interventi di fecondazione assistita e mai impiantati nell'utero della madre. Sono embrioni destinati a morire, e a essere buttati via: perché non accettare che siano donati alla scienza per la ricerca di nuove terapie».
Un altro dei quesiti referendari riguarda la proibizione, sancita dalla Legge 40, di effettuare diagnosi precoce sugli embrioni. Secondo lei, ha senso? «Non ha nessun senso. Mettiamoci davanti a questo piccolo numero di cellule che viene chiamato embrione: potergli prelevare una cellula per sapere se è affetto da malattie gravi a me pare un grande progresso medico, molto utile per l’uomo. Proibirlo è un insulto alla medicina».
Non crede allora che questo divieto sia umiliante per i genetisti impegnati a prevenire queste malattie? «Noi lavoriamo per battere le patologie che affliggono l'umanità. E molto del lavoro dei genetisti ha proprio come immediata applicazione la possibilità di scoprire le malattie ereditarie. Se la legge impedisce di mettere in pratica questo lavoro, io francamente non capisco perché si continui a fare ricerca scientifica»
Cosa ci preclude allora questa legge? «Pensiamo alla possibilità che ci offre la terapia genica sull'embrione: prelevare qualche cellula e curare molte malattie terribili che affliggeranno il bambino e l'adulto. Senza il lavoro scientifico sull'embrione questo non sarà mai possibile, ad esempio. Ma l'elenco è lungo». Lei che non vota in Italia, cosa consiglia agli elettori italiani? «Quattro sì. Per battere i grandi killer».
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 04 maggio 2005 @ 07:31:37
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 | Documenti: AUGURI MARCO, ANCORA CENTO DI QUESTI GIORNI! |
AUGURI MARCOANCORA CENTO DI QUESTI GIORNI, PER COMINCIARE. di Gualtiero Vecellio (da "Notizie Radicali" del 2.5.2005)
“Nasco il 2 maggio del 1930. Alcuni sostengono che mamma dovette sforzarsi per evitare che io nascessi il 1 maggio festa dei lavoratori in pieno fascismo: si diceva che questo sarebbe stato interpretato politicamente. Sono abruzzese, molto abruzzese: è una razza di lupi, di orsi, però abbiamo anche il mare. Dove sono nato a Teramo credo sia proprio esattamente fra ulk Gran Sasso, la punta del Gran Sasso e il mare, Giulianova…”.
Così Marco Pannella si “raccontava” in una bella trasmissione di qualche anno fa a lui dedicata, “Il mio Novecento”, andata in onda sulla Terza Rete. Dunque oggi il “lupo” (o “l’orso”) di Teramo compie 75 anni. Tempo fa Francesco Merlo ha dato di questo “lupo” (o “orso”) una descrizione esatta e lusinghiera: “E’ come un personaggio di Pirandello, o forse di Camus, così straniero all’assurdo italiano…un leader che non ha mai creduto al sacrificio, che anzi da sempre ripete che ‘lo spirito di sacrificio, l’etica e l’etichetta del sacrificio non sono per me’. E ancora: “E’ lo scandalo italiano. Al contrario della parabola evangelica, Pannella è il sacerdote delle istituzioni che i mercanti hanno cacciato dal tempio…”.
“Per la vita del diritto, per il diritto alla vita”. Quante volte il “lupo” (o l’ “orso”) ce lo ha detto, ricordato…Alla fine questo è nell’essenza il “lupo” (o l’ “orso”) Pannella, questo grazie a lui sono i radicali. Questo paese, quanto gli deve, e quanta poca gratitudine mostra di avere. Altrove Marco Pannella sarebbe carico di riconoscimenti, premi, onorificenze, lauree ad honorem. Altrove la sua esperienza, la sua capacità, i suoi consigli e le sue critiche sarebbero attentamente valutati e considerati. In questo paese, accade invece che quando Pannella è in sciopero della sete e della fame e rischia la vita, non manca mai un cretino a dire che si tratta di digiuni fasulli, e così da sfogo a tutte le volgarità e meschinerie di cui è capace.
Vogliamo dire a questo “lupo” (o “orso”) di Teramo che gli vogliamo bene; che a volte ci inquieta e preoccupa: quando si “sciamanizza”, e intraprende sfide con se stesso, con il suo corpo, che fanno paura. Vorremmo dirgli che forse dovrebbe avere più cura di quanta ne abbia, della sua salute… Lo diciamo sottovoce, e con nessuna speranza di essere ascoltati: farà, come sempre, di testa sua, fidandosi del suo fiuto e della sua saggezza. Del resto, finora, né l’una né l’altro l’hanno (e ci hanno) mai tradito. Auguri Marco. Ancora cento di questi giorni, per cominciare.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 03 maggio 2005 @ 04:02:40
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 | Documenti: L'OMELIA PRONUNCIATA DEL CARDINALE RATZINGER ''PRO ELIGENDO PONTEFICE'' |
IL "PROGRAMMA" DEL CARDINALE RATZINGER
(dall'omelia pronunciata nel corso della messa 'pro eligendo Pontefice')
Roma, 18.4.2005 - «Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all'altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all'individualismo radicale; dall'ateismo ad un vago misticismo religioso; dall'agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull'inganno degli uomini, sull'astuzia che tende a trarre nell'errore.
Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare 'qua e lá da qualsiasi vento di dottrina', appare come l'unico atteggiamento all'altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.”
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 18 aprile 2005 @ 17:20:25
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 | Documenti: ARTICOLO DI PIERO OSTELLINO SUL CORRIERE DELLA SERA |
Prodi sogna il trionfo della politica controriformista. Ds, la grande paura: fare da ruota di scorta a un ex Dc. di Piero Ostellino (Corriere della Sera del 16.4.2005)
Ora, la partita si gioca tutta dentro il centrosinistra. Ma che partita sarà?
Non occorre essere chiaroveggenti per capire che anche nel centrosinistra c’è chi non è poi così entusiasta dei risultati delle elezioni regionali del 4 aprile.
C’è un’Italia, minoritaria, ma non piccola, che «non vuole morire democristiana». Di questa Italia fanno parte anche i Democratici di sinistra, i cui destini dipendono da come si metteranno le cose nella galassia del centrosinistra.
E qui le cose sono assai meno lineari di come la marcia (apparentemente) unitaria e trionfale del centrosinistra lascerebbe presagire. Forse, i giochi sono fatti per quello che riguarda l’esito delle prossime elezioni politiche - il successo del centrosinistra - ma non lo sono affatto per gli assetti del futuro governo.
Proviamo, allora, a metterci nei panni di Fassino (forza), D’Alema e dell’ala riformista dei Democratici di sinistra. È facile intuire quale sia stata la loro non confessata e non confessabile reazione all’11 a 2 delle Regionali: «E adesso, "questo", non ce lo togliamo più». Dove «questo» sta per Romano Prodi.
Non è un giudizio negativo sull’uomo, che è degnissima persona quanto lo sono Fassino (forza), D’Alema e altri. È un giudizio «politico» sull’ex-democristiano, che rimane il prodotto tipico, a Denominazione di Origine Controllata, della Dc del «compromesso continuo» con gli interessi organizzati, dei finanziamenti a fondo perduto al Meridione, dei sussidi alla grande industria, del neo-corporativismo sindacale, dell’occupazione dello Stato. Insomma, della Dc post-degasperiana che ha sacrificato la modernizzazione del Paese sull’altare della propria sopravvivenza e della stabilità sociale.
Che cosa si possono aspettare, e temere, dunque, i Ds da «questo» Romano Prodi?
La risposta prevedibile è questa. Che egli cerchi di (ri)costituire il «grande centro» neo-democristiano, attraverso la (ri)aggregazione di tutti i dc della diaspora, da quelli della Margherita, a quelli dell’Udc, dalle truppe di Mastella ai transfughi da Forza Italia (che senza Berlusconi è condannata a sfasciarsi).
Le fibrillazioni di questi giorni di Marco Follini - una sorta, allo stesso tempo, di tirannicidio e di suicidio - ne sono la necessaria premessa, la prova generale di una commedia più complessa.
Non è vero, o è vero solo congiunturalmente per ragioni tattiche e di leadership personale, che Prodi voglia governare con Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti, portando il Paese a sinistra degli stessi Ds, come sostiene propagandisticamente la destra. Il Professore - che, da navigato democristiano, è politicamente tutt’altro che uno sprovveduto - non si sogna nemmeno di diventare ostaggio di un intelligente e imprevedibile movimentista come Fausto Bertinotti. Né è verosimile, se non per ragioni di immagine, che egli voglia mettere l’intera direzione dell’economia nazionale nelle mani di un uomo aperto alla concorrenza come Mario Monti.
No, Prodi sogna, una volta vinte le elezioni, di fare qualche concessione non di sostanza a Rifondazione, e di governare il Paese - intendiamoci: legittimamente - con la diaspora ex democristiana «secondo prassi e tradizione». Che, per i poteri cosiddetti «forti», ma in realtà debolissimi, è lo «Stato delle corporazioni» e, per gran parte degli italiani, lo «Stato delle clientele». Il trionfo della più autentica cultura politica controriformista del Paese.
A questo punto, è prevedibile anche il destino dei Democratici di sinistra al quale essi non sembrano neppure in grado di sottrarsi. Quello del complice - ma, nel loro caso, anche della vittima designata - di un’operazione neo-conservatrice. Il ruolo, cioè, della ruota di scorta riformista di un governo che riformista non sarebbe. La fine fatta da Alleanza nazionale, ma in chiave anti-riformista, nel governo di centrodestra.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 17 aprile 2005 @ 15:59:42
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 | Documenti: INTERVISTA AL RICERCATORE CREMONESE CESARE GALLI |
CESARE GALLI: Il mio sogno scientifico? Riuscire ad impiegare queste tecniche a vantaggio dell'uomo, per poter curare le malattie degenerative. Ma la legge 40 lo impedisce. Al referendum andrò a votare e voterò SI.
(nella foto, Cesare Galli mentre firma i cinque referendum)
LA PROVINCIA - quotidiano di Cremona del 14.4.2005 - STRALCIO DELL'INTERVISTA A CESARE GALLI. NON SOLO CAVALLI. Dopo essersi dedicato ad ovini (ha collaborato con Ian Wilmut, il ‘padre’ della pecora Dolly), bovini (nel 1999 nasce Galileo, il primo toro clonato al mondo) ed equini, ora l’attenzione di Cesare Galli si sposta sui suini. “Stiamo lavorando su un modello animale, abbiamo ricevuto la richiesta di clonare verri da destinare alla riproduzione”. LA SPERANZA. “Il mio sogno scientifico è quello di riuscire ad impiegare queste tecniche a vantaggio dell’uomo, per poter curare le malattie degenerative oggi sempre più diffuse e per le quali al momento non esistono soluzioni terapeutiche. Impiegando le cellule staminali sarebbe possibile. I campi di intervento? Le lesioni spinali, le situazioni cardiache acute, forse in futuro anche il morbo di Parkinson. La creazione di cellule staminali immunocompatibili, senza rischi di rigetto, potrebbe costituire una carta importante in questa prospettiva. Ma per ora non se ne fa niente. La legge 40 lo impedisce, e se facessi una cosa del genere finirei in galera per trent’anni”, dice Galli, che già ai tempi del toro Galileo aveva rischiato conseguenze giudiziarie, dopo che l’animale era stato posto sotto sequestro dal ministro della sanità Rosi Bindi. IL REFERENDUM. Allora lei andrà a votare al referendum? “Certo, bisogna votare; e bisogna votare per l’abrogazione della legge 40. Anche se finirà male: figuriamoci, si va alle urne il 12 giugno…”.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 15 aprile 2005 @ 04:27:29
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 | Documenti: CREMONA: NASCE PIERAZ, IL CLONE DI UN CAMPIONE PUROSANGUE |
DOPO GALILEO E PROMETEA, UN ALTRO CAPOLAVORO. ECCO IL CLONE DEL CAMPIONE PUROSANGUE.
Cremona, 14.4.2005, Laboratorio di Cesare Galli - Pieraz è un puledrino di 50 giorni: è il primo clone di un purosangue. E' nato da una cellula della cute di un cavallo arabo, dallo stesso nome, campione mondiale di "endurance". Il clone non sarà destinato alle competizioni, ma come stallone.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 15 aprile 2005 @ 03:57:27
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 | Documenti: RADIO RADICALE INTERVISTA CESARE GALLI E GIOVANNA LAZZARI |
RADIO RADICALE INTERVISTA IL PROF. CESARE GALLI E LA BIOLOGA GIOVANNA LAZZARI
Cremona, 4 aprile 2005 - Emiliano Silvestri di Radio Radicale ha incontrato il professor Cesare Galli e sua moglie, la biologa Giovanna Lazzari. Con loro si è parlato delle ricerche realizzate, di quelle in corso, di libertà di ricerca scientifica, della legge 40 sulla fecondazione assistita e dei prossimi referendum. L’intervista integrale sarà trasmessa nei prossimi giorni da Radio Radicale e sarà disponibile sul sito www.radioradicale.it
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 04 aprile 2005 @ 17:41:18
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 | Documenti: ARTICOLO DI PAOLO FRANCHI SUL CORRIERE DELLA SERA |
REGOLE VIOLATE. "Avevano ragione i Radicali" di Paolo Franchi
(Corriere della Sera del 2.4.2005)
"Ricapitolando. Nel Lazio si vota regolarmente, e questo già si sapeva: ma non si può affatto escludere che di qui a qualche tempo le elezioni saranno invalidate. Si vota regolarmente anche in Liguria, e questo, invece, non era previsto, perché quelli di Alternativa sociale fino all’ultimo avevano insistito per un rinvio, visto che la loro lista, in quel di Imperia, era stata riammessa in extremis, e non avevano potuto fare campagna elettorale: alla fine, però, ancorché antisistema, si sono fatti convincere dal prefetto. Anche qui, però, il futuro è incerto, perché i Verdi, esclusi sempre a Imperia, non si danno per vinti, e assicurano di aver raccolto firme validissime. Domani e lunedi non si vota invece in Basilicata: si voterà il 17 e il 18 aprile, perché quelli di Unione Popolare, ripescati sul filo di lana dal Consiglio di Stato, la loro campagna elettorale vogliono farla. In ore come queste, così segnate da motivi assai più profondi di riflessione e di angoscia, ci si vergogna persino un po’, a occuparsi di simili bassezze. Ma una democrazia è pur sempre una democrazia, e le elezioni ne rappresentano il momento più alto e significativo: proprio per questo, sono organizzate secondo delle regole precise, sin dal momento della presentazione delle liste. E le norme in questione, perché il gioco sia pulito e credibile, andrebbero rispettate. Da tutti. La sensazione diffusa (se ne sono fatti interpreti, a ragione, i radicali, invocando indagini a tappeto) è però che rispettarle sia un optional; con il rischio evidente che la regolarità delle competizioni elettorali finisca con l’essere considerata non una certezza ma, ben che vada, una convenzione. Non è necessario essere dei moralisti per prendere atto che così non va. Le regole possono, e in certi casi debbono, essere cambiate. Ma, finchè ci sono, vanno rispettate. Alla lettera. E in tutte le regioni d’Italia."
