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 Incontri e iniziative: CREMONA: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO ARTISTICO "ORA"

CONFERENZA STAMPA
PROMOSSA DALL'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI
E DALL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

VENERDI 3 FEBBRAIO - ORE 17.00
Sala Conferenze - Società Filodrammatici Cremonese
Piazza Filodrammatici 1 - Cremona

Interverranno:
MINA WELBY, Presidente Onorario Associazione Radicale Piero Welby e Co-Presidente Associazione Luca Coscioni
Dott. MARIO RICCIO, Consigliere Associazione Luca Coscioni e della Consulta di Bioetica di Milano
MARCO TURATI, Musicista, gruppo musicale Diskanto
SERGIO RAVELLI, Segretario dell’Associazione Radicale Piero Welby

Sarà presentato il progetto artistico "ORA-SULLA MIA VITA DECIDO IO! PER IL DIRITTO AL TESTAMENTO BIOLOGICO" con il contributo degli artisti che hanno voluto onorare la memoria della battaglia di Piero per il diritto a una morte "opportuna"

LA CONFERENZA STAMPA E' APERTA AL PUBBLICO

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 26 gennaio 2012 @ 16:30:07

 Incontri e iniziative: ASSEMBLEA ANNUALE DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

VENERDI 3 FEBBRAIO – ore 18.00
Sala conferenze - Società Filodrammatici Cremonese
Piazza Filodrammatici 1 – CREMONA

ASSEMBLEA ANNUALE
DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY

Interverrà:
MINA WELBY, presidente onorario
dell'Associazione radicale Piero Welby

Nel corso dell'assemblea verranno rinnovati gli incarichi di Presidente, Segretario e Tesoriere dell'associazione.

L'ASSEMBLEA E' APERTA A TUTTI

ALLE ORE 20
presso la taverna della Società Filoframmatici
CENA LAICA CON MINA WELBY

Avvertenza: per poter partecipare alla cena è necessario prenotarsi entro e non oltre martedi 31 gennaio, inviando una email a: sergio.ravelli@gmail.com

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 26 gennaio 2012 @ 16:17:02

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE SILENZIOSA DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA

TRIBUNALE INTASATO DAL CALCIO
RISCHIO PRESCRIZIONE PER TAMOIL
Ieri mattina la protesta dei Radicali: “l'inchiesta è finita nel
pallone”, ironizzano. “Chi pagherà i danni alla salute pubblica?”
(La Cronaca di Cremona del 20.1.2012)

“Inchiesta Tamoil a rischio prescrizione. Scommettiamo?”, “Stiamo aspettando dall'estate del 2007”, “L'inchiesta è finita nel pallone”, “Inchiesta scaccia inchiesta?” Tribunale al collasso, che fine farà l'inchiesta Tamoil?”. Se lo chiedono i Radicali cremonesi, che davanti a palazzo di giustizia hanno organizzato un altro sit-in di protesta sui tempi lunghi della giustizia, ed in particolare sull'inquinamento ambientale delle falde acquifere da parte della raffineria Tamoil. “Quello che vogliamo lanciare”, ha spiegato Sergio Ravelli, segretario dell'associazione radicale Piero Welby di Cremona, accompagnato dal presidente Ermanno de Rosa e dai rappresentanti dell'associazione Tommaso Caracappa e Rino Garioni, “è un ulteriore allarme di quanto il quadro generale sia preoccupante. Non abbiamo nulla contro il calcio scommesse, inchiesta che sta occupando molto il procuratore, ma temiamo che inchieste così complesse come il calcio e la Tamoil possano fare la stessa fine”. “Per chiudere l'inchiesta sulla raffineria”, hanno continuato Ravelli e de Rosa, “ci sono voluti quattro anni e mezzo, ed ora si apre un altro capitolo di incognite per quel che riguarda il procedimento penale. E' forte il rischio della prescrizione. Scommettiamo che nessuno pagherà per i danni all'ambiente e alla salute pubblica?”. I Radicali hanno diffuso un volantino con le tappe della vicenda, iniziata nel luglio del 2007 “in seguito ad un controllo delle acque di piscina delle società canottieri che si trovano tra la Tamoil e il fiume Po. In quell'occasione “viene riscontrato un grave inquinamento del sottosuolo provocato dagli sversamenti di idrocarburi convogliati nei decenni nel fiume. La falda superficiale risulta inquinata con valori anche duemila volte superiori a quelli consentiti”. Prende quindi avvio “la prima, seria indagine giudiziaria che vede coinvolti alcuni dei principali amministratori della raffineria. L'inchiesta madre, di fatto chiusa ma non ancora messa a ruolo, vede indagati cinque dirigenti Tamoil per i reati di inquinamento di acque, disastro doloso e pericolo di esplosione”. Ravelli e de Rosa hanno ricordato i dati diffusi dal procuratore generale della corte d'appello di Brescia nella relazione del 2011: “Sono 12.019 i procedimenti penali pendenti presso la Procura di Cremona, mentre quelli pendenti presso il Tribunale sono 2.346, ai quali vanno aggiunti 1.573 procedimenti civili pendenti. Senza considerare che la provincia di Cremona è sede di due circoscrizioni giudiziarie (Cremona e Crema), troppe piccole e che hanno urgenza di essere accorpate per ottenere le dimensioni necessarie per un giusto livello di efficienza”. Per i Radicali, le prospettive per l'inchiesta Tamoil e per le altre inchieste in corso non sono buone: “per comprendere la gravità della situazione è sufficiente riportare le dichiarazioni del procuratore Roberto di Martino alla stampa: - sono in grande difficoltà, tra poco mi dovrò occupare della strage di piazza della Loggia, siamo in una situazione di quasi abbandono. A maggior ragione adesso con l'indagine sul calcio scommesse non riusciamo a mandare avanti la procura”.

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 21 gennaio 2012 @ 15:03:31

 Rassegna stampa: MANIFESTAZIONE SILENZIOSA DAVANTI AL TRIBUNALE DI CREMONA

Sit-in dei Radicali davanti al palazzo di giustizia.
Ravelli: “I reati sono a rischio prescrizione e la procura è al collasso”
“TAMOIL, SCOMMETTIAMO CHE NESSUNO PAGHERA' I DANNI?”
(La Provincia di Cremona del 20.1.2012)

“L'inchiesta Tamoil è finita nel pallone”, “Stiamo aspettando dall'estate del 2007”, “Tribunale al collasso, che fine farà l'inchiesta?”. Undici di ieri, palazzo di giustizia. Il procuratore Roberto di Martino ha appena cominciato l'interrogatorio di Filippo Carobbio, il giocatore dello Spezia arrestato nell'ambito del calcio scommesse. Giù, in via dei Tribunali, davanti al palazzo di giustizia tornano i Radicali con i loro cartelloni gialli. Lanciano l'allarme: “Inchiesta Tamoil, stiamo aspettando dall'estate del 2007. Scommettiamo che nessuno pagherà per i danni all'ambiente e alla salute pubblica causati dalla Tamoil?”. Sergio Ravelli, leader dei Radicali, è preoccupato che “finiscano in prescrizione i reati” contestati “nell'inchiesta madre nata nel luglio 2007, a seguito di un controllo delle acque delle piscine delle società canottieri che si trovano tra Tamoil e il fiume, quando viene riscontrato un grave inquinamento del sottosuolo, provocato da sversamenti di idrocarburi convogliati, nei decenni, nel fiume. La falda superficiale risulta inquinata con valori anche duemila volte superiori a quelli consentiti”. Ravelli ricorda che “dal 2008 al 2011 sono state ben sette le interrogazioni parlamentari presentate sul caso Tamoil dal deputato radicale Maurizio Turco, a cui vanno aggiunte una proposta di legge per accorpare i tribunali di Cremona e Crema e una interrogazione parlamentare sulla carenza dei magistrati presso la procura di Cremona”. E “per comprendere la gravità della situazione” del pianeta giustizia cremonese, Ravelli si richiama alle dichiarazioni del procuratore di Martino del 9 gennaio scorso: “Sono in grande difficoltà, tra poco mi dovrò occupare del processo in corte d'assise d'appello sulla strage di Piazza della Loggia; siamo in un situazione di quasi abbandono; a maggior ragione adesso con l'indagine sul calcio scommesse non riusciamo a mandare avanti la procura”. Ravelli rilancia: “Quali prospettive per l'inchiesta Tamoil e per le altre indagini tuttora in corso?”.