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 02 aprile 2005 @ 16:32:05
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 | Documenti: SONDAGGIO ABACUS SUI REFERENDUM MARZO 2005 |
REFERENDUM: IL 64% DEGLI ITALIANI VUOLE ANDARE A VOTARE, MA POCHI SI RITENGONO INFORMATI(Sondaggio ABACUS - Marzo 2005)
1- Lei è a conoscenza che prossimamente saremo chiamati a votare per alcuni referendum?
SI: 78 % - NO: 22 %
2- Entro la metà di giugno saremo chiamati a votare su 4 quesiti referendari per l’abrogazione della legge sulla fecondazione assistita. Lei era a conoscenza di questi referendum?
SI: 54 % - NO: 46 %
3- Lei pensa che si recherà a votare per questi referendum?
SI: 64 % - NO: 18 % - Non sa/non risponde: 18 %
4- E come voterà nei 4 referendum’:
Voterò SI: 24 % - Voterò NO: 11,5 % - In alcuni casi SI, in altri NO: 9,5 % - Vorrei informarmi meglio: 43 % - Non sa/ non risponde: 12 %
5- Quanto lei ritiene di essere informato sulla fecondazione assisitita?
Molto informato: 4 % - Abbastanza: 29 % - Poco: 49 % - Per nulla: 16 % - Nonsa/non risponde: 2 %
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 28 marzo 2005 @ 11:55:15
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 | Documenti: DALLA CONVERSAZIONE SETTIMANALE CON MARCO PANNELLA |
"Andreotti s'inchina con la purezza della colomba e l'astuzia del serpente"
La purezza della colomba e l'astuzia del serpente. È ciò che legge Marco Pannella nel gesto di Giulio Andreotti, che ha dichiarato di "inchinarsi" al cardinal Ruini, ed astenersi nel referendum sulla fecondazione assistita. Andreotti in un primo momento aveva fatto sapere che avrebbe votato "no", e comunque sarebbe andato a votare affinché si potesse raggiungere il quorum. Con il suo gesto, con il suo tornare indietro ha invece scelto di svelare, di mettere in chiaro la condizione nella quale lui e tutti i cattolici come lui si trovano: l'obbligo all'inchino al "reverendum" contro la legge, il diritto, il libro, la parola del referendum. L'inchino presuppone l'ordine, l'atto d'imperio da parte della Curia che in questo modo, grazie proprio al gesto di Andreotti assume, ancora di più, il massimo dell'evidenza. L'inchino di Andreotti potrebbe anche esprimere l'irriverenza della formalità, dell'atto compiuto con obbedienza e insieme con un certo dispetto. L'inchino insulta chi è obbligato ad inchinarsi, ma pone in piena luce la responsabilità di chi lo impone. Marco Pannella ha notato questo aspetto ambivalente della mossa del senatore a vita ricordandolo quale autore del libro "Ore 13: Il ministro deve morire", in cui ricostruisce la vicenda di Pellegrino Rossi, primo ministro di Papa Pio IX ucciso nei giorni bui del 1848. In questo libro Andreotti non ha parole tenere per il temporalismo e la decadenza in cui versava in quel momento il regno pontificio. (Dalla conversazione settimanale con Marco Pannella)
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 25 marzo 2005 @ 11:20:50
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 | Documenti: INTERVENTO DI TOMBOLINI AL COMITATO NAZIONALE DI R.I. |
Tombolini, il cattolico "eretico" con i radicali: strumentalizzatemi!
Roma, 20.3.2005 - "....Il portato di tutto ciò, di questo clericalismo interno alla Chiesa, che la guasta e la corrompre dall'interno, sul piano civile e politico, soprattutto in Italia, non consiste tanto nel disporre di una classe politica pronta a chinare il capo e ad adeguarsi ai diktat delle gerarchie ecclesiastiche. Il fenomeno più grave, se pur meno appariscente, è nel fatto che la politica sta imparando il clericalismo come metodo di governo e di potere. Sta imparando la simonia come pratica quotidiana di compravendita delle coscienze civili. E' a questo che va ricondotto il dilagare in ogni ambito della vita sociale e politica dell'etica, e dell'aggettivo etico: abbiamo il commercio etico, l'impresa etica, perfino i fondi d'investimento etici, e se qualcosa manca alle istituzioni naturalmente è l'etica, ci dicono, mentre stiamo pian piano arrivando all'eticità dei distributori di bibite e merendine. Ecco cosa sta imparando il potere politico dalle gerarchie ecclesiastiche: impadronirsi dell'etica, farsi fonte di definizione di ciò che nella vita pubblica è bene e ciò che è male, prescrivendo ai cittadini comportamenti impossibili in ogni ambito, perché tutti i cittadini siano di fatto peccatori di fronte alla legge. Non è forse questa la dinamica della illegalità in ogni settore della vita civile in Italia? Una illegalità che non nasce dalla assenza di leggi, ma al contrario, dalla presenza di un'intricatissima e incomprensibile giungla di norme tra esse perfino contraddittorie, il cui scopo è l'equivalente "civile" degli impossibilia dalle gerarchie assegnati ai fedeli.
A cosa servono tutti questi discorsi? Cosa c'entrano i radicali? Cosa c'entra la politica radicale con tutto questo?
Non lo so. Valutatelo, valutiamolo insieme.
A me, da credente, serve già poter dire, grazie a voi, il disagio di constatare che nell'agenda di quelli che dovrebbero essere i miei pastori, le mie guide nello spirito, non trovo né la parola di Dio né il suo annuncio: ma un triste, tristissimo invito a (pensate un po') "astenersi". Con le massime gerarchie che impegnano la loro sapienza e il loro magistero per spiegarmi perché dovrei farlo "in quanto cattolico".
Ma al di là di questo credo che ci sia una feconda coincidenza di interessi tra il credente (che reclama il rigore e perfino l'angustia degli spazi del sacro entro cui soltanto è possibile contemplare i misteri più profondi e tentare l'incontro con Dio) e il cittadino che reclama affinché il sacro si ritiri nei suoi recenti, riconquistando al dramma e alla gioia della libertà e della responsabilità lo spazio delle scelte quotidiane.
Molti amici, in questi giorni, mi hanno sinceramente messo in guardia: "Attento a non farti strumentalizzare!".
Ci ho pensato a lungo, e ho deciso. Ho deciso che dare parola e dare corpo a ciò in cui si crede (essere dunque credenti) altro non è che farsene strumento, altro non è che lasciarsi consapevolmente strumentalizzare. Ecco allora quello che vi chiedo: strumentalizzatemi. Strumentalizzatemi più che potete, almeno tanto da soddisfare una mia ambizione. Quella di somigliare in questo, almeno per un milionesimo, al principe degli strumentalizzati dall'orco radicale: Luca Coscioni". (dall'intervento di Antonio Tombolini al Comitato nazionale di Radicali Italiani)
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 22 marzo 2005 @ 09:50:38
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 | Documenti: COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI: LA MOZIONE APPROVATA |
Roma, 18-19-20 marzo:
COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI:
LA MOZIONE APPROVATA
Roma, 20.3.2005 - Il Comitato Nazionale di Radicali italiani, riunito a Roma dal 18 al 20 marzo 2005:
1. udite le relazioni della Tesoriera e del Segretario, le approva;
2. denuncia l’emersione solo tardiva, parziale e assai lacunosa del fenomeno, formalmente denunciato dai radicali -in ogni sede politica e giudiziaria- già ben prima delle elezioni regionali del 2000 (e nuovamente evidenziato e sottoposto, negli ultimi due mesi, alle massime autorità -giudiziarie, politiche e di garanzia istituzionale- del paese), di una generalizzata e sistematica illegalità del procedimento di formazione delle liste elettorali. Non mere irregolarità, quindi, ma veri e propri brogli, che porranno -per la seconda volta consecutiva- le elezioni politiche regionali ben al di sotto degli standard internazionalmente accettati in sede di “osservazione elettorale”.
Il Comitato denuncia inoltre il fatto che questo fenomeno è solo una delle manifestazioni, degli esempi, di un ormai sistemico vivere ed operare tecnicamente fuorilegge (cioè al di fuori del perimetro della legalità) delle stesse istituzioni della Repubblica: l’operato arbitrario, politico della Corte Costituzionale, ad esempio in materia di referendum; i mancati “plenum” degli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale (oggetto di gravi iniziative nonviolente da parte di Marco Pannella); il sequestro di poteri e prerogative del Capo dello Stato (a partire dal potere di grazia).
Per questo, il Comitato impegna gli organi dirigenti a proseguire (o, su alcuni di questi temi, a intraprendere) la via della denuncia politica e giudiziaria, nazionale e internazionale, e -in particolare- chiede una immediata e generalizzata verifica in tutta Italia della regolarità di tutte le liste, ovunque e da chiunque presentate.
Tutte queste forme di illegalità costituiscono un decisivo fattore di alterazione del gioco democratico, della stessa praticabilità della lotta civile e politica, e sempre più nettamente riducono i diritti democratici teoricamente attribuiti dalla Costituzione a tutti i cittadini a meri privilegi riservati agli “occupanti” del “recinto bipolare”.
3. Il Comitato ringrazia in particolare Marco Pannella, che, a partire dalla mozione approvata nella riunione di gennaio (che prendeva le mosse proprio dalla constatazione del carattere di “testimonianza morale” di un voto eventualmente assicurato a chi, in questa situazione di generalizzata illegalità, si ponesse o si ponga al di fuori del “recinto bipolare”) ha guidato il tentativo politico di garantire “ospitalità” alle liste Radicali-Luca Coscioni da parte della Cdl o dell’Unione.
Il Comitato denuncia, in questo senso, il prevalere di uno scatenato “fronte del no ai radicali”, che, in entrambi gli schieramenti, anche sotto la guida delle gerarchie vaticane, ha battuto in primo luogo quanti, nella Cdl e nell’Unione (a partire da Silvio Berlusconi e dalla leadership dei DS), si erano invece impegnati (in sintonia profonda con le rispettive “basi”) per garantire il successo del tentativo. In particolare, il Comitato denuncia la scelta di Romano Prodi, che ha determinato -o quanto meno subito- un veto assoluto contro Luca Coscioni e liste che portassero il suo nome, come preludio ad una linea volta (a partire dal risultato dei prossimi referendum) a secondare e rendere possibile, in Italia, una sciagurata rivincita clericale, fondamentalista, oscurantista.
4. Il Comitato torna a chiedere al Governo di garantire, rispetto alla prossima scadenza referendaria, elementi minimi ma certi di legalità:
-la fissazione di una data atta, come lo stesso Berlusconi ebbe ad assicurare, a consentire al maggior numero di famiglie di organizzarsi per partecipare al voto. Il Governo, in particolare, ha tempo fino al 9 aprile per scegliere quella data del 29 maggio che non è preclusa da alcuna ragione né politica, né giuridica, né di buon senso;
-la ripulitura delle liste degli italiani residenti all’estero da “morti e fantasmi”, il cui computo altererebbe un’altra volta l’esito di una competizione democratica. Anche su questo, il Comitato impegna gli organi dirigenti a porre la questione in ogni sede politica e giudiziaria, nazionale e internazionale;
-la garanzia di una parentesi di informazione non antidemocratica e violenta, com’è invece accaduto finora. In particolare, il Comitato denuncia la patente e flagrante violazione di due delibere della Commissione parlamentare di vigilanza, senza che neppure la Commissione sembri particolarmente accorgersene o dolersene.
Il Comitato, in particolare, impegna gli organi dirigenti a coordinarsi con gli altri soggetti dell’area radicale, per una fase straordinaria di impegno e di mobilitazione, anche e soprattutto oltre i confini nazionali. La priorità, oggi, non è alimentare un dibattito improprio e paradossale sull’”embrione”, ma informare e coinvolgere l’opinione pubblica internazionale su quanto rischia di diffondersi -come un contagio- dall’Italia in tutto il mondo: una nuova ondata fondamentalista, neotemporalista, volta a confondere “peccato” e “reato”, “articoli di fede” e “articoli di legge”, una scatenata opera partigiana, faziosa, prepotente, mondana -simoniaca- delle gerarchie vaticane.
Tutto ciò colpisce in primo luogo le coscienze dei credenti, in Italia sempre capaci (a partire dalle passate prove referendarie) di distinguere tra le proprie personali opinioni e la necessaria laicità delle leggi dello Stato. Per questo, il Comitato impegna gli organi dirigenti a proporre all’Associazione Coscioni e agli altri soggetti radicali di lavorare da subito per fare tesoro dello straordinario contributo offerto dalle personalità (scienziati, ricercatori, medici e malati, uomini di fede, di scienza, di ricerca) che si erano dichiarate disponibili a costituire le “liste-manifesto Radicali-Luca Coscioni”, secondando così la nascita di “Comitati per la partecipazione ai referendum”.
5. Accogliendo e rilanciando la proposta di Marco Pannella, il Comitato incarica gli organi dirigenti di agire in coordinamento con gli altri soggetti dell’area radicale affinché sia resa possibile, immediatamente dopo la celebrazione dei referendum, la tenuta di quello che potrebbe configurarsi come un Congresso italiano del Partito Radicale, o altrimenti. Occorre mobilitarsi da subito per questo tentativo di tenere degli Stati generali delle forze liberali, democratiche, laiche, di alternativa, per questo appuntamento di governo della “vittoria” o della “sconfitta”, di preparazione della nuova fase politica che comunque si aprirà.