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Postato da sergio_ravelli Venerdì, 20 gennaio 2012 @ 13:38:04

 Rassegna stampa: PETIZIONE POPOLARE: L'INCONTRO CON SINDACO E ASSESSORE

A GENNAIO LA COMMISSIONE SULL'ACCORDO TAMOIL
PROMESSA DI BORDI AI RADICALI
(La Cronaca del 30.12.2011)

Si è tenuto ieri mattina il previsto incontro fra Oreste Perri e i Radicali. Erano presenti, oltre al sindaco, l'assessore alle politiche ambientali Francesco Bordi e il capo gabinetto Walter Montini. La delegazione dei Radicali era composta da Sergio Ravelli e Gino Ruggeri, rispettivamente segretario e tesoriere dell'associazione radicale Piero Welby.
Nel corso dell'incontro gli esponenti radicali hanno illustrato i contenuti della petizione popolare “per un monitoraggio pubblico dell'accordo Tamoil e un'indagine sanitaria sulla salute della popolazione” depositata in data 22 dicembre. In relazione a due delle richieste contenute nella petizione (monitoraggio pubblico dell'accordo attraverso l'accesso on-line a tutti i documenti e a tutti i dati ambientali; iniziativa del sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, nei confronti degli organismi competenti per l'attuazione di un sistema permanente di indagine sanitaria mirata ai rischi specifici cui è esposta la popolazione) si è riscontrata la più ampia disponibilità dell'amministrazione comunale. Sulla terza richiesta contenuta nella petizione (attivazione di un organismo politico-istituzionale per la verifica costante degli impegni presi dalla Tamoil, in particolare sui tempi e le modalità della bonifica), l'assessore Bordi ha proposto che la Commissione consiliare permanente per le politiche ambientali diventi la sede aperta di confronto e di verifica periodica anche sulla problematica oggetto della petizione, annunciando la convocazione nel mese di gennaio della predetta Commissione avente un unico argomento all'ordine del giorno, l'accordo Tamoil. L'iter successivo della petizione popolare sarà quello previsto dall'art. 22 dello Statuto comunale.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 30 dicembre 2011 @ 11:58:15

 Rassegna stampa: BONIFICA TAMOIL: PETIZIONE AL SINDACO DI CREMONA


TAMOIL, SCATTA LA 'CASSA' PER 124
E I RADICALI INCONTRANO IL SINDACO
(La Provincia del 29.12.2011)

Giorni decisivi per i dipendenti Tamoil e il futuro assetto dell'area industriale. I 254 dipendenti sono suddivisi tra i 48 operativi al deposito e i 206 in cassa integrazione. Tra questi ultimi vengono conteggiati anche i 17 ricollocati nel gruppo. Quindi restano 189 persone. Tra esse, 124 hanno iniziato la cassa integrazione straordinaria ieri; 21 saranno in cassa dal primo gennaio, mentre 24 lavoreranno nella centrale fino ad aprile, per poi passare in cassa integrazione: altre venti persone lavoreranno fino a giugno. Dal prossimo luglio resteranno al lavoro soltanto i 48 al deposito. Intanto, mentre questa mattina, alle 10, una troupe Rai sarà tra i cassaintegrati ai cancelli, alla mezza ci sarà l'incontro tra il sindaco Oreste Perri e i responsabili dell'associazione radicale Piero Welby, che illustreranno i contenuti della petizione “per un monitoraggio pubblico dell'accordo”.

Postato da sergio_ravelli Giovedì, 29 dicembre 2011 @ 10:06:26

 Comunicati: BONIFICA TAMOIL: PETIZIONE AL SINDACO DI CREMONA

PER UN MONITORAGGIO PUBBLICO DELL'ACCORDO TAMOIL E
UN'INDAGINE SANITARIA SULLA SALUTE DELLA POPOLAZIONE
Depositate le firme sulla petizione popolare al Sindaco Oreste Perri

Cremona, 22.12.2011 - Sono state depositate all'Ufficio Protocollo del Comune le 123 firme di cittadini cremonesi raccolte in pochi giorni sulla petizione popolare al sindaco Oreste Perri. Si ricorda che la petizione è uno strumento di partecipazione democratica espressamente previsto dall'art. 22 dello Statuto comunale. Se sottoscritta da almeno 100 aventi diritto, viene inoltrata in forma scritta al sindaco che provvede a comunicare al suo primo sottoscrittore l'organo competente ad esaminarla e la data della sua trattazione entro quarantacinque giorni, trascorsi i quali ciascun sottoscrittore ha diritto di richiederne l'iscrizione all'ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio. La petizione, promossa dall'Associazione radicale Piero Welby, chiede al sindaco: a) di inserire nel sito internet del Comune di Cremona, nella pagina dell'Assessorato alle Politiche ambientali, l'oggetto “Monitoraggio pubblico dell'accordo Tamoil” per consentire l'accesso on-line a tutti i documenti e a tutti i dati relativi ai controlli ambientali, alle attività di bonifica interne ed esterne e alle attività industriali all'interno del sito; b) di attivare un organismo politico-istituzionale, aperto ai soggetti interessati, in grado di effettuare una verifica costante sugli impegni presi dall'azienda, in particolare, sui tempi e le modalità della bonifica; c) di richiamare, in qualità di autorità sanitaria locale, gli organismi competenti all’attuazione di un sistema permanente di indagine sanitaria mirata ai rischi specifici cui è esposta la popolazione.
I promotori dell'iniziativa, Ermanno de Rosa e Sergio Ravelli, rispettivamente presidente e segretario dell'associazione radicale Piero Welby, illustreranno i contenuti della petizione nel corso di un incontro con il sindaco Oreste Perri che si terrà la prossima settimana.

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Postato da sergio_ravelli Sabato, 24 dicembre 2011 @ 13:46:23

 Rassegna stampa: PRESENTAZIONE NAZIONALE DEL PROGETTO ARTISTICO "ORA"

UNA CANZONE PER WELBY
(La Repubblica del 21.12.2011)

Oggi ricorre il quinto anniversario della morte di Piergiorgio Welby, che molti italiani ricordano per la sua battaglia in nome della cosiddetta morte opportuna, e per il riconoscimento dell’eutanasia. Su questi temi le Associazioni Piero Welby e Luca Coscioni rilanciano la campagna per il diritto al testamento biologico e stamattina hanno presentato alcune proposte politiche. Tra le quali c’è la depenalizzazione del suicidio assistito, di attualità nelle scorse settimane, con la morte di Lucio Magri, uno dei fondatori del Manifesto, che aveva deciso di andare in Svizzera per suicidarsi, appunto assistito da un medico. Su questa scelta – non praticabile nel nostro Paese – si è scritto e detto molto, sia perché Magri era sì malato, ma di depressione (ed è stato lucido fino agli ultimi istanti della sua esistenza), sia perché la sua decisione, così forte, tragica, sconvolgente (anche per me, che ho fatto politica al gruppo del Manifesto fin dalla nascita, e con Magri avevo parlato di morte ai funerali di Aldo Natoli, poco più di un anno fa), ha riaperto la discussione su argomenti tabù, come appunto sono eutanasia e suicidio assistito.
Secondo me i radicali fanno bene a tenere viva l’attenzione su argomenti così delicati e sensibili, ma credo che in una fase di governo tecnico, impegnato ad affrontare la grave crisi economica, sia difficile coinvolgere il Parlamento in un confronto legislativo. Tuttavia è importante che il dibattito prosegua anche fuori delle aule istituzionali. Personalmente se sono straconvinto della necessità e dell’urgenza del testamento biologico, ho qualche dubbio sul resto. Però nel momento in cui affermo che sulla mia vita decido io, anche eutanasia e suicidio assistito rientrano nel diritto all’autodeterminazione. Comunque stamattina le associazioni hanno presentato “ORA”, un Dvd che contiene disegni e una canzone dei Diskanto dedicata a Welby. Ma “ORA” è anche un progetto artistico che vuole essere di sostegno al Testamento biologico, alla libertà di ricerca scientifica sulle cellule staminali e per il diritto ad un fine vita scelto, consapevole e dignitoso. Ecco, un’ultima riflessione: se c’è una persona che vuole dire basta alla propria esistenza, deve essere messa in condizione di poterlo fare, senza doversi sentire in colpa, senza dover penare per mesi (insieme alla famiglia), o per anni come è stato per Welby, solo perché qualcuno ti impone che tu continui a soffrire attaccato a dei tubi che ti fanno respirare e ti nutrono. Tra l’altro, l’accanimento terapeutico sanziona di per sé che una persona che lo subisce non sta più vivendo, ma sopravvivendo artificialmente. Perciò il testamento biologico – firmato in scienza e coscienza dal paziente – dovrebbe essere automatico. Tornando al “pezzo” dei Diskanto, chi vuole ascoltare la traccia audio della canzone la può scaricare gratis dal sito www.diskanto.com
(Guglielmo Pepe)

Postato da sergio_ravelli Sabato, 24 dicembre 2011 @ 13:44:24

 Incontri e iniziative: PRESENTAZIONE NAZIONALE DEL PROGETTO ARTISTICO "ORA"

Martedì 20 dicembre, alle ore 11.30
presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati
Via della Missione 4, Roma

si terrà una conferenza stampa, in occasione del quinto anniversario della morte di
Piero Welby avvenuta il 20 dicembre 2006, promossa dall’ASSOCIAZIONE
RADICALE PIERO WELBY e dall'ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI

Interverranno:
MINA WELBY, Presidente Onorario Associazione Radicale Piero Welby e Co-Presidente Associazione Luca Coscioni
MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI, Deputata Radicale e Presidente Onorario Associazione Luca Coscioni
SERGIO RAVELLI, Segretario dell’Associazione Radicale Piero Welby
Dott. MARIO RICCIO, Consigliere Associazione Luca Coscioni e della Consulta di Bioetica di Milano
MARCO TURATI, Musicista, gruppo musicale Diskanto

Sarà presentato il progetto artistico "ORA-SULLA MIA VITA DECIDO IO! PER IL DIRITTO AL TESTAMENTO BIOLOGICO" con il contributo
degli artisti che hanno voluto onorare la memoria della battaglia di Piero per l'eutanasia legale e il diritto a una morte "opportuna"

Postato da sergio_ravelli Sabato, 17 dicembre 2011 @ 15:03:12

 Comunicati: CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO

DEMBA TRAORE ELETTO SEGRETARIO
del PARTITO RADICALE TRANSNAZIONALE
(La Cronaca del 13.12.2011)

L'avvocato Demba Traore, già deputato del Mali e da anni iscritto radicale nel suo paese, è il nuovo Segretario del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. Traore è stato eletto a larghissima maggioranza dal 39° Congresso del PRNTT che si è concluso ieri a Roma e al quale hanno partecipato circa 700 persone provenienti da 45 paesi diversi. Sergio Stanzani è stato eletto Presidente d'Onore, Maurizio Turco Tesoriere.
A lanciare la candidatura di Demba Traore è stato Marco Pannella. Nato a Markala il 29 agosto 1972, sposato con quattro figli, Demba Traore è avvocato dal 1995. E' stato parlamentare dell'assemblea nazionale del Mali dal 2002 al 2007, ricoprendo la carica di presidente della commissione giustizia e di giudice presso l'Alta corte di giustizia competente su reati ministeriali e del presidente della Repubblica. Attualmente ricopre l'incarico di responsabile per le relazioni esterne ed istituzionali del Partito dell'Unione per la Repubblica e la Democrazia che rappresenta la seconda forza politica del Mali. E' stato inoltre relatore della commissione di revisione della legge elettorale e in qualità di avvocato ha vinto cause presso la Corte Suprema in materia di brogli elettorali che hanno avuto come esito l'annullamento di una serie di elezioni amministrative. Da anni è impegnato in campagne sociali e umanitarie, a partire da quella contro le mutilazioni genitali femminili e la pena di morte, e a favore dell'assistenza all'infanzia. E' membro del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito dal 2003.
"Sono molto commosso per la fiducia che è stata riposta in me e consapevole della grande responsabilità di questo incarico. Sono un convinto militante dei diritti umani e sui diritti umani questo Congresso detto parole importantissime. Adesso la priorità è tradurle in fatti e il Partito Radicale ha già ampiamente dimostrato di saperlo fare, ad esempio con la campagna contro la pena di morte e le mutilazioni genitali femminili", ha dichiarato Demba Traore a Radio Radicale dopo la sua elezione a Segretario del PRNTT.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 12 dicembre 2011 @ 15:00:37

 Rassegna stampa: BONIFICA TAMOIL: PETIZIONE AL SINDACO DI CREMONA


ACCORDO TAMOIL E INDAGINE SANITARIA
PETIZIONE DEI RADICALI
Da domani banchetto in corso Campi
Sarà anche distribuito un maxi-manifesto
(La Provincia del 6.12.2011)

Per un monitoraggio pubblico dell'accordo Tamoil e un'indagine sanitaria sulla salute della popolazione, da mercoledì, in corso Campi (lato farmacia), dalle 9,30 alle 12,30, si svolgerà la raccolta delle firme sulla petizione popolare al sindaco Perri promossa dall'associazione radicale Piero Welby. In particolare, l'associazione chiede di “inserire nel sito internet del Comune di Cremona , nella pagina dell'Assessorato alle Politiche ambientali, l'oggetto 'Monitoraggio pubblico dell'accordo Tamoil' per consentire l'accesso on-line a tutti i documenti (a partire dal testo integrale dell'accordo) e a tutti i dati relativi ai controlli ambientali, alle attività di bonifica interne ed esterne e alle attività industriali all'interno del sito. Chiede di “attivare un organismo politico-istituzionale, aperto ai soggetti interessati, in grado di effettuare una verifica costante sugli impegni presi dall'azienda, in particolare, sui tempi e le modalità della bonifica” e di richiamare, in qualità di autorità sanitaria locale, gli organismi competenti per l’attuazione di un sistema permanente di indagine sanitaria mirata ai rischi specifici cui è esposta la popolazione”.
Presso il banchetto sarà anche in distribuzione il maxi-manifesto 'Tamoil: una storia inquinata – cronistoria di una lotta radicale a Cremona'.

Postato da sergio_ravelli Mercoledì, 07 dicembre 2011 @ 14:30:55

 Documenti: CONGRESSO DEL PARTITO RADICALE NONVIOLENTO, TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO

PERCHE' ISCRIVERSI AL PARTITO RADICALE (PRNTT)?

Cosa hanno in comune il Presidente della Giunta regionale di Basilicata Vito De Filippo, il capogruppo del Psi in Consiglio regionale Rocco Vita, Antonio Flovilla, vice-coordinatore regionale dell’Udc, e Giuseppe Maria de Bellis, coordinatore regionale del MPA? Cosa li unisce e ci unisce? Loro, io, noi, siamo tutti “azionisti” del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito. Probabilmente, per chi è assuefatto alle pratiche della realpolitik, il PR è una sorta di utopia, ma di certo il PR è fatto di persone che non vogliono smettere di sognare un mondo nuovo, altro. In quella tessera, dove campeggia l’immagine di Gandhi, disegnata con la parola “Partito Radicale” scritta in oltre 50 lingue, vive l’I have a dream del reverendo Martin Luther King. Albert Camus ha scritto: “Il fine giustifica i mezzi? È possibile. Ma chi giustificherà il fine? A questa domanda che il pensiero lascia in sospeso, la rivolta risponde: i mezzi”. Ecco il Prntt è il partito di chi pensa che sono i mezzi a giustificare il fine e non viceversa. Il PRNTT è il partito di chi pensa che occorre passare dalla “legge della forza alla forza della legge”. Spesso abbiamo ripetuto nella nostra storia “o lo scegli o lo sciogli”, e nel 1993 in oltre 30.000 scelsero di scegliere il PR, di dargli forza. Oltre 30.000 uomini e donne trovarono una buona ragione per iscriversi al partito che ha nella propria ragione sociale la promozione dei diritti civili e politici, la difesa dei diritti umani. In oltre 30.000 si iscrissero al Partito che afferma che occorre destabilizzare i dittatori e i regimi colpendoli con le armi della nonviolenza, al partito che vorrebbe far nascere una “Comunità della e delle democrazia”, al partito dei Montagnard e del manifesto appello firmato nel 1981 da 140 premi nobel. Un manifesto in cui si leggeva: “Occorre ribellarsi contro il falso realismo che induce a rassegnarsi come a una fatalità a quel che invece appartiene alla responsabilità della politica e al ‘disordine stabilito’. Occorre realisticamente lottare perché il possibile sia realizzato e non consumato, forse per sempre.” In quel non remoto 1993, scrivevamo:
ci si iscrive per adottare politicamente, a distanza, cittadini di paesi in cui la libertà è soffocata, la povertà è soffocante, l’intolleranza e l’avversione civile insidiano la socievolezza e la dolcezza del vivere;
ci si iscrive perché gli stati del mondo siano liberati dalla pena di uccidere in nome della legge e dei popoli;
ci si iscrive perché si ha paura e si vuole avere fiducia. Perché si vede la minaccia e la promessa dei tempi.
Il partito radicale è un partito che non è partito, a confronto di partiti che sono di volta in volta chiesa, stato, famiglia, nicchia e setta, e hanno usurpato la nobiltà possibile di una politica volta a perseguire l’intelligenza delle cose. Negli atti del 36° congresso del Partito Radicale è scritto: “Alla realtà transnazionale del partito è necessario che corrisponda quella transpartitica; l’appello che si rivolge ai democratici – i quali, è naturale, per l’ambito nazionale si scelgono strumenti e sedi diverse di azione politica – è di essere “anche” radicali, non “solo” radicali”. Il PR in effetti è un Partito non concorrente di nessun altro, soprattutto rispetto a partiti nazionali. I suoi obiettivi sono assolutamente diversi: è un partito di ideali, di progetti e di battaglie, non un partito elettorale e di potere. E’ insomma una libera associazione di persone che intende perseguire obiettivi di diritti umani e di democrazia oltre le frontiere, oltre i partiti, oltre i confini della politica tradizionale. Proprio per questo fine il PR non partecipa, in quanto tale, ad alcuna competizione elettorale. I suoi militanti sono evidentemente liberi di candidarsi in qualsiasi lista elettorale o di costituirla”.
Noi diamo il benvenuto agli esponenti della politica lucana che hanno sottoscritto questa tessera ed esprimiamo l’auspicio che tanti altri decidano di farlo nelle prossime ore e nelle ore che ci separano dal 39° congresso. Maurizio Bolognetti (Direzione nazionale Radicali Italiani e consigliere Assoc. Luca Coscioni)