6. Sottolinea lo straordinario valore della candidatura, presentata dal Governo italiano, di Emma Bonino alla carica di Alto Commissario dell’Onu per i Rifugiati.
Auspica l’impegno delle forze di maggioranza e di opposizione a sostenere l’azione del Governo per favorire una designazione che contribuirebbe al ritorno delle Nazioni Unite ad una speranza di adesione allo spirito e alla lettera della loro Carta fondativa.
7. Il Comitato saluta e sostiene la campagna, appena lanciata dall’Associazione radicale “Il detenuto ignoto”, da “Nessuno tocchi Caino” e da Radicali italiani, per chiedere alle Camere di modificare (o di non approvare) la cosiddetta legge “ex Cirielli”. Occorre una vasta mobilitazione, a partire dalla “comunità delle carceri” (detenuti, direttori, agenti di polizia penitenziaria, operatori di assistenza, ecc.), per evitare che il sistema delle carceri italiane, già provato dall’illegalità, sia ripiombato trent’anni indietro, in una logica -insieme- crudele e improduttiva, volta a togliere ai detenuti perfino una speranza, almeno la speranza scritta, sulla carta, in leggi di cui semmai sarebbe necessario pretendere un’efficace applicazione.
8. Il Comitato di Radicali Italiani, nel ringraziare i 1.660 iscritti e gli oltre 700 sostenitori - che hanno consentito le iniziative fin qui realizzate assicurando contributi per oltre 470.000 euro - impegna i suoi membri a coordinarsi, ciascuno nel proprio territorio, con le associazioni, le realtà radicali e il Movimento, per accelerare il conseguimento dell’obiettivo congressuale dei 5.000 iscritti così come ripartito e indicato nel sito www.radicali.it, tanto da raggiungerlo in concomitanza con la tenuta del grande appuntamento pubblico di giugno proposto da Marco Pannella.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 21 marzo 2005 @ 03:13:07
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 | Documenti: LETTERA-APPELLO DEL SEGRETARIO DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE A CREMONA |
LETTERA-APPELLO DI FABIO FAVALLI, SEGRETARIO DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE A CREMONA
A TUTTI GLI ISCRITTI ALL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE E A TUTTI I SIMPATIZZANTI RADICALICremona, 14.3.2005 - Scusatemi se vi sottraggo qualche minuto con questa mia, ma ritengo opportuno farlo.
So che siete informatissimi su tutta l’attività politica radicale ed è quindi inutile menzionarla, ma desidero rilevarvi l’importanza che può assumere un piccolo gesto finalizzato a dare ad essa più forza.
Quello che sono a proporvi è l’iscrizione a Radicali Italiani (e non solo, ma anche al Partito Radicale Transnazionale ed a tutti gli altri Soggetti dell’Area).
Per far ciò è semplicissimo: basta effettuare un versamento, anche rateizzabile, di almeno 200,00 euro!
Voglio anche ricordarvi che vi è la possibilità di dedurre, in fase di dichiarazione dei redditi, l’importo dell’iscrizione realizzando così un piccolo recupero.
Non dobbiamo neppure dimenticare che, in base alle norme statutarie, la nostra Associazione raggiungendo il numero di 35 iscritti ad essa e contemporaneamente a Radicali Italiani, potrà nominare uno di noi a membro del Comitato Nazionale.
Maggiori informazioni le potete chiedere a me (tel. 320-4338937), oppure visitando i siti:
www.radicali.it - www.lucacoscioni.it - www.radicalparty.org
Mani al borsellino ed alle carte di credito dunque e risparmiando sulle altre spese importanti compriamoci qualcosa di veramente unico!
Scopo della nostra Associazione è in fondo quello di promuovere l’Iniziativa Radicale, e quale miglior base di partenza può essere se non quella di avere un buon numero di iscritti a Radicali Italiani?
Un cordiale ciao, Fabio Favalli Ps.: Sarebbe bello che ognuno di noi si impegnasse a convincere altre persone ad iscriversi alla nostra Associazione ed alle altre “dell’ Area Radicale”!
Ritengo che ciò sia fattibile e conto quindi sulla vostra determinazione e sulla vostra capacità di centrare l’obiettivo.
Muoviamoci subito, poiché il tempo stringe e le cose che possiamo fare sono molte ed urgenti.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 marzo 2005 @ 10:06:59
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 | Documenti: ARTICOLO DI EMMA BONINO SU ''VANITY FAIR'' |
CHI HA PAURA DI LUCA COSCIONI?
Articolo di EMMA BONINO su "Vanity Fair"
Chi ha paura di Luca Coscioni? Questa è la domanda alla quale rispondere al termine della vicenda della richiesta di “ospitalità delle liste “radicali-Luca Coscioni” che abbiamo avanzato ai due “poli”, vista l’impraticabilità di una presenza elettorale autonoma. I lettori di Vanity Fair hanno già avuto modo di conoscere la storia di Luca. Ex-ricercatore universitario e maratoneta, è stato colpito anni fa dalla sclerosi laterale amiotrofica, una malattia che ha paralizzato il suo corpo, tranne una minima mobilità che gli consente di muovere il mouse di un computer e di parlare attraverso un sintetizzatore.
Il suo coraggio ha consentito di trasformare un caso umano di malattia in “caso politico”, leader della lotta referendaria per abolire quella legge 40 sulla fecondazione assistita che proibisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Da quella ricerca viene una speranza concreta per trovare un domani delle cure contro malattie come il cancro, il diabete, le malattie cardiovascolari, il morbo di Parkinson, l’Alzheimer, le sclerosi e tantissime altre. Luca Coscioni oggi è il Presidente di Radicali italiani, e l’associazione che porta il suo nome ha coinvolto un centinaio di Premi Nobel contro l’esportazione all’ONU del proibizionismo italo-vaticano e promuove la costituzione del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica. Era dunque naturale che le nostre liste, come fu con la “Lista Pannella” e la “Lista Bonino”, oggi prendessero il nome di Coscioni. Si trattava di “liste-manifesto” per la libertà e l’etica della ricerca, e per la libertà religiosa, con centinaia di scienziati e accademici illustri che avevano offerto la propria candidatura. La richiesta di ospitalità delle liste radicali ha ottenuto reazioni opposte nelle due coalizioni. Nella Casa delle libertà, Berlusconi era determinato a realizzare l’accordo. Proprio lui, il “padrone” della coalizione, è stato sbeffeggiato dai suoi “alleati”, che l’hanno fatta da padrone, impedendo ogni accordo. Nell’Unione invece, mentre quasi tutti i partiti della coalizione si esprimevano a favore dell’accordo, Prodi ha bloccato il dialogo per giorni, invocando l’adesione ad un programma che non c’era o intimandoci di non parlare con Berlusconi. Quando il tavolo si è riaperto, abbiamo scoperto che il problema era proprio quello del nome di Luca Coscioni, in quanto evocativo di quelle battaglie referendarie che appassionano la quasi totalità del popolo del centrosinistra. Perciò siamo stati costretti a rinunciare a un dignitoso ripiego di accordo in 5 regioni, reso possibile innanzitutto dai DS, per evitare il rischio che la campagna per le regionali divenisse una distrazione dalla sfida decisiva sui referendum. La nostra priorità è ora quella di battere quelle forze che vorrebbero riportare indietro l’Italia di trentacinque anni, annullando le vittorie laiche, moderne ed europee della legalizzazione del divorzio e dell’aborto. Approfitto della vostra “ospitalità” per chiedere ai lettori - in particolari ai cattolici che non chiedono allo Stato di trasformare in reato ciò che il Vaticano ritiene sia peccato - di contattarci e di darci una mano, scrivendo a info@associazionecoscioni.org.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 11 marzo 2005 @ 16:01:42
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 | Documenti: APPELLO DELL'ESPONENTE RADICALE ERMANNO DE ROSA |
"PER LA DIFESA DELLA VITA CONTRO LA LEGGE 40 SULLA FECONDAZIONE ASSISTITA"
APPELLO DELL'ESPONENTE RADICALE ERMANNO DE ROSA
Ci rivolgiamo a tutti coloro che, volendo conservare la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, si sentono di essere, in buona fede, i soli paladini della vita. A coloro che credono che questa legge voglia limitare qualche libertà per salvare vite umane. Se sono in buona fede riflettano su una lettura della legge che altri cittadini hanno fatto, proprio per difendere la vita con altrettanta buona fede e scoprendo ancora una volta che per favorire la vita occorrono leggi che favoriscano la libertà.
- Ci sono molte migliaia di embrioni ai primi tre o quattro giorni di sviluppo conservati a 200°C sotto zero. Le coppie donatrici dei gameti coi quali il medico li ha formati non ne chiedono l’impianto in utero. La legge ne decreta l’abbandono a morire inutilmente poiché ne vieta l’adozione da parte di altre coppie e ne vieta l’uso per ricerca scientifica contro malattie ora incurabili. Un limite alla libertà c’è, per la ricerca scientifica. E la difesa della vita? Dov’è?
- Ci sono migliaia di coppie infertili che vogliono procreare. La scienza medica offre loro la possibilità di farlo con procedimenti che riducono rischi e disagi per la madre e danno il massimo delle probabilità di avere successo con la nascita di un figlio sano che non sarebbe nato altrimenti.
La legge impone procedimenti che aumentano i disagi ed i rischi per la madre, per gli embrioni che obbliga ad impiantare anche se malformati, e riduce le probabilità di successo. Allontana coppie dalla cura e, fra quelle che vi ricorrono nonostante tutto, riduce le nascite. Un limite alla libertà c’è, per medici e genitori. E la difesa della vita? Dov’è?
- Ci sono migliaia di coppie portatrici di malattie genetiche conclamate ed invalidanti in modo grave che accetterebbero una gravidanza pur di ridurre il rischio di dover poi scegliere tra un aborto o la nascita di un figlio malato. La legge vieta a queste coppie il ricorso alla fecondazione medicalmente assistita. Un limite alla libertà c’è, per medici e genitori. E la difesa della vita? Dov’è?
- Ci sono migliaia di coppie sterili per condizioni incurabili di uno dei due genitori che desiderano tanto procreare da superare l’istinto di rifiuto di un gamete esterno alla coppia. La legge vieta loro di ricorrere alla procreazione medicalmente assistita impedendo a figli di nascere in famiglie fortemente motivate ad amarli. Un limite alla libertà c’è, per medici e genitori. E la difesa della vita? Dov’è?
- Ci sono milioni di malati di malattie degenerative debilitanti in modo gravissimo per loro e per le loro famiglie (alzheimer, parkinson, tumori, sclerosi, fibrosi cistica, cardiopatie) che attendono una speranza di vita meno atroce. Molte ricerche sono in corso, ma quella che oggi appare nuova e più promettente per una più vasta gamma di malattie è quella sulle cellule staminali di origine embrionale. Gli embrioni esistenti, conservati sottozero (crioconservati) basterebbero ad alimentare la ricerca anche in Italia. La legge lo vieta. Un limite alla libertà c’è, per la ricerca scientifica. E la difesa della vita? Dov’è?
- C’è infine l’embrione che non c’è. La legge lo chiama “concepito” prima ancora che lo faccia una madre e gli attribuisce diritti che si definiscono attraverso obblighi e divieti. Questi gli impediscono di essere o, se già è, lo accompagnano a morire in pace. La sua libertà non può essere limitata perché non ne è capace. Difesa della vita? Dove cavolo la trovate?
ADERISCI AL COMITATO PER I 4 SI AI REFERENDUM
INVIA LA TUA ADESIONE A: ermannoderosa@libero.it
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 10 marzo 2005 @ 11:22:24
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 | Documenti: IL CORRIERE DELLA SERA INTERVISTA UMBERTO VERONESI |
UMBERTO VERONESI:
"La legge sulla fecondazione è antiscientifica e illiberale"
(Corriere della Sera del 7.3.2005)
"È grave quando uno Stato arriva a porre delle barriere alla ricerca con ricadute cliniche concrete e con limitazioni alle libertà individuali dei cittadini, malati o sani che siano”
Professore, che cosa intende con ricadute cliniche negative?
«Un esempio pratico riguarda proprio l'oncologia. Finora noi potevamo congelare gli ovociti fecondati di una paziente che doveva essere sottoposta a chemioterapia,con possibili conseguenze proprio su una successiva vita procreativa, per poi reimpiantarlia cura completata.
La legge attuale, la 40, appunto, lo impedisce. E quindi alle donne malate, oltre al peso fisico e psicologico di una malattia come il cancro, viene Impedita per legge una progettualità di vita possibile. Questo non mi sembra un fiore all'occhiello per una società moderna».
E le analisi preimpianto vietate?
«In questo caso la legge 40 nega uno dei maggiori progressi della medicina. Pare che il legislatore ignori vero obiettivo delle analisi preimpianto: quello di dare la possibilità a chi è portatore di una malattia genetica di non trasmetterla al propri figli. È stata vanificata la grande speranza di ridurre In modo consistente il tragico peso umano e sociale di 30 mila bambini che ogni anno nascono in Italia con gravi malformazioni”.
Ma prima delle legge la fecondazione artificiale era una sorta di Far West. E in un campo così delicato occorrono regole rigide a tutela della coppia con problemi di fertilità, a tutela del nascituro. O no?