Per ascoltare l'assemblea precongressuale tenutasi a Piacenza il 26.11.2011 copia il seguente link: http://www.radioradicale.it/scheda/340745/verso-la-seconda-sessione-del-39-congresso-del-partito-radicale-nonviolento

Postato da sergio_ravelli Domenica, 04 dicembre 2011 @ 14:39:19

 Rassegna stampa: TAMOIL: CONFERENZA STAMPA DEL DEPUTATO RADICALE MAURIZIO TURCO


TAMOIL, RADICALI ALL'ATTACCO
“L'ACCORDO GIA' DISATTESO”
(La Provincia di Cremona del 28.11.2011)

La diffusione di un documento ha coronato l'assemblea sulla bonifica Tamoil convocata sabato scorso dai Radicali. Nella nota diffusa da Sergio Ravelli si parla di una valutazione complessiva e si parte dall'accordo del 1° aprile 2011: “il cronoprogramma previsto dall'accordo è già stato disatteso nella tempistica relativa sia alla cessazione della raffinazione (entro maggio 2011) che alle attività di messa in sicurezza dell'impianto (entro agosto 2011)”. Quanto alla bonifica delle aree esterne: “non si può parlare di una vera e propria bonifica ma di un intervento di 'ripristino ambientale' per il quale manca una precisa definizione dei fini e delle procedure di verifica”. Il terzo punto riguarda il polo logistico: “E' fondamentale conoscere le condizioni di sicurezza di tutti i serbatoi, oramai vetusti, affinché solo quelli in condizioni accettabili siano destinati al deposito del carburante”. Quanto a trasparenza e accesso a documenti e dati ambientali, “è necessario che il Comune metta a disposizione tutti i dati relativi all'analisi del rischio, la caratterizzazione del sito e i controlli ambientali”. Per l'osservatorio, invece, “serve un organismo politico-istituzionale, aperto ai soggetti interessati anche se privi dei rappresentanza istituzionale, in gradi di effettuare una verifica costante”.
Da sabato prossimo, con i tavoli presso il mercato, prenderà il via la raccolta delle firme dei Radicali su una petizione popolare al sindaco per l'inserimento sul sito internet del Comune di un link specifico relativo alla questione Tamoil.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 28 novembre 2011 @ 15:22:05

 Rassegna stampa: TAMOIL: CONFERENZA STAMPA DEL DEPUTATO RADICALE MAURIZIO TURCO

IN UN POSTER, LA STORIA DELLA TAMOIL
(La Cronaca di Cremona del 27.11.2011)

“Una storia inquinata” durata parecchi decenni, quella della Tamoil a Cremona, che oggi si può raccontare anche attraverso i molti articoli comparsi sulla stampa locale. Articoli collazionati da Ravelli e confluiti in un maximanifesto che sarà distribuito alla cittadinanza. Una storia che racconta degli inquinamenti, delle vicende giudiziarie, delle numerose iniziative - comprese diverse interrogazioni parlamentari - portate avanti dai radicali, ma anche di particolari che a tanti anni di distanza possono apparire curiosi.
Si parte da lontano, precisamente dal 1968. Con un titolo a caratteri cubitali, sul quotidiano “La Provincia”, Cremona diventa “una piccola capitale del Petrolio”. E fa sorridere, oggi, leggere che “Sulle rive del Po” c’è “un’argentea città dalle torri metalliche”. Nel maggio del ’76, si titola invece che “Sugli inquinamenti dell’A- moco è stata aperta una nuova indagine”. Nel novembre del 1978, una sentenza del Pretore dice che “L’Amoco non inquina”. Qualche anno prima, intanto, la sezione locale di Italia Nostra si era profusa in inascoltate denunce, mentre Armando Canuti, direttore del Servizio di igiene e profilassi, incaricato delle analisi delle acque, veniva “inda- gato e costretto a un anno di aspettativa”, si legge nel commento dei radicali. Nel 1978, “abbandonato da tutti”, Canuti si dimette da con- sigliere comunale. “Da allora non si è più indagato seriamente su ciò che accadeva alla Tamoil”, scrivono i radicali a margine degli articoli. Nel 1983 la raffineria passa di mano: l’Amoco finisce nella mani del colonnello Gheddafi e fa ora parte della Tamoil Italia. Novembre del 1985, quasi all’unanimità (uno schieramento che va dal Pci al Msi), il consiglio comunale di Cremona approva l’ordine del giorno relativo alla ripresa dell’attività della raffineria, con l’unico voto contrario della radicale e consigliera verde Elena Ginestri. “La grande ammucchiata dei partiti cremonesi si genuflette a Gheddafi”, scrivono i radicali, mentre “un fiume di denaro libico, sotto forma di sponsorizzazioni Tamoil, si riversa sulla città di Cremona”. La consigliera verde si dimette dal consiglio e, “nell’omertà generale si giunge ai giorni nostri”. Si arriva, in particolare, al luglio 2007 quando, a seguito di un controllo delle piscine delle canottieri, viene riscontrato un grave inquinamento del sottosuolo: il disastro ecologico esce allo scoperto, iniziano le indagini giudiziarie, ma si prevedono tempi lunghi.
Il 12 novembre 2010 segna “l’inizio della fine” della storia della raffineria a Cremona: la società Tamoil comunica alle organizzazioni sindacali la decisione di cessare le attività di raffinazione. (ser. man.)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 28 novembre 2011 @ 14:51:50

 Rassegna stampa: TAMOIL: CONFERENZA STAMPA DEL DEPUTATO RADICALE MAURIZIO TURCO

TAMOIL: 40 ANNI DI SILENZI E DI VERITA'
TACIUTE, NASCOSTE AI CITTADINI
(La Cronaca di Cremona del 27.11.2011)

Quarant’anni di silenzi, di verità non dette, di fatti - anche gravi - di cui la cittadinanza è stata sistematicamente tenuta all’oscuro. Un “silenzio assordante” - come si direbbe oggi con l’efficace formula del ben noto ossimoro - che uccide la democrazia. E’ questo il succo della conferenza organizzata ieri mattina dall’associazione radicale Piero Welby, dal titolo “Tamoil: una storia inquinata, anche dopo la bonifica?”. L’incontro, tenuto presso la Società Filodrammatici Cremonese, ha preso le mosse dalla presentazione di un grande manifesto che ripercorre le vicende della raffineria di Cremona, fin dal lontano 1968, attraverso gli articoli comparsi sulla stampa locale. Un maxiposter di oltre un metro, stampato fronte e retro, con una trentina di titoli e stralci di articoli che, in sequenza cronologica, riprendono le vicende più salienti della raffineria e delle battaglie condotte dai radicali contro gli inquinamenti e i silenzi che hanno caratterizzato la storia della Tamoil a Cremona.
Seduti al tavolo dei relatori, Sergio Ravelli, “storico” radicale cremonese, Maurizio Turco, deputato radicale, Ermanno De Rosa, presidente dell’associazione Piero Welby e il geologo ed esperto in bonifiche Gianni Porto, a sua volta militante radicale. Uno sguardo al passato, dunque, quello remoto e quello recente dello stabilimento petrolifero cremonese, ma anche al presente e al futuro...
"Dal punto di vista ambientale, la vicenda Tamoil rappresenta una sconfitta - ha sottolineato con forza De Rosa -. E’ fondamentale che da oggi in poi si usi il giusto metodo, nell’informare i cittadini. Uno dei silenzi mantenuti fino ad ora è quello sull’indagine sanitaria della popolazione. Non è accettabile che non ci un’indagine sulle malattie potenzialmente connesse all’inquinamento causato dalla raffineria”. (ser. man.)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 28 novembre 2011 @ 14:46:42

 Documenti: ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELL'ASSOCIAZIONE RADICALE PIERO WELBY


LA MOZIONE GENERALE APPROVATA ALL'UNANIMITA'