”Una cosa è controllare i centri autorizzati, stabilendo le caratteristiche di efficienza e sicurezza, fissare una legge quadro a cui fare riferimento. Altra cosa è limitare le libertà individuali e porre barriere alla ricerca. La legge 40 è un passo indietro, non da Stato laico, moderno, che crede nelle scoperte scientifiche da mettere a disposizione di tutti”.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 08 marzo 2005 @ 11:25:48
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 | Documenti: INTERVENTO DI MARCO PANNELLA SUL CORRIERE DELLA SERA |
LA RESA AI DITTATORI CHIAMATA "PACE" Intervento di MARCO PANNELLA
(Corriere della Sera del 7.3.2005)
Nicola Calipari è caduto, è morto perché ha fatto parte, fa parte, dell’Italia-che-resta, dell’Italia-che-va, non di quella che chiama “pace” il “non-andare” nella Cambogia di Pol Pot e perfino il “venir-via”, ora, dall’Irak che ci chiede di restare; invece, questa Italia “de sinistra” va, ma solo in pellegrinaggio, ovunque, da sempre, che fosse nell’impero comunista sovietico o nella Cina che stermina con altre popolazioni intere ancora oggi i propri contadini, come altrove fu con le popolazioni del Volga-Don. Una “Italia” -questa- antropologicamente, ormai o ancora, antiamericana e antiliberale, e che non declina mai, né come soggetto né come oggetto, né a Venezia né altrove, la parola “libertà”.
Nicola Calipari fa parte ideale e tragica dei novecentomila irakeni assassinati da Saddam, lasciato in pace, assoluta, ad assolvere le funzioni di macellaio del suo popolo e dell’umanità; lasciato in pace perché dittatore, antidemocratico, antiliberale, come spesso accade dove la società è retta in tal modo, mentre ci si scatena, a lungo, ferocemente, contro i “crimini” del Messico o della Turchia, e ovunque, se vi sia in atto un processo democratico, e “occidentale”.
Nicola Calipari è caduto, è morto, come soldato (e non come assoldato) della pace e della libertà; in obbedienza ai deliberati e agli appelli dell’ONU e dell’Irak, degli irakeni, e innanzitutto della sua coscienza di cittadino e di “servitore” dello Stato italiano. Onora noi tutti, tranne coloro che continuano a considerare l’assassinio e il terrorismo contro le donne e gli uomini d’Irak un’arma doverosa e esclusiva, ideologica e quotidiana; e che considerano costoro come “resistenti”, come “patrioti”, come “vittime” degli “americani” e degli “italiani”, dei “britannici”, con sciagurata fedeltà ideologica ad una storia per tanti versi infame che si dichiara -nel contesto- superata, ma non certo ripudiata.
Nicola Calipari, ha lui dato corpo e anima alla nonviolenza; non altri che la “scoprono” ora, e che insultano la verità storica, continuando nel miserrimo gioco di distinguere (e contrapporre) il “popolo” americano da colui che quel popolo ha eletto a governarlo e rappresentarlo, o di cui approva, con una amplissima maggioranza democratica, l’operato. Costoro rispettano i “silenzi” “cambogiani”, “irakeni”, e disprezzano le voci “americane”, “democratiche”, italiane; e comunque ignorando le loro ragioni, per meglio colpirli per i loro errori o torti, veri o presunti che siano.
Infine, se non fosse stato tacitato per sempre, dubito che Nicola Calipari avrebbe mai ringraziato i suoi potenziali e poi veri assassini per averlo “solamente” ferito, fisicamente o moralmente, e magari -poi- curato gentilmente.
Quando, come radicali, abbiamo tentato di contrapporre alla “necessità” di una fase bellica, la scelta di liberare l’Irak (“Irak libero!”), di por fine allo sterminio delle popolazioni irakene con la sola arma della democrazia e della diplomazia, della scelta di un’immediata attivazione di un progetto -garantito dall’ONU- di transizione verso la democrazia in Irak, assicurando a Saddam la convenienza della scelta dell’esilio (progetto fatto proprio dalla maggioranza assoluta dei parlamentari italiani, di centro-destra e di centro-sinistra), costoro nemmeno mostrarono di accorgersene. Lottavano solo contro Bush; quel “resto” dava solo fastidio.
Così, Governo, Opposizione, “masse” e “girotondini”, “pacifisti” e “rivoluzionari”, mobilitatisi in tutto il mondo, indussero Saddam a restare a Baghdad, facendolo ritenere vittorioso -non solo moralmente- agli occhi del mondo, e suoi propri.
Il Governo e l’Opposizione facciano pur commentare ora, come sempre, dalla Terza Camera presieduta da Bruno Vespa, o dalla Commissione Bipolare di Giovanni Floris, a Fausto Bertinotti, Clemente Mastella, Prodi e Berlusconi (se accettano), o ad altri loro habitués, la vita e la tragica morte di Nicola Calipari, il liberatore di Stato, cui la vittima del sequestro deve principalmente la libertà e la vita. Silenziati e non silenziosi; vietati e non vieti, impediti a concorrere legalmente al loro gioco democratico, siamo e vogliamo essere “irakeni”, vogliamo condividerne le sorti nella prospettiva della “comunità delle democrazie” che stiamo contribuendo a costruire.
Ammettiamo pure che questo sia il grido che emettiamo dalla nostra Resistenza antiregime, antipartitocratica, antibipolare, antifondamentalista, anticlerico-autoritaria, anticlerico-fascista, anticlerico-comunista. Mi emoziona e mi consola di pensarlo, come una eco di un articolo che il comunista “Paese sera” mi pubblicò nel 1959 come editoriale, in cui già allora proponevo (come vorrei poter fare ancor oggi, con la durezza di questo intervento) alla sinistra democratica e liberale da una parte, e dall’altra, a quella comunista e di sinistra socialista, quanto -con un ritardo di mezzo secolo- sembra costituire l’essenziale di gran parte della classe dirigente dei DS e della Sinistra e Centro-sinistra europei. E che rischia di essere travolto, in queste settimane, sia che si tratti di politica internazionale o di difesa referendaria dei diritti umani in Italia, anche da “alte” parti dell’Unione di centro-sinistra.
So che quanto ho scritto, che è sicuramente anche un grido, farà a loro volta gridare, di sdegno e di furia eliminatoria, molti. Ma proprio questo, credo, sia il miglior modo di onorare la vita e la morte del poliziotto italiano (figlio di quelli intravisti e celebrati a Valle Giulia da Pier Paolo Pasolini), di Nicola Calipari, con il suo quanto eloquente, gridato nei fatti, itinerario Reggio Calabria, Genova, Roma, Baghdad.
Non andrò stamani, a salutare, con “tutti”, Nicola Calipari. Non solo perché aborro queste celebrazioni ufficiali dove pullulano “autorità” che non di rado considero come usuali celebranti, se non autori, delle sciagure nazionali, sulle quali poi e solennemente piangono.
L’ultima volta che vi partecipai fu nel 1979 (proprio a Santa Maria degli Angeli), ai funerali del Comandante Generale dei Carabinieri Mino, assassinato dal para-Stato, da assassini ancor oggi protetti dallo Stato, per tentare anche in quel modo di lottare da radicale per un po’ di verità, in un regime fatto di morte della legalità e di assassini della Giustizia e della vita civile.
Ma questa volta non tornerò alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, come pur feci per la celebrazione in onore del generale Mino. Quel giorno, nella folla, mi scorse un altro amico, il Colonnello dell’Arma Antonio Varisco, che accorse indicandomi perché la gente, vicina e stupita, lo udisse: “Lui gli voleva davvero bene, e Mino gliene voleva ancora di più, forse. Grazie, Marco!”. Poco dopo, Antonio Varisco fu assassinato anche lui, ma da terroristi o assassini o “resistenti” italiani, per conto delle “Brigate Rosse”. Non andrò, anche se questa volta “lo Stato” non è complice ma difensore del “suo” Nicola Calipari.
Noi lo saluteremo e onoreremo, martedì a Strasburgo, nella sessione plenaria del Parlamento Europeo, quale testimone di un’altra Europa e un’altra Italia da quelle che chiedono di ritirarci oggi dall’Irak, come ieri di non andarci, per lasciarlo ai Saddam ed ai loro eredi.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 07 marzo 2005 @ 09:43:19
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 | Documenti: 17 FEBBRAIO 2005: 405 ANNI FA IL ROGO DI GIORDANO BRUNO |
17 FEBBRAIO 1600/2005
405 ANNI FA: IL ROGO DI GIORDANO BRUNO
Anno Santo 1600, 8 febbraio: Giordano Bruno è condannato al rogo come eretico impenitente e ostinato ed espulso dalla Chiesa.
Le sue opere vengono bruciate sulla scalinata di Piazza San Pietro e inserite nel "Indice dei libri proibiti". Viene quindi consegnato al braccio secolare che esegue materialmente le sentenze del Sant'Uffizio.
All'alba di giovedì 17 febbraio 1600 lascia la prigione di Tor di Nona, viene condotto in processione tra una folla vociante fino a piazza di Campo de' Fiori. Indossa il sanbenito, un saio penitenziale, ha una mordacchia che gli impedisce di parlare (come dice un avviso: "Per le brutissime parole che diceva") ed è accompagnato dalle litanie dei frati. Sale al rogo con grande coraggio e dignità viene denudato, legato ad un palo e arso vivo.
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 15 febbraio 2005 @ 14:36:44
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 | Documenti: IL TESTAMENTO DI PIER PAOLO PASOLINI: LO SCANDALO RADICALE |
"LO SCANDALO RADICALE"
Pubblichiamo una parte dell'intervento che Pier Paolo Pasolini avrebbe dovuto tenere al Congresso del Partito Radicale del novembre 1975. Poté essere solo letto, davanti ad una platea sconvolta e muta, perchè due giorni prima Pasolini moriva ucciso.
Firenze, 1° novembre 1975 - "I diritti civili sono in sostanza i diritti degli altri. Ora, dire alterità è enunciare un concetto quasi illimitato. Nella vostra mitezza e nella vostra intransigenza, voi non avete fatto distinzioni. Vi siete compromessi fino in fondo per ogni alterità possibile. Ma una osservazione va fatta. C'è un'alterità che riguarda la maggioranza e un'alterità che riguarda le minoranze. Il problema che riguarda la distruzione della cultura della classe dominata, come eliminazione di una alterità dialettica e dunque minacciosa, è un problema che riguarda la maggioranza. Il problema del divorzio è un problema che riguarda la maggioranza. Il problema dell'aborto è un problema che riguarda la maggioranza. Infatti gli operai e i contadini, i mariti e le mogli, i padri e le madri costituiscono la maggioranza. A proposito della difesa generica dell'alterità, a proposito del divorzio, a proposito dell'aborto, avete ottenuto dei grandi successi. Ciò - e voi lo sapete benissimo - costituisce un grande pericolo. Per voi - e voi sapete benissimo come reagire - ma anche per tutto il paese che invece, specialmente ai livelli culturali che dovrebbero essere più alti, reagisce regolarmente male. Cosa voglio dire con questo? Attraverso l'adozione marxistizzata dei diritti civili da parte degli estremisti - di cui ho parlato nei primi paragrafi di questo mio intervento - i diritti civili sono entrati a far parte non solo della coscienza, ma anche della dinamica di tutta la classe dirigente italiana di fede progressista. Non parlo dei vostri simpatizzanti... Non parlo di coloro che avete raggiunto nei luoghi più lontani e diversi: fatto di cui siete giustamente orgogliosi. Parlo degli intellettuali socialisti, degli intellettuali comunisti, degli intellettuali cattolici di sinistra, degli intellettuali generici (...)
"So che sto dicendo delle cose gravissime. D'altra parte era inevitabile. Se no cosa sarei venuto a fare qui? Io vi prospetto - in un momento di giusta euforia delle sinistre - quello che per me è il maggiore e peggiore pericolo che attende specialmente noi intellettuali nel prossimo futuro. Una nuova trahison des clercs : una nuova accettazione; una nuova adesione; un nuovo cedimento al fatto compiuto; un nuovo regime sia pure ancora soltanto come nuova cultura e nuova qualità di vita. Vi richiamo a quanto dicevo alla fine del paragrafo quinto: il consumismo può rendere immodificabili i nuovi rapporti sociali espressi dal nuovo modo di produzione creando come contesto alla propria ideologia edonistica un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili . Ora, la massa degli intellettuali che ha mutuato da voi, attraverso una marxizzazione pragmatica di estremisti, la lotta per i diritti civili rendendola così nel proprio codice progressista, o conformismo di sinistra, altro non fa che il gioco del potere: tanto più un intellettuale progressista è fanaticamente convinto delle bontà del proprio contributo alla realizzazione dei diritti civili, tanto più, in sostanza, egli accetta la funzione socialdemocratica che il potere gli impone abrogando, attraverso la realizzazione falsificata e totalizzante dei diritti civili, ogni reale alterità. Dunque tale potere si accinge di fatto ad assumere gli intellettuali progressisti come propri chierici. Ed essi hanno già dato a tale invisibile potere una invisibile adesione intascando una invisibile tessera. Contro tutto questo voi non dovete far altro (io credo) che continuare semplicemente a essere voi stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili.
Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarvi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare".
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 14 febbraio 2005 @ 10:15:03
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 | Documenti: LE ADESIONI AL COMITATO CREMONESE PER I SI AI REFERENDUM |
LE ADESIONI AL
COMITATO CREMONESE
PER I SI AI REFERENDUM
ADESIONI AL COMITATO: Maurizio Mori, professore di bioetica all’Università di Torino;
Cesare Galli, direttore del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione;
Giovanna Lazzari, biologa;
Franca Grisoli, consigliere comunale;
Giovanna Perrotta, biologa;
Fiorella Lazzari, assessore provinciale;
Celestina Villa, assessore comunale;
Giovanna Mazzeo, sindaco;
Marino Manfredi, ginecolgo;
Anna Grimaldi ex provveditrice;
Vera Castellani, tecnico di laboratorio;
Alberto Cappellini, medico;
Maura Ruggeri, assessore comunale;
Francesca Rossi, insegnante;
Claudia Ballotta, medico;
Roberto Poli, psichiatra;
Enrico Tupone, coordinatore prov.le movimento Repubblicani Europei;
Caterina Ruggeri, assessore comunale;
Sergio Ravelli, membro Comitato nazionale di Radicali Italiani;
Ermanno De Rosa, esponente dell’Associazione Luca Coscioni;
Federico Parea, segretario provinciale SDI;
Daniela Polenghi, assessore comunale
Stefana Mariotti, ex sindaco;
Cristina Manfredini, coordinatrice del Comitato, consigliere provinciale Ds;
Matteo Lodi, consigliere comunale Verdi;
Giuseppe Ghizzoni, imprenditore;
Anselmo Gusperti, segretario provinciale PRI;
Daniela Aldovini, insegnante;
Giuseppe Gigliobianco, psichiatra;
Gianezio Dolfini, esponente PRI;
Fabio Favalli, segretario dell’Associazione per l’iniziativa radicale;
Daniela Aldovini, insegnante
Donata Bertoletti, segretaria FP-CGIL Cremona;
Pierluigi Rotelli, consigliere comunale;
Maria Teresa Perin, segretaria CGIL Scuola Cremona;
Uliana Garoli, avvocato, direzione prov.le Ds;
Anna Riccardi, consigliere provinciale;
Maria Spotti, assessore comunale;
Rita Balsamo, consigliere comunale;
Anna Tamborini, insegnante;
Ester Stanga, insegnante
Luigi Camurri, già segretario dell’Associazione per l’iniziativa radicale;
Paolo Corna, responsabile associazione diabetici di Cremona;
Annamaria Abbate, esponente comitato per l’Ulivo.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 06 febbraio 2005 @ 03:17:00
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 | Documenti: APPELLO AGLI ORGANI DI STAMPA DEL COMITATO PER IL SI AI REFERENDUM |
APPELLO AGLI ORGANI DI STAMPA DEL COMITATO CREMONESE PER I SI AI REFERENDUM
Cremona, Palazzo Cittanova, 5.2.2005 -
Il COMITATO CREMONESE PER IL SI AI REFERENDUM
- Considera che gli oltre un milione di sottoscrittori che hanno apposto circa quattro milioni di firme per proporre i referendum abrogativi, abbiano opportunamente interpretato un interesse generale, abbiano espresso in modo democratico la legittima richiesta di dibattere con tutti i cittadini italiani le questioni proposte e si attendano un voto consapevole e responsabile formato in un processo di conoscenza sereno e senza pregiudizi.
- Ritiene per questo di doversi impegnare con interventi ed iniziative affinché si diffonda in modo esauriente la conoscenza degli argomenti richiamati nel dibattito dai quesiti referendari.
- Rivolge, pertanto, questo APPELLO agli organi di stampa e radiotelevisivi perché dedichino spazi adeguati ed equilibrati, sia alla illustrazione dei temi relativi a ciascuno dei quattro quesiti referendari, che alla presentazione degli argomenti favorevoli al SI e di quelli favorevoli al NO.
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 06 febbraio 2005 @ 02:16:46
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 | Documenti: INTERVENTO DI EMMA BONINO DOPO IL VOTO IN IRAQ E LA CONFERENZA DI GIBUTI |
EMMA BONINO:
QUANDO I VELI SI TRASFORMANO IN ALI
Panorama del 5.2.2005 - Fiume di veli neri davanti alle urne dell’Iraq. Le donne irachene hanno votato a Baghdad e Najaf, nel nord di Musul e nella profonda Bassora. Hanno sfidato le bombe e vinto la paura per gridare insieme la loro fame di libertà. Ma saranno proprio le donne islamiche le traghettatrici della pace nelle terre dell’Islam più violento? Saranno le donne musulmane le ali capaci di far volare la nuova democrazia nei paesi arabi? Emma Bonino, che di «voli» e di coraggio sa molto, risponde da Gibuti, dove presiede la conferenza internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. «Quelle grandi e piccole donne in fila: il pollice sporco d’inchiostro alzato come una medaglia di libertà. Una grande commozione! Sono state minacciate, spaventate. Ma loro sono arrivate a milioni, dalle città e dalle campagne con i loro bambini e gli asini. Vecchie e giovani, tutte dentro i loro veli: un piccolo esodo mosso dalla speranza e dalla voglia di verità. Oggi, inutile negarlo, sono le donne dei paesi arabi a sorprenderci di più. Sono loro le attrici irriducibili sul palcoscenico della storia dei loro paesi. Guardi l’Afghanistan, il Marocco, la Turchia. Dovunque la faccia della libertà è femminile. Ma è soprattutto in momenti di guerra e di crisi, è nei momenti fatali che le arabe segnano il tempo e le rivoluzioni. Sarà meglio che il premier iracheno Iyad Allawi e i suoi se ne rendano conto. In Occidente, certo, non potranno passarci sopra come hanno fatto con le donne afgane".
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 05 febbraio 2005 @ 17:20:04
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 | Documenti: CONFERENZA DI GIBUTI: UN ESITO IMPREVISTO E CLAMOROSO |
CONFERENZA DI GIBUTI:
IMAN IN FUGA PER LA RIVOLTA DANZANTE DELLE DONNE ISLAMICHE
Gibuti, 3.2.2005 - Le donne dell’islam si ribellano agli imam e gli imam indietreggiano. E’ questo l’esito imprevisto della Conferenza di Gibuti contro le mutilazioni genitali femminili (Fgm) organizzata dall’associazione radicale «Non C’è Pace Senza Giustizia». Alla ricerca di «un consenso politico e religioso sull’abbandono» di sunna, escissione e infibulazione, si sono ritrovati governi, società civile e, per la prima volta, autorità islamiche del Corno d’Africa, dell’Egitto e del Kenya. Il consenso non si è trovato tra gli Ulema, che hanno chiesto di «mantenere la sunna (l’asportazione del prepuzio della clitoride) a condizione che siano chirurghi e specialisti a procedere a questa pratica». Emma Bonino è salita sul palco con quattrocento donne, ha cominciato a protestare – un coro di «no» per alcuni minuti – fino a quando il ministro gibutino degli Affari musulmani, Mogueh Dirir Satar, non è stato costretto alla marcia indietro: «In nome di Allah, dio misericordioso, questa richiesta è cancellata». Ed è stata una festa di canti e abbracci, con gli Ulema progressisti al fianco delle donne, mentre i conservatori lasciavano la sala. Le Mgf non sono un’esclusiva del mondo islamico: la maggior parte dei paesi musulmani non conosce questa pratica. Governi e ong si scontrano con la persistente convinzione degli imam locali che sia il Corano a imporle. «E’ necessario porre fine all’epoca dell’ignoranza e dell’impunità», in cui prevalgono «i tentativi di giustificare le Mgf attraverso la religione», ha detto Emma Bonino aprendo i lavori. Il protocollo di Maputo sui diritti delle donne, all’articolo cinque, vieta le Mgf, ma per entrare in vigore deve essere ratificato ancora da sei paesi. I governi di Kenya e Uganda, dopo un’analoga conferenza di “Non C’è Pace Senza Giustizia”, hanno cominciato a condividere strumenti e soluzioni. A Gibuti, il presidente ha definito «inammissibili tutte queste pratiche» ed è in corso una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. In Egitto, il governo cerca «di rompere il tabù», come dice Moushira Khattab, a capo del Consiglio nazionale per l’Infanzia.
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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 04 febbraio 2005 @ 15:31:58
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 | Documenti: VACLAV HAVEL: L'EUROPA SI ARRENDE A FIDEL CASTRO |
VACLAV HAVEL:
L'EUROPA SI ARRENDE
A FIDEL CASTRO
dal "Corriere della Sera" del 30.1.05 - Ho un vivo ricordo delle situazioni un po' ridicole, leggermente temerarie e piuttosto penose in cui si ritrovavano durante la Guerra Fredda i diplomatici occidentali a Praga. Ogni volta dovevano affrontare la delicata questione: invitare o meno alle celebrazioni delle loro ambasciate i vari firmatari di Charta 77, gli attivisti per i diritti umani, i critici del regime comunista, i politici destituiti, o anche gli scrittori, i giornalisti e gli studiosi messi al bando - gente di cui i diplomatici erano generalmente amici. A volte noi dissidenti non eravamo invitati, ma ricevevamo delle scuse, e a volte avevamo l' invito ma non lo accettavamo per non complicare la vita ai nostri coraggiosi amici diplomatici. Oppure eravamo invitati un po' prima nella speranza che ce ne saremmo andati prima dell' arrivo dei rappresentanti ufficiali, il che a volte funzionava e a volte no. Quando non funzionava, o i rappresentanti ufficiali se ne andavano in segno di protesta contro la nostra presenza, o ce ne andavamo noi in tutta fretta, o facevamo tutti finta di non vederci o - raramente - iniziavamo a conversare gli uni con gli altri, ed erano spesso i soli momenti di dialogo tra il regime e l' opposizione (senza contare gli incontri ai processi). Tutto questo succedeva quando la Cortina di Ferro divideva l' Europa - ed il mondo - in blocchi opposti. Non ricordo alcuna occasione in cui, a quei tempi, l' Occidente o una sua organizzazione qualsiasi (Nato, Comunità Europea ecc.) abbia pubblicamente emesso un appello, raccomandazione o disposizione attestante che qualche gruppo specifico di persone dotate di mente indipendente - o comunque vogliamo definirle - non dovesse ricevere inviti a feste, celebrazioni e ricevimenti diplomatici. Oggi però sta succedendo. Una tra le istituzioni democratiche più forti e potenti del mondo - l' Unione Europea - non si fa scrupolo nel promettere pubblicamente alla dittatura cubana che la segregazione diplomatica sarà restaurata. Le ambasciate della Ue all' Avana adesso redigeranno le loro liste degli ospiti conformemente ai desideri del governo cubano. La scarsa lungimiranza del primo ministro socialista spagnolo José Zapatero ha prevalso. Proviamo ad immaginare cosa capiterà: in ogni ambasciata europea, qualcuno verrà incaricato di setacciare le liste, nome per nome, e di valutare se e in che misura le persone in questione si comportano liberamente o parlano liberamente in pubblico, fino a che punto criticano il regime, o se magari siano ex detenuti politici. Gli elenchi saranno accorciati e le cancellazioni fatte, e ciò spesso implicherà anche l' eliminazione di buoni amici personali dei diplomatici incaricati della cernita. Difficilmente riesco a pensare per la Ue un modo migliore per disonorare i nobili ideali di libertà, eguaglianza e diritti umani sposati dall' Unione - principi, invero, riaffermati nella Carta costituzionale. Per proteggere i profitti delle multinazionali europee nei loro alberghi all' Avana, l' Unione smetterà d' invitare le persone di mente aperta alle ambasciate della Ue, e capirà chi è da escludere dall' espressione sul viso del dittatore e dei suoi sodali. Difficile immaginare un patto più vergognoso. I dissidenti cubani, ovviamente, faranno volentieri a meno dei cocktail party occidentali. Questa persecuzione graverà di certo sulla loro difficile lotta, ma naturalmente le sopravvivranno. La domanda è se vi sopravvivrà la Ue. Oggi la Ue balla al suono della musica di Fidel Castro. Questo significa che domani potrebbe tentare di aggiudicarsi l' appalto per la costruzione di basi missilistiche sulla costa della Repubblica Popolare Cinese. Il giorno dopo, potrebbe permettere che le sue decisioni sulla Cecenia siano dettate dai consiglieri del presidente Vladimir Putin. In seguito, per qualche ragione ignota, potrebbe condizionare la sua assistenza all' Africa da legami fraterni coi peggiori dittatori del continente. Dove si andrà a finire? Col rilascio di Milosevic? Col negare il visto all' attivista russo dei diritti umani Sergej Kovalyov? Con le scuse a Saddam Hussein? Con l' apertura dei negoziati di pace con Al Qaeda? È suicida per la Ue attingere alle peggiori tradizioni politiche europee, il cui denominatore comune è l' idea che si debba essere arrendevoli col male, e che il modo migliore per conseguire la pace passi attraverso l' indifferenza verso l' altrui libertà. È vero l' esatto contrario: politiche del genere esibiscono indifferenza per la propria libertà e preparano la via alla guerra. Sono fermamente convinto che i nuovi membri della Ue non dimenticheranno le proprie esperienze del totalitarismo e dell' opposizione nonviolenta al male, e che quelle esperienze si rifletteranno nel loro comportamento in seno agli organi europei. Ad ogni modo, potrebbe essere questo il loro miglior contributo alle comuni basi spirituali, morali e politiche di un' Europa unita. (Vaclav Havel, ex presidente della Repubblica Ceca)
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 01 febbraio 2005 @ 11:03:59
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 | Documenti: CREMONA: ASSEMBLEA DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE |
Assemblea Radicale:
costituita la nuova Giunta dell'Associazione per l'Iniziativa Radicale a Cremona.
Referendum, la battaglia continua!
Venerdi 14 gennaio, si è tenuta l’assemblea degli iscritti all’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona. All’ordine del giorno: la nomina della nuova Giunta di segreteria; il potenziamento del sito internet; i referendum. Dopo l’intervento introduttivo del presidente Sergio Ravelli, sono stati comunicati i nominativi dei componenti della giunta che coadiuveranno il neo segretario Fabio Favalli nell’adempimento del proprio mandato. Si tratta di: Ermanno de Rosa, Luigi Camurri, Gino Ruggeri, Giuliano Guidi e Mario Verardi. Grosse novità sono state annunciate riguardo al sito internet dei radicali cremonesi, attivo da poco più di un anno. Da alcuni giorni, all’indirizzo internet www.radicalicremona.it sono reperibili, oltre ai documenti e ai commenti relativi all’attualità politica, anche la rassegna stampa e l’archivio storico contenente la documentazione fotografica relative alle lotte radicali a Cremona, dalla prima manifestazione divorzista tenutasi in città nel 1974 ad oggi. L’assemblea si è poi occupata del tema al centro dell’attualità politica nazionale: i referendum. Sul merito della questione è stato emesso il seguente comunicato:
“Dopo la sentenza scandalo della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il referendum di abrogazione totale della legge 40, la campagna radicale per la libertà di ricerca scientifica e per una libera procreazione medicalmente assistita continua. Combatteremo fino in fondo la battaglia referendaria sui quattro quesiti di abrogazione parziale, dei quali siamo co-promotori e che, se accolti, produrrebbero comunque lo svuotamento di una legge violenta e proibizionista. Si tratta innanzitutto di una battaglia volta a conquistare la legalità dell’appuntamento referendario, per assicurare non solo il diritto di voto dei cittadini italiani, ma anche il diritto a conoscere di tutti i cittadini, anche di quelli che sono oggi apparentemente più distanti e indifferenti, e che, come è avvenuto durante la raccolta delle firme, se informati correttamente renderebbero possibile una storica scelta di libertà. Per questo, annunciamo che nei prossimi giorni proporremo a tutte le forze politiche, che sono state protagoniste della raccolta delle firme, la costituzione a Cremona dei “Comitati per i 4 SI” ai referendum abrogativi parziali, per arrivare ad un voto libero ed informato".