L'assemblea straordinaria dell'Associazione radicale Piero Welby riunita a Cremona il 24 novembre 2011 udite le relazioni introduttive del presidente, del segretario e del tesoriere le approva;
RITIENE di dover esprimere in ordine allo stato dell'associazione le seguenti valutazioni: a) per quanto riguarda l'iniziativa politica il giudizio è positivo, sia per la quantità che la qualità delle iniziative promosse nel corso dell'anno; b) per quanto riguarda invece la capacità di aggregazione di nuove forze (iscritti e aderenti), di autofinanziamento e di rafforzamento del Partito Radicale e dei suoi soggetti costituenti, il giudizio è negativo. Lo dimostrano i dati forniti dal tesoriere relativi alla progressiva diminuzione degli iscritti/aderenti e dell'autofinanziamento.
Questa situazione sembra riflettere fedelmente quella Radicale nazionale considerando nell’insieme la cosiddetta Galassia. Per questa come per noi, ci sembra quindi naturale un ripensamento. E per mantenere dritta la mira sugli obbiettivi dell’iniziativa politica, riteniamo che sia naturale adottare i mezzi adatti a quel fine. Il soggetto politico essenziale in un momento come questo è il Partito Radicale in quanto Transnazionale ed in quanto Transpartito. La globalizzazione e l’arretramento dell’Europa prospettano l’orizzonte transnazionale, il rischio di scomparire impone la carta transpartitica della doppia tessera. Attenzione ai diritti, razionalità e concentrazione sull’essenziale, sono nella storia della nostra associazione soprattutto nelle vicende che ci hanno portato ad intitolarla a Piergiorgio Welby. Proprio per onorarne al meglio la memoria, vogliamo continuare nell'esercizio di queste virtù. Continueremo a determinare il livello della nostra azione, secondo le circostanze e le risorse disponibili. Continueremo quindi ad essere una associazione non tematica e non topograficamente territoriale, ma sempre estensione dell'iniziativa radicale nel territorio.
Per questi motivi l'Assemblea straordinaria
DELIBERA la modifica degli artt. 1,2 e correlati e la soppressione dell'art. 3 dello Statuto, così come specificato nel documento allegato. Attraverso tali modifiche l'Associazione radicale Piero Welby intende diventare a tutti gli effetti un'associazione di iscritti al Partito Radicale - così come configurata dall'art. 3 dello Statuto del Partito Radicale - e pertanto non più riconducibile all'interno del movimento Radicali Italiani.
CONVOCA un'assemblea pubblica dell'associazione, allargata anche ad esponenti dei diversi schieramenti politici, da tenersi entro 60 giorni. Il tempo che ci prendiamo si rende necessario per poter avviare al meglio e da subito la campagna d'iscrizione al Partito Radicale transnazionale e transpartito.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 25 novembre 2011 @ 14:11:45

 Rassegna stampa: LA VISITA DI RITA BERNARDINI AL CARCERE DI CREMONA

LA REPLICA AGLI INSULTI DELLA BINDI
DA BERNARDINI UNA BORDATA AL PD
“LI' DECIDONO I DEPUTATI-MAGISTRATI”
(La Provincia di Cremona del 16.10.2011)

“La gran parte dei deputati del Partito democratico, il settanta per cento, ha firmato il nostro documento sulla giustizia. Noi puntiamo sull'amnistia. Però ai vertici del Pd prevale la linea dei pm-deputati: sono schiacciati sulle posizioni dell'Associazione nazionale magistrati (Anm), che è un altro partito. E questo è un problema serio” A bordata risponde bordata. Rita Bernardini, uno dei sei deputati radicali eletti nelle liste del Pd, è al trentunesimo giorno di sciopero della fame (deciso, con Marco Pannella, per stigmatizzare proprio il degrado delle carceri) eppure snocciola frasi secche con un bel piglio. L'eloquio è tagliente. Alla mezza di ieri, all'uscita della casa circondariale di via Cà del Ferro, non s'è ancora tolta dalla testa gli insulti al veleno (stronzi”) indirizzati a lei e agli altri deputati radicali dal vice presidente della Camera Rosi Bindi (Pd) per aver partecipato, venerdì scorso, alla prima chiama del voto di fiducia al governo (hanno votato contro) disertata dagli altri deputati di opposizione, che poi hanno votato (contro) alla seconda chiama. Un attacco che ha lasciato molti a bocca aperta, quello di Rosi Bindi. In effetti un trattamento del genere non è stato riservato neppure a Paola Binetti, la parlamentare teodem (ora nell'Udc) che a suo tempo ha votato contro la propria maggioranza di centrosinistra. Forse i trascorsi scudocrociati sono un collante più forte di quel che si possa immaginare, fa capire Ermanno de Rosa, che, di fronte al cancello del carcere, ribadisce: “I radicali non sono mai stati né saranno mai dei cattocomunisti”). “Bindi ha voluto offenderci. Noi abbiamo la nostra storia e siamo abituati alla lotta politica. Per le nostre scelte – prosegue Bernardini – siamo rimasti dieci anni fuori dal Parlamento. Ora ci siamo tornati, anche se il Pd ha concesso all'Italia dei Valori la lista collegata a noi negata. Noi abbiamo sempre votato contro il governo Berlusconi. Due deputati eletti nel Pd e altrettanti dell'Idv, invece, sono passati dall'altra parte: quattro voti che pesano”. L'obiettivo di Bernardini sono i vertici del Pd. Altri radicali dicono “oligarchia”. E la cartina di tornasole è proprio il tema delle carceri, finito nell'agenda politica proprio grazie alla mobilitazione dei Radicali. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è arrivato a parlare di “assillante emergenza”. “Più di un anno fa – prosegue Bernardini – abbiamo partecipato a una riunione con il Pd e sono venute fuori molte cose. Abbiamo anche raccolto una impegno del Pd sulle carceri. Poi, però, ci hanno ignorato e noi ci siamo autosospesi. Dopo un mio sciopero della fame sul degrado delle carceri, l'allora guardasigilli Angelino Alfano ha presentato un decreto legge, ben congegnato, che prevedeva la concessione dei 'domiciliari' nell'ultimo anno di pena. Fra i miei oppositori in commissione ci sono stati gli esponenti del Pd: prima hanno rifiutato la sede legislativa, poi, con i loro emendamenti, hanno svuotato il decreto svuota-carceri. Morale: dai 14mila detenuti che dovevano uscire ne sono stati messi ai domiciliari soltanto tremila. Non hanno neanche supportato il mio progetto di legge sulla possibilità di visite ispettive nelle carceri da parte di sindaci e presidenti di provincia” (g.gugl.)

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 21 ottobre 2011 @ 16:53:34

 Rassegna stampa: LA VISITA DI RITA BERNARDINI AL CARCERE DI CREMONA

CELLE STRAPIENE, POCHI AGENTI
“CA' DEL FERRO: SEMPRE PEGGIO”
(La Provincia di Cremona del 16.10.2011)

“In questi anni ho visitato centoventi carceri italiane. Nella Casa circondariale di Cremona la situazione è decente, ma siamo ai limiti. La capienza regolamentare viene modificata con decreto, un po' come avveniva con l'acqua: si alza il livello di atrazina consentito per poter dire che è potabile”. Parla con voce rauca e forte, Rita Bernardini, il deputato radicale che alla mezza di ieri ha appena varcato il cancello del carcere di via Cà del Ferro al termine delle quasi tre ore di visita ispettiva condotta insieme a Sergio Ravelli, storico esponente radicale cremonese, segretario dell'Associazione Piero Welby, e ad Agostino Tonarelli, medico, responsabile provinciale del forum del terzo settore. Ravelli ha annotato tutti i dati su un foglio. Ora a Cà del Ferro gli agenti effettivi sono 136 a fronte dei 195 in pianta organica. I detenuti sono 370, di cui 206 stranieri (il 55%). Quelli con condanna definitiva sono 192. I detenuti in attesa di giustizia sono 177: le statistiche dicono che metà di loro sarà dichiarata innocente. “In Europa la percentuale dei detenuti in attesa di giudizio è del 20%. In Italia è al 42%. Era la mia prima visita nel carcere di Cremona. In quasi tutte le celle – prosegue Bernardini – abbiamo trovato due detenuti (“Sono locali da dodici metri quadrati pensati per una sola persona”, chiarisce Ravelli). Da tempo, però, si rende necessario il terzo letto, tolto durante il giorno, perchè il numero dei detenuti aumenta. La situazione tiene – continua il deputato radicale – grazie alla notevole professionalità degli agenti. Oggi abbiamo incontrato il commissario Maria Teresa Filippone. Appartiene all'ultima generazione di responsabili delle polizia penitenziaria: hanno un ottimo rapporto con i reclusi, che è fondamentale. Qui i detenuti hanno due ore d'aria al mattino e due ore d'aria il pomeriggio. E' prevista 'socialità' (frequenza di salette comuni e di altre celle ndr) dalle 16.30 alle 19.30. Niente a che vedere con carceri nelle quali abbiamo trovato detenuti costretti a restare venti ore filate nelle celle. Sono trattamenti disumani e degradanti. Talvolta sconfinano nella tortura. Oltre al sovraffollamento – prosegue Bernardini – c'è il problema degli agenti, che sono drammaticamente sotto organico. Le altre cose che non vanno? C'è stata una progressiva diminuzione delle attività lavorative. E' stata chiusa la falegnameria. Ci sono state interruzioni nei rapporti con il volontariato mentre per scuola e biblioteca si può fare di più. Un punto debole sono i farmaci: abbiamo verificato che ne mancano alcuni salvavita e antiepilettici”. Ravelli allunga una pagina de La Provincia del novembre 1976. Un titolo annuncia la mobilitazione dei quattro deputati radicali sul fronte carceri e giustizia. Un'occhiata a quel foglio e la sensazione di vivere in un tempo curvo passa all'unisono per la testa di tutti. “Al tempo abbiamo lottato e strappato molte cose. Oggi – conclude Bernardini – non ci sono più rivolte oltre le sbarre: la comunità carceraria è più matura e consapevole. Far prevalere i diritti umani è possibile”. Giacomo Guglielmone

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 21 ottobre 2011 @ 16:50:09

 Documenti: IL VIDEO DELLA CANZONE DEI DISKANTO DEDICATA A PIERO WELBY

IL TESTO DELLA CANZONE DEDICATA ALLA
BATTAGLIA CIVILE DI PIERGIORGIO WELBY

ORA

Ora, che a rincorrere il vento
è rimasto un sospiro soltanto.
Ora, che anche il mare che ho dentro
è una goccia che scende per me
che sono un sole spento.
Oltre la dignità della speranza.
Oltre la libertà di farne senza.

Qui. Inesorabilmente prigioniero di me
senza un perché non vivo più.
E ancora. Mi date tempo ancora.
Crocifisso qui un anno, un giorno o un'ora.
(Ora), che anche al sogno più lento
non rimane che un solo momento.
Oltre la dignità non c'è speranza.
Oltre la libertà solo violenza.
Qui. Inesorabilmente.

Ora che il mio sguardo più intenso
non da voce all'attesa
di chi non sa trovare un senso.
Alimentando l'idea di un'insana magia
per volare via.
Lontano, fuori di me.
Senza più forma né tempo
io torno da te.
Per mano, volando più su.
Nutrimi ancora di sogni almeno tu.
E plano sul vento che va.
Salgo più in alto bruciando di libertà.

DISKANTO - rock band
per vedere il video cliccare il link: www.radioradicale.it/scheda/336552

Postato da sergio_ravelli Martedì, 04 ottobre 2011 @ 13:32:12

 Rassegna stampa: ARTICOLO DI VALTER VECELLIO SU "LA CRONACA" DI CREMONA

CONCORDATO. APPELLO AI CREDENTI E NON CREDENTI
(La Cronaca di Cremona del 20.9.2011)

Ci si augura che il 20 settembre non sia lasciato passare senza un’energica mobilitazione della coscienza e della volontà popolare. Ci si augura che a partire dalle manifestazioni e dalla mobilitazione organizzata dai radicali parta un anno di lotta contro il Concordato. Mobilitazione e lotta contro il Concordato clerico-fascista del 1929; e la sua “revisione” nato dalle sciagurate trattative di Bettino Craxi e Gennaro Acquaviva. In Italia da sempre il nuovo potere sente il bisogno, avverte l’esigenza di consolidarsi, raggiungendo compromessi con il Vaticano: è stato così per i governi giolittiani con il “patto Gentiloni”, per il regime fascista con i Patti Lateranensi del 1929, per il regime democristiano con l’articolo 7; è avvenuto con la “revisione”, operazione restauratrice del potere concordatario, e poi con i “favori” e i privilegi assicurati e garantiti da Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Oggi come sempre il prezzo di queste operazioni è pagato dai cittadini, dai veri credenti, dai religiosi e dai laici del dissenso, cioè da quelle maggioranze della società civile e della comunità religiosa che non si identificano con il potere, e da quanti credono che Chiesa e Repubblica, politica e religione, debbano essere altro che potere, o non debbano essere solo potere. Per capire in cosa consiste questa “intesa” con il Vaticano è sufficiente leggere i documenti della Conferenza Episcopale sulla necessità di assicurare finanziamenti alle scuole materne religiose. Questo mentre ogni giorno giungono notizie di sacerdoti allontanati dalle loro chiese per delitti d’opinione, di credenti emarginati dalla Chiesa ufficiale per la loro fede, di gruppi cristiani messi in condizione di non poter proseguire la loro opera. Il rispetto per la coscienza religiosa è prima di ogni altra cosa rispetto ed attenzione per l’altra Chiesa, la Chiesa della ricerca e dell’inquietudine cristiana. Tutto il resto non è rispetto per i credenti, ma solo rispetto umano verso la gerarchia, acquiescenza verso il Potere, rinuncia all’identità storica della sinistra. Antonio Gramsci era rispettosissimo verso i credenti, ma ciò non gli impediva di condurre un’aspra polemica anticoncordataria che deve essere ripresa, che non può essere accantonata. Oggi, tanto più vigorosamente in quanto la crisi economica che attraverso il paese fa toccare con mano non solo la pericolosità (e l’onerosità) delle trattative concordataria per la libertà e per i diritti civili, ma pure i suoi effetti negativi per la collettività, che si vede depauperata dagli ingenti contributi economici dello Stato agli Enti ecclesiastici, dagli illeciti aiuti finanziari alle scuole cattoliche, dalle indecenti agevolazioni ed esenzioni tributarie di cui godono i gruppi clericali. Per questo i radicali inviano oggi come sempre, tutti i cittadini, credenti e non credenti, i cattolici, i credenti in altre religioni, i laici e i riformatori, a partecipare alle manifestazioni e alla mobilitazione anticoncordatarie. Bisogna imporre a una classe dirigente, timida ed esitante di accantonare una politica di mantenimento del Concordato, che si risolve in ignobili truffe, e procedere all’abrogazione dei Patti Lateranensi, adeguandosi a una linea che è propria di tutti i paesi civili, che l’Italia aveva assunta cent’anni fa e che il fascismo, la Democrazia Cristiana, i partiti del regime partitocratico, hanno poi vertiginosamente abbandonata, per chiedere l’appoggio del vertice vaticano per le loro politiche spartitorie di potere. Valter Vecellio

Postato da sergio_ravelli Martedì, 20 settembre 2011 @ 12:59:05

 Rassegna stampa: ACCORPAMENTO DEI TRIBUNALI DI CREMA E CREMONA

SUI TRIBUNALI INUTILI CAMPANILISMI
(La Cronaca del 23.8.2011)

La nuova mappa dei tribunali italiani, allo studio del neo ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma, che salva solo chi ha in carico più di 15 giudici e fa eccezione solo per i tribunali che sorgono nei capoluoghi di provincia, non può sorprendere o scandalizzare nessuno. Da oltre 20 anni studi e pareri resi dal Consiglio Superiore della Magistratura evidenziano come la pianta organica ottimale per ciascun tribunale deve prevedere almeno 20 magistrati addetti, limite considerato minimo indispensabile per una conduzione dei compiti istituzionali efficiente e al riparo di aleatorietà circa la disponibilità di personale. Aleatorietà che sono inevitabili negli uffici con organici troppo piccoli. In particolare, con la Risoluzione del 13 gennaio 2010 il CSM “ritiene prioritario ed indispensabile segnalare al Ministro della Giustizia la necessità, non più procrastinabile, di procedere alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie, sottolineando come l'efficienza e la funzionalità degli uffici giudiziari è preliminarmente condizionata dalla loro razionale distribuzione sul territorio e dal corretto dimensionamento dei loro organici”. Ci sono, pertanto, tutte le ragioni per procedere rapidamente al rafforzamento dell'apparato giudiziario attraverso l'accorpamento del Tribunale di Crema al Tribunale di Cremona. Una proposta di legge in tal senso è stata depositata in Parlamento il 18 novembre 2010 dal deputato radicale, eletto nella nostra circoscrizione nelle liste Pd, Maurizio Turco e presentata nel corso del convegno “per una Giustizia efficace ed efficiente, per un migliore impiego delle risorse economiche, accorpiamo il Tribunale di Crema al Tribunale di Cremona”, tenutosi presso il Tribunale di Cremona il successivo 27 novembre. Nel corso del convegno, promosso dall'associazione radicale Piero Welby, presero la parola, fra gli altri, il presidente del Tribunale Carlo Maria Grillo, il Procuratore Roberto di Martino, il consigliere dell'Ordine degli avvocati Annalisa Beretta e il cancelliere Fabio Favalli. L'orientamento degli intervenuti fu sostanzialmente favorevole alla proposta di accorpamento, pur se collocata nel contesto di un provvedimento di carattere generale. Oggi, questo provvedimento sembra finalmente allo studio del Ministro della Giustizia. Siamo consapevoli che di fronte alla necessità di un provvedimento come questo è forte la tentazione da parte delle forze politiche di rafforzare non le Istituzioni ma sé stesse. Cavalcare campanilismi, anche se dannosi e superati dalle necessità dei tempi, può sembrare più facile e redditizio in termini di voti e popolarità. Ma il contrasto tra questo interesse di parte con quello della generalità dei cittadini (che pretende una Giustizia rapida ed efficace), nel contesto attuale, non è più tollerabile. E allora si proceda. Rapidamente.
Sergio Ravelli, segretario dell'associazione radicale Piero Welby di Cremona

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 26 agosto 2011 @ 19:27:58

 Rassegna stampa: ACCORPAMENTO DEI TRIBUNALI DI CREMA E CREMONA

TRIBUNALI, LA PROPOSTA DEI RADICALI
"TUTTO IL CIRCONDARIO A CREMONA"
(La Provincia del 22.8.2011)

Nelle scorse ore i Radicali di Cremona, tramite il loro storico portavoce, Sergio Ravelli, hanno diffuso alla stampa la proposta di legge presentata alcuni mesi fa in Parlamento sa Maurizio Turco, deputato radicale eletto nelle liste del Pd. La proposta di legge è in linea con quanto delineato l'altro ieri dal presidente del Tribunale di Cremona, Carlo Maria Grillo, che ha indicato, come soluzione, la trasformazione di Crema in sede distaccata di Cremona. La proposta Turco, contenuta in due articoli, prevede la soppressione del circondario del tribunale di Crema e il passaggio di tutti i suoi comuni nella competenza di Cremona.
“Il Ministro della Giustizia – si legge nel comma tre dell'articolo uno – è autorizzato a provvedere, con proprio decreto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, all'adeguamento degli organici dei magistrati e del personale occorrente. Gli affari civili e penali pendenti dinanzi al tribunale di Crema ed appartenenti, ai sensi della presente legge, alla competenza per territorio di Cremona, sono devoluti a tale ufficio”.