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Postato da sergio_ravelli Martedì, 11 gennaio 2005 @ 11:06:53
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 | Documenti: E' MORTO GIORGIO GIOVANZANA, RADICALE STORICO DI MANTOVA |
Mantova, 5 dicembre 2004
NELLA NOTTE DI SABATO
E' MORTO GIORGIO GIOVANZANA,
RADICALE STORICO DI MANTOVA
UN AMICO CARO,
UN RADICALE VERO,
CI HA LASCIATO.
CIAO, GIORGIO
(nella foto, a destra Giorgio con Olivier Dupuis, nel corso di un dibattito tenutosi a Cremona il 21 febbraio 1998
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Postato da sergio_ravelli Domenica, 05 dicembre 2004 @ 13:22:25
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 | Documenti: I DATI FINALI DELLA RACCOLTA DELLE FIRME SUI REFERENDUM: 6.491 FIRME NELLA PROVINCIA DI CREMONA! |
I DATI FINALI DELLA RACCOLTA FIRME IN PROVINCIA DI CREMONA SUL REFERENDUM TOTALMENTE ABROGATIVO
FIRME RACCOLTE DAI RADICALI: N. 3521
FIRME RACCOLTE DAI D.S.: N. 1950
FIRME RACCOLTE DA RIF. COM.: N. 600
FIRME RACCOLTE DA COM. ITAL.: N. 90
FIRME RACCOLTE DA PRI/UIL: N. 30
FIRME RACCOLTE DAI COMUNI: N. 300
TOTALE FIRME SU REFERENDUM UNICO: N. 6.491
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I DATI FINALI DELLA RACCOLTA FIRME IN PROVINCIA DI CREMONA SUI 4 REFERENDUM PARZIALMENTE ABROGATIVI
FIRME RACCOLTE DAI RADICALI: N. 1.624
FIRME RACCOLTE DAI D.S.: N. 1.950
FIRME RACCOLTE DALLA UIL: N. 20
FIRME RACCOLTE DAI COMUNI: N. 300
TOTALE FIRME SUI REFERENDUM PARZIALI: N. 3.894
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 30 settembre 2004 @ 15:14:05
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 | Documenti: LA LETTERA AI CONSIGLIERI COMUNALI E PROVINCIALI DEI DS |
Referendum sulla fecondazione assistita
La lettera aperta ai consiglieri comunali e provinciali DS
Cari compagni consiglieri comunali e provinciali dei Ds,
assieme ad altri esponenti politici del centro-sinistra e del centro-destra abbiamo promosso referendum parzialmente abrogativi della legge n. 40 del 2004 sulla fecondazione assistita.
Lo abbiamo fatto convinti che si tratti di una legge intollerabilmente ingiusta. Ingiusta nei confronti delle donne; nei confronti delle coppie e, soprattutto, nei confonti dei milioni di persone affette da gravi patologie degenerative (tumori, Parkinson, Alzheimer), che attendono una cura dalla ricerca medico-scientifica. Proprio quella ricerca che questa legge ostacola, come ci hanno detto i più autorevoli scienziati italiani.
Per poter tenere il referendum nel 2005, bisogna concludere la raccolta delle firme entro il 20 settembre.
Noi ci rivolgiamo a quanti tra voi condividono questo giudizio sulla legge e considerano necessaria l'indizione dei referendum: nei prossimi giorni, oltre a garantire la vostra presenza ai tavoli, nella qualità di autenticatori, fatevi carico di raccogliere, ciascuno, direttamente, 100 firme per i referendum.
Poi, nelle grandi Feste provinciali e nazionale de l'Unità, faremo il resto, quello che ancora mancherà. Potete essere voi a garantire il successo di questa battaglia di civiltà. Fatelo. Ne vale la pena.
Gavino Angius, Enrico Morando, Fabio Mussi, Barbara Pollastrini, Cesare Salvi
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 21 agosto 2004 @ 15:26:45
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 | Documenti: LA MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA DEI RADICALI CREMONESI E NON |
LA MOZIONE APPROVATA DELL’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELL’ASSOCIAZIONE PER L’INIZIATIVA RADICALE A CREMONA
Si è tenuta venerdi 16 aprile l’assemblea straordinaria dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona. Al termine di un serrato ed approfondito dibattito, è stato approvato all’unanimità il documento politico presentato da Sergio Ravelli, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani. Il testo approvato è il seguente:
L’assemblea dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona, convocata in via straordinaria il 16 aprile 2004 presso il centro Civico Cascinetto,
CONSIDERATO CHE
il 13 aprile è iniziata la raccolta delle firme per il referendum abrogativo della legge n.40 sulla fecondazione medicalmente assistita e sulla libertà di ricerca scientifica. Tale iniziativa offre a tutti i cittadini l’occasione per una grande battaglia di libertà per i diritti delle coppie sterili e di quelle portatrici di malattie genetiche, e per i diritti dei malati che con la legge oggetto del referendum vedono cancellata la speranza di cura con le cellule staminali embrionali;
RIVOLGE UN APPELLO
alle donne, alle associazioni di malati, ai medici, ai centri di ricerca, ai cittadini comuni affinchè si rendano disponibili e collaborino concretamente alla raccolta delle sottoscrizioni. Con il loro aiuto sarà possibile raggiungere l’obiettivo delle 500 mila firme autenticate in calce alla proposta di referendum abrogativo di una legge oscurantista, illiberale e incostituzionale;
UN APPELLO PARTICOLARE
è rivolto alle migliaia di consiglieri comunali e provinciali, nel solo territorio cremonese, ai quali la legge affida la possibilità di autenticazione delle firme degli elettori; lo stesso appello è rivolto alle migliaia di dipendenti delle amministrazioni comunali e provinciali che, a loro richiesta, possono essere muniti di delega all’autenticazione delle firme;
CONFERMA LA SCELTA
di non promuovere la formazione di liste alle prossime elezioni amministrative;
DECIDE
di sostenere quei consiglieri comunali e provinciali – che si ricandideranno alle prossime elezioni amministrative – che avranno concretamente contribuito alla raccolta delle firme per il referendum abrogativo della legge 40.
Le forme e le modalità di tale sostegno saranno definite al più presto, in ogni caso prima della presentazione delle liste elettorali in sede locale.
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Postato da sergio_ravelli Sabato, 17 aprile 2004 @ 12:16:19
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 | Documenti: CONVEGNO ''PERCHE' ANTICLERICALI, OGGI'': LA RELAZIONE PRESENTATA DA SERGIO RAVELLI |
L’ANTICLERICALISMO A CREMONA NELLA SECONDA META' DELL'OTTOCENTO
Premessa
C’è bisogno di anticlericalismo? Sì. Soprattutto oggi!
Di fronte al rafforzamento, per un verso, del potere temporale della chiesa cattolica (vedi lo scandalo dell’8 per mille) e, per altro verso, del potere d’influenza e di interferenza della chiesa cattolica nella vita politica italiana (vedi la legge sulla procreazione assistita), le voci che si levano in difesa dello Stato laico sono oggi praticamente inesistenti, se si escludono quelle dei radicali.
Non solo. Il vero problema è che le poche voci di dissenso sono silenziate, censurate, sono voci fantasma, rese incomprensibili o irriconoscibili. Questa fatto, definito - non dai radicali – come un vero e proprio genocidio culturale, si è via via esteso a tutte le espressioni di laicismo, liberalismo, anticlericalismo che hanno caratterizzato la vita civile, politica e culturale del nostro Paese, fino al punto di cancellare una parte significativa della nostra storia, sia nazionale che locale.
Nel caso che tratterò, si tratta di un pezzo significativo di storia cremonese. Che poi tanto locale non è stata, per le straordinarie vicende che hanno caratterizzato quel periodo. Questa mia modesta relazione (che ha attinto a piene mani all’unica ricerca storica finora esistente, quella del prof. Gianfranco Taglietti) mira a riportare alla luce una vicenda umana cancellata e quindi del tutto sconosciuta, non solo agli italiani ma perfino agli stessi cremonesi.
Vi parlerò, in particolare, di una personalità assolutamente fuori dall’ordinarietà, alla quale la città di Cremona non ha ritenuto di intitolare nemmeno una strada mentre, per ironia della sorte, una via di Cremona è stata intitolata al figlio Leonida.
Questo personaggio si chiama Stefano Bissolati.
La vicenda umana
Stefano Bissolati nasce il 13 novembre 1823 a Rivarolo fuori (poi Rivarolo Mantovano). Nell’archivio dell’anagrafe di Cremona risultano anche i nomi dei genitori: Cristoforo Bissolati e Giulia Ramaroli. Com’era costume delle famiglie povere del tempo, che ritenevano doveroso valorizzare negli studi le promettenti doti dei figli, il giovinetto Stefano fu collocato nel Seminario vescovile di Cremona.
Spirito meditativo, volto a cercare le ragioni profonde della vita, tutto pareva percorso dall’afflato mistico del buon cristiano. Il figlio Leonida, nella prefazione alla traduzione de “Le Istituzioni pirroniane di Sesto Empirico” (opera tutta ispirata allo scetticismo, resa in italiano per la prima volta dal padre) avanza l’ipotesi che chi lo avvicinasse pensasse a lui come a un futuro “santo”.
La ricerca, però, delle fondamenta razionali della fede lo condusse presto alla crisi.
Fu scosso, inoltre, da fattori esterni quali: le persecuzioni del Vescovo di Cremona, Bartolomeo Casati, contro degnissimi sacerdoti ritenuti infetti di liberalismo; la polemica clericale contro gli asili infantili dell’abate cremonese Ferrante Aporti con cui il Bissolati fu in rapporto; gli attacchi delle gerarchie alla filosofia di Antonio Rosmini; la politica vaticana contro lo Stato italiano nel suo farsi dopo il 1848.
Ben presto Stefano Bissolati si era affermato come predicatore. Le sue due prediche più importanti furono: “L’Elogio di San Giovanni Crisostomo” tenuta nella Chiesa di Asola il 27 gennaio 1853 e “I poveri”, orazione letta nella Cattedrale di Mantova il 12 maggio 1853. La prima predica attirò su Bissolati un pesante attacco della “Civiltà Cattolica”, la seconda, addirittura il sequestro di tutte le copie dell’opuscolo da parte del Commissario di Polizia. Il violento attacco dei Gesuiti contro Bissolati, dal titolo “Cattiva copia di peggiore esemplare”, dove l’esemplare è additato in Vincenzo Gioberti, è l’occasione per una denuncia di un prete “reo di liberalismo” nei confronti del quale si auspicavano severi provvedimenti. E i provvedimenti auspicati arrivarono presto: a Bissolati fu revocato l’incarico di istruttore nel Seminario di Cremona e proibito di predicare. Tre anni dopo, a seguito della pubblicazione de “Le vite di due illustri cremonesi: Bartolomeo Sacchi (più noto sotto il nome di Platina) e G.B. Vida”, a Bissolati fu revocato anche l’incarico d’insegnamento nel ginnasio di Cremona.
Nelle sue prediche dal pulpito, Bissolati sosteneva anche l’impegno morale di dover lottare a favore della Patria oppressa. Punito dai superiori austriacanti e diffidato dalla polizia, appena la Lombardia fu liberata dalla dominazione straniera, Stefano Bissolati per sentirsi del tutto sgombro da limitazioni del pensiero, primo, forse, in Italia, si spogliò della veste sacerdotale e da quel momento andò via via percorrendo la strada che lo portò allo scetticismo pirroniano. Il ministro dell’Istruzione, Mamiani, su suggerimento di chi ben conosceva la vastità e la profondità della cultura del pensatore cremonese (in particolare Nicolò Tommaseo), gli affidò la direzione della Biblioteca governativa. Tale incarico salvò Bissolati dall’indigenza. Da allora, con severa disciplina di studi, portò il suo contributo non modesto a riesaminare i problemi filosofici di cui era ormai esperto, ben attento a non cadere in nuovi dogmi.
Dopo il 1870, pubblicata la sua opera maggiore “Le Istituzioni pirroniane di Sesto Empirico” (opera tradotta per la prima volta in italiano), con una lunga prefazione, Bissolati si dedicò con amorevole cura all’educazione del figlio Leonida.
Anche la paternità irregolare di Stefano Bissolati non va taciuta. Nell’ospedale dove esercitava il suo ministero sacerdotale, egli conobbe ed amò Paolina Caccialupi, allora moglie di Demetrio Bergamaschi. Dal loro amore nacque Leonida il 20 febbraio 1957. La relazione extraconiugale di Paolina Caccialupi con Stefano sarebbe durata tredici anni, dal 1856 al 1868, anno della morte del Bergamaschi. Dopo un anno di lutto, la vedova sposò Stefano Bissolati, che adottò Leonida nel 1875, al compimento del suo diciottesimo anno. Se fino ad allora era stato Leonida Bergamaschi, il giovinetto, diventò così Leonida Bissolati.
Nel 1882, a causa di una caduta accidentale da una scala nella sua Biblioteca, Stefano perdette la ragione. Ricoverato nel manicomio di Monza, trascorse lunghi anni senza la capacità di intendere.
Morì a Cremona il 18 dicembre 1898.
Stefano Bissolati, nella sofferenza e nello studio, nelle vicende personali e nel travaglio spirituale, bene rappresenta un periodo storico e una “storia locale” in uno dei momenti più significativi della formazione civile e politica delnostro Paese.