Postato da sergio_ravelli Venerdì, 26 agosto 2011 @ 19:21:15

 Rassegna stampa: ARTICOLO DEL GIORNALE LA CRONACA SUL CARCERE DI CREMONA

IL CARCERE RIDOTTO AL COLLASSO
DUE PSICOLOGI PER GLI AGENTI
(La Cronaca di Cremona del 21.7.2011)

Alla fine è stato necessario metter a disposizione due psicologi, per dare un sostegno agli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Cremona, “dove ormai la bagarre quotidiana – spiega Sergio Ravelli dei Radicali – mette in seria difficoltà anche i rapporti fra gli agenti. E' uno degli effetti del sovraffollamento, e alcuni degli agenti storici ci avevano avvertiti anche di questo pericolo”. L'azienda ospedialiera, già attivata in passato con varie iniziative per la vicina casa circondariale di Cà del Ferro, ha deciso infatti di assumere con un rapporto di libera professione due psicologi, che interverranno per realizzare il progetto “Stress correlato al lavoro nella casa circondariale di Cremona”. Si tratta di Cristina Cocchi e Giovanni Marozzi: entrambi psicologi, che già collaborano con il dipartimento di salute mentale dell'azienda ospedaliera, entreranno in azione per 100 ore totali di lavoro dal primo agosto di quest'anno al 31 dicembre. L'obiettivo del progetto che ha avuto il via libera della direzione generale di viale Concordia è uno studio approfondito del fenomeno presso il carcere cremonese. I due liberi professionisti sono stati scelti anche perché, come afferma la delibera che approva il progetto, è “accertata l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili all'interno dell'azienda considerata la specifica attività oggetto del progetto”.
Il carcere è ormai al collasso, come dicono i dati stessi, resi noti dai radicali Maurizio Turco, Sergio Ravelli ed Ermanno de Rosa, che hanno visitato la struttura diretta da Ornella Bellezza in aprile. I detenuti sono 375, mentre la capienza, da regolamento, sarebbe di 196, che può aumentare a una soglia di tolleranza di 300. “Invece – aggiunge Ravelli – ci stiamo avvicinando in modo preoccupante a quota 400. Non posso pronunciarmi nel merito del progetto dell'ospedale, ma è chiaro che lo stress difficilmente è estraneo a un ambiente in quelle condizioni. Ormai si è arrivati a tre letti per cella, in oltre 20 celle, anziché due. E dire che in tempi lontani erano tutte celle per un detenuto, di 9 metri quadrati l'una”.
Sono 140 i poliziotti in servizio, quando la pianta organica ne prevede 195. Detenuti ovunque, con posti letto stabilmente anche in infermeria. I radicali dell'associazione Piero Welby di Cremona torneranno in visita a Ferragosto, come negli anni scorsi. (Paolo Zignani)

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 25 luglio 2011 @ 18:16:22

 Rassegna stampa: LETTERA DI ERMANNO DE ROSA AL QUOTIDIANO LOCALE

NON C'E' SOLO LA CASTA DEI PARLAMENTARI
(La Cronaca di Cremona del 22.7.2011)

Sig. direttore,
C’era da aspettarselo: la manovra economica impone sacrifici e si scatena la protesta, chi si sente ingiustamente colpito è pronto a puntare il dito contro chi ha ancora una volta salvaguardato un privilegio, la casta dei politici è al centro dell’indignazione. Sembrerebbe tutto normale e rassicurante sulla capacità del sistema di reagire ad ingiustizie e correggere errori. Invece, a ben ascoltare il coro di questi giorni, si coglie una stonatura preoccupante: per ora giornali e TV si occupano dei privilegi di una sola componente della classe politica, quella dei parlamentari. Come si cercasse di sviare l’attenzione da tutto il resto della casta creata e foraggiata dall’attuale sistema di potere di cui si servono le oligarchie di partito sia a livello nazionale che locale. Sappiamo bene che i parlamentari attuali( solo alcuni si salvano per qualità personali o per militanza politica in una formazione di provata coerenza democratica come quella radicale), per il modo come sono stati eletti su nomina delle stesse oligarchie, non possono dare agli elettori sufficienti garanzie di autonomia quindi di funzionalità democratica del parlamento e che anche questo è causa del cattivo legiferare che non riforma le istituzioni e non rilancia lo sviluppo economico di cui abbiamo bisogno. Tuttavia questa unanime scelta di dare addosso ai privilegi dei parlamentari come fossero la causa di tutto è fuorviante e sembra favorire una pericolosa volontà di approfittare della situazione per screditare ulteriormente il parlamento come istituzione ed ottenere di avere le mani ancora più libere sul potere e nelle tasche dei cittadini da parte di chi regge veramente il gioco. Gioco facile ed ampiamente sperimentato da tutti i regimi basati sulla demagogia e portatori di povertà e sottosviluppo.
Continuare ad assecondarlo sarebbe tragico.
Ermanno de Rosa, presidente dell'Associazione radicale Piero Welby di Cremona

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 25 luglio 2011 @ 17:40:01

 Comunicati: REFERENDUM POPOLARI DEL 12 E 13 GIUGNO 2011


BATTUTI GLI ANTIREFERENDARI, SI APRA NUOVA STAGIONE

- Dichiarazione di MARIO STADERINI, segretario di Radicali Italiani -


Con il raggiungimento del quorum su tutti i quesiti il popolo italiano mostra di non essere ancora rassegnato ad un regime anticostituzionale che da sessant'anni gli toglie diritti e libertà. Questa volta l'arsenale antireferendario che è stato messo in campo, dalle leggine azzeccagarbugli alla cancellazione della campagna radiotelevisiva sino alla trappola del voto dall'estero, si è rivelato logoro. Saluto con gratitudine i 27 milioni di italiani che hanno riconquistato la possibilità di decidere su questioni centrali della propria vita, dopo che da 16 anni gli veniva sistematicamente impedito.
È grave la responsabilità di chi, con il reiterato sabotaggio prima e il truffaldino ricorso all'astensionismo poi, ha defraudato il Paese dal confronto democratico del merito dei referendum che solo può far crescere in tutti, vincitori e sconfitti, la consapevolezza collettiva sui gravi problemi del suo sviluppo. Di fronte a questa chiara manifestazione di rivolta morale e popolare, sarebbe un errore far mancare una risposta politica riformatrice, che restituisca autonomia e dignità alle istituzioni e legalità alla Repubblica.
Ci riteniamo con sempre maggiore decisione gli interpreti più adeguati di questa radicale e profonda volontà di cambiamento e ci auguriamo che dalle file dell'opposizione come da quelle della maggioranza altri ci raggiungano in questa urgenza democratica e riformatrice.

Postato da sergio_ravelli Lunedì, 13 giugno 2011 @ 22:38:44

 Rassegna stampa: ACCORDO TAMOIL, INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI


I RADICALI: “ACCORDO TAMOIL SCRITTO SULLA SABBIA”
(La Provincia di Cremona del 4.6.2011)

Intervento dei Radicali su futuro della Tamoil: per Sergio Ravelli, segretario dell'associazione Piero Welby di Cremona, quello sancito lo scorso luglio a Roma con azienda e sindacati è un 'accordo scritto sulla sabbia'.
Ancora: “Molte promesse: di bonifica, di contributi. Ma c'è poco da stare allegri e quella stanziata per l'indotto è una cifra irrisoria. Quello che più ci preoccupa sono gli impegni assunti in ordine alla bonifica ambientale e al piano di attività industriale successiva alla cessazione della raffineria. Quali garanzie concrete ha fornito Tamoil in merito agli impegni presi? Siano congelati i capitali della società capofila”.