Rapidi cenni di storia ecclesiastica in Cremona
Nel periodo storico considerato - caratterizzato, com’è noto, da sommovimenti politici, economici, sociali, che scossero fortemente la vita civile - la Chiesa visse uno dei periodo più drammatici della sua storia, essendo messa in gioco la sua funzione egemonica, soprattutto nel campo assistenziale e in quello dell’istruzione. La crisi religiosa fu forte in Lombardia e fortissima nella diocesi di Cremona. Basti pensare che nel 1862 un centinaio di sacerdoti della Diocesi apposero la loro firma sotto un appello al Papa redatto dal padre Carlo Passaglia al fine di esortare il Pontefice a rinunciare spontaneamente al potere temporale. Tra i firmatari, nomi significativi: Mons. Gaetano Guindani, futuro rettore del Seminario e successivamente Vescovo di Bergamo, Mons. Luigi Tosi, don Diomede Bergamaschi, che avrebbe apostatato pochi mesi dopo l’arrivo in Diocesi del nuovo Vescovo, Mons.Geremia Bonomelli, don Costantino Soldi, professore in Seminario, anch’egli futuro apostata.
Numerosi furono a Cremona i sacerdoti che da tali convinzioni passarono all’aperta apostasia, alimentando una grave emorragia del clero, che colpì in modo particolare la Diocesi di Cremona nel ventennio 1850-70 ed anche oltre. Diomede Bergamaschi, nel motivare il suo gesto di abbandono del sacerdozio, scrisse al vescovo Bonomelli, accusando la Chiesa di voler fare del prete “un soldato del despotismo, della tirannide, dell’oscurantismo”, di obbligarlo a credere nella “necessità del potere temporale” e “alla infallibilità del Papa, uno sproposito politico-religioso che ieri solamente sollevava le risa di quattro quinti dei preti di questa nostra diocesi”.
Trentacinque apostati troverà Mons. Bonomelli al suo arrivo in Diocesi, nel dicembre 1871, circa il 5% del clero locale, che in quell’anno era di circa settecento unità.
Rapidi cenni di storia civile e politica in
Cremona
Procedendo sempre più la formazione unitaria dello Stato italiano, si andava evidenziando come un ostacolo non facile da superare il potere temporale della Chiesa, che molti cattolici, come si è visto, non consideravano essenziale. In conseguenza di questa situazione, una vera ondata di anticlericalismo investì una buona parte della classe dirigente cremonese. Diversi genitori si rifiutarono apertamente di far battezzare i loro figli (tra cui Giovanni Cadolini e Melchiorre Bellini): Il giornalismo anticlericale esercitò una sua forte influenza: “Il Secolo” e “La Capitale” tra quelli a diffusione nazionale; il “Corriere Cremonese” e “Papà buonsenso” in sede locale. Nel ’76 cade la destra storica, ma l’avvento di De Pretis non soddisfa le aspettative dei progressisti. Giuseppe Garibaldi, il 26 aprile 1879, lancia il manifesto della Lega per la Democrazia: chiede il suffragio universale e, tra l’altro, la fine della religione ufficiale. Qualche settimana dopo Leonida Bissolati e il cugino Ettore Sacchi fondano a Cremona il circolo “Carlo Cattaneo”, con analogie al programma della Lega con accentuato programma anticlericale. A Cremona esistono già due logge massoniche: la “Giordano Bruno”, che risale al 1861, e la “Quinto Curzio” di dieci anni più giovane; fiorisce anche un ricco associazionismo: nel ’62 è sorta la prima Società di Mutuo Soccorso tra gli operai, sostenuta dal liberale progressista Pietro Vacchelli; nel ’77 ha preso vita l’Associazione anticlericale cremonese che ha come suo organo di stampa “Papà buonsenso”, diretto dall’ex sacerdote Diomede Bergamaschi. Sono anticlericali i giornali liberali, come “Interessi cremonesi” o di stretta osservanza massonica come il “Il popolano cremonese”, sequestrato nel 1871 per un attacco contro Pio IX. In quello stesso anno entrava in città, in incognito, il nuovo vescovo Geremia Bonomelli.
Sergio Ravelli
sergio.ravelli@radicalicremona.it
NOTA: la registrazione audio-video dell'intero convegno "Perchè Anticlericali, oggi" - tenutosi a Cremona presso il Palazzo Cattaneo il 13 marzo 2004 - è disponibile sul sito www.radioradicale.it
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Postato da sergio_ravelli Giovedì, 18 marzo 2004 @ 06:14:26
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 | Documenti: LA MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA |
LA MOZIONE APPROVATA DALL'ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE A CREMONA
Si è tenuta venerdi scorso l’assemblea straordinaria dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona, convocata sul tema “elezioni amministrative: che fare?”.
Al temine di un acceso dibattito è stata approvata, a strettissima maggioranza, la mozione presentata dal segretario Luigi Camurri, che ha prevalso su quella presentata da Sergio Ravelli, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani.
Segue il testo della mozione approvata.
L’assemblea dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale a Cremona, convocata in via straordinaria il 13 febbraio 2004 presso il Centro Civico Cascinetto,
VALUTA
molto negativamente la situazione politica locale, dominata dalla vecchia e mai superata logica della spartizione partitocratica di ogni centro di potere e di sottopotere e giudica come indecorosa la scelta dei candidati a presidente della Provincia, frutto della peggiore tradizione del candidato “presenzialista” e “arraffapreferenze”;
DECIDE
di non partecipare direttamente alle prossime elezioni amministrative, fatta salva la libertà di iniziativa politica dei singoli associati;
SI RISERVA
di valutare caso per caso un eventuale sostegno esterno a liste o singoli candidati che si dovessero far promotori in ambito locale di tutte o di una parte rilevante delle iniziative proprie dei soggetti dell’area radicale.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 16 febbraio 2004 @ 05:35:43
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 | Documenti: ASSEMBLEA ANNUALE DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE DI CREMONA |
ERMANNO DE ROSA E LUIGI CAMURRI RICONFERMATI!
Con la riconferma del presidente Ermanno De Rosa e del segretario Luigi Camurri, si è conclusa l’assemblea annuale dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona.
La mozione generale è stata approvata all’unanimità, con una sola astensione.
MOZIONE GENERALE
L’assemblea dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona, convocata in via ordinaria il 23 dicembre 2003 presso la sala Maffi del centro civico “il Cascinetto”,
SENTITE le relazioni introduttive del Presidente e del Segretario, aventi per oggetto il consuntivo politico e finanziario dell’attività svolta nel corso dell’anno 2003, le APPROVA;
TENUTO CONTO dei temi e delle proposte emerse dal dibattito generale;
DELIBERA di proseguire l’impegno finalizzato alla promozione e al coordinamento in ambito locale delle iniziative di Radicali Italiani, del Partito Radicale transnazionale e delle associazioni federate.
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 19 gennaio 2004 @ 08:59:04
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 | Documenti: GLI ESITI DELL'ASSEMBLEA ANNUALE DELL'ASSOCIAZIONE PER L'INIZIATIVA RADICALE A CREMONA |
ERMANNO DE ROSA E LUIGI CAMURRI RICONFERMATI!
Con la riconferma del presidente Ermanno De Rosa e del segretario Luigi Camurri, si è conclusa l’assemblea annuale dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona.
La mozione generale è stata approvata all’unanimità, con una sola astensione.
L’assemblea ha inoltre approvato una mozione particolare che “da mandato alla Giunta di segreteria di elaborare, entro il mese di gennaio 2004, una proposta in ordine alla partecipazione o meno dell’associazione alle prossime elezioni amministrative in ambito locale”.
Nei prossimi giorni il segretario procederà alla nomina del nuovo tesoriere e dei membri della Giunta di segreteria.
MOZIONE GENERALE
L’assemblea dell’Associazione per l’iniziativa radicale a Cremona, convocata in via ordinaria il 23 dicembre 2003 presso la sala Maffi del centro civico “il Cascinetto”,
SENTITE le relazioni introduttive del Presidente e del Segretario, aventi per oggetto il consuntivo politico e finanziario dell’attività svolta nel corso dell’anno 2003, le APPROVA;
TENUTO CONTO dei temi e delle proposte emerse dal dibattito generale;
DELIBERA di proseguire l’impegno finalizzato alla promozione e al coordinamento in ambito locale delle iniziative di Radicali Italiani, del Partito Radicale transnazionale e delle associazioni federate.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 24 dicembre 2003 @ 03:15:00
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 | Documenti: 1977: MARCIA ANTINUCLEARE CREMONA-CAORSO |
Cremona-Caorso, 24 aprile 1977: il volantino di convocazione della 1^ marcia contro la centrale nucleare di Caorso
Clicca sull' immagine per ingrandirla !
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 15 dicembre 2003 @ 05:36:07
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 | Documenti: ELEZIONI ON LINE DI 10 MEMEBRI DEL COMITATO NAZIONALE |
DALLE 0:00 DEL 30 OTTOBRE ALLE ORE 15:00 DEL 2 NOVEMBRE SARA' POSSIBILE VOTARE ON LINE PER I 10 MEMBRI DEL COMITATO NAZIONALE DI RADICALI ITALIANI. IL CANDIDATO CHE TI SUGGERIAMO DI VOTARE E' LUCA Z E N D R I Di seguito la sua scheda personale "Chi sono:
Sono uno psicoterapeuta specializzato in patologie gravi. Ho 43 anni.
Non ho mai fatto politica attivamente, a parte una breve parentesi al Liceo Classico di Trento, mia città d'origine. Sono laureato in filosofia e specializzato in criminologia clinica. Ho lavorato in ospedale (come psicoterapeuta) e presso il Tribunale per i Minorenni (come giudice onorario). Ora sono libero professionista.
Ho ascoltato Radio Radicale per anni. Poi qualcosa è scattato. Ho telefonato al Segretario dell'Associazione locale dei Radicali di Cremona, ho frequentato le riunioni, incontrando persone appassionate ed accoglienti. Quando mi hanno chiesto di candidarmi, sono rimasto di sasso: non me l'aspettavo. Lo faccio perché abbiamo idee e progetti comuni.
Ho trovato nei Radicali la stessa mia avversione per le burocrazie di partito e per le cricche di potere. Come loro, sono contrario ad ogni manifestazione fondamentalista, si tratti di religione o di ideologia. Non ho battezzato la mia bellissima bambina (si chiama Emma, ha 4 mesi) perché non tollero che qualcuno, sia chiesa o Stato, detti a lei o a me norme morali con la pretesa di possedere la verità.
Vorrei vivere in uno stato laico, e invece vivo in una penisola parrocchiale. Vorrei che l'ambiente fosse tutelato con rigore, e invece devo assistere a isterismi oscurantisti.
Per questo e per molti altri motivi ho deciso di candidarmi. E se devo dire chi sono, anche se questo non c'entra forse un gran che, sono un buon violinista, diplomato in Conservatorio. Anche per i Conservatori, del resto, ci sarebbe molto da fare: la cricca dei cosiddetti Docenti, inamovibili a vita anche se incapaci; i programmi incredibilmente vecchi, la durata spaventosa e insensata dei corsi. Che cosa voglio fare: 1) Promuovere una legge che legalizzi il suicidio assistito e l'eutanasia, sul modello della legge olandese.
2) Costituire un gruppo che controlli l'applicazione effettiva della misura della messa alla prova nei Tribunali per i Minorenni. La burocrazia e la rigidità dei cosiddetti servizi sociali infatti, invece che agevolare l'applicazione della legge in vista della rieducazione del minore che delinque, spesso fa perdere tempo e occasioni.
3) Sostenere politiche di riduzione del danno in materia di stupefacenti.
4) Idem per quanto riguarda la prostituzione.
5) Imporre alle amministrazioni locali il rispetto per tutti delle leggi a tutela della vivibilità nelle città, come le leggi sull'inquinamento acustico, delle acque, dell'ambiente in generale."
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Postato da sergio_ravelli Lunedì, 27 ottobre 2003 @ 08:12:53
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 | Documenti: PRESENTATA IN REGIONE LA RELAZIONE DEL ''QUIDAM DE POPULO'' |
RELAZIONE DELLA STUDENTESSA CHE HA ACCOMPAGNATO I RADICALI IN VISITA ISPETTIVA ALLA C.C. DI CREMONA
La ventiduenne Paola Galetti di Cremona, studentessa al quarto anno di Belle Arti all'Accademia di Brera (specializzanda in scenografia), estratta a sorte come "quidam de populo" dall'elenco telefonico della Provincia di Cremona (dopo 18 tentativi andati a vuoto), aveva accettato di collaborare con il Consigliere regionale radicale Lucio Bertè e con il Segretario dell'Associazione radicale di Cremona Luigi Camurri, nella visita ispettiva del 4 ottobre scorso alla Casa Circondariale di Ca' del Ferro, fornendo poi una sua relazione per la Commissione carceri del Consiglio regionale lombardo.
RELAZIONE DI PAOLA GALETTI:
" In seguito ad un'inaspettata telefonata da parte di un rappresentante del partito radicale, mi sono trovata davanti all'opportunità di accompagnare il consigliere regionale Lucio Bertè e il segretario del partito Luigi Camurri, durante il sopralluogo alla casa circondariale di Cremona in qualità di quidam de populo.
Ho pensato di accettare per la curiosità che si era insinuata, di venire a contatto con una realtà a me completamente estranea.
Nei giorni successivi mi sono preparata ad affrontare un'esperienza piuttosto forte, ma devo ammettere che la realtà della situazione mi ha stupita.
Questo probabilmente è dovuto alla cattiva informazione che arriva a persone che come me sono giovani e magari non fanno di queste problematiche il fulcro dei loro interessi e si accontentano di quell'immaginario, costruito attraverso i mass-media.
La cosa più bella è stata la disponibilità incontrata nei detenuti a parlare di sé e della loro situazione, con un grande impegno per migliorarsi e migliorare la condizione di tutti.
Quello che mi rammarica è la sensazione che il carcere sia ancora visto come un luogo dove si raccolgono persone che vanno punite e non meritano particolari attenzioni.
Mentre, per fare un esempio concreto, secondo la testimonianza di un detenuto, in Svizzera ogni risorsa è investita nella rieducazione e nel reinserimento dei soggetti, anche dopo il periodo di detenzione.
Alla luce di queste considerazioni trovo sconcertante che il problema più grosso, qui da noi, sia ancora quello di trovare la figura fissa anche di un solo educatore per istituto, quando, a mio avviso, dovrebbe esserne il punto di riferimento".
Paola era attesa, ed è stata accolta molto cordialmente dalla vicedirettrice, Dott.ssa Lusi, dagli agenti della Polizia Penitenziaria e dai detenuti.