Postato da sergio_ravelli Sabato, 04 giugno 2011 @ 14:40:23

 Comunicati: ACCORDO TAMOIL, INTERVENTO DI SERGIO RAVELLI


ACCORDO TAMOIL: "TANTE PROMESSE MA NESSUNA CERTEZZA"

Prendiamone atto. Nell'accordo sottoscritto in data 1-2 aprile 2011 tra società Tamoil Raffinazione, parti sociali ed enti istituzionali sono contenute molte promesse: la messa in sicurezza e la bonifica di tutti gli impianti dismessi; la bonifica di suolo, sottosuolo e acque sotterranee impattate dall'attività industriale condotta sul sito della raffineria; il ripristino ambientale di terreni insaturi e acque di falda delle aree rivierasche; un nuovo piano di re-industrializzazione delle aree dismesse. E, per quanto riguarda i lavoratori: una dote di 85 mila euro per integrare il reddito dei dipendenti Tamoil in cerca di una nuovo lavoro; incentivi alle imprese che li assumono e, fuori sacco (in quanto di questo impegno finanziario non c'è traccia nell'accordo), un contributo di 200 mila euro per il 'fondo di solidarietà' istituito dalla Provincia di Cremona. Riguardo a tale fondo, che dovrebbe andare a vantaggio dell'indotto Tamoil, c'è poco da stare allegri. Come ha correttamente fatto rilevare Giuseppe Torchio nel corso del consiglio provinciale di martedi scorso, ammesso che la Tamoil metta concretamente mano al portafoglio, stiamo parlando di una cifra irrisoria a beneficio dei lavoratori: circa 1.500 euro pro-capite. E chi s'è visto, s'è visto.
Ma quello che più ci preoccupa sono gli impegni assunti da Tamoil in ordine alla bonifica ambientale e al piano di attività industriale successivo alla cessazione della raffineria. Ancora una volta ci rivolgiamo agli enti istituzionali che hanno sottoscritto l'accordo per chiedere loro: dove sono i piani e i progetti, quali sono le modalità, i tempi di esecuzione, la quantificazione dei costi da sostenere? Ma soprattutto: quali garanzie concrete ha fornito Tamoil in merito agli impegni presi? Nell'accordo del 1° aprile 2011 non è specificato nulla. Solo poche e generiche parole sottoscritte dal ramo d'azienda moribondo (Tamoil Raffinazione spa) della galassia libica, ancora saldamente nelle mani del clan Gheddafi, nonostante le sanzioni dell'ONU e dell'UE.
Lo ripetiamo: siamo in presenza di un accordo scritto sulla sabbia. E' quindi urgente, indispensabile dare seguito alla proposta radicale perché innanzitutto siano congelati i capitali della società capofila (Tamoil Italia spa) prima che i gerarchi libici li facciano sparire.

Sergio Ravelli, segretario dell'Associazione radicale Piero Welby di Cremona

Postato da sergio_ravelli Sabato, 04 giugno 2011 @ 14:33:37

 PRIMA GIORNATA NAZIONALE DEI CONTRIBUTI SILENTI

RACCOLTA FIRME
RADICALI E CONSULENTI TRIBUTARI DAVANTI
ALL'INPS: "RESTITUIRE I CONTRIBUTI SILENTI
(La Cronaca di Cremona del 21.5.2011)

Protesta di Radicali e Associazione nazionale consulenti truibutari (ANCOT) davanti all'Inps di piazza Cadorna per "la restituzione dei contributi silenti". Il segretario dell'associazione radicale Sergio Ravelli e alcuni esponenti dell'Ancot, tra cui il presidente provinciale Adriano Della Noce sono stati presenti all'iniziativa, attivata in tutta Italia, messa in atto ieri mattina. Basata su una raccolta di firme a sostegno della proposta di legge dei parlamentari radicali - affinchè venga calendarizzata e discussa entro fine anno - per riconoscere ai lavoratori il diritto alla restituzione dei contributi "silenti". "Gran parte dei contributi previdenziali versati alla Gestione separata dell’Inps dai parasubordinati, dai precari o da coloro che esercitano professioni non regolate da ordini professionali - recita l'appello della protesta - vengono versati a fondo perduto: se non si raggiunge il minimo richiesto dalla legge per maturare la pensione, quei contributi vengono usati per pagare le pensioni di altri ma non danno diritto ad averne una propria; il che accade sempre più spesso, dati i lunghi periodi di disoccupazione o lavoro nero. E anche quando si matura il minimo di contribuzione richiesto, la pensione ottenuta non supera le poche centinaia di euro dell’assegno sociale. La Gestione separata dell'Inps ogni anno incassa 8 miliardi di euro di contributi ma eroga solo 300 milioni di euro di prestazioni".

Postato da sergio_ravelli Sabato, 21 maggio 2011 @ 13:51:38

 Rassegna stampa: LO SCIOPERO DELLA FAME DI DETENUTI E FAMILIARI

Anche a Cremona l'iniziativa già in atto in decine di carceri
CA' DEL FERRO, DETENUTI IN PROTESTA
"SCATTATO LO SCIOPERO DELLA FAME"
(La Provincia di Cremona del 20.5.2011)

"Carceri italiane, detenuti in sciopero: digiunare per cambiare. Aderiscono anche i detenuti del carcere di Cà del Ferro" Inizia con queste parole il comunicato dei Radicali Italiani diffuso ieri da Sergio Ravelli, storico esponente cremonese del partito guidato da Marco Pannella, che da decenni si batte per migliorare le condizioni di vita oltre le sbarre.
Quel che era nell'aria alla fine è accaduto: anche alcuni reclusi della casa circondariale di Cremona, alla stregua di quel che accade in una ventina di carceri italiane, si asterrà dal consumare cibi in segno di protesta contro il progressivo degrado delle condizioni di detenzione anche a Cà del Ferro, che rischia di non essere più quell'"isola felice" in dicata da molti negli ultimi anni.
Che le cose stiano via via peggiorando è cosa messa in luce, a più riprese, da veri esponenti sindacali. Ieri è tornato a fotografare la situazione Mario Penci, il segretario provinciale di Uil-Funzione pubblica. "Stiamo facendo pressioni sul regionale perchè è a quel livello che può decidersi qualcosa di utile per veder incrementato il numero degli agenti. Il nodo è rappresentato dalla nuova ala del carcere che sta per essere ultimata. Nei prossimi giorni dovrebbero andare in porto le procedure relative alle forniture che servono per gli allestimenti interni. Insomma, lì tutto procede a buon ritmo ma senza personale, servirebbero almeno cinquanta agenti, non se ne parla di far funzionare la nuova alla. Potremmo ritrovarci a vederne utilizzata soltanto una parte. Sarebbe una sconfitta: le carceri sono state costruite perchè servono".
"Dalle carceri - spiega Ravelli nella nota diffusa ieri - arriva il segnale di reazione più forte a questa nuova lotta nonviolenta: detenuti e familiari, ma anche agenti di custodia e direttori degli istituti di detenzione, a centinaia in tutta la penisola, hanno iniziato a loro volta scioperi della fame perché finalmente si trovi via d'uscita ad una situazione divenuta insostenibile. Non solo messaggi di solidarietà, ma adesioni concrete e condivisione di un metodo. Come Radicali continuiamo e continueremo ad attivare quante più iniziative possibili per riportare i riflettori su questo problema".
Tra le carceri dove è in atto lo sciopero della fame dei detenuti ci sono, tra gli altri, Roma (Rebibbia e Regina Coeli), Agrigento, Cagliari, Vercelli, Velletri, Milano (Opera e San Vittore), Imperia, Ancona, Prato, Ariano Irpino, Venezia, Alessandria, Lanciano, Genova (Marassi).

Postato da sergio_ravelli Sabato, 21 maggio 2011 @ 00:29:57

 Rassegna stampa: LO SCIOPERO DELLA FAME DI MARCO PANNELLA


"ORA AMNISTIA"
RADICALI MOBILITATI: "STATO DISUMANO"
(La Provincia di Cremona del 20.5.2011)

"Marco Pannella digiuna da circa un mese, perché l'Italia torni a poter essere in qualche misura considerata una democrazia, ma soprattutto per la situazione disumana delle carceri italiane. E proprio dalle carceri arriva il segnale di reazione più forte a questa nuova lotta nonviolenta: detenuti e familiari, ma anche agenti di custodia e direttori degli istituti di detenzione, a centinaia in tutta la penisola, hanno iniziato a loro volta scioperi della fame perché finalmente si trovi via d'uscita ad una situazione divenuta insostenibile".
Con queste parole inizia la nota stampa diffusa ieri dal radicale cremonese Sergio Ravelli che fa il punto della situazione e indicato l'obiettivo: "Bisogna che finalmente venga varato un provvedimento di amnistia, che nel nostro paese manca da oltre 20 anni, unica strada percorribile per un sistema da tempo al collasso, sovraccarico al 150% della propria capacità massima".

Postato da sergio_ravelli Sabato, 21 maggio 2011 @ 00:06:12

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