E' stata sollevata la questione dei Consigli di aiuto sociale previsti dalla Legge Gozzini e rimasti sulla carta, "stranamente dimenticati". La Direzione si è detta naturalmente favorevole ad iniziative di sblocco dei denari della Cassa delle Ammende e destinati all'assistenza delle famiglie dei detenuti e al loro reinserimento, tramite i fantomatici Consigli di aiuto sociale.
Durante la visita nel reparto "protetti" un detenuto russo ha paragonato il carcere di Cremona ad un hotel, rispetto alle carceri russe (cameroni da 80 detenuti, due docce e due uscite all'aria settimanali), mentre un altro detenuto, ospitato per sette anni in una prigione svizzera, ha raccontato di piccoli padiglioni da 25 detenuti con una guardia fissa, di otto educatori ogni 150 detenuti, di lavoro per tutti, di richieste di colloquio soddisfatte entro le 24 ore, di celle aperte per la socialità dalle 17 alle 23, di misure di reinserimento (casa e lavoro) assicurate per sei mesi. Il regolamento del carcere viene consegnato a ciascun detenuto al momento dell'ingresso. Invece a Cremona non c'è neanche un educatore dei due previsti e l'Amministrazione provinciale, che voleva accollarsene uno, ha dovuto desistere per le difficoltà burocratiche. Le celle sono chiuse 22 ore al giorno, e sono pochissime le ore di lavoro a disposizione dei 311 presenti. Solo 7 sono in fase di reinserimento (lavoro esterno ex art.21 O.P. e semiliberi). Gli extracomunitari sono 125, i tossicodipendenti 112, una decina i sieropositivi. Sempre in crisi l'assistenza sanitaria anche se, oltre allo psichiatra, al cardiologo e all'infettivologo, presto ci sarà un chirurgo a tempo parziale e, a seguito di nuovi accordi con l'ASL, un otorino. Gli agenti della Polizia Penitenziaria sono circa 180, 50 meno del necessario, i detenuti 115 più del previsto (311 invece di 196).
A Cremona, a fronte di 64 richieste di indultino presentate entro agosto, al 4 ottobre c'erano state appena 2 scarcerazioni recenti. Anche se nessuna richiesta è stata respinta, i detenuti sono molto preoccupati per il ritardo della Magistratura di sorveglianza e ne denunciano l'assenteismo. Parimenti lamentano la mancanza del regolamento interno scritto, che fissi con chiarezza i doveri, ma anche i diritti del detenuto.
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Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 22 ottobre 2003 @ 09:45:31
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 | Documenti: Dossier: I costi del proibizionismo sulle droghe |
Costa San’Abramo: agli arresti domiciliari per spaccio, si ammazza con il gas di scarico e lascia una lettera choc.
"Innocente" e si uccide
Questo dossier è dedicato alla memoria di Alessandro M., di anni 24, suicidatosi nel garage di casa il 27 gennaio 2002.
I COSTI DEL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE
(operazioni antidroga, sequestri, denunce, arresti, processi, decessi, suicidi. Dati e statistiche nazionali, regionali e provinciali - anni 2000, 2001, 2002)
“Sul fronte antiproibizionista sulla droga, il Comitato ringrazia e sostiene
quanti stanno ancora oggi affrontando processi nel tentativo di contrastare
la follia delle leggi criminali e criminogene che hanno portato alcuni giorni
fa al suicidio di un giovane inconsapevole, Alessandro M., messo sotto
accusa per il possesso di 2,5 grammi di hascisc. In suo nome, con la forza
estrema del suo ultimo messaggio (‘Io non c’entro’), si impegna a mettere in
atto altre iniziative non violente di disobbedienza civile che si pongano come
primo urgente obiettivo quello della legalizzazione della marijuana a scopo
terapeutico”.
(Roma, 3 febbraio 2002 - Comitato Nazionale di Radicali Italiani)
8 febbraio 2003
Dossier a cura dell’Associazione per l’Iniziativa Radicale a Cremona
I COSTI DEL PROIBIZIONISMO SULLE DROGHE
- DATI E STATISTICHE -
1. OPERAZIONI ANTIDROGA
a) Distribuzione nazionale, regionale e provinciale per tipologia di sostanza stupefacente
Località, annototaleeroinacocainacannabisanfetamine e altre
ITALIA, a. 200021.9135.2734.27611.606758
ITALIA, a. 200121.5874.2495.05211.1771.109
LOMBARDIA,20004.1037331.1132.18473
LOMBARDIA,20014.1961.0357832.241137
CREMONA, 2000551011331
CREMONA, 200166108444
2. ESITO DELLE OPERAZIONI ANTIDROGA
a) Distribuzione nazionale, regionale e provinciale dei sequestri con relative quantità di stupefacenti
Località, annoeroina kgcocaina kgcannabis kganfetamine n°
ITALIA, a. 2000980,42.359,746.810,2579.285
ITALIA, a. 20012.004,61.807,953.078,1309.174
LOMBARDIA,2000289,1859,42.920,135.056
LOMBARDIA,2001373,2523,24.936,461.214
CREMONA, 20000,10,25,627
CREMONA, 20010,11,332,59
3. PERSONE DENUNCIATE E ARRESTATE/IN LIBERTA’/IRREPERIBILI
a) Distribuzione nazionale, regionale e provinciale per tipo di reato contestato
Località, annototaleeroinacocainacannabisanfetamine/lsd
ITALIA, a. 200034.3129.7488.45314.9631.148
ITALIA, a. 200133.8729.5028.15614.8081.406
LOMBARDIA,20005.6341.2561.9752.30697
LOMBARDIA,20015.8851.3321.8912.496166
CREMONA, 2000152non disp11non dispnon disp
CREMONA, 2001108118194
CREMONA, 2002169127(eroina+cocaina)42non disp
4. MINORENNI DEFERITI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
a) distribuzione nazionale, regionale e provinciale per tipologia di sostanza stupefacente
Località, annototaleeroinacocainacannabisanfetamine/lsd
ITALIA, a. 20001700281157119765
ITALIA, a. 20011599non dispnon dispnon dispnon disp
LOMBARDIA,200028359451754
LOMBARDIA,2001280non dispnon dispnon dispnon disp
CREMONA, 20004non dispnon disp4non disp
CREMONA, 200194(eroina+cocaina)5non disp
CREMONA, 200273(eroina+cocaina)4non disp
5. DECESSI PER OVERDOSE
a) Distribuzione nazionale, regionale e provinciale
Località, annonumero
ITALIA, a. 20001016
ITALIA, a. 2001822
LOMBARDIA,2000145
LOMBARDIA,2001117
CREMONA, 20007
CREMONA, 20013
CREMONA, 20022
RIEPILOGO DEI DATI RIGUARDANTI LA PROVINCIA DI CREMONA
1. OPERAZIONI ANTIDROGA
Periodototaleeroinacocainacannabisanfetamine
ANNO 2000551011331
ANNO 200166108444
2. ESITO DELLE OPERZIONI ANTIDROGA
Periodoeroina kgcocaina kgcannabis kganfetamine n°
ANNO 20000,10,25,627
ANNO 20010,11,332,59
3. PERSONE DENUNCIATE/ARRESTATE
Periodototaleeroinacocainacannabisanfetamine
ANNO 2000152non dispnon dispnon dispnon disp
ANNO 20011081119744
ANNO 2002169127(eroina+cocaina)42non disp
4. MINORENNI DEFERITI ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA
Periodonumero
ANNO 20004
ANNO 20019
ANNO 20027
5. PERSONE SEGNALATE ALLA PREFETTURA
Periodototaleeroina/cocaina/anfetaminacannabis
ANNO 20001183583
ANNO 200112017103
6. MINORENNI SEGNALATI ALLA PREFETTURA
Periodototaleeroina/cocaina/anfetaminacannabis
ANNO 20004non disp4
ANNO 20017non disp7
7. DECESSI PER OVERDOSE
Periodonumero
ANNO 20007
ANNO 20013
ANNO 20022
ALTRI DATI SIGNIFICATIVI
DETENUTI NELLE CARCERI PER REATI CONNESSI ALLA DROGA
Dei 55.275 detenuti nelle carceri italiane al 31.12.2001, ben 15.421 erano tossicodipendenti, pari al 27,9 %. Mentre i detenuti in carcere per violazione all’art.73 della legge sulla droga (detenzione e cessione a qualsiasi titolo) erano 20.286, pari al 36,7%.
Al 30.9.2002 i tossicodipendenti detenuti nel carcere di Cremona erano 88, pari al 29,6% del totale (300 detenuti).
COSTI DELLA GIUSTIZIA
Nel 2002, il 54% del totale delle operazioni antidroga hanno riguardato la Cannabis (piante, hascisc e marijuana). Mentre il 78% del complesso delle denunce all’autorità giudiziaria hanno riguardato la violazione dell’art.73 della legge sulla droga (detenzione e cessione a qualsiasi titolo).
Circa le segnalazioni alla Prefettura (modiche quantità per uso personale) non esistono dati dettagliati. Si sa solo che dall’11.7.1990 (data di entrata in vigore della legge sulla droga) al 31.12.1999 i cittadini segnalati sono stati 234.169. Il dato relativo alle segnalazioni alla Prefettura di Cremona nel corso del 2002 (n.120, di cui il’85% riguardanti la cannabis) è stato ricavato dalle cronache dei giornali locali.
Circa i procedimenti penali pendenti, non esistono dati disaggregati per quelli riguardanti reati connessi alla droga. Per quanto riguarda la provincia di Cremona, al 30.6.2002 risultavano pendenti presso la Procura, il Gip e il Tribunale monocratico ben 10.462 procedimenti penali.
COSTI DELLA LOTTA ALLA DROGA
L’80 % delle spese complessive riguardano le attività di repressione.
Il 20 % delle spese complessive riguardano le attività di recupero (comunità, Sert, ecc.).
SUICIDI CORRELATI AL PROBLEMA DROGA
E’ impossibile conoscere dati nazionali o regionali relativi ai suicidi riconducibili al problema droga. Per quanto se ne sa, buona parte di questi suicidi si consuma nelle carceri italiane. Altri fuori dalle mura carcerarie, come conseguenza tragica di un arresto, di una denuncia, di un procedimento penale, di una condanna, a seguito di un reato (o presunto reato) correlato alla droga.
A volte, la spirale perversa nella quale viene inghiottito un giovane, spesso incensurato, è la seguente: fermo di polizia a causa del possesso di pochi grammi di hascisc, denuncia all’autorità giudiziaria, dignità infangata, ritiro della patente, perdita del lavoro, disperazione e…...
Per quanto riguarda la provincia di Cremona, dalle cronache giornalistiche abbiamo appreso di un suicidio nel 2001 e di un suicidio nel 2002. L’ultimo, drammatico caso, avvenuto in località Costa S. Abramo (Castelverde), costituisce un monito per tutti (politici, magistrati, forze dell’ordine, operatori del settore, religiosi, famiglie, singoli cittadini) affinché sia la più presto fermata la follia delle leggi proibizioniste - criminali e criminogene - in vigore in Italia.
Questo dossier è dedicato alla memoria di Alessandro M.
NOTE:
1) i dati e le statistiche relative agli anni 2000 e 2001 sono state ricavate dal sito web www.poliziadistato.it;
2) i dati relativi all’anno 2002 sono stati desunti dalle cronache dei giornali locali.
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Postato da marco_azzali Lunedì, 13 ottobre 2003 @ 14:54:11
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 | Documenti: Assemblea pubblica del 15 Marzo 2003 - Mozione |
Premesso che:
- é in atto una preoccupante involuzione del clima politico verso clientelismi e condizionamenti ideologici vecchi e nuovi che frena le riforme liberali da tutti ancora oggi invocate e ne promuove addirittura di illiberali;
- per questo motivo le forze politiche di maggioranza e d’opposizione rifiutano di affrontare in Parlamento temi importanti per il governo pratico di problemi reali;
- il sistema dell’informazione è reticente e manifesta la ferrea volontà di negare voce alla denuncia dei problemi ed alla proposizione delle soluzioni.
Constatato che l’iniziativa radicale è per tenere al centro dell’attenzione politica e del dibattito generale i seguenti temi principali del governo pratico dei problemi reali:
-La globalizzazione della democrazia e dei diritti delle persone
(chiamata in causa dalla guerra imminente e dal terrorismo internazionale, ma anche per l’impatto sui problemi dell’immigrazione e dell’economia nei prossimi anni)
-La libertà di cura e di ricerca scientifica
(essenziale per la salute ed il mantenimento della competitività economica e culturale)
-La libertà e la completezza dell’informazione (conoscere per deliberare è condizione necessaria alla democrazia)
-Il rispetto della legalità per la dignità delle istituzioni della democrazia parlamentare (nelle carceri dove la legge dispone la rieducazione, in Parlamento dove le leggi si fanno)
-Il fallimento delle leggi proibizioniste (non governano l’uso delle droghe e lo lasciano libero di fatto; arricchiscono la criminalità; rendono criminali i deboli ed i malati; riducono l’azione contro i reati veri che danneggiano i cittadini)
-Le riforme economiche (flessibilità nel mercato del lavoro, sistema pensioni, ricerca)
-Le riforme istituzionali (modello americano contro partitocrazia, contro neocorporativismo sindacale, contro burocrazia)
-L’autonomia e la responsabilità dei giudici in un sistema giudiziario reso efficiente (sia in campo penale che civile).
L’associazione per l’iniziativa radicale a Cremona,
nei suoi nove mesi di vita, ha assunto iniziative pubbliche su questi temi (tutti tranne l’ultimo).
Ritiene che :
Il nostro compito di laici liberali, liberisti e libertari è necessario; riconoscere questo ci priva della facoltà di ritenerlo impossibile; la nostra associazione intende svolgerlo comunque.
Il primo risultato é nel fatto che ci siamo ancora e cerchiamo il vostro sostegno e la vostra partecipazione.
L’obbiettivo è far crescere il numero di persone che si rendono conto di questa situazione, decidendo di impegnarsi in prima persona nel movimento radicale (Radicali Italiani, P.R. Transnazionale, associazioni collegate).
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Postato da marco_azzali Venerdì, 10 ottobre 2003 @ 07:26:20
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